Archivio per l'etichetta ‘CANZONI MITICHE

Io te voglio bene assaje – Questa prima canzone napoletana classica (1835) era già dolce e poetica   Leave a comment

  
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Stavolta andremo molto a ritroso nel tempo…
addirittura nella prima metà dell’800… 
con questa storica mitica canzone…

 
  
 

 
 
 
 
 
 
 
Questa canzone fu presentata infatti
la prima volta il 7  settembre 1835 
alla Festa di Piedigrotta


 
 
 

 Festa di Piedigrotta – Antica stampa



Con essa comincia ufficialmente, per gli studiosi,  
la storia moderna della  grande canzone napoletana.



 

 IO TE VOGLIO BENE ASSAJE 

ATMOSFERE E NOTE… D’UN TEMPO

a cura di Tony Kospan  

 

 

 

 

 

 

LA STORIA  DELLA CANZONE
 
 
La nascita di questa canzone è molto controversa ma la tradizione,
condivisa dal grande poeta Salvatore Di Giacomo,
attribuisce la musica a Gaetano Donizetti, bergamasco,
grande estimatore delle canzoni napoletane… che all’epoca,
prima metà dell’ottocento, erano cantate ed apprezzate dappertutto.
 
 
Il motivo di ciò era la sublime bellezza della musica
ma in realtà sembra ormai accertato
che invece fu Filippo Campanella,
musicista ed amico da sempre dell’autore del testo.
 
 
 
 
 
 
 
 

La leggenda vuole che la canzone fosse cantata una sera
ad una festa tra amici che ne furono così entusiasti
che se la misero subito a cantare tutti insieme.
 

Il successo della canzone fu immediato e travolgente
al punto che veniva cantata e fischettata dappertutto
diventando quasi un tormentone
a tal punto che il Cardinale dell’epoca rimproverò,
più o meno bonariamente, il paroliere Roberto Sacco 
per aver dedicato la canzone all’amore umano.
 
 
 
 

 
 


 
LA MUSICA ED IL SIGNIFICATO DEL TESTO
 
 
Questa canzone ha in sé davvero qualcosa di magico.
 
 
La semplicità del testo… la freschezza del suono
la rendono una vera e propria opera d’arte poetica e musicale.
 
 

Essa ricorda per molti aspetti
anche grandi musiche classiche…
 

 
Il testo parla di un amore non corrisposto ma
lo fa in modo dolcemente e quasi allegramente coinvolgente
perché, com’è noto, a Napoli non è rara l’ironia
e l’autoironia sulle proprie disgrazie…

 
 
 

 
 
 


LA CANZONE
 
 

Ma eccola… ascoltiamola… cantata
dal grande Murolo insieme a Mia Martini

 
 
 




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“Inno all’amore” di Edith Piaf.. mitica.. poetica canzone nata da una triste “love story”   Leave a comment


 
 
 
 
 
 
 
 



Questa, da un recente sondaggio, risulta,
ancor oggi la canzone più amata dai francesi.

Quasi tutte le canzoni di Edith Piaf sono un mito
ed ognuna di esse  segna una tappa della sua vita.
ma questa contiene anche 
tutta la struggente ed enorme sofferenza
per la perdita del suo amato.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

INNO ALL’AMORE – 1949 – E. PIAF –



LA STORIA LA POESIA E LA CANZONE



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 ATMOSFERE E NOTE DI UN TEMPO


a cura di Tony Kospan 
 




 
 
 
 
 
 

LA STORIA

 
 
Il testo di questa  canzone è tutto della Piaf
mentre la musica è della musicista classica Marguerite Monnot
sua amica e collaboratrice anche in altre canzoni.


 
 
 
 
 
 
 


Edith scrisse questa canzone
dopo la morte dell’amato pugile marocchino Marcel Cerdan,
morto mentre volava verso di lei da New York
per un incidente aereo nelle Azzorre.


 
 
 
 
 
 
 
 
 

BREVE ANALISI DELLA CANZONE

 
 
Tutto, in questa canzone, dalle parole alla musica ,
è un forte, intenso, inno all’amore
proprio come indica il titolo.

La voce di Edith esprime tutte le sfumature
dell’assoluto dolore per un amore dal tragico destino
ma anche il permanere di una passione sublime
che nemmeno la morte può cancellare.




