Archivio per l'etichetta ‘FAVOLA DI SAGGEZZA

Perché amore e follia sono sempre insieme? Ce lo spiega questa piccola… simpatica e bella… favola!   Leave a comment


 
 
Una simpaticissima favoletta che
ci rivela una verità che ben verifichiamo…
sulla nostra pelle quando…
 
 
 
 



 
 
 
LA FAVOLA DELL’AMORE E DELLA FOLLIA
 
 
 
La Follia decise di invitare i suoi amici a prendere un caffè da lei.
Dopo il caffè, la Follia propose:
“Si gioca a nascondino?”.
“Nascondino? Che cos’è?” – domandò la
Curiosità.
“Nascondino è un gioco.
Io conto fino a cento e voi vi nascondete.
Quando avrò terminato di contare, cercherò e
il primo che troverò sarà il prossimo a contare”.
Accettarono tutti ad eccezione della Paura e della Pigrizia.

 

 

 

 
 
 
 
 
“1.. 2.. 3.. – la Follia cominciò a contare.
La Fretta si nascose per prima, dove le capitò.
La Timidezza, timida come sempre, si nascose
in un gruppo d’alberi.
La Gioia corse in mezzo al giardino.
La Tristezza cominciò a piangere, perché non
trovava un angolo adatto per nascondersi.
L’ Invidia si unì al Trionfo e si nascose
accanto a lui dietro un sasso.
La Follia continuava a contare mentre i suoi
amici si nascondevano.
La Disperazione era disperata vedendo che la
Follia era gia a novantanove.
CENTO! – gridò la Follia – Comincerò a cercare.”
La prima ad essere trovata fu la Curiosità,
poiché non aveva potuto impedirsi
di uscire per vedere chi sarebbe stato il
primo ad essere scoperto.
Guardando da una parte, la Follia vide il Dubbio
sopra un recinto che non sapeva da quale lato si sarebbe meglio nascosto.
E così di seguito scoprì la Gioia, la Tristezza, la Timidezza.
Quando tutti erano riuniti, la Curiosità
domandò: “Dov’è L’Amore?”.
Nessuno l’aveva visto.
La Follia cominciò a cercarlo.
Cercò in cima ad una montagna, nei fiumi sotto le rocce.
Ma non trovò l’Amore.
Cercando da tutte le parti, la Follia vide un rosaio, prese un pezzo di legno
e cominciò cercare tra i rami, allorché ad un tratto sentì un grido.
Era l’Amore, che gridava perché una spina gli aveva forato un occhio.
La Follia non sapeva che cosa fare.
Si scusò, implorò l’Amore per avere il suo perdono
e arrivò a promettergli di seguirlo per sempre.
L’Amore accettò le scuse.
 
 
Ancor oggi, l’Amore è cieco
e la Follia l’accompagna sempre.

 

 

 

 

Eh sì… questa favoletta… ci conferma che…
 
 – non esiste vero amore senza un pizzico di follia… –







 
 
 
Ma voi cosa ne pensate?
 
 
 
Ciao da Tony Kospan
 
 
 
 
dal web – impaginaz. t.k.
 
 
 
 
 
 


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Rina Sutzkever


 
 
 
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Il principino gran riformatore – Favoletta che dovrebbe farci meditare   Leave a comment

 

 

 

 

 

 

Ecco una favoletta molto carina che evidenzia un’amara realtà

 
 
Tutti siamo bravi a dar saggi consigli… agli altri…
ma poi quando capita a noi di trovarci nella stessa situazione
ehm ehm… spesso ce ne dimentichiamo…
e facciamo come tutti…
 
 
Questa favoletta è, a mio parere, 
molto significativa…
 
 
 
 
 

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

 

 

 

IL PRINCIPINO… “SAGGIO”

 

 

C’era una volta un principino molto saggio.
Un giorno il re suo padre gli disse:
“Figlio, tra il popolo serpeggia il malcontento.
Che mi consigli di fare?”. 
“Babbo, sentenziò il principino, fà come le nuvole sagge”. 


