Archivio per l'etichetta ‘fratellanza universale

Il mitico “Discorso all’Umanità” del grande Chaplin ci dona una profonda e geniale riflessione   Leave a comment

 
 
 
 
 
 


Un grandissimo ed universale discorso di Charlie Chaplin non come attore…
ma in veste di uomo che auspica la fratellanza universale.
 





 Il grande dittatore (The Great Dictator)
è un film  del 1940 tutto opera di Charlie Chaplin.

E’ una parodia del nazismo ed ironizza su Adolf Hitler.







Il film per diversi aspetti è considerato un’opera cult
e ricevette diversi riconoscimenti.

In esso Chaplin, che in realtà
è stato molto.. ma molto.. di più d
i un semplice comico,
espone la sua profonda e sognante visione
del mondo e dell’Umanità.




Chaplin con Einstein



Il sogno di Chaplin è che tutta l’Umanità
riesca a liberarsi da ogni forma di sudditanza e sfruttamento
e dunque che tutti possano vivere in un mondo migliore.

 Consiglio di legger il testo mentre ascoltiamo
il discorso di Chaplin in questo brano del mitico film…
per coglierne le profonde verità…
che certo ci colpiranno mente e cuore…

  
 
 
 
 
 
 
 
IL TESTO DEL MONOLOGO FINALE DA
“IL GRANDE DITTATORE”
 
 
 
“Mi dispiace, ma io non voglio fare l’imperatore, non è il mio mestiere. Non voglio governare, né conquistare nessuno, vorrei aiutare tutti se possibile: ebrei, ariani, uomini neri e bianchi. Tutti noi esseri umani dovremmo aiutarci sempre, dovremmo godere soltanto della felicità del prossimo, non odiarci e disprezzarci l’un l’altro.
 
In questo mondo c’è posto per tutti: la natura è ricca, è sufficiente per tutti noi. La vita può essere felice e magnifica, ma noi lo abbiamo dimenticato. L’avidità ha avvelenato i nostri cuori, ha precipitato il mondo nell’odio, ci ha condotti a passo d’oca fra le cose più abbiette.
 
Abbiamo i mezzi per spaziare, ma ci siamo chiusi in noi stessi. La macchina dell’abbondanza ci ha dato povertà, la scienza ci ha trasformati in cinici, l’abilità ci ha resi duri e cattivi. Pensiamo troppo e sentiamo poco. Più che macchinari, ci serve umanità, più che abilità, ci serve bontà e gentilezza. Senza queste qualità la vita è violenza, e tutto è perduto.
 
L’aviazione e la radio hanno riavvicinato le genti, la natura stessa di queste invenzioni reclama la bontà nell’uomo, reclama la fratellanza universale, l’unione dell’umanità. Perfino ora la mia voce raggiunge milioni di persone nel mondo, milioni di uomini donne e bambini disperati, vittime di un sistema che impone agli uomini di torturare e imprigionare gente innocente.
 
A coloro che mi odono io dico: non disperate! L’avidità che ci comanda è solamente un male passeggiero, l’amarezza di uomini che temono le vie del progresso umano.
 
L’odio degli uomini scompare insieme ai dittatori. E il potere che hanno tolto al popolo, ritornerà al popolo. E qualsiasi mezzo usino, la libertà non può essere soppressa.
 
Soldati! Non cedete a dei bruti, uomini che vi disprezzano e vi sfruttano, che vi dicono come vivere, cosa fare, cosa dire, cosa pensare! Che vi irreggimentano, vi condizionano, vi trattano come bestie! Non vi consegnate a questa gente senza un’anima! Uomini macchina, con macchine al posto del cervello e del cuore! Voi non siete macchine, non siete bestie, siete uomini! Voi avete l’amore dell’umanità nel cuore! Voi non odiate, coloro che odiano sono quelli che non hanno l’amore altrui!
 
Soldati! Non difendete la schiavitù, ma la libertà! Ricordate nel vangelo di San Luca è scritto: “il Regno di Dio è nel cuore dell’uomo”, non di un solo uomo, o di un gruppo di uomini, ma di tutti gli uomini! Voi, il popolo, avete la forza di creare le macchine, la forza di creare la felicità. Voi il popolo avete la forza di fare che la vita sia bella e libera, di fare di questa vita una splendida avventura. Quindi, in nome della democrazia, usiamo questa forza. Uniamoci tutti! Combattiamo per un mondo nuovo che sia migliore, che dia a tutti gli uomini lavoro, ai giovani un futuro, ai vecchi la sicurezza.
 
