Archivio per l'etichetta ‘cade la neve

Stanotte forse tanta neve… Una mia poesia ed un augurio…   6 comments

 
 
Ahi… stanotte forse ci sarà tanta neve…
 
A parte la sua mitica bellezza…
speriamo però che non crei altri danni…
come talvolta è accaduto…
(solo qualche anno fa… bloccò l'Italia… ricordate?)
 
 
 
NEVICATA
 
 
 
 
 
Da lì nacque questa mia modesta poesia…
 
 
 
 
 
 

NEVE NEVE
Tony Kospan
 
 
Neve neve…
dolce, soffice e bella…
 
tu
che di bianco dipingi
boschi e case
strade e  porti…
creando magici scenari
 
tu
che coi bimbi giochi
tra palle e pupazzi
salti e tuffi
donando allegria ed euforia
 
tu
perché talor nascondi
tra i leggiadri fiocchi
il duro coltello della tormenta
e dei tremendi disagi umani?

 

 

 
 
 
Speriamo che stavolta si limiti a volteggiar
per l'aria per la gioia di tutti
senza crear danni…
 
 
 
Ciao da Tony Kospan
 
 
 

COMINCIA A NEVICARE – DELEDDA – RACCONTO POETICO E… RINFRESCANTE   2 comments

 
 
 
 
 
 
 
Non so da voi… ma qui continua il super caldo.
 
Ecco che allora anche solo l'idea della neve…
sembra poterci dare un pò di sollievo…
 
Quindi un racconto… come questo…
di una grandissima scrittirice…
potrebbe darci un pò di freschezza… almeno virtuale…. A bocca aperta
 
 
 
 
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COMINCIA A NEVICARE
di Grazia Deledda
 
 
 
NEVICATA
 
 
 

– Siamo tutti in casa? – domandò mio padre, rientrando una sera sul tardi, tutto intabarrato

