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Il grande mistero dell’amore – Eccolo nelle poesie.. nell’arte.. negli aforismi.. nelle canzoni e non solo   Leave a comment

 
 
 
 
 Maria José
 


Torniamo ai temi d'amore in poesia e non solo.
 

Parleremo stavolta in particolare
di un suo fondamentale aspetto
 e cioè del mistero del suo sorgere e del suo manifestarsi.

 
 
 
 
Canova – Amore e Psiche
 
 
 
 
L'AMORE COME MISTERO
 IN POESIA E NON SOLO  
by Tony Kospan

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Cos’è che rende l’amore un mistero?
E’ la nostra incapacità a concepire i
l perché
ed il percome accade che ci innamoriamo.
 
 
Infatti spesso accade che ci innamoriamo, 
contro ogni logica
e contro ogni nostro buon proponimento,  
di una persona lontanissima dai nostri ideali,
dai nostri gusti, etc… 
arrivando perfino ad amarla in modo totale,
difetti compresi.
 
 
 
 
Catullo e Lesbia – Affresco di Ercolano

 
 
 
Come può accadere una cosa del genere?
Fin dall’antichità la cosa ha stupito ed incuriosito 
artisti, pensatori e poeti ma il mistero continua.  
Penso proprio che il mistero dell’amore finirà, 
quando finirà… l’umanità!



Josephine Wall 

 
 
 
 
Prima di passare alle poesie
 leggiamo ora alcuni aforismi
 che cercano di trovare la chiave 
per svelare l'arcano.

 
 


L’amore è l’ala che Dio ha dato all’anima
per salire fino a lui. 
Michelangelo Buonarroti

 

L'amore é un bellissimo fiore, 
ma bisogna avere il coraggio
di coglierlo sull'orlo di un precipizio. 
Stendhal 
 
L’amore è poesia dei sensi.
Non esiste se non è sublime. 
Quando c’è, esiste per sempre
e va aumentando di giorno in giorno. 
Honoré de Balzac

L'amore non bisogna implorarlo e nemmeno esigerlo. 
L'amore deve avere la forza
di attingere la certezza in se stesso. 
Allora non sarà trascinato, ma trascinerà. 
Hermann Hesse


 
 
 
Josephine Wall
 
 
 
Ma veniamo alle poesie prescelte
 che sono tutte di grandi autori.

Come al solito, sarò felice di leggere
quelle che invece,
sul tema, colpiscono il vostro cuore.

Segnalo solo quella della mitica Emily Dickinson
 che in una prima parte sembra voglia dirci
d'aver capito l'amore
ma poi nella seconda s'arrende al suo mistero.
 
 
 

  
Csaba Markus – Rhapsody Love



TUTTO IMPARAMMO DELL'AMOR
Emily Dickinson
 
Tutto imparammo dell'amore alfabeto, parole.
Il capitolo, il libro possente
poi la rivelazione terminò.
Ma negli occhi dell'altro ciascuno contemplava
l'ignoranza divina, ancora più che nell'infanzia:
l'uno all'altro, fanciulli.
Tentammo di spiegare
quanto era per entrambi incomprensibile.
Ahi, com'è vasta la saggezza
e molteplice il vero!


 
 
Joseph Lorusso



TUTTO E' AMORE 
Blaga Dimitrova
 
Non aver fretta! – mi sussurrava una segreta voce. –
Non è matura l'ora dell'amore! –
Ed io, incorreggibile disubbidiente,
Soltanto a lei, Dio, ho dato ascolto –
né io stessa so il perché.
Non aver fretta! – E i grappoli tintinnano –
le campane di pioggia e di bronzo solare,
e nelle botti il vino sogna la tempesta,
si inaridiscono e si screpolano le labbra,
salate da una goccia di sangue.
Mistero d'amore, io non ti ho riconosciuto
nello sbocciare istantaneo della primavera.
Come è tangibile ciò che non sfioriamo,
come il calice non bevuto inebria,
come tutto è amore!
 
 
William-Adolphe Bouguereau


   

PERICOLOSO E TENERO IL VOLTO DELL'AMORE
Jaques Prevert

 
Pericoloso e tenero
il volto dell'amore
m'è apparso la sera
d'un lunghissimo giorno
Forse era un arciere
con l'arco
o un musicante
con l'arpa
Non so più
Non so niente
La sola cosa che so
è che mi ha feri to
forse con una freccia
forse con una canzone
La sola cosa che so
è che mi ha ferito
ferito al cuore
ferito per la vita
E come brucia
la ferita dell'amore.

 
 
 
   
Anselm Fuerbach – Paolo e Francesca
 
 
  
PAOLO E FRANCESCA 
Dante Alighieri – Inferno – canto 5°
 
Noi leggiavamo un giorno per diletto
di Lancialotto come amor lo strinse;
soli eravamo e sanza alcun sospetto.
Per più fiate li occhi ci sospinse
quella lettura, e scolorocci il viso;
ma solo un punto fu quel che ci vinse.
Quando leggemmo il disiato riso
esser basciato da cotanto amante,
questi, che mai da me non fia diviso,
la bocca mi basciò tutto tremante.
Galeotto fu 'l libro e chi lo scrisse:
quel giorno più non vi leggemmo avante».
Mentre che l'uno spirto questo disse,
l'altro piangea; sì che di pietade
io venni men così com'io morisse.
E caddi come corpo morto cade.

