Archivio per l'etichetta ‘CANZONE POESIA

NOI E LO SCORRERE DEL TEMPO – Una grande poesia ed una grande canzone ci parlano di questo difficile tema   Leave a comment



Il tempo è una delle più importanti e misteriose
dimensioni del nostro vivere…
ed ha sempre incuriosito ed affascinato l'Umanità







IL TEMPO
IN UNA GRANDE POESIA
ED IN UNA GRANDE CANZONE


Sant'Agostino diceva:
Se nessuno me lo chiede, so cos'è il tempo,
ma se mi si chiede di spiegarlo, non so cosa dire”.







A proposito dello scorrere del tempo e del rischio di sprecarlo…
ecco quella che è forse la più bella poesia/preghiera che esista.

E' di uno scrittore e filosofo francese del secolo scorso.






INSEGNAMI AD USARE BENE IL TEMPO
Jean Guitton
 

Dio mio,

insegnami ad usare bene il tempo che tu mi dai

e ad impiegarlo bene, senza sciuparne.

Insegnami a prevedere senza tormentarmi,

insegnami a trarre profitto dagli errori passati,

senza lasciarmi prendere dagli scrupoli.

Insegnami ad immaginare l’avvenire

senza disperarmi che non possa essere

quale io l’immagino.

Insegnami a piangere sulle mie colpe

senza cadere nell’inquietudine.

Insegnami ad agire senza fretta,

e ad affrettarmi senza precipitazione.

Insegnami ad unire la fretta alla lentezza,

la serenità al fervore, lo zelo alla pace.

Aiutami quando comincio,

perché è proprio allora che io sono debole.

Veglia sulla mia attenzione quando lavoro,

e soprattutto riempi Tu i vuoti delle mie opere.

Fà che io ami il tempo

che tanto assomiglia alla Tua grazia

perche’ esso porta tutte le opere alla loro fine

e alla loro perfezione

senza che noi abbiamo l’impressione

di parteciparvi in qualche modo.
.
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Sempre in materia di Tempo,
e sempre di un autore francese,
è la famosissima.. mitica canzone-poesia che segue
e di cui possiamo leggere il testo originale
mentre l'ascoltiamo nel video in lingua originale…
che segue…



Avec le temps
(Con il tempo)
di Léo Ferré

Col tempo sai, col tempo tutto se ne va
Non ricordi più il viso, non ricordi la voce
Quando il cuore ormai tace a che serve cercare
Ti lascio andare, forse meglio così


Col tempo sai, col tempo tutto se ne va
L'altra che adoravi, che cercavi nel buio
L'altra che indovinavi in un batter di ciglia
E tra le frasi e le righe e il fondotinta
Di promesse agghindate per uscire a ballare


Col tempo sai, tutto scompare.
Col tempo sai col tempo tutto se ne va
Ogni cosa appassisce e mi scopro a frugare
In vetrine di morti,
Quando il sabato sera
La tenerezza rimane senza compagnia.


Col tempo sai, col tempo tutto se ne va
L'altra a cui tu credevi per un raffreddore, per niente
L'altra che ricoprivi di gioielli e di vento
Per cui avresti impegnato anche l'anima al monte
A cui ti trascinavi alla pari di un cane


Col tempo sai tutto va bene
Col tempo sai, col tempo tutto se ne va
Non ricordi più il fuoco, non ricordi le voci
Della gente da poco e il loro sussurrare
Non ritardare copriti con il freddo che fa.


Col tempo sai, col tempo tutto se ne va
E ti senti il biancore di un cavallo sfiancato
In un letto straniero ti senti gelato
Solitario ma in fondo in pace col mondo
E ti senti ingannato dagli anni perduti
E allora, col tempo sai… non si ama più.






BUON ASCOLTO…


CIAO DA TONY KOSPAN

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Arte, buonumore, musica classica e moderna,
poesie, racconti, test, riflessioni, storia
ma anche umorismo curiosità etc…
nella tua pagina di sogno…










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IL FIGLIO DELLA LUNA – Canzone poetica e.. fantasy che appare una saga d’amore e gelosia   Leave a comment




Nessun testo alternativo automatico disponibile.



