Archivio per l'etichetta ‘INCOMUNICABILITA’

Edward Hopper – La poesia del silenzio nella pittura – Breve ricordo e diversi famosi dipinti   Leave a comment

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Parlerò qui di questo grande pittore americano del '900
nonché della sua arte “del silenzio” o “dell'incomunicabilità”
e mostrerò le immagini di diversi suoi noti e significativi dipinti
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

EDWARD HOPPER…
OVVERO 
LA POESIA SILENZIOSA NELLA PITTURA
a cura di Tony Kospan
 
 
 
 
(Nyack 22.7.1882 – New York 15.5.1967)
 
 
 
 
Edward Hopper è stato un pittore statunitense
divenuto famoso soprattutto per la sua capacità
di ritrarre il senso della solitudine
nella società americana contemporanea.

Il suo mondo artistico è lontano dalle tendenze
astratte o surreali in auge nella prima metà del 900.






Il suo stile si forma in modo assolutamente indipendente
ma non senza lo studio dei grandi artisti europei dell'800
ed in particolare degli impressionisti.

Per questa sua lontananza dalle grandi mode artistiche dell'epoca
 i suoi dipinti non ebbero per lungo tempo
la considerazione che meritavano.




Prima fila




Il vero grande successo gli arrise infatti solo verso i 50 anni
e precisamente dopo il 1933
anno in cui il MoMa di New York gli dedicò la prima retrospettiva.


 
 
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NIGHTHAWKS – NOTTAMBULI



ANALISI DELLA SUA PITTURA


Le opere di Edward Hopper… “Pittore del silenzio“,  hanno grandi valenze simboliche che esplorano ed anticipano le difficili realtà comunicative della moderna società…

La sua è una pittura “semplice” e lontana da ogni virtuosismo o raffinatezza ma trasmette con forza dei messaggi, anche spirituali, grazie all'uso intenso del colore.

Ogni suo dipinto “fissa” un particolare momento emblematico di una situazione ma può anche esser visto da molte angolazioni.


 
 
 

 Hopper – Autoritratto (partic.)
 
 
 
 
 
 

 
Il tema principale  delle sue opere è l’atmosfera di solitudine soprattutto delle grandi città… dei suoi tempi… ma che tuttavia, a ben vedere, è uguale ancor oggi nonostante l'esplosione del web e le nuove tecnologie di comunicazione anche se celato, o coperto, dal boom dei social network.
 
 
 
 
 
 
Hopper – Sole di mattina
 
 
 
 
 
IL SUO MONDO PITTORICO

 
 
Nei suoi esordi fu molto vicino alla pittura impressionista soprattutto nel suo soggiorno europeo dei primi anni del secolo scorso ed in quelli successivi.
 
Poi però, pian piano, la “rarefazione” della sua pennellata,  in evidente contrasto con la vivacità dei colori, donando un senso di inquietudine, porta a definire la sua… una pittura metafisica
 
La scena dei suoi quadri è sempre silenziosa ed i personaggi dipinti appaiono fermi come se ripresi nell'attimo di un pensiero, di un momento di solitaria riflessione…
 
 


.
.
.
 

New York Movie 1939

 
 


 
I suoi dipinti rappresentano quello che appariva già evidente nell'America del primo 900 cioè il senso di vuoto, di alienazione, di grave incomunicabilità soprattutto nelle classi medie delle grandi città americane.
 
Presento ora altri suoi dipinti per meglio evidenziare quel che dicevo e cioè la sua rappresentazione di un mondo sempre più moderno, sempre più avanzato, sempre più veloce… ma che, proprio per questo, gli appare (ed è) moltiplicatore di solitudine ed incomunicabilità…
 
Quel che è certo è che egli coglieva nel segno…

Oggi i suoi dipinti sono amatissimi e vanno per la maggiore ed anzi dirò di più… essi sono anche diventati mitici ed emblematici… del “male di vivere“.
 