 
 
 
 
 



IL POETICO TESTO
 
 
INNO ALL’AMORE
Edith Piaf 



Il cielo blu su noi può crollare
 E la terra può sprofondare bene.
 Mi importa poco se mi ami
 Me ne frego del mondo intero
 
Purché l’amore innondera le mie mattine
 Purché il mio corpo rabbrividirà sotto le tue mani
 Mi importano poco i problemi
 Il mio amore, poiché mi ami
 
Andrei fino alla fine del mondo
 Mi farei tingere in bionda
 Se me lo chiedessi
 
Andrei a sganciare la luna
 Andrei a rubare la fortuna
 Se me lo chiedessi
 
Rinnegherei la mia patria
 Rinnegherei i miei amici
 Se me lo chiedessi
 
Si può ridere bene di me
 Farei qualsiasi cosa
 Se me lo chiedessi
 
Se un giorno la vita te strappa da me
 Se muori, che sia lontano da me
 Mi importo poco se mi ami
 Perché io morrei anche
 
Avremo per noi l’eternità
 Nel blu di tutta l’immensità.
 Nel cielo, non ci sono più problemi
 Il mio amore, credi che si amiamo?
 
Dio riunisce quelli che si amano!





 
 
 



IL VIDEO
 
 
 

Ecco ora la sua sentita interpretazione
di questa mitica… ma per lei sofferta… canzone



 
 
 
   
 
 
 


Buona visione e buon ascolto…
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CIAO DA TONY KOSPAN




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“Mille lire al mese” – La storica canzone (testo e video) ed un breve ricordo della cara.. vecchia moneta   Leave a comment

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.

I ricordi addolciscono la realtà del percorso di vita della Lira,

che non fu affatto sempre cosparso di rose e fiori, anzi,

ma in ogni caso le vogliamo bene,

perché è stata nostra compagna di vita*

fin dalla nostra nascita… per diversi decenni…

*Ovviamente vale solo per chi è nato nel secolo scorso







La lira è stata la nostra moneta ufficiale 

dal conseguimento dell’unità nazionale nel 1862 


fino all’introduzione dell’euro nel 1999.


Il suo simbolo era e le sigle erano L. o Lit


.

.





Ma veniamo alla mitica canzone…

scritta da Carlo Innocenzi e Alessandro Sopranzi

di cui è lei… la Lira… la grande protagonista…

.

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“Se potessi avere mille lire al mese” cantava Umberto Melnati

nel film nato a seguito del successo della canzone

Mille lire al mese – del 1939




Alida Valli nel film




MILLE LIRE AL MESE

.

ATMOSFERE E NOTE… D’UN TEMPO

.

a cura di Tony Kospan



La canzone ebbe gran successo…


Successo che è poi proseguito fino ai nostri giorni…







Oggi certo non ci bastano neanche lontanamente 1000 lire al mese

(poco di più di cinquanta centesimi attuali)

anzi non ci bastano per nulla nemmeno 1000 euro al mese…







Questa qui giù è l’ultima versione della banconota



di mille lire prima dell’avvento dell’euro..







Oggi questa simpatica canzone rimane

piacevole e storico simbolo dell’aspirazione dell’italiano medio

ad una vita di tranquillo… benessere.







Leggiamo ora il testo…


MILLE LIRE AL MESE


Che disperazione, che delusione dover campar

Sempre in disdetta, sempre in bolletta

Ma se un posticino domani cara io troverò

Di gemme d’oro ti coprirò

Se potessi avere mille lire al mese

Senza esagerare, sarei certo di trovare

Tutta la felicità

Un modesto impiego, io non ho pretese

Voglio lavorare per poter alfin trovare

Tutta la tranquillità

Una casettina in periferia

Una mogliettina giovane e carina

Tale e quale come te

Se potessi avere mille lire al mese

Farei tante spese, comprerei fra tante cose

Le più belle che vuoi tu

Ho sognato ancora, stanotte amore l’eredità

D’un zio lontano, americano

Ma se questo sogno non si avverasse, come farò?

Il ritornello ricanterò

Se potessi avere mille lire al mese

Senza esagerare

Sarei…








e poi ascoltiamola in questo video…

 dove vi sono diverse bellissime immagini 

sia di quel tempo… che della mitica… Mille Lire






Ciao da Tony Kospan




barra__grassbar.gif picture by RaiodeLuar

LA PAGINA DELLA POESIA E DELLA CULTURA VARIA
CON LEGGEREZZA




Funiculì funiculà – La vera storia e la simpatica canzone di fine ‘800 nelle versioni di Sergio Bruni e Bocelli   1 comment


 
 
Approfondiremo la conoscenza ed ascolteremo un’antica canzone che, 
nata all’epoca solo per… u n a  p u b b l i c i t à (!!!)
spiccò poi il volo verso alte vette di successo e di allegria
diventando famosa in tutto il mondo.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
  
FUNICULI’ FUNICULA’
LA STORIA… L’ATMOSFERA E LA CANZONE
a cura di Tony Kospan
 

 
 

 
 

LA STORIA

 

La canzone fu scritta nel 1880 in occasione dell’inaugurazione della prima funicolare di Napoli ed ebbe una gestazione velocissima… solo di poche ore… nascendo quindi quasi d’impeto dalla penna del giornalista Peppino Turco e dal musicista Luigi Denza.

