Archivio per l'etichetta ‘Johann Wolfgang Goethe

Lunedì sera in poesia “Stella” R. Perin – arte Leighton – canzone “Lei” Adamo   Leave a comment




Frederick Leighton – Luna di miele

 

 

 

 

 

 

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 Con tutto l’oro del mondo

non si può comprare il battito del cuore,

né un lampo di tenerezza.

– Alphonse de Lamartine –

viola 2

 

 


fre bia pouce     musicAnimata

Frederick Leighton - Tristano e Isotta
 
 
 
 
 S T E L L A
Perin 
 

Ho trovato un mondo dove giocare.

Ho trovato un mondo dove vivere.

Ho trovato un mondo dove sognare,

con le bolle color grano,

saltare i riflessi di cielo nelle acque vive.

Ho trovato dove correre in sella alla libertà,

mentre cerco di allineare la linea dell’orizzonte.

Penso che questa non può essere realtà.

Ho sciolto i nodi dei miei pensieri,

ho liberato al vento i desideri in questo mondo magico.

Una mano mi stringe, mi prende, è la tua mano.

La mano di chi mi ha fatto sognare

con il suo amore.

 

 

 

Frederick Leighton – Avvolgimento della matassa
 
 
 
 
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da Tony Kospan

 

 

 

MARRONE CHIARO
IL GRUPPO DI CHI AMA L’ARTE FIGURATIVA
(PITTURA, SCULTURA, FOTOGRAFIA E CINEMA)
Frecce2039
 
 
 
 
 
 
Frederick Leighton


 

Weekend in poesia “Nome non ha” S. Aleramo – arte C. Musnier – canzone “Fragole infinite”   Leave a comment


 

Catherine Musnier

 

 

 

 

 

 

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Si dovrebbe, almeno ogni giorno, ascoltare qualche canzone, 

leggere una bella poesia, vedere un bel quadro, e, 

se possibile, dire qualche parola ragionevole.

 – Goethe

 

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fre bia pouce   musicAnimata       (Fragole infinite)

Catherine Musnier


 

 

NOME NON HA

~ Sibilla Aleramo ~

 

Nome non ha,

amore non voglio chiamarlo

questo che provo per te,

non voglio tu irrida al cuor mio

com’altri a’ miei canti,

ma, guarda,

se amore non è

pur vero è

che di tutto quanto al mondo vive

nulla m’importa come di te,

de’ tuoi occhi, de’ tuoi occhi

donde di rado mi sorridi,

della tua sorte che non m’affidi,

del bene che mi vuoi e non mi dici,

oh poco e povero sia,

ma nulla al mondo più caro m’è,

e anch’esso,

e anch’esso quel tuo bene

nome non ha.

 

 

 

Catherine Musnier

 

 

 

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IL GRUPPO DI FB
DEGLI ARTISTI E DI CHI AMA L’ARTE
Frecce (174)
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Catherine Musnier
 
 
 
 

Sabato sera in poesia “Presenza” Goethe – arte Gardell-Ericson – canzone “Strani amori” Pausini   Leave a comment

 
 
 
 
Anna Gardell-Ericson

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

CUORE indACO CUORECUORE indACO CUORE
 
A volte l’uomo inciampa nella verità,
ma nella maggior parte dei casi,
si rialza e continua per la sua strada
(W. Churchill)
 

CUORE indACO CUORECUORE indACO CUORE

 
 
 
 
 
 
 

Anna Gardell-Ericson




PRESENZA
~ J. W. Goethe ~
.
Tutto è annuncio di te!
Appare il sole radioso, e tu dietro a lui, spero.
Esci fuori in giardino e sei rosa fra le rose,
e sei giglio fra i gigli.
Quando nel ballo ti muovi si muovono le stelle,
insieme e intorno a te.
Notte! E così sarebbe notte!
Tu superi lo splendore soave e seducente della luna.
Seducente e soave sei tu, e fiori,
luna e stelle a te s’inchinano, o sole!
Sole, sii anche per me artefice di giorni radiosi!
Questa è vita, è eternità.