 
 
 
Federico Andreotti – Corteggiamento

 
LA VERITA' VI PREGO SULL'AMORE 
Wystan Hugh Auden
 
Dicono alcuni che amore è un bambino
e alcuni che è un uccello,
alcuni che manda avanti il mondo
e alcuni che è un'assurdità
e quando ho domandato al mio vicino,
che aveva tutta l'aria di sapere,
sua moglie si è seccata e ha detto che
non era il caso, no.
Assomiglia a una coppia di pigiami
o al salame dove non c'è da bere?
Per l'odore può ricordare i lama
o avrà un profumo consolante?
è pungente a toccarlo, come un prugno
o è lieve come morbido piumino?
è tagliente o ben lischio lungo gli orli?
La verità, vi prego, sull'amore.
I manuali di storia ce ne parlano
in qualche noticina misteriosa,
ma è un argomento assai comune
a bordo delle navi da crociera;
ho trovato che vi si accenna nelle
cronache dei suicidi
e l'ho visto persino scribacchiato
sul retro degli orari ferroviari.
Ha il latrato di un alsaziano a dieta
o il bum-bum di una banda militare?
Si può farne una buona imitazione
su una sega o uno Steinway da concerto?
Quando canta alle este è un finimondo?
Apprezzerà soltanto roba classica?
Smetterà se si vuole un po' di pace?
La verita' grave, vi prego, sull'amore.
Sono andato a guardare nel bersò
lì non c'era mai stato;
ho esportato il Tamigi a Maidenhead,
e poi l'aria balsamica di Brighton.
Non so che cosa mi cantasse il merlo,
o che cosa dicesse il tulipano,
ma non era nascosto nel pollaio
e non era nemmeno sotto il letto.
Sa fare delle smorfie straordinarie?
Sull'altalena soffre di vertigini?
Passerà tutto il suo tempo alle corse
o strimpellando corde sbrindellate?
Avrà idee personali sul denaro?
è un buon patriota o mica tanto?
Ne racconta di allegre, anche se spinte?
La verità, vi prego, sull'amore.
Quando viene, verrà senza avvisare,
proprio mentre sto frugando il naso?
Busserà la mattina alla mia porta
o là sul bus mi pesterà un piede?
Accadrà come quando cambia il tempo?
Sarà cortese o spiccio il suo saluto?
Darà una svolta a tutta la mia vita?
La verità, vi prego, sull'amore.



 
 
 


  Ciao a tutti da Orso Tony



 
 
 
 
 

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Canova – Breve ricordo del grande scultore anche con le immagini dei suoi capolavori   Leave a comment





Antonio Canova è stato il massimo esponente della scultura neoclassica,
e per questo definito il nuovo Fidia.


Mi fa piacere ricordarlo con un accenno alle sue attività artistiche
e poi mostrando alcuni tra i suoi capolavori più noti.





Antonio Canova (Possagno 1.11.1757 – Venezia 13.10.1822)

 
  
 
 
In verità Canova non è stato solo uno grandissimo scultore,
ma anche un interessante pittore
ed un “ambasciatore dell'arte italiana”.



Un suo dipinto – Le 3 Grazie danzano davanti a Marte




Infatti grandemente meritoria fu la sua attività diplomatica
presso Napoleone Bonaparte per far rientrare in Italia
numerosi capolavori artistici (purtroppo non tutti)
saccheggiati dalle truppe imperiali francesi.



La statua del principino Henryk Lubomirski nelle vesti di Eros




A parte questo è stato uno dei massimi artisti italiani
vissuti a cavallo tra la fine del '700 e l'inizio dell'ottocento.


A differenza di molti altri artisti Antonio Canova 
è stato ammirato ed osannato già in vita.

Nobili, papi, principi etc hanno voluto opere scolpite da lui nel marmo 
e la sua fama da allora non si è mai interrotta.




Adone e Venere



Nato a Possagno in una zona ricca di cave 
fin da piccolo usò lo scalpellino per scolpire.

I suoi maestri, o meglio gli artisti che lo ispirarono, 
furono i grandi scultori classici ed il barocco ma geniale Bernini.

L'amore per le letture dei classici antichi (greci e latini)
 gli consentì di farsi una grande cultura
 che gli servì poi nelle sue sculture con temi mitologici.




Ercole e Lica



Nel 1779 recatosi a Roma per studiare
dal vivo le tantissime sculture antiche lì esistenti 
venne a conoscenza delle idee
dell'archeologo tedesco Johann Joachim Winckelmann.


Questi sosteneva che l'arte greca era il massimo della bellezza, 
e che gli scultori dovevano cercare di avvicinarsi con le loro opere 
allo stile deciso ma semplice e sereno delle antiche sculture.




Le tre Grazie



Ammiriamo ora alcuni suoi capolavori 
e qualche leggiadro dipinto 
(dipingere era però per lui soprattutto un gioco).



Amore e Psiche



Cliccando qui giù potremo leggere la storia
di questa sua opera che però, pur essendo
uno dei nudi più belli della storia della scultura,
non piacque a Napoleone.


 fre bia pouce

Napoleone



Amorino alato



Cliccando qui giù potremo leggere la storia
di questo suo capolavoro “Eros”
che fece innamorare l'Europa intera.


fre bia pouce
Henryk Lubomirski





Paolina Borghese





Amore e Psiche



Infine altri suoi leggiadri dipinti.













F I N E



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IL GRUPPO DI CHI AMA VIVER L'ARTE… 
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Ripped Note






“Il Mondo di Orsosognante” festeggia il suo 11° anniversario con poesia.. immagini.. una canzone e opere d’arte   5 comments





Permettetemi stavolta di parlare di lui…
del mio blog 
e di un suo giorno particolare.
 
 
 
 
 

 

 
 
IL MONDO DI ORSOSOGNANTE
COMPIE OGGI 11 ANNI
 
 
Cari amici sì… oggi il blog…  
 
 
 
 
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è in festa…
 
 
 
 
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E’ infatti qui… sulla piattaforma WORDPRESS
dalla fine di settembre del 2010.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
Questa piattaforma dona molti vantaggi come
la precisione e completezza delle statistiche,
la facile gestione dei commenti…
ed una buona penetrazione nel web.
 