“Per chi non fraintenda,
narra la leggenda
di quella gitana che pregò la Luna
bianca ed alta nel ciel”



IL FIGLIO DELLA LUNA
UNA CANZONE CHE E' ANCHE UN… BELLA STORIA…
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La canzone il cui titolo originale è

Hijo De La Luna

è dei Mecano, un gruppo spagnolo,

e fa parte di un LP di cui è la perla

Per testo, fantasy e musica affascinante…

riscuote da sempre grande successo.

Conosciamola… e poi ascoltiamola.

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L'immagine può contenere: 1 persona, cielo, nuvola, notte, spazio all'aperto e natura

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LA STORIA

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E' la commovente leggenda di una zingara

che disperata chiese alla luna il ritorno dell’uomo che amava.

La Luna acconsentì purché potesse accudire personalmente

il suo primo figlio.

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Alla nascita del bimbo, bianco come il latte, il suo uomo

“scuro come il fumo” – credendosi tradito – la uccise…

ed abbandonò il figlio della Luna.

La musica è struggente così come la voce della Torroja

e la canzone tocca i punti più profondi del nostro cuore.

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L'immagine può contenere: nuvola, cielo e notte

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Ma ecco, per chi desidera conoscerla meglio,

il testo in italiano.

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IL FIGLIO DELLA LUNA

Per chi non fraintenda
narra la leggenda
di quella gitana
che pregò la luna
bianca ed alta nel ciel
mentre sorrideva
lei la supplicava
«fa che torni da me»
«tu riavrai quell’uomo
pelle scura
con il suo perdono
donna impura
però in cambio voglio
che il tuo primo figlio
venga a stare con me»
chi suo figlio immola
per non stare sola
non è degna di un re

Luna adesso sei madre
ma chi fece di te
una donna non c’è
dimmi luna d’argento
come lo cullerai
se le braccia non hai
figlio della luna

Nacque a primavera
un bambino
da quel padre scuro
come il fumo
con la pelle chiara
gli occhi di laguna
come un figlio di luna
«questo è un tradimento
lui non è mio figlio
ed io no, non lo voglio»

Luna adesso sei madre
ma chi fece di te
una donna non c’è
dimmi luna d’argento
come lo cullerai
se le braccia non hai
figlio della luna

II gitano folle
di dolore
colto proprio al centro
dell’onore
l’afferrò gridando
la baciò piangendo
poi la lama affondò
corse sopra al monte
col bambino in braccio
e lì lo abbandonò

Luna adesso sei madre
ma chi fece di te
una donna non c’è
dimmi luna d’argento
come lo cullerai
se le braccia non hai
figlio della luna

Se la luna piena
poi diviene
è perché il bambino
dorme bene
ma se sta piangendo
lei se lo trastulla
cala e poi si fa culla
ma se sta piangendo
lei se lo trastulla
cala e poi si fa culla

.
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E' stata tradotta in diverse lingue e sulle sue note

sono stati creati stupendi video… musicali.

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Ne presento ora 2…

entrambi belli… ma ciascuno a modo suo.

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Questo il primo.

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e questo è il secondo

forse preferibile per la bellezza delle immagini

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CIAO DA TONY KOSPAN



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PER LE NOVITA' DEL MONDO DI ORSOSOGNANTE






L'immagine può contenere: una o più persone, notte e cielo

Tu che m’hai preso il cuor – La mitica ed antica canzone-poesia con la sua storia e l’atmosfera del tempo   Leave a comment




Questa è un’altra canzone che è andata oltre…
molto oltre il suo tempo… giungendo quasi intatta…
in quanto a bellezza e piacere d’ascolto…
ai nostri giorni…
 
 
Una canzone… classica… classicissima…
e non solo perché nata dall’operetta…





 
 
 
 

TU CHE M’HAI PRESO IL CUOR
 
ATMOSFERE E NOTE… DI QUALCHE TEMPO FA…
 
 Tony Kospan
 
 

  


 

  


 
Come sempre iniziamo con alcune immagini del 1929…
 
 
 
   
Stanlio e Onlio nel  1929 




La spiaggia di Fregene nel 1929




Donne al lavoro




 
 
 


Tu che m’hai preso il cuor è infatti il titolo di una romanza tratta dall’operetta Il paese del sorriso (Das Land des Lächelns) musicata da Ferenc Lehár su libretto di Ludwig Herzer e Fritz Löhner-Beda (per l’Italia Edizioni Suvini Zerboni), andata in scena per la prima volta al Metropol-Theater di Berlino il 10 ottobre 1929  

 

 


 
 
 
 

Per la musica e le parole il brano gode di tanta notorietà da allora da essere entrato – come standard – nel repertorio della musica popolare.
 