Anna Gardell-Ericson

 

 

15

 

 

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IL MONDO DI ORSOSOGNANTORA E’ ANCHE SU FB!
Frecce (174)
 

 
 
 
 
 
Anna Gardell-Ericson

 
 
 

Giovedì notte in poesia “Vicinanza all’amata” Goethe – arte Mucha – canzone “Quello che non…” Celentano   Leave a comment

Alphonse Mucha



        
        
 
 
 
 

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E’ bello quando trovi qualcuno che sia innamorato della tua mente. 
Qualcuno che vuole parlare alla tua coscienza e far l’amore con i tuoi pensieri. 
Qualcuno che vuole guardarti mentre lentamente butti giù
i muri che ti sei costruito e lo lasci entrare. 
– Reeva Steenkamp –

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Alphonse Mucha – Le 4 stagioni
 
 
 
 
VICINANZA ALL’AMATA  
~ Goethe ~


Io penso a te quando il raggio del sole
mi raggiunge dal mare.
Penso a te quando il biancore lunare
si specchia nella fonte.
Ti vedo quando sulla via lontana
si solleva la polvere
e quando a notte là sul ponticello
passa il viandante, e trema.
Io odo te quando il mugghiar dell’onda
monta cupo laggiù.
Vado spesso nel quieto bosco e ascolto,
quando tutto è silenzio.
Sono con te: benché così lontana
tu sei vicina a me.
Cade il sole, mi fan luce le stelle.
Oh, se tu fossi qui!

 
 
 

Alphonse Mucha – Danza

 
 
 
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3
IL GRUPPO DI CHI AMA VIVER L’ARTE
I N S I E M E

Frecce (174)

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fre bia pouce    musical notes   (Quello che non ti ho detto mai – Celentano).

Alphonse Mucha




Weekend in poesia “Vicinanza all’amata” Goethe – arte Mark Keller – canzone “Total eclipse” B. Tyler   Leave a comment


 

Mark Keller

 

 

 

 

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Con la tua immagine e con il tuo amore,
tu, 
benché assente, mi sei ogni ora presente. 
Perché non puoi allontanarti oltre il confine dei miei pensieri; 
ed io sono ogni ora con essi, ed essi con te 
(William Shakespeare)
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fre bia pouce    musical notes
Mark Keller

 

 

VICINANZA ALL’AMATA


~ Goethe ~

 

Io penso a te quando il raggio del sole

mi raggiunge dal mare.

Penso a te quando il biancore lunare

si specchia nella fonte.

Ti vedo quando sulla via lontana

si solleva la polvere

e quando a notte là sul ponticello

passa il viandante, e trema.

Io odo te quando il mugghiar dell’onda

monta cupo laggiù.

Vado spesso nel quieto bosco e ascolto,

quando tutto è silenzio.

Sono con te: benchè così lontana

tu sei vicina a me.

Cade il sole, mi fan luce le stelle.

Oh, se tu fossi qui!

 

 

Mark Keller

 

 

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 CUORI rosannw6

ARTE.. POESIA.. HUMOUR.. MUSICA.. ETC

Frecce (51)

 
 
 

 
 

Mark Keller




 

Alessandro Manzoni – Breve ricordo del grande scrittore.. alcuni suoi aforismi ed il mitico passo “Addio ai monti”   1 comment

 

Breve ricordo di Alessandro Manzoni,

il più grande scrittore italiano dell’800,

autore dei mitici “Promessi sposi”, ma non solo.



.

.


Lo ricorderò brevemente con alcuni suoi aforismi

e con un suo mitico e poetico brano… dalla sua opera più famosa

.

.

A F O R I S M I

.

.

Immagine giovanile




Il vero male non è quello che si soffre, ma quello che si fa.

La vita non deve essere una festa per alcuni e un peso per altri,

ma dev’essere un impegno per tutti.

Non sempre quello che viene dopo è progresso.

La ragione e il torto non si dividono mai con un taglio così netto

che ogni parte abbia soltanto dell’uno e dell’altra.

É men male l’agitarsi nel dubbio, che il riposar nell’errore.

Bisogna sempre dire francamente e chiaramente le cose al proprio avvocato:

sarà lui ad imbrogliarle.

Uno dei benefici dell’amicizia è di sapere a chi confidare un segreto.




Altra mmagine giovanile




ADDIO, MONTI




 
 
 
Il brano, posto alla fine dell’ottavo capitolo dei Promessi Sposi,
è la descrizione del paesaggio del lago di Como e dei pensieri di Lucia
mentre abbandona in barca, con Renzo, il paese natio
per sfuggire alle losche manovre di Don Rodrigo.
 
