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Mino Reitano.. vero piccolo re della canzone popolare italiana – Un ricordo e 2 suoi successi   4 comments

 

Un cantante amatissimo dalla gente semplice
e che possiamo definire “nazionalpopolare
sia per il suo modo semplice di porsi 
 che per i temi delle sue canzoni.



Mino Reitano.. il «ragazzo» di Calabria



San Pietro di Fiumara 7.12.1944 – Agrate Brianza 27.1.2009



Sfondò con «Avevo un cuore»

In Germania ebbe modo di conoscere

quelli che sarebbero diventati i mitici Beatles





 


MILANO — E' stato il rappresentante più clamoroso del così detto bel canto all'italiana, quello «alla Claudio Villa».
Il suo spiegamento di voce era generoso come il suo carattere, che lo aveva portato a distribuire i guadagni ottenuti fra schiere di parenti.
Era nato a Fiumara, non lontano da Reggio Calabria, il 7 dicembre 1944.
Di famiglia povera, studiò per 8 anni al conservatorio di Reggio.
Trasferitosi giovanissimo in Germania, mosse i primi passi della carriera musicale assieme ai suoi fratelli (la band si chiamava proprio così: i Fratelli Reitano) dandosi al rock and roll.
Ad Amburgo ebbe luogo uno degli episodi più incredibili della sua vita: si esibì in un club assieme ai Quarrymen, che altri non erano che i Beatles ai loro esordi ed ebbe una buona amicizia coi Fab Four.









Nel 1966 partecipò al Festival di Castrocaro, per poi debuttare nel 1967 a Sanremo con una canzone scritta da Mogol e Lucio Battisti «Non prego per me».
Ma per avere il Reitano che commuove gli amanti della musica popolare italiana bisogna aspettare il 1968, quando esplodono due canzoni che diventano dei classici: «Avevo un cuore (che ti amava tanto)» e «Una chitarra cento illusioni».
Grazie al successo di questi brani acquistò un terreno ad Agrate Brianza dove costruì una sorta di ranch in cui portò fratelli, cognati e nipoti, allestendo anche una sala di registrazione.
Nel 1971 vinse “Un disco per l'estate” con «Era il tempo delle more».









Sono gli anni di ottimi piazzamenti e riconoscimenti (Cantagiro, Festivalbar, dischi d'oro, tournée).
Scrive brani per grandi interpreti della musica italiana come Mina o Ornella Vanoni.
Per otto anni è a Canzonissima, guadagnandosi sempre la finale e classificandosi tra i primi.
Le giovani generazioni e i critici, mentre avanza la canzone d'autore e il rock, lo considerano una sorta di reperto archeologico.
In parecchi hanno ironizzano sulla laurea honoris causa assegnatagli dalla Loyola University.
Ma lui è un buono, uno che porge l'altra guancia:
«Non ce l'ho con chi mi critica. Grazie a molti detrattori credo di essere migliorato. E quando appaio in tv l'ascolto non scende, anzi… ».









Nel 1988 si ripresenta a Sanremo con «Italia» che arriva al sesto posto.
La sua enfasi, ma anche la sua bontà sembrano in netto contrasto con un mondo della canzone sempre più aggressivo.
Nel 2007 scopre di avere una grave malattia, ma fino all'ultimo vuole apparire in tv.
Portando nel programma di Magalli la testimonianza della malattia che lo stava uccidendo e non disdegnando nemmeno di fare dell'autoironia nel programma di Chiambretti.
Mino Reitano è morto a 64 anni ad Agrate Brianza, dove viveva, dopo una lunga e dolorosa malattia.

Mario Luzzatto Fegiz





Aggiungo 2 parole a quelle del noto esperto musicale.

Mino è stato uno di quegli artisti  che con le sue canzoni, la maggior parte di successo, e per il suo stile popolare, ci ha accompagnati nel corso della vita (ovviamente ciò vale per coloro che hanno qualche anno in più).

Di lui ho sempre apprezzato la serietà professionale, la grande passione, la correttezza e la gentilezza verso tutti.

