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Picasso.. grande artista del ‘900 – Un accenno alla sua arte anche con le sue rivisitazioni della “Colazione sull’erba” di Manet   Leave a comment

 
 

Guernica



Parlare, in modo esauriente, di Picasso
uno dei massimi protagonisti dell’arte mondiale del ‘900
e della sua lunga ed incredibile carriera artistica
non è possibile nell’ambito di un post.



Famiglia di saltimbanchi



Molti non lo amano perché ritengono
incomprensibile la sua arte
e pensano che si sia rifugiato nel “cubismo concettuale”
(nato dalla sua ricerca e sperimentazione pittorica),
solo per nascondere la sua incapacità di pittore.





Nulla di più falso!

Basta esaminare il suo periodo giovanile
che è nel solco della tradizione figurativa dell’800
(anche se si caratterizza per l’attenzione alle problematiche sociali)
e quello successivo, detto… “periodo rosa”,
per rendersi conto di quanto sia fuorviante quell’idea.



Il pasto del cieco



Inoltre dopo la fase del cubismo, che consisteva
principalmente nella raffigurazione del soggetto
contemporaneamente da più punti vista,
tornò spesso al figurativo.




Sua moglie Olga ballerina russa (foto e dipinto)




Questo post che ora ripropongo traccia un breve profilo
di una sua particolare emozione artistica
che lo accompagnò tutta la sua vita.




Picasso ed un collage di opere dei suoi vari periodi artistici



Fin da giovane Picasso
ebbe una specie di predilezione/ossessione
per un’opera di Manet…
e ciò lo portò a rivisitarla, a modo suo,  molte volte.
.
.
 
 
 
 
(Malaga, 25 ottobre 1881 – Mougins, 8 aprile 1973)
 
 

.
.
 
LA COLAZIONE SULL’ERBA…
 
 

.
.
 
 
DA MANET (autoritratto)

a
 

 

PICASSO (autoritratto)

. 


LE RIVISITAZIONI DI PICASSO

DELLA MITICA OPERA DI MANET

a cura di Tony Kospan
.



Pablo Picasso
.


.
Sul retro di una busta della galleria Simon, forse nel 1932, Picasso scrive:
“Alla vista della Colazione sull’erba di Manet intravedo dolori futuri”.
 
 
Non è affatto frequente che l’artista rediga, direttamente di suo pugno, commenti sui pittori o sulle loro opere.
 
 
L’affermazione che abbiamo testé riportata riveste dunque un carattere ancor più eccezionale se si considera che è riferita ad un quadro specifico; tale dichiarazione proietta l’artista in un avvenire, sì indefinito, ma nel quale si annuncia con certezza un futuro incontro con l’opera di Manet.
 
 
 
 
1863 – Manet – La colazione sull’erba
 
 
 

Tra tutte le opere che Picasso sceglie per le sue cd. “varianti“, La colazione sull’erba è quella a lui più vicina da un punto di vista cronologico.
 
 
L’eco dello scandalo che questo quadro ha suscitato al Salon des Réfusés del 1863 non è molto lontana.
 
 
Manet è considerato un “antico maestro” moderno.
 
 
A detta di Georges Bataille, la modernità di Manet e questo suo essere “sovversivo” sono elementi di fondamentale importanza per Picasso il quale, fin dalla presentazione di Les Demoiselles d’Avignon nel 1907, si sente il continuatore proprio di questa linea di modernità e “sovversione” nell’arte.
 
 
 
 

Les Demoiselles d’Avignon

 

 

La colazione sull’erba è una tela in cui sono affrontate varie tematiche:
– 1 – Il riferimento ai maestri antichi in primo luogo.
 
 
Manet si è infatti ispirato al Concerto campestre di Tiziano, tela custodita presso il museo del Louvre e al Giudizio di Paride, incisione che Marcantonio Raimondi trae dall’analoga opera di Raffaello andata smarrita.

 
 
 
 

Concerto campestre – Tiziano

 

 

– 2 – Vi è poi il tema del nudo.
A quanto pare, è necessario che io dipinga un nudo. Ebbene, ne farò uno“,
aveva dichiarato Manet ad Antonin Proust.

 
 
– 3 – Un altro tema affrontato è appunto quello del soggetto, pretesto per ogni sorta di esasperazione, “l’unica possibilità che abbiamo per giudicare questa come un’opera perfettamente casta è quella di immaginare, seduta nel bosco e circondata da studenti in giacca e berretto, una ragazza coperta soltanto dall’ombra delle foglie” (Ernest Chesneau, citato da Françoise Cachin in Manet, RMN, 1983).
 