“Che significa?, chiese il re.

Non mi dirai che ci sono nuvole sagge e nuvole stolte”. 
“Eppure è così.
Se le nuvole fanno cadere la pioggia sui terreni tormentati
dalla siccità , sono sagge.
Se invece piovono sul mare, sono stolte”.
 
“Tradotto per la situazione del regno, cosa significa?”, indagò il re. 
“Babbo, fà come le nuvole sagge, insistette il fanciullo.
Sappi distinguere i deserti dai mari, i poveri dai ricchi.
Fà piovere sul secco, migliora le condizioni di chi sta peggio:
questo io lo chiamo un buon governo.
 
Se invece farai piovere sul mare, favorendo i ricchi, aumenterai il disordine”. 
“Ma i ricchi mi diverranno ostili e quelli sono potenti!”, fece notare il sovrano.
 
 “Se il mare si lamenta di non avere abbastanza acqua, osservò il principino,
sarà il caso di dargli retta? E se minaccia di tracimare con l’acqua che ha, 
è il caso di dargli ancora più acqua?”. 


“Mi hai convinto, disse il re. Cominciamo a mettere in atto le riforme.

Portami il tuo salvadanaio: daremo i tuoi soldini a quel bambino scalzo e
affamato che sta passando. Tanto a te non manca niente”. 

“Non sia mai!”, gridò il bambino. 


Il re commentò amaramente:
“Ahi ahi, oggi la nuvoletta è stolta!”…
 
 
 
 

 
 
 
 
Cosa ne pensate?
 
 
Siamo  o no… colpevoli di questo?
 
 
Siamo  o no… consapevoli di questo?






 
 
 
Ciao da Tony Kospan




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Simpatica questa favola che ci dona un’originale visione della potenza dell’amore e.. forum   2 comments


 

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Davvero una bella… simpatica… favola.

 

La trovai nel web tempo fa… 

 ma… parliamone dopo averla letta… 

 

 





 

 

LA FAVOLA DELL’AMORE



 

 
 
 


Una donna stava innaffiando il giardino della sua casa quando vide tre vecchietti con i loro anni di esperienza che stavano di fronte al suo giardino.  
Ella non li conosceva e disse:
“Non mi sembra di conoscervi, ma dovrete essere affamati.
Vi prego, entrate in casa così che mangiate qualcosa.” 
 
Essi domandarono: “Non c’è  l’uomo di casa?”   
“No!” – rispose lei- “non è in casa”. – “In tal caso, non possiamo entrare” dissero.
All’imbrunire, quando il marito rincasò, ella gli raccontò tutto ciò che le era capitato. 
“Allora, dì loro che son rientrato e, dunque, invitali pure ad entrare!”
La donna uscì per invitare i tre uomini a casa. “Non possiamo entrare tutti e tre insieme in una casa”,  spiegarono i vecchietti. “
“Perché?”  volle sapere lei.
Uno degli uomini indicò uno dei suoi amici e spiegò:
“Il suo nome è Ricchezza”.
Subito dopo indicò l’altro. “Il suo nome è Successo ed io mi chiamo Amore.
Adesso va’ dentro e decidi con tuo marito quale di noi tre desiderate invitare a casa vostra.”  
La donna entrò n casa e raccontò suo marito tutto ciò he i tre uomini le avevano detto.
 Lui si rallegrò e disse: “Che bello! Se è così, allora invitiamo Ricchezza, che venga, e riempia la nostra casa!”
Sua moglie non era d’accordo:
“Caro, perché non invitiamo Successo?” 
 
La figlia della coppia stava ascoltando dall’altra parte della casa ed entrò di corsa.
“Non sarebbe meglio far entrare
Amore? Così la nostra famiglia sarebbe piena di amore.”
 