 

 

Gli industriali brindano all’inaugurazione della funicolare

 

 

Essa doveva avere solo la funzione di pubblicizzare la Funicolare e di invogliare i cittadini ad utilizzarla… dato che era un mezzo di trasporto nuovo… ma riscosse un successo immediato sia per la musica, galoppante ed allegra, che per il simpatico testo.

 

 

 

 

Fu la canzone più cantata nella Piedigrotta (antica festa popolare che si teneva nel mese di settembre) di quell’anno ed il suo successo, travolgente come le sue note, travalicò monti ed oceani per diventare una delle canzoni più famose al mondo di tutti i tempi.



  

La festa di Piedigrotta



 
 
 Essa infatti è stata cantata dai più grandi cantanti…. di ogni epoca.

Interessante poi, dal punto di vista storico, è il fatto che questa è stata la prima canzone classica napoletana di cui sono noti sia l’autore del testo che quello della musica.

Le canzoni precedenti erano in pratica solo dei  canti popolari… ma gli anni di fine ‘800 furono davvero rivoluzionari in tutti i campi dalla scienza all’arte… dalla musica alla poesia… etc. 
 
 
 
 

 

 

LA CANZONE

 
 
L’ascolteremo ora prima in una versione cantata da Sergio Bruni 
potendone leggere il testo in originale…

 
 
 








e poi in quest’altro video possiamo ascoltarla

nell’interpretazione, anch’essa molto bella,

di Andrea Bocelli.

 


 

 

 
 
 
Ciao da Orso Tony
 
 
 
 
 
 
 





 
 
 

Ecco la reale “Ragazza di Ipanema” – La mitica canzone.. la sua storia e.. la poesia di Montale   Leave a comment









Ci sono canzoni che, forse perché baciate dalle stelle,
raggiungono un successo mondiale
e suscitano in tantissimi la curiosità di conoscerne la storia.


Questa, del 1962, è una di queste ed ebbe un tale successo
che suscitò perfino l’interesse del grande poeta 
Eugenio Montale
come potremo ora leggere in questo post. 
 
 
.
.
.
 
 
 
 
 

Parleremo dunque della storia di questa canzone,
 di Vinicius de Moraes, 
della ragazza musa ispiratrice del poetico testo…
della mitica spiaggia…
ed infine della poesia che Montale le dedicò.
 
Inoltre avremo anche la possibilità d’ascoltarla in 3 versioni.

 
 
 

Vinicius de Moraes e… la ragazza di Ipanema
 
 
 
 

E’ poi, da un punto di vista strettamente musicale, 
la canzone che ha fatto conoscere la Bossa Nova al mondo
ed ancor oggi è la Bossa Nova più cantata.
.
.




Ovviamente lui., l’autore, è Vinícius de Moraes


 poeta, cantante, compositore, drammaturgo e diplomatico brasiliano.





Vinícius de Moraes
(Rio de Janeiro, 19 ottobre 1913 – Rio de Janeiro, 9 luglio 1980)

  

 

IL POETICO TESTO
   

LA RAGAZZA DI IPANEMA
Vinicius de Moraes 

 Guarda che cosa mai bella
Così piena di grazia
E’ lei la ragazza che viene e che passa
In un dolce equilibrio camminando verso il mare

Fanciulla dal corpo dorato
Dal sole di Ipanema
Il suo incedere è più che un poema
E’ la cosa più bella che abbia visto passare

Ah! Come mi sento solo…
Ah! Come tutto è così triste…
Ah! La bellezza che esiste
La bellezza che non è solo mia
E che pure passa da sola

Ah! Se lei sapesse che quando passa
Il mondo intero si riempie di grazia
E diventa più bello grazie all’amore

Solo grazie all’amore.

  

Joao Gilberto e la spiaggia di Ipanema


 

LA CANZONE IN UNA 1° VERSIONE

 

Ascoltiamola in una prima versione cantata
dal grande Joao Gilberto

.

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Joao Gilberto

  
 ,
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,
in versione originale… portoghese.
.
  
 







LA STORIA DELLA CANZONE
.


La leggenda vuole che i due autori, Vinicius de Moraes e Antônio Carlos Jobim, si incontrassero regolarmente in un bar di Ipanema per scrivere una commedia musicale e che ora, per ricordare che lì nacque la canzone ora porta il suo nome.





Il bar, allora Bar Veloso, era sulla strada che una ragazza percorreva tutti i giorni per recarsi da casa alla scuola.
La ragazza si chiamava Heloisa Pinheiro.
Guardandola tutti i pomeriggi i due musicisti colsero da lei l’ispirazione per la canzone che scrissero sui tavolini del bar.
Oggi il Bar Veloso si chiama “The girl from Ipanema” e il nome della strada è divenuto, da Rua Montenegro, Rua Vinícius de Moraes.
 
