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BUSTO DI GIOVANNI VIGEVANO – Storia.. immagini ed analisi di una piccola “grande” scultura del Bernini   Leave a comment








Il Bernini non è stato solo l’autore geniale di grandi e stupende sculture ma anche di alcune piccole ed altrettanto belle ma poco note.
Questa, di cui ora parlerò, il Busto di Giovanni Vigevano, non è chiusa in un museo ma la sua visione è disponibile a tutti in quanto si trova a Roma nella Basilica Santa Maria sopra Minerva dove sono anche le tombe del Beato Angelico e di Santa Caterina da Siena ma anche tantissime altre opere d’arte.




Busto di Giovanni Vigevano




IL PERSONAGGIO SCOLPITO


Certo il suo nome non sarebbe rimasto negli annali della storia se non forse stato scolpito a tarda età dal Bernini.
Del Vigevano sappiamo infatti solo quello troviamo scritto sotto la nicchia in cui è posta la scultura e cioè che era un ricco borghese piacentino molto ben introdotto tra i principi della Chiesa dell’epoca e che è morto a quasi 90 anni.








Il nostro quindi è scomparso ad un’età avanzatissima, caso molto raro all’epoca, ma la scultura si presume scolpita circa 10 anni prima ed allocata in un primo tempo presso la sua abitazione e solo successivamente nella Basilica vicino alla sua sepoltura.
Tutto ciò si evince dal fatto che la nicchia in cui è inserita dovette essere adattata per ben contenerla.








LE DIFFICOLTA’ CHE IL BERNINI DEVE AFFRONTARE


Il 22enne Bernini che ha già creato memorabili sculture stavolta deve affrontare delle novità operative:
– scolpire non personaggi antichi, religiosi o mitologici ma una persona vera e dal vero;
– scolpire non una grande opera marmorea ma un piccolo busto (anche se c’era stato il precedente di Papa Paolo V)
– scolpire non la bellezza ma la vecchiaia.


Busto di Papa Paolo V



BREVE ANALISI


Ma l’artista, benché molto giovane, crea anche stavolta un’opera stupefacente per genialità e saggezza.
Il Vigevano appare semplicemente vivo come nell’atto d’incontrarci e difatti sembra che stia per scostare il mantello per salutarci.
In questa stupenda scultura possiamo ben dire che il Bernini sia riuscito a coniugare il suo stile barocco con la realtà della vecchiaia e dunque della vita.
Inoltre egli si dimostra anche un grande “ritrattista” della scultura.




La tomba del Vigevano 



Tony Kospan




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IL GRUPPO DI CHI AMA L’ARTE





Il ratto di Proserpina (particolare)


IL RATTO DI PROSERPINA – La scultura capolavoro del Bernini… la sua storia ed una breve analisi.   Leave a comment





Il “Ratto di Proserpina” è un gruppo scultoreo

dell’architetto e scultore napoletano Gian Lorenzo Bernini 




(Napoli, 7 dicembre 1598 – Roma, 28 novembre 1680)



L’opera del Bernini, autore anche delle note “Apollo e Dafne” e “David”,

era destinata dal committente, Scipione Borghese, ad arredare Villa Borghese.







Ma solo qualche mese dopo, per motivi non noti,

Scipione Borghese dona la scultura al nipote del nuovo papa Gregorio XV.




La mano nella carne



L’opera, benché di un Bernini giovane,

appare come un’opera pienamente barocca, matura, dinamica

e densa di dettagli per descrivere in modo completo il mitico rapimento.







Non viene trascurato alcun dettaglio,  c’è perfino Cerbero (qui sotto),

 il cane che con le sue tre teste protegge l’operazione.




Cerbero, il cane a 3 teste posto alla base della scultura



La fantastica bellezza di questo gruppo scultoreo è dovuta ai curatissimi dettagli,

alla resa della torsione dei corpi che esprime il pathos dell’azione,

ed al fatto che è ammirabile da qualunque punto lo si osservi

benché quello principale sia quello frontale.





La lacrima che scorre



I dettagli più evidenti sono anche la lacrima che solca il volto di Proserpina

 che esprime la sua disperazione nello sforzo di fuggire,

 
la mano di Plutone che affonda nella carne di Proserpina per bloccarla,

la morbidezza della veste che mostra il corpo della dea.




La mano che affonda nella coscia




L’insieme dona allo spettatore l’idea d’esser davanti ad una scena vera.









L’eccezionale e plastico realismo dell’opera, pur nell’ambito del barocco,

è capace di donare grandi emozioni a chi la osserva

ed evidenzia la suprema abilità del Bernini che, anche grazie alle opere successive,

è considerato come uno dei più grandi scultori di tutti i tempi.




