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In questa originale poesia – Io non sono io – il simbolismo di Jimenez – Forum   1 comment

 
 
 
 
 

 
 
 
 
Questa è davvero una poesia che è insieme
una perla del pensiero…
ed una lirica che coinvolge e sconvolge…
 
 
In pochi versi l'autore scava nel profondo di noi stessi…
e ci dà, a mio parere,
una stupenda suggestiva e poetica descrizione
dell'inconscio… o dell'anima…

 
 
 
 

 

 

IO NON SONO IO
JIMENEZ
PICCOLA GRANDE POESIA SIMBOLICA

 
 
 
 
Moguer 24 12 1881 – San Juan 29 5 1958
 
 
 
 
Jimenez, poeta spagnolo, premio Nobel per la letteratura nel 1956, 
già noto per i suoi versi che cantano l'amore, il sentimento e le emozioni,
stavolta ci fa conoscere un altro dei temi da lui amati…
il simbolismo…
 
 
 
 
 
 
 
La sua romantica poetica, considerata vicina alla purezza di Tagore
ed influenzata da Goethe, assume valenze universali
facendo da apripista alla grande poesia moderna, spagnola e non solo.
 
 
Tornando alla poesia che ora leggeremo,
sono però curioso di conoscere
anche le vostre impressioni…
 
 
Tony Kospan
 
 
 
 
 
 
 
 
 
IO NON SONO IO
Juan Ramon Jimenez
 
 
Io non sono io
Sono colui
che cammina accanto a te senza che io lo veda;
che, a volte, sto per vedere,
e che, a volte, dimentico.
Colui che tace, sereno, quando parlo,
colui che perdona, dolce, quando odio,
colui che passeggia là dove non sono,
colui che resterà qui quando morirò.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
CIAO DA TONY KOSPAN
 
 
 
 
 
 

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UN MODO DIVERSO DI VIVER
LA POESIA (E NON SOLO)
NELLA PAGINA

 

 

QUANTA EMOZIONE NELLE PAROLE DEI POETI – E. FERRI – FORUM SUL VALORE DELLA POESIA   1 comment

 

 

 

 

 

Questo brano… di Edgarda Ferri, che consiglio di leggere, è un ottimo contributo alla comprensione dell’importanza della poesia nella nostra vita…

 

E’ scritto in modo chiaro e diretto… senza fronzoli… anzi con qualche durezza… ma poi per certi versi… è sublime… e profondo.

 

 

 

 

 

QUANTA EMOZIONE NELLE PAROLE DEI POETI

Edgarda Ferri

 

 

 

 

 

 

I versi di Neruda, Ungaretti, Montale ci fanno stare  bene, allargano la mente, dicono che non si è mai soli.

E insegnano il senso della vita

“lo non vengo a risolvere nulla. lo sono venuto qui per cantare e per sentirti cantare con me”. Questo è il poeta Ricardo Neftali Reyes Basoalto, nato nel 1904 a Temuco nel Cile, che a 16 anni scrisse i suoi primi versi col nome di Pablo Neruda. “lo non vengo a risolvere nulla“.

Questo voleva dire Neruda, il poeta.

 

 

 

 

 Sapendo di mentire perché, fin da principio, sapeva che non sarebbe stato “esattamente” così. La poesia non risolve nulla, non ti sfama se hai fame, non ti arricchisce se sei povero, non ti riveste se sei nudo, non ti restituisce la persona che hai perduto, voleva dire il poeta.

Eppure. Se non conosci la poesia, fai più fatica a sopportare tutto questo. Sei più solo, più disperato.

Allora. Allora, la poesia fa bene al cuore, allarga la mente, ti aiuta a capire che non sei solo: che tu sia felice, o infelice, che tu abbia accanto la persona amata, o che tu l’abbia perduta, c’è stato almeno un poeta che, prima di te, ha calpestato questo stesso sentiero: e l’ha raccontato.

Come. La meraviglia della poesia sta anche in questo. Come Neruda, certamente non Ungaretti. E come Ungaretti, non certo Baudelaire, Saffo, Dickinson, Montale, Hikmet, Leopardi.

I poeti sono uomini. Uomini e donne che hanno vissuto in maniere diverse, in tempi diversi.

L’appassionata americana volontariamente reclusa Emily Dickinson. Il cocainomane, raffinatissimo francese Charles Baudelaire. L’ironico, spregiudicato inglese Oscar Wilde.

L’amaro ligure Eugenio Montale, che davanti a una rosa cui avevano dato il suo nome commentò: “Proprio a me, che se la tocco, appassisce”.

E il capriccioso, bislacco marchigiano Giacomo Leopardi, che si innamorava di donne impossibili, non si lavava, ed è morto per una mostruosa scorpacciata di gelato.

Gente come noi. Con le nostre stesse miserie e passioni. Ma con la grazia della poesia. Questa indicibile, incommensurabile grazia che ci trasmettono mentre li leggiamo, li ascoltiamo, li ricordiamo.

Soltanto i poeti conoscono, infatti, il segreto del senso della vita.

Soltanto la poesia sa scandire il dolore, la gioia, l’amore, la bellezza come se tutto fosse meraviglia.

Ecco. Se anche noi conoscessimo questo ritmo, vivremmo più consapevolmente; e in ogni caso, conoscendo fino in fondo l’incomparabile prodigio dell’esistenza.

 

 

 

Wladyslaw Czachorski – Donna vestita di viola

 

 

 

Quello che colgo e che condivido in pieno in questo articolo è che la poesia… alla faccia dei suoi detrattori… dona certamente 2 cose  a chi la… frequenta.

La prima è il dolce ” sentirsi in compagnia” con gli autori.

La seconda è l'immensa sua capacità, come diceva Bukowski, di darci in poche parole una visione del senso della vita.

Cosa ne pensate?

Tony Kospan

 

 

 

 

 

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