E' stato infatti inciso sia da cantanti lirici che di musica leggera. 
 
 

 


 
 


Il brano è, nella sua versione originale, un duetto d’amore tra la giovane occidentale Lisa ed il principe cinese Sou-Chong.
 
I due innamorati, disposti a inseguirsi tra Vienna e la Cina, sfidano le difficoltà derivanti dalle diverse culture ma alla fine riusciranno a giurarsi amore eterno.


 
 
 
 
Tamara de Lempicka autoritratto – 1929

 
 
 

La musica  e le parole, ed in particolare il refrain che segue, rivela appieno il senso del sentimento amoroso che unisce i due giovani protagonisti e fa di questo brano uno dei classici delle canzoni per innamorati:


 
 
 





« Ti vedo tra le rose
ti dico tante cose
se il vento lieve t’accarezza
un profumar di giovinezza
mi fai tremar
La notte sogno tremando di te
quale incantesimo il mio cuor sul tuo cuor
mentre si schiudono le pupille tue d’or. » 



 


 
 

Ascoltiamola dunque in questa versione cantata, come sempre alla grande, da Pavarotti

 

 
 
 

 

 

 

 

 CIAO DA TONY KOSPAN 

  







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UN MODO DIVERSO DI VIVER
LA POESIA E LA CULTURA
NELLA PAGINA FB







Inno all’amore – La mitica poetica canzone di Edith Piaf per la morte del suo amato (anche con la sua storia)   1 comment


 
 
 
 
 
 
 
 



Questa, da un sondaggio, risulta,
ancor oggi la canzone più amata dai francesi.

Quasi tutte le canzoni di Edith Piaf sono un mito
ed ognuna di esse  segna una tappa della sua vita.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

INNO ALL'AMORE – 1949 – E. PIAF –


LA STORIA LA POESIA E LA CANZONE



 
 
 
 
 

ATMOSFERE E NOTE DI UN TEMPO


a cura di Tony Kospan 
 




 
 
 
 
 
 
LA STORIA

 
 
Il testo di questa  canzone è tutto della Piaf
mentre la musica è della musicista classica Marguerite Monnot
sua amica e collaboratrice anche in altre canzoni.
 
 
 
 
 
 
 


Edith scrisse questa canzone
dopo la morte dell'amato pugile marocchino Marcel Cerdan,
morto mentre volava verso di lei che si a New York
per un incidente aereo nelle Azzorre.


 
 
 
 
 
 
 
 
 

BREVE ANALISI DELLA CANZONE

 
 
Tutto, in questa canzone, dalle parole alla musica… ,
è un forte… intenso… inno all'amore
proprio come afferma il titolo…

La voce di Edith esprime tutte le sfumature
dell'assoluto dolore per un amore dal tragico destino
ma anche il permanere di una passione sublime
che nemmeno la morte può cancellare.
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 
 
 

IL POETICO TESTO

 
 
INNO ALL’AMORE


Edith Piaf


 


Il cielo blu su noi può crollare
 E la terra può sprofondare bene.
 Mi importa poco se mi ami
 Me ne frego del mondo intero
 
Purché l'amore innondera le mie mattine
 Purché il mio corpo rabbrividirà sotto le tue mani
 Mi importano poco i problemi
 Il mio amore, poiché mi ami
 
Andrei fino alla fine del mondo
 Mi farei tingere in bionda
 Se me lo chiedessi
 
Andrei a sganciare la luna
 Andrei a rubare la fortuna
 Se me lo chiedessi
 
Rinnegherei la mia patria
 Rinnegherei i miei amici
 Se me lo chiedessi
 
Si può ridere bene di me
 Farei qualsiasi cosa
 Se me lo chiedessi
 
Se un giorno la vita te strappa da me
 Se muori, che sia lontano da me
 Mi importo poco se mi ami
 Perché io morrei anche
 
Avremo per noi l'eternità
 Nel blu di tutta l'immensità.
 Nel cielo, non ci sono più problemi
 Il mio amore, credi che si amiamo?
 