Promettendovi queste cose, dei bruti sono andati al potere. Mentivano! Non hanno mantenuto quelle promesse e mai lo faranno. I dittatori forse sono liberi, perché rendono schiavo il popolo. Allora combattiamo per mantenere quelle promesse. Combattiamo per liberare il mondo eliminando confini e barriere, eliminando l’avidità, l’odio e l’intolleranza! Combattiamo per un mondo ragionevole, un mondo in cui la scienza e il progresso diano a tutti gli uomini il benessere.
 
Soldati! In nome della democrazia, siate tutti uniti!
 
Hannah, puoi sentirmi? Dovunque tu sia abbi fiducia.
 
Guarda in alto, Hannah! Le nuvole si diradano, comincia a splendere il sole. Prima o poi usciremo dall’oscurità verso la luce e vivremo in un mondo nuovo, un mondo più buono, in cui gli uomini si solleveranno al di sopra della loro avidità, del loro odio della loro brutalità.
 
Guarda in alto, Hannah! L’animo umano troverà le sue ali e finalmente comincerà a volare, a volare sull’arcobaleno verso la luce della speranza, verso il futuro, il glorioso futuro che appartiene a te, a me, a tutti noi.
 
Guarda in alto, Hannah.
 
Lassù!“




MA INFINE ECCO…
IL DISCORSO ALL’UMANITA’
ANCHE IN… VIDEO
 
 

 
 
 
 
 
  .
CIAO DA TONY KOSPAN
.
.
.



Flowers_tiny_PH.gif picture by Lilith_RJ2Flowers_tiny_PH.gif picture by Lilith_RJ2Flowers_tiny_PH.gif picture by Lilith_RJ2Flowers_tiny_PH.gif picture by Lilith_RJ2Flowers_tiny_PH.gif picture by Lilith_RJ2Flowers_tiny_PH.gif picture by Lilith_RJ2Flowers_tiny_PH.gif picture by Lilith_RJ2

PER LE NOVITA’ DEL BLOG
SE TI PIACE… ISCRIVITI








Ecco come nasce l’Inno Europeo: dalla poesia di Schiller (Inno alla gioia) e dalla musica di Beethoven (Nona sinfonia)   5 comments



Johann Christoph Friedrich von Schiller
è il poeta, filosofo, drammaturgo e storico tedesco
autore della poesia che fu il testo
musicato da Beethoven con la sua 9° sinfonia
e poi divenuto l’inno europeo.


 
 
 
Johann von Schiller (Marbach am Neckar 10.11.1759 – Weimar 9.5.1805)
 
 
 
 
 

LA POESIA DI SCHILLER


E LA 9° DI BEETHOVEN

 
 




  
.
 


MA COSA SAPPIAMO DELL’ORIGINE DELL’INNO?
 
CONOSCIAMONE QUINDI LA STORIA…
LA POESIA E LA MUSICA…

  


 
 
  
 

L’inno europeo (Inno alla gioia) è l’adattamento dell’ultimo movimento della Nona Sinfonia di Beethoven, è stato adottato dal Consiglio d’Europa nel 1972 e viene utilizzato dall’Unione europea dal 1986.

 

 

 

 

Herbert von Karajan, uno dei più grandi direttori d’orchestra del Novecento, ha realizzato, su richiesta del Consiglio d’Europa, tre versioni strumentali per piano solo, fiati e orchestra sinfonica.

 

Il testo è del poeta Friedrich von Schiller e rappresenta un invito alla fratellanza universale.

 

L’inno dunque appare una marcia gioiosa, luminosa e festosa nella sincera speranza che possa accompagnare l’Uomo nel corso della vita.


  

 

Inno alla gioia – Marina Novelli 

  

Leggiamo ora la poesia e poi ascoltiamo la mitica musica…




L’albero delle farfalle – Josephine Wall
 

  



