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MUNCH.. LA FANCIULLA MALATA – Storia ed analisi del sofferto capolavoro anche con le parole dello stesso autore   Leave a comment


MUNCH – LA FANCIULLA MALATA






Questo di Munch è uno dei dipinti 
più emblematici della malattia e del dolore
di tutta la Storia dell’arte
ed è una fortuna poterne conoscere
con precisione la genesi
 attraverso le parole dello stesso autore.



BREVE STORIA DEL DIPINTO

Lo spunto dell’opera è decisamente autobiografico.
Nel dipingere la bambina sopraffatta dalla malattia, infatti, Munch prende spunto dalla tragica morte della sorella Sophie, stroncata nel 1877 da una feroce tubercolosi.
Accanto alla ragazza appare, in una quasi unica macchia di colore, la mamma che morirà poi dello stesso male.
Il punto centrale del dipinto, che è l’opera pià significativa della sua arte givovanile, è rappresentato dalle mani quasi indistinguibili.
Quelle della madre stringono quella sinistra della fanciulla evidenziando in tal modo il forte legame tra la donna e la ragazza.


frecq8h.gifCliccando sull’immagine qui giù biografia ed opere di Munch
Løten, 12 dicembre 1863 – Oslo, 23 gennaio 1944




ECCO COME MUNCH DESCRIVE LA DOLOROSA CREAZIONE



In questa sua descrizione della genesi del dipinto si mescolano le sue vicende esistenziali ed il suo modo di dipingere.
Leggiamola.
«Credo che nessun pittore abbia vissuto il suo tema fino all’ultimo grido di dolore come me quando ho dipinto La bambina malata. 
Non ero solo su quella sedia mentre dipingevo, erano seduti con me tutti i miei cari, che su quella sedia, a cominciare da mia madre, inverno dopo inverno, si struggevano nel desiderio del sole, finché la morte venne a prenderli»
«Quando vidi la bambina malata per la prima volta – la testa pallida con i vividi capelli rossi contro il bianco cuscino – ebbi un’impressione che scomparve quando mi misi al lavoro. 
Ho ridipinto questo quadro molte volte durante l’anno – l’ho raschiato, l’ho diluito con la trementina – ho cercato parecchie volte di ritrovare la prima impressione – la pelle trasparente, pallida contro la tela – la bocca tremante – le mani tremanti. 
Avevo curato troppo la sedia e il bicchiere, ciò distraeva dalla testa. 
Guardando superficialmente il quadro vedevo soltanto il bicchiere e attorno. 
Dovevo levare tutto? 
No, serviva ad accentuare e dare profondità alla testa. 
Ho raschiato attorno a metà, ma ho lasciato della materia. 
Ho scoperto così che le mie ciglia partecipavano alla mia impressione. 
Le ho suggerite come delle ombre sul dipinto. 
In qualche modo la testa diventava il dipinto. 
Apparivano sottili linee orizzontali – periferie – con la testa al centro. 
Finalmente smisi, sfinito – avevo raggiunto la prima impressione»







BREVE CONSIDERAZIONE


Il dipinto, uno dei suoi capolavori, esprime in modo chiaro i temi dell’angoscia, del dolore e della morte, tipici dell’arte di Munch.
Nel sofferto dipinto Munch ci ha detto di voler inserire non tanto l’impressione visiva della sofferenza della ragazza,
bensì l’emozione che tutta la scena, agonia della ragazza e dolore della famiglia, aveva colpito il suo animo quando la vide. 
L’opera, ultimata nel 1885–1886, quando Munch aveva ventisei anni, fu poi replicata dal pittore norvegese in vari disegni ed altri cinque dipinti.
Ciò indica anche come l’artista sentisse intensi i legami con la sua famiglia.


“La bambina malata” – Edward Munch – 1885…1886 – olio su tela



Uno dei disegni 



Tony Kospan



Copyright Tony Kospan – Vietata la copia senza indicare autore e blog




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LA FANCIULLA MALATA di MUNCH – Storia ed analisi del dipinto anche con le parole dello stesso autore   Leave a comment


MUNCH – LA FANCIULLA MALATA






Questo di Munch è uno dei dipinti 
più emblematici della malattia e del dolore
di tutta la Storia dell'arte
ed è una fortuna poterne conoscere
con precisione la genesi
 attraverso le parole dello stesso autore.



BREVE STORIA DEL DIPINTO

Lo spunto dell'opera è decisamente autobiografico.
Nel dipingere la bambina sopraffatta dalla malattia, infatti, Munch prende spunto dalla tragica morte della sorella Sophie, stroncata nel 1877 da una feroce tubercolosi.
Accanto alla ragazza appare, in una quasi unica macchia di colore, la mamma che morirà poi dello stesso male.
Il punto centrale del dipinto, che è l'opera pià significativa della sua arte givovanile, è rappresentato dalle mani quasi indistinguibili.
Quelle della madre stringono quella sinistra della fanciulla evidenziando in tal modo il forte legame tra la donna e la ragazza.


