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Le donne della Storia dell’Arte – Non muse.. né modelle ma grandi pittrici – II PARTE   Leave a comment

 

 

 LE SIGNORE DEL PENNELLO

– NON SOGGETTI.. NE’ MUSE.. NE’ MODELLE.. MA CREATRICI –

 

 
 
 
 
Mini storia dell’arte al femminile
a cura di Tony Kospan

 
 
 
 

II PARTE
 
 
 
 
 
 
Berthe Marie Pauline Morisot (1841 – 1895)
 
Nata in una famiglia amante delle belle arti fu fin da piccola avviata allo studio della pittura.
Nel 1874 sposò Eugène Manet, fratello del famoso pittore Edouard, da cui avrà una figlia, Julie, e nello stesso anno fu l’unica donna che partecipò alla prima mostra impressionista che si tenne nello studio del fotografo Nadar
Fu proprio lì che nacque  quel movimento artistico che prese nome dal dipinto di Monet “Impression soleil levant”.
Berthe rimase sempre nell’ambito di questa corrente, pur con il suo stile assolutamente ed orgogliosamente femminile, che fu non solo il suo mondo artistico ma anche l’ambiente in cui si svolse la sua vita reale.
Il vero grande successo le arrise solo dopo la morte.

Chi vuole approfondire la sua conoscenza può cliccare sul primo dipinto qui giù.
 
 
 
 

Berthe Morisot – Autoritratto

 

 

 

Berthe Morisot – La culla

 

 

 

Berthe Morisot – Giorno d’estate

 

 

Berthe Morisot – Signora che si trucca

 
 
 

Eva Gonzales (1843 – 1883)

 

Figlia di Emmanuel, celebre romanziere, è nota per la dolcezza e la morbidezza della sua pittura.

Fu allieva e modella di Manet.

Dopo un iniziale approccio alla pittura in ambito accademico si inserì nel mondo degli Impressionisti.

Ebbe estimatori del calibro di Zola e Castagnary e la sua carriera sembrava destinata a grandi successi per i consensi che le sue opere ricevevano nelle esposizioni.

Ma nel 1883, a pochi giorni dalla morte di Manet (a cui era molto affezionata) a soli 34 anni morì durante il parto anche lei.
 
 
 
 
 

Eva Gonzales… ritratta da Manet
 
 
 
 
 
Eva Gonzales – Risveglio
 
 
 
 
 

Eva Gonzales – Nanny e la bimba





Eva Gonzales – Segretamente




Elisabeth Chaplin (1890 – 1982)
 

La sua appare un’arte molto elegante che, dopo un inizio nell’ambito del post-impressionismo, si diresse poi, dopo essersi accostata ai Nabis, in pieno verso l’Art-Deco.
 
 
 
 
 

Elisabeth Chaplin – Autoritratto
 
 
 
 
 
Elisabeth Chaplin – Autoritratto con la mamma
 
 
 
 
 

Elisabeth Chaplin – Ragazze in giallo

 
 
 
 
 
Vanessa Bell (1879 – 1961)

Pittrice inglese, sorella della famosa scrittrice Virginia Woolf. Il suo stile impressionistico si caratterizza per gli aspetti realistici degli oggetti dipinti ma nessuno di essi è quello che “cattura l’occhio”.

 

 

Vanessa Bell – Autoritratto – 1915

 
 
 
 
Vanessa Bell – Lei stessa con un’altra donna e 2 bimbi


 
 
 
Vanessa Bell – Duncan Grant interno – 1934
 
 
 
 
 
Natalia Goncharova (1881-1962)
 

Grande ed esuberante pittrice russa aderì a diverse avanguardie (tra cui il futurismo) dei primi anni del ‘900.

Natalia Goncharova, considerata la principale “Amazzone” di quelle avanguardie, è stata capace di trasformare in opera d’arte anche la propria vita.

Ha saputo sintetizzare nella sua pittura, in modo del tutto originale e personale, i colori di Matisse, l’energia di Picasso, l’esotismo di Gauguin, il sogno di Chagall ed il movimentismo futurista di Boccioni.


 
 

Natalia Goncharova – Autoritratto



 

Natalia Goncharova – Il ciclista (dipinto in cui è chiara l’influenza futurista)


 

Natalia Goncharova – Strada di Mosca
 
 
 
 
 
 
Tamara de Lempicka (1898 – 1980)

Originalissime ed uniche appaiono le opere della mitica pittrice polacca appartenente alla corrente dell’Art Déco dalla vita davvero avventurosa e dallo stile pittorico affascinante ed inconfondibile.

Chi vuole approfondire la sua conoscenza può cliccare sul primo dipinto qui giù.

 

 

Tamara de Lempicka – Autoritratto sulla Bugatti

 
 
 
Tamara de Lempicka – Il bacio


 
 

Tamara de Lempicka – Signora con la sciarpa blu
 
 
 
 
 
Tamara de Lempicka – Ragazza che dorme – 1935
 
 
 
 
 
 
Frida Kahlo (1907 – 1954)
 
Davvero sorprendente è la pittura di questa pittrice messicana caratterizzata da da uno stile arcaico e nel contempo moderno, che suscita sentimenti forti e vividi ed evoca forti passioni…

Non è da sottacere che suo marito fosse il notissimo pittore (anche lui messicano)Diego Rivera con cui ebbe rapporti di grande amore ma anche di grande contrasto.

Chi vuole approfondire la sua conoscenza può cliccare sul primo dipinto qui giù.
 
 
 
 

Frida Kahlo – Autoritratto

 
 

Frida Kahlo – Autoritratto con vestito di velluto

 
 
 
 
Frida Kahlo col marito Diego Rivera
 
 
 
Frida Kahlo – Le radici – 1943
 
 
 

 

 




Leonor Fini (Buenos Aires 1907 – Parigi 1996)


Leonor Fini, padre argentino di origini beneventane e madre triestina di origini tedesche, cresce a Trieste dove si nutre del vivace clima culturale dei primi decenni del 900.
Pittrice autodidatta negli anni 30 e 40 si muove nell’ambito del surrealismo benché la sua è sempre una pittura molto indipendente.
Donna dal carattere forte, dai tanti amori, molto vivace, libera e lontanissima dalle convenzioni sociali vive a lungo (ed intensamente) a Parigi, frequenta grandi artisti europei ed esplora con passione diversi campi dell’arte… dal teatro al romanzo, dal disegno alla fotografia.
Fa anche molte esperienze pittoriche molto diverse da quelle surrealiste come ad es. quella di rivisitare
Tiziano ed Arcimboldo
artisti del 500 .
Nell’ultima parte della vita diventa invece molto più introspettiva e le sue opere di questo periodo appaiono più rarefatte.
Possiamo definirla un’artista a 360 gradi e non solo una notevole pittrice e solo da qualche anno è stata rivalutata.



Leonor Fini – Autoritratto




Leonor Fini – Gioco di dama


 
 
 

Leonor Fini
 
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Leonor Fini
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Leonor Fini
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Mi fermo qua…
 
Oggi il mondo delle artiste contemporanee appare vivace e molto variegato ma ancora pronto a sorprenderci e ad entusiasmarci.

 
 
 
 
 
 
 
F I N E
 
 
 



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I PARTE

 

 

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Donna che dipinge – Guercino




 

Le donne della Storia dell’Arte – Non muse.. né modelle ma.. grandi pittrici – I PARTE   Leave a comment

 
 
 
 
 
 
 
 


LE SIGNORE DEL PENNELLO
– NON SOGGETTI.. NE’ MUSE.. NE’ MODELLE MA PITTRICI –



Vincenzo Marinelli – Donna che dipinge




MINI STORIA DELL’ARTE AL FEMMINILE
DAL ‘500 AL ‘900
a cura di Tony Kospan

 
 

Questo post vuole, in uno ad una breve presentazione delle pittrici che ritroviamo significativamente nella storia dell’arte…, mostrarle così come esse stesse si vedevano… grazie a loro autoritratti… insieme a qualche loro opera… cercando in tal modo di coniugare la brevità, che il moderno lettore richiede*…, con un minimo di completezza… (*a mio parere).
 