 

 
– 4 – Ed infine, il tema relativo alla pittura di plein air (all’aria aperta) di cui quest’opera è, secondo Emile Zola, un esempio perfetto. “L’aspetto che emerge dal quadro, […] è proprio questo vasto insieme, questo angolo di natura dal vero resa con una semplicità così appropriata…”.
 

 

Tutte queste problematiche sono affrontate da Picasso in molte tele… in quanto negli anni immediatamente successivi alla seconda guerra mondiale si dedicò con impegno a lavori «d’après»: ossia rivisitazioni, in chiave del tutto personale, di famosi quadri del passato quali «Las meninas» di Velazquez, «La colazione sull’erba» di Manet o «Le signorine in riva alla Senna» di Courbet.

 

Picasso è morto nel 1973 all’età di novantadue anni.

 

«Noncurante di quello che gli artisti hanno voluto dire, egli rapirà loro le forme di cui avrà via via bisogno come stimoli e provocazioni all’espressione della propria vitalità». Così Alberto Moravia interpretava le continue incursioni che Pablo Picasso faceva nei capolavori di pittori passati o presenti: un terreno di caccia, da cui tornare fiero, in compagnia di ricchi bottini.

 

Ma veniamo ora, a dimostrazione di quando su detto,  a guardare alcuni dipinti… (ce ne sono anche altri)  sue personali rivisitazioni… dell’opera di Manet:

 

 

IL PRIMO

 

 
Pablo Picasso – Colazione sull’erba ispirata all’opera di Manet – 27 febbraio 1960
 
 
 
 

IL SECONDO

 

 
Pablo Picasso – Colazione sull’erba ispirata all’opera di Manet 3 marzo – 20 agosto 1960
 
 
 
 

IL TERZO 


Pablo Picasso – Colazione sull’erba ispirata all’opera di Manet – 1961
 
 
 

IL QUARTO


Pablo Picasso – Colazione sull’erba ispirata all’opera di Manet, 13.3.1962



IL QUINTO

 

Pablo Picasso – Colazione sull’erba ispirata all’opera di Manet, 17 giugno 1962
 
 
 
 
 
IL SESTO
 
 
 
Pablo Picasso – Colazione sull’erba ispirata all’opera di Manet, 1964



FINE


 

Immagini e testi da vari siti web – Coordin., integraz., modifiche ed impaginaz. Orso Tony




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IL GRUPPO DI CHI AMA VIVER L’ARTE…
INSIEME







 

 

 

Felice weekend in poesia “Stringo il cielo” Borgatelli – arte Manet – canzone “L’emozione non ha voce”   1 comment

 

 

Manet – Chez le père Lathuille


 

 






 

 

 

Manet – Nel conservatorio

 

 

 


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Il fiore che sboccia non fa alcun rumore;

la bellezza, la vera felicità ed il genuino eroismo

camminano su suole silenziose!

– Wilhelm Raabe –

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STRINGO IL CIELO TRA LE DITA

M. A. Borgatelli

 

Stringo il cielo tra le dita

mentre passeggio

per la strada dei ricordi.

Vola il pensiero

sulle fronde della spensieratezza

a scandire le ore del mio tempo

nel filo sottile della vita.

Nelle rotte celesti

della mia fantasia

intreccio ghirlande di sogni

e disegno arcobaleni di speranze.

Mentre volano i pensieri

in un cielo senza nuvole

sento palpitare

più forte il mio cuore.

E stringo sempre più forte

il cielo tra le dita

per non lasciarmi sfuggire

questa dolce illusione.

 

 

 

Manet – Passeggiata in barca

 

 

 

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a tutti da Orso Tony 

 

 


IL GRUPPO DI CHI AMA VIVER L’ARTE
I N S I E M E
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Chi desiderasse approfondire la conoscenza di questo dipinto di Manet
che è anche ricordo, poesia e sogno può cliccare sull’immagine.


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Manet – La ferrovia


 
 
 

Felice domenica sera in poesia “L’anima si sceglie..” E. Dickinson – arte Manet – canzone “Venezia” Guccini   Leave a comment

 
 

 
 
 
 
Edouard Manet – Al parco

 

 

 

 

La tenerezza e l’amore 
sono le uniche cose al mondo che crescono 
quando si condividono.
– Jacques Salomé –

 
 
 (Venezia – Guccini)
 
Edouard Manet – Venezia
 
 

L’ANIMA SI SCEGLIE IL PROPRIO COMPAGNO 
Emily Dickinson
 
L’anima si sceglie il proprio compagno
poi chiude la porta
così che la maggioranza divina
non possa più turbarla.
Impassibile vede i cocchi che si fermano
laggiù al cancello.
Impassibile vede un Re inginocchiarsi
alla sua soglia.
Io so che tra tantissimi
l’anima ne scelse uno
per poi sigillare come fossero pietra
le valve della sua attenzione.