 
 

 
 
 
In realtà la storia è diversa (e forse meno romantica). 
Eccola.
 Nonostante i due abbiano sicuramente frequentato il bar, la melodia di questa canzone venne composta da Jobim al pianoforte della propria abitazione, in Rua Barro da Torre, per una commedia (Blimp) che Moraes aveva in mente ma di cui non aveva ancora scritto nulla.
Vinicius aveva scritto le parole di questa canzone a Petropolis, vicino a Rio de Janeiro. 
Anche “Chega de Saudade” era stata scritta qui sei anni prima ma dedicandola proprio a Helô Pinheiro.
 
 
 
 
Heloisa Eneida Menezes Paes Pinto
 
 
 
 
Il titolo della canzone doveva essere Menina que passa  (La ragazza che passa).
 

Per quanto riguarda la ragazza, alta, abbronzata, mora con gli occhi verdi, bella e giovane, Jobim e Moraes la videro effettivamente passare molte volte davanti al Bar Veloso nell’inverno del 1962, perché Heloisa Eneida Menezes Paes Pinto, Helo per gli amici, viveva lì vicino in Rua Montenegro ed era cliente dello stesso bar.


Non c’era da stupirsi quindi che molti nel quartiere (e tutti in quel bar) la conoscessero.

 
 
  
 
LA CANZONE… 2° VERSIONE
 
 
Questa è in formato mp3…
 

 
  

 
 L’AMBIENTAZIONE: LA SPIAGGIA DI IPANEMA
  
Non meno importante, per il fascino della canzone,
è certamente l’ambiente in cui nacque:
la mitica spiaggia di… Ipanema


 
.
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.
La strada che attraversa la foresta Tijuca offre continuamente vedute spettacolari della spiaggia e del quartiere di Ipanema, del suo proseguimento Leblon e della Laguna Rodrigo de Freitas, che i carioca Chiamano la Lagoa. 
Questa è la zona ricca di Rio, sede di benessere e di carioca nouveau riche.
Ipanema (un nome indio che significa acque pericolose) si sviluppò come insediamento di frontiera nel 1894, con lunghe piste in terra battuta che correvano parallele alle dune di sabbia, e qualche capanna ai lati della strada. 
Considerato un avamposto sperduto ai confini della civiltà, il quartiere fu a lungo ignorato, finché la calca di Copacabana divenne insopportabile per i suoi residenti benestanti, che si spostarono in un’ altra spiaggia più a sud: Ipanema. 
 
 
 


Vinicius de Moraes e Helo Pinheiro qualche anno dopo
 
 
 
  
LA POESIA DI MONTALE
 
 
 
Infine ecco una sorprendente… poesia
di un insospettabile Montale dedicata proprio a lei.
 
 

Leggiadra ti distendi
sullo scoglio lucente di sale
e al sole bruci le membra.
Ricordi la lucertola
ferma sul masso brullo;
te insidia giovinezza,
quella il lacciòlo d’erba del fanciullo.
L’acqua’ è la forza che ti tempra,
nell’acqua ti ritrovi e ti rinnovi:
noi ti pensiamo come un’alga, un ciottolo
come un’equorea creatura
che la salsedine non intacca
ma torna al lito più pura.
Hai ben ragione tu!
Non turbare
di ubbie il sorridente presente.
La tua gaiezza impegna già il futuro
ed un crollar di spalle
dirocca i fortilizî
del tuo domani oscuro.
T’alzi e t’avanzi sul ponticello esiguo,
sopra il gorgo che stride:
il tuo profilo s’incide
contro uno sfondo di perla.
Esiti a sommo del tremulo asse,
poi ridi, e come spiccata da un vento
t’abbatti fra le braccia del tuo divino amico che t’afferra.
Ti guardiamo noi, della razza
di chi rimane a terra.
 
(Eugenio Montale, Ossi di seppia)


 Ragazza di Ipanema


 

LA CANZONE… 3° VERSIONE
 
 
Quest’ultima versione è in italiano
cantata da Bruno Martino.
 
Il video presenta anche altre immagini
della ragazza, della spiaggia etc…
 
 
 
 
 
 
 
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Infine concludiamo con 3 recenti immagini
della Ragazza di Ipanema… 
ora Nonna… ma sempre molto vivace.
 



 



 


 

F I N E 
 
 





Fonti e testi da vari siti web – rielaborazione ed impaginazione Orso Tony



PER CHI AMA LA STORIA I RICORDI E LE ATMOSFERE DI UN TEMPO





 


 
 
 

Le 2 ROSAMUNDA della musica – La classica di Schubert e la.. Polka anche con.. Gabriella Ferri   Leave a comment

 
 
 




Sono 2 le Rosamunda della musica (classica e polka)
e della seconda…
ascolteremo anche la rivisitazione magica e mitica
di Gabriella Ferri.