Alcune sue canzoni hanno un importante posto nel patrimonio musicale italiano.


.

.

.



Chiudo questo breve ricordo con questa sua nota canzone che sembra quasi parlarci del suo cuore…


.

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Testo di Mario Luzzatto Fegiz scritto in occasione della morte di Mino ed adattato ora per l'anniversario.



Orso Tony




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Demis Roussos.. grande cantante greco dalla voce angelica – Breve ricordo anche con 2 sue mitiche canzoni   Leave a comment








Qualche anno fa.. a 69 anni… ci lasciava
Demis Roussos
notissimo cantante e bassista greco


 
 
 
 
 
 
 
Il successo gli aveva arriso verso la la fine degli anni ’60
come e cantante degli Aphrodite’ s Child,
band in cui c’era anche il mitico Vangelis
(Evangelos Odysseas Papathanassiou)
 con Rain and Tears e It’s Five O’ Clock
.
Poi aveva proseguito la sua carriera come solista
ma sempre con grandi successi e vendendo milioni di dischi.

 
 
 
 
Alessandria d’Egitto 15.6.1946 – Atene 25.1.2015

 
 
 
Il suo repertorio contiene intatti 
lo spirito ed il fascino paesaggistico e storico,
della Grecia antica e moderna.
 
 
 

 
 
 
 
 
Le sue canzoni, poetiche e dolci,
sulle corde di una fantastica voce
hanno attraversato diversissimi generi musicali
sempre con successo.
 
 
 
 
 
 
 
 

Ricordiamolo ed omaggiamolo…
ascoltando 2 sue mitiche canzoni…
Rain and Tears e My Friend The Wind
 
 
 
 




Chi ha potuto ascoltarlo non potrà mai dimenticare
le stupende calde sonorità della sua voce…



 
  
 
 
 
 

Tony Kospan





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Achille Togliani.. noto cantante degli anni ’50 e ’60 – Breve ricordo ed i suoi successi “Signorinella” e “Come pioveva”   Leave a comment




E’ stato un vero e proprio mito

della canzone italiana del dopoguerra

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Achille Togliani  (Pomponesco 16.1.1924 – Roma 12.8.1995)

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BREVE BIOGRAFIA



Partito dalla provincia mantovana
intraprese la strada del cinema e della rivista
(con Macario)
e fu qui che lo notò il maestro Angelini che lo portò nel ‘50
nella trasmissione “Cantanti della radio”
sia per la stupenda melodiosa voce
che per la sua presenza di uomo affascinante.

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Ebbe presto, per queste doti,
molti successi sia nel campo della canzone
che in quello dei cuori femminili.

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Nel ’51 inaugurò con pochi altri cantanti*il Festival di Sanremo
(*quelli della foto qui giù meno Gino Latilla)




I cantanti del 2° Sanremo
– Il duo Fasano ai lati, Togliani, Nilla Pizzi e Gino Latilla – Fonte RadiocorriereTV





e nel ’54 vinse il Festival di Napoli.
.
Rimase a lungo negli anni ’60 nell’orchestra Angelini
come cantante di punta e partecipò anche a numerose trasmissioni
radiofoniche di successo.

.

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.

Poi però, anche se il suo genere musicale, la canzone melodica,
pian piano tramontava,
lui tuttavia rimaneva nel cuore degli italiani.

.

Dopo gli anni ’70 partecipò soprattutto a spettacoli televisivi di revival.

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Questi… alcuni tra i suoi maggiori successi…

Signorinella, La canzone dell’amore, Come pioveva, Parlami d’amore Mariù,
Lucciole vagabonde, Canzone da 2 soldi, Sedici anni e Melodia d’amore…
.
Ricordiamolo ora ascoltando la sua voce in questi 2 video
in cui interpreta, da par suo, 2 mitiche canzoni di un tempo.

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SIGNORINELLA

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COME PIOVEVA

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CIAO DA TONY KOSPAN



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Odoardo Spadaro.. mitico cantautore del primo ‘900 -Breve ricordo e 2 successi: “Porta un bacione a Firenze” e “Sulla carrozzella”   Leave a comment

.

