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Jim Morrison.. leggenda del rock – Breve ricordo anche con aforismi.. poesie e canzoni   Leave a comment


 


Mi fa piacere ricordar Jim Morrison,

leader dei Doors e “Poeta Maledetto del Rock“,

morto sì giovanissimo

ma che, per la bellezza dei testi e delle musiche,

è tuttora vivissimo ed amatissimo.


Era e resta una vera leggenda… del rock.

.

 

 

 

Se la mia poesia cerca di arrivare a qualcosa,

è liberare la gente dai modi limitati in cui vede e sente.

Jim  Morrison

 

 

 

(Melbourne 8 12 1943 – Parigi 3 7 1971)
 
 
 
 
JIM MORRISON
 
LA LEGGENDA E LA POESIA DEL ROCK
 
 
 .
.
 




Nella sua trasgressione
l’inquietudine di una intera generazione.

E’ anche considerato il poeta maledetto
della Beat Generation.




.
.

 
 
 

Quando il mio corpo sarà cenere
il mio nome sarà leggenda
Jim Morrison
 
 
 
 

Avrà sbagliato molto, in vita sua, Jim Morrison, ma non a immaginare cosa sarebbe stato del suo ricordo.
Il cantante e leader dei Doors, quando era ancora in vita, era più di un musicista rock in un’epoca in cui rock era ancora vivo.
 
Poeta, appassionato di letteratura (dalla beat generation ai poeti maledetti francesi,) cinefilo e film maker (alla scuola di cinema dell’Ucla aveva conosciuto l’altro fondatore dei Doors, Ray Manzarek), Morrison al momento della sua fine era già un’icona per una generazione che nel «maledetto» fuggito dalla Florida in California identificava il proprio lato oscuro e inquieto.


 
 
 
 

I Doors

Il corpo di Jim Morrison ha cominciato a diventare cenere il 3 luglio di 38 anni fa, in un albergo di Parigi. 

La sua morte, con cause rimaste oscure, coincide con l’inizio della leggenda.  
Anzi, delle leggende, compresa quella che lo vuole ancora vivo, sotto falso nome, dopo aver organizzato la macabra messinscena per sottrarsi alla pressione della popolarità e ritirarsi a scrivere poesie. 

E’ una vecchia storia: non ci si rassegna facilmente a perdere certi simboli universali.

Del resto, se «Elvis è vivo» (e qualcuno che giura di averlo visto si troverà sempre), perchè Morrison non dovrebbe esserlo? Jacques Rochard, un grafico francese che dice di averlo incontrato a Parigi nel 1980, ha scritto addirittura un libro per farlo sapere al mondo.

Per evitare equivoci l’ha intitolato «Vivo!».








Per chi non ama aggrapparsi al sogno dell’immortalità terrena, il viaggio, anche soltanto virtuale al cimitero parigino di Père Lachaise, è obbligatorio.

E’ il camposanto degli artisti e delle celebrità.  
Lo stesso Jim Morrison amava andare a visitare le tombe dei poeti che adorava.









Oggi è un itinerario che si può compiere da casa, con un clic, attraverso il sito del cimitero, per trovare la tomba di Morrison ancora oggi meta di visite e omaggi così come accade a Graceland, o a Central Park sul mosaico che ricorda John Lennon. 

Lumini, candele e fiori: una cornice che forse non si sarebbe attesa un artista sempre inquieto e insoddisfatto, per il quale la trasgressione era una forma di espressione contro la cultura dominante (gli pesò il processo per i fatti di Miami, quando si spogliò in concerto). 
Quanto agli stupefacenti, non sarebbe nemmeno un particolare da citare, tanto era diffuso in quel periodo tra tutti i musicisti e gli artisti, in particolare nell’area californiana. 
 

A Parigi Morrison cercava una nuova vita.


Era arrivato il 12 marzo del ’71, appena terminata l’incisione di LA WOMAN, l’ultimo album dei Doors.  


E mentre la mente musicale del gruppo, Ray Manzarek, era ancora impegnato nei missaggi, Jim e Pamela (la sua “compagna cosmica” cominciava la loro ricerca di nuove contaminazioni europee.







 



Via la barba, una vita da turista colto, frequentazioni con intellettuali come l’amica regista Agnès Varda, giornate ai cafè e ai musei, serate di cinema e conversazioni.

Tutto potrebbe andare al meglio: la sua raccolta di poesie “The Lords And The New Creatures” è un successo, “La Woman”, appena uscito, pure.Ma quando arriva l’estate a Parigi, il suo umore è cambiato e l’entusiasmo ha lasciato il posto alla depressione e all’isolamento.

Muore a 27 anni il 3 luglio del 1971.

Pochi mesi prima, tra settembre e ottobre del 1970, se ne erano giù andati altri compagni di viaggio: Jimi Hendrix e, subito dopo, Janis Joplin. Circostanze simili e vite, anche le loro, all’estremo.  






  The Doors – Light My Fire


 



Poche persone per l’addio di Morrison: la notizia non fa immediatamente il giro del mondo come sarebbe successo poi per Elvis e come accadrà, nove anni dopo, per Lennon. 
Ma i fan, in fondo, sapevano già, fin dall’inizio. Rimettono sul piatto il lp The Doors, uscito nel 1967, già premonitore nelle liriche di una canzone di Morrison: This is the end, beautiful friend. This is the end, my only friend… 


Il referto parla di un edema polmonare nella notte, probabilmente causato dall’effetto combinato di eroina e alcol.


Pamela morirà di overdose tre anni dopo.









  

 


This is the end, my only friend, the end…
.


.
.
TESTO DAL WEB – IMPAGINAZ. TONY KOSPAN




Spero di riuscire prima o poi a dire la mia…
su questo poliedrico geniale e moderno
“artista maledetto”.