 
 
 
Frank Cadogan Cowper – Rosamunda ed Eleonora
 
 
 
 

LE 2 ROSAMUNDA DELLA MUSICA
 
 
 
 
 
 
LA SINFONIA DI SCHUBERT

 
 
 
J. W. Waterhouse – Rosamunda
 
 
 

Schubert la compose nel 1823 per corredare una commedia
di Helmine von Chezy
Rosamunda, principessa di Cipro“,
che narra di una pastorella ignara delle proprie illustri origini.
 

La commedia fu un fiasco fin dalla prima rappresentazione,
ma la musica di Schubert no
ed anzi è considerata tuttora, per la sua freschezza melodica,
un capolavoro della musica classica.

 
 
 
 


Franz Schubert (31.01.1797 – 19.11.1828)


 
 
 
 
 
LA POLKA
 
 
La seconda è invece una danza
dall'aria spensierata ed allegra…
scritta dal compositore cecoslovacco
Jaromír Vejvoda nel 1927
ma divenuta famosissima in Ungheria nel 1938
poco prima della seconda guerra mondiale…
 
 
Grandi musicisti americani come Glenn Miller, Benny Goodman
e Billie Holiday la resero celebre nel mondo.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Giunse in Italia nel 1943/1944 
al seguito delle truppe americane
ed un paio di decenni dopo 
Gabriella Ferri 
ricreò e rivitalizzò questo canto
rendendolo ancora più straordinario
con la sua mitica interpretazione.

 
 
 
 
 18.09.1942 – 03.04.2004

 


 
 
Sono dunque 2 musiche diversissime…
ma, a mio parere, entrambe, nel loro ambito,
super… godibili. 

 
 
Iniziamo dunque… con il video della
 
 
ROSAMUNDA DI SCHUBERT…
IN VERSIONE BALLETTO…
(che preferisco)

 
 
 






 
 
 
 
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e qui, quello della
 
ROSAMUNDA POLKA…



 
 
 
 
 
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E dulcis in fundo la mitica
ROSAMUNDA
di Gabriella Ferri



 
 
 

Buoni ascolti e… buone visioni…
 se vi va.
 
 
 
Orso Tony



LA POESIA… LA CULTURA… IL LORO FANTASTICO MONDO…
E LE LORO SUBLIMI EMOZIONI… NELLA PAGINA FB
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Breve ricordo della nostra cara “lira” anche con la storica canzone “Mille lire al mese”   Leave a comment




Nell’anniversario della cessazione del corso legale della Lira,

il 28 febbraio 2002,

mi fa piacere ricordar la nostra vecchia moneta.








I ricordi addolciscono la realtà del suo percorso di vita,

che non fu affatto sempre cosparso di rose e fiori…, anzi,

ma in ogni caso le vogliamo bene,

perché è stata nostra compagna di vita*

fin dalla nostra nascita… per diversi decenni.

*Ovviamente vale solo per chi è nato nel secolo scorso








La lira è stata la nostra moneta ufficiale
dal conseguimento dell’unità nazionale nel 1862
fino all’introduzione dell’euro nel 1999.

Il suo simbolo era e le sigle erano L. o Lit








Aggiungo al brevissimo ricordo questo mio post dedicato

alla mitica canzone… Mille lire al mese.


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La lira è stata la nostra moneta ufficiale
dal conseguimento dell'unità nazionale nel 1862
fino all'introduzione dell'euro nel 1999.

Il suo simbolo era e le sigle erano L. o Lit


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Ma veniamo alla mitica canzone…

scritta da Carlo Innocenzi e Alessandro Sopranzi

di cui è lei… la Lira… la grande protagonista.


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“Se potessi avere mille lire al mese” cantava Umberto Melnati

nel film nato a seguito del successo della canzone

Mille lire al mese – del 1939




Alida Valli nel film




MILLE LIRE AL MESE


ATMOSFERE E NOTE… D’UN TEMPO

a cura di Tony Kospan



La canzone ebbe gran successo.


Successo che è poi proseguito fino ai nostri giorni.







Oggi certo non ci bastano neanche lontanamente 1000 lire al mese

(poco di più di cinquanta centesimi attuali)

anzi non ci bastano per nulla nemmeno 1000 euro al mese.







Questa qui giù è l'ultima versione della banconota


di mille lire prima dell'avvento dell'euro..







Oggi questa simpatica canzone rimane

piacevole e storico simbolo dell’aspirazione dell’italiano medio

ad una vita di tranquillo… benessere.







Ascoltiamola… ora qui in questa versione del 1939

cantata da Carlo Buti potendo nel contempo

leggere il testo.