Questo grande cantante, ma anche cantautore,

ha lasciato un grande segno

nella storia della musica leggera italiana.



Cercherò di tracciare un breve ricordo dell’artista

anche grazie ad una sua canzone mitica

che ebbe successo in tutto il mondo…

e che ci fa ancor oggi rivivere le belle atmosfere di un tempo

e ad un altro suo successo amato soprattutto dai fiorentini.

 

 

 

 

Odoardo Spadaro

è considerato il secondo vero cantautore italiano,

dopo Armando Gill,

essendo stato l’autore di molte delle sue canzoni…


Conosciamo un po’ l’atmosfera del 1938 prima di ascoltar

il suo più grande successo.

 

 
 
 
(Firenze 16 1 1893 – Careggi 26 6 1965)
 
 
.
 
PORTA UN BACIONE A FIRENZE


Di Lazzaro – Bruno (1938)
   
 
Siamo nell’anno in cui l’Italia vince il suo secondo
Campionato del Mondo di calcio…



 



 
 
 .
.
ma anche nell’anno in cui vengono emanate le leggi razziali…






 

.
.
. 
 
Il “bacione” era realmente legato alla nostalgia dei nostri emigranti.
che Spadaro, all’epoca del fascismo,
frequentava moltissimo preferendo andare in giro per il mondo,
piuttosto che stare in Italia,
in quanto insofferente al peso della dittatura.




 
 
 
 
 
 
 
Fu, anche grazie a ciò,
che egli fu uno dei primi (ed ancor oggi pochi) artisti italiani
ad avere un grande successo internazionale.




 
 
 
 
La canzone poi nel 1955 divenne anche un fim…

 
 
 



 
 
 


ed in epoca più recente è stata riportata in auge da Nada.
 
 
 Veniamo ora alla canzone
che possiamo ascoltare cantata proprio da O. Spadaro.

 
 
 
   


 
 
 

Altra sua mitica canzone è poi certamente “Sulla carrozzella”,
che, come scrisse Enzo Biagi,
 nacque all’epoca del razionamento della benzina
che aveva causato la scomparsa dalle strade delle macchine.
 
 
 
 
 
 
 

 
Al suo funerale tutta la folla cantò proprio…
Porta un bacione a Firenze

 

 

F I N E

 

 





  

POESIA ARTE MUSICA ETC
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De André.. poeta in musica – Breve ricordo con alcuni suoi pensieri e 3 sue mitiche.. poetiche canzoni   1 comment





« …pensavo è bello che dove finiscono le mie dita
debba in qualche modo incominciare una chitarra. »
Fabrizio De André, Amico fragile
 
 
 
 
 


OMAGGIO A DE ANDRE’
POESIA, LIBERO PENSIERO E… MUSICA


 
Genova 18.2.1940 – Milano 11.1.1999
 
 
 
Fin dall’inizio De André si caratterizzò come un cantautore certo…
ma amante di un genere… sì musicale…
ma denso di contenuti poetici ed umani
nel solco di artisti internazionali
come Jacques Brel, Leonard Cohen, Bob Dylan etc.
  
I testi delle sue canzoni, nelle quali ha raccontato storie di emarginati,
ribelli, prostitute e persone spesso ai margini della società
sono ritenute delle vere e proprie… belle poesie
(tanto che alcuni di essi sono in alcune antologie scolastiche di letteratura).




 

Era conosciuto anche come Faber,
un soprannome datogli dall’amico d’infanzia Paolo Villaggio.
 
Il suo primo grande successo è La canzone di Marinella,
brano interpretato da Mina nel 1965 che divenne subito un best seller.