 
 
Edouard Manet – Donna che sistema la giarrettiera


 
 
 
 a tutti da Orso Tony


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Edouard Manet

 


 

Felice giovedì sera in poesia “L’infinito mistero” F. Santucci – arte Manet – canzone “The power of love”   Leave a comment

 

 
 
 
Edouard Manet

 
 
 
 
 
 
 
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Quei giorni perduti a rincorrere il vento
a chiederci un bacio e vol
erne altri cento.
Fabrizio De Andrè (Libreriamo) 

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Manet dipinge Monet all’opera nella sua barca-studio


 
 
 

 

 

L’INFINITO MISTERO

Francesca Santucci


 

Improvviso, il buio della casa

il sole rischiarò,

il canto dei canarini rallegrò,

rianimò il salto del gatto,

ravvivò i fiori del giardino

le lacrime si tramutarono in sorriso,

il pianto in gioia

e la tristezza diventò quasi allegria:

oh, Amore, l’infinito

 

 

 

Manet


 

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Edouard Manet

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Edouard Manet.. ispiratore ed amico degli impressionisti ma orgogliosamente indipendente – Biografia e capolavori   1 comment




Bar delle Folies – Bergère





MANET
BREVE BIOGRAFIA… CAPOLAVORI… 
ED ANALISI DELLA SUA ARTE 
a cura di Tony Kospan




Édouard Manet (Parigi 23.1.1832 – Parigi 30.4.1883)


.


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BREVE BIOGRAFIA


Nato a Parigi in una famiglia ricca e colta fu iscritto al Collegio Rollin dove incontrò Antonin Proust di cui divenne amico per la vita.

Qui si appassionò a varie forme d’arte.

Il padre, magistrato, avrebbe voluto che lui intraprendesse la sua stessa carriera ma in Manet era troppo forte l’amore per la pittura a cui aveva già iniziato ad interessarsi.

Allora il padre lo fece imbarcare su di nave dove lavorò per un anno e dove forse ebbe origine quella grave malattia reumatica che lo perseguitò sempre.

Al ritorno a casa il padre comprese la forza della sua passione e l’iscrisse all’atelier di Thomas Couture noto pittore dell’epoca.



Argenteuil



Dopo alcuni anni Manet abbandonò questo atelier perché troppo accademico e formale, e passò allo studio di Léon Bonnat pittore allora in auge, dove fece amicizia prima con Berthe Morisot e poi con un gruppo di giovani innovatori…

Questo gruppo era composto tra altri da Degas, Monet, Renoir, Sisley, Cézanne e Pissarro… cioè dai futuri mitici impressionisti.

Poco dopo, nel 1856, aprì un suo atelier…



Colazione nello studio di prima mattina




Fece anche viaggi in Germania, Italia, Spagna e Paesi Bassi per studiare le opere dei grandi pittori dell’epoca e del passato.

Con le sue opere divenne una figura di spicco e di riferimento del mondo impressionista che contribuì a creare, anche se non volle mai identificarsi nella corrente, affermando la sua totale libertà espressiva.




La ferrovia



Ebbe molti problemi di salute oltre a quelli di natura reumatica, come la sifilide, e soprattutto dal 1879 l’atassia, che in pochi anni lo condusse alla morte.

Nel 1881 il governo francese, su proposta dell’amico Proust, lo insignì della Legion d’onore.

Seppure con grandi difficoltà fisiche, dipinse fino alla morte.



Emile Zola




OPERE PRINCIPALI… CRITICHE E SCANDALI


Il bevitore di assenzio… prima sua opera originale che piacque moltissimo a Baudelaire ed in cui è chiara
l’influenza di Diego Velázquez fu criticatissima per il suo realismo e rifiutata al Salon del 1859.
Manet stesso disse che se invece di un parigino avesse disegnato un uomo spagnolo forse sarebbe stata compresa molto meglio.






Dejeuner sur l’herbe, famosissima, destò scandalo al Salon del 1863, non tanto per i 2 uomini vestiti e le 2 donne nude ma per il fatto che l’abbigliamento maschile era contemporaneo!






L’Olympia pure sollevò molto scandalo perché il soggetto era una prostituta vista sul “posto di lavoro”, per il suo sguardo provocante
e per la mano sul pube che avrebbe offeso le virtù tradizionali femminili mentre i critici dichiararono errate le scelte dei colori.






ANALISI DELLO STILE


Fin dalle sue prime opere appare evidente l’innovazione del suo linguaggio pittorico rispetto al classicismo e dopo un certo tempo in cui restò nell’ambito della pittura d’atelier passò a quella che si definisce “en plein air“.

Manet abbandona infatti le classiche modalità del chiaroscuro e della prospettiva per creare dipinti con macchie di colore stese in modo uniforme.