Se si vuole, poi possiamo ascoltarla anche qui,

in questo video, dove vi sono

anche diverse bellissime immagini sia di quel tempo

che della mitica… Mille Lire.






Ciao da Tony Kospan



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LA PAGINA DELLA POESIA E DELLA CULTURA VARIA
CON LEGGEREZZA




Breve ricordo del grande chansonnier Gilbert Bécaud anche con la mitica canzone poesia “Et maintenant” in 2 versioni   3 comments

 



E’ considerato il più grande chansonnier di sempre

ed ha fatto cantare, a partire dal dopoguerra, tutta la Francia.



Conosciamolo… ascoltiamolo.

 

 

Tolone 24.10.1927 – Parigi 18.12.2001

 

 

BREVISSIMA BIOGRAFIA

 

 

La sua carriera iniziò presto ma ebbe la svolta decisiva agli inizi degli anni 50 grazie alla collaborazione con la mitica Edith Piaf. 

Per le emozioni “elettrizzanti” che dava agli spettatori gli fu dato il soprannome,  dopo uno favoloso spettacolo all’Olimpia, di “monsieur 100.000 volts“.

 

 

 

 

 

 

Ha avuto una lunghissima carriera artistica densa di tantissimi successi e riconoscimenti, sia in Francia che in tutta Europa, come cantante certo… ma anche come attore cinematografico…

 

Nel 1974 gli fu assegnata l’onorificenza della Legion d’onore.

 

A Parigi ha visssuto nella sua casa galleggiante sulla Senna.

 

Si è sposato due volte ed ha avuto cinque figli.

 

La canzone che lo consacrò come un grandissimo artista è certamente “Et maintenant”  del 1961 ed è con essa che mi fa piacere ricordarlo.

 

 

 

 

 

 

ET MAINTENANT 
LA STORIA – IL SIGNIFICATO – IL TESTO E… L’ASCOLTO
 

 

Una canzone… una poesia… un mito…

 

Sublime poetica e musicale descrizione

del perdimento di sé per la fine di un grande amore.


 

 


 

 

 

STORIA DELLA CANZONE

 

La canzone è del 1961… autori Pierre Delanoë e Gilbert Bécaud.

E’ stato (ed è ancora) uno dei più grandi successi della storia della musica leggera francese ed è stato interpretato tra gli altri, da Frank Sinatra e Judy Garland nella versione tradotta in inglese di What now my love… ed in italiano soprattutto da Battiato con il testo tradotto da lui.

La passionalità e la durezza quasi drammatica di Becaud nell’interpretazione di Battiato è sostituita da quella malinconica dolcezza che caratterizza il pensiero direi anche filosofico… del nostro grande cantautore…

 

 

 

IL SIGNIFICATO DELLA CANZONE

Sono magiche le parole disperate di quest’uomo, ormai solo in una Parigi che gli appare estranea.

Parole magiche che insieme alle note parlano ai nostri cuori…

Sente d’aver perso tutto perdendo il suo amore…e si chiede:

E adesso cosa farò?

Notti e giorni si susseguono ormai senza senso…

Gli è rimasto il mondo… tutto il mondo…

Ma tutto il mondo… è nulla senza di lei…

 

 

 

IL TESTO

ET MAINTENANT

Traduz. di… Franco Battiato…

 

 

 

 

E ADESSO


E adesso cosa farò
di tutto questo tempo cosa sarà la mia vita
e tutte queste persone che mi sono indifferenti
ora che sei partita.
Tutte queste notti, perchè per chi
e questo mattino che viene per niente
questo cuore che batte, per chi, perchè
e ora cosa farò
verso quale niente scivolerà la mia vita
e tutte queste persone che mi sono indifferenti
ora che sei partita.
Tutte queste notti, perchè per chi
e questo mattino che viene per niente
questo cuore che batte, per chi, perchè
che batte troppo forte, troppo forte.
e ora cosa farò
verso quale nulla scivolerà la mia vita
tu mi hai lasciato tutta la terra
ma la terra senza te è piccola.
Voi, amici miei, siate gentili
sapete bene che non si ci si può far nulla
anche Parigi muore di noia
tutte le strade mi uccidono
e ora cosa farò
riderò per non piangere
brucerò notti intere
al mattino ti odierò
e una sera nel mio specchio
vedrò la fine del mio cammino
non un fiore e non una lacrima
al momento dell’addio
non ho veramente più niente da fare
Non ho veramente più niente…

 

 

 

 

Ma ora ascoltiamola….

prima nella versione originale di Becaud…

 

 

 

 

 

 

e poi in quella di Battiato…

 

 

 

 

 

CIAO DA TONY KOSPAN





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“I’ Te Vurria Vasà!” (Ti vorrei baciare) – La storia.. la poesia e l’antica.. classica canzone napoletana in 2 versioni   Leave a comment

 


Stavolta è il turno di una canzone del 1900
che fa parte della nutrita schiera
delle grandi canzoni napoletane classiche. 