“Prendiamo in considerazione il consiglio di nostra figlia”’, disse il marito alla moglie.
“Va’ fuori ed invita Amore perché sia nostro ospite.”

La moglie uscì chiese loro:
“Chi di voi è Amore?
Che venga, per favore, e sia il nostro invitato.” 
Amore si sedette sulla sua sedia e cominciò d avanzare in direzione della casa.
Anche gli altri due si alzarono e lo seguirono.  
Alquanto sorpresa, la signora chiese a Ricchezza e a Successo:
“Io ho invitato solo Amore: perché venite anche voi?”
 
I tre replicarono insieme:
“Se avessi invitato Ricchezza o Successo gli altri due sarebbero rimasti fuori, ma poiché hai invitato Amore, dovunque egli vada, noi andiamo con lui.”

 
 
 
Laddove c’è amore,


c’è anche ricchezza e successo.
 
 
 
 
 
Anthony Van Dyk – Amore e Psiche



Personalmente non è che mi convinca molto questa favola…

a meno che non la si voglia interpretare come speranza… auspicio…
dato che nella realtà
vedo coppie rimaste povere e senza successo amarsi felicemente
e coppie ricche e di successo amarsi solo per modo di dire…

 
 
Cosa ne pensate?

 
 
 
Ciao da Tony Kospan




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La sfida del Re ai suoi 3 figli – La saggia favola di Osho ed una riflessione   Leave a comment

 
 
 
Un breve raccontino di un maestro del pensiero
ed una piccola riflessione sul messaggio nascosto in esso.
 
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LA SFIDA DEL RE AI SUOI 3 FIGLI
 
 Osho
 
 
 

 

 

 

Un grande re aveva tre figli, e voleva sceglierne uno come erede.
 
Era in difficoltà , perché tutti e tre erano molto intelligenti, molto coraggiosi.

Chi scegliere? Si rivolse dunque a un saggio, che gli suggerì un'idea!

Il re tornò a palazzo e convocò i tre figli.
 
Diede a ciascuno di loro una borsa contenente dei semi, e disse loro che sarebbe partito per un pellegrinaggio: “Starò via qualche anno: uno, due, tre, forse di più. E per voi questa sarà una prova: quando torno, mi dovrete ridare questi semi. E chi di voi li proteggerà meglio, sarà il mio erede!”
 
Poi partì per il pellegrinaggio.

Il primo figlio pensò: “Cosa dovrei fare con questi semi?”

E convinto di fare la cosa migliore, per proteggerli meglio da qualsiasi cosa, li chiuse in uno scrigno di ferro, in modo da poterli rendere intatti al ritorno del padre.
 

Il secondo pensò: “Se li rinchiudo come ha fatto mio fratello, moriranno. E un seme morto non è affatto un seme. Mio padre potrebbe obiettare: “Io ti ho dato dei semi vivi, che potevano crescere, mentre questi sono morti:ora non potranno più crescere” Per cui andò al mercato e li vendette, e conservò il denaro, pensando: “Quando mio padre tornerà, andrò al mercato, comprerò nuovi semi e gliene ridarò di migliori.”



Ma fu il terzo a fare la cosa migliore. Andò in giardino e li seminò.

 

 

 

 

 

 

 

Tre anni dopo, quando il padre tornò, il primo figlio aprì lo scrigno. Quei semi erano tutti morti, puzzavano, e il padre disse: “Cosa? Sono forse questi i semi che ti ho dato? Avevano la possibilità di fiorire e donare una fragranza squisita, mentre questi puzzano; no, questi non sono i miei semi!”

Andò dal secondo figlio che si precipitò al mercato, comprò semi nuovi e tornò a casa, dicendo: “Ecco i tuoi semi!.” E il padre commentò: “La tua idea è migliore di quella di tuo fratello, ma non sei ancora abile come io vorrei che fossi!”