L’INNO ALLA GIOIA
Friedrich von Schiller





Gioia, figlia dell’Eliso,
Fiamma d’oro giù dal ciel,
Noi veniamo, ardenti in viso,
Diva eccelsa, al tuo sacel.
Il tuo fascino affraterna
Ciò che il mondo separò,
Frantellanza impera eterna
Dove l’ala tua posò.
Chi al supremo ben pervenne
D’un amico al fido cuor
Chi soave sposa ottenne
Sia con noi nel gaudio d’or.
Sì, chi anche un cuore solo
Sua nel mondo può chiamar;
Chi nol può trascini in duolo
Via di qui suo triste andar.
Gioia al sen dell’Universo
Posson tutti i vivi aver,
Vanno il buono ed il perverso
Pel fiorito suo sentier.
Ebbe ognun fino alla morte
Vino, amore e un fido cuor;
Voluttà fu al verme in sorte,
L’angel gode in te, Signor.
Van gioiosi nella gloria
Mondi, luce e vita a dar,
Ite, figli ad esultar
Come prodi in gran vittoria!
Siate avvinti, o milioni,
Nella gran fraternità!
Figli ! Sommo un padre sta
Sopra gli astri e sopra i tuoni.
Vi prostrate, milioni?
Senti Iddio, mondo, tu ?
Volgi il guardo sopra gli astri,
Sopra gli astri sue regioni.

  




Ludwig van Beethoven (Bonn 16.12.1770 – Vienna 26.3.1827)

 
Ma è giunto il momento d’ascoltar la bellissima musica.

.
.

Klimt – La musica


 
.
.
F I N E 

.

.

.

 



CIAO DA ORSO TONY

.

.

 

 Flowers_tiny_PH.gif picture by Lilith_RJ2Flowers_tiny_PH.gif picture by Lilith_RJ2Flowers_tiny_PH.gif picture by Lilith_RJ2Flowers_tiny_PH.gif picture by Lilith_RJ2Flowers_tiny_PH.gif picture by Lilith_RJ2Flowers_tiny_PH.gif picture by Lilith_RJ2Flowers_tiny_PH.gif picture by Lilith_RJ2

PER LE NOVITA’ DEL BLOG
SE TI PIACE… ISCRIVITI


 

 


 
.
.
.
.

LA VITA E’ UN’ISOLA – Bella ma amara è questa poesia di Gibran – Una mia breve riflessione   Leave a comment

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Questo breve, sublime e poetico passo di Gibran
è degno di grande considerazione ed interesse…
ed è per questo lo sottopongo alla vostra lettura…
 
 
In seguito però dirò il mio pensiero.

 
 
     
 


 
 
 
 
 
LA VITA E’ UN’ISOLA
Kahlil Gibran

 La vita è un’isola in un oceano di solitudine:
le sue scogliere sono le speranze,
i suoi alberi sono i sogni,
i suoi fiori sono la vita solitaria,
i suoi ruscelli sono la sete.
La vostra vita, uomini,
miei simili,
è un’isola,
distaccata da ogni altra isola e regione.
Non importa quante siano le navi
che lasciano le vostre spiagge per altri climi,
non importa quante siano le flotte
che toccano le vostre coste: rimanete isole,
ognuna per proprio conto,
a soffrire le trafitture della solitudine
e sospirare la felicità.
Siete sconosciuti agli altri uomini
e lontani dalla loro comprensione
e partecipazione.
  
 
 
 
 
 
 
 
 
 
A mio modestissimo parere… Gibran,
di cui ammiro le tante bellissime poesie,
tra l’altro sovente di umore molto diverso,
è qui davvero esageratamente pessimista
e la prima affermazione
è già una tremenda sintesi. 
 
 
La vita è un’isola in un oceano di solitudine



 
 
 
 
 
Sembra dunque che egli non veda nessun legame
tra uomo ed uomo… se non i sogni.
 
 
In effetti se è pur vero
che ciascuno di noi è un “unicum
tuttavia non possiamo non renderci conto
che gli altri  “unicum“…  
che sono i nostri simili…
hanno tantissimi punti in comune con noi
dai sensi, ai sentimenti,ai pensieri,
alla fisicità,alle emozioni…  etc…
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Inoltre benché io non abbia affatto
il mito della Bellezza della Società Umana
(anzi)tuttavia essa,pur barcollando spesso,
soprattutto riguardo ai principi morali
e sul rispetto della natura…
comunque ha consentito
il progresso e l’evoluzione del pensiero.




Piero di Cosimo – Storie dell’umanità primitiva

 
 
 
Questo quindi,
 nonostante tutte le dolorose situazioni
esistite, che esistono ed esisteranno nel mondo,
 depone comunque, a mio parere, 
in favore della constatazione della
fratellanza umana…
(sempre da ricercare e difendere)
anche per la semplice constatazione
dell’identico destino che ci accomuna tutti.

 
 
 
 
 
 
 
 

 Diversa è invece la visione dell’uomo-isola
che ci dà nei suoi versi John Donne
( spesso da me proposti)
che pur partendo da una visione simile
giunge però poi sempre a conclusioni diverse
se non opposte.

.
.
.