 
 
 

 
 
 
Il passo è il momento letterariamente più alto di tutto il romanzo.

Viene infatti da moltissimi critici ritenuto vera poesia in prosa.

 
 
 


 
 
 
Il tema centrale è quello del difficile e doloroso abbandono 
della terra natìa verso un futuro incerto 
e dei pensieri di una giovane, dall’animo dolce e delicato, come Lucia
sulla quale aleggia, nera, la figura di Don Rodrigo.


 
 
 

 
 
L’ambientazione, il lago di notte ed il paesaggio in cui è immerso,
fa da sublime contorno ai sofferenti pensieri di Lucia…
 
 Ma ora leggiamolo…  o rileggiamolo.
 
 
 
 
 
 
 

IL TESTO

  
 Addio, monti sorgenti dall’acque, ed elevati al cielo; cime inuguali, note a chi è cresciuto tra voi, e impresse nella sua mente, non meno che lo sia l’aspetto de’ suoi più familiari; torrenti, de’ quali distingue lo scroscio, come il suono delle voci domestiche; ville sparse e biancheggianti sul pendìo, come branchi di pecore pascenti; addio! Quanto è tristo il passo di chi, cresciuto tra voi, se ne allontana! Alla fantasia di quello stesso che se ne parte volontariamente, tratto dalla speranza di fare altrove fortuna, si disabbelliscono, in quel momento, i sogni della ricchezza; egli si maraviglia d’essersi potuto risolvere, e tornerebbe allora indietro, se non pensasse che, un giorno, tornerà dovizioso. Quanto più si avanza nel piano, il suo occhio si ritira, disgustato e stanco, da quell’ampiezza uniforme; l’aria gli par gravosa e morta; s’inoltra mesto e disattento nelle città tumultuose; le case aggiunte a case, le strade che sboccano nelle strade, pare che gli levino il respiro; e davanti agli edifizi ammirati dallo straniero, pensa, con desiderio inquieto, al campicello del suo paese, alla casuccia a cui ha già messo gli occhi addosso, da gran tempo, e che comprerà, tornando ricco a’ suoi monti.









Ma chi non aveva mai spinto al di là di quelli neppure un desiderio fuggitivo, chi aveva composti in essi tutti i disegni dell’avvenire, e n’è sbalzato lontano, da una forza perversa! Chi, staccato a un tempo dalle più care abitudini, e disturbato nelle più care speranze, lascia que’ monti, per avviarsi in traccia di sconosciuti che non ha mai desiderato di conoscere, e non può con l’immaginazione arrivare a un momento stabilito per il ritorno! Addio, casa natìa, dove, sedendo, con un pensiero occulto, s’imparò a distinguere dal rumore de’ passi comuni il rumore d’un passo aspettato con un misterioso timore. Addio, casa ancora straniera, casa sogguardata tante volte alla sfuggita, passando, e non senza rossore; nella quale la mente si figurava un soggiorno tranquillo e perpetuo di sposa. Addio, chiesa, dove l’animo tornò tante volte sereno, cantando le lodi del Signore; dov’era promesso, preparato un rito; dove il sospiro segreto del cuore doveva essere solennemente benedetto, e l’amore venir comandato, e chiamarsi santo; addio! Chi dava a voi tanta giocondità è per tutto; e non turba mai la gioia de’ suoi figli, se non per prepararne loro una più certa e più grande.

 
 
 
Alessandro Manzoni 
 
 
 
Ciao da Tony Kospan 
 
 



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“5 Maggio”.. la famosa poesia di Alessandro Manzoni.. la sua storia e la morte di Napoleone   1 comment





Non possiamo,  noi che amiamo la poesia,
nel giorno in cui morì Napoleone,
non ricordare la più grande e la più bella poesia,
benché dubbiosa, scritta dal Manzoni per lui
e che ha per titolo proprio questa giornata.





(Ajaccio 15.8.1769 – Longwood – Sant'Elena 5.5.1821)




Questa poesia, oltre ad esser nota a tutti
perché ce la fanno studiare a scuola,
ha anche una notevole valenza storica
oltre ad esser densa di significati spirituali.