Dio riunisce quelli che si amano!

 

 
 
 


 
 
 
 
 
 
 

IL VIDEO
 
 
 

Ecco ora la sua sentita interpretazione
di questa mitica… ma per lei sofferta… canzone


 
 
 
  


 
 
 


Buona visione e buon ascolto…
.
.
CIAO DA TONY KOSPAN




PER LE NOVITA' DEL BLOG

SE IL BLOG TI PIACE


I S C R I V I T I








 
 
 

Odoardo Spadaro – Breve ricordo di un mito della canzone italiana del 1° 900 con “Porta un bacione a Firenze” e “Sulla carrozzella”   Leave a comment

.



Questo grande cantante, ma anche cantautore,

ha lasciato un grande segno

nella storia della musica leggera italiana.


Cercherò di tracciare un breve ricordo dell'artista

anche grazie ad una sua canzone mitica

che ebbe successo in tutto il mondo…

e che ci fa ancor oggi rivivere le belle atmosfere di un tempo…

 

 

 

 

Odoardo Spadaro

è considerato il secondo vero cantautore italiano,

dopo Armando Gill,

essendo stato l'autore di molte delle sue canzoni…


Conosciamo un po'  l'atmosfera del 1938 prima di ascoltarla.

 

 
 
 
(Firenze 16 1 1893 – Careggi 26 6 1965)
 
 
.
 
PORTA UN BACIONE A FIRENZE
Di Lazzaro – Bruno (1938)
   
 
Siamo nell'anno in cui l'Italia vince il suo secondo
Campionato del mondo di calcio…

 
 
 



 
 
 .
.
ma anche nell'anno in cui vengono emanate le leggi razziali…






 


quando nasce questa canzone innegabilmente legata
al suo primo e massimo interprete,
 
 .
.
 



 
 
.
.
.
il fiorentinissimo Odoardo Spadaro

 
 



 
Gino Bartali al Tour de France

 
 
 
Il “bacione” era realmente legato alla nostalgia degli emigranti.
che Spadaro, all'epoca del fascismo,
frequentava moltissimo preferendo andare in giro per il mondo…
piuttosto che stare in Italia…
in quanto insofferente al peso della dittatura…

 
 
 
 
Il mitico pilota Tazio Nuvolari in veste di… fotografo
 
 
 

Fu, anche grazie a ciò,
che egli fu uno dei primi (ed ancor oggi pochi) artisti italiani
ad avere un grande successo internazionale.

 
 
 
 
1938 – Vivacious Lady
 
 
 


La canzone poi nel 1955 divenne anche un fim…

 
 
 



 
 
 


ed in epoca più recente è stata riportata in auge da Nada.
 
 
 Veniamo ora alla canzone
che possiamo ascoltare cantata proprio da Spadaro
potendo leggerne anche il testo.

 
 
 
 


 
 
 

Altra sua mitica canzone è poi certamente “Sulla carrozzella”,
che, come scrisse Enzo Biagi,
 nacque all'epoca del razionamento della benzina
che aveva causato la scomparsa dalle strade delle macchine….
 
 
 
 
 
 
 

 
Al suo funerale tutta la folla cantò proprio…
Porta un bacione a Firenze

 

 

F I N E

 

 





LA TUA NUOVA PAGINA
PER COLORARE LE TUE ORE…

 

 

 

 





 

Mini antologia delle canzoni che ci ricordano.. le nostre estati – III – AZZURRO (1968)   Leave a comment

 
 


 
 
 
 
 
La nostra piccola antologia delle canzoni che hanno segnato le nostre estati
prosegue con questa canzone che, pur essendo “estivissima”,
è però davvero una canzone di gran classe con accenti di pura poesia.

Anzi dirò di più la canzone è ancor oggi un  vero e proprio mito musicale.