Quando andò dal terzo, il padre sperava e trepidava al pensiero di ciò che aveva potuto fare. E il terzo figlio lo condusse in giardino dove erano spuntate milioni di piante, e milioni di fiori. Il figlio disse: “Questi sono i semi che mi hai dato. Non appena le piante saranno adulte, li raccoglierò e te li restituirò. Adesso stanno ancora crescendo!

Il re disse: “Tu sei il mio erede. Ecco come ci si deve comportare con i semi!” .

 

 

 

 

UNA PICCOLA RIFLESSIONE

 

Il seme non è mai in pericolo. Che pericolo potrà mai esserci per il seme? E' assolutamente protetto dalla natura.

Viceversa, la pianta è sempre in pericolo, perché è delicata e soggetta alle intemperie, alle malattie.

Il seme è simile a una pietra, è duro, è nascosto all'interno di una scorza.

Viceversa la pianta deve superare mille rischi mille prove per arrivare a fiorire.

E non tutte le piante ce la faranno!

Questo vale anche noi.

Solo se, uscendo dal nostro guscio,
sapremo usare le nostre qualità, le nostre capacità e sapremo combattere contro le avversità…
avremo la posssibilità di raggiungere la nostra meta…

 

 

 

 

 

 

Questa mia però è solo una delle tante riflessioni possibili ricavabili da questo racconto in quanto ce ne sono altre più… esoteriche… ma ho preferito rimanere nell'alveo della natura…

Ciascuno quindi potrà ricavarne il messaggio che vorrà…

 

 

 

 

 

 

RACCONTO DAL WEB – RIELABORAZ. IMPAGIN. E COMMENTO T.K.

 

 

CIAO DA TONY KOSPAN





LA TUA PAGINA DI… SOGNO?

Foto animata

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Il ragazzo ed il cavallo – Questa bella favoletta Zen dovrebbe proprio farci meditare…   Leave a comment

 
 
 
  La saggezza è merce rara… ahimè…  e non tutti la ricercano…  –
 
 

 
 
 
 
 
 
Forse sì non la raggiungeremo mai…
la saggezza…
ma leggere questa breve storiella, che adoro,
penso che comunque non possa che farci bene…
 
Infatti nel mondo che ci circonda, da quello reale a quello virtuale,
da quello della stampa a quello (soprattutto) televisivo
ascoltiamo grida, sentenze inappellabili, verità eterne etc…
salvo poi ascoltare, dalle stesse persone o da altri,
 il contrario dopo appena poche ore.
 
 
 
 
Benedetto Luti – Allegoria della Sapienza
 
  

 
Ma veniamo alla storiella e, se ci va,


possiamo leggerla ascoltando questa musica fantasy
 
 


 
 
 
 
  
IL RAGAZZO ED IL CAVALLO



 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Un ragazzo riceve un cavallo come regalo per il suo quattordicesimo compleanno.
La gente del villaggio dice “Oh! Fantastico!”
Ma il maestro Zen, che vive nel villaggio, dice “Vedremo”

Il ragazzo cade da cavallo e si rompe una gamba
La gente del villaggio dice “Oh! Terribile!”

Il maestro Zen dice “Vedremo”
Il villaggio viene coinvolto nella guerra
e tutti i giovani uomini devono partire ma,


a causa della gamba rotta, il ragazzo resta a casa.
Tutti esclamano “Oh! Fantastico!”
Il maestro Zen dice “Vedremo”

 
 
 
 
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Questa storiella ci dice dunque
che dobbiamo guardare sempre oltre le apparenze…
 che spesso, quel che sembra male,
può rivelarsi un bene (e viceversa).
 
 
Quindi quando ci accade qualcosa conviene aspettare…
e ragionare un po’… e con calma… prima di dare un giudizio…
 



.

.

Dunque quel che appariva bene non lo era

e quel che appariva male… non lo era altrettanto…


Certo mi direte che questo lo sapevate già…

ma in verità quando poi traduciamo

in vera pratica di vita questa riflessione

senza lamentarci o gioire subito e spesso inutilmente?