 
 
 
 
 
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Escursione nella filosofia
 
 
 
 
 
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Sera blu



Stanza d'albergo



Silenzio




Guardare il mare


 
 

 
 Tony Kospan 
 

 
 
 

PER CHI AMA L'ARTE…
IL GRUPPO DI FB

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Chop Suey (1929)

 
 
 

Edward Hopper – La poesia silenziosa nella pittura – Breve ricordo e diverse opere   4 comments

 
 
 
 
 
 
 Autoritratto 
 
 
 
 
 
Parlerò qui di questo grande pittore americano del ‘900
nonché della sua arte “del silenzio” o “dell’incomunicabilità”
e mostrerò le immagini di diversi suoi noti e significativi dipinti.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 


EDWARD HOPPER…
OVVERO 
LA POESIA SILENZIOSA NELLA PITTURA
a cura di Tony Kospan

 
 
 
 
(Nyack 22.7.1882 – New York 15.5.1967)
 
 
 
 
Edward Hopper è stato un pittore statunitense
divenuto famoso soprattutto per la sua capacità
di ritrarre il senso della solitudine
nella società americana contemporanea.

Il suo mondo artistico è lontano dalle tendenze
astratte o surreali in auge nella prima metà del 900.






Il suo stile si forma in modo assolutamente indipendente
ma non senza lo studio dei grandi artisti europei dell’800
ed in particolare degli impressionisti.

Per questa sua lontananza dalle grandi mode artistiche dell’epoca
 i suoi dipinti non ebbero, per lungo tempo,
la considerazione che meritavano.




Prima fila




Il vero grande successo gli arrise infatti solo verso i 50 anni
e precisamente dopo il 1933
anno in cui il MoMa di New York gli dedicò la prima retrospettiva.


 
 
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Chop Suey (1929)




ANALISI DELLA SUA PITTURA


Le opere di Edward Hopper… “Pittore del silenzio“,  hanno grandi valenze simboliche che esplorano ed anticipano le difficili realtà comunicative della moderna società.

La sua è una pittura “semplice” e lontana da ogni virtuosismo o raffinatezza ma trasmette con forza dei messaggi, anche spirituali, grazie all’uso intenso del colore.

Ogni suo dipinto “fissa” un particolare momento emblematico di una situazione ma può anche esser visto da molte angolazioni.


 
 
 


 Hopper – Autoritratto 




Il tema principale  delle sue opere è l’atmosfera di solitudine soprattutto delle grandi città… dei suoi tempi… ma che tuttavia, a ben vedere, è uguale ancor oggi nonostante l’esplosione del web e le nuove tecnologie di comunicazione anche se celato, o coperto, dal boom dei social network.
 
 
 
 
 
 
Hopper – Sole di mattina
 
 
 

 
 
IL SUO MONDO PITTORICO

 
 
Nei suoi esordi fu molto vicino alla pittura impressionista soprattutto nel suo soggiorno europeo dei primi anni del secolo scorso ed in quelli successivi.
 
Poi però, pian piano, la “rarefazione” della sua pennellata,  in evidente contrasto con la vivacità dei colori, donando un senso di inquietudine, porta a definire la sua… una pittura metafisica.
 
La scena dei suoi quadri è sempre silenziosa ed i personaggi dipinti appaiono fermi come se ripresi nell’attimo di un pensiero, di un momento di solitaria riflessione.
 
 



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New York Movie 1939


 
 



 
I suoi dipinti rappresentano quello che appariva già evidente nell’America del primo 900 cioè il senso di vuoto, di alienazione, di grave incomunicabilità soprattutto nelle classi medie delle grandi città americane.
 
Presento ora altri suoi dipinti per meglio evidenziare quel che dicevo e cioè la sua rappresentazione di un mondo sempre più moderno, sempre più avanzato, sempre più veloce… ma che, proprio per questo, gli appare (ed è) moltiplicatore di solitudine ed incomunicabilità…
 
Quel che è certo è che egli coglieva nel segno.

Oggi i suoi dipinti sono amatissimi e vanno per la maggiore ed anzi dirò di più… essi sono anche diventati mitici ed emblematici… del “male di vivere“.
 
 
 
 
 
 
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Sole al bar





The long leg – 1935
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Sera blu




Stanza d’albergo



Sera d’estate




Guardare il mare


 
 

 
 Tony Kospan 
 

 
 
 
IL SALOTTO DEGLI ARTISTI
E DI CHI AMA L’ARTE
Ripped Note


.

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Nighhawks (Nottambuli) 

 
 
 

Hopper e la sua pittura… amara poesia… dell’incomunicabilità.   3 comments

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Parlerò qui di questo grande pittore americano del '900
nonché della sua arte “del silenzio” o “dell'incomunicabilità”
e mostrerò le immagini di diversi suoi noti e significativi dipinti
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

EDWARD HOPPER…
OVVERO 
LA POESIA SILENZIOSA NELLA PITTURA
a cura di Tony Kospan
 
 
 
 
(Nyack 22.7.1882 – New York 15.5.1967)
 
 
 
 
Edward Hopper è stato un pittore statunitense
divenuto famoso soprattutto per la sua capacità
di ritrarre il senso della solitudine
nella società americana contemporanea.