Alessandro Manzoni (Milano 7.3.1785 – Milano 22.5.1873)




Il Manzoni la scrisse quasi di getto (4 o 5 gg)
dopo aver saputo che Napoleone era morto
ma soprattutto perché commosso dal fatto
che si era convertito poco prima di morire.








Il poeta, quando il Bonaparte dominava l'Europa
non era stato tra i suoi ammiratori, anzi,
per cui appare chiaro che questa poesia
in cui ne riconosce comunque la grandezza
(all'epoca – e forse ancor oggi – Napoleone era amatissimo o odiatissimo)
non poteva certo portar alcun vantaggio allo scrittore milanese.




Questo il foglio su cui fu scritta




In realtà egli si astiene da un preciso giudizio storico
limitandosi a dire, con i mitici versi 31-32,
“Fu vera Gloria?
Ai posteri l'ardua sentenza”
frase poi entrata a far parte anche del nostro comune dire.








La poesia fu censurata dalle Autorità Austriache
che governavano all'epoca la Lombardia ma, 
grazie a Goethe, che la fece pubblicare su una rivista tedesca,
ebbe un'eco immediata in tutta Europa. 

Ma ora leggiamola… rileggiamola.








IL CINQUE MAGGIO
Alessandro Manzoni 
 
 Ei fu. Siccome immobile,
dato il mortal sospiro,
stette la spoglia immemore
orba di tanto spiro,
così percossa, attonita
la terra al nunzio sta,
muta pensando all'ultima
ora dell'uom fatale;
né sa quando una simile
orma di pie' mortale
la sua cruenta polvere
a calpestar verrà.
Lui folgorante in solio
vide il mio genio e tacque;
quando, con vece assidua,
cadde, risorse e giacque,
di mille voci al sònito
mista la sua non ha:
vergin di servo encomio
e di codardo oltraggio,
sorge or commosso al sùbito
sparir di tanto raggio;
e scioglie all'urna un cantico
che forse non morrà.
Dall'Alpi alle Piramidi,
dal Manzanarre al Reno,
di quel securo il fulmine
tenea dietro al baleno;
scoppiò da Scilla al Tanai,
dall'uno all'altro mar.
Fu vera gloria? Ai posteri
l'ardua sentenza: nui
chiniam la fronte al Massimo
Fattor, che volle in lui
del creator suo spirito
più vasta orma stampar.
La procellosa e trepida
gioia d'un gran disegno,
l'ansia d'un cor che indocile
serve, pensando al regno;
e il giunge, e tiene un premio
ch'era follia sperar;
tutto ei provò: la gloria
maggior dopo il periglio,
la fuga e la vittoria,
la reggia e il tristo esiglio;
due volte nella polvere,
due volte sull'altar.
Ei si nomò: due secoli,
l'un contro l'altro armato,
sommessi a lui si volsero,
come aspettando il fato;
ei fe' silenzio, ed arbitro
s'assise in mezzo a lor.
E sparve, e i dì nell'ozio
chiuse in sì breve sponda,
segno d'immensa invidia
e di pietà profonda,
d'inestinguibil odio
e d'indomato amor.
Come sul capo al naufrago
l'onda s'avvolve e pesa,
l'onda su cui del misero,
alta pur dianzi e tesa,
scorrea la vista a scernere
prode remote invan;
tal su quell'alma il cumulo
delle memorie scese.
Oh quante volte ai posteri
narrar se stesso imprese,
e sull'eterne pagine
cadde la stanca man!
Oh quante volte, al tacito
morir d'un giorno inerte,
chinati i rai fulminei,
le braccia al sen conserte,
stette, e dei dì che furono
l'assalse il sovvenir!
E ripensò le mobili
tende, e i percossi valli,
e il lampo de' manipoli,
e l'onda dei cavalli,
e il concitato imperio
e il celere ubbidir.
Ahi! forse a tanto strazio
cadde lo spirto anelo,
e disperò; ma valida
venne una man dal cielo,
e in più spirabil aere
pietosa il trasportò;
e l'avvïò, pei floridi
sentier della speranza,
ai campi eterni, al premio
che i desideri avanza,
dov'è silenzio e tenebre
la gloria che passò.
Bella Immortal! benefica
Fede ai trïonfi avvezza!
Scrivi ancor questo, allegrati;
ché più superba altezza
al disonor del Gòlgota
giammai non si chinò.
Tu dalle stanche ceneri
sperdi ogni ria parola:
il Dio che atterra e suscita,
che affanna e che consola,
sulla deserta coltrice
accanto a lui posò.