 .

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Che ne pensate?

 


Ciao da Tony Kospan






 

 

 
 
 

La scelta difficile – Originale e sorprendente favola medievale… con quesito finale   Leave a comment

 

 

 

 
 
LA SCELTA DIFFICILE – FAVOLA MEDIEVALE
(con quesito e… soluzione)
 
 
 
 
 

 

 

Un giorno, il giovane re Artù fu catturato ed imprigionato dal sovrano di un regno vicino.
Mosso a compassione dalla gioia di vivere del giovane, piuttosto che ucciderlo, il sovrano gli offrì la libertà, a patto che rispondesse ad un quesito molto difficile:
“Cosa vogliono veramente le donne?”.
Artù avrebbe avuto a disposizione un anno, trascorso il quale, nel caso in cui non avesse trovato una risposta, sarebbe stato ucciso.
Un quesito simile avrebbe sicuramente lasciato perplesso anche il più saggio fra gli uomini e sembrò al giovane Artù una sfida impossibile, tuttavia, avendo come unica alternativa la morte, Artù accettò la proposta, e fece ritorno al suo regno.
Ivi giunto, iniziò a interrogare chiunque: la principessa, le prostitute, i sacerdoti, i saggi, le damigelle di corte e via dicendo, ma nessuno seppe dargli una risposta soddisfacente.
Ciò che la maggior parte della gente gli suggeriva era di consultare una vecchia strega, poiché solo lei avrebbe potuto fornire la risposta, ma a caro prezzo, dato che la strega era famosa in tutto il regno per gli esorbitanti compensi che chiedeva per i suoi consulti.
Il tempo passò… e giunse l’ultimo giorno dell’anno prestabilito, così che Artù non ebbe altra scelta che andare a parlare con la vecchia strega, che accettò di rispondere alla domanda, solo a patto di ottenere la mano di Gawain, il più nobile dei Cavalieri della Tavola Rotonda, nonché migliore amico di Artù!
 
 
 
 
 
 
 


Il giovane Artù provò orrore a quella prospettiva… la strega aveva una gobba ad uncino, era orrenda, aveva un solo dente, puzzava di acqua di fogna e spesso faceva anche dei rumori osceni!
Non aveva mai incontrato una creatura tanto ripugnante. Perciò si rifiutò di accettare di pagare quel prezzo e condannare l’amico a sobbarcarsi un fardello simile!
Gawain ,venuto al corrente della proposta, volle parlare ad Artù dicendogli che nessun sacrificio era troppo grande per salvare la vita del suo re e la tavola rotonda, e che quindi avrebbe accettato di sposare la strega di buon grado.
Il loro matrimonio fu pertanto proclamato, e la strega finalmente rispose alla domanda:

 

 

 
 
 
 
 
 
 
“Ciò che una donna vuole veramente è essere padrona della propria vita.”
Tutti concordarono sul fatto che dalla bocca della strega era uscita senz’altro una grande verità e che sicuramente la vita di Artù sarebbe stata risparmiata.
 
 
 
 
 
 

 

 

 

 Infatti il sovrano del regno vicino risparmiò la vita ad Artù, e gli garantì piena libertà.

Ma che matrimonio avrebbero avuto Gawain e la strega?
Artù si sentiva lacerato fra sollievo ed angoscia, mentre Gawain si comportava come sempre, gentile e cortese.
La strega al contrario esibì le peggiori maniere… mangiava con le mani, ruttava e petava, mettendo tutti a disagio.
La prima notte di nozze era vicina, e Gawain si preparava a trascorrere una nottata orribile, ma alla fine prese il coraggio a due mani, ed entrò nella camera da letto e… che razza di vista lo attendeva!
Dinnanzi a lui, discinta sul talamo nuziale, giaceva semplicemente la più bella donna che avesse mai visto! Gawain rimase allibito, e non appena ritrovò l’uso della parola (il che accadde dopo diversi minuti), chiese alla strega cosa le fosse accaduto.

