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IL CASTELLO DI MANIACE A SIRACUSA   Leave a comment

 

 

Descrizione… storia ed… attualità…

 

 

 

 

 

IL CASTELLO DI MANIACE A SIRACUSA
 
 
 
Nella punta estrema dell’isola di Ortigia, a difesa del porto naturale, il comandante bizantino Giorgio Maniace fece costruire nel 1038 un forte, che venne poi trasformato in castello da Federico II, nel 1239.

La fortificazione fedeiriciana, a pianta quadrata (m.51 per lato), con le sue quattro torri cilindriche agli angoli, riprendeva modelli di cultura araba e faceva parte di un sistema di castelli e torri distribuiti lungo le coste a difesa dell’isola.

 

 

 

 

 

 

DESCRIZIONE

 

Nella parte Ovest v'è il portale d’ingresso con un bell’arco ad ogiva, sormontato dallo stemma imperiale di Carlo V (secolo XVI°) raffigurante un’aquila bicefala (a due teste).

Ai lati, poggiati su mensole, si trovavano due arieti bronzei (di scuola ellenistica) donati da Alfonso di Castiglia al generale Ventimiglia; uno di essi è oggi conservato al museo archeologico di Palermo, l’altro è andato perduto o distrutto nel 1848.

Il castello era raggiungibile attraverso un ponte levatoio.

 

 

 

 

La struttura interna presenta un unico salone, un tempo diviso da un doppio ordine di colonne che formavano ben 25 volte a crociera. Questa sala, sicuramente, serviva come sede della temporanea reggia imperiale.

 

 

 

 

Il castello è situato sulla costa sorgendo sulla punta estrema di Ortigia, all’imboccatura del porto grande cogliendo una posizione strategica importante per la città.

Tutto il castello è cinto da fortificazioni e per accedervi bisogna attraversare un ponte di pietra, fatto costruire da Carlo V nel XVI° secolo insieme alla cinta difensiva dell’isola, quando Siracusa venne trasformata in una roccaforte.

 

 

 

LA STORIA

 

 

 

 

L’edificio è fra i più importanti monumenti del periodo svevo e la sua storia è intrecciata con quella di Siracusa; fu qui che Federico firmò il rescritto per la fondazione dell’Università di Napoli.

Nel 1288 il re Pietro d’Aragona vi dimorò con la sua famiglia.

Federico II d’Aragona nel 1321 convocò il Parlamento siciliano che decise l’eredità del figlio Pietro II d’Aragona.

 

 

 

 

Tra il 1305 e il 1536, periodo in cui Siracusa fu sede della Camera Reginale, il Castello ha ospitato le Regine Costanza d’Aragona, Maria d’Aragona , Bianca d’Aragona e Germana de Foix,  vedova di Ferdinando il Cattolico

 

 

 

 

Nel 1540 vi alloggiò anche l’ammiraglio Andrea Doria durante la spedizione organizzata da Carlo V contro i Musulmani.

La struttura dell’edificio è stata adattata a residenza, a caserma e a prigione dal XVI sec.

Un progressivo rafforzamento del castello con opere e strutture fanno sì che inizi un nuovo sistema di munizionamento dell’edificio.

Due potenti terremoti, nel 1542 e nel 1693 e una furibonda esplosione avvenuta nella polveriera nel 1704, sconvolgono l’edificio, portando negli anni successivi ad una ricostruzione, creando tamponature per la realizzazione di magazzini.

Originariamente l’interno non presentava divisioni tra le campate, ma con le necessità di modernizzazione difensiva, gli spagnoli non solo lo circondarono da bastioni e cammini coperti, ma ne modificarono l’interno.

 

 

Si può certamente notare la perfezione geometrica della struttura,
tipica delle fabbriche (soprattutto castelli) federiciane.
 
 
 

In età napoleonica il Castello viene munito di bocche di cannone riprendendo la sua funzione militare e nel 1838 i Borboni vi innalzano una casamatta (vano utilizzato come difesa contro l’artiglieria).

Dopo l’unificazione d’Italia esso rimane una struttura militare.

A tutt’oggi il Castello è coperto da un velo di mistero, infatti diversi dati costruttivi che dovrebbero caratterizzare e delineare la sua funzione militaristica mancano: come la piazza d’arme che consentiva la manovra delle macchine da guerra, le catapulte o i trabucchi destinati a lanciare pietre o altro ; le torri stesse non potevano servire a scopi difensivi perché ingombrate all’interno dalle scale, peraltro non esistono strutture abitative o depositi per le derrate alimentari e per il munizionamento. Sicuramente questi dubbi non fanno altro che rafforzare il fascino che ricopre le mura di questo antico castello.

 

 

 

 

 

IL CASTELLO OGGI

 

 

Attualmente il castello non è visitabile, in quanto zona militare. è però possibile richiedere un permesso alla Sovrintendenza.

Il Castello ha ospitato una riunione G8 nell’aprile del 2009.

 

 

 

 

Fonti: vari siti web – Impaginazione t.k.

 

Tony Kospan

 

 

 

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