Autoritratto con tavolozza




Manet è quello che ha operato il taglio più incisivo rispetto al precedente modo di dipingere.

Suol dirsi che dopo di lui la pittura non è stata più la stessa.

Per gli storici dell’arte questo suo contributo alla modernità vale perfino più del suo pur grande contributo alla nascita dell’impressionismo.


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Al balcone




F I N E




VIVERE L’ARTE… INSIEME?
Ripped Note



Relax



Picasso – Breve ricordo del grande pittore e le sue rivisitazioni della “Colazione sull’erba” di Manet   Leave a comment

 
 

Guernica




Parlare, in modo esauriente, di Picasso
uno dei massimi protagonisti dell’arte mondiale del ‘900
e della sua lunga ed incredibile carriera artistica
non è possibile nell’ambito di un post.



Famiglia di saltimbanchi



Molti non lo amano perché ritengono
incomprensibile la sua arte
e pensano che si sia rifugiato nel “cubismo concettuale”
(nato dalla sua ricerca e sperimentazione pittorica),
solo per nascondere la sua incapacità di pittore.





Nulla di più falso!

Basta esaminare il suo periodo giovanile
che è nel solco della tradizione figurativa dell’800
(anche se si caratterizza per l’attenzione alle problematiche sociali)
e quello successivo, detto… “periodo rosa”,
per rendersi conto di quanto sia fuorviante quell’idea.



Il pasto del cieco



Inoltre dopo la fase del cubismo, che consisteva
principalmente nella raffigurazione del soggetto
contemporaneamente da più punti vista,
tornò spesso al figurativo.




Sua moglie Olga ballerina russa (foto e dipinto)




Questo post che ora ripropongo traccia un breve profilo
di una sua particolare emozione artistica
che lo accompagnò tutta la sua vita.




Picasso ed un collage di opere dei suoi vari periodi artistici



Fin da giovane Picasso
ebbe una specie di predilezione/ossessione
per un’opera di Manet…
e ciò lo portò a rivisitarla, a modo suo,  molte volte.
.
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(Malaga, 25 ottobre 1881 – Mougins, 8 aprile 1973)
 
 

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LA COLAZIONE SULL’ERBA…
 
 

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DA MANET (autoritratto)

a
 

 

PICASSO (autoritratto) 

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LE RIVISITAZIONI DI PICASSO

DELLA MITICA OPERA DI MANET

a cura di Tony Kospan
.



Pablo Picasso
.


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Sul retro di una busta della galleria Simon, forse nel 1932, Picasso scrive:
“Alla vista della Colazione sull’erba di Manet intravedo dolori futuri”.
 
 
Non è affatto frequente che l’artista rediga, direttamente di suo pugno, commenti sui pittori o sulle loro opere.
 
 
L’affermazione che abbiamo testé riportata riveste dunque un carattere ancor più eccezionale se si considera che è riferita ad un quadro specifico; tale dichiarazione proietta l’artista in un avvenire, sì indefinito, ma nel quale si annuncia con certezza un futuro incontro con l’opera di Manet.
 
 
 
 
1863 – Manet – La colazione sull’erba
 
 
 

Tra tutte le opere che Picasso sceglie per le sue cd. “varianti“, La colazione sull’erba è quella a lui più vicina da un punto di vista cronologico.
 
 
L’eco dello scandalo che questo quadro ha suscitato al Salon des Réfusés del 1863 non è molto lontana.
 
 
Manet è considerato un “antico maestro” moderno.
 
 
A detta di Georges Bataille, la modernità di Manet e questo suo essere “sovversivo” sono elementi di fondamentale importanza per Picasso il quale, fin dalla presentazione di Les Demoiselles d’Avignon nel 1907, si sente il continuatore proprio di questa linea di modernità e “sovversione” nell’arte.
 
 
 
 

Les Demoiselles d’Avignon

 

 

La colazione sull’erba è una tela in cui sono affrontate varie tematiche:
– 1 – Il riferimento ai maestri antichi in primo luogo.
 
 
Manet si è infatti ispirato al Concerto campestre di Tiziano, tela custodita presso il museo del Louvre e al Giudizio di Paride, incisione che Marcantonio Raimondi trae dall’analoga opera di Raffaello andata smarrita.

 
 
 
 

Concerto campestre – Tiziano

 

 

– 2 – Vi è poi il tema del nudo.
A quanto pare, è necessario che io dipinga un nudo. Ebbene, ne farò uno“,
aveva dichiarato Manet ad Antonin Proust.