E’ anche da sottolineare che, ovviamente, è assolutamente impossibile presentarle tutte per cui mi sono limitato a ricordare quelle che appaiono aver lasciato un segno significativo nella storia dell’arte ma sarei lieto di aggiungere quelle che voi lettori ritenete meritevoli d’esser presenti in questa piccola Antologia…

Prima di iniziare mi appare doveroso riconoscere come altamente encomiabile soprattutto l’opera di quelle artiste vissute in secoli in cui il destino delle donne sembrava rinchiuso nei soli spazi del matrimonio o del convento.
 
 
 
 
 
I PARTE
 
 
 
 
Sofonisba Anguissola (1535 – 1565)
 
Deve la sua fama soprattutto al fatto che fu la prima esponente della pittura italiana rinascimentale al femminile.
Di famiglia benestante mostrò fin da piccola passione per il disegno ed il padre l’aiutò nel fargliela vivere appieno.
E’ da notare che è stata l’unica pittrice su cui il Vasari si soffermò a descriverne stile e capacità su consiglio di Michelangelo che era un suo estimatore.
Tuttavia la sua arte non ebbe i notevoli riconoscimenti delle pittrici che vennero dopo.





Sofonisba Anguissola – Autoritratto, 1556
 
 
 
 
Sofonisba Anguissola – Partita a scacchi – Poznan, 1555





Sofonisba Anguissola – Due sorelle ed un fratello
 
 
 
 
 

Lavinia Fontana (1552 -1614)
 
Figlia del pittore manierista Prospero Fontana fu, ed è, molto apprezzata per l’accuratezza dei particolari e per la molteplicità dei temi della sua pittura.
Da giovanetta imparò l’arte del dipingere grazie agli insegnamenti del padre e studiò lo stile pittorico “emiliano” dell’epoca.
I suoi maggiori successi li ebbe però a Roma, dove si trasferì nel 1603, ottenendo perfino il titolo di “Pontificia Pittrice”.
Ebbe 11 figli e tuttavia non smise mai di dipingere e davvero notevole fu la sua produzione di dipinti.



Lavinia Fontana – Autoritratto
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Lavinia Fontana – La visita della Regina di Saba a Salomone

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 Lavinia Fontana – Bianca Degli Utili Maselli



 
 
 Fede Galizia – (1578 – 1630)
 
Bella, artista a tuttotondo, imprenditrice d’arte, donna indipendente e “single” per decisione.



(Le ho dedicato un post tutto su di lei – clicca qui giù per vederlo)
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Tutto questo in un’epoca severa e oscura come quella della “Controriforma” in cui le difficoltà per le donne, anche se artiste, non erano poche.

La sua prima opera fu l’incisione del volto dello storico milanese Gherardo Borgogni ora alla Pinacoteca Ambrosiana.







Fede era famosa per l’estrema precisione nei dettagli (notiamo gli occhiali su cui appare perfino il riflesso delle finestre).

Dopo questo primo dipinto la sua fama aumentò anche grazie all’appoggio del mitico Arcimboldo.

La sua attività artistica ebbe sempre grande successo sia all’estero che in Italia, con ritratti, dipinti, pale e soprattutto nature morte.

Il suo stile era il Barocco… ma legato al Manierismo emiliano-lombardo di fine Cinquecento.

Una sua caratteristica era infine quella di firmare sempre le sue opere.



 

Fede Galizia – Noli me tangere



 

Fede Galizia – Natura Morta



Fede Galizia – Noli me tangere



Fede Galizia – Giuditta con la testa di Oloferne
 
 



Artemisia Gentileschi (1593 – 1652)
 
E’ però la romana Artemisia Gentileschi la prima a ricoprire un ruolo fondamentale nell’affermazione della donna artista.
E’ noto il drammatico episodio dello stupro, di cui fu vittima a diciott’anni (autore della violenza, il maestro di pittura Agostino Tassi a cui era stata affidata dal padre perché migliorasse la tecnica della prospettiva); e poi il matrimonio riparatore, e la scelta di libertà e di emancipazione che fanno di lei una sorta di femminista ante litteram.
Si può affermare, e tutti i critici sono d’accordo, che i tratti duri delle donne e la violenza di certe scene… presenti nei suoi dipinti… siano conseguenza del tremendo stupro.
Pensiamo ad esempio alla violenza evidente e spaventosa di un’opera come la “Giuditta che decapita Oloferne” del Museo di Capodimonte a Napoli.
Ciononostante la sua è una vita piena di successi e di storie d’arte e… d’amore con sorprendenti libertà.
Vive ed opera anche a Firenze ed a Napoli dove alla fine si stabilisce.
La sua è comunque considerata una pittura di notevole livello, forte, passionale e creativa.
.





Artemisia Gentileschi – Autoritr. come suonatrice di liuto

 
 
 
 
 
Artemisia Gentileschi – Autoritratto come Allegoria della Pittura
 
 
 
 
 

Artemisia Gentileschi – Giaele e Sisera




Artemisia Gentileschi – Giuditta che decapita Oloferne



Il sonno di Venere




Elisabetta Sirani (1638 – 1665)

Elisabetta, prima figlia di Giovanni Andrea Sirani pittore bolognese, fin da giovanissima dimostrò notevole talento.
Fu davvero un’artista laboriosissima se si pensa che nei soli 10 anni di attività ha lasciato oltre 200 opere.
E’ considerata una delle principali artiste del ‘600 e tra le più note esponenti del barocco bolognese 
(Bologna aveva in quel periodo un eccezionale numero di pittrici).
Morì giovanissima, a soli 27 anni, rimpianta da tantissimi artisti, poeti e letterati dell’epoca.





Elisabetta Sirani – Autoritratto

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Elisabetta Sirani – Porzia che si ferisce alla coscia – 1664




Elisabetta Sirani – La Giustizia, la Carità e la Prudenza – 1664




Elisabetta Sirani – Cupido


 
 
 
 
 

Rosalba Carriera: (1675-1757)

Pittrice veneziana.

Ebbe nel 1720 ben due grandi riconoscimenti: entrare come prima donna nell’Accademia di Bologna, in quella di Roma e nell’Académie Royale de Peinture et Sculture di Parigi.

Il suo stile, molto differente dall’accademismo della sua epoca, influenzerà in modo evidente ed incisivo l’arte del ritratto soprattutto in Francia.

Una delle più importanti peculiarità dei suoi ritratti (e dei suoi tanti autoritratti) è l’indagine psicologica del soggetto.

 

 

Rosalba Carriera – autoritratto

 
 
 
 
Rosalba Carriera – Apollo


 
 
 
 
 Rosalba Carriera – Ritratto di Gustavus Hamilton – 1730





 
Rosalba Carriera – Allegoria dell’aria




 
 
 
Elizabeth Vigée Le Brun (1755 – 1842)
 
Veniamo ora ad una delle più grandi e prolifiche ritrattiste del 1700…
I suoi dipinti riccamente colorati, con una incredibile precisione della resa tecnica, mostrano toni morbidi e soavi nel dipingere gli innumerevoli volti che immortalò sulle tele.
La sua opera è anche un documento visivo del suo tempo e della storia rivoluzionaria di quegli anni unita alla indubbia bellezza artistica.
Questo rende ancor più interessante oggi la sua opera.
I suoi dipinti erano finiti nell’oblio e solo da qualche decennio il suo amore per la bellezza che traspare nelle sue opere, nonostante i sommovimenti politici di cui fu involontaria protagonista dalla Rivoluzione Francese in poi, sono stati ampiamente rivalutati.