Ricordiamolo infine anche con questo bel video,

con diverse sue canzoni, poesie ed aforismi



 
 
 
 

Ciao da Tony Kospan



IL TUO NUOVO GRUPPO DI CULTURA ED AMICIZIA






 
 
 
 
 
 

Jim Morrison.. leggendario poeta del rock – Breve ricordo anche con aforismi e canzoni   Leave a comment


 


Mi fa piacere ricordar Jim Morrison,

leader dei Doors e “Poeta Maledetto del Rock“,

morto sì giovanissimo

ma che, per la bellezza dei testi e delle musiche,

è tuttora vivissimo ed amatissimo.



Era e resta una vera leggenda… del rock.

.

 

 

 

Se la mia poesia cerca di arrivare a qualcosa,

è liberare la gente dai modi limitati in cui vede e sente.

Jim  Morrison

 

 

 

(Melbourne 8 12 1943 – Parigi 3 7 1971)
 
 
 
 
JIM MORRISON
 
LA LEGGENDA E LA POESIA DEL ROCK
 
 
 .
.
 




Nella sua trasgressione, nella sua ribellione,
  l’inquietudine di una intera generazione.

E’ anche considerato il poeta maledetto
della Beat Generation.




.
.

 
 
 

Quando il mio corpo sarà cenere
il mio nome sarà leggenda
Jim Morrison
 
 
 
 

Avrà sbagliato molto, in vita sua, Jim Morrison, ma non a immaginare cosa sarebbe stato del suo ricordo.
Il cantante e leader dei Doors, quando era ancora in vita, era più di un musicista rock in un’epoca in cui rock era ancora vivo.
 
Poeta, appassionato di letteratura (dalla beat generation ai poeti maledetti francesi) cinefilo e film maker (alla scuola di cinema dell’Ucla aveva conosciuto l’altro fondatore dei Doors, Ray Manzarek), Morrison al momento della sua fine era già un’icona per una generazione che nel «maledetto» fuggito dalla Florida in California identificava il proprio lato oscuro e inquieto.


 
 
 
 

I Doors

Il corpo di Jim Morrison ha cominciato a diventare cenere il 3 luglio di 38 anni fa, in un albergo di Parigi. 

La sua morte, con cause rimaste oscure, coincide con l’inizio della leggenda.  
Anzi, delle leggende, compresa quella che lo vuole ancora vivo, sotto falso nome, dopo aver organizzato la macabra messinscena per sottrarsi alla pressione della popolarità e ritirarsi a scrivere poesie. 

E’ una vecchia storia: non ci si rassegna facilmente a perdere certi simboli universali.

Del resto, se «Elvis è vivo» (e qualcuno che giura di averlo visto si troverà sempre), perché Morrison non dovrebbe esserlo? 
Jacques Rochard, un grafico francese che dice di averlo incontrato a Parigi nel 1980, ha scritto addirittura un libro per farlo sapere al mondo.

Per evitare equivoci l’ha intitolato «Vivo!».








Per chi non ama aggrapparsi al sogno dell’immortalità terrena, il viaggio, anche soltanto virtuale al cimitero parigino di Père Lachaise, è obbligatorio.

E’ il camposanto degli artisti e delle celebrità.  
Lo stesso Jim Morrison amava andare a visitare le tombe dei poeti che adorava.









Oggi è un itinerario che si può compiere da casa, con un clic, attraverso il sito del cimitero, per trovare la tomba di Morrison ancora oggi meta di visite e omaggi così come accade a Graceland, o a Central Park sul mosaico che ricorda John Lennon. 

Lumini, candele e fiori: una cornice che forse non si sarebbe attesa un artista sempre inquieto e insoddisfatto, per il quale la trasgressione era una forma di espressione contro la cultura dominante (gli pesò il processo per i fatti di Miami, quando si spogliò in concerto). 
Quanto agli stupefacenti, non sarebbe nemmeno un particolare da citare, tanto era diffuso in quel periodo tra tutti i musicisti e gli artisti, in particolare nell’area californiana. 
 

A Parigi Morrison cercava una nuova vita.


Era arrivato il 12 marzo del ’71, appena terminata l’incisione di LA WOMAN, l’ultimo album dei Doors.  


E mentre la mente musicale del gruppo, Ray Manzarek, era ancora impegnato nei missaggi, Jim e Pamela (la sua “compagna cosmica” cominciava la loro ricerca di nuove contaminazioni europee.







 



Via la barba, una vita da turista colto, frequentazioni con intellettuali come l’amica regista Agnès Varda, giornate ai cafè e ai musei, serate di cinema e conversazioni.

Tutto potrebbe andare al meglio: la sua raccolta di poesie “The Lords And The New Creatures” è un successo, “La Woman”, appena uscito, pure.

Ma quando arriva l’estate a Parigi, il suo umore è cambiato e l’entusiasmo ha lasciato il posto alla depressione e all’isolamento.

Muore a 27 anni il 3 luglio del 1971.

Pochi mesi prima, tra settembre e ottobre del 1970, se ne erano giù andati altri compagni di viaggio: Jimi Hendrix e, subito dopo, Janis Joplin

Circostanze simili e vite, anche le loro, all’estremo.  






  The Doors – Light My Fire


 



Poche persone per l’addio di Morrison: la notizia non fa immediatamente il giro del mondo come sarebbe successo poi per Elvis e come accadrà, nove anni dopo, per Lennon. 
Ma i fan, in fondo, sapevano già, fin dall’inizio. Rimettono sul piatto il lp The Doors, uscito nel 1967, già premonitore nelle liriche di una canzone di Morrison: 
This is the end, beautiful friend. This is the end, my only friend… 


Il referto parla di un edema polmonare nella notte, probabilmente causato dall’effetto combinato di eroina e alcol.


Pamela morirà di overdose tre anni dopo.









  

 


This is the end, my only friend, the end…
.


.
.
TESTO DAL WEB – IMPAGINAZ. TONY KOSPAN




Spero di riuscire prima o poi a dire la mia…
su questo poliedrico, geniale, poetico e moderno
“artista maledetto”.