 
 
– 3 – Un altro tema affrontato è appunto quello del soggetto, pretesto per ogni sorta di esasperazione, “l’unica possibilità che abbiamo per giudicare questa come un’opera perfettamente casta è quella di immaginare, seduta nel bosco e circondata da studenti in giacca e berretto, una ragazza coperta soltanto dall’ombra delle foglie” (Ernest Chesneau, citato da Françoise Cachin in Manet, RMN, 1983).
 
 

 
– 4 – Ed infine, il tema relativo alla pittura di plein air (all’aria aperta) di cui quest’opera è, secondo Emile Zola, un esempio perfetto. “L’aspetto che emerge dal quadro, […] è proprio questo vasto insieme, questo angolo di natura dal vero resa con una semplicità così appropriata…”.
 

 

Tutte queste problematiche sono affrontate da Picasso in molte tele… in quanto negli anni immediatamente successivi alla seconda guerra mondiale si dedicò con impegno a lavori «d’après»: ossia rivisitazioni, in chiave del tutto personale, di famosi quadri del passato quali «Las meninas» di Velazquez, «La colazione sull’erba» di Manet o «Le signorine in riva alla Senna» di Courbet.

 

Picasso è morto nel 1973 all’età di novantadue anni.

 

«Noncurante di quello che gli artisti hanno voluto dire, egli rapirà loro le forme di cui avrà via via bisogno come stimoli e provocazioni all’espressione della propria vitalità». Così Alberto Moravia interpretava le continue incursioni che Pablo Picasso faceva nei capolavori di pittori passati o presenti: un terreno di caccia, da cui tornare fiero, in compagnia di ricchi bottini.

 

Ma veniamo ora, a dimostrazione di quando su detto,  a guardare alcuni dipinti… (ce ne sono anche altri)  sue personali rivisitazioni… dell’opera di Manet:

 

 

IL PRIMO…

 

 
Pablo Picasso – Colazione sull’erba ispirata all’opera di Manet – 27 febbraio 1960
 
 
 
 

IL SECONDO

 

 
Pablo Picasso – Colazione sull’erba ispirata all’opera di Manet 3 marzo – 20 agosto 1960
 
 
 
 

IL TERZO 


Pablo Picasso – Colazione sull’erba ispirata all’opera di Manet – 1961
 
 
 

IL QUARTO


Pablo Picasso – Colazione sull’erba ispirata all’opera di Manet, 13.3.1962




IL QUINTO

 

Pablo Picasso – Colazione sull’erba ispirata all’opera di Manet, 17 giugno 1962
 
 
 
 
 
IL SESTO
 
 
 
Pablo Picasso – Colazione sull’erba ispirata all’opera di Manet, 1964



FINE


 

Immagini e testi da vari siti web – Coordin., integraz., modifiche ed impaginaz. Orso Tony




IL GRUPPO DI CHI AMA VIVER L’ARTE…
INSIEME







 

 

 

Manet… Liszt e Zola in un triplice collegamento – Pittura… musica classica e narrativa   Leave a comment

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Manet – La ferrovia

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Stavolta, nell’ambito del libero accostamento
tra arte e musica classica,
s’insinua in modo sublime 
anche la “narrativa” .

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Manet – Autoritratto

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ARTE  MUSICA CLASSICA E NARRATIVA
MANET – LISZT E ZOLA
a cura di Tony Kospan




Liszt

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Dunque porto all’auspicabile vostro godimento,

che spero simile al mio,

una liaison tra una mitica rapsodia ungherese di Liszt

e il dipinto di Manet che ritrae… Emile Zola

(insieme ad altri dipinti di Manet)





Emile Zola



Zola, famoso autore del mitico romanzo realista “Nanà”

e considerato il creatore del naturalismo,

è uno degli scrittori francesi dell’800 che preferisco.


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Manet

.

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Per chi ama le emozioni che trasmettono

musica, arte e narrativa… ecco allora

un pensiero di Zola…

il noto dipinto dedicato da Manet allo scrittore,

e

la rapsodia… di Liszt.




La giacca nera – Manet





IL BRANO DI ZOLA


In mezzo all’aperta pianura, sotto un cielo senza stelle, nero d’un nero d’inchiostro, un uomo percorreva, solo, la strada maestra tra Marchiennes e Montsou; dieci chilometri di massicciata che si lanciava in linea retta attraverso campi di barbabietole.
Quasi non vedeva dove metteva i piedi; e dell’immenso orizzonte piatto che lo circondava aveva solo sentore per le raffiche del vento di marzo: vaste raffiche che spazzavano la pianura come un mare; gelate da leghe e leghe di palude e di landa sulle quali erano passate.
Non un profilo d’alberi sul cielo; diritta come un molo, la strada si protendeva in un buio impenetrabile allo sguardo.
– Emile Zola –





ZOLA DIPINTO DA MANET E LA MUSICA DI LISZT



  Rapsodia di Liszt – Un sospiro  
Ritratto di Emile Zola – Edouard Manet




Ciao da Tony Kospan




Manet – Isabelle Lemonnier

Berthe Morisot è stata la vera donna dell’impressionismo – Biografia.. e diversi suoi dipinti   Leave a comment

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Berthe Morisot è stata forse (o senza forse)
la vera donna dell’impressionismo
e non solo come pittrice.