 
 
 

 
 
Durante tutta la sua attività musicale ha prodotto tredici album in studio,
più alcune canzoni inedite
pubblicate solo come singoli oppure in antologie. (wikipedia)
 
Ma il suo amore per la poesia e la cultura si è manifestato, tra l’altro,
anche con la traduzione (e la trasposizione in musica)
del famoso ed originale poema americano SPOON RIVER
ma anche di altre opere….
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Non possiamo quindi non rendere anche noi… nel nostro piccolo…
un omaggio al grande De André, forse uno dei pochissimi, che ha saputo 
coniugare la canzone con  la letteratura e la musica con la… vera poesia.



Qui è con Dori Ghezzi

 
 
Ho scelto alcuni suoi pensieri ed il testo di Giugno ’73
solo come esempi… del suo stile e della sua poetica
oltre ad alcune note canzoni.
 


 

 
 Io penso che un uomo senza utopia, senza sogno, senza ideali,
vale adire senza passioni e senza slanci
sarebbe un mostruoso animale fatto semplicemente di istinto e di raziocinio,
una specie di cinghiale laureato in matematica pura.
Fabrizio De André

Il canto ha ancora oggi, in alcune etnie cosiddette primitive,
il compito fondamentale di liberare dalla sofferenza,
di alleviare il dolore, di esorcizzare il male.
Fabrizio De André

 
  Giugno ’73
  
 
 

GIUGNO 73
Faber
 


Tua madre ce l’ha molto con me
perché sono sposato e in più canto
però canto bene e non so se tua madre
sia altrettanto capace a vergognarsi di me.


 La gazza che ti ho regalato
è morta, tua sorella ne ha pianto,
quel giorno non avevano fiori, peccato,
quel giorno vendevano gazze parlanti.


 E speravo che avrebbe insegnato a tua madre
A dirmi “Ciao come stai “, insomma non proprio a cantare
per quello ci sono già io come sai.


I miei amici sono tutti educati con te
però vestono in modo un po’ strano
mi consigli di mandarli da un sarto e mi chiedi
“Sono loro stasera i migliori che abbiamo “.


 E adesso ridi e ti versi un cucchiaio di mimosa
Nell’imbuto di un polsino slacciato.
I miei amici ti hanno dato la mano,
li accompagno, il loro viaggio porta un po’ più lontano.


 E tu aspetta un amore più fidato
il tuo accendino sai io l’ho già regalato
e lo stesso quei due peli d’elefante
mi fermavano il sangue
li ho dati a un passante.


 Poi il resto viene sempre da sé
i tuoi “Aiuto” saranno ancora salvati
io mi dico è stato meglio lasciarci
che non esserci mai incontrati.
 
 
  Il pescatore
 
 
 


Certo è impossibile nel breve spazio di un post raccontare tutta la vita…
tutta la sua personalità (molto riservata) e tutte le sue canzoni
per cui concludo questo breve ricordo con il video di un’altra sua mitica canzone
di cui è possibile leggere anche il testo.



     La Canzone dell’ Amore Perduto  


 
  
Ciao da Tony Kospan



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Breve ricordo del grande chansonnier Gilbert Bécaud anche con la mitica canzone poesia “Et maintenant” in 2 versioni   3 comments

 



E’ considerato il più grande chansonnier di sempre

ed ha fatto cantare, a partire dal dopoguerra, tutta la Francia.



Conosciamolo… ascoltiamolo.

 

 

Tolone 24.10.1927 – Parigi 18.12.2001

 

 

BREVISSIMA BIOGRAFIA

 

 

La sua carriera iniziò presto ma ebbe la svolta decisiva agli inizi degli anni 50 grazie alla collaborazione con la mitica Edith Piaf. 

Per le emozioni “elettrizzanti” che dava agli spettatori gli fu dato il soprannome,  dopo uno favoloso spettacolo all’Olimpia, di “monsieur 100.000 volts“.

 

 

 

 

 

 

Ha avuto una lunghissima carriera artistica densa di tantissimi successi e riconoscimenti, sia in Francia che in tutta Europa, come cantante certo… ma anche come attore cinematografico…

 

Nel 1974 gli fu assegnata l’onorificenza della Legion d’onore.

 

A Parigi ha visssuto nella sua casa galleggiante sulla Senna.