OBIETTIVO ARTE
IL GRUPPO DI CHI AMA
VIVER L’ARTE… INSIEME
Ripped Note









BUSTO DI GIOVANNI VIGEVANO – Piccola “grande” ma poco nota scultura del Bernini – Storia.. immagini ed analisi   Leave a comment








Il Bernini non è stato solo l’autore geniale di grandi e stupende sculture ma anche di alcune piccole ed altrettanto belle ma poco note.
Questa, di cui ora parlerò, il Busto di Giovanni Vigevano, non è chiusa in un museo ma la sua visione è disponibile a tutti in quanto si trova a Roma nella Basilica Santa Maria sopra Minerva dove sono anche le tombe del Beato Angelico e di Santa Caterina da Siena ma anche tantissime altre opere d’arte.




Busto di Giovanni Vigevano




IL PERSONAGGIO SCOLPITO


Certo il suo nome non sarebbe rimasto negli annali della storia se non forse stato scolpito a tarda età dal Bernini.
Del Vigevano sappiamo infatti solo quello troviamo scritto sotto la nicchia in cui è posta la scultura e cioè che era un ricco borghese piacentino molto ben introdotto tra i principi della Chiesa dell’epoca e che è morto a quasi 90 anni.








Il nostro quindi è scomparso ad un’età avanzatissima, caso molto raro all’epoca, ma la scultura si presume scolpita circa 10 anni prima ed allocata in un primo tempo presso la sua abitazione e solo successivamente nella Basilica vicino alla sua sepoltura.
Tutto ciò si evince dal fatto che la nicchia in cui è inserita dovette essere adattata per ben contenerla.








LE DIFFICOLTA’ CHE IL BERNINI DEVE AFFRONTARE


Il 22enne Bernini che ha già creato memorabili sculture stavolta deve affrontare delle novità operative:
– scolpire non personaggi antichi, religiosi o mitologici ma una persona vera e dal vero;
– scolpire non una grande opera marmorea ma un piccolo busto (anche se c’era stato il precedente di Papa Paolo V)
– scolpire non la bellezza ma la vecchiaia.


Busto di Papa Paolo V



BREVE ANALISI


Ma l’artista, benché molto giovane, crea anche stavolta un’opera stupefacente per genialità e saggezza.
Il Vigevano appare semplicemente vivo come nell’atto d’incontrarci e difatti sembra che stia per scostare il mantello per salutarci.
In questa stupenda scultura possiamo ben dire che il Bernini sia riuscito a coniugare il suo stile barocco con la realtà della vecchiaia e dunque della vita.
Inoltre egli si dimostra anche un grande “ritrattista” della scultura.




La tomba del Vigevano 



Tony Kospan




arte-painttool.gifarte-painttool.gifarte-painttool.gifarte-painttool.gifarte-painttool.gifarte-painttool.gifarte-painttool.gif
IL GRUPPO DI CHI AMA L’ARTE





Il ratto di Proserpina (particolare)


IL RATTO DI PROSERPINA – Il mitico capolavoro del Bernini… la sua storia ed una breve analisi.   Leave a comment





Il “Ratto di Proserpina” è un gruppo scultoreo

dell’architetto e scultore napoletano Gian Lorenzo Bernini 




(Napoli, 7 dicembre 1598 – Roma, 28 novembre 1680)



L’opera del Bernini, autore anche delle note “Apollo e Dafne” e “David”,

era destinata dal committente, Scipione Borghese, ad arredare Villa Borghese.







Ma solo qualche mese dopo, per motivi non noti,

Scipione Borghese dona la scultura al nipote del nuovo papa Gregorio XV.




La mano nella carne



L’opera, benché di un Bernini giovane,

appare come un’opera pienamente barocca, matura, dinamica

e densa di dettagli per descrivere in modo completo il mitico rapimento.







Non viene trascurato alcun dettaglio,  c’è perfino Cerbero (qui sotto),

 il cane che con le sue tre teste protegge l’operazione.




Cerbero, il cane a 3 teste posto alla base della scultura



La fantastica bellezza di questo gruppo scultoreo è dovuta ai curatissimi dettagli,

alla resa della torsione dei corpi che esprime il pathos dell’azione,

ed al fatto che è ammirabile da qualunque punto lo si osservi

benché quello principale sia quello frontale.





La lacrima che scorre



I dettagli più evidenti sono anche la lacrima che solca il volto di Proserpina

 che esprime la sua disperazione nello sforzo di fuggire,

 
la mano di Plutone che affonda nella carne di Proserpina per bloccarla,

la morbidezza della veste che mostra il corpo della dea.




La mano che affonda nella coscia




L’insieme dona allo spettatore l’idea d’esser davanti ad una scena vera.









L’eccezionale e plastico realismo dell’opera, pur nell’ambito del barocco,

è capace di donare grandi emozioni a chi la osserva

ed evidenzia la suprema abilità del Bernini che, anche grazie alle opere successive,

è considerato come uno dei più grandi scultori di tutti i tempi.




