Archivio per l'etichetta ‘Belle Epoque

“La colazione dei canottieri” capolavoro di Renoir – Storia.. analisi e tutti i personaggi uno per uno   Leave a comment





LA COLAZIONE DEI CANOTTIERI
MITICO DIPINTO DI RENOIR
a cura di Tony Kospan




Il dipinto è anche una notevole testimonianza della gioia di vivere che caratterizzava la Parigi delle Belle Epoque ed il modo di vivere l’arte da parte di questo grandissimo pittore.





La colazione dei canottieri




Questo dipinto è poi considerato il capolavoro di Renoir ed uno dei massimi capolavori dell’Impressionismo.




Pierre Auguste Renoir (Limoges 25.2.1841 – Cagnes-sur-Mer 3.12.1919)




LA STORIA DEL DIPINTO 



Aveva vent’anni Renoir quando entrò come allievo nello studio di Gleyre.
Ben presto si rese conto di preferire la vita pulsante negli angoli di strada di Parigi, piuttosto che i calchi di gesso dell’atelier, e al maestro che lo rimproverò “Senza dubbio tu dipingi soltanto per divertirti“, Renoir replicò: “Sicuro, se non mi divertissi, non lo farei. Perché mai l’arte non dovrebbe essere piacevole? Sono già troppe le cose spiacevoli al mondo!”

Fedele alle sue convinzioni, Renoir nei suoi quadri espresse sempre la joie de vivre (la gioia di vivere).
Amò ritrarre i propri amici e le proprie amanti, senza vergognarsi di dipingere quadri spensierati (avversato in ciò dalla critica), esaltando l’aspetto edonistico dell’esistenza, dipingendo stati d’animo di pura felicità, ritraendo un’umanità sorridente e felice, proprio come lo erano le sue modelle che cantavano, leggevano e ricamavano durante le pose ed infine scegliendo sempre soggetti che risvegliassero il suo sentimento di gioia: paesaggi solari, bambini al gioco, bellezze femminili, raduni di amici.

Renoir amò molto rappresentare i divertimenti borghesi tipici delle grandi città, gli svaghi e i divertimenti, quotidiani e festivi dei piccoli e medi borghesi parigini e dei bohémiens, non escludendo quelli all’aperto.
Era affascinato dall’idea di ritrarre un allegro gruppo di amici a pranzo sulla terrazza di un ristorante, idea già realizzata in un precedente quadro, il Moulin de la Galette,  ed aveva preparato quadri come Canottieri a Chatou e La colazione in riva al fiume, nonché altri vari abbozzi ma approfondì il tema, ed alla grande, con la Colazione dei canottieri, che iniziò a dipingere nell’estate del 1881.

Un amico, il barone Barbier, un capitano di reggimento dal carattere estroverso che preferiva più i cavalli che i quadri, si offrì di organizzare la riunione, chiamando a raccolta tutti gli amici del pittore, artisti, giornalisti, modelle, e facendo in modo addirittura che le imbarcazioni sullo sfondo avessero una precisa posizione.

Sul posto, Renoir cominciò una serie di studi e schizzi, fino a giungere a dipingere la tavolata di giovani amici convenuti nel ristorante di Alphonse Fournaise a Chatou sulla Senna, vicino alla Grenouillére, luogo molto affollato di domenica, dove, dopo le escursioni in barca, i canottieri erano soliti incontrarsi con le loro ragazze e pranzare sulla terrazza del primo piano che si affacciava sul fiume.








La composizione è nettamente delimitata ai due lati, ma la scena è suddivisa in singole figure dettagliate e in piccoli gruppi collocati al riparo di una tenda da sole, mentre la calda luce del giorno filtra attraverso la veranda. 
Sullo sfondo s’intravedono le barche sulla Senna che ricordano all’osservatore che l’allegra combriccola di amici, che ora riposa dopo la colazione, è appena tornata da una gita sul fiume.