 
 
 




Quest’anno è stato anche superato, ed alla grande,
e per me incredibilmente,
il numero di oltre 18 milioni e 800.000 visualizzazioni
ed oltre 134.000 sono coloro che lo seguono ogni giorno.
.
.

 

Renoir – La colazione dei canottieri

 

 

Aggiungo con grande piacere, ed un po’ di sorpresa,
che le pagine più lette sono sempre
quelle d’arte, dei ricordi di personaggi mitici,
delle poesie, delle canzoni di un tempo con le loro atmosfere
ma anche quelle con umorismo elegante… etc.
 
.
.
 
Canova – Il principe Henryk Lubomirski nelle vesti di Eros (partic.)
 
 
.
 
 
 Ma prima di festeggiare questo bel momento,
desidero ringraziare di tutto cuore i tantissimi che,
via Facebook, via Google, via Twitter
o iscrivendosi al blog, 
lo visitano quotidianamente o saltuariamente.

.
.
 
 
 
 
.
 
 
 

Il mio ringraziamento è doveroso in quanto,
senza il vostro calore, senza il vostro sostegno,  
e senza la vostra assidua presenza con commenti e non solo,
ben diversa sarebbe stata questa mia virtuale,
fantastica sì, ma anche molto impegnativa, esperienza.

 
 
 
 
 
 
  
 

Ora mi fa piacere dunque
festeggiare e brindare insieme a voi 
 oltre che con i vari dipinti e le immagini del post…

 
.
 
 
festanc7sxrt
 
 
.
 
 
 
Antonio Canova – Le 3 Grazie
 
.
 
 
 
anche con una bella poesia

che ci invita all’ottimismo ed alla gioia.

 
 

 
 
 
 
 

IL SUCCESSO 
Ralph Waldo Emerson

Ridere molto e spesso;
Conquistare il rispetto delle persone intelligenti
e l’affetto dei bambini;
Meritare l’apprezzamento dei critici onesti
e sopportare il tradimento dei falsi amici;
Apprezzare la bellezza;
Trovare il buono negli altri;
Lasciare il mondo un po’ migliore
attraverso un bambino sano,
un pezzo di giardino,
o una condizione sociale riscattata;
Sapere che addirittura una vita ha vissuto meglio
grazie a te.
Questo è avere avuto successo.
 
.
.
 
 



Raffaello – La scuola di Atene
.
.
.
 
… e la bellissima… notissima… canzone “Alegria”

del  “Cirque du Soleilin uno stupendo video.
 
 
 

 
Michel Ocleot



Il blog cercherà di mantenere
 la sua consueta linea…
con il suo stile variegato e colorato,
con i suoi post completi ma non lunghi
e soprattutto con i suoi temi di cultura varia,
curati sì, 
ma che cerco di rendere non pedanti o pesanti.



Claude Theberge
 
 
 
festanc7sxrt
.
.
.
 
 
 
 

 
  
Tony Kospan







IL “NAPOLEONE” DEL CANOVA… UNO DEI NUDI PIU’ BELLI DELLA STORIA DELLA SCULTURA… OGGI DIMENTICATO   Leave a comment

 
 
 
 
 
 

 
 
 
“Napoleone Bonaparte come Marte pacificatore” è una scultura marmorea in stile neoclassico di Antonio Canova ed è considerata uno dei nudi più belli della storia dell’arte benché, soprattutto la versione originale “inglese”, sembra ormai non suscitare più un grandissimo interesse.
 
 
 
 

 
 
 

 

 

 

 
L’opera fu commissionata da Napoleone al Canova nel 1802.
 
L’artista prima si recò a Parigi per realizzare un calco preparatorio e poi la realizzò per il Louvre che era stato destinato ad ospitarla.
 
 
 
 
 

 

 

 

Antonio Canova
 
 
 
 
 
Napoleone però non ne rimase entusiasta e, dopo la sua fine, la statua fu acquistata dal Duca di Wellington che la portò nel suo museo di Londra, Apsley House, dove si trova tuttora.
 
 
 

 

 

 

Apsley House
 
 
 
 
 
Una versione bronzea dell’opera si trova però a Milano grazie al viceré Eugenio di Beauharnais.
 
 
 

 

 

 

 
 

 
 
 
 
Il viceré la richiese al Righetti il quale, con una perfetta fusione riuscì a “copiare” perfettamente l’originale, per donar la scultura all’Italia (oggi però priva della “Vittoria alata” originale trafugata nel 1978 e sostituita con una copia).
 
Questa statua “italiana” oggi si trova nel cortile d’onore della Pinacoteca di Brera.
 
 
 
 
 

 
 
 
 
BREVE ESAME DELLA SCULTURA
 
 
 
 
L’imperatore, proprio nello stile delle sculture dei tempi antichi, appare nelle vesti di Marte, dio della guerra, e quindi nudo a parte il mantello (clamide) appoggiato su una spalla.
 
 
 
 
 

 
 
 
 
Il braccio sinistro sorregge l’asta e quello destro un globo d’oro su cui svetta la Vittoria alata.
 
Correda e sorregge l’intera composizione un tronco d’albero accanto alla statua che, a differenza delle statue antiche, non presenta un corpo muscoloso e possente bensì agile ed armonico.
 
 
 
 
 
 
La perfetta copia di Milano e l’originale ora a Londra

 

Tony Kospan 

 

 
 

 

 

IL GRUPPO DI FB IN CUI VIVER L’ARTE…
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La Cappella Sansevero e le sue magiche.. mitiche e misteriose opere d’arte – Il Cristo velato – III PARTE   Leave a comment

 
 
 
 
 

 
 
 
 


 
 
IL CRISTO VELATO

 
 
 
 
 
 
 
 


E' certo l'opera più bella e nel contempo più misteriosa ed è anche considerata uno dei massimi capolavori dell'arte mondiale.
Basterebbe da sola a giustificare una visita alla straordinaria Cappella.
 