Ricordiamolo infine anche con questo bel video,

con diverse sue canzoni, poesie ed aforismi



 
 
 
 

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Breve ricordo di Elvis Presley.. leggendario Re del Rock.. con sue immagini e 2 video   1 comment

 
 
 
 
 
 
 
 
E’ stato un vero grande mito della musica leggera…
al punto da esser considerato il…
RE DEL ROCK…
 
 
 
Elvis Presley…
 
 
 

La sua apparizione sulle scene verso la metà degli anni ’50
sconvolse letteralmente il mondo musicale americano.
 
 
 


 Elvis da giovane
 
 
 Oltre al ritmo veloce della sua musica
colpivano i suoi caratteristici movimenti di bacino
che gli fecero avere il soprannome: “The Pelvis“.





 
 
Il suo successo si diffuse presto negli USA
e subito dopo in tutto il mondo.
 
 

 Qui Elvis prima versione – Hound Dog (1956)
 
 
 
Osannatissimo dai giovani, ma non solo,
divenne anche un vero e proprio simbolo mondiale
dell’America del Rock.

Successivamente la sua musica
cambiò ritmo ma le sue canzoni e la sua voce
continuarono ad emozionare…






 
Negli ultimi anni soffrì molto per la sua bulimia
e si lasciò andare a vari stravizi (ma mai di droga)
che forse gli causarono l’infarto che l’uccise.

 
 
 
 
 (Tupelo 8.1.1935 – Memphis 16.8.1977)

 
 
 
Elvis moriva ma non la sua leggenda…
 
 
Ancora oggi dopo 38 anni dalla morte, Elvis,
 che è considerato uno dei più grandi cantanti di sempre
viene ricordato alla grande…
 in tutto il mondo, ma soprattutto a Memphis

 
 
 
 
 
 
 
 
Ricordiamolo anche noi attraverso questo
suo famosissimo… bellissimo  brano… 
(che ha a sua volta una bella storia)
 
Can’t Help Falling In Love
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Ciao a tutti da Tony Kospan




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Jim Morrison.. poeta del rock – Breve ricordo anche con aforismi.. poesie e canzoni   Leave a comment


 


Mi fa piacere ricordar Jim Morrison,

leader dei Doors e “Poeta Maledetto del Rock“,

morto sì giovanissimo

ma che, per la bellezza dei testi e delle musiche,

è tuttora vivissimo ed amatissimo.


Era e resta una vera leggenda… del rock.

.

 

 

 

Se la mia poesia cerca di arrivare a qualcosa,

è liberare la gente dai modi limitati in cui vede e sente.

Jim  Morrison

 

 

 

(Melbourne 8 12 1943 – Parigi 3 7 1971)
 
 
 
 
JIM MORRISON
 
LA LEGGENDA E LA POESIA DEL ROCK
 
 
 .
.
 




Nella sua trasgressione
l’inquietudine di una intera generazione.

E’ anche considerato il poeta maledetto
della Beat Generation.




.
.

 
 
 

Quando il mio corpo sarà cenere
il mio nome sarà leggenda
Jim Morrison
 
 
 
 

Avrà sbagliato molto, in vita sua, Jim Morrison, ma non a immaginare cosa sarebbe stato del suo ricordo.
Il cantante e leader dei Doors, quando era ancora in vita, era più di un musicista rock in un’epoca in cui rock era ancora vivo.
 
Poeta, appassionato di letteratura (dalla beat generation ai poeti maledetti francesi,) cinefilo e film maker (alla scuola di cinema dell’Ucla aveva conosciuto l’altro fondatore dei Doors, Ray Manzarek), Morrison al momento della sua fine era già un’icona per una generazione che nel «maledetto» fuggito dalla Florida in California identificava il proprio lato oscuro e inquieto.


 
 
 
 

I Doors

Il corpo di Jim Morrison ha cominciato a diventare cenere il 3 luglio di 38 anni fa, in un albergo di Parigi. 

La sua morte, con cause rimaste oscure, coincide con l’inizio della leggenda.  
Anzi, delle leggende, compresa quella che lo vuole ancora vivo, sotto falso nome, dopo aver organizzato la macabra messinscena per sottrarsi alla pressione della popolarità e ritirarsi a scrivere poesie. 

E’ una vecchia storia: non ci si rassegna facilmente a perdere certi simboli universali.

Del resto, se «Elvis è vivo» (e qualcuno che giura di averlo visto si troverà sempre), perchè Morrison non dovrebbe esserlo? Jacques Rochard, un grafico francese che dice di averlo incontrato a Parigi nel 1980, ha scritto addirittura un libro per farlo sapere al mondo.

Per evitare equivoci l’ha intitolato «Vivo!».








Per chi non ama aggrapparsi al sogno dell’immortalità terrena, il viaggio, anche soltanto virtuale al cimitero parigino di Père Lachaise, è obbligatorio.

E’ il camposanto degli artisti e delle celebrità.  
Lo stesso Jim Morrison amava andare a visitare le tombe dei poeti che adorava.









Oggi è un itinerario che si può compiere da casa, con un clic, attraverso il sito del cimitero, per trovare la tomba di Morrison ancora oggi meta di visite e omaggi così come accade a Graceland, o a Central Park sul mosaico che ricorda John Lennon. 

Lumini, candele e fiori: una cornice che forse non si sarebbe attesa un artista sempre inquieto e insoddisfatto, per il quale la trasgressione era una forma di espressione contro la cultura dominante (gli pesò il processo per i fatti di Miami, quando si spogliò in concerto). 
Quanto agli stupefacenti, non sarebbe nemmeno un particolare da citare, tanto era diffuso in quel periodo tra tutti i musicisti e gli artisti, in particolare nell’area californiana. 
 

A Parigi Morrison cercava una nuova vita.


Era arrivato il 12 marzo del ’71, appena terminata l’incisione di LA WOMAN, l’ultimo album dei Doors.  