Mi farebbe piacere conoscere il vostro pensiero…
 
 
 
 
viola nocca hb
 
Chi desiderasse legger l’opposta… visione
di John Donne…
nella poesia… NESSUN UOMO E’ UN’ISOLA
alla quale mi sento più vicino…
può cliccar qui giù frebiapouce.gif
 
 
Ciaoooooo da Orso Tony
 
 
 
 


PER LE NOVITA’ DEL BLOG

SE… TI PIACE… ISCRIVITI



.

 

 

.
.
.

“Nessun uomo è un’isola (II)” – John Donne con questi sublimi versi considera l’Umanità un.. “insieme”   1 comment

 



Come vi avevo  preannunciato ecco l’altra poesia di John Donne

che ha lo stesso titolo di quella che abbiamo letto qualche tempo fa.   .

.






  

 
NESSUN UOMO E’ UN’ISOLA
(Meditation XVII) 
 
 
 
A mio parere anche questa è una poesia profondissima…
 
 
Qui però, più che inneggiare all’amicizia,
il poeta ci porta ad una visione altissima
dell’Umanità… vista come un INSIEME…
di cui ciascuno di noi è parte.




 

Parte importante che, così come un pezzo di un puzzle,

riesce a formare un dipinto (o un ordito) molto più ampio.


Poi però quando questa parte viene meno…

ne soffre… sia tutto l’insieme… che ciascun uomo.

 
 
 
 
 
 
 
 
Il verso finale
Per chi suona la campana
fu usato come titolo
 di un suo famoso romanzo da Ernest Hemingway
 
 



  
  

John Donne, poeta e religioso inglese,
ma anche vivace uomo di mondo,
vissuto a cavallo tra il 1500 ed il 1600
riusciva spesso a raggiungere,
come possiamo vedere in questi versi,
vette di altissima spiritualità.






John Donne (Londra 1572 – 31 marzo 1631) 
 
 


NESSUN UOMO E’ UN’ISOLA (II)
John Donne

Nessun uomo è un’isola,
completo in sé stesso;
ogni uomo è un pezzo del continente,
una parte del tutto.
Se anche solo una zolla
venisse lavata via dal mare,
l’Europa ne sarebbe diminuita,
come se le mancasse un promontorio,
come se venisse a mancare
una dimora di amici tuoi,
o la tua stessa casa.
La morte di qualsiasi uomo mi sminuisce,
perché io sono parte dell’umanità.
E dunque non chiedere mai
per chi suona la campana:
essa suona per te.
 

 

 


            PhotobucketPhotobucketPhotobucket          


Cosa ne pensate?


Ciao da Tony Kospan

 

 

 

LA NUOVA PAGINA DI FB COLLEGATA AL BLOG

IL MONDO DI ORSOSOGNANTE

.

.

.

.

                                                                                   



 

Nessun uomo è un’isola – La prima delle 2 mitiche poesie di John Donne con questo titolo   Leave a comment








Ci sono 2 poesie di John Donne
che hanno lo stesso titolo…
e che sono apparentemente simili…

Esse però hanno significati e respiri diversi
benché entrambe siano veri inni all’amore universale
ed intrise da profonda spiritualità.








LA PRIMA


NESSUN UOMO E’ UN’ISOLA








Questa prima è un fantastico breve inno all’Amicizia…
ed alla Fratellanza universale…

John Donne, poeta, studioso e religioso inglese,
è noto per le vette di altissima spiritualità raggiunte dalle sue opere
ma anche per i suoi cedimenti ad umanissime e carnalissime tentazioni.








A mio parere i versi manifestano una modernità di pensiero
davvero piacevolmente sorprendente.

Ma ora leggiamola ed immergiamoci in essa. 








NESSUN UOMO E’ UN’ISOLA
John Donne


Nessun uomo è un’isola;
Nessun uomo sta solo.

Ogni uomo è una gioia per me;
Il dolore di ogni uomo è il mio dolore.

Abbiamo bisogno l’uno dell’altro,
perciò io difenderò
ogni uomo come mio fratello;
ogni uomo come mio amico.








Come sempre
mi piacerebbe conoscere il vostro pensiero.

Ciao da Orso Tony









Breve omaggio a Beethoven con la mitica 9° Sinfonia ed il grande fregio dedicatogli da Klimt   Leave a comment


.
.
.
.
E’ forse, o per alcuni senza forse,
 il più grande compositore musicale di tutti i tempi
e per molti, il suo genio,
va anche oltre il concetto stesso di musica!