Il grande Canova, quando la vide, ne rimase così entusiasta che era pronto a spender qualunque cifra per poterla acquistare… e studiare… ed affermò che avrebbe dato 10 o 20 anni di vita per poter dire d'esserne stato lui l'autore.

 
 
 
 

 
 
 
 
 
Il motivo di tanta stupefacente bellezza?
 
E' soprattutto la presenza di un velo di marmo che lascia incredibilmente visibile sia il corpo sottostante che perfino le ferite ed i buchi fatti dai chiodi sul corpo di Gesù.
 
Molto si è scritto su quest'opera in quanto ci sono opposte versioni sull'origine di questo velo.
 
Secondo presunte clausole del contratto d'opera che sarebbero state ritrovate nell'Archivio Notarile di Napoli tra il Principe ed il Sammartino (e che potremo leggere nelle note in calce), allora apparirebbe certo che il “velo trasparente di marmo” sia stato un composto alchemico fornito dal Principe allo scultore.

 
 
 
 

 

 

 
 
Tuttavia sulla base di altri documenti c'è anche una tesi opposta e cioè che l'opera sia tutta un unico blocco di marmo finemente e favolosamente lavorato dallo scultore Sammartino.
 
In ogni caso, quando la vidi qualche anno fa, davvero mi sbalordì e mi sconvolse la trasparenza e l'aderenza del velo di marmo capace di mostrar con estrema e realistica precisione tutto quanto è da esso coperto… e cioè… la vena gonfia sulla fronte, i fori dei chiodi sui piedi e sulle mani, il costato scavato e l'aspetto rilassato del Cristo per la sopraggiunta morte liberatrice dal dolore.
Questi incredibili aspetti dell'opera si possono ammirare con stupore soltanto da vicino non potendo le foto dare l'esatta visione del realismo dell'opera.


 
 
 
 

Il foro nel piede

 
 
 
 
Ma cosa voleva dirci il Principe volendo realizzare quest'opera?

Innanzitutto c'è da dire che questa è forse l'unica scultura della Cappella che ha chiaramente un rilievo solo artistico e religioso non potendo ravvisarsi in essa aspetti esoterici (a parte la discussa storia del velo) o riferimenti alla famiglia del Principe.
 
Potrebbe però aver avuto lo scopo di dimostrare la possibilità di una felice unione tra arte ed alchimia oppure richiamare l'attenzione sulla Sindone quale simbolo esoterico di perfezione.
A mio modesto parere, con essa il Principe ha voluto soprattutto evidenziare la grandezza della sua potenza (in tutti i sensi) in quanto capace di pensare e di far realizzare (con o senza alchimie) un'opera davvero mitica ed unica al mondo.
 
 
 

 

 
 
 
 
 
 
NOTE
Tra le virgolette ecco degli estratti dalle clausole del contratto per la realizzazione del Cristo Velato rinvenute in alcuni siti in cui si afferma che siano state ritrovate nell'Archivio Notarile di Napoli ma delle quali non sono in grado di confermare l'autenticità:
 – Lo scultore s'impegna a realizzare una ” statua raffigurante Nostro Signore Morto al Naturale da porre situata nella cappella Gentilizia del Principe, un Cristo Velato steso sopra un materasso che sta sopra un panneggio e appoggia la testa su due cuscini, apprè del medesimo vi stanno scolpiti una Corona di spine tre chiodi e una tenaglia“.
Il Principe s'impegna a fornire il marmo ed a realizzare una “Sindone, una tela tessuta la quale dovrà essere depositata sovra la scultura, dopo che il Principe l'haverà lavorata secondo sua propria creazione e cioè una deposizione di strato minutioso di marmo composito in grana finissima sovrapposta al telo; Il quale strato di marmo da usa idea, farà apparire per la sua finezza il sembiante di Nostro Signore dinotante come fosse scolpito di tutto con la statua“. 
Lo scultore avrebbe però dovuto mantenere il segreto sulla “maniera escogitata dal Principe per la Sindone ricovrente la statua” e però l'opera sarebbe stata attribuita solo allo scultore.
 
 
 
 
 
FINE III PARTE
 
 
 
Chi volesse conoscer la biografia
del misterioso ma geniale Principe e della sua famiglia
(I PARTE) può cliccare qui giù.
.
.
.
.
 Chi volesse conoscer la storia, la composizione 
e le caratteristiche generali della Cappella (II PARTE)
 
 
 
 
 
CONTINUA
Le prossime opere della Cappella di cui parlerò in modo ampio sono:
La pudicizia (IV)
Il disinganno (V)
Le incredibili macchine anatomiche (VI). 
 
 
LE IMMAGINI SONO PRESE DAL WEB E SARANNO SUBITO RIMOSSE SE CHI NE DETIENE IL COPYRIGHT LO CHIEDERA'.
 
 

 

 

 
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AMORE E PSICHE – Il grande mito classico.. il suo significato e vari capolavori ad esso dedicati   Leave a comment






La storia, che leggeremo e che illustrerò con diversi capolavori, è giunta a noi attraverso “Le Metamorfosi“, opera di Apuleio scrittore latino, ma si pensa che abbia origini molto più antiche.
E’ una storia molto bella che ha affascinato tantissimi artisti nel corso dei secoli che ad essa si sono ispirati per le loro opere… di cui potremo ammirarne ora qui alcune tra le più note.
Conosceremo infine anche il suo più noto ed importante significato.