(Le ho dedicato un post tutto su di lei – clicca qui giù per vederlo)



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Elizabeth Vigée Le Brun – Autoritratto (1790) 
 




Elizabeth Vigée Le Brun – Autoritratto con la figlia
 
 
 
 
Le Brun – Autoritratto
 
 
 
 
 
Le Brun – Julie Le brun

 
 
 
 
 
 
Mary Cassatt (1844 – 1926)
 
Ecco ora l’americana Mary Cassat (1844 – 1926).
Fu introdotta nell’ambiente degli impressionisti dal grande Edgar Degas.
E’ tra le mie pittrici preferite per la dolcezza dei suoi dipinti.
Non fu mai mamma.. ma forse nessuna più di lei ha “cantato” col pennello la maternità per quantità e qualità dei dipinti. 
 
 



Mary Cassatt – Autoritratto




Mary Cassatt – In barca





Mary Cassatt – Mamma con la sua bambina





Mary Cassatt – Mamma con la sua bambina 
 
 
 
 
 
 
FINE I PARTE…

CONTINUA…

CIAO DA TONY KOSPAN


 
 
 
 
 
3
IL GRUPPO DI CHI AMA VIVER L’ARTE
I N S I E M E
Gif Animate Frecce (117)
Ripped Note



 
 

Berthe Morisot è stata la vera donna dell’impressionismo – Biografia.. e diversi suoi dipinti   Leave a comment

.


.




Berthe Morisot è stata forse (o senza forse)
la vera donna dell’impressionismo
e non solo come pittrice.



Giorno d’estate


BERTHE MORISOT

OVVERO L’IMPRESSIONISMO AL FEMMINILE

Tony Kospan



L’importanza del suo ruolo è stata davvero misconosciuta 
sia ai suoi tempi che nel corso degli anni 
(per il solo fatto che era una donna) 
e soltanto da poco
sta riavendo la grande considerazione che merita.




Qui è ritratta da E. Manet

.

.

.

Nata in una famiglia bene e di notevole cultura di Bourges
(era anche nipote del noto pittore Jean-Honoré Fragonard)
si trasferì nel 1855 a Parigi dove iniziò gli studi
di disegno mostrando subito notevoli qualità.

.

.






Non potendosi iscrivere all’Ecole des Beaux-Arts perché donna,
i suoi genitori allora iniziarono ad invitare nella loro casa
amici artisti e soprattutto pittori che le dessero degli insegnamenti.




Bourges 14.1.1841 – Parigi 2.3.1895



Successivamente frequentò gli sudi
di diversi pittori molto in voga all’epoca.

.

.

.




Nel 1864 venne ammessa al Salon, e nel 1868 conobbe
il grande Edouard Manet che divenne subito un grande ammiratore
sia della sua bellezza che delle sue opere
e con cui strinse un “sodalizio” pittorico e non solo
che durò molto a lungo anche se poi
lei ne sposerà il fratello Eugène.

L’amicizia con Manet l’influenzò molto
e l’avvicinò al mondo impressionista.








In questo periodo l’uso frequentissimo del bianco
unito a colori intensi e vibranti
le consentiva di raggiungere effetti luminosi e delicati.










La favola



Ma per le tragedie della guerra franco-prussiana
a partire dal 1870 questi colori luminosi vennero meno
per tornare però dopo la guerra con l’aggiunta
geniale anche di pennellate capaci di mostrare
anche il movimento e la fluidità dell’acqua.

Nel 1874 partecipa alla mitica mostra di Nadar…
la prima degli Impressionisti.


Il marito con la figlia

.

.

.

La mostra ebbe grande successo ma le sue opere 

ebbero sia commenti entusiastici che derisioni. 

.

Ma  da quel momento

per tutti divenne “la donna dell’impressionismo“.

.

Nel 1879 nacque sua figlia Julie.

.



Qui è ritratta da E. Manet

.



Dopo la morte del marito, nel 1892,

si dedicò ancor di più alla pittura

mentre i critici, che l’avevano sempre freddamente valutata,

incominciarono ad apprezzare le sue opere.







La tematica delle sue opere è molto spesso.

classicamente femminile.




La toletta




Lo specchio



Morì nel 1895 a soli 54 anni

rimpianta da tutto il mondo dell’impressionismo.

.


.

.

Il poeta Paul Valery scrisse di lei: 
La particolarità di Berthe Morisot 
fu quella di vivere la sua pittura 
e di dipingere la sua vita


Per la sua personalità forte e non banale
e per esser una pittrice fu costretta
a vivere sempre lottando contro le maldicenze
degli ambienti più retrogradi ed ottusi dell’epoca
(che purtroppo non mancavano allora come non mancano oggi).






Tony Kospan

.



MARRONE CHIARO
IL GRUPPO DI CHI AMA L’ARTE FIGURATIVA
(PITTURA, SCULTURA, FOTOGRAFIA E CINEMA)

.

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Berthe Morisot.. la donna dell’Impressionismo – Grande pittrice e tutta la vita tra i grandi della corrente   Leave a comment

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Berthe Morisot è stata forse (o senza forse)
la vera donna dell’impressionismo
e non solo come pittrice.



Giorno d’estate


BERTHE MORISOT

OVVERO L’IMPRESSIONISMO AL FEMMINILE

Tony Kospan



L’importanza del suo ruolo è stata davvero misconosciuta 
sia ai suoi tempi che nel corso degli anni 
(per il solo fatto che era una donna) 
e soltanto da poco
sta riavendo la grande considerazione che merita.




Qui è ritratta da E. Manet

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Nata in una famiglia bene e di notevole cultura di Bourges
(era anche nipote del noto pittore Jean-Honoré Fragonard)
si trasferì nel 1855 a Parigi dove iniziò gli studi
di disegno mostrando subito notevoli qualità.

.

.






Non potendosi iscrivere all’Ecole des Beaux-Arts perché donna,
i suoi genitori allora iniziarono ad invitare nella loro casa
amici artisti e soprattutto pittori che le dessero degli insegnamenti.




Bourges 14.1.1841 – Parigi 2.3.1895



Successivamente frequentò gli sudi
di diversi pittori molto in voga all’epoca.

.

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Nel 1864 venne ammessa al Salon, e nel 1868 conobbe
il grande Edouard Manet che divenne subito un grande ammiratore
sia della sua bellezza che delle sue opere
e con cui strinse un “sodalizio” pittorico e non solo
che durò molto a lungo anche se poi
lei ne sposerà il fratello Eugène.

L’amicizia con Manet l’influenzò molto
e l’avvicinò al mondo impressionista.








In questo periodo l’uso frequentissimo del bianco
unito a colori intensi e vibranti
le consentiva di raggiungere effetti luminosi e delicati.










La favola



Ma per le tragedie della guerra franco-prussiana
a partire dal 1870 questi colori luminosi vennero meno
per tornare però dopo la guerra con l’aggiunta
geniale anche di pennellate capaci di mostrare
anche il movimento e la fluidità dell’acqua.

Nel 1874 partecipa alla mitica mostra di Nadar…
la prima degli Impressionisti.


Il marito con la figlia

.

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.

La mostra ebbe grande successo ma le sue opere 

ebbero sia commenti entusiastici che derisioni. 

.

Ma  da quel momento

per tutti divenne “la donna dell’impressionismo“.

.

Nel 1879 nacque sua figlia Julie.

.



Qui è ritratta da E. Manet

.



Dopo la morte del marito, nel 1892,

si dedicò ancor di più alla pittura

mentre i critici, che l’avevano sempre freddamente valutata,

incominciarono ad apprezzare le sue opere.







La tematica delle sue opere è molto spesso.

classicamente femminile.




La toletta




Lo specchio



Morì nel 1895 a soli 54 anni

rimpianta da tutto il mondo dell’impressionismo.

.


.