Il suo mondo artistico è lontano dalle tendenze
astratte o surreali in auge nella prima metà del 900.






Il suo stile si forma in modo assolutamente indipendente
ma non senza lo studio dei grandi artisti europei dell'800
ed in particolare degli impressionisti.

Per questa sua lontananza dalle grandi mode artistiche dell'epoca
 i suoi dipinti non ebbero per lungo tempo
la considerazione che meritavano.




Prima fila




Il vero grande successo gli arrise infatti solo verso i 50 anni
e precisamente dopo il 1933
anno in cui il MoMa di New York gli dedicò la prima retrospettiva.


 
 
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NIGHTHAWKS – NOTTAMBULI



ANALISI DELLA SUA PITTURA


Le opere di Edward Hopper… “Pittore del silenzio“,  hanno grandi valenze simboliche che esplorano ed anticipano le difficili realtà comunicative della moderna società…

La sua è una pittura “semplice” e lontana da ogni virtuosismo ma trasmette con forza dei messaggi, anche spirituali, grazie all'uso intenso del colore.

Ogni suo dipinto “fissa” un particolare momento emblematico di una situazione ma può anche esser visto da molte angolazioni.

 
 
 

 Hopper – Autoritratto (partic.)
 
 
 
 
 
 

 
Il tema principale  delle sue opere è l’atmosfera di solitudine soprattutto delle grandi città… dei suoi tempi… ma che tuttavia, a ben vedere, è uguale ancor oggi nonostante l'esplosione del web anche se celato, o coperto, dal boom dei social network.
 
 
 
 
 
 
Hopper – Sole di mattina
 
 
 
 
 
IL SUO MONDO PITTORICO

 
 
Nei suoi esordi fu molto vicino alla pittura impressionista soprattutto nel suo soggiorno europeo dei primi anni del secolo scorso ed in quelli successivi.
 
Poi però, pian piano, la “rarefazione” della sua pennellata,  in evidente contrasto con la vivacità dei colori, donando un senso di inquietudine, porta a definire la sua… una pittura metafisica
 
La scena dei suoi quadri è sempre silenziosa ed i personaggi dipinti appaiono fermi come se ripresi nell'attimo di un pensiero, di un momento di solitaria riflessione…
 
 


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New York Movie 1939

 
 


 
I suoi dipinti rappresentano quello che appariva già evidente nell'America del primo 900 cioè il senso di vuoto, di alienazione, di grave incomunicabilità soprattutto nelle classi medie delle grandi città americane.
 
Presento ora altri suoi dipinti per meglio evidenziare quel che dicevo e cioè la sua rappresentazione di un mondo sempre più moderno, sempre più avanzato, sempre più veloce… ma che, proprio per questo, gli appare (ed è) moltiplicatore di solitudine ed incomunicabilità…
 
Quel che è certo è che egli coglieva nel segno…

Oggi i suoi dipinti sono amatissimi e vanno per la maggiore ed anzi dirò di più… essi sono diventati mitici ed emblematici… del “male di vivere“.
 
 
 
 
 
 
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Tony Kospan 
 
 
 
 
 

 
 
 

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Edward Hopper… Grande pittore della solitudine…   6 comments

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 
 
Parlerò di questo grande pittore americano
nonché della sua arte “del silenzio” o “dell'incomunicabilità”
 anche attraverso le immagini di diversi suoi noti e significativi dipinti
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

EDWARD HOPPER…
OVVERO L'AMARA POESIA DELLA SOLITUDINE
NELLA PITTURA
a cura di Tony Kospan
 
 
 
 
(Nyack 22.7.1882 – New York 15.5.1967)
 
 
 
 
Edward Hopper è stato un pittore statunitense
divenuto famoso soprattutto per la sua capacità
di ritrarre il senso della solitudine
nella società americana contemporanea.
 

 
 
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NIGHTHAWKS – NOTTAMBULI
 
 
 
 
 Hopper – Autoritratto (partic.)
 
 
 
 
 
 
Le opere di Edward Hopper… “Pittore del silenzio“,  hanno grandi valenze simboliche che esplorano le difficili realtà comunicative della moderna società..
 