Questa è stata una delle migliori ambasciatrici nel mondo
del fascino della grande musica napoletana.

 


 
 
 

I’ TE VURRIA VASA’
L’ ATMOSFERA, LA STORIA, IL TESTO…
E LA CANZONE… (IN 2 VERSIONI)
a cura di Tony Kospan

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  Prima però immergiamoci nell’atmosfera di quell’anno

con diverse immagini d’epoca
 
 
 
 L’ATMOSFERA DEL 1900

 
 
 

 

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 Napoli – Scalinata di Santa Lucia
 
 


LA SIMPATICA STORIA DELLA CANZONE
 
 
 
A conferma, se ce ne fosse bisogno, che si tratta di una canzone-poesia,
il testo è del poeta Vincenzo Russo.
 
Siamo a cavallo del 1900 e l’autore era a letto con la febbre.


L’andò a visitare l’amico musicista Di Capua
(l’autore della musica di “O sole mio”)
tutto contento per aver incassato un anticipo dalla sua Casa Musicale 
sia per dividerlo con lui… che per regalargli un biglietto
per una serata al famoso Salone Margherita
(piccolo teatro napoletano adibito a spettacoli musicali leggeri)
dove si esibiva uno dei più grandi cantanti dell’epoca Armando Gill.


 
 
 
 
 
 
 


Prima che andasse via il Russo, pur stando nel letto,
infilò il testo della canzone nelle tasche dell’amico musicista.
 
 
Il giorno dopo Di Capua accortosi del foglietto
compose di getto la musica
che il poeta disse poi esser proprio quella da lui sognata.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

La canzone, per il poetico testo e per la dolcezza della musica,
è considerata una delle più belle canzoni d’amore
della storia della musica… di sempre.
 
 
La riprova sta nel fatto che essa ha avuto, nel corso
dei suoi 120 anni di vita, tantissimi grandissimi interpreti.

 
 
 
 

Rogelio de Egusquiza


 
 
 
 

IL TESTO ORIGINALE E IN ITALIANO
 
 
 
 
 

I’ te vurria vasa’
(V.Russo, Di Capua)  
 
Ah! Che bell’aria fresca…
Ch’addore ‘e malvarosa…
E tu durmenno staje,
‘ncopp’a sti ffronne ‘e rosa!
 
‘O sole, a poco a poco,
pe’ stu ciardino sponta…
‘o viento passa e vasa
stu ricciulillo ‘nfronte!
 
I’ te vurría vasá…
I’ te vurría vasá…
ma ‘o core nun mm”o ddice
‘e te scetá…
‘e te scetá!…
 
I’ mme vurría addurmí…
I’ mme vurría addurmí…
vicino ô sciato tujo,
n’ora pur’i’…
n’ora pur’i’!…
 
Tu duorme oje Rosa mia…
e duorme a suonno chino,
mentr’io guardo, ‘ncantato,
stu musso curallino…
 
E chesti ccarne fresche,
e chesti ttrezze nere,
mme mettono, ‘int”o core,
mille male penziere!
 
I’ te vurría vasá…
……………………….
Sento stu core tujo
ca sbatte comm’a ll’onne!
Durmenno, angelo mio,
chisà tu a chi te suonne…
 
‘A gelusia turmenta
stu core mio malato:
Te suonne a me?…Dimméllo!
O pure suonne a n’ato?
 
I’ te vurría vasá…
 
 
Ti vorrei baciar
(libera trad. di Tony Kospan)
 
Ti vorrei baciar
(libera trad. Tony Kospan)
Ah! che bell’aria fresca
ch’odor di malvarosa.
E tu stai dormendo
su queste foglie di rosa.

Il sole a poco a poco
spunta in questo giardino;
il vento passa e bacia
il ricciolino in
fronte.

Io vorrei baciarti…

Io vorrei baciarti…
Ma il cor non ho
di svegliarti…
di svegliarti…

Io vorrei addormentarmi
Io vorrei addormentarmi
vicino al tuo respiro
per un’ora anch’io…

per un’ora anch’io…

Tu dormi, o Rosa mia?
E dormi profondamente;
mentr’io guardo, incantato,
questa tua bocca corallina.

E queste carni fresche,
e queste trecce nere,
mi mettono nel cuore
mille segreti pensieri.

Vorrei baciarti.

……………………….

Sento il cuore tuo
che batte come l’onde.
Dormendo , angelo mio,
chissà a chi stai sognando…

La gelosia tormenta
il  cuore mio malato;
Stai sognando me? Dimmelo…
Oppure sogni un altro?