C. G. Kratzenstein-Stub

 

 
LA FAVOLA ANTICA DI AMORE E PSICHE



Psiche era una bellissima principessa, così bella da causare l’invidia di Venere.
La dea inviò suo figlio Eros perché la facesse innamorare dell’uomo più brutto e avaro della terra, in modo che Psiche poteva esser ricoperta dalla vergogna di una simile relazione. 
Ma il dio, Eros, si innamorò della bella mortale, e con l’aiuto di Zefiro (il dio del vento), la trasportò al suo palazzo, dove, imponendo che gli incontri avvenissero al buio per non incorrere nelle ire della madre Venere, la fece sua.
Ogni notte dunque Eros andava alla ricerca di Psiche ed ogni notte i due bruciavano la loro passione in un amore che mai nessun mortale aveva conosciuto.



Antoon van Dyck




Psiche era dunque prigioniera nel castello di Eros, legata da una passione che le travolgeva i sensi.
Una notte Psiche, istigata dalle sorelle, decise di vedere il volto del suo amante, pronta a tutto, anche all’uomo più orripilante, pur di conoscerlo.
Fu questa bramosia di conoscenza ad esserle fatale: una goccia cadde dalla lampada e ustionò il suo amante.
Allora Eros volò via e Venere scagliò la sua punizione sottoponendola a diverse prove.
Nella prima, dovette suddividere un mucchio di granaglie con diverse dimensioni in tanti mucchietti uguali e Psiche disperata, non provò nemmeno ad assolvere il compito che le era stato assegnato, ma ricevette un aiuto inaspettato da un gruppo di formiche, che intendevano ingraziarsi il suo innamorato.
 L’ultima e più difficile prova consistette nel discendere negli inferi e chiedere alla dea Proserpina (dea del regno dei morti) un po’ della sua bellezza.
Psiche meditò allora addirittura il suicidio arrivando molto vicino a gettarsi dalla cima di una torre. Improvvisamente, però, la torre si animò e le indicò come assolvere la sua missione.
Durante il ritorno, però Psiche mossa dalla solita curiositò a lei tanto cara, aprì l’ampolla (data da Venere) contenente il dono di Proserpina,.
Ma il dono in realtà  conteneva il sonno più profondo.
 
 

 John William Waterhouse 
 
 

Ancora una volta però venne in suo aiuto Eros (Amore) che la risvegliò dopo aver rimesso a posto la nuvola del sonno  che era uscita dall’ampolla.
Solo alla fine, lacerata nel corpo e nella mente,
Psiche ricevette l’aiuto di Giove. Mosso da compassione il padre degli dei fece in modo che gli amanti si riunissero.
Psiche divienne anche lei una dea e sposò Amore.




Burne Jones
 
 

La favola termina con un grande banchetto al quale parteciparono tutti gli dei, alcuni anche in funzioni inusuali: per esempio, Bacco fece da coppiere, le tre Grazie suonarono e il dio Vulcano si occupò di cucinare il ricco pranzo.

Al termine del banchetto i due giovani bruciarono per tutta la notte la loro incontenibile passione e da questa unione nacque un figlio, Piacere, identificato dai latini con il termine Voluttà (Voluptas).



Jacques Louis David



IL SIGNIFICATO


Uno dei più importanti significati, che proverò a descrivere secondo il mio vedere, è che il mito ci vuol rivelare che viviamo in un continuo dinamico dualismo.
La luce ed il buio, in particolare.
Psiche è la creatura del giorno, Amore è presente solo di notte.
Eros rappresenta l’amore fisico e Psiche l’amore del cuore.
Entrambi dovranno superare molte prove nel mondo reale per raggiungere l’agognata fusione tra corpo e anima… e solo allora si raggiungerà quello che la favola definisce Piacere o Voluttà ma che potremmo anche definire Estasi o Fusione con l’Infinito.





Lo spagnolo



F I N E



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Canova



“EROS” – La stupenda scultura del Canova che fece innamorare l’Europa – Storia ed immagini   Leave a comment




Può una statua esser oggetto di culto… e perfino d’amore?
No? 
Ed invece sì… leggete e… guardate qua!
 
 

 

 

 

La statua del principino Henryk Lubomirski,

ritratto nelle vesti di Eros, capolavoro del Canova,

è, per la sua estrema bellezza,

da secoli un vero oggetto di culto in Europa.




 EROS (AMORE)


LA STATUA DEL CANOVA OGGETTO DI… AMORE






“Nel mirarti, ed ammirarti, o vezzoso fanciullo,

che con sì bella leggiadrìa te ne stai,

bellissimo di volto, e di membra,

io sento correre con rapido movimento

spinta dal cuore la mano a careggiare quel tuo vago,

e delicatissimo visetto, modellato dalle Grazie”.



Versi di totale rapimento, quelli della poetessa veneziana Isabella Teotochi Albrizzi che cadde vittima – ma non fu la sola – del fascino abbagliante del principino tredicenne Henryk Lubomirski, immortalato nel bianco e prezioso marmo da Antonio Canova alla fine del Settecento.

 

La scrittrice, il cui ricercatissimo circolo lagunare era frequentato da letterati e artisti come Pindemonte, Alfieri, Byron, Foscolo e lo stesso Canova, fu sedotta platonicamente da quelle labbra “alquanto umidette”, come ebbe a scrivere, e “dal bellissimo corpicciolo e dall’acerba fanciullezza che traspare in quelle membra composte”.

 

Una visione di grazia e di squisita mollezza di tocco, con cui Canova concepì la testa piegata dolcemente verso destra, con i capelli acconciati i vezzosi riccioli scapigliati, con i grandi occhi contagiati da un velo di malinconia e con la chiacchieratissima bocca minuta.




 

 



Quello realizzato dal grande scultore veneto non fu un semplice ritratto diplomatico.


Dietro il singolare ritratto, diventato oggetto di culto in tutta Europa, c’era una committenza illustre,

la bella e colta principessa Elzbieta Lubomirski che, vedova,

aveva eletto questo incantevole giovinetto, lontano parente del suo defunto marito, come sue inseparabile pupillo.