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BERTHE MORISOT

OVVERO L’IMPRESSIONISMO AL FEMMINILE

Tony Kospan



L’importanza del suo ruolo è stata davvero misconosciuta
sia ai suoi tempi che nel corso degli anni
(per il solo fatto che era una donna)
e soltanto da poco
sta riavendo la grande considerazione che merita.




Qui è ritratta da E. Manet

.

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.

Nata in una famiglia bene e di notevole cultura di Bourges
(era anche nipote del noto pittore Jean-Honoré Fragonard)
si trasferì nel 1855 a Parigi dove iniziò gli studi
di disegno mostrando subito notevoli qualità.

.

.

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Non potendosi iscrivere all’Ecole des Beaux-Arts perché donna,
i suoi genitori allora iniziarono ad invitare nella loro casa
amici artisti e soprattutto pittori che le dessero degli insegnamenti.




Bourges 14.1.1841 – Parigi 2.3.1895



Successivamente frequentò gli sudi
di diversi pittori molto in voga all’epoca.

.

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Nel 1864 venne ammessa al Salon, e nel 1868 conobbe
il grande Edouard Manet che divenne subito un grande ammiratore
sia della sua bellezza che delle sue opere
e con cui strinse un “sodalizio” pittorico e non solo
che durò molto a lungo anche se poi
lei ne sposerà il fratello Eugène.

L’amicizia con Manet l’influenzò molto
e l’avvicinò al mondo impressionista.








In questo periodo l’uso frequentissimo del bianco
unito a colori intensi e vibranti
le consentiva di raggiungere effetti luminosi e delicati.










La favola



Ma per le tragedie della guerra franco-prussiana
a partire dal 1870 questi colori luminosi vennero meno
per tornare però dopo la guerra con l’aggiunta
geniale anche di pennellate capaci di mostrare
anche il movimento e la fluidità dell’acqua.

Nel 1874 partecipa alla mitica mostra di Nadar…
la prima degli Impressionisti.


Il marito con la figlia

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La mostra ebbe grande successo

ma sue opere ebbero sia commenti entusiastici

che derisioni… ma  da quel momento

per tutti divenne “la donna dell’impressionismo“.

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Nel 1879 nacque sua figlia Julie.

.



Qui è ritratta da E. Manet

.



Dopo la morte del marito, nel 1892,

si dedicò ancor di più alla pittura…

mentre i critici, che l’avevano sempre freddamente valutata,

incominciarono ad apprezzare le sue opere.







La tematica delle sue opere è molto spesso.

classicamente femminile.




La toletta




Lo specchio



Morì nel 1895 a soli 54 anni

rimpianta da tutto il mondo dell’impressionismo.

.


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Il poeta Paul Valery scrisse di lei:
La particolarità di Berthe Morisot
fu quella di vivere la sua pittura
e di dipingere la sua vita


Per la sua personalità forte e non banale
e per esser una pittrice fu costretta
a vivere sempre lottando contro le maldicenze
degli ambienti più retrogradi ed ottusi dell’epoca
(che purtroppo non mancavano allora come non mancano oggi).






Tony Kospan

.
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MARRONE CHIARO
IL GRUPPO DI CHI AMA L’ARTE FIGURATIVA
(PITTURA, SCULTURA, FOTOGRAFIA E CINEMA)

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Giorno d’estate



ARTE E MODA – L’affascinante influenza reciproca al tempo dell’Impressionismo e capolavori in tema   2 comments

 
 
 
 
 
 
 
 
Il mondo della moda ed il mondo dell’arte
non sono né distanti né antagonisti.
 
 
In generale il rapporto tra arte e moda è biunivoco
nel senso che gli artisti ritraggono quel che vedono
ma nel contempo
diffondono per il mondo stili, tagli, costumi, colori etc…  
 
 
 
 
 
 
 

In questo post osserveremo in particolare come si è svolto
 questo rapporto tra gli impressionisti ed i modi di vestire
e nel contempo ci tufferemo in una bella raccolta di capolavori.
 
 
Lo faremo esaminando questi mitici dipinti con occhio
più attento agli abiti ed agli ambienti ritratti,  
e capiremo, forse meglio che con altri documenti,
i cambiamenti nella moda e nella vita francese
della seconda metà dell’800.
 