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Il poeta Paul Valery scrisse di lei: 
La particolarità di Berthe Morisot 
fu quella di vivere la sua pittura 
e di dipingere la sua vita


Per la sua personalità forte e non banale
e per esser una pittrice fu costretta
a vivere sempre lottando contro le maldicenze
degli ambienti più retrogradi ed ottusi dell’epoca
(che purtroppo non mancavano allora come non mancano oggi).






Tony Kospan

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MARRONE CHIARO
IL GRUPPO DI CHI AMA L’ARTE FIGURATIVA
(PITTURA, SCULTURA, FOTOGRAFIA E CINEMA)

.

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LE DONNE NELLA STORIA DELL’ARTE – NON MODELLE.. NE’ MUSE.. MA PITTRICI – II PARTE   Leave a comment

 

 

 LE SIGNORE DEL PENNELLO

– NON SOGGETTI.. NE' MUSE.. NE' MODELLE.. MA CREATRICI –

 

 
 
 
 
Mini storia dell'arte al femminile

a cura di Tony Kospan

 
 
 
 

II PARTE
 
 
 
 
 
 
Berthe Marie Pauline Morisot (1841 – 1895)
 
Nata in una famiglia amante delle belle arti fu fin da piccola avviata allo studio della pittura.
Nel 1874 sposò Eugène Manet, fratello del famoso pittore Edouard, da cui avrà una figlia, Julie, e nello stesso anno fu l'unica donna che partecipò alla prima mostra impressionista che si tenne nello studio del fotografo Nadar
Fu proprio lì che nacque  quel movimento artistico che prese nome dal dipinto di Monet “Impression soleil levant”.
Berthe rimase sempre nell'ambito di questa corrente, pur con il suo stile assolutamente ed orgogliosamente femminile, che fu non solo il suo mondo artistico ma anche l'ambiente in cui si svolse la sua vita reale.
Il vero grande successo le arrise solo dopo la morte.
Chi vuole approfondire la sua conoscenza può cliccare sul primo dipinto qui giù.
 
 
 
 

Berthe Morisot – Autoritratto

 

 

 

Berthe Morisot – La culla

 

 

 

Berthe Morisot – Giorno d'estate

 

 

Berthe Morisot – Signora che si trucca

 
 
 

Elisabeth Chaplin (1890 – 1982)
 

La sua appare un'arte molto elegante che, dopo un inizio nell'ambito del post-impressionismo, si diresse poi, dopo essersi accostata ai Nabis, in pieno verso l'Art-Deco.
 
 
 
 
 

Elisabeth Chaplin – Autoritratto
 
 
 
 
 
Elisabeth Chaplin – Autoritratto con la mamma
 
 
 
 
 

Elisabeth Chaplin – Ragazze in giallo
 
 
 
 
 
Vanessa Bell (1879 – 1961)

Pittrice inglese, sorella della famosa scrittrice Virginia Woolf. Il suo stile impressionistico si caratterizza per gli aspetti realistici degli oggetti dipinti ma nessuno di essi è quello che “cattura l'occhio”.

 

 

Vanessa Bell – Autoritratto – 1915

 
 
 
 
Vanessa Bell – Lei stessa con un'altra donna e 2 bimbi


 
 
 
Vanessa Bell – Duncan Grant interno – 1934
 
 
 
 
 
Natalia Goncharova (1881-1962)
 

Grande ed esuberante pittrice russa aderì a diverse avanguardie (tra cui il futurismo) dei primi anni del '900.

Natalia Goncharova, considerata la principale “Amazzone” di quelle avanguardie, è stata capace di trasformare in opera d’arte anche la propria vita.

Ha saputo sintetizzare nella sua pittura, in modo del tutto originale e personale, i colori di Matisse, l'energia di Picasso, l'esotismo di Gauguin, il sogno di Chagall ed il movimentismo futurista di Boccioni.


 
 

Natalia Goncharova – Autoritratto



 

Natalia Goncharova – Il ciclista (dipinto in cui è chiara l'influenza futurista)


 

Natalia Goncharova – Strada di Mosca
 
 
 
 
 
 
Tamara de Lempicka (1898 – 1980)

Originalissime ed uniche appaiono le opere della mitica pittrice polacca appartenente alla corrente dell'Art Déco dalla vita davvero avventurosa e dallo stile pittorico affascinante ed inconfondibile.

Chi vuole approfondire la sua conoscenza può cliccare sul primo dipinto qui giù.

 

 

Tamara de Lempicka – Autoritratto sulla Bugatti

 
 
 
Tamara de Lempicka – Il bacio


 
 

Tamara de Lempicka – Signora con la sciarpa blu
 
 
 
 
 
Tamara de Lempicka – Ragazza che dorme – 1935
 
 
 
 
 
 
Frida Kahlo (1907 – 1954)
 
Davvero sorprendente è la pittura di questa pittrice messicana caratterizzata da da uno stile arcaico e nel contempo moderno, che suscita sentimenti forti e vividi ed evoca forti passioni…

Non è da sottacere che suo marito fosse il notissimo pittore (anche lui messicano)Diego Rivera con cui ebbe rapporti di grande amore ma anche di grande contrasto.

Chi vuole approfondire la sua conoscenza può cliccare sul primo dipinto qui giù.
 
 
 
 

Frida Kahlo – Autoritratto

 
 

Frida Kahlo – Autoritratto con vestito di velluto

 
 
 
 
Frida Kahlo col marito Diego Rivera
 
 
 
Frida Kahlo – Le radici – 1943
 
 
 

 

 


Leonor Fini (Buenos Aires 1907 – Parigi 1996)

Leonor Fini, padre argentino di origini beneventane e madre triestina di origini tedesche, cresce a Trieste dove si nutre del vivace clima culturale dei primi decenni del 900.
Pittrice autodidatta negli anni 30 e 40 si muove nell'ambito del surrealismo benché la sua è sempre una pittura molto indipendente.
Donna dal carattere forte, dai tanti amori, molto vivace, libera e lontanissima dalle convenzioni sociali vive a lungo (ed intensamente) a Parigi, frequenta grandi artisti europei ed esplora con passione diversi campi dell'arte… dal teatro al romanzo, dal disegno alla fotografia.
Fa anche molte esperienze pittoriche molto diverse da quelle surrealiste come ad es. quella di rivisitare
Tiziano ed Arcimboldo
artisti del 500 .
Nell'ultima parte della vita diventa invece molto più introspettiva e le sue opere di questo periodo appaiono più rarefatte.
Possiamo definirla un'artista a 360 gradi e non solo una notevole pittrice e solo da qualche anno è stata rivalutata.



Leonor Fini – Autoritratto




Leonor Fini – Gioco di dama


 
 
 

Leonor Fini
 
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Leonor Fini
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Leonor Fini
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Mi fermo qua…
 
Oggi il mondo delle artiste contemporanee appare complesso e molto variegato ma ancora pronto a sorprenderci e ad entusiasmarci.

 
 
 
 
 
 
 
F I N E
 
 
 



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I PARTE

 

 

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Donna che dipinge – Guercino




 

LE DONNE NELLA STORIA DELL’ARTE – NON MODELLE.. NE’ MUSE.. MA PITTRICI – I PARTE   3 comments

 
 
 
 
 
 
 
 


LE SIGNORE DEL PENNELLO
– NON SOGGETTI.. NE’ MUSE.. NE’ MODELLE MA PITTRICI –



Vincenzo Marinelli – Donna che dipinge




MINI STORIA DELL'ARTE AL FEMMINILE
DAL '500 AL '900
a cura di Tony Kospan

 
 

Questo post vuole, in uno ad una breve presentazione delle pittrici che ritroviamo significativamente nella storia dell’arte…, mostrarle così come esse stesse si vedevano… grazie a loro autoritratti… insieme a qualche loro opera… cercando in tal modo di coniugare la brevità, che il moderno lettore richiede*…, con un minimo di completezza… (*a mio parere).
 