L’opera fu ordinata al Canova nell’autunno del 1785 quando la principessa Elzbieta faceva tappa a Roma con il nipote Henryk durante il suo Grand Tour dell’Italia. 

Fu un viaggio in carrozza come numerosi intellettuali, aristocratici e studiosi facevano da tutta Europa verso l’Italia, a partire dal Seicento. 

E per i polacchi, in particolare, che nella seconda metà del XVIII secolo partivano in massa per visitare principalmente Roma. 

Un viaggio che consentiva l’acquisto di gran quantità di opere d’arte per soddisfare i loro gusti personali e per aumentare il prestigio delle loro collezioni e delle loro famiglie.



 

Henryk Lubomirski



La principessa era legata al principino Henryk, che il 24 maggio 1807 sposerà sua nipote Teresa Czartoriska, da una lontana parentela e da un’autentica infatuazione per la sua insolita bellezza, tanto che le più importanti imprese artistiche da lei promosse furono volte ad eternare le sembianze del fanciullo. 

Oltre che da Canova, l’efebo polacco fu infatti effigiato nello stesso torno d’anni da Angelica Kauffmann, Elisabeth Vigée-Lebrun e Mary Cosway.

 

L’eccentrica attenzione della principessa diede adito a discussioni e perplessità, tanto che un contemporaneo ebbe a scrivere: “A Lancut sul soffitto vola come un angelo-nudo; sta in piedi come Ercole; lancia la freccia come Apollo; sospira come Adone; soffia come Zeffiro”.




Canova  (Possagno 1.11.1757 – Venezia 13.10.1822)




L’artista ne fece un Tadzio ante litteram, anticipando in arte quella bellezza efebica che Thomas Mann celebrerà nelle pagine di “Morte a Venezia“. 

Henryk fu, per Canova, un modello leggiadro quanto ritroso. 

Per la timidezza del ragazzo, l’artista riuscì a modellare dal vero solo il volto, mentre per il corpo nudo dovette prendere spunto da una statua antica. 

Per la sua esecuzione l’artista modellò un ritratto, eseguì un modello in gesso e scolpì un marmo preziosissimo. 

Fu subito grande ed entusiastica passione per questo inedito “Amore”.






Copie in marmo e gesso vennero commissionate, a caro prezzo, da nobiluomini di diversi paesi. 

Il Principe Henryk Lubomirski si inserisce in una delicata stagione artistica di Canova, dibattuto tra le teorie classiciste di Winckelmann, la creatività di Raffaello Mengs e una buona dose di invidia e di rivalità che non mancava mai nel complicato, felpato e raffinato ambiente artistico romano.

 

Quando l’opera rientrò in Polonia nel Castello Lubomirski, fu collocata in una sorta di santuario. Sullo sfondo del marmo era appesa una stoffa cinese con la rappresentazione della Fenice a cui tutti gli uccelli rendono omaggio, proprio come tutti i visitatori del palazzo erano pronti a rendere omaggio alla bellezza di Henryk.

E quella che scatenò in tutta Europa fu una vera e propria erosmania.




Copia romana – Musei Capitolini




Il colonnello inglese John Campbell, visitando nel 1787 lo studio romano di Canova, cui aveva commissionato l’Amore e Psiche, rimase affascinato dalla statua del Lubomirski e ne chiese una copia che fu terminata nel 1789 e pagata 600 zecchini. 

L’opera giunse a Londra nel 1790 – prima opera di Canova ad arrivare in Inghilterra – e il colonnello lo trasferì nella sua casa diStackpole Court nel Galles, certo com’era che quell’opera avrebbe fatto “sospirare più di qualche ragazza“.

 

Il successo fu tale chenel 1792, il principe viennese d’Auersperg volle una copia del busto dell’Amorino per le sue collezioni, mentre un’altra replica in marmo dell’Amorino fu commissionata per 550 zecchini per il figlio diciassettenne del banchiere irlandese David La Touche, John. Il ragazzo, in viaggio in Italia, rientrato a Roma, aveva visitato lo studio canoviano e vedendo l’Amorino lo aveva giudicato “exellent”.


L’amorino alato – Canova




Nel 1794, Canova escogitò la scultura dell’Amorino alato, una replica del Lubomirski ma dotato di grandi ali.

 

La commissione era arrivata dal principe russo Nikolaj Jussupov per 700 zecchini.




Apollo – Canova




Infine, nel 1797, Canova realizzò per il francese Juliot una replica in marmo con alcune varianti dell’Amorino che Canova chiamò Apollo e che giudicò migliore di tutti gli altri Amorini, pagata 700 zecchini e passò, in seguito, nella proprietà di Sommariva, a Parigi.

 

LAURA LARCAN – Repubblica.it – 2007 con mini modifiche 

Impaginazione, ricerche e coordinamento T. K. 



In onore (e per amore) di questa scultura si sono fatte mostre anche in Italia.



CIAO DA TONY KOSPAN

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Mozart con il suo mitico Rondò e Canova con alcuni suoi leggiadri dipinti – Classica ed arte   Leave a comment



Mozart

uno dei compositori musicali più grandi di sempre

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Mozart



Canova

uno dei più grandi scultori (e non solo) di sempre



Canova – Autoritratto


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Come render omaggio alle loro geniali opere?


Ho pensato di farlo con una mitica musica di Mozart

associata ai leggiadri dipinti (e non le notissime sculture)

del contemporaneo… Canova.

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Salisburgo 27.1.1756 – Vienna 5.12.1791

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Propongo quindi l’ascolto del fantastico ed entusiasmante


Rondò di Mozart


che spero possa piacere come piace (tantissimo) a me…

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Ninfe



I dipinti, per il grande scultore, erano soprattutto
un momento di svago e divertimento.