E mentre la mente musicale del gruppo, Ray Manzarek, era ancora impegnato nei missaggi, Jim e Pamela (la sua “compagna cosmica” cominciava la loro ricerca di nuove contaminazioni europee.







 



Via la barba, una vita da turista colto, frequentazioni con intellettuali come l’amica regista Agnès Varda, giornate ai cafè e ai musei, serate di cinema e conversazioni.

Tutto potrebbe andare al meglio: la sua raccolta di poesie “The Lords And The New Creatures” è un successo, “La Woman”, appena uscito, pure.Ma quando arriva l’estate a Parigi, il suo umore è cambiato e l’entusiasmo ha lasciato il posto alla depressione e all’isolamento.

Muore a 27 anni il 3 luglio del 1971.

Pochi mesi prima, tra settembre e ottobre del 1970, se ne erano giù andati altri compagni di viaggio: Jimi Hendrix e, subito dopo, Janis Joplin. Circostanze simili e vite, anche le loro, all’estremo.  






  The Doors – Light My Fire


 



Poche persone per l’addio di Morrison: la notizia non fa immediatamente il giro del mondo come sarebbe successo poi per Elvis e come accadrà, nove anni dopo, per Lennon. 
Ma i fan, in fondo, sapevano già, fin dall’inizio. Rimettono sul piatto il lp The Doors, uscito nel 1967, già premonitore nelle liriche di una canzone di Morrison: This is the end, beautiful friend. This is the end, my only friend… 


Il referto parla di un edema polmonare nella notte, probabilmente causato dall’effetto combinato di eroina e alcol.


Pamela morirà di overdose tre anni dopo.









  

 


This is the end, my only friend, the end…
.


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TESTO DAL WEB – IMPAGINAZ. TONY KOSPAN




Spero di riuscire prima o poi a dire la mia…
su questo poliedrico geniale e moderno
“artista maledetto”.


Ricordiamolo infine anche con questo bel video,

con diverse sue canzoni, poesie ed aforismi



 
 
 
 

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Mi fa piacere ricordar Jim Morrison,

leader dei Doors e “Poeta Maledetto del Rock“,

morto sì giovanissimo

ma che, per la bellezza dei testi e delle musiche,

è tuttora vivissimo ed amatissimo.



Era e resta una vera leggenda… del rock.

.

 

 

 

Se la mia poesia cerca di arrivare a qualcosa,

è liberare la gente dai modi limitati in cui vede e sente.

Jim  Morrison

 

 

 

(Melbourne 8 12 1943 – Parigi 3 7 1971)
 
 
 
 
JIM MORRISON
 
LA LEGGENDA E LA POESIA DEL ROCK
 
 
 .
.
 




Nella sua trasgressione, nella sua ribellione,
  l’inquietudine di una intera generazione.

E’ anche considerato il poeta maledetto
della Beat Generation.




.
.

 
 
 

Quando il mio corpo sarà cenere
il mio nome sarà leggenda
Jim Morrison
 
 
 
 

Avrà sbagliato molto, in vita sua, Jim Morrison, ma non a immaginare cosa sarebbe stato del suo ricordo.
Il cantante e leader dei Doors, quando era ancora in vita, era più di un musicista rock in un’epoca in cui rock era ancora vivo.
 
Poeta, appassionato di letteratura (dalla beat generation ai poeti maledetti francesi) cinefilo e film maker (alla scuola di cinema dell’Ucla aveva conosciuto l’altro fondatore dei Doors, Ray Manzarek), Morrison al momento della sua fine era già un’icona per una generazione che nel «maledetto» fuggito dalla Florida in California identificava il proprio lato oscuro e inquieto.


 
 
 
 

I Doors

Il corpo di Jim Morrison ha cominciato a diventare cenere il 3 luglio di 38 anni fa, in un albergo di Parigi. 

La sua morte, con cause rimaste oscure, coincide con l’inizio della leggenda.  
Anzi, delle leggende, compresa quella che lo vuole ancora vivo, sotto falso nome, dopo aver organizzato la macabra messinscena per sottrarsi alla pressione della popolarità e ritirarsi a scrivere poesie. 

E’ una vecchia storia: non ci si rassegna facilmente a perdere certi simboli universali.

Del resto, se «Elvis è vivo» (e qualcuno che giura di averlo visto si troverà sempre), perché Morrison non dovrebbe esserlo? 
Jacques Rochard, un grafico francese che dice di averlo incontrato a Parigi nel 1980, ha scritto addirittura un libro per farlo sapere al mondo.

Per evitare equivoci l’ha intitolato «Vivo!».








Per chi non ama aggrapparsi al sogno dell’immortalità terrena, il viaggio, anche soltanto virtuale al cimitero parigino di Père Lachaise, è obbligatorio.

E’ il camposanto degli artisti e delle celebrità.  
Lo stesso Jim Morrison amava andare a visitare le tombe dei poeti che adorava.









Oggi è un itinerario che si può compiere da casa, con un clic, attraverso il sito del cimitero, per trovare la tomba di Morrison ancora oggi meta di visite e omaggi così come accade a Graceland, o a Central Park sul mosaico che ricorda John Lennon. 

Lumini, candele e fiori: una cornice che forse non si sarebbe attesa un artista sempre inquieto e insoddisfatto, per il quale la trasgressione era una forma di espressione contro la cultura dominante (gli pesò il processo per i fatti di Miami, quando si spogliò in concerto). 
Quanto agli stupefacenti, non sarebbe nemmeno un particolare da citare, tanto era diffuso in quel periodo tra tutti i musicisti e gli artisti, in particolare nell’area californiana. 
 

A Parigi Morrison cercava una nuova vita.


Era arrivato il 12 marzo del ’71, appena terminata l’incisione di LA WOMAN, l’ultimo album dei Doors.  


E mentre la mente musicale del gruppo, Ray Manzarek, era ancora impegnato nei missaggi, Jim e Pamela (la sua “compagna cosmica” cominciava la loro ricerca di nuove contaminazioni europee.