.
.
.
.

Bonn 16.12.1770 – Vienna 26.3.1827

.


Nell’anniversario della scomparsa di Beethoven

desidero rendergli omaggio

attraverso una sua mitica musica

associata ad una grande opera di Klimt

tra l’altro creata proprio in suo onore…

.

 

 
 
 
 
Dunque l’associazione tra arte e musica
in questo caso infatti
non è di fantasia ma è in “re ipsa”.
 
 
 
 

Klimt – Fregio di Beethoven – Parete A


 
 
  
IL FREGIO DI BEETHOVEN
 
 

Il Fregio, lungo 24 metri e sviluppato su tre pareti
fu eseguito in occasione della XIX mostra della Secessione
dedicata nel 1902 (e quindi 111 anni fa)
alla grande scultura di Max Klinger raffigurante l’apoteosi di Beethoven.
. 
Il tema del Fregio è una interpretazione della Nona Sinfonia di Beethoven.
 
 
 
 

Klimt – Fregio di Beethoven – Parete B

.
.

 
Klimt dipinge direttamente sulla parete 
senza preoccuparsi di cercare materiali duraturi
pensando che l’opera sarebbe stata eliminata
alla fine della manifestazione.
 
Per fortuna, nonostante tutto ciò,
si è potuto conservar bene l’opera.
 
Klimt , che è un amante dei simboli 
qui vuol narrare
la lotta tra bene e male 
 
 .
.
 

Klimt – Fregio di Beethoven – Parete C

 


E la musica?





 


Non può non esser in questo caso che la mitica


9° sinfonia


che possiamo ascoltare in questo bel video

che associa anch’esso i 2 grandi artisti.


 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
BUONA VISIONE E BUON ASCOLTO DA TONY KOSPAN
 
 
  
 
 

PER LE NOVITA’
SE IL BLOG TI PIACE
I S C R I V I T I





 
 

Beethoven – Breve omaggio al grande compositore con la mitica 9° Sinfonia ed il grande fregio dedicatogli da Klimt   Leave a comment


.
.
.
.
E’ forse, o per alcuni senza forse,
 il più grande compositore musicale di tutti i tempi
e per molti, il suo genio,
va anche oltre il concetto stesso di musica!

.
.
.
.

Bonn 16.12.1770 – Vienna 26.3.1827

.


Nell’anniversario della nascita di Beethoven

desidero rendergli omaggio

attraverso una sua mitica musica

associata ad una grande opera di Klimt

tra l’altro creata proprio in suo onore…

.

 

 
 
 
 
Dunque l’associazione tra arte e musica
in questo caso infatti
non è di fantasia ma è in “re ipsa”.
 
 
 
 

Klimt – Fregio di Beethoven – Parete A


 
 
  
IL FREGIO DI BEETHOVEN
 
 

Il Fregio, lungo 24 metri e sviluppato su tre pareti
fu eseguito in occasione della XIX mostra della Secessione
dedicata nel 1902 (e quindi 111 anni fa)
alla grande scultura di Max Klinger raffigurante l’apoteosi di Beethoven.
. 
Il tema del Fregio è una interpretazione della Nona Sinfonia di Beethoven.
 
 
 
 

Klimt – Fregio di Beethoven – Parete B

.
.

 
Klimt dipinge direttamente sulla parete 
senza preoccuparsi di cercare materiali duraturi
pensando che l’opera sarebbe stata eliminata
alla fine della manifestazione.
 
Per fortuna, nonostante tutto ciò,
si è potuto conservar bene l’opera.
 
Klimt , che è un amante dei simboli 
qui vuol narrare la lotta tra bene e male.
.
 

Klimt – Fregio di Beethoven – Parete C 



E la musica?





 Non può non esser in questo caso che la mitica


9° sinfonia


che possiamo ascoltare in questo bel video

che associa anch’esso i 2 grandi artisti.


 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Buona visione e buon ascolto da Orso Tony
 
 
  
 
 

PER LE NOVITA’
SE IL BLOG TI PIACE
I S C R I V I T I





 
 

Il grande Chaplin con il mitico “Discorso all’Umanità”.. ci dona una profonda e geniale riflessione   Leave a comment

 
 
 
 
 
 


Un grandissimo ed universale discorso di Charlie Chaplin non come attore…
ma in veste di uomo che auspica la fratellanza universale.
 





 Il grande dittatore (The Great Dictator)
è un film  del 1940 tutto opera di Charlie Chaplin.

E’ una parodia del nazismo ed ironizza su Adolf Hitler.