Ma in essi, come ben possiamo vedere,
permane la sua anima classicheggiante ed elegante.

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MOZART E CANOVA


CLASSICA ED ARTE…






Il Rondò è a mio parere (ma non solo) una musica fantastica
che rilassa ed intriga nello stesso tempo…

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Le Grazie e Venere danzano davanti a Marte

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Molti di noi la ricorderanno
perché associata ad una famosa pubblicità
di Carosello…

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Due Ninfe



Ma ora veniamo alle mitiche fantastiche note…del


RONDO’ ALLA TURCA


associate a quest’altro dipinto del Canova.

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5 Danzatrici con velo



Buon ascolto… dall’Orso…
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Antonio Canova – Breve ricordo del grande scultore anche con le immagini di alcuni suoi capolavori   Leave a comment





Antonio Canova è stato il massimo esponente della scultura neoclassica,
e per questo definito il nuovo Fidia.


Mi fa piacere ricordarlo con un accenno alle sue attività artistiche
e poi mostrando alcuni tra i suoi capolavori più noti.





Antonio Canova (Possagno 1.11.1757 – Venezia 13.10.1822)

 
  
 
 
In verità Canova non è stato solo uno grandissimo scultore,
ma anche un interessante pittore
ed un “ambasciatore dell’arte italiana”.



Un suo dipinto – Le 3 Grazie danzano davanti a Marte




Infatti grandemente meritoria fu la sua attività diplomatica
presso Napoleone Bonaparte per far rientrare in Italia
numerosi capolavori artistici (purtroppo non tutti)
saccheggiati dalle truppe imperiali francesi.



La statua del principino Henryk Lubomirski nelle vesti di Eros




A parte questo è stato uno dei massimi artisti italiani
vissuti a cavallo tra la fine del ‘700 e l’inizio dell’ottocento.


A differenza di molti altri artisti Antonio Canova 
è stato ammirato ed osannato già in vita.

Nobili, papi, principi etc hanno voluto opere scolpite da lui nel marmo 
e la sua fama da allora non si è mai interrotta.




Adone e Venere



Nato a Possagno in una zona ricca di cave 
fin da piccolo usò lo scalpellino per scolpire.

I suoi maestri, o meglio gli artisti che lo ispirarono, 
furono i grandi scultori classici ed il barocco ma geniale Bernini.

L’amore per le letture dei classici antichi (greci e latini)
 gli consentì di farsi una grande cultura
 che gli servì poi nelle sue sculture con temi mitologici.




Ercole e Lica



Nel 1779 recatosi a Roma per studiare
dal vivo le tantissime sculture antiche lì esistenti 
venne a conoscenza delle idee
dell’archeologo tedesco Johann Joachim Winckelmann.


Questi sosteneva che l’arte greca era il massimo della bellezza, 
e che gli scultori dovevano cercare di avvicinarsi con le loro opere 
allo stile deciso ma semplice e sereno delle antiche sculture.




Le tre Grazie



Ammiriamo ora alcuni suoi capolavori 
e qualche leggiadro dipinto 
(dipingere era però per lui soprattutto un gioco).



Amore e Psiche



Cliccando qui giù potremo leggere la storia
di questa sua opera che però, pur essendo
uno dei nudi più belli della storia della scultura,
non piacque a Napoleone.


 fre bia pouce

Napoleone



Amorino alato



Cliccando qui giù potremo leggere la storia
di questo suo capolavoro “Eros”
che fece innamorare l’Europa intera.


fre bia pouce
Henryk Lubomirski





Paolina Borghese





Amore e Psiche



Infine altri suoi leggiadri dipinti.













F I N E



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Il grande mistero dell’amore – Eccolo nelle poesie.. nell’arte.. negli aforismi.. nelle canzoni e non solo   Leave a comment

 
 
 
 
 
 
 
Torniamo ai temi d'amore… in poesia e non solo….
 

Parleremo stavolta in particolare
di un suo fondamentale affascinante aspetto
e cioè del mistero del suo sorgere e… presentarsi.
 
 
 
 
Canova – Amore e Psiche
 
 
 
 
L'AMORE COME MISTERO IN POESIA E NON SOLO 
by Tony Kospan
 
 
Cos’è che rende l’amore un mistero?

E’ la nostra incapacità a concepire il perché
ed il percome del suo manifestarsi.
 
 
Infatti spesso accade che ci innamoriamo,
contro ogni logica
e contro ogni nostro buon proponimento, 
di una persona lontanissima dai nostri ideali…
dai nostri gusti…  etc. etc…
arrivando perfino ad amarla in modo totale…
difetti compresi…
 
 
 
 
 
Catullo e Lesbia – Affresco di Ercolano

 
 
 
Come può accadere una cosa del genere?
 
Fin dall’antichità la cosa ha stupito ed incuriosito…
artisti… pensatori e poeti…
ma sempre senza cavar un ragno dal buco…
 
Penso proprio che il mistero dell’amore… finirà…
quando finirà… l’umanità!
 
 
 
 
 
 
 
 
Prima di passare alle poesie leggiamo alcuni aforismi
che cercano di trovare la chiave per capirlo…


 
 


 

 

L’amore è l’ala che Dio ha dato all’anima
per salire fino a lui.
Michelangelo Buonarroti

 

L'amore é un bellissimo fiore,
ma bisogna avere il coraggio
di coglierlo sull'orlo di un precipizio.
Stendhal 
 
L’amore è poesia dei sensi.
Non esiste se non è sublime.
Quando c’è, esiste per sempre
e va aumentando di giorno in giorno.
Honoré de Balzac

L'amore non bisogna implorarlo e nemmeno esigerlo.
L'amore deve avere la forza
di attingere la certezza in se stesso.
Allora non sarà trascinato, ma trascinerà.
Hermann Hesse

 
 
 
Josephine Wall
 
 
 
Ma veniamo alle poesie prescelte quest'anno
tutte di grandi autori…
e, come al solito, sarò felice di leggere
quelle che invece colpiscono il vostro cuore…

Segnalo solo quella della mitica Emily Dickinson
che in una prima parte sembra voglia dirci
d'aver capito l'amore…
ma poi nella seconda s'arrende al suo mistero.