 



Via la barba, una vita da turista colto, frequentazioni con intellettuali come l’amica regista Agnès Varda, giornate ai cafè e ai musei, serate di cinema e conversazioni.

Tutto potrebbe andare al meglio: la sua raccolta di poesie “The Lords And The New Creatures” è un successo, “La Woman”, appena uscito, pure.

Ma quando arriva l’estate a Parigi, il suo umore è cambiato e l’entusiasmo ha lasciato il posto alla depressione e all’isolamento.

Muore a 27 anni il 3 luglio del 1971.

Pochi mesi prima, tra settembre e ottobre del 1970, se ne erano giù andati altri compagni di viaggio: Jimi Hendrix e, subito dopo, Janis Joplin

Circostanze simili e vite, anche le loro, all’estremo.  






  The Doors – Light My Fire


 



Poche persone per l’addio di Morrison: la notizia non fa immediatamente il giro del mondo come sarebbe successo poi per Elvis e come accadrà, nove anni dopo, per Lennon. 
Ma i fan, in fondo, sapevano già, fin dall’inizio. Rimettono sul piatto il lp The Doors, uscito nel 1967, già premonitore nelle liriche di una canzone di Morrison: 
This is the end, beautiful friend. This is the end, my only friend… 


Il referto parla di un edema polmonare nella notte, probabilmente causato dall’effetto combinato di eroina e alcol.


Pamela morirà di overdose tre anni dopo.









  

 


This is the end, my only friend, the end…
.


.
.
TESTO DAL WEB – IMPAGINAZ. TONY KOSPAN




Spero di riuscire prima o poi a dire la mia…
su questo poliedrico, geniale, poetico e moderno
“artista maledetto”.


Ricordiamolo infine anche con questo bel video,

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E’ stato un vero grande mito della musica leggera…
al punto da esser considerato il…
RE DEL ROCK…
 
 
 
Elvis Presley…
 
 
 

La sua apparizione sulle scene verso la metà degli anni ’50
sconvolse letteralmente il mondo musicale americano.
 
 
 


 Elvis da giovane
 
 
 Oltre al ritmo veloce della sua musica
colpivano i suoi caratteristici movimenti di bacino
che gli fecero avere il soprannome: “The Pelvis“.





 
 
Il suo successo si diffuse presto negli USA
e subito dopo in tutto il mondo.
 
 

 Qui Elvis prima versione – Hound Dog (1956)
 
 
 
Osannatissimo dai giovani, ma non solo,
divenne anche un vero e proprio simbolo mondiale
dell’America del Rock.

Successivamente la sua musica
cambiò ritmo ma le sue canzoni e la sua voce
continuarono ad emozionare…






 
Negli ultimi anni soffrì molto per la sua bulimia
e si lasciò andare a vari stravizi (ma mai di droga)
che forse gli causarono l’infarto che l’uccise.

 
 
 
 
 (Tupelo 8.1.1935 – Memphis 16.8.1977)

 
 
 
Elvis moriva ma non la sua leggenda…
 
 
Ancora oggi dopo 38 anni dalla morte, Elvis,
 che è considerato uno dei più grandi cantanti di sempre
viene ricordato alla grande…
 in tutto il mondo, ma soprattutto a Memphis

 
 
 
 
 
 
 
 
Ricordiamolo anche noi attraverso questo
suo famosissimo… bellissimo  brano… 
(che ha a sua volta una bella storia)
 
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Mi fa piacere ricordar Jim Morrison,

leader dei Doors e “Poeta Maledetto del Rock“,

morto sì giovanissimo

ma che, per la bellezza dei testi e delle musiche,

è tuttora vivissimo ed amatissimo.


Era e resta una vera leggenda… del rock.

.

 

 

 

 

Se la mia poesia cerca di arrivare a qualcosa,

è liberare la gente dai modi limitati in cui vede e sente.

Jim  Morrison

 

 

 

(Melbourne 8 12 1943 – Parigi 3 7 1971)
 
 
 
 
JIM MORRISON
 
LA LEGGENDA E LA POESIA DEL ROCK
 
 
 .
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Nella sua trasgressione
l’inquietudine di una intera generazione.

E’ anche considerato il poeta maledetto
della Beat Generation.



.
.

 
 
 

Quando il mio corpo sarà cenere
il mio nome sarà leggenda
Jim Morrison
 
 
 
 

Avrà sbagliato molto, in vita sua, Jim Morrison, ma non a immaginare cosa sarebbe stato del suo ricordo.
Il cantante e leader dei Doors, quando era ancora in vita, era più di un musicista rock in un’epoca in cui rock era ancora vivo.
 
Poeta, appassionato di letteratura (dalla beat generation ai poeti maledetti francesi,) cinefilo e film maker (alla scuola di cinema dell’Ucla aveva conosciuto l’altro fondatore dei Doors, Ray Manzarek), Morrison al momento della sua fine era già un’icona per una generazione che nel «maledetto» fuggito dalla Florida in California identificava il proprio lato oscuro e inquieto.


 
 
 
 

I Doors

 

 

Il corpo di Jim Morrison ha cominciato a diventare cenere il 3 luglio di 38 anni fa, in un albergo di Parigi. 

La sua morte, con cause rimaste oscure, coincide con l’inizio della leggenda.  
Anzi, delle leggende, compresa quella che lo vuole ancora vivo, sotto falso nome, dopo aver organizzato la macabra messinscena per sottrarsi alla pressione della popolarità e ritirarsi a scrivere poesie. 

E’ una vecchia storia: non ci si rassegna facilmente a perdere certi simboli universali.

Del resto, se «Elvis è vivo» (e qualcuno che giura di averlo visto si troverà sempre), perchè Morrison non dovrebbe esserlo? Jacques Rochard, un grafico francese che dice di averlo incontrato a Parigi nel 1980, ha scritto addirittura un libro per farlo sapere al mondo.