Il film per diversi aspetti è considerato un’opera cult
e ricevette diversi riconoscimenti.

In esso Chaplin, che in realtà
è stato molto.. ma molto.. di più d
i un semplice comico,
espone la sua profonda e sognante visione
del mondo e dell’Umanità.




Chaplin con Einstein



Il sogno di Chaplin è che tutta l’Umanità
riesca a liberarsi da ogni forma di sudditanza e sfruttamento
e dunque che tutti possano vivere in un mondo migliore.

 Consiglio di legger il testo mentre ascoltiamo
il discorso di Chaplin in questo brano del mitico film…
per coglierne le profonde verità…
che certo ci colpiranno mente e cuore…

  
 
 
 
 
 
 
 
IL TESTO DEL MONOLOGO FINALE DA
“IL GRANDE DITTATORE”
 
 
 
“Mi dispiace, ma io non voglio fare l’imperatore, non è il mio mestiere. Non voglio governare, né conquistare nessuno, vorrei aiutare tutti se possibile: ebrei, ariani, uomini neri e bianchi. Tutti noi esseri umani dovremmo aiutarci sempre, dovremmo godere soltanto della felicità del prossimo, non odiarci e disprezzarci l’un l’altro.
 
In questo mondo c’è posto per tutti: la natura è ricca, è sufficiente per tutti noi. La vita può essere felice e magnifica, ma noi lo abbiamo dimenticato. L’avidità ha avvelenato i nostri cuori, ha precipitato il mondo nell’odio, ci ha condotti a passo d’oca fra le cose più abbiette.
 
Abbiamo i mezzi per spaziare, ma ci siamo chiusi in noi stessi. La macchina dell’abbondanza ci ha dato povertà, la scienza ci ha trasformati in cinici, l’abilità ci ha resi duri e cattivi. Pensiamo troppo e sentiamo poco. Più che macchinari, ci serve umanità, più che abilità, ci serve bontà e gentilezza. Senza queste qualità la vita è violenza, e tutto è perduto.
 
L’aviazione e la radio hanno riavvicinato le genti, la natura stessa di queste invenzioni reclama la bontà nell’uomo, reclama la fratellanza universale, l’unione dell’umanità. Perfino ora la mia voce raggiunge milioni di persone nel mondo, milioni di uomini donne e bambini disperati, vittime di un sistema che impone agli uomini di torturare e imprigionare gente innocente.
 
A coloro che mi odono io dico: non disperate! L’avidità che ci comanda è solamente un male passeggiero, l’amarezza di uomini che temono le vie del progresso umano.
 
L’odio degli uomini scompare insieme ai dittatori. E il potere che hanno tolto al popolo, ritornerà al popolo. E qualsiasi mezzo usino, la libertà non può essere soppressa.
 
Soldati! Non cedete a dei bruti, uomini che vi disprezzano e vi sfruttano, che vi dicono come vivere, cosa fare, cosa dire, cosa pensare! Che vi irreggimentano, vi condizionano, vi trattano come bestie! Non vi consegnate a questa gente senza un’anima! Uomini macchina, con macchine al posto del cervello e del cuore! Voi non siete macchine, non siete bestie, siete uomini! Voi avete l’amore dell’umanità nel cuore! Voi non odiate, coloro che odiano sono quelli che non hanno l’amore altrui!
 
Soldati! Non difendete la schiavitù, ma la libertà! Ricordate nel vangelo di San Luca è scritto: “il Regno di Dio è nel cuore dell’uomo”, non di un solo uomo, o di un gruppo di uomini, ma di tutti gli uomini! Voi, il popolo, avete la forza di creare le macchine, la forza di creare la felicità. Voi il popolo avete la forza di fare che la vita sia bella e libera, di fare di questa vita una splendida avventura. Quindi, in nome della democrazia, usiamo questa forza. Uniamoci tutti! Combattiamo per un mondo nuovo che sia migliore, che dia a tutti gli uomini lavoro, ai giovani un futuro, ai vecchi la sicurezza.
 
Promettendovi queste cose, dei bruti sono andati al potere. Mentivano! Non hanno mantenuto quelle promesse e mai lo faranno. I dittatori forse sono liberi, perché rendono schiavo il popolo. Allora combattiamo per mantenere quelle promesse. Combattiamo per liberare il mondo eliminando confini e barriere, eliminando l’avidità, l’odio e l’intolleranza! Combattiamo per un mondo ragionevole, un mondo in cui la scienza e il progresso diano a tutti gli uomini il benessere.
 