 
 
 

 
 
 
 
 ARTE E MODA
L’HAUTE COUTURE E GLI IMPRESSIONISTI
a cura di Tony Kospan
per il blog
IL MONDO DI ORSOSOGNANTE
 
 
 
 
Sappiamo già che l’arte,
oltre ad esser un mezzo di trasmissione
di emozioni, idee, storie, visioni, filosofie (in senso lato) etc.,
spesso svolge anche altre sorprendenti funzioni…
 
 
 
 
Tissot – I Marchesi Miramon con i figli – 1865
 
 
 
 
 
Degas – La toletta

 

 

In questa occasione dunque avremo la possibilità di esaminare con attenzione,
attraverso le pennellate degli impressionisti,
i vestiti delle persone ed i loro accessori, gli spazi esterni ed interni
della vita francese, mondana ma non solo, in quegli anni.

 
 
 
 
Manet – La cappellaia – 1866
 
 
 
 
Bazille – Riunione di famiglia – 1867

 


 

All’epoca non era certo ancora nata l’Haute Couture,
nel significato che oggi diamo a questa parola,
(o se preferite l’Alta Moda, ma parlando di Parigi mi pare più giusta la prima)
eppure i dipinti già mostrano in modo chiaro un avanzare prepotente,
certo più nell’alta società,
della ricercatezza nel vestire e di stili riconosciuti come distintivi
di un elegante modo di apparire e di vivere.

 
 
 
 
Manet – Il balcone – 1868/9
 
 
 
 
 

Giorno di pioggia a Parigi – Gustave Caillebotte – 1877
 
 
 
 

Nasceva, proprio in quel periodo, la moda
così come l’intendiamo oggi…
benché negli ultimi decenni sembra si sia affermata
(
ma è proprio così?) un’assoluta libertà nel vestire…

 
 
 
 
Manet

 
 
 
 
Edgar Degas – Davanti allo specchio – 1889
 
 
 
 
Tornando agli impressionisti essi ci testimoniano quindi,
 persino meglio delle prime immagini fotografiche
nelle quali la posa prevale su tutto oscurando la naturalezza,
la reale evoluzione del modo di vestire maschile e femminile dal 1860 al 1890.
 
 
 
 

Manet – La ferrovia – 1872

 
 
 
 
Edouard Manet – Il bar alle Folies-Bergère
 
 
 
 

Certo in passato nell’osservare i dipinti quasi tutti ci siamo soffermiati
 su tanti aspetti artistici ed emozionali
tralasciando però di approfondire importanti particolari..
come appunto i vestiti, gli accessori, le scene di vita e gli ambienti rappresentati.

 
 
 
 
Jean Béraud – Une soirée – 1878
 
 
 
 

Albert Bartholomé – Nella serra – 1881

 

 
 
 
Penso però che ora, dopo questa riflessione,
 molti di noi li guarderanno con occhi diversi non trascurando
questi altri interessanti aspetti storici, sociologici e culturali.

 
 
 
 

 
 
 
 

Proprio sul rapporto tra moda ed arte (in particolare l’impressionismo)
ci sono state recenti mostre a Parigi, al Musée d’Orsay ed a Chicago
a cui hanno partecipato anche case di Alta Moda…
con modelli, documenti, disegni, incisioni, stampe e riviste dell’epoca.

 
 
 
Tony Kospan
 
 
 
 
Copyright Tony Kospan


 
 
 

IL NUOVO GRUPPO IN CUI VIVER L’ARTE
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17 FEBBRAIO.. GIORNATA DEL GATTO – Festeggiamolo anche noi con poesie.. dipinti.. aforismi.. e canzoni.   Leave a comment



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Oggi 17 febbraio è la festa del gatto.

Festeggiamolo quindi anche noi… ma a modo nostro
prima conoscendo l’origine della festa e poi…
con poesie, dipinti, aforismi, canzoni in suo onore.







L’ORIGINE DELLA FESTA



Per chi non conoscesse il motivo per il quale ogni 17 di febbraio si celebra… il gatto, ecco la storia di questa festa.

L’idea nacque nel 1990 nella fervida mente della giornalista e gattofila Claudia Angeletti, che propose ai lettori della rivista TuttoGatto un referendum per stabilire il giorno più adatto per festeggiare il nostro beniamino.

Fu stato scelto il mese di febbraio perché al segno dell’Acquario appartengono gli spiriti intuitivi, liberi e anticonformisti come solo i gatti sanno essere.






Perché il giorno 17?

Il 17 è un numero considerato sfortunato perché in cifre romane si scrive XVII, anagramma di VIXI,“vissi”, cioè sono morto.

Nel bacino del mediterraneo presso i popoli latini questo numero viene considerato sfortunato mentre nel Nord Europa il 17 è considerato un numero positivo.