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Løten, 12 dicembre 1863 – Oslo, 23 gennaio 1944




ECCO COME MUNCH DESCRIVE LA DOLOROSA CREAZIONE



In questa sua descrizione della genesi del dipinto si mescolano le sue vicende esistenziali ed il suo modo di dipingere.
Leggiamola.
«Credo che nessun pittore abbia vissuto il suo tema fino all’ultimo grido di dolore come me quando ho dipinto La bambina malata. 
Non ero solo su quella sedia mentre dipingevo, erano seduti con me tutti i miei cari, che su quella sedia, a cominciare da mia madre, inverno dopo inverno, si struggevano nel desiderio del sole, finché la morte venne a prenderli»
«Quando vidi la bambina malata per la prima volta – la testa pallida con i vividi capelli rossi contro il bianco cuscino – ebbi un’impressione che scomparve quando mi misi al lavoro. 
Ho ridipinto questo quadro molte volte durante l’anno – l’ho raschiato, l’ho diluito con la trementina – ho cercato parecchie volte di ritrovare la prima impressione – la pelle trasparente, pallida contro la tela – la bocca tremante – le mani tremanti. 
Avevo curato troppo la sedia e il bicchiere, ciò distraeva dalla testa. 
Guardando superficialmente il quadro vedevo soltanto il bicchiere e attorno. 
Dovevo levare tutto? 
No, serviva ad accentuare e dare profondità alla testa. 
Ho raschiato attorno a metà, ma ho lasciato della materia. 
Ho scoperto così che le mie ciglia partecipavano alla mia impressione. 
Le ho suggerite come delle ombre sul dipinto. 
In qualche modo la testa diventava il dipinto. 
Apparivano sottili linee orizzontali – periferie – con la testa al centro.Finalmente smisi, sfinito – avevo raggiunto la prima impressione»







BREVE CONSIDERAZIONE


Il dipinto, uno dei suoi capolavori, esprime in modo chiaro i temi dell’angoscia, del dolore e della morte, tipici dell'arte di Munch.
Nel sofferto dipinto Munch ci ha detto di voler inserire non tanto l'impressione visiva della sofferenza della ragazza,
bensì l'emozione che tutta la scena, agonia della ragazza e dolore della famiglia, aveva colpito il suo animo quando la vide. 
L'opera, ultimata nel 1885–1886, quando Munch aveva ventisei anni, fu poi replicata dal pittore norvegese in vari disegni ed altri cinque dipinti.
Ciò indica anche come l'artista sentisse intensi i legami con la sua famiglia.


“La bambina malata” – Edward Munch – 1885…1886 – olio su tela



Uno dei disegni 



Tony Kospan



Copyright Tony Kospan – Vietata la copia senza indicare autore e blog




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LA FANCIULLA MALATA di MUNCH – Breve analisi del dipinto anche con le parole dello stesso autore   3 comments


MUNCH – LA FANCIULLA MALATA






BREVE STORIA DEL DIPINTO


Lo spunto dell'opera è decisamente autobiografico.
Nel dipingere la bambina sopraffatta dalla malattia, infatti, Munch prende spunto dalla tragica morte della sorella Sophie, stroncata nel 1877 da una feroce tubercolosi.
Accanto alla ragazza appare, in una quasi unica macchia di colore, la mamma che morirà poi dello stesso male.
Il punto centrale del dipinto, che è l'opera pià significativa della sua arte givovanile, è rappresentato dalle mani quasi indistinguibili.
Quelle della madre stringono quella sinistra della fanciulla evidenziando in tal modo il forte legame tra la donna e la ragazza.


frecq8h.gifCliccando sull'immagine qui giù biografia ed opere di Munch
Løten, 12 dicembre 1863 – Oslo, 23 gennaio 1944




ECCO COME MUNCH DESCRIVE LA DOLOROSA CREAZIONE



In questa sua descrizione della genesi del dipinto si mescolano le sue vicende esistenziali ed il suo modo di dipingere.
Leggiamola.
«Credo che nessun pittore abbia vissuto il suo tema fino all’ultimo grido di dolore come me quando ho dipinto La bambina malata. 
Non ero solo su quella sedia mentre dipingevo, erano seduti con me tutti i miei cari, che su quella sedia, a cominciare da mia madre, inverno dopo inverno, si struggevano nel desiderio del sole, finché la morte venne a prenderli»
«Quando vidi la bambina malata per la prima volta – la testa pallida con i vividi capelli rossi contro il bianco cuscino – ebbi un’impressione che scomparve quando mi misi al lavoro. 
Ho ridipinto questo quadro molte volte durante l’anno – l’ho raschiato, l’ho diluito con la trementina – ho cercato parecchie volte di ritrovare la prima impressione – la pelle trasparente, pallida contro la tela – la bocca tremante – le mani tremanti. 
Avevo curato troppo la sedia e il bicchiere, ciò distraeva dalla testa. 
Guardando superficialmente il quadro vedevo soltanto il bicchiere e attorno. 
Dovevo levare tutto? 
No, serviva ad accentuare e dare profondità alla testa. 
Ho raschiato attorno a metà, ma ho lasciato della materia. 
Ho scoperto così che le mie ciglia partecipavano alla mia impressione. 
Le ho suggerite come delle ombre sul dipinto. 
In qualche modo la testa diventava il dipinto. 
Apparivano sottili linee orizzontali – periferie – con la testa al centro.Finalmente smisi, sfinito – avevo raggiunto la prima impressione»







BREVE CONSIDERAZIONE


Il dipinto, uno dei suoi capolavori, esprime in modo chiaro i temi dell’angoscia, del dolore e della morte, tipici dell'arte di Munch.
Nel sofferto dipinto Munch ci ha detto di voler inserire non tanto l'impressione visiva della sofferenza della ragazza,
bensì l'emozione che tutta la scena, agonia della ragazza e dolore della famiglia, aveva colpito il suo animo quando la vide. 
L'opera, ultimata nel 1885–1886, quando Munch aveva ventisei anni, fu poi replicata dal pittore norvegese in vari disegni ed altri cinque dipinti.
Ciò indica anche come l'artista sentisse intensi i legami con la sua famiglia.


“La bambina malata” – Edward Munch – 1885…1886 – olio su tela



Uno dei disegni 



Tony Kospan



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