I PERSONAGGI DEL DIPINTO









Iniziamo ad identificarli.

Sulla sinistra è raffigurato il proprietario del locale, monsieur Fournaise (2) con cappello e barba rossiccia









e sua figlia, la bella Alphonsine (3) col cappello giallo appoggiata alla balaustra.
Alphonsine ha di fronte un uomo seduto a tavola, con il cappello rotondo che è girato verso di lei.
Si tratta del barone Barbier (4), che si diede da fare per radunare tutti gli amici che appaiono nel ritratto;








L’uomo col cappello a cilindro in fondo, che sta parlando con Jules Laforgue poeta simbolista, è Charles Ephroussi (5 e 8) collezionista d’arte d’origine russa e finanziatore degli impressionisti;








La ragazza che beve è una delle modelle più care a Renoir, Angle (6), della quale si dice che, durante tutto il tempo della posa, chiacchierasse instancabilmente ed alla sua destra s’intravede appena il volto del noto scrittore Guy de Maupassant;









A sinistra qui giù, in piedi, in bombetta, c’è Lestriguez (11), detto l’ipnotizzatore, amico del pittore affascinato dall’occultismo e dall’ipnotismo, ed accanto c'è Paul Lhote (12) “amicissimo” di Renoir e miope come una talpa ma instancabile rubacuori, ed infatti è ritratto mentre amoreggia con l’attrice Jeanne Samary (13);








Intorno alla tavola, sulla quale v'è adagiata una bellissima natura morta, rivelatrice dell’abilità del pittore nel rendere gli effetti di luce, con bottiglie e bicchieri che raccolgono i colori di ciò che li circonda, ci sono a destra, col cappello di paglia, a cavalcioni di una sedia, Gustave Caillebotte (9), artista di talento e ricchissimo di suo, fanatico della barca, che dialoga con l’attrice Ellen Anurie;








Alle loro spalle e chinato verso di loro, c’è Maggiolo (10), giornalista italiano che scrive per il giornale satirico Le Triboulet.








Sulla sinistra c’è una giovane donna (carinissima) in posa molto naturale  (con cappellino a fiori e che stringe un cagnolino) nella quale si riconosce Aline Charigot (1), che presto sarebbe diventata la moglie di Renoir.








ANALISI DEL DIPINTO



Il quadro, riconosciuto unanimemente come capolavoro di Renoir e dell’Impressionismo, con le figure en plein air, i colori incisivi, vivaci e variati che rendono ben netta l’individuazione dei personaggi, cattura perfettamente l’atmosfera pigra di una domenica francese trascorsa fuori città, ed esprime compiutamente il senso di gioia dell’allegra brigata e dell’animo ben disposto del pittore.

La tela è ambientata sulla terrazza del ristorante La Fournaise, a Chatou, sulle rive della Senna, dove si ritrovavano abitualmente i canottieri. 
I parigini vi andavano per le gite domenicali, anche perché la zona era collegata con la città da una delle prime ferrovie costruite in Francia.

La Colazione dei Canottieri è un quadro di grandi dimensioni realizzato pochi anni dopo il Moulin de la Galette e ne rappresenta per molti versi una variazione sul tema. 
Rispetto a quest’ultimo, l’individuazione dei singoli personaggi è più netta, i colori più vari e vivaci, la struttura compositiva più chiara, gli effetti della pittura en plein air più accentuati.

La scena evoca lo stato d’animo e l’atmosfera che circonda questi giovani, tutti amici del pittore, immersi in una piacevole conversazione carica di cordiale intimità e resa ancora più accattivante dall’ambiente gradevole. 
Gli atteggiamenti aggraziati e vivaci, la naturalezza dei gesti, mostrano tutta l’abilità del pittore nel delineare i personaggi nel loro ambiente.

Il senso di animazione è reso sapientemente dalla prospettiva e dalla disposizione delle figure che in primo piano sfumano delicatamente verso lo sfondo, anche attraverso una sapiente utilizzazione dei rapporti cromatici.