Soldati! In nome della democrazia, siate tutti uniti!
 
Hannah, puoi sentirmi? Dovunque tu sia abbi fiducia.
 
Guarda in alto, Hannah! Le nuvole si diradano, comincia a splendere il sole. Prima o poi usciremo dall’oscurità verso la luce e vivremo in un mondo nuovo, un mondo più buono, in cui gli uomini si solleveranno al di sopra della loro avidità, del loro odio della loro brutalità.
 
Guarda in alto, Hannah! L’animo umano troverà le sue ali e finalmente comincerà a volare, a volare sull’arcobaleno verso la luce della speranza, verso il futuro, il glorioso futuro che appartiene a te, a me, a tutti noi.
 
Guarda in alto, Hannah.
 
Lassù!“




MA INFINE ECCO…
IL DISCORSO ALL’UMANITA’
ANCHE IN… VIDEO
 
 

 
 
 
 
 
  .
CIAO DA TONY KOSPAN
.
.
.



Flowers_tiny_PH.gif picture by Lilith_RJ2Flowers_tiny_PH.gif picture by Lilith_RJ2Flowers_tiny_PH.gif picture by Lilith_RJ2Flowers_tiny_PH.gif picture by Lilith_RJ2Flowers_tiny_PH.gif picture by Lilith_RJ2Flowers_tiny_PH.gif picture by Lilith_RJ2Flowers_tiny_PH.gif picture by Lilith_RJ2

PER LE NOVITA’ DEL BLOG
SE TI PIACE… ISCRIVITI








LA VITA E’ UN’ISOLA – Questa poesia di Gibran è bella ma molto amara – Una mia piccola riflessione   1 comment

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Questo breve, sublime e poetico passo di Gibran
è degno di grande considerazione ed interesse…
ed è per questo lo sottopongo alla vostra lettura…
 
 
In seguito però dirò il mio pensiero.

 
 
     
 


 
 
 
 
 
LA VITA E’ UN’ISOLA
Kahlil Gibran

 La vita è un’isola in un oceano di solitudine:
le sue scogliere sono le speranze,
i suoi alberi sono i sogni,
i suoi fiori sono la vita solitaria,
i suoi ruscelli sono la sete.
La vostra vita, uomini,
miei simili,
è un’isola,
distaccata da ogni altra isola e regione.
Non importa quante siano le navi
che lasciano le vostre spiagge per altri climi,
non importa quante siano le flotte
che toccano le vostre coste: rimanete isole,
ognuna per proprio conto,
a soffrire le trafitture della solitudine
e sospirare la felicità.
Siete sconosciuti agli altri uomini
e lontani dalla loro comprensione
e partecipazione.
  
 
 
 
 
 
 
 
 
 
A mio modestissimo parere… Gibran,
di cui ammiro le tante bellissime poesie,
tra l’altro sovente di umore molto diverso,
è qui davvero esageratamente pessimista
e la prima affermazione
è già una tremenda sintesi. 
 
 
La vita è un’isola in un oceano di solitudine



 
 
 
 
 
Sembra dunque che egli non veda nessun legame
tra uomo ed uomo… se non i sogni.
 
 
In effetti se è pur vero
che ciascuno di noi è un “unicum
tuttavia non possiamo non renderci conto
che gli altri  “unicum“…  
che sono i nostri simili…
hanno tantissimi punti in comune con noi
dai sensi, ai sentimenti,ai pensieri,
alla fisicità,alle emozioni…  etc…
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Inoltre benché io non abbia affatto
il mito della Bellezza della Società Umana
(anzi)tuttavia essa,pur barcollando spesso,
soprattutto riguardo ai principi morali
e sul rispetto della natura…
comunque ha consentito
il progresso e l’evoluzione del pensiero.




Piero di Cosimo – Storie dell’umanità primitiva

 
 
 
Questo quindi,
 nonostante tutte le dolorose situazioni
esistite, che esistono ed esisteranno nel mondo,
 depone comunque, a mio parere, 
in favore della constatazione della
fratellanza umana…
(sempre da ricercare e difendere)
anche per la semplice constatazione
dell’identico destino che ci accomuna tutti.

 
 
 
 
 
 
 
 

 Diversa è invece la visione dell’uomo-isola
che ci dà nei suoi versi John Donne
( spesso da me proposti)
che pur partendo da una visione simile
giunge però poi sempre a conclusioni diverse
se non opposte.

.
.
.