Io vorrei baciarti…

 
 
 
De Nittis – Signora napoletana
 
 



LA CANZONE 
 
 
 
 
Ascoltiamola prima nella versione di Massimo Ranieri
 
 
 
 
 

 
 
 
 
e poi, se ci va, in quella ancor più… cesellata… di Sergio Bruni.
 
 
 
 
 
 
 


Ciao da Tony Kospan
 
 

 
 
– COPYRIGHT – T.K. –



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Gilbert Bécaud.. grande chansonnier – Mini biografia e la sua mitica canzone-poesia “Et maintenant” in 2 versioni   Leave a comment

 

 

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E’ considerato uno dei più grandi chansonnier di sempre

ed ha fatto cantare, a partire dal dopoguerra, tutta la Francia.


Conosciamolo… ascoltiamolo…

 

 

Tolone 24.10.1927 – Parigi 18.12.2001

 

 

BREVISSIMA BIOGRAFIA

 

 

La sua carriera iniziò presto ma ebbe la svolta decisiva agli inizi degli anni 50 

grazie alla collaborazione con la mitica Edith Piaf.


Per le emozioni “elettrizzanti” che dava agli spettatori gli fu dato il soprannome,  

dopo uno favoloso spettacolo all’Olimpia, di “monsieur 100.000 volts“.

 

 

 

 

 

 

Ha avuto una lunghissima carriera artistica densa di tantissimi successi e riconoscimenti,


in Francia e in tutta Europa, come cantante certo, ma anche come attore di cinema.


 

Nel 1974 gli fu assegnata l’onorificenza della Legion d’onore.


 

A Parigi ha vissuto nella sua casa galleggiante sulla Senna.


 

Si è sposato due volte ed ha avuto cinque figli.


 


La canzone che lo consacrò come un grandissimo artista è certamente “Et maintenant” 

.

del 1961 ed è con essa che mi fa piacere ricordarlo.


 

 

 

 

 

 

ET MAINTENANT 
LA STORIA – IL SIGNIFICATO – IL TESTO E… L’ASCOLTO
 

 

 

Una canzone… una poesia… un mito!

 

Sublime poetica e musicale descrizione

del perdimento di sé per la fine di un grande amore.


 

 


 

 

 

STORIA DELLA CANZONE

 

La canzone è del 1961… autori Pierre Delanoë e Gilbert Bécaud.

E’ stato (ed è ancora) uno dei più grandi successi della storia della musica leggera francese ed è stato interpretato tra gli altri, da Frank Sinatra e Judy Garland nella versione tradotta in inglese di What now my love… ed in italiano soprattutto da Battiato con il testo tradotto da lui.

La passionalità e la durezza quasi drammatica di Becaud nell’interpretazione di Battiato è sostituita da quella malinconica dolcezza che caratterizza il pensiero direi anche filosofico… del nostro grande cantautore…

 

 

 

 

IL SIGNIFICATO DELLA CANZONE

 

Sono magiche le parole disperate di quest’uomo, ormai solo in una Parigi che gli appare estranea.

Parole magiche che insieme alle note parlano ai nostri cuori…

Sente d’aver perso tutto perdendo il suo amore…e si chiede:

E adesso cosa farò?

Notti e giorni si susseguono ormai senza senso…

Gli è rimasto il mondo… tutto il mondo…

Ma tutto il mondo… è nulla senza di lei…

 

 

 

 

IL TESTO


ET MAINTENANT


Traduz. di… Franco Battiato


 

 

 

 


E ADESSO


E adesso cosa farò
di tutto questo tempo cosa sarà la mia vita
e tutte queste persone che mi sono indifferenti
ora che sei partita.
Tutte queste notti, perché per chi
e questo mattino che viene per niente
questo cuore che batte, per chi, perché
e ora cosa farò
verso quale niente scivolerà la mia vita
e tutte queste persone che mi sono indifferenti
ora che sei partita.
Tutte queste notti, perché per chi
e questo mattino che viene per niente
questo cuore che batte, per chi, perchè
che batte troppo forte, troppo forte.
e ora cosa farò
verso quale nulla scivolerà la mia vita
tu mi hai lasciato tutta la terra
ma la terra senza te è piccola.
Voi, amici miei, siate gentili
sapete bene che non si ci si può far nulla
anche Parigi muore di noia
tutte le strade mi uccidono
e ora cosa farò
riderò per non piangere
brucerò notti intere
al mattino ti odierò
e una sera nel mio specchio
vedrò la fine del mio cammino
non un fiore e non una lacrima
al momento dell’addio
non ho veramente più niente da fare
Non ho veramente più niente…

 

 

 

 

Ma ora ascoltiamola….

prima nella versione originale di Becaud…

 

 

 

 

 

 

e poi in quella di Battiato…

 

 

 

 

 

CIAO DA TONY KOSPAN…




       
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