Per evitare equivoci l’ha intitolato «Vivo!».








Per chi non ama aggrapparsi al sogno dell’immortalità terrena, il viaggio, anche soltanto virtuale al cimitero parigino di Père Lachaise, è obbligatorio.

E’ il camposanto degli artisti e delle celebrità.  
Lo stesso Jim Morrison amava andare a visitare le tombe dei poeti che adorava.









Oggi è un itinerario che si può compiere da casa, con un clic, attraverso il sito del cimitero, per trovare la tomba di Morrison ancora oggi meta di visite e omaggi così come accade a Graceland, o a Central Park sul mosaico che ricorda John Lennon. 

Lumini, candele e fiori: una cornice che forse non si sarebbe attesa un artista sempre inquieto e insoddisfatto, per il quale la trasgressione era una forma di espressione contro la cultura dominante (gli pesò il processo per i fatti di Miami, quando si spogliò in concerto). 
Quanto agli stupefacenti, non sarebbe nemmeno un particolare da citare, tanto era diffuso in quel periodo tra tutti i musicisti e gli artisti, in particolare nell’area californiana. 
 

A Parigi Morrison cercava una nuova vita.


Era arrivato il 12 marzo del ’71, appena terminata l’incisione di LA WOMAN, l’ultimo album dei Doors.  


E mentre la mente musicale del gruppo, Ray Manzarek, era ancora impegnato nei missaggi, Jim e Pamela (la sua “compagna cosmica” cominciava la loro ricerca di nuove contaminazioni europee.







 



Via la barba, una vita da turista colto, frequentazioni con intellettuali come l’amica regista Agnès Varda, giornate ai cafè e ai musei, serate di cinema e conversazioni.

Tutto potrebbe andare al meglio: la sua raccolta di poesie “The Lords And The New Creatures” è un successo, “La Woman”, appena uscito, pure.Ma quando arriva l’estate a Parigi, il suo umore è cambiato e l’entusiasmo ha lasciato il posto alla depressione e all’isolamento.

Muore a 27 anni il 3 luglio del 1971.

Pochi mesi prima, tra settembre e ottobre del 1970, se ne erano giù andati altri compagni di viaggio: Jimi Hendrix e, subito dopo, Janis Joplin. Circostanze simili e vite, anche le loro, all’estremo.  






  The Doors – Light My Fire


 



Poche persone per l’addio di Morrison: la notizia non fa immediatamente il giro del mondo come sarebbe successo poi per Elvis e come accadrà, nove anni dopo, per Lennon. 
Ma i fan, in fondo, sapevano già, fin dall’inizio. Rimettono sul piatto il lp The Doors, uscito nel 1967, già premonitore nelle liriche di una canzone di Morrison: This is the end, beautiful friend. This is the end, my only friend… 


Il referto parla di un edema polmonare nella notte, probabilmente causato dall’effetto combinato di eroina e alcol.


Pamela morirà di overdose tre anni dopo.









  

 


This is the end, my only friend, the end…
.


.
.
TESTO DAL WEB – IMPAGINAZ. TONY KOSPAN




Spero di riuscire prima o poi a dire la mia…
su questo poliedrico geniale e moderno
“artista maledetto”.


Ricordiamolo infine anche con questo bel video,

con diverse sue canzoni, poesie ed aforismi



 
 
 
 

Ciao da Tony Kospan



IL TUO NUOVO GRUPPO DI CULTURA ED AMICIZIA






 
 
 
 
 
 

Jim Morrison – Breve ricordo del leggendario poeta del rock.. anche con aforismi e canzoni   1 comment


 


Mi fa piacere ricordar Jim Morrison,

leader dei Doors e “Poeta Maledetto del Rock“,

morto sì giovanissimo

ma che, per la bellezza dei testi e delle musiche,

è tuttora vivissimo ed amatissimo.


Era e resta una vera leggenda… del rock.

.

 

 

 

 

Se la mia poesia cerca di arrivare a qualcosa,

è liberare la gente dai modi limitati in cui vede e sente.

Jim  Morrison

 

 

 

(Melbourne 8 12 1943 – Parigi 3 7 1971)
 
 
 
 
JIM MORRISON
 
LA LEGGENDA E LA POESIA DEL ROCK
 
 
 .
.
 




Nella sua trasgressione
l’inquietudine di una intera generazione.

E’ anche considerato il poeta maledetto
della Beat Generation.



.
.

 
 
 

Quando il mio corpo sarà cenere
il mio nome sarà leggenda
Jim Morrison
 
 
 
 

Avrà sbagliato molto, in vita sua, Jim Morrison, ma non a immaginare cosa sarebbe stato del suo ricordo.
Il cantante e leader dei Doors, quando era ancora in vita, era più di un musicista rock in un’epoca in cui rock era ancora vivo.
 
Poeta, appassionato di letteratura (dalla beat generation ai poeti maledetti francesi,) cinefilo e film maker (alla scuola di cinema dell’Ucla aveva conosciuto l’altro fondatore dei Doors, Ray Manzarek), Morrison al momento della sua fine era già un’icona per una generazione che nel «maledetto» fuggito dalla Florida in California identificava il proprio lato oscuro e inquieto.


 
 
 
 

I Doors

 

 

Il corpo di Jim Morrison ha cominciato a diventare cenere il 3 luglio di 38 anni fa, in un albergo di Parigi. 

La sua morte, con cause rimaste oscure, coincide con l’inizio della leggenda.  
Anzi, delle leggende, compresa quella che lo vuole ancora vivo, sotto falso nome, dopo aver organizzato la macabra messinscena per sottrarsi alla pressione della popolarità e ritirarsi a scrivere poesie. 

E’ una vecchia storia: non ci si rassegna facilmente a perdere certi simboli universali.

Del resto, se «Elvis è vivo» (e qualcuno che giura di averlo visto si troverà sempre), perchè Morrison non dovrebbe esserlo? Jacques Rochard, un grafico francese che dice di averlo incontrato a Parigi nel 1980, ha scritto addirittura un libro per farlo sapere al mondo.