 
 
 

 
Csaba Markus – Rhapsody Love

 


 
TUTTO IMPARAMMO DELL'AMORE
Emily Dickinson
 
Tutto imparammo dell'amore alfabeto, parole.
Il capitolo, il libro possente
poi la rivelazione terminò.
Ma negli occhi dell'altro ciascuno contemplava
l'ignoranza divina, ancora più che nell'infanzia:
l'uno all'altro, fanciulli.
Tentammo di spiegare
quanto era per entrambi incomprensibile.
Ahi, com'è vasta la saggezza
e molteplice il vero!
 
 
Joseph Lorusso – Al piano
 

 
TUTTO E' AMORE
Blaga Dimitrova
 
Non aver fretta! – mi sussurrava una segreta voce. –
Non è matura l'ora dell'amore! –
Ed io, incorreggibile disubbidiente,
Soltanto a lei, Dio, ho dato ascolto –
né io stessa so il perché.
Non aver fretta! – E i grappoli tintinnano –
le campane di pioggia e di bronzo solare,
e nelle botti il vino sogna la tempesta,
si inaridiscono e si screpolano le labbra,
salate da una goccia di sangue.
Mistero d'amore, io non ti ho riconosciuto
nello sbocciare istantaneo della primavera.
Come è tangibile ciò che non sfioriamo,
come il calice non bevuto inebria,
come tutto è amore!
 
 

 William-Adolphe Bouguereau – Cupido
 
 

PERICOLOSO E TENERO IL VOLTO DELL'AMORE…
 Jaques Prevert

 
Pericoloso e tenero
il volto dell'amore
m'è apparso la sera
d'un lunghissimo giorno
Forse era un arciere
con l'arco
o un musicante
con l'arpa
Non so più
Non so niente
La sola cosa che so
è che mi ha feri to
forse con una freccia
forse con una canzone
La sola cosa che so
è che mi ha ferito
ferito al cuore
ferito per la vita
E come brucia
la ferita dell'amore.
 
 
 

 
 Anselm Fuerbach – Paolo e Francesca

 
 
 
PAOLO E FRANCESCA
Dante Alighieri – Inferno – canto 5°
 
Noi leggiavamo un giorno per diletto
di Lancialotto come amor lo strinse;
soli eravamo e sanza alcun sospetto.
Per più fiate li occhi ci sospinse
quella lettura, e scolorocci il viso;
ma solo un punto fu quel che ci vinse.
Quando leggemmo il disiato riso
esser basciato da cotanto amante,
questi, che mai da me non fia diviso,
la bocca mi basciò tutto tremante.
Galeotto fu 'l libro e chi lo scrisse:
quel giorno più non vi leggemmo avante».
Mentre che l'uno spirto questo disse,
l'altro piangea; sì che di pietade
io venni men così com'io morisse.
E caddi come corpo morto cade.
 
 
 
 
Federico Andreotti – Corteggiamento

 


 
LA VERITA' VI PREGO SULL'AMORE
Wystan Hugh Auden
 
Dicono alcuni che amore è un bambino
e alcuni che è un uccello,
alcuni che manda avanti il mondo
e alcuni che è un'assurdità
e quando ho domandato al mio vicino,
che aveva tutta l'aria di sapere,
sua moglie si è seccata e ha detto che
non era il caso, no.
Assomiglia a una coppia di pigiami
o al salame dove non c'è da bere?
Per l'odore può ricordare i lama
o avrà un profumo consolante?
è pungente a toccarlo, come un prugno
o è lieve come morbido piumino?
è tagliente o ben lischio lungo gli orli?
La verità, vi prego, sull'amore.
I manuali di storia ce ne parlano
in qualche noticina misteriosa,
ma è un argomento assai comune
a bordo delle navi da crociera;
ho trovato che vi si accenna nelle
cronache dei suicidi
e l'ho visto persino scribacchiato
sul retro degli orari ferroviari.
Ha il latrato di un alsaziano a dieta
o il bum-bum di una banda militare?
Si può farne una buona imitazione
su una sega o uno Steinway da concerto?
Quando canta alle este è un finimondo?
Apprezzerà soltanto roba classica?
Smetterà se si vuole un po' di pace?
La verita' grave, vi prego, sull'amore.
Sono andato a guardare nel bersò
lì non c'era mai stato;
ho esportato il Tamigi a Maidenhead,
e poi l'aria balsamica di Brighton.
Non so che cosa mi cantasse il merlo,
o che cosa dicesse il tulipano,
ma non era nascosto nel pollaio
e non era nemmeno sotto il letto.
Sa fare delle smorfie straordinarie?
Sull'altalena soffre di vertigini?
Passerà tutto il suo tempo alle corse
o strimpellando corde sbrindellate?
Avrà idee personali sul denaro?
è un buon patriota o mica tanto?
Ne racconta di allegre, anche se spinte?
La verità, vi prego, sull'amore.
Quando viene, verrà senza avvisare,
proprio mentre sto frugando il naso?
Busserà la mattina alla mia porta
o là sul bus mi pesterà un piede?
Accedrà come quando cambia il tempo?
Sarà cortese o spiccio il suo saluto?
Darà una svolta a tutta la mia vita?
La verità, vi prego, sull'amore.
 
 
 


 

 
 
Ciao a tutti
 

Tony Kospan
 
 
 
 
 

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