 

Si è sposato due volte ed ha avuto cinque figli.

 

La canzone che lo consacrò come un grandissimo artista è certamente “Et maintenant”  del 1961 ed è con essa che mi fa piacere ricordarlo.

 

 

 

 

 

 

ET MAINTENANT 
LA STORIA – IL SIGNIFICATO – IL TESTO E… L’ASCOLTO
 

 

Una canzone… una poesia… un mito…

 

Sublime poetica e musicale descrizione

del perdimento di sé per la fine di un grande amore.


 

 


 

 

 

STORIA DELLA CANZONE

 

La canzone è del 1961… autori Pierre Delanoë e Gilbert Bécaud.

E’ stato (ed è ancora) uno dei più grandi successi della storia della musica leggera francese ed è stato interpretato tra gli altri, da Frank Sinatra e Judy Garland nella versione tradotta in inglese di What now my love… ed in italiano soprattutto da Battiato con il testo tradotto da lui.

La passionalità e la durezza quasi drammatica di Becaud nell’interpretazione di Battiato è sostituita da quella malinconica dolcezza che caratterizza il pensiero direi anche filosofico… del nostro grande cantautore…

 

 

 

IL SIGNIFICATO DELLA CANZONE

Sono magiche le parole disperate di quest’uomo, ormai solo in una Parigi che gli appare estranea.

Parole magiche che insieme alle note parlano ai nostri cuori…

Sente d’aver perso tutto perdendo il suo amore…e si chiede:

E adesso cosa farò?

Notti e giorni si susseguono ormai senza senso…

Gli è rimasto il mondo… tutto il mondo…

Ma tutto il mondo… è nulla senza di lei…

 

 

 

IL TESTO

ET MAINTENANT

Traduz. di… Franco Battiato…

 

 

 

 

E ADESSO


E adesso cosa farò
di tutto questo tempo cosa sarà la mia vita
e tutte queste persone che mi sono indifferenti
ora che sei partita.
Tutte queste notti, perchè per chi
e questo mattino che viene per niente
questo cuore che batte, per chi, perchè
e ora cosa farò
verso quale niente scivolerà la mia vita
e tutte queste persone che mi sono indifferenti
ora che sei partita.
Tutte queste notti, perchè per chi
e questo mattino che viene per niente
questo cuore che batte, per chi, perchè
che batte troppo forte, troppo forte.
e ora cosa farò
verso quale nulla scivolerà la mia vita
tu mi hai lasciato tutta la terra
ma la terra senza te è piccola.
Voi, amici miei, siate gentili
sapete bene che non si ci si può far nulla
anche Parigi muore di noia
tutte le strade mi uccidono
e ora cosa farò
riderò per non piangere
brucerò notti intere
al mattino ti odierò
e una sera nel mio specchio
vedrò la fine del mio cammino
non un fiore e non una lacrima
al momento dell’addio
non ho veramente più niente da fare
Non ho veramente più niente…

 

 

 

 

Ma ora ascoltiamola….

prima nella versione originale di Becaud…

 

 

 

 

 

 

e poi in quella di Battiato…

 

 

 

 

 

CIAO DA TONY KOSPAN





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Mino Reitano.. mito della canzone popolare italiana – Breve ricordo e 2 video   Leave a comment

 

Un cantante amatissimo dalla gente semplice
e che possiamo definire “nazionalpopolare
sia per il suo modo semplice di porsi 
 che per i temi delle sue canzoni.