E' anche da sottolineare che, ovviamente, è assolutamente impossibile presentarle tutte per cui mi sono limitato a ricordare quelle che appaiono aver lasciato un segno significativo nella storia dell'arte ma sarei lieto di aggiungere quelle che voi lettori ritenete meritevoli d'esser presenti in questa piccola Antologia…

Prima di iniziare mi appare doveroso riconoscere come altamente encomiabile soprattutto l’opera di quelle artiste vissute in secoli in cui il destino delle donne sembrava rinchiuso nei soli spazi del matrimonio o del convento.
 
 
 
 
 
I PARTE
 
 
 
 
Sofonisba Anguissola (1535 – 1565)
 
Deve la sua fama soprattutto al fatto che fu la prima esponente della pittura italiana rinascimentale al femminile.
Di famiglia benestante mostrò fin da piccola passione per il disegno ed il padre l'aiutò nel fargliela vivere appieno.
E' da notare che è stata l'unica pittrice su cui il Vasari si soffermò a descriverne stile e capacità su consiglio di Michelangelo che era un suo estimatore.
Tuttavia la sua arte non ebbe i notevoli riconoscimenti delle pittrici che vennero dopo.





Sofonisba Anguissola – Autoritratto, 1556
 
 
 
 
Sofonisba Anguissola – Partita a scacchi – Poznan, 1555





Sofonisba Anguissola – Due sorelle ed un fratello
 
 
 
 
 

Lavinia Fontana (1552 -1614)
 
Figlia del pittore manierista Prospero Fontana fu, ed è, molto apprezzata per l’accuratezza dei particolari e per la molteplicità dei temi della sua pittura.
Da giovanetta imparò l'arte del dipingere grazie agli insegnamenti del padre e studiò lo stile pittorico “emiliano” dell'epoca.
I suoi maggiori successi li ebbe però a Roma, dove si trasferì nel 1603, ottenendo perfino il titolo di “Pontificia Pittrice”.
Ebbe 11 figli e tuttavia non smise mai di dipingere e davvero notevole fu la sua produzione di dipinti.



Lavinia Fontana – Autoritratto
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Lavinia Fontana – La visita della Regina di Saba a Salomone

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 Lavinia Fontana – Bianca Degli Utili Maselli
 
 
 
 
 
Artemisia Gentileschi (1593 – 1652)
 
E’ però la romana Artemisia Gentileschi la prima a ricoprire un ruolo fondamentale nell’affermazione della donna artista.
E’ noto il drammatico episodio dello stupro, di cui fu vittima a diciott’anni (autore della violenza, il maestro di pittura Agostino Tassi a cui era stata affidata dal padre perché migliorasse la tecnica della prospettiva); e poi il matrimonio riparatore, e la scelta di libertà e di emancipazione che fanno di lei una sorta di femminista ante litteram.
Si può affermare, e tutti i critici sono d’accordo, che i tratti duri delle donne e la violenza di certe scene… presenti nei suoi dipinti… siano conseguenza del tremendo stupro.
Pensiamo ad esempio alla violenza evidente e spaventosa di un’opera come la “Giuditta che decapita Oloferne” del Museo di Capodimonte a Napoli.
Ciononostante la sua è una vita piena di successi e di storie d'arte e… d'amore con sorprendenti libertà.
Vive ed opera anche a Firenze ed a Napoli dove alla fine si stabilisce.
La sua è comunque considerata una pittura di notevole livello, forte, passionale e creativa.

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Artemisia Gentileschi – Autoritr. come suonatrice di liuto

 
 
 
 
 
Artemisia Gentileschi – Autoritratto come Allegoria della Pittura
 
 
 
 
 

Artemisia Gentileschi – Giaele e Sisera




Artemisia Gentileschi – Giuditta che decapita Oloferne



Il sonno di Venere




Elisabetta Sirani (1638 – 1665)

Elisabetta, prima figlia di Giovanni Andrea Sirani pittore bolognese, fin da giovanissima dimostrò notevole talento.
Fu davvero un'artista laboriosissima se si pensa che nei soli 10 anni di attività ha lasciato oltre 200 opere.
E' considerata una delle principali artiste del '600 e tra le più note esponenti del barocco bolognese 
(Bologna aveva in quel periodo un eccezionale numero di pittrici).
Morì giovanissima, a soli 27 anni, rimpianta da tantissimi artisti, poeti e letterati dell'epoca.




Elisabetta Sirani – Autoritratto

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Elisabetta Sirani – Porzia che si ferisce alla coscia – 1664




Elisabetta Sirani – La Giustizia, la Carità e la Prudenza – 1664




Elisabetta Sirani – Cupido


 
 
 
 
 

Rosalba Carriera: (1675-1757)

Pittrice veneziana.

Ebbe nel 1720 ben due grandi riconoscimenti: entrare come prima donna nell'Accademia di Bologna, in quella di Roma e nell'Académie Royale de Peinture et Sculture di Parigi.

Il suo stile, molto differente dall'accademismo della sua epoca, influenzerà in modo evidente ed incisivo l'arte del ritratto soprattutto in Francia.

Una delle più importanti peculiarità dei suoi ritratti (e dei suoi tanti autoritratti) è l’indagine psicologica del soggetto.

 

 

Rosalba Carriera – autoritratto

 
 
 
 
Rosalba Carriera – Apollo


 
 
 
 
 Rosalba Carriera – Ritratto di Gustavus Hamilton – 1730





 
Rosalba Carriera – Allegoria dell'aria




 
 
 
Elizabeth Vigée Le Brun (1755 – 1842)
 
Veniamo ora ad una delle più grandi e prolifiche ritrattiste del 1700…
I suoi dipinti riccamente colorati, con una incredibile precisione della resa tecnica, mostrano toni morbidi e soavi nel dipingere gli innumerevoli volti che immortalò sulle tele.
La sua opera è anche un documento visivo del suo tempo e della storia rivoluzionaria di quegli anni unita alla indubbia bellezza artistica.
Questo rende ancor più interessante oggi la sua opera.
I suoi dipinti erano finiti nell'oblio e solo da qualche decennio il suo amore per la bellezza che traspare nelle sue opere, nonostante i sommovimenti politici di cui fu involontaria protagonista dalla Rivoluzione Francese in poi, sono stati ampiamente rivalutati.
(Le ho dedicato un post tutto su di lei – clicca qui giù per vederlo)



frebiapouce.gif

Elizabeth Vigée Le Brun – Autoritratto (1790)
 
 
 



Elizabeth Vigée Le Brun – Autoritratto con la figlia
 
 
 
 
Le Brun – Autoritratto
 
 
 
 
 
Le Brun – Julie Le brun

 
 
 
 
 
 
Mary Cassatt (1844 – 1926)
 
Ecco ora l’americana Mary Cassat (1844 – 1926).
Fu introdotta nell’ambiente degli impressionisti dal grande Edgar Degas.
E' tra le mie pittrici preferite per la dolcezza dei suoi dipinti.
Non fu mai mamma.. ma forse nessuna più di lei ha “cantato” col pennello la maternità per quantità e qualità dei dipinti.

 
 
 

Mary Cassatt – Autoritratto




Mary Cassatt – In barca





Mary Cassatt – Mamma con la sua bambina





Mary Cassatt – Mamma con la sua bambina
 
 
 
 
 
 
Eva Gonzales – (1869 – 1870)
 
Figlia di Emmanuel celebre romanziere è nota per la dolcezza e la morbidezza della sua pittura.
 
Fu allieva e modella di Manet.
 
Dopo un iniziale approccio alla pittura in ambito accademico si inserì nel mondo degli Impressionisti.

Ebbe estimatori del calibro di Zola e Castagnary e la sua carriera sembrava destinata a grandi successi per i consensi che le sue opere ricevevano nelle esposizioni.