Tony Kospan




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Weekend in poesia con “Io penso a te” Goethe – arte R. De Madrazo – canzone “Monja Monja”   Leave a comment

 
 
 
Raimundo Madrazo – Signora con maschera
 
 
 
 
 
 


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 La speranza è qualcosa con le ali,
che dimora nell’anima,
canta una melodia senza parole,
e non si ferma mai.
– Emily Dickinson –
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Raimundo de Madrazo
 

 

 


IO PENSO A TE
Wolfgang Goethe


Io penso a te quando dal sen del mare
il sole sorge ed i suoi raggi dardeggia;
io penso a te quando al chiaror lunare
l’onda serena biancheggia.
Io penso a te quando sale la polvere
lungo il lontano sentiero
e nella notte oscura, quando al passegger
sul ponte il cuore balza di paura.
Quando l’onda s’innalza con sordo bisbiglio
posso ascoltare la tua voce;
o nel bosco tranquillo, dove spesso origlio
e ogni cosa è silente in quella luce.
Io ti sono vicino e tu mi sei vicina,
pur sapendo che sei così lontana,
mentre il sole tramonta e sorgon le stelle.
Oh fossi con me, tu più bella fra le belle!

 

 

 

Raimundo de Madrazo
 
 
 
 
 
 
 
 
per tutti… da Orso Tony
 
 
 
 
 

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IL GRUPPO DI CHI AMA L’ARTE FIGURATIVA
(PITTURA, SCULTURA, FOTOGRAFIA E CINEMA)

 
 
 
 Raimundo de Madrazo

 
 

Giovedì sera in poesia “La speranza” E. Dickinson – arte Haigh-Wood – canzone “L’emozione non ha voce” Celentano   1 comment

 
 
 
 
 
Charles Haigh-Wood
 
 
 
         
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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Uno spettacolo per gli dei
è la vita di due innamorati. 
– Wolfgang Goethe –
 
 
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Charles Haigh-Wood – L’appuntamento
 
 
 
 
 
 L’emozione non ha voce
 

 

 

LA SPERANZA E’ UN ESSERE PIUMATO  
Emily  Dickinson
 
La speranza è un essere piumato
che si posa sull’anima,
canta melodie senza parole e non finisce mai.
La brezza ne diffonde l’armonia,
e solo una tempesta violentissima
potrebbe sconcertare l’uccellino
che ha consolato tanti.
L’ho ascoltato nella terra più fredda
e sui più strani mari.
Eppure neanche nella necessità
ha chiesto mai una briciola – a me.


 
 
 
Charles Haigh-Wood – Pensieri dubbiosi
 

 
 
 
 
da Orso Tony

 
 
 

barrafiorita
IL GRUPPO DI FB DEDICATO A STORIA E RICORDI




 
 
 
 
Charles Haigh-Wood – Decisioni serie



 
 

Weekend in poesia “Mi strugge l’anima” C. Pavese – arte Vermeer – canzone “Mi ritorni in mente” Battisti   Leave a comment

 

 

 

Johannes Vermeer – La lettera

 

 

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 .

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Si dovrebbe, almeno ogni giorno, ascoltare qualche canzone, 
leggere una bella poesia, vedere un bel quadro, 
e,
se possibile, dire qualche parola ragionevole. 
Goethe
135135

 .

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Vermeer – Giovane donna che legge una lettera davanti alla finestra (part.)
 
 
 
 
 
 

 

 

MI STRUGGE L’ANIMA

Cesare Pavese
 
 
Mi strugge l’anima perdutamente
il desiderio d’una donna viva,
spirito e carne, da poterla stringere
senza ritegno e scuoterla, avvinghiato
il mio corpo al suo corpo sussultante,
ma poi, in altri giorni più sereni,
starle d’accanto dolcemente, senza
più un pensiero carnale, a contemplare
il suo viso soave di fanciulla,
ingenuo, come avvolto in un dolore
e ascoltare la sua voce leggera
parlarmi lentamente, come in un sogno…

 

 

 

Johannes Vermeer  – La lattaia

 

 

 

 


 

 

 

3
Ripped Note

 

 

 

Johannes Vermeer  – Allegoria della pittura

 

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