Mino Reitano.. il «ragazzo» di Calabria



San Pietro di Fiumara 7.12.1944 – Agrate Brianza 27.1.2009



Sfondò con «Avevo un cuore»

In Germania ebbe modo di conoscere

quelli che sarebbero diventati i mitici Beatles





 


MILANO — E’ stato il rappresentante più clamoroso del così detto bel canto all’italiana, quello «alla Claudio Villa».
Il suo spiegamento di voce era generoso come il suo carattere, che lo aveva portato a distribuire i guadagni ottenuti fra schiere di parenti.
Era nato a Fiumara, non lontano da Reggio Calabria, il 7 dicembre 1944.
Di famiglia povera, studiò per 8 anni al conservatorio di Reggio.
Trasferitosi giovanissimo in Germania, mosse i primi passi della carriera musicale assieme ai suoi fratelli (la band si chiamava proprio così: i Fratelli Reitano) dandosi al rock and roll.
Ad Amburgo ebbe luogo uno degli episodi più incredibili della sua vita: si esibì in un club assieme ai Quarrymen, che altri non erano che i Beatles ai loro esordi ed ebbe una buona amicizia coi Fab Four.









Nel 1966 partecipò al Festival di Castrocaro, per poi debuttare nel 1967 a Sanremo con una canzone scritta da Mogol e Lucio Battisti «Non prego per me».
Ma per avere il Reitano che commuove gli amanti della musica popolare italiana bisogna aspettare il 1968, quando esplodono due canzoni che diventano dei classici: «Avevo un cuore (che ti amava tanto)» e «Una chitarra cento illusioni».
Grazie al successo di questi brani acquistò un terreno ad Agrate Brianza dove costruì una sorta di ranch in cui portò fratelli, cognati e nipoti, allestendo anche una sala di registrazione.
Nel 1971 vinse “Un disco per l’estate” con «Era il tempo delle more».









Sono gli anni di ottimi piazzamenti e riconoscimenti (Cantagiro, Festivalbar, dischi d’oro, tournée).
Scrive brani per grandi interpreti della musica italiana come Mina o Ornella Vanoni.
Per otto anni è a Canzonissima, guadagnandosi sempre la finale e classificandosi tra i primi.
Le giovani generazioni e i critici, mentre avanza la canzone d’autore e il rock, lo considerano una sorta di reperto archeologico.
In parecchi hanno ironizzano sulla laurea honoris causa assegnatagli dalla Loyola University.
Ma lui è un buono, uno che porge l’altra guancia:
«Non ce l’ho con chi mi critica. Grazie a molti detrattori credo di essere migliorato. E quando appaio in tv l’ascolto non scende, anzi… ».









Nel 1988 si ripresenta a Sanremo con «Italia» che arriva al sesto posto.
La sua enfasi, ma anche la sua bontà sembrano in netto contrasto con un mondo della canzone sempre più aggressivo.
Nel 2007 scopre di avere una grave malattia, ma fino all’ultimo vuole apparire in tv.
Portando nel programma di Magalli la testimonianza della malattia che lo stava uccidendo e non disdegnando nemmeno di fare dell’autoironia nel programma di Chiambretti.
Mino Reitano è morto a 64 anni ad Agrate Brianza, dove viveva, dopo una lunga e dolorosa malattia.

Mario Luzzatto Fegiz





Aggiungo 2 parole a quelle del noto esperto musicale.

Mino è stato uno di quegli artisti  che con le sue canzoni, la maggior parte di successo, e per il suo stile popolare, ci ha accompagnati nel corso della vita (ovviamente ciò vale per coloro che hanno qualche anno in più).

Di lui ho sempre apprezzato la serietà professionale, la grande passione, la correttezza e la gentilezza verso tutti.

Alcune sue canzoni hanno un importante posto nel patrimonio musicale italiano.


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Chiudo questo breve ricordo con questa sua nota canzone che sembra quasi parlarci del suo cuore…


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Testo di Mario Luzzatto Fegiz scritto in occasione della morte di Mino ed adattato ora per l’anniversario.



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Beniamino Gigli – Breve ricordo e “Non ti scordar di me” sua mitica canzone del ’35   Leave a comment







BENIAMINO GIGLI
e
NON TI SCORDAR DI ME
a cura di Tony Kospan


Gigli è stato un tenore, un attore
e tra i più celebri cantanti del XX secolo.