 
 
 
 
 
 
 
 

AZZURRO – 1968
 
LE CANZONI DELL’ESTATE (III)
by Tony Kospan

 
 
 
 
 
 
 
Parlo di Azzurro di Adriano Celentano…
scritta dal duo Conte – Pallavicini.
 
 
E’ sì una canzone balneare, ma davvero tutta speciale e bellissima,
rimasta tra le più amate e non solo dagli Italiani!

 
 
 
 
 
 
 
 
“Azzurro”
fu un fulmine davvero… azzurro…
nel cielo grigio, riguardo alla qualità,
dei dischi per l’estate ed è considerata da molti
una delle più belle canzoni di tutti i tempi!
 
 
 
 
 
           
 
 
 

La canzone ebbe un successo davvero inaspettato
perfino da Celentano… che però poi ne ha fatto
negli anni un bel cavallo di battaglia.

 
 
 
 
 
 
 
 
 

La canzone è del 1968…
 un anno che non ha bisogno di presentazione
e che da qualunque punto di vista lo si voglia guardare
non c’è dubbio che fu un anno speciale
e che cambiò i destini dell’Italia e del mondo.


 
 
 
 
 
 
 
 

Ecco alcune immagini di quell’anno…

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
minigonne
 
 
 
 
 
Merckx alle 3 Cime di Lavaredo
 
 
 
 
Maurizio Cattelan – Italian design
 
 
 
 
 
 
 
Italia Campione d’Europa
 
 
 
 
 
 
Ascoltiamola ora… cantata dall’Adriano nazionale…
 
 
 
 
 
 
 
leggendone anche il poetico testo… se ci va…
 
 
 
 
 
 


Ciaooooooooooo ed ancora felice estate a tutti

 

da Orso Tony

 

 

 
 
 
 
 

 

LA TUA PAGINA DI… SOGNO?

Foto animata

Foto animata

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Mini antologia delle canzoni che ci ricordano le nostre estati – III – AZZURRO (1968)   Leave a comment

 
 


 
 
 
 
 
La nostra piccola antologia delle canzoni che hanno segnato le nostre estati
prosegue con questa canzone che, pur essendo “estivissima”,
è però davvero una canzone di gran classe con accenti di pura poesia.

Anzi dirò di più la canzone è ancor oggi un  vero e proprio mito musicale.

 
 
 
 
 
 
 
 

AZZURRO – 1968
 
LE CANZONI DELL'ESTATE (III)
by Tony Kospan

 
 
 
 
 
 
 
Parlo di Azzurro di Adriano Celentano…
scritta dal duo Conte – Pallavicini.
 
 
E' sì una canzone balneare, ma davvero tutta speciale e bellissima,
rimasta tra le più amate e non solo dagli Italiani!

 
 
 
 
 
 
 
 
“Azzurro”
fu un fulmine davvero… azzurro…
nel cielo grigio, riguardo alla qualità,
dei dischi per l'estate ed è considerata da molti
una delle più belle canzoni di tutti i tempi!
 
 
 
 
 
           
 
 
 

La canzone ebbe un successo davvero inaspettato
perfino da Celentano… che però poi ne ha fatto
negli anni un bel cavallo di battaglia.

 
 
 
 
 
 
 
 
 

La canzone è del 1968…
 un anno che non ha bisogno di presentazione
e che da qualunque punto di vista lo si voglia guardare
non c'è dubbio che fu un anno speciale
e che cambiò i destini dell'Italia e del mondo.


 
 
 
 
 
 
 
 

Ecco alcune immagini di quell'anno…

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
minigonne
 
 
 
 
 
Merckx alle 3 Cime di Lavaredo
 
 
 
 
Maurizio Cattelan – Italian design
 
 
 
 
 
 
 
Italia Campione d'Europa
 
 
 
 
 
 
Ascoltiamola ora… cantata dall'Adriano nazionale…
 
 
 
 
 
 
 
leggendone anche il poetico testo… se ci va…
 
 
 
 
 
 


Ciaooooooooooo ed ancora felice estate a tutti

 

da Orso Tony

 

 

 
 
 
 
 

 

LA TUA PAGINA DI… SOGNO?

Foto animata

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