Mi farebbe piacere conoscere il vostro pensiero…
 
 
 
 
viola nocca hb
 
Chi desiderasse legger l’opposta… visione
di John Donne…
nella poesia… NESSUN UOMO E’ UN’ISOLA
alla quale mi sento più vicino…
può cliccar qui giù frebiapouce.gif
 
 
Ciaoooooo da Orso Tony
 
 
 
 


PER LE NOVITA’ DEL BLOG

SE… TI PIACE… ISCRIVITI



.

 

 

.
.
.

L’Inno Europeo nasce dalla poesia di Schiller (Inno alla gioia) e dalla musica di Beethoven (Nona sinfonia). Eccole!   Leave a comment



Johann Christoph Friedrich von Schiller
è il poeta, filosofo, drammaturgo e storico tedesco
autore della poesia che fu il testo
musicato da Beethoven con la sua 9° sinfonia
e poi divenuto l’inno europeo.


 
 
 
Johann von Schiller (Marbach am Neckar 10.11.1759 – Weimar 9.5.1805)
 
 
 
 
 

LA POESIA DI SCHILLER


E LA 9° DI BEETHOVEN

 
 




  
.
 


MA COSA SAPPIAMO DELL’ORIGINE DELL’INNO?
 
CONOSCIAMONE QUINDI LA STORIA…
LA POESIA E LA MUSICA…

  


 
 
  
 

L’inno europeo (Inno alla gioia) è l’adattamento dell’ultimo movimento della Nona Sinfonia di Beethoven, è stato adottato dal Consiglio d’Europa nel 1972 e viene utilizzato dall’Unione europea dal 1986.

 

 

 

 

Herbert von Karajan, uno dei più grandi direttori d’orchestra del Novecento, ha realizzato, su richiesta del Consiglio d’Europa, tre versioni strumentali per piano solo, fiati e orchestra sinfonica.

 

Il testo è del poeta Friedrich von Schiller e rappresenta un invito alla fratellanza universale.

 

L’inno dunque appare una marcia gioiosa, luminosa e festosa nella sincera speranza che possa accompagnare l’Uomo nel corso della vita.


  

 

Inno alla gioia – Marina Novelli 

  

Leggiamo ora la poesia e poi ascoltiamo la mitica musica…




L’albero delle farfalle – Josephine Wall
 

  



L’INNO ALLA GIOIA
Friedrich von Schiller





Gioia, figlia dell’Eliso,
Fiamma d’oro giù dal ciel,
Noi veniamo, ardenti in viso,
Diva eccelsa, al tuo sacel.
Il tuo fascino affraterna
Ciò che il mondo separò,
Frantellanza impera eterna
Dove l’ala tua posò.
Chi al supremo ben pervenne
D’un amico al fido cuor
Chi soave sposa ottenne
Sia con noi nel gaudio d’or.
Sì, chi anche un cuore solo
Sua nel mondo può chiamar;
Chi nol può trascini in duolo
Via di qui suo triste andar.
Gioia al sen dell’Universo
Posson tutti i vivi aver,
Vanno il buono ed il perverso
Pel fiorito suo sentier.
Ebbe ognun fino alla morte
Vino, amore e un fido cuor;
Voluttà fu al verme in sorte,
L’angel gode in te, Signor.
Van gioiosi nella gloria
Mondi, luce e vita a dar,
Ite, figli ad esultar
Come prodi in gran vittoria!
Siate avvinti, o milioni,
Nella gran fraternità!
Figli ! Sommo un padre sta
Sopra gli astri e sopra i tuoni.
Vi prostrate, milioni?
Senti Iddio, mondo, tu ?
Volgi il guardo sopra gli astri,
Sopra gli astri sue regioni.

  




Ludwig van Beethoven (Bonn 16.12.1770 – Vienna 26.3.1827)

 
Ma è giunto il momento d’ascoltar la bellissima musica.

.
.

Klimt – La musica


 
.
.
F I N E 

.

.

.

 



CIAO DA ORSO TONY

.

.

 

 Flowers_tiny_PH.gif picture by Lilith_RJ2Flowers_tiny_PH.gif picture by Lilith_RJ2Flowers_tiny_PH.gif picture by Lilith_RJ2Flowers_tiny_PH.gif picture by Lilith_RJ2Flowers_tiny_PH.gif picture by Lilith_RJ2Flowers_tiny_PH.gif picture by Lilith_RJ2Flowers_tiny_PH.gif picture by Lilith_RJ2

PER LE NOVITA’ DEL BLOG
SE TI PIACE… ISCRIVITI


 

 


 
.
.
.
.
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: