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L’incredibile amore tra Edda Ciano.. figlia del Duce e Leonida Bongiorno.. capo partigiano – I Parte   Leave a comment

 
 
 
Una sorprendente ed incredibile love story
vissuta al di là delle ideologie e della storia,
e perfino al di là dei caratteri dei protagonisti. 
 
 
 
 
 
 
 

Questa storia, assolutamente vera, ma sconosciuta ai più,
è venuta alla luce, dopo oltre sessanta anni,
grazie al giornalista scrittore Marcello Sorgi.
 
 
 
 
 
L’INIMMAGINABILE LOVE STORY
TRA LA FIGLIA DEL DUCE
ED UN CAPO PARTIGIANO
 
 
 
I PARTE

 
 
 
Marcello Sorgi
 
 
 
 
Il giornalista e scrittore ha scoperto per caso, a Lipari,
la più grande delle Isole Eolie, mentre era in vacanza,
questo sorprendente gossip di fine guerra.
 
 
Una bruciante passione  testimoniata da lettere e «pizzini»
gelosamente custoditi nell’armadio della «petite mal maison»
di contrada Timparozzo,
che fu lo scenario di quel complesso ma profondo rapporto.
 
 
Ma andiamo avanti con ordine.

 
 
 
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I PROTAGONISTI

 
 
EDDA MUSSOLINI… VEDOVA CIANO…
E
LEONIDA BUONGIORNO

 
 
 
 
 
 
 
 
LO SCENARIO
 
 
Il palcoscenico… bellissimo… sul quale si snoda la storia… 
è la bella isola di Lipari…
 
 
 
 
 
Un angolo dell’isola

 
 
 
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EDDA
 
 
 
CHE PERSONA E’? 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Figlia di Benito Mussolini… e Rachele Guidi… trascorre l’infanzia a Milano, discola e molto magra. 
 
Ormai giovanetta conosce il Conte Galeazzo fratello di un’amica e dopo soli due mesi Edda Mussolini, a soli 20 anni, lo sposerà il 24 aprile 1930.


 
 
 

Il matrimonio tra Edda e Galeazzo

 
 
 
 
Capri è la meta del loro viaggio di nozze lampo, poi i due sposi partono per Shanghai dove Galeazzo Ciano è console.
 
Dopo la nascita del figlio Fabrizio rientrano in Italia nel 1932.

Qui riparte la carriera politica di Ciano che culminerà con la nomina a Ministro degli Esteri.
 
 
 
 
 

Edda con il marito Galeazzo Ciano

 
 
 
Edda… nella Roma degli anni 30… è una delle più attive protagoniste della grande mondanità…
 
Potente, prepotente, inquieta, chiacchierata, adoratrice “bel mondo”, Edda Ciano è la “contessa dei Parioli”.


 
 
 
Edda e Ciano in spiaggia
 
 
 
 

Spregiudicata, stravagante, di non inespugnabile virtù, ama il gin, il poker, le sigarette forti, gli uomini più giovani, gli abiti audaci, i romanzi americani e le opere di De Chirico.
 
Appartiene alla fortunata razza di persone a cui la quotidianità riserva solo scosse di piacere.
 

 

 

Edda ed il marito G. Ciano

 



La sua vita è anche una sfida alle regole, un divertissement, un romanzo.
 
Il suo copione sembra scritto dal dio della fortuna.
 
Poi, inevitabile, scatta il contrappasso: gli dei malevoli si vendicano e la sua infinita elegante vacanza precipita nella tragedia delle cupe atmosfere del morente fascismo.






 
Salò, 1944 – Mussolini si rifiuta di revocare la condanna a morte di Ciano comminatagli nel Processo di Verona per aver votato contro di lui al Gran Consiglio.
 
La ribelle dorata dei quartieri alti si trasforma in ribelle autentica, dalla maschera tragica.
 
Donna “contro”, orgogliosa ma sfinita dalla vita, lotta con tutte le sue forze per salvare Galeazzo.
 
Implora, minaccia, gioca la carta dei Diari, maledice il padre tanto amato, piange tutte le sue lacrime.

Invano.
 
 
 

Edda col padre Benito

 
 
 
Ferita, furiosa, disperata, si rivela una donna vera, protagonista e vittima della Storia.
 
Gli altri muoiono, lei sopravvive ma è una donna senza sorriso.
 
Ha amato il marito Galeazzo, a modo suo, e glielo hanno portato via.
 
Ha amato il padre Benito con tutta se stessa e lui l’ha tradita.
 
Ha tanto amato e la vita l’ha portata a odiare: tragico capriccio del destino, che, impietoso, le ha chiesto il conto.


 
Nel settembre del 1945, a cinque mesi dalla fucilazione del padre Benito Mussolini e ventuno da quella del marito Galeazzo, Edda Ciano viene mandata al confino a Lipari.
 
La “sorvegliata speciale numero 1“, come ama definirsi, è malata, depressa, chiusa nella solitudine.
 
A 35 anni sembra ormai una donna finita.
 
Ma… non sarà così.

 
 
 
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LEONIDA BUONGIORNO
 
 
 
CHI E’?
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Figlio di Don Eduardu Bongiorno, capomusica della banda municipale di Lipari, socialista con Mussolini e poi così antifascista da essersi sempre rifiutato di suonare col suo trombone “Giovinezza” e da aver aiutato la fuga in motoscafo di Carlo Rosselli, Emilio Lussu e Fausto Nitti nel 1929, era ritornato da poco sull’isola.
 
Era stato Tenente degli Alpini in Grecia e Francia, quindi orgoglioso partigiano comunista della resistenza francese ed ex prigioniero dei tedeschi.
 
Era colto (laureato in Economia a Bologna), ma anche conoscitore di greco e latino e… romantico.
 
E’ il capo del Pci isolano… quando…
 
 
 
 
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LA LOVE STORY

 
 
 
Abbiamo lasciato Edda triste e sconsolata al confino ma ecco che dal mazzo di carte del cangiante destino esce un jolly che ha il volto di Leonida Bongiorno, partigiano comunista bello, alto, forte, colto, romantico.
 
Lei ha il fascino dell’inquietudine, la seduzione del mistero, l’appeal della dea pagana che fu.


 
 
 
 
 
 

La contessa lo corteggia subito, per stuzzicarlo lo chiama “Baiardo” (come il cavallo di Rinaldo) o “Lecret” (come il generale liberatore di Cuba nel 1898), e gli chiede di poter stare nella sua «casetta moresca» del Timparozzo che le ha «preso il cuore» e che ribattezzerà “Petite Malmaison” (come il castello regalato da Napoleone a Joséphine de Beauharnais dopo il divorzio).
E’ il loro nido.
 
Nelle lettere spesso lo provoca: «Mio adorabile allievo di sieur Palmiro (Togliatti)»; «Continuate a essere comunista? Davvero?»…
Lui, un po’ in soggezione dinanzi a quella donna misteriosa, le dà il nome di Ellenica, le racconta epici episodi di guerra, leggende e miti delle Eolie, le declama a voce alta l’Odissea, che conosce a memoria.
 
Soprattutto, la ragguaglia sul suo passato sentimentale, sulle sue tre storie d’amore degne di essere ricordate. Edda ricambia le confidenze, ricorda i tradimenti di Galeazzo, l’indifferenza del Duce («Una donna italiana fascista deve saper portare le corna»), e anche i suoi. 
 
Presto l’amicizia, complici le gite in barca, i versi di Byron, la sbocciante primavera eoliana, senza però sottovalutare i succinti costumi da bagno della rifiorita e abbronzata 35enne, si trasforma in altro.
 
E poco prima della Pasqua 1946 i baci diventano più audaci, le carezze spinte, gli incontri bollenti.

A Vulcanello il 16 marzo Baiardo la disegna nuda, dritta su una piccola roccia in mezzo al mare; un ritratto destinato, dopo il rientro a Roma, a una parete del bagno personale di Ellenica.
 
Ormai il soldato conquistatore è cotto a puntino.

Una sera le confessa: «Voi per me potreste essere la donna ideale!».

Ma viene gelato: «è possibile che io lo sia per tutti gli uomini che si sono innamorati di me?».
 
Fra la figlia del duce, la “fascistissima” Edda, e un uomo che orgogliosamente esibisce la tessera del Pci nasce una grande passione, un amore disperato.

 
 
 

 

 


Si incontrano, si corteggiano, si amano.

Baci dati e negati, fughe repentine, capricci di monella, parole sussurrate, poesie dedicate, sguardi persi nel vuoto, momenti di passionalità intensa, lettere, gelosia.

Una storia d’amore struggente, impossibile, che nasce e si consuma nelle magiche Eolie, inebriata dal profumo dei gelsomini, bagnata dalle acque blu di quelle isole vulcaniche, rincorsa sulle spiagge nere nei giorni di scirocco «bianco», il vento africano che toglie le forze e induce alla rilassatezza.

E come tutte le storie d’amore, capace di superare ogni differenza e ideologia.
 
«La loro è una storia d’amore e di grande bellezza di vita isolana, un po’ indigena, impensabile oggi. Passavano le nottate a far l’amore sul terrazzo di casa, lei faceva il bagno in due pezzi…» 
 

 
 

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CONTINUA…
 
 
 
 
Testo ed immagini da vari siti rielaborati e coordinati da T.K. 
 
 
 
 
CIAO DA TONY KOSPAN



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IL SALOTTO CULTURALE DI FB?

LA TUA PAGINA D’AMORE PSICHE E SOGNO






L’incredibile love story tra Edda Ciano.. figlia del Duce e Leonida Bongiorno.. capo partigiano – II Parte   Leave a comment

 

 

LA CONCLUSIONE DELL’INCREDIBILE STORIA
L’INTERVISTA ALL’AUTORE DEL LIBRO
ED UN VIDEO DAL FILM


 
 
 
Edda a Lipari sdraiata tra i fiori
 
 
 

L’IMPENSABILE LOVE STORY
TRA LA FIGLIA DEL DUCE
ED UN CAPO PARTIGIANO
 
 
 
II PARTE

 
 
 
 

 

 
 
  
LA CONCLUSIONE DELLA STORIA
 
 
 
Nell’estate del 1946, quando Edda, non più sottoposta al confino, per effetto dell’amnistia firmata da Togliatti, lascia l’isola, nonostante lo strazio della lontananza (e della gelosia), il loro rapporto non si interrompe:
“Mio carissimo e unico comunista”, Edda scrive a Leonida “vi amo assai”.
 
 
 
 
 
 
Edda Ciano e lo scultore Francesco Messina accanto al volto scolpito di Edda

 

 

Si continuano a scrivere, tra gelosie e colpi di testa.

Lei si raperà a zero per protesta contro la nuova fidanzata, e futura moglie, di Leonida, Angela Cusolito, soprannominata “Chevelue” per i capelli ricci, e gli manderà una ciocca con un messaggio: «E’ tutto ciò che resta d’una razza che s’è spenta.

 
Qualcosa di simile all’ultimo dei Moicani, si incontrano però di nuovo a Lipari per tre settimane, fanno un viaggio clandestino al Nord…
 
 
 
 
 

Leonida negli anni ’50

 
 
 
 
 
Il loro è amore vero forte, ma i percorsi di partenza ed arrivo sono del tutto diversi.
 
 
Le opposte storie di vita, personali, familiari ed ambientali alla fine schiacciano questo amore pur pervicace.
 
 
 
 
 

Edda e Leonida – Un incontro diversi anni dopo la fine del confino


 
 
 
 
Lui non avrebbe mai lasciato la sua isola, lei non sarebbe mai andata a vivere laggiù.

 
 
 
 

Il muro fatto erigere da Leonida Buongiorno con i versi dell’Odissea


 
 
 
Del loro amore resta un muro, scolpito nel 1971, a pochi metri dal ristorante “Filippino”, con i versi del canto XII dell’Odissea, in cui Circe indica a Ulisse due rotte impossibili per tornare a Itaca.

 
 
 
 

Ristorante Filippino – Lipari

 
 

 

Questa storia d’amore un po’ folle ma sincera, appassionata e forse pirandellianamente vissuta nell’ambiguità fra il teatro e la vita,
sfuma pian piano in un’amicizia dolce, malinconica, appesa a un raggio di sole ma che continua fino al tramonto.
 
 
 
 

Edda Mussolini negli anni ’50



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ORA LA PAROLA…
ALLO SCOPRITORE ED AUTORE DEL LIBRO
MARCELLO SORGI

 
 
 

Marcello Sorgi

 
 
 
 
Il libro:
“Edda Ciano e il comunista. L’inconfessabile passione della figlia del duce” .
 
Si tratta di un saggio storico, edito da Rizzoli, che fa luce su una vicenda storico-sentimentale che per oltre sessant’anni é stata custodita gelosamente dagli eoliani, con questa intervista.
 
 
 
 

 

 

 

D: Questa storia è rimasta un segreto isolano per più di 60 anni, cosa l’ha spinta a rompere il “muro del silenzio” e soprattutto come ci è riuscito?
 
R: Mi ha spinto la curiosità, sono un giornalista e quindi è inevitabile che, se uno viene a conoscenza di una bella storia, cerca di ricostruirla.
E’ rimasta segreta stranamente perché io ho trovato anche un articolo del Corriere della Sera, che ho riportato nel libro, di quando Edda riceve la notizia che il suo confino è stato revocato. 
L’articolo racconta la vita di Edda Ciano a Lipari fra cui il fatto che lei faceva delle passeggiate con le amiche, andava nei ristoranti e “non disdegnava la compagnia di un noto esponente di un noto partito politico, l’aitante Leonida Buongiorno“. 
Lo stile giornalistico allora era un po’ più paludato di quello di oggi, il gossip non esisteva ancora però l’indizio c’era.
Alla fine della storia Leonida farà erigere un muro in memoria della sua storia con Edda Ciano: la ragione per cui è rimasto un segreto a Lipari è che il muro riporta una dedica a “Ellenica”, che è il soprannome che lui le aveva dato, ma non tutti sapevano a Lipari che Ellenica in realtà era Edda Ciano. 
Anche lui aveva dei soprannomi, lei lo chiamava Baiardo come il cavallo dell’Orlando Furioso o Lecret, che è il cognome di un generale che fece la guerra di liberazione di Cuba nell’800.
Leonida fa erigere questo muro anche per spiegare perché questa storia era finita: il muro contiene i versi del canto XII dell’Odissea in cui la maga Circe, che era innamorata di Ulisse, per trattenerlo gli dice che se parte qualunque rotta prenderà per tornare a Itaca, affonderà anche se prende la rotta più vicino a Lipari. 
Con un pizzico di interpretazione è abbastanza facile capire che se Circe era Edda e se Ulisse era Leonida, lui l’ha lasciata perché ha capito che comunque con lei sarebbe affondato. 
E’ stata una scelta di saggezza e prudenza perché poi lui ha potuto riprendere una vita normale, ha sposato una donna di Lipari, ha avuto un figlio, ha lavorato tutta la vita a Lipari. 
E’ stata anche una scelta dettata dalla paura perché a volte le storie d’amore troppo impegnative fanno anche paura.
 
 
 
 
 

Edda Ciano negli anni 60 circa

 
 
 
 
D: Dal punto di vista storico questa vicenda è inquadrata nelle complesse vicende del tramonto del fascismo e della famiglia del Duce: quali elementi aggiunge il suo libro alle conoscenze storiche preesistenti?
 
R: Intanto aggiunge un capitolo inedito nella storia della vita di Edda; di Edda si sanno tante cose, lei stessa aveva fatto una sorta di autobiografia durante una lunga intervista televisiva che da cui è stato ricavato un libro, ma questo capitolo del confino e della sua storia con Leonida non si conosceva: è un inedito assoluto e aggiunge un pezzo che mancava alla sua biografia. 
Il libro aggiunge qualcosa anche al ritratto dell’Italia quando il fascismo è caduto: in quell’Italia lì Edda viene mandata al confino e, pur avendo lei delle responsabilità oggettive perché era la moglie di Ciano e la figlia di Mussolini, viene trattata con scarso rispetto dei diritti umani. 
Viene confinata a Lipari in un modo peggiore di quello con cui oggi vengono trattati i detenuti di Guantanamo; per usare i termini della madre di Edda, donna Rachele, “la gettano in un lurido tugurio“.
 
 
 
 
 


 
 
 
Se lei non avesse conosciuto Leonida e non fosse stata “adottata” dalla sua famiglia, forse non sarebbe sopravvissuta al confino.
Parliamo di una persona che era uscita da una malattia nervosa, una depressione molto molto pesante, che era stata anche in manicomio in Svizzera e all’arrivo pesava 42 chili ed era quindi in uno stato di cattiva salute di cui non è stato tenuto conto prima di mandarla al confino.
E poi le accuse: lei era andata al confino con un’ordinanza che l’accusava di aver provocato la seconda guerra mondiale. 
C’è un eccesso di retorica, ovviamente: se Edda avesse provocato la seconda guerra mondiale avrebbe meritato il tribunale di Norimberga, non il confino di Lipari
 
 
 
 
 

 
 
 
 
Accanto all’aspetto sentimentale della storia poi c’è un aspetto politico in questa storia: ciò che trattiene Leonida dal legarsi completamente a Edda è anche il fatto di essere comunista. 
Lui ha perfettamente presente il dubbio di mettersi con la figlia del Duce, capisce che la sua coscienza politica entra in contraddizione.
Lei invece è divertita, lo prende in giro perché considera il comunismo una sciocchezza, lo usa per intestare le lettere “mio caro e unico comunista ti amo assai“, e ancora “mio caro fidanzato non pensate che l’amore sia molto più importante della politica“.
Lei lo sfotte abbastanza anche perché ha alle spalle un’esperienza politica incredibile: ha conosciuto il Fuhrer e Churchill, è stata una donna che ha girato nelle cancellerie di mezza Europa mentre c’era la seconda guerra mondiale.
E’ abituata a misurare la realtà e la politica con un metro completamente diverso dalle illusioni di un giovane che ha fatto il partigiano, sogna la rivoluzione e che pensa che in Italia la sinistra vincerà e si farà una specie di partito socialista, c’è una distanza incredibile tra lei e lui.
Anche in questo senso il libro ci dà un’idea del clima politico dell’epoca.



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IL VIDEO
 
 
Segnalo infine che dal libro è stata tratta una fiction della RAI
di cui possiamo vedere alcune scene in questo video.
 
 

Frecce (174)

 
 
 
Tony Kospan

 
 
 
F I N E
 
 
 
FONTI WEB – COORDINAM. IMPAGINAZ. E ADATTAM. T. K.
 
 
 
 
stella pentaclestella pentacle
Chi desidera legger la prima parte
di questa inimmaginabile
affascinante storia.
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LA TUA PAGINA DI CULTURA PSICHE E SOGNO
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Un angolo dell’isola di Lipari (immagine d’epoca)

 
 
 
 

L’incredibile love story tra Edda Ciano.. figlia del Duce e Leonida Bongiorno.. capo partigiano – I Parte   Leave a comment

 
 
 
Una sorprendente ed incredibile love story
vissuta al di là delle ideologie e della storia,
e perfino al di là dei caratteri dei protagonisti. 
 
 
 
 
 
 
 

Questa storia, assolutamente vera, ma sconosciuta ai più,
è venuta alla luce, dopo oltre sessanta anni,
grazie al giornalista scrittore Marcello Sorgi.
 
 
 
 
 
L’INIMMAGINABILE LOVE STORY
TRA LA FIGLIA DEL DUCE
ED UN CAPO PARTIGIANO
 
 
 
I PARTE

 
 
 
Marcello Sorgi
 
 
 
 
Il giornalista e scrittore ha scoperto per caso, a Lipari,
la più grande delle Isole Eolie, mentre era in vacanza,
questo sorprendente gossip di fine guerra.
 
 
Una bruciante passione  testimoniata da lettere e «pizzini»
gelosamente custoditi nell’armadio della «petite mal maison»
di contrada Timparozzo,
che fu lo scenario di quel complesso ma profondo rapporto.
 
 
Ma andiamo avanti con ordine.

 
 
 
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I PROTAGONISTI

 
 
EDDA MUSSOLINI… VEDOVA CIANO…
E
LEONIDA BUONGIORNO

 
 
 
 
 
 
 
 
LO SCENARIO
 
 
Il palcoscenico… bellissimo… sul quale si snoda la storia… 
è la bella isola di Lipari…
 
 
 
 
 
Un angolo dell’isola

 
 
 
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EDDA
 
 
 
CHE PERSONA E’? 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Figlia di Benito Mussolini… e Rachele Guidi… trascorre l’infanzia a Milano, discola e molto magra. 
 
Ormai giovanetta conosce il Conte Galeazzo fratello di un’amica e dopo soli due mesi Edda Mussolini, a soli 20 anni, lo sposerà il 24 aprile 1930.


 
 
 

Il matrimonio tra Edda e Galeazzo

 
 
 
 
Capri è la meta del loro viaggio di nozze lampo, poi i due sposi partono per Shanghai dove Galeazzo Ciano è console.
 
Dopo la nascita del figlio Fabrizio rientrano in Italia nel 1932.

Qui riparte la carriera politica di Ciano che culminerà con la nomina a Ministro degli Esteri.
 
 
 
 
 

Edda con il marito Galeazzo Ciano

 
 
 
Edda… nella Roma degli anni 30… è una delle più attive protagoniste della grande mondanità…
 
Potente, prepotente, inquieta, chiacchierata, adoratrice “bel mondo”, Edda Ciano è la “contessa dei Parioli”.


 
 
 
Edda e Ciano in spiaggia
 
 
 
 

Spregiudicata, stravagante, di non inespugnabile virtù, ama il gin, il poker, le sigarette forti, gli uomini più giovani, gli abiti audaci, i romanzi americani e le opere di De Chirico.
 
Appartiene alla fortunata razza di persone a cui la quotidianità riserva solo scosse di piacere.
 

 

 

Edda ed il marito G. Ciano

 



La sua vita è anche una sfida alle regole, un divertissement, un romanzo.
 
Il suo copione sembra scritto dal dio della fortuna.
 
Poi, inevitabile, scatta il contrappasso: gli dei malevoli si vendicano e la sua infinita elegante vacanza precipita nella tragedia delle cupe atmosfere del morente fascismo.






 
Salò, 1944 – Mussolini si rifiuta di revocare la condanna a morte di Ciano comminatagli nel Processo di Verona per aver votato contro di lui al Gran Consiglio.
 
La ribelle dorata dei quartieri alti si trasforma in ribelle autentica, dalla maschera tragica.
 
Donna “contro”, orgogliosa ma sfinita dalla vita, lotta con tutte le sue forze per salvare Galeazzo.
 
Implora, minaccia, gioca la carta dei Diari, maledice il padre tanto amato, piange tutte le sue lacrime.

Invano.
 
 
 

Edda col padre Benito

 
 
 
Ferita, furiosa, disperata, si rivela una donna vera, protagonista e vittima della Storia.
 
Gli altri muoiono, lei sopravvive ma è una donna senza sorriso.
 
Ha amato il marito Galeazzo, a modo suo, e glielo hanno portato via.
 
Ha amato il padre Benito con tutta se stessa e lui l’ha tradita.
 
Ha tanto amato e la vita l’ha portata a odiare: tragico capriccio del destino, che, impietoso, le ha chiesto il conto.


 
Nel settembre del 1945, a cinque mesi dalla fucilazione del padre Benito Mussolini e ventuno da quella del marito Galeazzo, Edda Ciano viene mandata al confino a Lipari.
 
La “sorvegliata speciale numero 1“, come ama definirsi, è malata, depressa, chiusa nella solitudine.
 
A 35 anni sembra ormai una donna finita.
 
Ma… non sarà così.

 
 
 
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LEONIDA BUONGIORNO
 
 
 
CHI E’?
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Figlio di Don Eduardu Bongiorno, capomusica della banda municipale di Lipari, socialista con Mussolini e poi così antifascista da essersi sempre rifiutato di suonare col suo trombone “Giovinezza” e da aver aiutato la fuga in motoscafo di Carlo Rosselli, Emilio Lussu e Fausto Nitti nel 1929, era ritornato da poco sull’isola.
 
Era stato Tenente degli Alpini in Grecia e Francia, quindi orgoglioso partigiano comunista della resistenza francese ed ex prigioniero dei tedeschi.
 
Era colto (laureato in Economia a Bologna), ma anche conoscitore di greco e latino e… romantico.
 
E’ il capo del Pci isolano… quando…
 
 
 
 
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LA LOVE STORY

 
 
 
Abbiamo lasciato Edda triste e sconsolata al confino ma ecco che dal mazzo di carte del cangiante destino esce un jolly che ha il volto di Leonida Bongiorno, partigiano comunista bello, alto, forte, colto, romantico.
 
Lei ha il fascino dell’inquietudine, la seduzione del mistero, l’appeal della dea pagana che fu.


 
 
 
 
 
 

La contessa lo corteggia subito, per stuzzicarlo lo chiama “Baiardo” (come il cavallo di Rinaldo) o “Lecret” (come il generale liberatore di Cuba nel 1898), e gli chiede di poter stare nella sua «casetta moresca» del Timparozzo che le ha «preso il cuore» e che ribattezzerà “Petite Malmaison” (come il castello regalato da Napoleone a Joséphine de Beauharnais dopo il divorzio).
E’ il loro nido.
 
Nelle lettere spesso lo provoca: «Mio adorabile allievo di sieur Palmiro (Togliatti)»; «Continuate a essere comunista? Davvero?»…
Lui, un po’ in soggezione dinanzi a quella donna misteriosa, le dà il nome di Ellenica, le racconta epici episodi di guerra, leggende e miti delle Eolie, le declama a voce alta l’Odissea, che conosce a memoria.
 
Soprattutto, la ragguaglia sul suo passato sentimentale, sulle sue tre storie d’amore degne di essere ricordate. Edda ricambia le confidenze, ricorda i tradimenti di Galeazzo, l’indifferenza del Duce («Una donna italiana fascista deve saper portare le corna»), e anche i suoi. 
 
Presto l’amicizia, complici le gite in barca, i versi di Byron, la sbocciante primavera eoliana, senza però sottovalutare i succinti costumi da bagno della rifiorita e abbronzata 35enne, si trasforma in altro.
 
E poco prima della Pasqua 1946 i baci diventano più audaci, le carezze spinte, gli incontri bollenti.

A Vulcanello il 16 marzo Baiardo la disegna nuda, dritta su una piccola roccia in mezzo al mare; un ritratto destinato, dopo il rientro a Roma, a una parete del bagno personale di Ellenica.
 
Ormai il soldato conquistatore è cotto a puntino.

Una sera le confessa: «Voi per me potreste essere la donna ideale!».

Ma viene gelato: «è possibile che io lo sia per tutti gli uomini che si sono innamorati di me?».
 
Fra la figlia del duce, la “fascistissima” Edda, e un uomo che orgogliosamente esibisce la tessera del Pci nasce una grande passione, un amore disperato.

 
 
 

 

 


Si incontrano, si corteggiano, si amano.

Baci dati e negati, fughe repentine, capricci di monella, parole sussurrate, poesie dedicate, sguardi persi nel vuoto, momenti di passionalità intensa, lettere, gelosia.

Una storia d’amore struggente, impossibile, che nasce e si consuma nelle magiche Eolie, inebriata dal profumo dei gelsomini, bagnata dalle acque blu di quelle isole vulcaniche, rincorsa sulle spiagge nere nei giorni di scirocco «bianco», il vento africano che toglie le forze e induce alla rilassatezza.

E come tutte le storie d’amore, capace di superare ogni differenza e ideologia.
 
«La loro è una storia d’amore e di grande bellezza di vita isolana, un po’ indigena, impensabile oggi. Passavano le nottate a far l’amore sul terrazzo di casa, lei faceva il bagno in due pezzi…» 
 

 
 

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CONTINUA…
 
 
 
 
Testo ed immagini da vari siti rielaborati e coordinati da T.K. 
 
 
 
 
CIAO DA TONY KOSPAN



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La sorprendente storia d’amore tra Edda Ciano.. figlia del Duce e Leonida Bongiorno.. capo partigiano – II Parte   2 comments

 

 

LA CONCLUSIONE DELL’INCREDIBILE STORIA…
L’INTERVISTA ALL’AUTORE DEL LIBRO
ED UN VIDEO DAL FILM.


 
 
 
Edda a Lipari sdraiata tra i fiori
 
 
 

L’IMPENSABILE LOVE STORY
TRA LA FIGLIA DEL DUCE
ED UN CAPO PARTIGIANO
 
 
 
II PARTE

 
 
 
 

 

 
 
  
LA CONCLUSIONE DELLA STORIA
 
 
 
Nell’estate del 1946, quando Edda, non più sottoposta al confino, per effetto dell’amnistia firmata da Togliatti, lascia l’isola, nonostante lo strazio della lontananza (e della gelosia), il loro rapporto non si interrompe:
“Mio carissimo e unico comunista”, Edda scrive a Leonida “vi amo assai”.
 
 
 
 
 
 
Edda Ciano e lo scultore Francesco Messina accanto al volto scolpito di Edda

 

 

Si continuano a scrivere, tra gelosie e colpi di testa.

Lei si raperà a zero per protesta contro la nuova fidanzata, e futura moglie, di Leonida, Angela Cusolito, soprannominata “Chevelue” per i capelli ricci, e gli manderà una ciocca con un messaggio: «E’ tutto ciò che resta d’una razza che s’è spenta.

 
Qualcosa di simile all’ultimo dei Moicani, si incontrano però di nuovo a Lipari per tre settimane, fanno un viaggio clandestino al Nord…
 
 
 
 
 

Leonida negli anni ’50

 
 
 
 
 
Il loro è amore vero forte, ma i percorsi di partenza ed arrivo sono del tutto diversi.
 
 
Le opposte storie di vita, personali, familiari ed ambientali alla fine schiacciano questo amore pur pervicace.
 
 
 
 
 

Edda e Leonida – Un incontro diversi anni dopo la fine del confino


 
 
 
 
Lui non avrebbe mai lasciato la sua isola, lei non sarebbe mai andata a vivere laggiù.

 
 
 
 

Il muro fatto erigere da Leonida Buongiorno con i versi dell’Odissea


 
 
 
Del loro amore resta un muro, scolpito nel 1971, a pochi metri dal ristorante “Filippino”, con i versi del canto XII dell’Odissea, in cui Circe indica a Ulisse due rotte impossibili per tornare a Itaca.

 
 
 
 

Ristorante Filippino – Lipari

 
 

 

Questa storia d’amore un po’ folle ma sincera, appassionata e forse pirandellianamente vissuta nell’ambiguità fra il teatro e la vita,
sfuma pian piano in un’amicizia dolce, malinconica, appesa a un raggio di sole ma che continua fino al tramonto.
 
 
 
 

Edda Mussolini negli anni ’50



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ORA LA PAROLA…
ALLO SCOPRITORE ED AUTORE DEL LIBRO
MARCELLO SORGI

 
 
 

Marcello Sorgi

 
 
 
 
Il libro:
“Edda Ciano e il comunista. L’inconfessabile passione della figlia del duce” .
 
Si tratta di un saggio storico, edito da Rizzoli, che fa luce su una vicenda storico-sentimentale che per oltre sessant’anni é stata custodita gelosamente dagli eoliani, con questa intervista.
 
 
 
 

 

 

 

D: Questa storia è rimasta un segreto isolano per più di 60 anni, cosa l’ha spinta a rompere il “muro del silenzio” e soprattutto come ci è riuscito?
 
R: Mi ha spinto la curiosità, sono un giornalista e quindi è inevitabile che, se uno viene a conoscenza di una bella storia, cerca di ricostruirla.
E’ rimasta segreta stranamente perché io ho trovato anche un articolo del Corriere della Sera, che ho riportato nel libro, di quando Edda riceve la notizia che il suo confino è stato revocato. 
L’articolo racconta la vita di Edda Ciano a Lipari fra cui il fatto che lei faceva delle passeggiate con le amiche, andava nei ristoranti e “non disdegnava la compagnia di un noto esponente di un noto partito politico, l’aitante Leonida Buongiorno“. 
Lo stile giornalistico allora era un po’ più paludato di quello di oggi, il gossip non esisteva ancora però l’indizio c’era.
Alla fine della storia Leonida farà erigere un muro in memoria della sua storia con Edda Ciano: la ragione per cui è rimasto un segreto a Lipari è che il muro riporta una dedica a “Ellenica”, che è il soprannome che lui le aveva dato, ma non tutti sapevano a Lipari che Ellenica in realtà era Edda Ciano. 
Anche lui aveva dei soprannomi, lei lo chiamava Baiardo come il cavallo dell’Orlando Furioso o Lecret, che è il cognome di un generale che fece la guerra di liberazione di Cuba nell’800.
Leonida fa erigere questo muro anche per spiegare perché questa storia era finita: il muro contiene i versi del canto XII dell’Odissea in cui la maga Circe, che era innamorata di Ulisse, per trattenerlo gli dice che se parte qualunque rotta prenderà per tornare a Itaca, affonderà anche se prende la rotta più vicino a Lipari. 
Con un pizzico di interpretazione è abbastanza facile capire che se Circe era Edda e se Ulisse era Leonida, lui l’ha lasciata perché ha capito che comunque con lei sarebbe affondato. 
E’ stata una scelta di saggezza e prudenza perché poi lui ha potuto riprendere una vita normale, ha sposato una donna di Lipari, ha avuto un figlio, ha lavorato tutta la vita a Lipari. 
E’ stata anche una scelta dettata dalla paura perché a volte le storie d’amore troppo impegnative fanno anche paura.
 
 
 
 
 

Edda Ciano negli anni 60 circa

 
 
 
 
D: Dal punto di vista storico questa vicenda è inquadrata nelle complesse vicende del tramonto del fascismo e della famiglia del Duce: quali elementi aggiunge il suo libro alle conoscenze storiche preesistenti?
 
R: Intanto aggiunge un capitolo inedito nella storia della vita di Edda; di Edda si sanno tante cose, lei stessa aveva fatto una sorta di autobiografia durante una lunga intervista televisiva che da cui è stato ricavato un libro, ma questo capitolo del confino e della sua storia con Leonida non si conosceva: è un inedito assoluto e aggiunge un pezzo che mancava alla sua biografia. 
Il libro aggiunge qualcosa anche al ritratto dell’Italia quando il fascismo è caduto: in quell’Italia lì Edda viene mandata al confino e, pur avendo lei delle responsabilità oggettive perché era la moglie di Ciano e la figlia di Mussolini, viene trattata con scarso rispetto dei diritti umani. 
Viene confinata a Lipari in un modo peggiore di quello con cui oggi vengono trattati i detenuti di Guantanamo; per usare i termini della madre di Edda, donna Rachele, “la gettano in un lurido tugurio“.
 
 
 
 
 


 
 
 
Se lei non avesse conosciuto Leonida e non fosse stata “adottata” dalla sua famiglia, forse non sarebbe sopravvissuta al confino.
Parliamo di una persona che era uscita da una malattia nervosa, una depressione molto molto pesante, che era stata anche in manicomio in Svizzera e all’arrivo pesava 42 chili ed era quindi in uno stato di cattiva salute di cui non è stato tenuto conto prima di mandarla al confino.
E poi le accuse: lei era andata al confino con un’ordinanza che l’accusava di aver provocato la seconda guerra mondiale. 
C’è un eccesso di retorica, ovviamente: se Edda avesse provocato la seconda guerra mondiale avrebbe meritato il tribunale di Norimberga, non il confino di Lipari
 
 
 
 
 

 
 
 
 
Accanto all’aspetto sentimentale della storia poi c’è un aspetto politico in questa storia: ciò che trattiene Leonida dal legarsi completamente a Edda è anche il fatto di essere comunista. 
Lui ha perfettamente presente il dubbio di mettersi con la figlia del Duce, capisce che la sua coscienza politica entra in contraddizione.
Lei invece è divertita, lo prende in giro perché considera il comunismo una sciocchezza, lo usa per intestare le lettere “mio caro e unico comunista ti amo assai“, e ancora “mio caro fidanzato non pensate che l’amore sia molto più importante della politica“.
Lei lo sfotte abbastanza anche perché ha alle spalle un’esperienza politica incredibile: ha conosciuto il Fuhrer e Churchill, è stata una donna che ha girato nelle cancellerie di mezza Europa mentre c’era la seconda guerra mondiale.
E’ abituata a misurare la realtà e la politica con un metro completamente diverso dalle illusioni di un giovane che ha fatto il partigiano, sogna la rivoluzione e che pensa che in Italia la sinistra vincerà e si farà una specie di partito socialista, c’è una distanza incredibile tra lei e lui.
Anche in questo senso il libro ci dà un’idea del clima politico dell’epoca.



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IL VIDEO
 
 
Segnalo infine che dal libro è stata tratta una fiction della RAI
di cui possiamo vedere alcune scene in questo video.
 
 

 
 
 
Tony Kospan

 
 
 
F I N E
 
 
 
FONTI WEB – COORDINAM. IMPAGINAZ. E ADATTAM. T. K.
 
 
 
 
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Chi desidera legger la prima parte
di questa inimmaginabile
affascinante storia.
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LA TUA PAGINA DI CULTURA PSICHE E SOGNO
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Un angolo dell’isola di Lipari (immagine d’epoca)

 
 
 
 

La sorprendente storia d’amore tra Edda Ciano.. figlia del Duce e Leonida Bongiorno.. capo partigiano – I Parte   Leave a comment

 
 
 
Un sorprendente, incredibile amore
vissuto al di là delle ideologie e della storia,
e perfino al di là dei caratteri dei protagonisti,
venuto da poco prepotentemente alla luce.

 
 
 
 
 
 
 
 

Questa storia assolutamente vera, ma sconosciuta ai più,
è venuta alla luce, dopo oltre sessanta anni,
grazie al giornalista scrittore Marcello Sorgi.
 
 
 
 
 
L’INIMMAGINABILE LOVE STORY
TRA LA FIGLIA DEL DUCE
ED UN CAPO PARTIGIANO
 
 
 
I PARTE

 
 
 
Marcello Sorgi
 
 
 
 
Il giornalista scrittore ha scoperto per caso a Lipari,
la più grande delle Isole Eolie, mentre era in vacanza..
questo sorprendente gossip di fine guerra…
 
 
Una bruciante passione  testimoniata da lettere e «pizzini»
gelosamente custoditi nell’armadio della «petite mal maison»
di contrada Timparozzo,
che fu lo scenario di quel complesso ma profondo rapporto.
 
 
Ma andiamo avanti con ordine.

 
 
 
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I PROTAGONISTI

 
 
EDDA MUSSOLINI… VEDOVA CIANO…
E
LEONIDA BUONGIORNO

 
 
 
 
 
 
 
 
LO SCENARIO
 
 
Il palcoscenico… bellissimo… sul quale si snoda la storia… 
è la bella isola di Lipari…
 
 
 
 
 
Un angolo dell'isola

 
 
 
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EDDA
 
 
 
CHE PERSONA E’? 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Figlia di Benito Mussolini… e Rachele Guidi… trascorre l'infanzia a Milano, discola e molto magra. 
 
Ormai giovanetta conosce il Conte Galeazzo fratello di un'amica e dopo soli due mesi Edda Mussolini, a soli 20 anni, lo sposerà il 24 aprile 1930.


 
 
 

Il matrimonio tra Edda e Galeazzo

 
 
 
 
Capri è la meta del loro viaggio di nozze lampo, poi i due sposi partono per Shanghai dove Galeazzo Ciano è console.
 
Dopo la nascita del figlio Fabrizio rientrano in Italia nel 1932.

Qui riparte la carriera politica di Ciano che culminerà con la nomina a Ministro degli Esteri.
 
 
 
 
 

Edda con il marito Galeazzo Ciano

 
 
 
Edda… nella Roma degli anni 30… è una delle più attive protagoniste della grande mondanità…
 
Potente, prepotente, inquieta, chiacchierata, adoratrice “bel mondo”, Edda Ciano è la “contessa dei Parioli”.


 
 
 
Edda e Ciano in spiaggia
 
 
 
 

Spregiudicata, stravagante, di non inespugnabile virtù, ama il gin, il poker, le sigarette forti, gli uomini più giovani, gli abiti audaci, i romanzi americani e le opere di De Chirico.
 
Appartiene alla fortunata razza di persone a cui la quotidianità riserva solo scosse di piacere.
 

 

 

Edda ed il marito G. Ciano

 



La sua vita è anche una sfida alle regole, un divertissement, un romanzo.
 
Il suo copione sembra scritto dal dio della fortuna.
 
Poi, inevitabile, scatta il contrappasso: gli dei malevoli si vendicano e la sua infinita elegante vacanza precipita nella tragedia delle cupe atmosfere del morente fascismo.






 
Salò, 1944 – Mussolini si rifiuta di revocare la condanna a morte di Ciano comminatagli nel Processo di Verona per aver votato contro di lui al Gran Consiglio.
 
La ribelle dorata dei quartieri alti si trasforma in ribelle autentica, dalla maschera tragica.
 
Donna “contro”, orgogliosa ma sfinita dalla vita, lotta con tutte le sue forze per salvare Galeazzo.
 
Implora, minaccia, gioca la carta dei Diari, maledice il padre tanto amato, piange tutte le sue lacrime.

Invano.
 
 
 

Edda col padre Benito

 
 
 
Ferita, furiosa, disperata, si rivela una donna vera, protagonista e vittima della Storia.
 
Gli altri muoiono, lei sopravvive ma è una donna senza sorriso.
 
Ha amato il marito Galeazzo, a modo suo, e glielo hanno portato via.
 
Ha amato il padre Benito con tutta se stessa e lui l’ha tradita.
 
Ha tanto amato e la vita l’ha portata a odiare: tragico capriccio del destino, che, impietoso, le ha chiesto il conto.


 
Nel settembre del 1945, a cinque mesi dalla fucilazione del padre Benito Mussolini e ventuno da quella del marito Galeazzo, Edda Ciano viene mandata al confino a Lipari.
 
La “sorvegliata speciale numero 1“, come ama definirsi, è malata, depressa, chiusa nella solitudine.
 
A 35 anni sembra ormai una donna finita.
 
Ma… non sarà così.

 
 
 
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LEONIDA BUONGIORNO
 
 
 
CHI E’?
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Figlio di Don Eduardu Bongiorno, capomusica della banda municipale di Lipari, socialista con Mussolini e poi così antifascista da essersi sempre rifiutato di suonare col suo trombone “Giovinezza” e da aver aiutato la fuga in motoscafo di Carlo Rosselli, Emilio Lussu e Fausto Nitti nel 1929, era ritornato da poco sull’isola.
 
Era stato Tenente degli Alpini in Grecia e Francia, quindi orgoglioso partigiano comunista della resistenza francese ed ex prigioniero dei tedeschi.
 
Era colto (laureato in Economia a Bologna), ma anche conoscitore di greco e latino e… romantico.
 
E’ il capo del Pci isolano… quando…
 
 
 
 
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LA LOVE STORY

 
 
 
Abbiamo lasciato Edda triste e sconsolata al confino ma ecco che dal mazzo di carte del cangiante destino esce un jolly che ha il volto di Leonida Bongiorno, partigiano comunista bello, alto, forte, colto, romantico.
 
Lei ha il fascino dell’inquietudine, la seduzione del mistero, l’appeal della dea pagana che fu.


 
 
 
 
 
 

La contessa lo corteggia subito, per stuzzicarlo lo chiama “Baiardo” (come il cavallo di Rinaldo) o “Lecret” (come il generale liberatore di Cuba nel 1898), e gli chiede di poter stare nella sua «casetta moresca» del Timparozzo che le ha «preso il cuore» e che ribattezzerà “Petite Malmaison” (come il castello regalato da Napoleone a Joséphine de Beauharnais dopo il divorzio).
Il loro nido.
 
Nelle lettere spesso lo provoca: «Mio adorabile allievo di sieur Palmiro»; «Continuate a essere comunista? Davvero?»…
Lui, un po’ in soggezione dinanzi a quella donna misteriosa, le dà il nome di Ellenica, le racconta epici episodi di guerra, leggende e miti delle Eolie, le declama a voce alta l’Odissea, che conosce a memoria.
 
Soprattutto, la ragguaglia sul suo passato sentimentale, sulle sue tre storie d’amore degne di essere ricordate. Edda ricambia le confidenze, ricorda i tradimenti di Galeazzo, l’indifferenza del Duce («Una donna italiana fascista deve saper portare le corna»), e anche i suoi. 
 
Presto l’amicizia, complici le gite in barca, i versi di Byron, la sbocciante primavera eoliana, senza però sottovalutare i succinti costumi da bagno della rifiorita e abbronzata 35enne, si trasforma in altro.
 
E poco prima della Pasqua 1946 i baci diventano più audaci, le carezze spinte, gli incontri bollenti.

A Vulcanello il 16 marzo Baiardo la disegna nuda, dritta su una piccola roccia in mezzo al mare; un ritratto destinato, dopo il rientro a Roma, a una parete del bagno personale di Ellenica.
 
Ormai il soldato conquistatore è cotto a puntino.

Una sera le confessa: «Voi per me potreste essere la donna ideale!».

Ma viene gelato: «è possibile che io lo sia per tutti gli uomini che si sono innamorati di me?».
 
Fra la figlia del duce, la “fascistissima” Edda, e un uomo che orgogliosamente esibisce la tessera del Pci nasce una grande passione, un amore disperato.

 
 
 

 

 


Si incontrano, si corteggiano, si amano.

Baci dati e negati, fughe repentine, capricci di monella, parole sussurrate, poesie dedicate, sguardi persi nel vuoto, momenti di passionalità intensa, lettere, gelosia.

Una storia d’amore struggente, impossibile, che nasce e si consuma nelle magiche Eolie, inebriata dal profumo dei gelsomini, bagnata dalle acque blu di quelle isole vulcaniche, rincorsa sulle spiagge nere nei giorni di scirocco «bianco», il vento africano che toglie le forze e induce alla rilassatezza.

E come tutte le storie d’amore, capace di superare ogni differenza e ideologia.
 
«La loro è una storia d’amore e di grande bellezza di vita isolana, un po’ indigena, impensabile oggi. Passavano le nottate a far l’amore sul terrazzo di casa, lei faceva il bagno in due pezzi…» 
 

 
 

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CONTINUA…
 
 
 
 
Testo ed immagini da vari siti rielaborati e coordinati da T.K. 
 
 
 
 
CIAO DA TONY KOSPAN



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L’incredibile storia d’amore tra Edda Ciano.. figlia del Duce e Leonida Bongiorno.. capo partigiano – I Parte   2 comments

 
 
 
Un sorprendente… incredibile… amore
vissuto al di là delle ideologie e della storia,
e perfino al di là dei caratteri dei protagonisti,
venuto da poco prepotentemente alla luce.

 
 
 
 
 
 
 
 

Questa storia assolutamente vera, ma sconosciuta ai più,
è venuta alla luce, dopo oltre sessanta anni,
grazie al giornalista scrittore Marcello Sorgi.
 
 
 
 
 
L’INIMMAGINABILE LOVE STORY
TRA LA FIGLIA DEL DUCE
ED UN CAPO PARTIGIANO
 
 
 
I PARTE

 
 
 
Marcello Sorgi
 
 
 
 
Il giornalista scrittore ha scoperto per caso a Lipari,
la più grande delle Isole Eolie, mentre era in vacanza..
questo sorprendente gossip di fine guerra…
 
 
Una bruciante passione  testimoniata da lettere e «pizzini»
gelosamente custoditi nell’armadio della «petite mal maison»
di contrada Timparozzo,
che fu lo scenario di quel complesso ma profondo rapporto.
 
 
Ma andiamo avanti con ordine…
 
 
 
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I PROTAGONISTI

 
 
EDDA MUSSOLINI… VEDOVA CIANO…
E
LEONIDA BUONGIORNO

 
 
 
 
 
 
 
 
LO SCENARIO
 
 
Il palcoscenico… bellissimo… sul quale si snoda la storia… 
è la bella isola di Lipari…
 
 
 
 
 
Un angolo dell'isola
 
 
 
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EDDA
 
 
 
CHE PERSONA E’? 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Figlia di Benito Mussolini… e Rachele Guidi… trascorre l'infanzia a Milano, discola e molto magra. 
 
Ormai giovanetta conosce il Conte Galeazzo fratello di un'amica e dopo soli due mesi Edda Mussolini, a soli 20 anni, lo sposerà il 24 aprile 1930.


 
 
 

Il matrimonio tra Edda e Galeazzo

 
 
 
 
Capri è la meta del loro viaggio di nozze lampo, poi i due sposi partono per Shanghai dove Galeazzo Ciano è console.
 
Dopo la nascita del figlio Fabrizio rientrano in Italia nel 1932.

Qui riparte la carriera politica di Ciano che culminerà con la nomina a Ministro degli Esteri.
 
 
 
 
 

Edda con il marito Galeazzo Ciano

 
 
 
Edda… nella Roma degli anni 30… è una delle più attive protagoniste della grande mondanità…
 
Potente, prepotente, inquieta, chiacchierata, adoratrice “bel mondo”, Edda Ciano è la “contessa dei Parioli”.


 
 
 
Edda e Ciano in spiaggia
 
 
 
 

Spregiudicata, stravagante, di non inespugnabile virtù, ama il gin, il poker, le sigarette forti, gli uomini più giovani, gli abiti audaci, i romanzi americani e le opere di De Chirico.
 
Appartiene alla fortunata razza di persone a cui la quotidianità riserva solo scosse di piacere.
 

 

 

Edda ed il marito G. Ciano

 



La sua vita è anche una sfida alle regole, un divertissement, un romanzo.
 
Il suo copione sembra scritto dal dio della fortuna.
 
Poi, inevitabile, scatta il contrappasso: gli dei malevoli si vendicano e la sua infinita elegante vacanza precipita nella tragedia delle cupe atmosfere del morente fascismo.






 
Salò, 1944 – Mussolini si rifiuta di revocare la condanna a morte di Ciano comminatagli nel Processo di Verona per aver votato contro di lui al Gran Consiglio.
 
La ribelle dorata dei quartieri alti si trasforma in ribelle autentica, dalla maschera tragica.
 
Donna “contro”, orgogliosa ma sfinita dalla vita, lotta con tutte le sue forze per salvare Galeazzo.
 
Implora, minaccia, gioca la carta dei Diari, maledice il padre tanto amato, piange tutte le sue lacrime.

Invano.
 
 
 

Edda col padre Benito

 
 
 
Ferita, furiosa, disperata, si rivela una donna vera, protagonista e vittima della Storia.
 
Gli altri muoiono, lei sopravvive ma è una donna senza sorriso.
 
Ha amato il marito Galeazzo, a modo suo, e glielo hanno portato via.
 
Ha amato il padre Benito con tutta se stessa e lui l’ha tradita.
 
Ha tanto amato e la vita l’ha portata a odiare: tragico capriccio del destino, che, impietoso, le ha chiesto il conto.


 
Nel settembre del 1945, a cinque mesi dalla fucilazione del padre Benito Mussolini e ventuno da quella del marito Galeazzo, Edda Ciano viene mandata al confino a Lipari.
 
La “sorvegliata speciale numero 1“, come ama definirsi, è malata, depressa, chiusa nella solitudine.
 
A 35 anni sembra ormai una donna finita.
 
Ma… non sarà così.
 
 
 
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LEONIDA BUONGIORNO
 
 
 
CHI E’?
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Figlio di Don Eduardu Bongiorno, capomusica della banda municipale di Lipari, socialista con Mussolini e poi così antifascista da essersi sempre rifiutato di suonare col suo trombone “Giovinezza” e da aver aiutato la fuga in motoscafo di Carlo Rosselli, Emilio Lussu e Fausto Nitti nel 1929, era ritornato da poco sull’isola.
 
Era stato Tenente degli Alpini in Grecia e Francia, quindi orgoglioso partigiano comunista della resistenza francese ed ex prigioniero dei tedeschi.
 
Era colto (laureato in Economia a Bologna), ma anche conoscitore di greco e latino e… romantico.
 
E’ il capo del Pci isolano… quando…
 
 
 
 
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LA LOVE STORY

 
 
 
Abbiamo lasciato Edda triste e sconsolata al confino ma ecco che dal mazzo di carte del cangiante destino esce un jolly che ha il volto di Leonida Bongiorno, partigiano comunista bello, alto, forte, colto, romantico.
 
Lei ha il fascino dell’inquietudine, la seduzione del mistero, l’appeal della dea pagana che fu.


 
 
 
 
 
 

La contessa lo corteggia subito, per stuzzicarlo lo chiama “Baiardo” (come il cavallo di Rinaldo) o “Lecret” (come il generale liberatore di Cuba nel 1898), e gli chiede di poter stare nella sua «casetta moresca» del Timparozzo che le ha «preso il cuore» e che ribattezzerà “Petite Malmaison” (come il castello regalato da Napoleone a Joséphine de Beauharnais dopo il divorzio).
Il loro nido.
 
Nelle lettere spesso lo provoca: «Mio adorabile allievo di sieur Palmiro»; «Continuate a essere comunista? Davvero?»…
Lui, un po’ in soggezione dinanzi a quella donna misteriosa, le dà il nome di Ellenica, le racconta epici episodi di guerra, leggende e miti delle Eolie, le declama a voce alta l’Odissea, che conosce a memoria.
 
Soprattutto, la ragguaglia sul suo passato sentimentale, sulle sue tre storie d’amore degne di essere ricordate. Edda ricambia le confidenze, ricorda i tradimenti di Galeazzo, l’indifferenza del Duce («Una donna italiana fascista deve saper portare le corna»), e anche i suoi. 
 
Presto l’amicizia, complici le gite in barca, i versi di Byron, la sbocciante primavera eoliana, senza però sottovalutare i succinti costumi da bagno della rifiorita e abbronzata 35enne, si trasforma in altro.
 
E poco prima della Pasqua 1946 i baci diventano più audaci, le carezze spinte, gli incontri bollenti.

A Vulcanello il 16 marzo Baiardo la disegna nuda, dritta su una piccola roccia in mezzo al mare; un ritratto destinato, dopo il rientro a Roma, a una parete del bagno personale di Ellenica.
 
Ormai il soldato conquistatore è cotto a puntino.

Una sera le confessa: «Voi per me potreste essere la donna ideale!».

Ma viene gelato: «è possibile che io lo sia per tutti gli uomini che si sono innamorati di me?».
 
Fra la figlia del duce, la “fascistissima” Edda, e un uomo che orgogliosamente esibisce la tessera del Pci nasce una grande passione, un amore disperato.

 
 
 

 

 


Si incontrano, si corteggiano, si amano.

Baci dati e negati, fughe repentine, capricci di monella, parole sussurrate, poesie dedicate, sguardi persi nel vuoto, momenti di passionalità intensa, lettere, gelosia.

Una storia d’amore struggente, impossibile, che nasce e si consuma nelle magiche Eolie, inebriata dal profumo dei gelsomini, bagnata dalle acque blu di quelle isole vulcaniche, rincorsa sulle spiagge nere nei giorni di scirocco «bianco», il vento africano che toglie le forze e induce alla rilassatezza.

E come tutte le storie d’amore, capace di superare ogni differenza e ideologia.
 
«La loro è una storia d’amore e di grande bellezza di vita isolana, un po’ indigena, impensabile oggi. Passavano le nottate a far l’amore sul terrazzo di casa, lei faceva il bagno in due pezzi…» 
 

 
 

mini fleur 
 
 
 
 
 
CONTINUA…
 
 
 
 
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LA CONCLUSIONE DELL'INCREDIBILE STORIA..
L'INTERVISTA ALL'AUTORE DEL LIBRO..
ED UN… VIDEO DAL FILM


 
 
 
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TRA LA FIGLIA DEL DUCE
ED UN CAPO PARTIGIANO
 
 
 
II PARTE

 
 
 
 

 

 
 
 
 
 
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LA CONCLUSIONE DELLA STORIA
 
 
 
Nell'estate del 1946, quando Edda, non più sottoposta al confino, per effetto dell'amnistia firmata da Togliatti, lascia l'isola, nonostante lo strazio della lontananza (e della gelosia), il loro rapporto non si interrompe:
“Mio carissimo e unico comunista”, Edda scrive a Leonida “vi amo assai”.
 
 
 
 
 
 
Edda Ciano e lo scultore Francesco Messina accanto al volto scolpito di Edda

 

 

Si continuano a scrivere, tra gelosie e colpi di testa.

Lei si raperà a zero per protesta contro la nuova fidanzata, e futura moglie, di Leonida, Angela Cusolito, soprannominata “Chevelue” per i capelli ricci, e gli manderà una ciocca con un messaggio: «E' tutto ciò che resta d’una razza che s’è spenta.

 
Qualcosa di simile all’ultimo dei Moicani, si incontrano però di nuovo a Lipari per tre settimane, fanno un viaggio clandestino al Nord…
 
 
 
 
 

Leonida negli anni '50

 
 
 
 
 
Il loro è amore vero forte, ma i percorsi di partenza ed arrivo sono del tutto diversi.
 
 
Le opposte storie di vita, personali, familiari ed ambientali alla fine schiacciano questo amore pur pervicace.
 
 
 
 
 

Edda e Leonida diversi anni dopo la fine del confino


 
 
 
 
Lui non avrebbe mai lasciato la sua isola, lei non sarebbe mai andata a vivere laggiù…

 
 
 
 

Il muro fatto erigere da Leonida Buongiorno con i versi dell'Odissea


 
 
 
Del loro amore resta un muro, scolpito nel 1971, a pochi metri dal ristorante “Filippino”, con i versi del canto XII dell’Odissea, in cui Circe indica a Ulisse due rotte impossibili per tornare a Itaca…

 
 
 
 

Ristorante Filippino – Lipari

 
 

 

Questa storia d'amore un po' folle ma sincera, appassionata e forse pirandellianamente vissuta nell'ambiguità fra il teatro e la vita,
sfuma pian piano in un'amicizia dolce, malinconica, appesa a un raggio di sole ma che continua fino al tramonto.
 
 
 
 

Edda Mussolini

 
 
 
 

mini fleurmini fleurmini fleur

 

 

 

ORA LA PAROLA…
ALLO SCOPRITORE ED AUTORE DEL LIBRO
MARCELLO SORGI

 
 
 

Marcello Sorgi

 
 
 
 
Il libro:
“Edda Ciano e il comunista. L’inconfessabile passione della figlia del duce” .
 
Si tratta di un saggio storico, edito da Rizzoli, che fa luce su una vicenda storico-sentimentale che per oltre sessant’anni é stata custodita gelosamente dagli eoliani, con questa intervista.
 
 
 
 

 

 

 

D: Questa storia è rimasta un segreto isolano per più di 60 anni, cosa l’ha spinta a rompere il “muro del silenzio” e soprattutto come ci è riuscito?
 
R: Mi ha spinto la curiosità, sono un giornalista e quindi è inevitabile che, se uno viene a conoscenza di una bella storia, cerca di ricostruirla.
E’ rimasta segreta stranamente perché io ho trovato anche un articolo del Corriere della Sera, che ho riportato nel libro, di quando Edda riceve la notizia che il suo confino è stato revocato. L’articolo racconta la vita di Edda Ciano a Lipari fra cui il fatto che lei faceva delle passeggiate con le amiche, andava nei ristoranti e “non disdegnava la compagnia di un noto esponente di un noto partito politico, l’aitante Leonida Buongiorno“. Lo stile giornalistico allora era un po’ più paludato di quello di oggi, il gossip non esisteva ancora però l’indizio c’era.
Alla fine della storia Leonida farà erigere un muro in memoria della sua storia con Edda Ciano: la ragione per cui è rimasto un segreto a Lipari è che il muro riporta una dedica a “Ellenica”, che è il soprannome che lui le aveva dato, ma non tutti sapevano a Lipari che Ellenica in realtà era Edda Ciano. Anche lui aveva dei soprannomi, lei lo chiamava Baiardo come il cavallo dell’Orlando Furioso o Lecret, che è il cognome di un generale che fece la guerra di liberazione di Cuba nell’800.
Leonida fa erigere questo muro anche per spiegare perché questa storia era finita: il muro contiene i versi del canto XII dell’Odissea in cui la maga Circe, che era innamorata di Ulisse, per trattenerlo gli dice che se parte qualunque rotta prenderà per tornare a Itaca, affonderà anche se prende la rotta più vicino a Lipari. Con un pizzico di interpretazione è abbastanza facile capire che se Circe era Edda e se Ulisse era Leonida, lui l’ha lasciata perché ha capito che comunque con lei sarebbe affondato. E’ stata una scelta di saggezza e prudenza perché poi lui ha potuto riprendere una vita normale, ha sposato una donna di Lipari, ha avuto un figlio, ha lavorato tutta la vita a Lipari. E’ stata anche una scelta dettata dalla paura perché a volte le storie d’amore troppo impegnative fanno anche paura.
 
 
 
 
 

Edda Ciano

 
 
 
 
D: Dal punto di vista storico questa vicenda è inquadrata nelle complesse vicende del tramonto del fascismo e della famiglia del Duce: quali elementi aggiunge il suo libro alle conoscenze storiche preesistenti?
 
R: Intanto aggiunge un capitolo inedito nella storia della vita di Edda; di Edda si sanno tante cose, lei stessa aveva fatto una sorta di autobiografia durante una lunga intervista televisiva che da cui è stato ricavato un libro, ma questo capitolo del confino e della sua storia con Leonida non si conosceva: è un inedito assoluto e aggiunge un pezzo che mancava alla sua biografia. Il libro aggiunge qualcosa anche al ritratto dell’Italia quando il fascismo è caduto: in quell’Italia lì Edda viene mandata al confino e, pur avendo lei delle responsabilità oggettive perché era la moglie di Ciano e la figlia di Mussolini, viene trattata con scarso rispetto dei diritti umani. Viene confinata a Lipari in un modo peggiore di quello con cui oggi vengono trattati i detenuti di Guantanamo; per usare i termini della madre di Edda, donna Rachele, “la gettano in un lurido tugurio“.
 
 
 
 
 

Un angolo di Lipari

 
 
 
Se lei non avesse conosciuto Leonida e non fosse stata “adottata” dalla sua famiglia, forse non sarebbe sopravvissuta al confino.
Parliamo di una persona che era uscita da una malattia nervosa, una depressione molto molto pesante, che era stata anche in manicomio in Svizzera e all’arrivo pesava 42 chili ed era quindi in uno stato di cattiva salute di cui non è stato tenuto conto prima di mandarla al confino.
E poi le accuse: lei era andata al confino con un’ ordinanza che l’accusava di aver provocato la seconda guerra mondiale. C’è un eccesso di retorica, ovviamente: se Edda avesse provocato la seconda guerra mondiale avrebbe meritato il tribunale di Norimberga, non il confino di Lipari
 
 
 
 
 

 
 
 
 
Accanto all’aspetto sentimentale della storia poi c’è un aspetto politico in questa storia: ciò che trattiene Leonida dal legarsi completamente a Edda è anche il fatto di essere comunista. Lui ha perfettamente presente il dubbio di mettersi con la figlia del Duce, capisce che la sua coscienza politica entra in contraddizione.
Lei invece è divertita, lo prende in giro perché considera il comunismo una sciocchezza, lo usa per intestare le lettere “mio caro e unico comunista ti amo assai“, e ancora “mio caro fidanzato non pensate che l’amore sia molto più importante della politica“.
Lei lo sfotte abbastanza anche perché ha alle spalle un’esperienza politica incredibile: ha conosciuto il Fuhrer e Churchill, è stata una donna che ha girato nelle cancellerie di mezza Europa mentre c’era la seconda guerra mondiale.
E’ abituata a misurare la realtà e la politica con un metro completamente diverso dalle illusioni di un giovane che ha fatto il partigiano, sogna la rivoluzione e che pensa che in Italia la sinistra vincerà e si farà una specie di partito socialista, c’è una distanza incredibile tra lei e lui.
Anche in questo senso il libro ci dà un’idea del clima politico dell’epoca.
 
 
 
 
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IL VIDEO
 
 
Segnalo infine che dal libro è stata tratta una fiction della RAI
di cui possiamo vedere alcune scene in questo video.
 
 

 
 
 
Tony Kospan

 
 
 
F I N E
 
 
 
FONTI WEB – COORDINAM. IMPAGINAZ. E ADATTAM. T. K.
 
 
 
 
Chi desidera legger la prima parte
di questa inimmaginabile
affascinante storia…
 
 
 
 
 

LA TUA PAGINA DI CULTURA PSICHE E SOGNO


 
 
 
 
 
Edda a Lipari

 
 
 
 

L’incredibile love story tra Edda Ciano.. figlia del Duce e Leonida Bongiorno.. capo partigiano – II Parte   Leave a comment

 

 

LA CONCLUSIONE DELL’INCREDIBILE STORIA..
L’INTERVISTA ALL’AUTORE DEL LIBRO..
ED UN… VIDEO DAL FILM


 
 
 
Un angolo dell’isola di Lipari (immagine d’epoca)
 
 
 

L’IMPENSABILE LOVE STORY
TRA LA FIGLIA DEL DUCE
ED UN CAPO PARTIGIANO
 
 
 
II PARTE

 
 
 
 

 

 
 
 
 
 
mini fleurmini fleurmini fleur
 
 
 
 
 
LA CONCLUSIONE DELLA STORIA
 
 
 
Nell’estate del 1946, quando Edda, non più sottoposta al confino, per effetto dell’amnistia firmata da Togliatti, lascia l’isola, nonostante lo strazio della lontananza (e della gelosia), il loro rapporto non si interrompe:
“Mio carissimo e unico comunista”, Edda scrive a Leonida “vi amo assai”.
 
 
 
 
 
 
Edda Ciano e lo scultore Francesco Messina accanto al volto scolpito di Edda

 

 

Si continuano a scrivere, tra gelosie e colpi di testa.

Lei si raperà a zero per protesta contro la nuova fidanzata, e futura moglie, di Leonida, Angela Cusolito, soprannominata “Chevelue” per i capelli ricci, e gli manderà una ciocca con un messaggio: «E’ tutto ciò che resta d’una razza che s’è spenta.

 
Qualcosa di simile all’ultimo dei Moicani, si incontrano però di nuovo a Lipari per tre settimane, fanno un viaggio clandestino al Nord…
 
 
 
 
 

Leonida negli anni ’50

 
 
 
 
 
Il loro è amore vero forte, ma i percorsi di partenza ed arrivo sono del tutto diversi.
 
 
Le opposte storie di vita, personali, familiari ed ambientali alla fine schiacciano questo amore pur pervicace.
 
 
 
 
 

Edda e Leonida diversi anni dopo la fine del confino


 
 
 
 
Lui non avrebbe mai lasciato la sua isola, lei non sarebbe mai andata a vivere laggiù…

 
 
 
 

Il muro fatto erigere da Leonida Buongiorno con i versi dell’Odissea


 
 
 
Del loro amore resta un muro, scolpito nel 1971, a pochi metri dal ristorante “Filippino”, con i versi del canto XII dell’Odissea, in cui Circe indica a Ulisse due rotte impossibili per tornare a Itaca…

 
 
 
 

Ristorante Filippino – Lipari

 
 

 

Questa storia d’amore un po’ folle ma sincera, appassionata e forse pirandellianamente vissuta nell’ambiguità fra il teatro e la vita,
sfuma pian piano in un’amicizia dolce, malinconica, appesa a un raggio di sole ma che continua fino al tramonto.
 
 
 
 

Edda Mussolini

 
 
 
 

mini fleurmini fleurmini fleur

 

 

 

ORA LA PAROLA…
ALLO SCOPRITORE ED AUTORE DEL LIBRO
MARCELLO SORGI

 
 
 

Marcello Sorgi

 
 
 
 
Il libro:
“Edda Ciano e il comunista. L’inconfessabile passione della figlia del duce” .
 
Si tratta di un saggio storico, edito da Rizzoli, che fa luce su una vicenda storico-sentimentale che per oltre sessant’anni é stata custodita gelosamente dagli eoliani, con questa intervista.
 
 
 
 

 

 

 

D: Questa storia è rimasta un segreto isolano per più di 60 anni, cosa l’ha spinta a rompere il “muro del silenzio” e soprattutto come ci è riuscito?
 
R: Mi ha spinto la curiosità, sono un giornalista e quindi è inevitabile che, se uno viene a conoscenza di una bella storia, cerca di ricostruirla.
E’ rimasta segreta stranamente perché io ho trovato anche un articolo del Corriere della Sera, che ho riportato nel libro, di quando Edda riceve la notizia che il suo confino è stato revocato. L’articolo racconta la vita di Edda Ciano a Lipari fra cui il fatto che lei faceva delle passeggiate con le amiche, andava nei ristoranti e “non disdegnava la compagnia di un noto esponente di un noto partito politico, l’aitante Leonida Buongiorno“. Lo stile giornalistico allora era un po’ più paludato di quello di oggi, il gossip non esisteva ancora però l’indizio c’era.
Alla fine della storia Leonida farà erigere un muro in memoria della sua storia con Edda Ciano: la ragione per cui è rimasto un segreto a Lipari è che il muro riporta una dedica a “Ellenica”, che è il soprannome che lui le aveva dato, ma non tutti sapevano a Lipari che Ellenica in realtà era Edda Ciano. Anche lui aveva dei soprannomi, lei lo chiamava Baiardo come il cavallo dell’Orlando Furioso o Lecret, che è il cognome di un generale che fece la guerra di liberazione di Cuba nell’800.
Leonida fa erigere questo muro anche per spiegare perché questa storia era finita: il muro contiene i versi del canto XII dell’Odissea in cui la maga Circe, che era innamorata di Ulisse, per trattenerlo gli dice che se parte qualunque rotta prenderà per tornare a Itaca, affonderà anche se prende la rotta più vicino a Lipari. Con un pizzico di interpretazione è abbastanza facile capire che se Circe era Edda e se Ulisse era Leonida, lui l’ha lasciata perché ha capito che comunque con lei sarebbe affondato. E’ stata una scelta di saggezza e prudenza perché poi lui ha potuto riprendere una vita normale, ha sposato una donna di Lipari, ha avuto un figlio, ha lavorato tutta la vita a Lipari. E’ stata anche una scelta dettata dalla paura perché a volte le storie d’amore troppo impegnative fanno anche paura.
 
 
 
 
 

Edda Ciano

 
 
 
 
D: Dal punto di vista storico questa vicenda è inquadrata nelle complesse vicende del tramonto del fascismo e della famiglia del Duce: quali elementi aggiunge il suo libro alle conoscenze storiche preesistenti?
 
R: Intanto aggiunge un capitolo inedito nella storia della vita di Edda; di Edda si sanno tante cose, lei stessa aveva fatto una sorta di autobiografia durante una lunga intervista televisiva che da cui è stato ricavato un libro, ma questo capitolo del confino e della sua storia con Leonida non si conosceva: è un inedito assoluto e aggiunge un pezzo che mancava alla sua biografia. Il libro aggiunge qualcosa anche al ritratto dell’Italia quando il fascismo è caduto: in quell’Italia lì Edda viene mandata al confino e, pur avendo lei delle responsabilità oggettive perché era la moglie di Ciano e la figlia di Mussolini, viene trattata con scarso rispetto dei diritti umani. Viene confinata a Lipari in un modo peggiore di quello con cui oggi vengono trattati i detenuti di Guantanamo; per usare i termini della madre di Edda, donna Rachele, “la gettano in un lurido tugurio“.
 
 
 
 
 

Un angolo di Lipari

 
 
 
Se lei non avesse conosciuto Leonida e non fosse stata “adottata” dalla sua famiglia, forse non sarebbe sopravvissuta al confino.
Parliamo di una persona che era uscita da una malattia nervosa, una depressione molto molto pesante, che era stata anche in manicomio in Svizzera e all’arrivo pesava 42 chili ed era quindi in uno stato di cattiva salute di cui non è stato tenuto conto prima di mandarla al confino.
E poi le accuse: lei era andata al confino con un’ ordinanza che l’accusava di aver provocato la seconda guerra mondiale. C’è un eccesso di retorica, ovviamente: se Edda avesse provocato la seconda guerra mondiale avrebbe meritato il tribunale di Norimberga, non il confino di Lipari
 
 
 
 
 

 
 
 
 
Accanto all’aspetto sentimentale della storia poi c’è un aspetto politico in questa storia: ciò che trattiene Leonida dal legarsi completamente a Edda è anche il fatto di essere comunista. Lui ha perfettamente presente il dubbio di mettersi con la figlia del Duce, capisce che la sua coscienza politica entra in contraddizione.
Lei invece è divertita, lo prende in giro perché considera il comunismo una sciocchezza, lo usa per intestare le lettere “mio caro e unico comunista ti amo assai“, e ancora “mio caro fidanzato non pensate che l’amore sia molto più importante della politica“.
Lei lo sfotte abbastanza anche perché ha alle spalle un’esperienza politica incredibile: ha conosciuto il Fuhrer e Churchill, è stata una donna che ha girato nelle cancellerie di mezza Europa mentre c’era la seconda guerra mondiale.
E’ abituata a misurare la realtà e la politica con un metro completamente diverso dalle illusioni di un giovane che ha fatto il partigiano, sogna la rivoluzione e che pensa che in Italia la sinistra vincerà e si farà una specie di partito socialista, c’è una distanza incredibile tra lei e lui.
Anche in questo senso il libro ci dà un’idea del clima politico dell’epoca.
 
 
 
 
mini fleurmini fleurmini fleur
 
 
 
 
 
 
IL VIDEO
 
 
Segnalo infine che dal libro è stata tratta una fiction della RAI
di cui possiamo vedere alcune scene in questo video.
 
 

 
 
 
Tony Kospan

 
 
 
F I N E
 
 
 
FONTI WEB – COORDINAM. IMPAGINAZ. E ADATTAM. T. K.
 
 
 
 
Chi desidera legger la prima parte
di questa inimmaginabile
affascinante storia…
 
 
 
 
 

LA TUA PAGINA DI CULTURA PSICHE E SOGNO


 
 
 
 
 
Edda a Lipari

 
 
 
 

L’incredibile love story tra Edda Ciano.. figlia del Duce e Leonida Bongiorno.. capo partigiano – I Parte   Leave a comment

 
 
 
Una sorprendente ed incredibile love story
vissuta al di là delle ideologie e della storia,
e perfino al di là dei caratteri dei protagonisti. 
 
 
 
 
 
 
 

Questa storia, assolutamente vera, ma sconosciuta ai più,
è venuta alla luce, dopo oltre sessanta anni,
grazie al giornalista scrittore Marcello Sorgi.
 
 
 
 
 
L’INIMMAGINABILE LOVE STORY
TRA LA FIGLIA DEL DUCE
ED UN CAPO PARTIGIANO
 
 
 
I PARTE

 
 
 
Marcello Sorgi
 
 
 
 
Il giornalista e scrittore ha scoperto per caso, a Lipari,
la più grande delle Isole Eolie, mentre era in vacanza,
questo sorprendente gossip di fine guerra.
 
 
Una bruciante passione  testimoniata da lettere e «pizzini»
gelosamente custoditi nell’armadio della «petite mal maison»
di contrada Timparozzo,
che fu lo scenario di quel complesso ma profondo rapporto.
 
 
Ma andiamo avanti con ordine.

 
 
 
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I PROTAGONISTI

 
 
EDDA MUSSOLINI… VEDOVA CIANO…
E
LEONIDA BUONGIORNO

 
 
 
 
 
 
 
 
LO SCENARIO
 
 
Il palcoscenico… bellissimo… sul quale si snoda la storia… 
è la bella isola di Lipari…
 
 
 
 
 
Un angolo dell’isola

 
 
 
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EDDA
 
 
 
CHE PERSONA E’? 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Figlia di Benito Mussolini… e Rachele Guidi… trascorre l’infanzia a Milano, discola e molto magra. 
 
Ormai giovanetta conosce il Conte Galeazzo fratello di un’amica e dopo soli due mesi Edda Mussolini, a soli 20 anni, lo sposerà il 24 aprile 1930.


 
 
 

Il matrimonio tra Edda e Galeazzo

 
 
 
 
Capri è la meta del loro viaggio di nozze lampo, poi i due sposi partono per Shanghai dove Galeazzo Ciano è console.
 
Dopo la nascita del figlio Fabrizio rientrano in Italia nel 1932.

Qui riparte la carriera politica di Ciano che culminerà con la nomina a Ministro degli Esteri.
 
 
 
 
 

Edda con il marito Galeazzo Ciano

 
 
 
Edda… nella Roma degli anni 30… è una delle più attive protagoniste della grande mondanità…
 
Potente, prepotente, inquieta, chiacchierata, adoratrice “bel mondo”, Edda Ciano è la “contessa dei Parioli”.


 
 
 
Edda e Ciano in spiaggia
 
 
 
 

Spregiudicata, stravagante, di non inespugnabile virtù, ama il gin, il poker, le sigarette forti, gli uomini più giovani, gli abiti audaci, i romanzi americani e le opere di De Chirico.
 
Appartiene alla fortunata razza di persone a cui la quotidianità riserva solo scosse di piacere.
 

 

 

Edda ed il marito G. Ciano

 



La sua vita è anche una sfida alle regole, un divertissement, un romanzo.
 
Il suo copione sembra scritto dal dio della fortuna.
 
Poi, inevitabile, scatta il contrappasso: gli dei malevoli si vendicano e la sua infinita elegante vacanza precipita nella tragedia delle cupe atmosfere del morente fascismo.






 
Salò, 1944 – Mussolini si rifiuta di revocare la condanna a morte di Ciano comminatagli nel Processo di Verona per aver votato contro di lui al Gran Consiglio.
 
La ribelle dorata dei quartieri alti si trasforma in ribelle autentica, dalla maschera tragica.
 
Donna “contro”, orgogliosa ma sfinita dalla vita, lotta con tutte le sue forze per salvare Galeazzo.
 
Implora, minaccia, gioca la carta dei Diari, maledice il padre tanto amato, piange tutte le sue lacrime.

Invano.
 
 
 

Edda col padre Benito

 
 
 
Ferita, furiosa, disperata, si rivela una donna vera, protagonista e vittima della Storia.
 
Gli altri muoiono, lei sopravvive ma è una donna senza sorriso.
 
Ha amato il marito Galeazzo, a modo suo, e glielo hanno portato via.
 
Ha amato il padre Benito con tutta se stessa e lui l’ha tradita.
 
Ha tanto amato e la vita l’ha portata a odiare: tragico capriccio del destino, che, impietoso, le ha chiesto il conto.


 
Nel settembre del 1945, a cinque mesi dalla fucilazione del padre Benito Mussolini e ventuno da quella del marito Galeazzo, Edda Ciano viene mandata al confino a Lipari.
 
La “sorvegliata speciale numero 1“, come ama definirsi, è malata, depressa, chiusa nella solitudine.
 
A 35 anni sembra ormai una donna finita.
 
Ma… non sarà così.

 
 
 
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LEONIDA BUONGIORNO
 
 
 
CHI E’?
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Figlio di Don Eduardu Bongiorno, capomusica della banda municipale di Lipari, socialista con Mussolini e poi così antifascista da essersi sempre rifiutato di suonare col suo trombone “Giovinezza” e da aver aiutato la fuga in motoscafo di Carlo Rosselli, Emilio Lussu e Fausto Nitti nel 1929, era ritornato da poco sull’isola.
 
Era stato Tenente degli Alpini in Grecia e Francia, quindi orgoglioso partigiano comunista della resistenza francese ed ex prigioniero dei tedeschi.
 
Era colto (laureato in Economia a Bologna), ma anche conoscitore di greco e latino e… romantico.
 
E’ il capo del Pci isolano… quando…
 
 
 
 
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LA LOVE STORY

 
 
 
Abbiamo lasciato Edda triste e sconsolata al confino ma ecco che dal mazzo di carte del cangiante destino esce un jolly che ha il volto di Leonida Bongiorno, partigiano comunista bello, alto, forte, colto, romantico.
 
Lei ha il fascino dell’inquietudine, la seduzione del mistero, l’appeal della dea pagana che fu.


 
 
 
 
 
 

La contessa lo corteggia subito, per stuzzicarlo lo chiama “Baiardo” (come il cavallo di Rinaldo) o “Lecret” (come il generale liberatore di Cuba nel 1898), e gli chiede di poter stare nella sua «casetta moresca» del Timparozzo che le ha «preso il cuore» e che ribattezzerà “Petite Malmaison” (come il castello regalato da Napoleone a Joséphine de Beauharnais dopo il divorzio).
E’ il loro nido.
 
Nelle lettere spesso lo provoca: «Mio adorabile allievo di sieur Palmiro (Togliatti)»; «Continuate a essere comunista? Davvero?»…
Lui, un po’ in soggezione dinanzi a quella donna misteriosa, le dà il nome di Ellenica, le racconta epici episodi di guerra, leggende e miti delle Eolie, le declama a voce alta l’Odissea, che conosce a memoria.
 
Soprattutto, la ragguaglia sul suo passato sentimentale, sulle sue tre storie d’amore degne di essere ricordate. Edda ricambia le confidenze, ricorda i tradimenti di Galeazzo, l’indifferenza del Duce («Una donna italiana fascista deve saper portare le corna»), e anche i suoi. 
 
Presto l’amicizia, complici le gite in barca, i versi di Byron, la sbocciante primavera eoliana, senza però sottovalutare i succinti costumi da bagno della rifiorita e abbronzata 35enne, si trasforma in altro.
 
E poco prima della Pasqua 1946 i baci diventano più audaci, le carezze spinte, gli incontri bollenti.

A Vulcanello il 16 marzo Baiardo la disegna nuda, dritta su una piccola roccia in mezzo al mare; un ritratto destinato, dopo il rientro a Roma, a una parete del bagno personale di Ellenica.
 
Ormai il soldato conquistatore è cotto a puntino.

Una sera le confessa: «Voi per me potreste essere la donna ideale!».

Ma viene gelato: «è possibile che io lo sia per tutti gli uomini che si sono innamorati di me?».
 
Fra la figlia del duce, la “fascistissima” Edda, e un uomo che orgogliosamente esibisce la tessera del Pci nasce una grande passione, un amore disperato.

 
 
 

 

 


Si incontrano, si corteggiano, si amano.

Baci dati e negati, fughe repentine, capricci di monella, parole sussurrate, poesie dedicate, sguardi persi nel vuoto, momenti di passionalità intensa, lettere, gelosia.

Una storia d’amore struggente, impossibile, che nasce e si consuma nelle magiche Eolie, inebriata dal profumo dei gelsomini, bagnata dalle acque blu di quelle isole vulcaniche, rincorsa sulle spiagge nere nei giorni di scirocco «bianco», il vento africano che toglie le forze e induce alla rilassatezza.

E come tutte le storie d’amore, capace di superare ogni differenza e ideologia.
 
«La loro è una storia d’amore e di grande bellezza di vita isolana, un po’ indigena, impensabile oggi. Passavano le nottate a far l’amore sul terrazzo di casa, lei faceva il bagno in due pezzi…» 
 

 
 

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CONTINUA…
 
 
 
 
Testo ed immagini da vari siti rielaborati e coordinati da T.K. 
 
 
 
 
CIAO DA TONY KOSPAN



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L’impossibile ma reale e documentato amore tra la figlia di Mussolini ed un dirigente comunista – II Parte   Leave a comment

 

 

LA CONCLUSIONE DELL’INCREDIBILE STORIA..
L’INTERVISTA ALL’AUTORE DEL LIBRO..
ED UN… VIDEO DAL FILM


 
 
 
Un angolo dell’isola di Lipari (immagine d’epoca)
 
 
 

L’IMPENSABILE LOVE STORY
TRA LA FIGLIA DEL DUCE
ED UN CAPO PARTIGIANO
 
 
 
II PARTE

 
 
 
 

 

 
 
 
 
 
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LA CONCLUSIONE DELLA STORIA
 
 
 
Nell’estate del 1946, quando Edda, non più sottoposta al confino, per effetto dell’amnistia firmata da Togliatti, lascia l’isola, nonostante lo strazio della lontananza (e della gelosia), il loro rapporto non si interrompe:
“Mio carissimo e unico comunista”, Edda scrive a Leonida “vi amo assai”.
 
 
 
 
 
 
Edda Ciano e lo scultore Francesco Messina accanto al volto scolpito di Edda

 

 

Si continuano a scrivere, tra gelosie e colpi di testa.

Lei si raperà a zero per protesta contro la nuova fidanzata, e futura moglie, di Leonida, Angela Cusolito, soprannominata “Chevelue” per i capelli ricci, e gli manderà una ciocca con un messaggio: «E’ tutto ciò che resta d’una razza che s’è spenta.

 
Qualcosa di simile all’ultimo dei Moicani, si incontrano però di nuovo a Lipari per tre settimane, fanno un viaggio clandestino al Nord…
 
 
 
 
 

Leonida negli anni ’50

 
 
 
 
 
Il loro è amore vero forte, ma i percorsi di partenza ed arrivo sono del tutto diversi.
 
 
Le opposte storie di vita, personali, familiari ed ambientali alla fine schiacciano questo amore pur pervicace.
 
 
 
 
 

Edda e Leonida diversi anni dopo la fine del confino


 
 
 
 
Lui non avrebbe mai lasciato la sua isola, lei non sarebbe mai andata a vivere laggiù…

 
 
 
 

Il muro fatto erigere da Leonida Buongiorno con i versi dell’Odissea


 
 
 
Del loro amore resta un muro, scolpito nel 1971, a pochi metri dal ristorante “Filippino”, con i versi del canto XII dell’Odissea, in cui Circe indica a Ulisse due rotte impossibili per tornare a Itaca…

 
 
 
 

Ristorante Filippino – Lipari

 
 

 

Questa storia d’amore un po’ folle ma sincera, appassionata e forse pirandellianamente vissuta nell’ambiguità fra il teatro e la vita,
sfuma pian piano in un’amicizia dolce, malinconica, appesa a un raggio di sole ma che continua fino al tramonto.
 
 
 
 

Edda Mussolini

 
 
 
 

mini fleurmini fleurmini fleur

 

 

 

ORA LA PAROLA…
ALLO SCOPRITORE ED AUTORE DEL LIBRO
MARCELLO SORGI

 
 
 

Marcello Sorgi

 
 
 
 
Il libro:
“Edda Ciano e il comunista. L’inconfessabile passione della figlia del duce” .
 
Si tratta di un saggio storico, edito da Rizzoli, che fa luce su una vicenda storico-sentimentale che per oltre sessant’anni é stata custodita gelosamente dagli eoliani, con questa intervista.
 
 
 
 

 

 

 

D: Questa storia è rimasta un segreto isolano per più di 60 anni, cosa l’ha spinta a rompere il “muro del silenzio” e soprattutto come ci è riuscito?
 
R: Mi ha spinto la curiosità, sono un giornalista e quindi è inevitabile che, se uno viene a conoscenza di una bella storia, cerca di ricostruirla.
E’ rimasta segreta stranamente perché io ho trovato anche un articolo del Corriere della Sera, che ho riportato nel libro, di quando Edda riceve la notizia che il suo confino è stato revocato. L’articolo racconta la vita di Edda Ciano a Lipari fra cui il fatto che lei faceva delle passeggiate con le amiche, andava nei ristoranti e “non disdegnava la compagnia di un noto esponente di un noto partito politico, l’aitante Leonida Buongiorno“. Lo stile giornalistico allora era un po’ più paludato di quello di oggi, il gossip non esisteva ancora però l’indizio c’era.
Alla fine della storia Leonida farà erigere un muro in memoria della sua storia con Edda Ciano: la ragione per cui è rimasto un segreto a Lipari è che il muro riporta una dedica a “Ellenica”, che è il soprannome che lui le aveva dato, ma non tutti sapevano a Lipari che Ellenica in realtà era Edda Ciano. Anche lui aveva dei soprannomi, lei lo chiamava Baiardo come il cavallo dell’Orlando Furioso o Lecret, che è il cognome di un generale che fece la guerra di liberazione di Cuba nell’800.
Leonida fa erigere questo muro anche per spiegare perché questa storia era finita: il muro contiene i versi del canto XII dell’Odissea in cui la maga Circe, che era innamorata di Ulisse, per trattenerlo gli dice che se parte qualunque rotta prenderà per tornare a Itaca, affonderà anche se prende la rotta più vicino a Lipari. Con un pizzico di interpretazione è abbastanza facile capire che se Circe era Edda e se Ulisse era Leonida, lui l’ha lasciata perché ha capito che comunque con lei sarebbe affondato. E’ stata una scelta di saggezza e prudenza perché poi lui ha potuto riprendere una vita normale, ha sposato una donna di Lipari, ha avuto un figlio, ha lavorato tutta la vita a Lipari. E’ stata anche una scelta dettata dalla paura perché a volte le storie d’amore troppo impegnative fanno anche paura.
 
 
 
 
 

Edda Ciano

 
 
 
 
D: Dal punto di vista storico questa vicenda è inquadrata nelle complesse vicende del tramonto del fascismo e della famiglia del Duce: quali elementi aggiunge il suo libro alle conoscenze storiche preesistenti?
 
R: Intanto aggiunge un capitolo inedito nella storia della vita di Edda; di Edda si sanno tante cose, lei stessa aveva fatto una sorta di autobiografia durante una lunga intervista televisiva che da cui è stato ricavato un libro, ma questo capitolo del confino e della sua storia con Leonida non si conosceva: è un inedito assoluto e aggiunge un pezzo che mancava alla sua biografia. Il libro aggiunge qualcosa anche al ritratto dell’Italia quando il fascismo è caduto: in quell’Italia lì Edda viene mandata al confino e, pur avendo lei delle responsabilità oggettive perché era la moglie di Ciano e la figlia di Mussolini, viene trattata con scarso rispetto dei diritti umani. Viene confinata a Lipari in un modo peggiore di quello con cui oggi vengono trattati i detenuti di Guantanamo; per usare i termini della madre di Edda, donna Rachele, “la gettano in un lurido tugurio“.
 
 
 
 
 

Un angolo di Lipari

 
 
 
Se lei non avesse conosciuto Leonida e non fosse stata “adottata” dalla sua famiglia, forse non sarebbe sopravvissuta al confino.
Parliamo di una persona che era uscita da una malattia nervosa, una depressione molto molto pesante, che era stata anche in manicomio in Svizzera e all’arrivo pesava 42 chili ed era quindi in uno stato di cattiva salute di cui non è stato tenuto conto prima di mandarla al confino.
E poi le accuse: lei era andata al confino con un’ ordinanza che l’accusava di aver provocato la seconda guerra mondiale. C’è un eccesso di retorica, ovviamente: se Edda avesse provocato la seconda guerra mondiale avrebbe meritato il tribunale di Norimberga, non il confino di Lipari
 
 
 
 
 

 
 
 
 
Accanto all’aspetto sentimentale della storia poi c’è un aspetto politico in questa storia: ciò che trattiene Leonida dal legarsi completamente a Edda è anche il fatto di essere comunista. Lui ha perfettamente presente il dubbio di mettersi con la figlia del Duce, capisce che la sua coscienza politica entra in contraddizione.
Lei invece è divertita, lo prende in giro perché considera il comunismo una sciocchezza, lo usa per intestare le lettere “mio caro e unico comunista ti amo assai“, e ancora “mio caro fidanzato non pensate che l’amore sia molto più importante della politica“.
Lei lo sfotte abbastanza anche perché ha alle spalle un’esperienza politica incredibile: ha conosciuto il Fuhrer e Churchill, è stata una donna che ha girato nelle cancellerie di mezza Europa mentre c’era la seconda guerra mondiale.
E’ abituata a misurare la realtà e la politica con un metro completamente diverso dalle illusioni di un giovane che ha fatto il partigiano, sogna la rivoluzione e che pensa che in Italia la sinistra vincerà e si farà una specie di partito socialista, c’è una distanza incredibile tra lei e lui.
Anche in questo senso il libro ci dà un’idea del clima politico dell’epoca.
 
 
 
 
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IL VIDEO
 
 
Segnalo infine che dal libro è stata tratta una fiction della RAI
di cui possiamo vedere alcune scene in questo video.
 
 

 
 
 
Tony Kospan

 
 
 
F I N E
 
 
 
FONTI WEB – COORDINAM. IMPAGINAZ. E ADATTAM. T. K.
 
 
 
 
Chi desidera legger la prima parte
di questa inimmaginabile
affascinante storia…
 
 
 
 
 

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Edda a Lipari

 
 
 
 
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