Infatti egli ama esplorare l’atmosfera di solitudine soprattutto delle grandi città… dei suoi tempi… ma che tuttavia, a ben vedere, l'esplosione delle moderne telecomunicazioni non ha minimamente intaccato.
 
 
 
 
 
 
Hopper – Sole di mattina
 
 
 
 
 
IL SUO MONDO PITTORICO
 
 
Nei suoi esordi fu molto vicino alla pittura impressionista soprattutto nel suo soggiorno europeo dei primi anni del secolo scorso ed in quelli successivi.
 
Poi però, pian piano, la “rarefazione” della sua pennellata,  in evidente contrasto con la vivacità dei colori, donando un senso di inquietudine, porta a definire la sua… una pittura metafisica
 
La scena dei suoi quadri è sempre silenziosa ed i personaggi dipinti appaiono fermi come se ripresi nell'attimo di un pensiero, di un momento di solitaria riflessione…
 
 
 

New York Movie 1939

 
 
 
 
I suoi dipinti rappresentano quello che appariva già evidente nell'America del 900 cioè il senso di vuoto, di alienazione di grave incomunicabilità soprattutto nelle classi medie delle grandi città americane.
 
Presento altri suoi dipinti per aiutarci a comprendere  ancor meglio quel che dicevo e cioè la sua visione di un mondo sempre più moderno, sempre più avanzato… ma che, proprio per questo, diventa moltiplicatore di solitudine ed incomunicabilità…
 
Quel che è certo è che egli coglieva nel segno dato che oggi più che mai. nel web e non solo, i suoi dipinti vanno per la maggiore… dirò di più… sono diventati mitici ed emblematici.
 
 
 
 
 
 
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Escursione nella filosofiia
 
 
 
 
 
 
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Tony Kospan 
 
 
 
 
 

 
 
 

IL MONDO DEGLI ARTISTI
E DI CHI AMA L'ARTE
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Hopper… il dipinto Nighthawks… e la sua pittura del silenzio e della solitudine   1 comment

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Mi fa piacere render omaggio
a questo grande pittore americano.
 
 
Lo farò parlando di lui, di un suo noto dipinto,
nonché della sua arte “del silenzio” o “dell'incomunicabilità”
 anche attraverso le immagini di alcuni suoi significativi dipinti
 
 
 
 
 

Edward Hopper – New York Interno – 1921

 
 
 
 
 

HOPPER…
IL SUO FAMOSO NIGHTHAWKS
E LA SUA ARTE…
 
 
 
 
(Nyack 22.7.1882 – New York 15.5.1967)

 
 
 
Edward Hopper è un pittore statunitense divenuto famoso
soprattutto per la sua capacità
di ritrarre la solitudine nella società americana contemporanea.
 

 
 
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NIGHTHAWKS – NOTTAMBULI

 
 
 
 
Il locale dipinto in questa famosa opera è un luogo-mito dell’arte ma… non è mai esisitito!
 
 
Il locale… una tavola calda aperta 24 ore al giornoall’incrocio tra 2 strade… di cui parlava lo stesso artista…  affermando che era stato la fonte della sua ispirazione… e che si pensava esistesse sulla Greenwich Avenue, in realtà… non è mai esisitito!
 
 
 
 
 
 

particolare

 
 
 
 
 
Un blogger super conoscitore della vita della “Grande Mela” (così è definita New York) non ha trovato, dopo aver effettuato approfondite ricerche su immagini e mappe dell’epoca,  alcuna traccia di quel locale.
 
 
 Hopper – Autoritratto (partic.)
 
 
 
 
 
 
La mitica opera di Edward Hopper definito… “Pittore del silenzio“, a mio parere, ha però una valenza simbolica ed artistica tale… che la sua bellezza non ne resta affatto inficiata!
 
 
Infatti non la cruda realtà di un locale ma l’atmosfera di solitudine in una grandissima città… ed in un particolare periodo… per l’esattezza gli anni 40… è quel che ha colpito ed ispirato l’autore… facendocela vivere con la sua arte… come appare evidente in tanti suoi dipinti.
 