 

 

 
 


 


La strega rispose che era stato talmente galante con lei quando si trovava nella sua forma repellente che aveva deciso di mostrarglisi nel suo altro aspetto, e che per la metà del tempo sarebbe rimasta così, mentre per l’altra metà sarebbe tornata la vecchiaccia orribile di prima.


A questo punto la strega chiese a Gawain quale dei due aspetti avrebbe voluto che ella assumesse di giorno, e quale di notte.
 
 
 
 
 

 
 
 
 
Che scelta crudele!

Gawain iniziò a pensare all’alternativa che gli si prospettava:
una donna meravigliosa al suo fianco durante il giorno,
quando era con i suoi amici,
ed una stregaccia orripilante la notte?
 

O forse la compagnia della stregaccia di giorno
e una fanciulla incantevole di notte
con cui dividere i momenti di intimità?
 
 

 
 
 

 

 

Voi cosa avreste fatto?

La scelta di Gawain è distante solo…
 qualche piccolo spazio… qui giù…
 
Intanto… pensateci…
 

 
 
 
Fatto?
 
 
Ora qualunque sia stata la vostra scelta 
 ecco la soluzione
 
 
 
 
 
 
 
 
 
LA SOLUZIONE 
 
 
Il nobile Gawain disse alla strega che avrebbe lasciato
a lei la possibilità di decidere per se stessa.
 
Sentendo ciò, la strega gli sorrise, e gli annunciò
che sarebbe rimasta bellissima per tutto il tempo,
proprio perchè Gawain
l’aveva rispettata
e l’aveva lasciata essere padrona di se stessa!

 

 

 
 
 
 
La morale di questa storia?

Non importa se la tua donna è bella o brutta,
se è intelligente o stupida….  
 
 
In fondo in fondo è sempre una cara…
insostituibile… adorabile strega!!! A bocca aperta
 
 
 

Dal web – Impaginaz. e modifiche t.k.

 
 
 
CIAO DA TONY KOSPAN

 
 
 
 
 

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I 2 CAVALLI – Bella.. classica e saggia favola… d’un grande scrittore   Leave a comment

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Con le sue favolette… semplici… semplici…

questo grandissimo scrittore

ci dona chiari e concreti esempi di saggezza

anche se in questo caso

l'esito non piacerà agli animalisti.

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Bisogna però sempre, nel leggere opere del passato,

immedesimarsi nella cultura e nella mentalità dell'epoca

in cui furono scritte.


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 UNA SAGGIA FAVOLETTA FIRMATA…
LEV TOLSTOJ!*

 
 
 






 

 


I 2 CAVALLI



Due cavalli tiravano ognuno il proprio carro.

  
Il primo cavallo non si fermava mai;
ma l’altro sostava di continuo.
  
Allora tutto il carico venne messo sul primo carro.
  
Il cavallo che era dietro e che ormai tirava un carro vuoto,
disse sentenzioso al compagno:
” Vedi? Tu fatichi e sudi!
Ma più ti sforzerai, più ti faranno faticare.”
 
Quando arrivarono a destinazione, il padrone si disse:
” Perché devo mantenere due cavalli!
Mentre uno solo basta a trasportare i miei carichi?

Meglio sarà nutrir bene l’uno, e ammazzare l’altro;
ci guadagnerò almeno la pelle del cavallo ucciso! “

  


E così fece…



 

(Jàsnaja Poljana 9 settembre 18 – Astàpovo 20 novembre 1910)




Lev Tolstoj è stato un grande scrittore, drammaturgo, filosofo,
pedagogista, esegeta ed attivista sociale russo
 



 



  
 
 



CIAO DA TONY KOSPAN 
 
 
 
 

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