Ma nel 1883, a pochi giorni dalla morte di Manet (a cui era molto affezionata) a soli 34 anni morì durante il parto anche lei.


 





Eva Gonzales – ritratta da Manet 
 




Eva Gonzales – Risveglio




Eva Gonzales – Nanny e la bimba




Eva Gonzales – Segretamente
 
 
 
 
 
FINE I PARTE…

CONTINUA…

CIAO DA TONY KOSPAN


 
 
 
 
 
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Le donne della Storia dell’Arte – Non muse.. né modelle ma.. grandi artiste – II PARTE   Leave a comment

 

 

 LE SIGNORE DEL PENNELLO

– NON SOGGETTI.. NE' MUSE.. NE' MODELLE.. MA CREATRICI –

 

 
 
 
 
Mini storia dell'arte al femminile

a cura di Tony Kospan

 
 
 
 

II PARTE
 
 
 
 
 
 
Berthe Marie Pauline Morisot (1841 – 1895)
 
Nata in una famiglia amante delle belle arti fu fin da piccola avviata allo studio della pittura.
Nel 1874 sposò Eugène Manet, fratello del famoso pittore Edouard, da cui avrà una figlia, Julie, e nello stesso anno fu l'unica donna che partecipò alla prima mostra impressionista che si tenne nello studio del fotografo Nadar
Fu proprio lì che nacque  quel movimento artistico che prese nome dal dipinto di Monet “Impression soleil levant”.
Berthe rimase sempre nell'ambito di questa corrente, pur con il suo stile assolutamente ed orgogliosamente femminile, che fu non solo il suo mondo artistico ma anche l'ambiente in cui si svolse la sua vita reale.
Il vero grande successo le arrise solo dopo la morte.
Chi vuole approfondire la sua conoscenza può cliccare sul primo dipinto qui giù.
 
 
 
 

Berthe Morisot – Autoritratto

 

 

 

Berthe Morisot – La culla

 

 

 

Berthe Morisot – Giorno d'estate

 

 

Berthe Morisot – Signora che si trucca

 
 
 

Elisabeth Chaplin (1890 – 1982)
 

La sua appare un'arte molto elegante che, dopo un inizio nell'ambito del post-impressionismo, si diresse poi, dopo essersi accostata ai Nabis, in pieno verso l'Art-Deco.
 
 
 
 
 

Elisabeth Chaplin – Autoritratto
 
 
 
 
 
Elisabeth Chaplin – Autoritratto con la mamma
 
 
 
 
 

Elisabeth Chaplin – Ragazze in giallo
 
 
 
 
 
Vanessa Bell (1879 – 1961)

Pittrice inglese, sorella della famosa scrittrice Virginia Woolf. Il suo stile impressionistico si caratterizza per gli aspetti realistici degli oggetti dipinti ma nessuno di essi è quello che “cattura l'occhio”.

 

 

Vanessa Bell – Autoritratto – 1915

 
 
 
 
Vanessa Bell – Lei stessa con un'altra donna e 2 bimbi


 
 
 
Vanessa Bell – Duncan Grant interno – 1934
 
 
 
 
 
Natalia Goncharova (1881-1962)
 

Grande ed esuberante pittrice russa aderì a diverse avanguardie (tra cui il futurismo) dei primi anni del '900.

Natalia Goncharova, considerata la principale “Amazzone” di quelle avanguardie, è stata capace di trasformare in opera d’arte anche la propria vita.

Ha saputo sintetizzare nella sua pittura, in modo del tutto originale e personale, i colori di Matisse, l'energia di Picasso, l'esotismo di Gauguin, il sogno di Chagall ed il movimentismo futurista di Boccioni.


 
 

Natalia Goncharova – Autoritratto



 

Natalia Goncharova – Il ciclista (dipinto in cui è chiara l'influenza futurista)


 

Natalia Goncharova – Strada di Mosca
 
 
 
 
 
 
Tamara de Lempicka (1898 – 1980)

Originalissime ed uniche appaiono le opere della mitica pittrice polacca appartenente alla corrente dell'Art Déco dalla vita davvero avventurosa e dallo stile pittorico affascinante ed inconfondibile.

Chi vuole approfondire la sua conoscenza può cliccare sul primo dipinto qui giù.

 

 

Tamara de Lempicka – Autoritratto sulla Bugatti

 
 
 
Tamara de Lempicka – Il bacio


 
 

Tamara de Lempicka – Signora con la sciarpa blu
 
 
 
 
 
Tamara de Lempicka – Ragazza che dorme – 1935
 
 
 
 
 
 
Frida Kahlo (1907 – 1954)
 
Davvero sorprendente è la pittura di questa pittrice messicana caratterizzata da da uno stile arcaico e nel contempo moderno, che suscita sentimenti forti e vividi ed evoca forti passioni…

Non è da sottacere che suo marito fosse il notissimo pittore (anche lui messicano)Diego Rivera con cui ebbe rapporti di grande amore ma anche di grande contrasto.

Chi vuole approfondire la sua conoscenza può cliccare sul primo dipinto qui giù.
 
 
 
 

Frida Kahlo – Autoritratto

 
 

Frida Kahlo – Autoritratto con vestito di velluto

 
 
 
 
Frida Kahlo col marito Diego Rivera
 
 
 
Frida Kahlo – Le radici – 1943
 
 
 

 

 


Leonor Fini (Buenos Aires 1907 – Parigi 1996)

Leonor Fini, padre argentino di origini beneventane e madre triestina di origini tedesche, cresce a Trieste dove si nutre del vivace clima culturale dei primi decenni del 900.
Pittrice autodidatta negli anni 30 e 40 si muove nell'ambito del surrealismo benché la sua è sempre una pittura molto indipendente.
Donna dal carattere forte, dai tanti amori, molto vivace, libera e lontanissima dalle convenzioni sociali vive a lungo (ed intensamente) a Parigi, frequenta grandi artisti europei ed esplora con passione diversi campi dell'arte… dal teatro al romanzo, dal disegno alla fotografia.
Fa anche molte esperienze pittoriche molto diverse da quelle surrealiste come ad es. quella di rivisitare
Tiziano ed Arcimboldo
artisti del 500 .
Nell'ultima parte della vita diventa invece molto più introspettiva e le sue opere di questo periodo appaiono più rarefatte.
Possiamo definirla un'artista a 360 gradi e non solo una notevole pittrice e solo da qualche anno è stata rivalutata.



Leonor Fini – Autoritratto




Leonor Fini – Gioco di dama


 
 
 

Leonor Fini
 
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Leonor Fini
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Leonor Fini
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Mi fermo qua…
 
Oggi il mondo delle artiste contemporanee appare complesso e molto variegato ma ancora pronto a sorprenderci e ad entusiasmarci.

 
 
 
 
 
 
 
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Donna che dipinge – Guercino




 

Le donne della Storia dell’Arte – Non muse.. né modelle ma.. grandi artiste – I PARTE   2 comments

 
 
 
 
 
 
 
 


LE SIGNORE DEL PENNELLO
– NON SOGGETTI.. NE’ MUSE.. NE’ MODELLE MA PITTRICI –



Vincenzo Marinelli – Donna che dipinge




MINI STORIA DELL’ARTE AL FEMMINILE
DAL ‘500 AL ‘900
a cura di Tony Kospan

 
 

Questo post vuole, in uno ad una breve presentazione delle pittrici che ritroviamo significativamente nella storia dell’arte…, mostrarle così come esse stesse si vedevano… grazie a loro autoritratti… insieme a qualche loro opera… cercando in tal modo di coniugare la brevità, che il moderno lettore richiede*…, con un minimo di completezza… (*a mio parere).
 