 
Recanati 20.3.1890 – Roma 30.11.1957


Prima di passare alla canzone vediamo queste altre immagini
che ci possono dare un’idea dell’atmosfera di quell’anno…




 
Marlene Dietrich in “Il diavolo è donna” – 1935




Guerra di Etiopia




 
Elsa Schiaparelli – stilista dell’epoca



Roma nel 1935 



La canzone, un valzer lento con echi di melodramma,
scritta da due autori napoletani Domenico Furnò ed Eugenio De Curtis
fu lanciata da Beniamino Gigli nel film omonimo.






Gigli, all’epoca 45enne, e già molto noto…
interpretava (ovviamente)
la parte di un tenore che riconquistava l’amata
grazie alla sua voce e proprio con questa canzone.




Beniamino Gigli




Il film piacque moltissimo e ci fu perfino qualche punta di fanatismo
(un’ammiratrice scrisse al “suo” Beniamino di aver visto il film 76 volte in un mese!!!)
anche perché molta gente non aveva mai visto il cantante,
che all’epoca aveva ereditato il “trono” di Caruso.




 
Crociere – 1935




Tuttora la pellicola è una dalle più apprezzate,
dagli ammiratori del cantante.

La canzone ebbe un grande successo che non è mai tramontato
ed è stata interpretata da molti altri tenori e diversi grandi cantanti.








NON TI SCORDAR DI ME
E. De Curtis – Furnò

 Partirono le rondini
dal mio paese freddo e senza sole,
cercando primavere di viole,
nidi d’amore e di felicità
La mia piccola rondine partì
senza lasciarmi un bacio
senza un addio partì
Non ti scordar di me;
la vita mia legata e a te
io t’ amo sempre più
nel sogno mio rimani tu
Non ti scordar di me
la vita mia legata e a te
c’è sempre un nido
nel mio cuor per te
Non ti scordar di me!
Non ti scordar di me!




Ascoltiamola ora nella versione cantata dal grande Beniamino…
in un’affascinante versione d’epoca… proprio quella del film
che ci consente anche di rivivere le atmosfere dell’epoca.







Ciao da Tony Kospan




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Gilbert Bécaud – – Mini biografia del grande chansonnier e la sua mitica canzone-poesia “Et maintenant” in 2 versioni   Leave a comment

 

 

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E’ considerato uno dei più grandi chansonnier di sempre

ed ha fatto cantare, a partire dal dopoguerra, tutta la Francia.


Conosciamolo… ascoltiamolo.

 

 

Tolone 24.10.1927 – Parigi 18.12.2001

 

 

BREVISSIMA BIOGRAFIA

 

 

La sua carriera iniziò presto ma ebbe la svolta decisiva agli inizi degli anni 50

grazie alla collaborazione con la mitica Edith Piaf.

.


Per le emozioni “elettrizzanti” che dava agli spettatori gli fu dato il soprannome,  

dopo uno favoloso spettacolo all’Olimpia, di “monsieur 100.000 volts“.

 

 

 

 

 

 

Ha avuto una lunghissima carriera artistica densa di tantissimi successi e riconoscimenti, in Francia e in tutta Europa.

Non solo come cantante ma anche come attore di cinema.

Nel 1974 gli fu assegnata l’onorificenza della Legion d’onore. 

A Parigi ha vissuto nella sua casa galleggiante sulla Senna. 

Si è sposato due volte ed ha avuto cinque figli.

La canzone che lo consacrò come un grandissimo artista è certamente “Et maintenant“.

E’ del 1961 ed è con essa che mi fa piacere ricordarlo.


 

 

 

 

 

 

ET MAINTENANT 
LA STORIA – IL SIGNIFICATO – IL TESTO E… L’ASCOLTO
 

 

 

Una canzone… una poesia… un mito!

 

Sublime poetica e musicale descrizione

del perdimento di sé per la fine di un grande amore.


 

 


 

 

 

STORIA DELLA CANZONE

 

La canzone è del 1961… autori Pierre Delanoë e Gilbert Bécaud.