 
Seppur non è mai esistito “quel” locale certo ce n'erano tanti all'epoca a New York in cui nottambuli affogavano con l'alcool e qualche chiacchiera col barman le loro solitudini…
 
 
 
 
 
 

Sole di mattina
 

 
 
 
 
 
LA PITTURA DI HOPPER
 
 
Nei suoi esordi fu molto vicino alla pittura impressionista soprattutto nel suo soggiorno europeo dei primi anni del secolo scorso ed in quelli successivi ma poi pian piano la “rarefazione” della sua pennellata che contrasta con la vivacità dei colori e dona un senso di inquietudine porta a definire la sua una pittura metafisica…
 
La scena dei suoi quadri è sempre silenziosa ed i personaggi dipinti appaiono fermi come se ripresi nell'attimo di un pensiero, di un momento di solitudine…
 
I suoi dipinti rappresentano quello che appariva già evidente nell'america del 900 cioè il senso di vuoto, di alienazione di inocomunicabilità soprattutto nelle classi medie delle grandi città americane.
 
Presento altri suoi dipinti per aiutarci meglio a comprendere  ancor meglio quel che dicevo e cioè la sua visione di un mondo sempre più moderno, sempre più avanzto… ma che proprio per questo diventa moltiplicatore di solitudine ed incomunicabilità…
 
Quel che è certo è che egli coglieva nel segno dato che oggi più che mai nel web e non solo i suoi dipinti vanno per la maggiore.
 
 
 
 
 
 
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Escursione nella filosofiia
 
 
 
 
 
 
Compartment C Car 293
 
 
 
 
Sera blu
 
 

 
 
Tony Kospan 
 
 
Fonte notizia sull'inesistenza del locale il New York Times
 
 
 

 
 
 

IL MONDO DEGLI ARTISTI
E DI CHI AMA L'ARTE
NEL GRUPPO DI FB

 
 
 

SOTTOVOCE… INUSUALE POESIA D’AMORE DI ALFONSO GATTO   7 comments

 
 
 
 
 


 

 


Stavolta parleremo di una poesia del noto poeta salernitano
Alfonso Gatto (1909 – 1976)
da me conosciuto fugacemente, ai tempi del Liceo,
proprio a Salerno in uno dei suoi ritorni alla città natale…



 

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SOTTOVOCE

– ALFONSO GATTO –

POESIA SUBLIME

 
 
 
 
 
 
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Alfonso Gatto
 
 
 
 


Bellissime sono le sue poesie d’amore
per la loro profonda pregnanza
ma ho scelto questa per la sua particolarità…
 
 
 Essa ci parla infatti dei vari aspetti di un amore… bloccato,
di un amore che stava per nascere, ma qualcosa.. “un (quasi) nulla“,
forse gelosia del passato o piuttosto una problematica comunicazione
ha bloccato il crescere del sentimento.

 
 


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Questa difficoltà di dialogo e di intesa tra il poeta e la donna
viene poeticamente e genialmente descritta, a mio parere…,
con quell’evidenziare i tempi diversi da loro usati nel discorrere.
  
 
La qual cosa, insieme forse all’orgoglio o al timore d’esporsi
e/o addirittura alla paura d’esser felice
ha generato l’impossibiltà del rapporto.


 
 
 
 
 Nessun testo alternativo automatico disponibile.
 
 
 
 


Ciò però ha lasciato una grande nostalgia di quel che poteva essere
e non è stato… e non sarà mai…
 
 
Ma vivido resta… ed impresso a fuoco nel cuore resta…
lo sguardo d’amore di quel primo incontro.





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Da ciò si evince che non deve prevalere
l'ego in amore…
ma deve sempre cedere il passo al sentimento…
sennò…esso impedisce il suo evolversi…
 
 
Ma ora leggiamola…

 
 
 
 

De Nittis – Flirt

 
 
 
 
 
S O T T O V O C E
Alfonso Gatto
 
 
Una sera di nuvole, di freddo
e di luce che spiega ad altro il senso
della mia vita, questo vago accordo
di memorie in sordina, sottovoce
di me, di te, poveramente assortiti.
 
Si resta a volte soli nella veglia
di un racconto sospeso, allora soli,
ignoti l’uno all’altro, ed ora uniti
dal ricordo che un nulla ci divise.
 
Il rammarico punge, se mi dici:
“bastava che quel giorno…”, ti sorrido
con la mesta sfiducia di sapere
che mai giunsi per tempo, che geloso
di te, del tuo passato, almeno vedo
il tuo sguardo d’amore al primo incontro.
 
Ma forse è giusto credere che allora
tu m’avresti perduto:
come un ragazzo che si lascia indietro
nella paura d’esser felice.


 
 
 
 
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Come sempre mi piacerebbe leggere
il vostro parere… e le vostre impressioni,
se vi va, sulla poesia.
 
 
 Tony Kospan





P O E S I E ?

 

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