Per evitare equivoci l’ha intitolato «Vivo!».








Per chi non ama aggrapparsi al sogno dell’immortalità terrena, il viaggio, anche soltanto virtuale al cimitero parigino di Père Lachaise, è obbligatorio.

E’ il camposanto degli artisti e delle celebrità.  
Lo stesso Jim Morrison amava andare a visitare le tombe dei poeti che adorava.









Oggi è un itinerario che si può compiere da casa, con un clic, attraverso il sito del cimitero, per trovare la tomba di Morrison ancora oggi meta di visite e omaggi così come accade a Graceland, o a Central Park sul mosaico che ricorda John Lennon. 

Lumini, candele e fiori: una cornice che forse non si sarebbe attesa un artista sempre inquieto e insoddisfatto, per il quale la trasgressione era una forma di espressione contro la cultura dominante (gli pesò il processo per i fatti di Miami, quando si spogliò in concerto). 
Quanto agli stupefacenti, non sarebbe nemmeno un particolare da citare, tanto era diffuso in quel periodo tra tutti i musicisti e gli artisti, in particolare nell’area californiana. 
 

A Parigi Morrison cercava una nuova vita.


Era arrivato il 12 marzo del ’71, appena terminata l’incisione di LA WOMAN, l’ultimo album dei Doors.  


E mentre la mente musicale del gruppo, Ray Manzarek, era ancora impegnato nei missaggi, Jim e Pamela (la sua “compagna cosmica” cominciava la loro ricerca di nuove contaminazioni europee.







 



Via la barba, una vita da turista colto, frequentazioni con intellettuali come l’amica regista Agnès Varda, giornate ai cafè e ai musei, serate di cinema e conversazioni.

Tutto potrebbe andare al meglio: la sua raccolta di poesie “The Lords And The New Creatures” è un successo, “La Woman”, appena uscito, pure.Ma quando arriva l’estate a Parigi, il suo umore è cambiato e l’entusiasmo ha lasciato il posto alla depressione e all’isolamento.

Muore a 27 anni il 3 luglio del 1971.

Pochi mesi prima, tra settembre e ottobre del 1970, se ne erano giù andati altri compagni di viaggio: Jimi Hendrix e, subito dopo, Janis Joplin. Circostanze simili e vite, anche le loro, all’estremo.  






  The Doors – Light My Fire


 



Poche persone per l’addio di Morrison: la notizia non fa immediatamente il giro del mondo come sarebbe successo poi per Elvis e come accadrà, nove anni dopo, per Lennon. 
Ma i fan, in fondo, sapevano già, fin dall’inizio. Rimettono sul piatto il lp The Doors, uscito nel 1967, già premonitore nelle liriche di una canzone di Morrison: This is the end, beautiful friend. This is the end, my only friend… 


Il referto parla di un edema polmonare nella notte, probabilmente causato dall’effetto combinato di eroina e alcol.


Pamela morirà di overdose tre anni dopo.









  

 


This is the end, my only friend, the end…
.


.
.
TESTO DAL WEB – IMPAGINAZ. TONY KOSPAN




Spero di riuscire prima o poi a dire la mia…
su questo poliedrico geniale e moderno
“artista maledetto”.


Ricordiamolo infine anche con questo bel video,

con diverse sue canzoni, poesie ed aforismi



 
 
 
 

Ciao da Tony Kospan



IL TUO NUOVO GRUPPO DI CULTURA ED AMICIZIA






 
 
 
 
 
 

Elvis Presley – Breve ricordo del mitico Re del Rock anche con immagini e 3 video   Leave a comment

 
 
 
 
 
 
 
 
E’ stato un vero grande mito della musica leggera…
al punto da esser considerato il…
RE DEL ROCK…
 
 
 
Elvis Presley…
 
 
 

La sua apparizione sulle scene verso la metà degli anni ’50
sconvolse letteralmente il mondo musicale americano.
 
 
 


 Elvis da giovane
 
 
 Oltre al ritmo veloce della sua musica
colpivano i suoi caratteristici movimenti di bacino
che gli fecero avere il soprannome: “The Pelvis“.





 
 
Il suo successo si diffuse presto negli USA
e subito dopo in tutto il mondo.
 
 

 Qui Elvis prima versione – Hound Dog (1956)
 
 
 
Osannatissimo dai giovani, ma non solo,
divenne anche un vero e proprio simbolo mondiale
dell’America del Rock.

Successivamente la sua musica
cambiò ritmo ma le sue canzoni e la sua voce
continuarono ad emozionare…






 
Negli ultimi anni soffrì molto per la sua bulimia
e si lasciò andare a vari stravizi (ma mai di droga)
che forse gli causarono l’infarto che l’uccise.

 
 
 
 
 (Tupelo 8.1.1935 – Memphis 16.8.1977)

 
 
 
Elvis moriva ma non la sua leggenda…
 
 
Ancora oggi dopo 38 anni dalla morte, Elvis,
 che è considerato uno dei più grandi cantanti di sempre
viene ricordato alla grande…
 in tutto il mondo, ma soprattutto a Memphis

 
 
 
 
 
 
 
 
Ricordiamolo anche noi attraverso questo
suo famosissimo… bellissimo  brano… 
(che ha a sua volta una bella storia)
 
Can’t Help Falling In Love
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Ciao a tutti da Tony Kospan




Flowers_tiny_PH.gif picture by Lilith_RJ2Flowers_tiny_PH.gif picture by Lilith_RJ2Flowers_tiny_PH.gif picture by Lilith_RJ2Flowers_tiny_PH.gif picture by Lilith_RJ2Flowers_tiny_PH.gif picture by Lilith_RJ2Flowers_tiny_PH.gif picture by Lilith_RJ2Flowers_tiny_PH.gif picture by Lilith_RJ2

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Breve ricordo di Jim Morrison.. leggendario poeta del rock.. anche con aforismi e canzoni   Leave a comment


 


Mi fa piacere ricordar Jim Morrison,

leader dei Doors e “Poeta Maledetto del Rock“,

morto sì giovanissimo

ma che, per la bellezza dei testi e delle musiche,

è tuttora vivissimo, amatissimo


Era e resta una vera leggenda… del rock.