Infatti il 17 si può leggere 1 e 7, una vita per sette volte e il gatto, per tradizione popolare ha sette vite.

Quindi la scelta del 17 è stata fatta anche per combattere la superstizione in genere e quella del gatto nero.

In Italia la festa ufficiale si svolge in varie città e con diverse modalità.







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Prima di passare alle poesie ecco alcuni aforismi,
a mio parere, molto simpatici


AFORISMI SUI GATTI





I gatti occupano gli angoli vuoti
del mondo umano.
Quelli comodi.
Marion Garretty

gatto corre

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Per un gatto l’idea 

di essere proprietà di qualcun altro
è ridicola.
Jeffrey Moussaieff Masson

gatto corre
.

Ho molto studiato i filosofi e i gatti.
La saggezza dei gatti
è infinitamente superiore.
Hippolyte Taine

gatto corre
.

I gatti, come categoria,
non hanno mai completamente superato
il complesso di superiorità
dovuto al fatto che, nell’antico Egitto,
erano adorati come dèi.
Pelham Grenville Wodehouse

gatto corre
.

I cani ci insegnano ad amare;
i gatti ci insegnano a vivere.
Merrit Malloy








Le poesie prescelte,
a partire da una simpatica filastrocca di Rodari
sono tutte di noti poeti.



POESIE E CANZONI SUI GATTI


 (44 gatti)
Louis Waincatumprela



IL GIORNALE DEI GATTI
Gianni Rodari


I gatti hanno un giornale
con tutte le novità
e sull’ultima pagina
la “Piccola pubblicità”.
“Cercasi casa comoda
con poltrone fuori moda:
non si accettano bambini
perché tirano la coda.”
“Cerco vecchia signora
a scopo compagnia.
Precisare referenze
e conto in macelleria.”
“Premiato cacciatore
cerca impiego in granaio.”
“Vegetariano, scapolo,
cerca ricco lattaio.”
I gatti senza casa
la domenica dopopranzo
leggono questi avvisi
più belli di un romanzo:
per un’oretta o due
sognano ad occhi aperti,
poi vanno a prepararsi
ai notturni concerti.



 (Tintarella di luna – Mina)
Corcos – La gatta bianca



VIENI MIO BEL GATTO
Baudelaire


Vieni, mio bel gatto,
sul mio cuore innamorato;
trattieni le unghie della zampa,
e lasciami sprofondare
nei tuoi begli occhi striati
di metallo e d’agata.
Quando le dita indugiano ad accarezzare
la tua testa e il dorso elastico
e la mano s’inebria del piacere di palpare
il tuo corpo elettrico,
vedo la mia donna in spirito.
Il suo sguardo
come il tuo, amabile bestia,
profondo e freddo,
taglia e fende come un dardo,
e, dai piedi fino alla testa,
un’aria sottile, un minaccioso profumo
circolano attorno al suo corpo bruno.



(Un gatto nel blu – Roberto Carlos)
Carl Kahler – Gli amanti di mia moglie – 1891



LA GATTA
Umberto Saba


La tua gattina è diventata magra.
altro male non è il suo che d’amore:
male che alle tue cure la consacra.
Non provi un’accorata tenerezza?
Non la senti vibrare come un cuore
sotto alla tua carezza?
Ai miei occhi è perfetta
come te questa tua selvaggia gatta,
ma come te ragazza
e innamorata, che sempre cercavi,
che senza pace qua e là t’aggiravi,
che tutti dicevano: «è pazza».
è come te ragazza.



(Gatto di strada – Pooh)
Giovanna Rayola – Gatto

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GATTO CHE GIOCHI PER STRADA
Pessoa


Gatto che giochi per strada
come se fosse il tuo letto
invidio questa tua sorte
che nemmeno sorte si chiama.
Buon servo di leggi fatali
che governano pietre e persone,
possiedi istinti comuni
e senti solo ciò che senti.
Sei felice perché sei così,
tutto il nulla che sei è tuo.
Io mi vedo e non mi ho,
mi conosco e non sono io.



 (La gatta  – Gino Paoli)

J. W. Godward – La favorita



DONNA E GATTA
Paul Verlaine


Lei giocava con la sua gatta
e che meraviglia era vedere
la bianca mano e la bianca zampa
trastullarsi nell’ombra della sera!
Lei nascondeva – la scellerata –
sotto i guanti di filo nero
le micidiali unghie d’agata
taglienti e chiare come un rasoio.
Anche l’altra faceva la smorfiosa
e ritraeva i suoi artigli d’acciaio,
ma il diavolo non ci perdeva nulla
e nel boudoir, in cui tintinnava, aereo,
il suo riso, brillavano 4 punti fosforescenti




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Ciao… anzi miao…
a tutti… anche dal mio Kimba…








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