E’ anche da sottolineare che, ovviamente, è assolutamente impossibile presentarle tutte per cui mi sono limitato a ricordare quelle che appaiono aver lasciato un segno significativo nella storia dell’arte ma sarei lieto di aggiungere quelle che voi lettori ritenete meritevoli d’esser presenti in questa piccola Antologia…

Prima di iniziare mi appare doveroso riconoscere come altamente encomiabile soprattutto l’opera di quelle artiste vissute in secoli in cui il destino delle donne sembrava rinchiuso nei soli spazi del matrimonio o del convento.
 
 
 
 
 
I PARTE
 
 
 
 
Sofonisba Anguissola (1535 – 1565)
 
Deve la sua fama soprattutto al fatto che fu la prima esponente della pittura italiana rinascimentale al femminile.
Di famiglia benestante mostrò fin da piccola passione per il disegno ed il padre l’aiutò nel fargliela vivere appieno.
E’ da notare che è stata l’unica pittrice su cui il Vasari si soffermò a descriverne stile e capacità su consiglio di Michelangelo che era un suo estimatore.
Tuttavia la sua arte non ebbe i notevoli riconoscimenti delle pittrici che vennero dopo.





Sofonisba Anguissola – Autoritratto, 1556
 
 
 
 
Sofonisba Anguissola – Partita a scacchi – Poznan, 1555





Sofonisba Anguissola – Due sorelle ed un fratello
 
 
 
 
 

Lavinia Fontana (1552 -1614)
 
Figlia del pittore manierista Prospero Fontana fu, ed è, molto apprezzata per l’accuratezza dei particolari e per la molteplicità dei temi della sua pittura.
Da giovanetta imparò l’arte del dipingere grazie agli insegnamenti del padre e studiò lo stile pittorico “emiliano” dell’epoca.
I suoi maggiori successi li ebbe però a Roma, dove si trasferì nel 1603, ottenendo perfino il titolo di “Pontificia Pittrice”.
Ebbe 11 figli e tuttavia non smise mai di dipingere e davvero notevole fu la sua produzione di dipinti.



Lavinia Fontana – Autoritratto
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Lavinia Fontana – La visita della Regina di Saba a Salomone

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 Lavinia Fontana – Bianca Degli Utili Maselli



 
 
 Fede Galizia – (1578 – 1630)
 
Bella, artista a tuttotondo, imprenditrice d’arte, donna indipendente e “single” per decisione.



(Le ho dedicato un post tutto su di lei – clicca qui giù per vederlo)
frebiapouce.gif




Tutto questo in un’epoca severa e oscura come quella della “Controriforma” in cui le difficoltà per le donne, anche se artiste, non erano poche.

La sua prima opera fu l’incisione del volto dello storico milanese Gherardo Borgogni ora alla Pinacoteca Ambrosiana.







Fede era famosa per l’estrema precisione nei dettagli (notiamo gli occhiali su cui appare perfino il riflesso delle finestre).

Dopo questo primo dipinto la sua fama aumentò anche grazie all’appoggio del mitico Arcimboldo.

La sua attività artistica ebbe sempre grande successo sia all’estero che in Italia, con ritratti, dipinti, pale e soprattutto nature morte.

Il suo stile era il Barocco… ma legato al Manierismo emiliano-lombardo di fine Cinquecento.

Una sua caratteristica era infine quella di firmare sempre le sue opere.



 

Fede Galizia – Noli me tangere



 

Fede Galizia – Natura Morta



Fede Galizia – Noli me tangere



Fede Galizia – Giuditta con la testa di Oloferne
 
 



Artemisia Gentileschi (1593 – 1652)
 
E’ però la romana Artemisia Gentileschi la prima a ricoprire un ruolo fondamentale nell’affermazione della donna artista.
E’ noto il drammatico episodio dello stupro, di cui fu vittima a diciott’anni (autore della violenza, il maestro di pittura Agostino Tassi a cui era stata affidata dal padre perché migliorasse la tecnica della prospettiva); e poi il matrimonio riparatore, e la scelta di libertà e di emancipazione che fanno di lei una sorta di femminista ante litteram.
Si può affermare, e tutti i critici sono d’accordo, che i tratti duri delle donne e la violenza di certe scene… presenti nei suoi dipinti… siano conseguenza del tremendo stupro.
Pensiamo ad esempio alla violenza evidente e spaventosa di un’opera come la “Giuditta che decapita Oloferne” del Museo di Capodimonte a Napoli.
Ciononostante la sua è una vita piena di successi e di storie d’arte e… d’amore con sorprendenti libertà.
Vive ed opera anche a Firenze ed a Napoli dove alla fine si stabilisce.
La sua è comunque considerata una pittura di notevole livello, forte, passionale e creativa.
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Artemisia Gentileschi – Autoritr. come suonatrice di liuto

 
 
 
 
 
Artemisia Gentileschi – Autoritratto come Allegoria della Pittura
 
 
 
 
 

Artemisia Gentileschi – Giaele e Sisera




Artemisia Gentileschi – Giuditta che decapita Oloferne



Il sonno di Venere




Elisabetta Sirani (1638 – 1665)

Elisabetta, prima figlia di Giovanni Andrea Sirani pittore bolognese, fin da giovanissima dimostrò notevole talento.
Fu davvero un’artista laboriosissima se si pensa che nei soli 10 anni di attività ha lasciato oltre 200 opere.
E’ considerata una delle principali artiste del ‘600 e tra le più note esponenti del barocco bolognese 
(Bologna aveva in quel periodo un eccezionale numero di pittrici).
Morì giovanissima, a soli 27 anni, rimpianta da tantissimi artisti, poeti e letterati dell’epoca.





Elisabetta Sirani – Autoritratto

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Elisabetta Sirani – Porzia che si ferisce alla coscia – 1664




Elisabetta Sirani – La Giustizia, la Carità e la Prudenza – 1664




Elisabetta Sirani – Cupido


 
 
 
 
 

Rosalba Carriera: (1675-1757)

Pittrice veneziana.

Ebbe nel 1720 ben due grandi riconoscimenti: entrare come prima donna nell’Accademia di Bologna, in quella di Roma e nell’Académie Royale de Peinture et Sculture di Parigi.

Il suo stile, molto differente dall’accademismo della sua epoca, influenzerà in modo evidente ed incisivo l’arte del ritratto soprattutto in Francia.

Una delle più importanti peculiarità dei suoi ritratti (e dei suoi tanti autoritratti) è l’indagine psicologica del soggetto.

 

 

Rosalba Carriera – autoritratto

 
 
 
 
Rosalba Carriera – Apollo


 
 
 
 
 Rosalba Carriera – Ritratto di Gustavus Hamilton – 1730





 
Rosalba Carriera – Allegoria dell’aria




 
 
 
Elizabeth Vigée Le Brun (1755 – 1842)
 
Veniamo ora ad una delle più grandi e prolifiche ritrattiste del 1700…
I suoi dipinti riccamente colorati, con una incredibile precisione della resa tecnica, mostrano toni morbidi e soavi nel dipingere gli innumerevoli volti che immortalò sulle tele.
La sua opera è anche un documento visivo del suo tempo e della storia rivoluzionaria di quegli anni unita alla indubbia bellezza artistica.
Questo rende ancor più interessante oggi la sua opera.
I suoi dipinti erano finiti nell’oblio e solo da qualche decennio il suo amore per la bellezza che traspare nelle sue opere, nonostante i sommovimenti politici di cui fu involontaria protagonista dalla Rivoluzione Francese in poi, sono stati ampiamente rivalutati.