E’ stato (ed è ancora) uno dei più grandi successi della storia della musica leggera francese ed è stato interpretato tra gli altri, da Frank Sinatra e Judy Garland nella versione tradotta in inglese di What now my love… ed in italiano soprattutto da Battiato con il testo tradotto da lui.

La passionalità e la durezza quasi drammatica di Becaud nell’interpretazione di Battiato è sostituita da quella malinconica dolcezza che caratterizza il pensiero direi anche filosofico… del nostro grande cantautore…

 

 

 

 

IL SIGNIFICATO DELLA CANZONE

 

Sono magiche le parole disperate di quest’uomo, ormai solo in una Parigi che gli appare estranea.

Parole magiche che insieme alle note parlano ai nostri cuori…

Sente d’aver perso tutto perdendo il suo amore…e si chiede:

E adesso cosa farò?

Notti e giorni si susseguono ormai senza senso…

Gli è rimasto il mondo… tutto il mondo…

Ma tutto il mondo… è nulla senza di lei…

 

 

 

 

IL TESTO


ET MAINTENANT


Traduz. di… Franco Battiato


 

 

 

 


E ADESSO


E adesso cosa farò
di tutto questo tempo cosa sarà la mia vita
e tutte queste persone che mi sono indifferenti
ora che sei partita.
Tutte queste notti, perché per chi
e questo mattino che viene per niente
questo cuore che batte, per chi, perché
e ora cosa farò
verso quale niente scivolerà la mia vita
e tutte queste persone che mi sono indifferenti
ora che sei partita.
Tutte queste notti, perché per chi
e questo mattino che viene per niente
questo cuore che batte, per chi, perchè
che batte troppo forte, troppo forte.
e ora cosa farò
verso quale nulla scivolerà la mia vita
tu mi hai lasciato tutta la terra
ma la terra senza te è piccola.
Voi, amici miei, siate gentili
sapete bene che non si ci si può far nulla
anche Parigi muore di noia
tutte le strade mi uccidono
e ora cosa farò
riderò per non piangere
brucerò notti intere
al mattino ti odierò
e una sera nel mio specchio
vedrò la fine del mio cammino
non un fiore e non una lacrima
al momento dell’addio
non ho veramente più niente da fare
Non ho veramente più niente…

 

 

 

 

Ma ora ascoltiamola….

prima nella versione originale di Becaud…

 

 

 

 

 

e poi in quella di Battiato…

 

 

 

 

 

CIAO DA TONY KOSPAN







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Jacques Brel.. grande cantautore belga – Breve ricordo anche con la sua mitica “Ne me quitte pas”   Leave a comment

 





Forse per molti, soprattutto delle nuove generazioni,

 questo cantautore è un emerito sconosciuto…

ma, come vedremo, egli ha lasciato

una notevole impronta nel campo delle canzoni-poesie.

.

.

 

(Schaerbeek 8.4.1929 – Bobigny 9.10.1978)


 

 

 Infatti questo cantautore belga di lingua francese

è unanimemente considerato

uno dei più grandi del secolo scorso.

 

 

 

 

 

 

I testi delle sue canzoni,  per la loro bellezza e profondità,

sono considerati vere e proprie eleganti poesie.

 

 

 

 

 

 

Le sue canzoni degli anni 50, 60 e 70

 furono quasi tutte dei successi

mentre non altrettanto si può dire dei film in cui recitò.


Morì molto giovane a 49 anni per una brutta malattia.


 

 

 

 

 

 

Possiamo ora ricordarlo

ascoltandolo e rivedendolo

in questa sua notissima canzone…


NE ME QUITTE PAS

(NON MI LASCIARE)







Il testo della canzone è composto da 5 strofe
ciascuna accompagnata dal ritornello Ne me quitte pas
cioè Non mi lasciare (o Non abbandonarmi).


In ciascuna di esse c’è un’accorata preghiera all’amata
con versi che raggiungono l’apice poetico nella 2° strofa…


“Creerò per te un regno

in cui il re sarà l’amore

in cui la legge sarà l’amore

ed in cui tu sarai la regina”


 

 

 

 

Tony Kospan

 

 

 

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