e col suo fazzoletto di seta nera al collo. E dopo un rapido sguardo intorno si volse a chiudere
la porta col paletto e con la stanga, quasi fuori s'avanzasse una torma di ladri o di lupi.
Noi bambine gli si saltò intorno curiose e spaurite.
– Che c'è, che c'è?
– C'è che comincia a nevicare e ne avremo per tutta la notte e parecchi giorni ancora:
il cielo sembra il petto di un colombo.
– Bene – disse la piccola nonna soddisfatta. – Così crederete a quello che raccontavo poco fa.
Poco fa la piccola nonna, che per la sua statura e il suo viso roseo rassomigliava a noi bambine,
ed era più innocente e buona di noi, raccontava per la millesima volta che un anno, quando anche lei era davvero bambina (nel mille, diceva il fratellino studente, già scettico e poco rispettoso della santa vecchiaia), una lunga nevicata aveva sepolto e quasi distrutto il paese.
– Quattordici giorni e quattordici notti nevicò di continuo, senza un attimo d'interruzione.
Nei primi giorni i giovani e anche le donne più audaci uscivano di casa a cavallo
e calpestavano la neve nelle strade; e i servi praticavano qualche viottolo in mezzo a quelle montagne bianche ch'erano diventati gli orti ed i prati.
Ma poi ci si rinchiuse tutti in casa, più che per la neve,
per l'impressione che si trattasse di un avvenimento misterioso; un castigo divino.
Si cominciò a credere che la nevicata durasse in eterno, e ci seppellisse tutti,
entro le nostre case delle quali da un momento all'altro si aspettava il crollo.
Peccati da scontare ne avevamo tutti, anche i bambini che non rispettavano i vecchi
(questa è per te, signorino studente); e tutti si aveva anche paura di morire di fame.
– Potevate mangiare i teneri bambini, come nel mille – insiste lo studentello sfacciato.
– Va via, ti compatisco perché sei nell'età ingrata, – dice il babbo,
che trova sempre una scusa per perdonare, – ma con queste cose qui non si scherza.
Vedrai che fior di nevicata avremo adesso.
Eppoi senti senti…
D'improvviso saliva dalla valle un muggito di vento che riempiva l'aria di terrore:
e noi bambine ci raccogliemmo intorno al babbo come per nasconderci sotto le ali del suo tabarro.
– Ho dimenticato una cosa: bisogna che vada fuori un momento – egli dice frugandosi in tasca.
– Vado io, babbo – grida imperterrito il ragazzo; ma la mamma, bianca in viso, ferma tutti con un gesto.
– No, no, per carità, adesso!
– Eppure è necessario – insiste il babbo preoccupato. – Ho dimenticato di comprare il tabacco.
Allora la mamma si rischiara in viso e va a cercare qualche cosa nell'armadio.
– Domani è Sant'Antonio; è la tua festa, ed io avevo pensato di regalarti…
Gli presenta una borsa piena di tabacco, ed egli s'inchina, ringrazia, dice che la gradisce come se fosse piena d'oro; intanto si lascia togliere dalle spalle il tabarro e siede a tavola per cenare.
La cena non è come al solito, movimentata e turbata da incidenti quasi sempre provocati dall'irrequietudine dei commensali più piccoli; tutti si sta fermi, quieti, intenti alle voci di fuori.
– Ma quando c'è questo gran vento, – dice la nonna – la nevicata non può essere lunga.
Quella volta…
Ed ecco che ricomincia a raccontare; ed i particolari terribili di quella volta aumentano la nostra ansia,
che in fondo però ha qualche cosa di piacevole.
Pare di ascoltare una fiaba che da un momento all'altro può mutarsi in realtà.
Quello che sopratutto ci preoccupa è di sapere se abbiamo abbastanza per vivere,
nei giorni di clausura che si preparano.
– Il peggio è per il latte: con questo tempo non è facile averlo.
Ma la mamma dice che ha una grossa scatola di cacao: e la notizia fa sghignazzare di gioia il ragazzo,
che odia il latte.
Gli altri bambini non osano imitarlo; ma non si afferma che la notizia sia sgradita.
Anche perché si sa che oltre il cacao esiste una misteriosa riserva di cioccolata e,
in caso di estrema necessità, c'è anche un vaso di miele.
Delle altre cose necessarie alla vita non c'è da preoccuparsi.
Di olio e vino, formaggio e farina, salumi e patate, e altre provviste, la cantina e la dispensa sono rigurgitanti.
E carbone e legna non mancano. Eravamo ricchi, allora, e non lo sapevamo.
– E adesso – dice nostro padre, alzandosi da tavola per prendere il suo posto accanto al fuoco – vi voglio raccontare la storia di Giaffà.
Allora vi fu una vera battaglia per accaparrarsi il posto più vicino a lui: e persino la voce del vento si tacque,
per lasciarci ascoltare meglio.
Ma la nonnina, allarmata dal silenzio di fuori, andò a guardare dalla finestra di cucina,
e disse con inquietudine e piacere:- Questa volta mi pare che sia proprio come quell'altra.
Tutta la notte nevicò, e il mondo, come una grande nave che fa acqua,
parve sommergersi piano piano in questo mare bianco.
A noi pareva di essere entro la grande nave: si andava giù, nei brutti sogni, sepolti a poco a poco,
pieni di paura ma pure cullati dalla speranza in Dio.
E la mattina dopo, il buon Dio fece splendere un meraviglioso sole d'inverno sulla terra candida,
ove i fusti dei pioppi parevano davvero gli alberi di una nave pavesata di bianco.
 
 
 

 

 

 

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Ciao da Tony Kospan
 
 
 
 

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Pubblicato 27 agosto 2012 da tonykospan21 in RACCONTI E TESTI SUBLIMI, Senza categoria

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LA NEVE ED IL GELO… IN POESIA IN MUSICA E NON SOLO   10 comments

 
 
 
LA NEVE ED IL GELO…
IN POESIA IN MUSICA E NON SOLO…2012
a cura di Tony Kospan
 
 
 
 
 

 
 
 
Cari amici ed amiche amanti come me delle poesie …
ormai siamo proprio nel cuore dell’inverno…
e quest’anno… capperi… che inverno!