(Le ho dedicato un post tutto su di lei – clicca qui giù per vederlo)



frebiapouce.gif
Elizabeth Vigée Le Brun – Autoritratto (1790) 
 




Elizabeth Vigée Le Brun – Autoritratto con la figlia
 
 
 
 
Le Brun – Autoritratto
 
 
 
 
 
Le Brun – Julie Le brun

 
 
 
 
 
 
Mary Cassatt (1844 – 1926)
 
Ecco ora l’americana Mary Cassat (1844 – 1926).
Fu introdotta nell’ambiente degli impressionisti dal grande Edgar Degas.
E’ tra le mie pittrici preferite per la dolcezza dei suoi dipinti.
Non fu mai mamma.. ma forse nessuna più di lei ha “cantato” col pennello la maternità per quantità e qualità dei dipinti. 
 
 



Mary Cassatt – Autoritratto




Mary Cassatt – In barca





Mary Cassatt – Mamma con la sua bambina





Mary Cassatt – Mamma con la sua bambina 
 
 
 
 
 
 
FINE I PARTE…

CONTINUA…

CIAO DA TONY KOSPAN


 
 
 
 
 
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IL GRUPPO DI CHI AMA VIVER L’ARTE
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Berthe Morisot.. vera donna dell’Impressionismo – Grande pittrice ed un’intera vita tra i grandi della corrente   Leave a comment

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Giorno d’estate




Berthe Morisot è stata forse, anzi senza forse,
la vera donna dell’impressionismo
e non solo come pittrice.






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BERTHE MORISOT

OVVERO L’IMPRESSIONISMO AL FEMMINILE

Tony Kospan



L’importanza del suo ruolo è stata davvero misconosciuta
sia ai suoi tempi che nel corso degli anni
(per il solo fatto che era una donna)
e soltanto da poco
sta riavendo la grande considerazione che merita.




Qui è ritratta da E. Manet

.

.

.

Nata in una famiglia bene e di notevole cultura di Bourges
(era anche nipote del noto pittore Jean-Honoré Fragonard)
si trasferì nel 1855 a Parigi dove iniziò gli studi
di disegno mostrando subito notevoli qualità.

.

.

.






Non potendosi iscrivere all’Ecole des Beaux-Arts perché donna,
i suoi genitori allora iniziarono ad invitare nella loro casa
amici artisti e soprattutto pittori che le dessero degli insegnamenti.




Bourges 14.1.1841 – Parigi 2.3.1895



Successivamente frequentò gli sudi
di diversi pittori molto in voga all’epoca.

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Nel 1864 venne ammessa al Salon, e nel 1868 conobbe
il grande Edouard Manet che divenne subito un grande ammiratore
sia della sua bellezza che delle sue opere
e con cui strinse un “sodalizio” pittorico e non solo
che durò molto a lungo anche se poi
lei ne sposerà il fratello Eugène.

L’amicizia con Manet l’influenzò molto
e l’avvicinò al mondo impressionista.








In questo periodo l’uso frequentissimo del bianco
unito a colori intensi e vibranti
le consentiva di raggiungere effetti luminosi e delicati.










La favola



Ma per le tragedie della guerra franco-prussiana
a partire dal 1870 questi colori luminosi vennero meno
per tornare però dopo la guerra con l’aggiunta
geniale anche di pennellate capaci di mostrare
anche il movimento e la fluidità dell’acqua.

Nel 1874 partecipa alla mitica mostra di Nadar…
la prima degli Impressionisti.


Il marito con la figlia

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La mostra ebbe grande successo

ma le sue opere ebbero sia commenti entusiastici

che derisioni… però da quel momento

per tutti divenne “la donna dell’impressionismo“.

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Nel 1879 nacque sua figlia Julie.

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Qui è ritratta da E. Manet

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Dopo la morte del marito, nel 1892,

si dedicò ancor di più alla pittura…

mentre i critici, che l’avevano sempre freddamente valutata,

incominciarono ad apprezzare le sue opere.







La tematica delle sue opere è molto spesso…

classicamente femminile.




La toletta




Lo specchio



Morì nel 1895 a soli 54 anni

rimpianta da tutto il mondo dell’impressionismo.

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Il poeta Paul Valery scrisse di lei:
La particolarità di Berthe Morisot
fu quella di vivere la sua pittura
e di dipingere la sua vita


Per la sua personalità forte e non banale
e solo per esser una pittrice fu costretta
a vivere sempre lottando contro le maldicenze
degli ambienti più retrogradi ed ottusi dell’epoca
(che purtroppo non mancavano allora come non mancano oggi).






Tony Kospan

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IL GRUPPO DI CHI AMA L’ARTE FIGURATIVA
(PITTURA, SCULTURA, FOTOGRAFIA E CINEMA)

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Berthe Morisot.. la vera donna dell’impressionismo – Breve biografia.. e diversi suoi dipinti   Leave a comment

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Berthe Morisot è stata forse (o senza forse)
la vera donna dell'impressionismo
e non solo come pittrice.






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BERTHE MORISOT

OVVERO L'IMPRESSIONISMO AL FEMMINILE

Tony Kospan



L'importanza del suo ruolo è stata davvero misconosciuta
sia ai suoi tempi che nel corso degli anni
(per il solo fatto che era una donna)
e soltanto da poco
sta riavendo la grande considerazione che merita.




Qui è ritratta da E. Manet

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Nata in una famiglia bene e di notevole cultura di Bourges
(era anche nipote del noto pittore Jean-Honoré Fragonard)
si trasferì nel 1855 a Parigi dove iniziò gli studi
di disegno mostrando subito notevoli qualità.

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Non potendosi iscrivere all’Ecole des Beaux-Arts perché donna,
i suoi genitori allora iniziarono ad invitare nella loro casa
amici artisti e soprattutto pittori che le dessero degli insegnamenti.




Bourges 14.1.1841 – Parigi 2.3.1895



Successivamente frequentò gli sudi
di diversi pittori molto in voga all'epoca.

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Nel 1864 venne ammessa al Salon, e nel 1868 conobbe
il grande Edouard Manet che divenne subito un grande ammiratore
sia della sua bellezza che delle sue opere
e con cui strinse un “sodalizio” pittorico e non solo
che durò molto a lungo anche se poi
lei ne sposerà il fratello Eugène.

L'amicizia con Manet l'influenzò molto
e l'avvicinò al mondo impressionista.








In questo periodo l'uso frequentissimo del bianco
unito a colori intensi e vibranti
le consentiva di raggiungere effetti luminosi e delicati.










La favola



Ma per le tragedie della guerra franco-prussiana
a partire dal 1870 questi colori luminosi vennero meno
per tornare però dopo la guerra con l'aggiunta
geniale anche di pennellate capaci di mostrare
anche il movimento e la fluidità dell'acqua.

Nel 1874 partecipa alla mitica mostra di Nadar…
la prima degli Impressionisti.


Il marito con la figlia

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La mostra ebbe grande successo

ma sue opere ebbero sia commenti entusiastici

che derisioni… ma  da quel momento

per tutti divenne “la donna dell'impressionismo“.

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Nel 1879 nacque sua figlia Julie.

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Qui è ritratta da E. Manet

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Dopo la morte del marito, nel 1892,

si dedicò ancor di più alla pittura…

mentre i critici, che l'avevano sempre freddamente valutata,

incominciarono ad apprezzare le sue opere.







La tematica delle sue opere è molto spesso.

classicamente femminile.




La toletta




Lo specchio



Morì nel 1895 a soli 54 anni

rimpianta da tutto il mondo dell'impressionismo.

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Il poeta Paul Valery scrisse di lei:
La particolarità di Berthe Morisot
fu quella di vivere la sua pittura
e di dipingere la sua vita


Per la sua personalità forte e non banale
e per esser una pittrice fu costretta
a vivere sempre lottando contro le maldicenze
degli ambienti più retrogradi ed ottusi dell'epoca
(che purtroppo non mancavano allora come non mancano oggi).






Tony Kospan

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MARRONE CHIARO
IL GRUPPO DI CHI AMA L'ARTE FIGURATIVA
(PITTURA, SCULTURA, FOTOGRAFIA E CINEMA)

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Giorno d'estate



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