.

 

 

 

 

Se la mia poesia cerca di arrivare a qualcosa,

è liberare la gente dai modi limitati in cui vede e sente.

Jim  Morrison

 

 

 

(Melbourne 8 12 1943 – Parigi 3 7 1971)
 
 
 
 
JIM MORRISON
 
LA LEGGENDA E LA POESIA DEL ROCK
 
 
 .
.
 




Nella sua trasgressione
l'inquietudine di una intera generazione…

E' anche considerato un poeta maledetto
della Beat Generation



.
.

 
 
 
Quando il mio corpo sarà cenere
il mio nome sarà leggenda
Jim Morrison
 
 
 
 

Avrà sbagliato molto, in vita sua, Jim Morrison, ma non a immaginare cosa sarebbe stato del suo ricordo.
Il cantante e leader dei Doors, quando era ancora in vita, era più di un musicista rock in un'epoca in cui rock era ancora vivo.
 
Poeta, appassionato di letteratura (dalla beat generation ai poeti maledetti francesi,) cinefilo e film maker (alla scuola di cinema dell'Ucla aveva conosciuto l'altro fondatore dei Doors, Ray Manzarek), Morrison al momento della sua fine era già un'icona per una generazione che nel «maledetto» fuggito dalla Florida in California identificava il proprio lato oscuro e inquieto.


 
 
 
 

I Doors

 

 

Il corpo di Jim Morrison ha cominciato a diventare cenere il 3 luglio di 38 anni fa, in un albergo di Parigi. 

La sua morte, con cause rimaste oscure, coincide con l'inizio della leggenda.  
Anzi, delle leggende, compresa quella che lo vuole ancora vivo, sotto falso nome, dopo aver organizzato la macabra messinscena per sottrarsi alla pressione della popolarità e ritirarsi a scrivere poesie. 

E' una vecchia storia: non ci si rassegna facilmente a perdere certi simboli universali.

Del resto, se «Elvis è vivo» (e qualcuno che giura di averlo visto si troverà sempre), perchè Morrison non dovrebbe esserlo? Jacques Rochard, un grafico francese che dice di averlo incontrato a Parigi nel 1980, ha scritto addirittura un libro per farlo sapere al mondo.

Per evitare equivoci l'ha intitolato «Vivo!».









Per chi non ama aggrapparsi al sogno dell'immortalità terrena, il viaggio, anche soltanto virtuale al cimitero parigino di Père Lachaise, è obbligatorio.

E' il camposanto degli artisti e delle celebrità.  
Lo stesso Jim Morrison amava andare a visitare le tombe dei poeti che adorava.









Oggi è un itinerario che si può compiere da casa, con un clic, attraverso il sito del cimitero, per trovare la tomba di Morrison ancora oggi meta di visite e omaggi così come accade a Graceland, o a Central Park sul mosaico che ricorda John Lennon. 

Lumini, candele e fiori: una cornice che forse non si sarebbe attesa un artista sempre inquieto e insoddisfatto, per il quale la trasgressione era una forma di espressione contro la cultura dominante (gli pesò il processo per i fatti di Miami, quando si spogliò in concerto). 
Quanto agli stupefacenti, non sarebbe nemmeno un particolare da citare, tanto era diffuso in quel periodo tra tutti i musicisti e gli artisti, in particolare nell'area californiana. 
 

A Parigi Morrison cercava una nuova vita.


Era arrivato il 12 marzo del '71, appena terminata l'incisione di LA WOMAN, l'ultimo album dei Doors.  


E mentre la mente musicale del gruppo, Ray Manzarek, era ancora impegnato nei missaggi, Jim e Pamela (la sua “compagna cosmica” cominciava la loro ricerca di nuove contaminazioni europee.








 



Via la barba, una vita da turista colto, frequentazioni con intellettuali come l'amica regista Agnès Varda, giornate ai cafè e ai musei, serate di cinema e conversazioni.

Tutto potrebbe andare al meglio: la sua raccolta di poesie “The Lords And The New Creatures” è un successo, “La Woman”, appena uscito, pure.Ma quando arriva l'estate a Parigi, il suo umore è cambiato e l'entusiasmo ha lasciato il posto alla depressione e all'isolamento.

Muore a 27 anni il 3 luglio del 1971.Pochi mesi prima, tra settembre e ottobre del 1970, se ne erano giù andati altri compagni di viaggio: Jimi Hendrix e, subito dopo, Janis Joplin. Circostanze simili e vite, anche le loro, all'estremo.  





 The Doors – Light My Fire


 



Poche persone per l'addio di Morrison: la notizia non fa immediatamente il giro del mondo come sarebbe successo poi per Elvis e come accadrà, nove anni dopo, per Lennon. 
Ma i fan, in fondo, sapevano già, fin dall'inizio. Rimettono sul piatto il lp The Doors, uscito nel 1967, già premonitore nelle liriche di una canzone di Morrison: This is the end, beautiful friend. This is the end, my only friend… 


Il referto parla di un edema polmonare nella notte, probabilmente causato dall'effetto combinato di eroina e alcol.


Pamela morirà di overdose tre anni dopo.



  

 

This is the end, my only friend, the end…. 
.


.
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TESTO DAL WEB – IMPAGINAZ. TONY KOSPAN




 






Spero di riuscire prima o poi a dire la mia…
su questo poliedrico geniale e moderno
“artista maledetto”
dalla vita indubbiamente travagliata.


Ricordiamolo infine anche con questo bel video,

con diverse sue canzoni, poesie ed aforismi



 
 
 
 

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