 
Anche se ogni anno ci sorprende
con il suo freddo… la sua neve… i suoi “problemi”
per noi e per il mondo intorno a noi…
tuttavia quest'anno pare stia un pò esagerando.
 
 
 
 
 
 
Il freddo siberiano e l'incredibile nevicata di questi giorni
che hanno colpito e continuano a colpire la nostra penisola,
come non accadeva dai tempi della mitica nevicata del '56,
mi hanno consigliato di dedicar il tema stavolta
proprio a questi eventi meteorologici.



 
 
Forse quel che sta accadendo spingerà molti
a ricordarlo in futuro come la Nevicata del 2012
e scrivendo poesie e canzoni…
 
 
 

 
 
 
Dunque il freddo ed il gelo
saranno il tema delle poesie di questa domenica…
 
 
Potrebbe sembrar un tema freddo (ohibò)… arido…
eppure ha sempre colpito l'immaginario dei poeti…
che ne hanno colto visioni di desolazione
o di attesa della primavera.

 
 
 
 

 
 

Ma veniamo ai versi ed alle musiche… glaciali…
sperando…che ci… scaldino almeno il cuore…
 
 
Come sempre sarebbe bello leggere le poesie che,
sul tema, amate voi.

 

 


 

Nota

NEVICATA

 
 
 
LA NEVE CADE
Boris Pasternak
 
La neve cade, la neve cade.
 Alle bianche stelline in tempesta
 si protendono i fiori del geranio
 dallo stipite della finestra.
 La neve cade, la neve cade
 come se non cadessero i fiocchi,
 ma in un mantello rattoppato
 scendesse a terra la volta celeste.
 La neve cade, la neve cade,
 la neve cade e ogni cosa è in subbuglio:
 il pedone imbiancato, le pinete sorprese..
 
 

Nota

 
 
INVERNO
A. Pozzi
 
Il ghiaccio inazzurra i sentieri
la nebbia addormenta i fossati
un lento tepore devasta
i colori del cielo.
Scende la notte
nessun fiore è nato….
 

Nota

 
 
NUDA E' LA TERRA, E L'ANIMA
A. Machado
 
Nuda è la terra, e l'anima
ulula contro il pallido orizzonte
come lupa famelica. Che cerchi,
poeta, nel tramonto?
Amaro camminare, perchè pesa
il cammino sul cuore. Il vento freddo,
e la notte che giunge, e l'amarezza
della distanza. Sul cammino bianco,
alberi che nereggiano stecchiti;
sopra i monti lontani sangue ed oro.
Morto è il sole. Che cerchi,
poeta, nel tramonto?
 

Nota

 
 
 
L'ALBERO NUDO
Wang Ya-Pung
 
Un albero nudo
fuori della mia finestra
solitario
leva nel cielo freddo
i suoi rami bruni.
Il vento sabbioso la neve il gelo
non possono ferirlo.
Ogni giorno quell'albero
mi dà pensieri di gioia:
 da quei rami nudi
indovino il verde che verrà.
 
 

Nota

Charles Courtney Curran – Il paesaggio visto dall'alto
 
 
FAMMI UN RITRATTO DEL SOLE
Emily Dickinson
 
Fammi un ritratto del sole
Così che io possa appenderlo in camera mia
E possa fingere di scaldarmi
Mentre gli altri lo chiamano ” Giorno”!
Disegnami un pettirosso su un ramo
Così che io possa ascoltarlo  mentre dormo
E quando cesserà il campo nei campi
Anch'io deporrò la mia illusione.
Dimmi se e' vero che fa caldo a mezzogiorno
Se sono i ranuncoli quelli che volano
O le farfalle quelle che fioriscono.
Poi, manda via il gelo dai prati
E scaccia la ruggine dagli alberi
Dammi l'illusione che ruggine e gelo
Non debbano più tornare!
 
 
 
 
 
Un affettuoso saluto a tutti voi
sperando che ve ne possiate star
al calduccio davanti al vostro…
caminetto monitor…
Tony Kospan
 

 
 
 
 

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