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Ripped Note







IL RATTO DI PROSERPINA – Storia ed analisi del mitico capolavoro del Bernini.. anche con immagini e video   Leave a comment






Il “Ratto di Proserpina” è un gruppo scultoreo


dell’architetto e scultore napoletano Gian Lorenzo Bernini 




(Napoli, 7 dicembre 1598 – Roma, 28 novembre 1680)



L'opera del Bernini, autore anche delle note…“Apollo e Dafne” e “David”,


era destinata dal committente, Scipione Borghese,
ad arredare Villa Borghese.







Ma solo qualche mese dopo, per motivi non noti,


Scipione Borghese dona la scultura al nipote del nuovo papa Gregorio XV.




La mano nella carne



L'opera, benché di un  Bernini giovane,


appare come un’opera pienamente barocca, matura, dinamica

 
e densa di dettagli per descrivere in modo completo il mitico rapimento.







Non viene trascurato alcun dettaglio,  c'è perfino Cerbero (sotto),

 
il cane che con le sue tre teste protegge l'operazione.




Cerbero, il cane a 3 teste alla base della scultura



La fantastica bellezza di questo gruppo scultoreo è dovuta ai curatissimi dettagli,


alla resa della torsione dei corpi che esprime il pathos dell'azione,


ed al fatto che è ammirabile da qualunque punto lo si osservi


benché quello principale sia quello frontale.







I dettagli più evidenti sono anche la lacrima che solca il volto di Proserpina

 
che esprime la sua disperazione nello sforzo di fuggire,

 
la mano di Plutone che affonda nella carne di Proserpina per bloccarla,


la morbidezza della veste che mostra il corpo della dea.




Il volto con le lacrime




L'insieme dona allo spettatore l'idea d'esser davanti ad una scena vera.







L'eccezionale e plastico realismo dell'opera, pur nell'ambito del barocco,


è capace di donare grandi emozioni a chi la osserva


ed evidenzia la suprema abilità del Bernini che, anche grazie alle opere successive,


è considerato come uno dei più grandi scultori di tutti i tempi.




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IL RATTO DI PROSERPINA – Breve storia ed analisi del capolavoro del Bernini anche con immagini e video   1 comment






Il “Ratto di Proserpina” è un gruppo scultoreo


dell’architetto e scultore napoletano Gian Lorenzo Bernini 




(Napoli, 7 dicembre 1598 – Roma, 28 novembre 1680)



L'opera del Bernini, autore anche delle note…“Apollo e Dafne” e “David”,


era destinata dal committente, Scipione Borghese,
ad arredare Villa Borghese.







Ma solo qualche mese dopo, per motivi non noti,


Scipione Borghese dona la scultura al nipote del nuovo papa Gregorio XV.




La mano nella carne



L'opera, benché di un  Bernini giovane,


appare come un’opera pienamente barocca, matura, dinamica

 
e densa di dettagli per descrivere in modo completo il mitico rapimento.







Non viene trascurato alcun dettaglio,  c'è perfino Cerbero (sotto),

 
il cane che con le sue tre teste protegge l'operazione.




Cerbero, il cane a 3 teste alla base della scultura



La fantastica bellezza di questo gruppo scultoreo è dovuta ai curatissimi dettagli,


alla resa della torsione dei corpi che esprime il pathos dell'azione,


ed al fatto che è ammirabile da qualunque punto lo si osservi


benché quello principale sia quello frontale.







I dettagli più evidenti sono anche la lacrima che solca il volto di Proserpina

 
che esprime la sua disperazione nello sforzo di fuggire,

 
la mano di Plutone che affonda nella carne di Proserpina per bloccarla,


la morbidezza della veste che mostra il corpo della dea.




Il volto con le lacrime




L'insieme dona allo spettatore l'idea d'esser davanti ad una scena vera.







L'eccezionale e plastico realismo dell'opera, pur nell'ambito del barocco,


è capace di donare grandi emozioni a chi la osserva


ed evidenzia la suprema abilità del Bernini che, anche grazie alle opere successive,


è considerato come uno dei più grandi scultori di tutti i tempi.




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ARTE E AFORISMI 2   Leave a comment

 
 

 
 
 
ARTE E AFORISMI 2
 
 
 
 
 
L'opera d'arte è sempre una confessione.
Umberto Saba
 
 
Federico Zandomeneghi – A letto
 
 
 

 
 
L'arte è lunga, la vita breve, il giudizio difficile,
l'occasione buona passeggera.
Johann Wolfgang Goethe
 
 
 

Bernini – David

 

 

 
 
 
 

Cercare adagio, umilmente, costantemente di esprimere, di tornare a spremere dalla terra bruta o da ciò ch'essa genera, dai suoni, dalle forme e dai colori, che sono le porte della prigione della nostra anima, un'immagine di bellezza che siamo giunti a comprendere: questa è l'arte.

James Joyce

 

John Singer Sargent – Portrait of Caspar Goodrich

 

diviore

 

CIAO DA TONY KOSPAN

 

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