IL COLORE


I colori del dipinto sono molto forti, caldi e lucenti. 
La superficie pittorica è costruita con un sofisticato alternarsi di zone lisce, da cui emerge talvolta la preparazione grigio chiaro della tela, con altre in cui si sovrappongono più strati di colore

La tovaglia bianca e le canottiere degli uomini, imprimono una nota luminosa a tutta la composizione, dando corpo alle affermazioni di quanti sostengono che l’uso del bianco fosse una diretta conseguenza del viaggio in Algeria.


LA COMPOSIZIONE


Renoir rappresenta nel dipinto una struttura di tipo classico, divisa in tre linee verticali, delimitate dalle sbarre che sorreggono il tendone non che dal limite del fogliame nell’angolo alto a destra, e da una linea orizzontale che spezza in due il dipinto evidenziando, in primo piano in basso, il tavolo con la natura morta e i due personaggi seduti attorno (Aline col cagnolino e l’uomo seduto su una sedia che la osserva attentamente), in secondo piano in alto, il resto dei personaggi. Il dipinto è, inoltre, costruito su una diagonale maggiore, delineata dalla balaustra, che parte dal basso, a sinistra, fino in alto, a destra, e da una diagonale minore, meno appariscente, che parte dall’alto, a sinistra, fino in basso, a destra. 
A sinistra di questa diagonale è rappresentata la natura (le piante) e in profondità si intravede un piccolo brano di paesaggio, a destra, invece, vi sono tutti i personaggi seduti attorno a un tavolo o in piedi a chiacchierare.

L’opera riflette, nell’incisività dell’esecuzione, lo studio condotto da Renoir sulla tecnica dei dipinti a olio di Ingres, una ricerca che porta il pittore impressionista a rivalutare il ruolo del disegno.

Piena di figure, il dipinto, da un lato è una composizione d’insieme e dall’altro è uno studio delle singole forme, accuratamente strutturate.


LA PENNELLATA


La pennellata si sfrangia in tanti piccoli tocchi, fini e precisi, che anticipano il successivo periodo classico di Renoir.


Tony Kospan



F I N E



Fonti… vari siti web
Elaborazione delle immagini, coordinamento e impaginazione Orso Tony – Tony Kospan



MARRONE CHIARO
IL GRUPPO DI CHI AMA L’ARTE FIGURATIVA
(PITTURA, SCULTURA, FOTOGRAFIA E CINEMA)







La Torre Eiffel – La storia in breve.. anche in immagini.. dell’edificio divenuto un mito mondiale   Leave a comment






LA STORIA (IN BREVE).. LE IMMAGINI ED IL FASCINO

DI QUESTO STORICO EDIFICIO DI SOGNO







La Torre Eiffel ha oltre 130 anni 
eppure doveva essere demolita dopo l’Esposizione Universale.


Fu inaugurata il 31.3.1889 
ed anche Google
spesso ha festeggiato il suo anniversario con un doodle.







La Torre… è considerata il simbolo della Francia.

Fu costruita per l’Esposizione Universale
che si tenne quell’anno a Parigi per il centenario
della Rivoluzione Francese.




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Ma fu anche il modo per esaltare il progresso
e le scoperte scientifiche 
che allora si susseguivano
e che consentivano al Mondo d’avere grande fiducia 
nella possibilità che il futuro risolvesse
quasi tutti i problemi umani.

In fondo siamo in piena Belle Époque



Jean Beraud



Fu costruita dall’ingegnere Alexandre-Gustave Eiffel
(da cui prende il nome) in 26 mesi
utilizzando 26.000 barre di ferro.




Gustave Eiffel (Digione, 15.12.1832 – Parigi, 27.12.1923)



La costruzione fu possibile soprattutto per la precisione
degli studi sulla combinazione di ferro e ghisa.



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La Torre doveva durare solo il tempo dell’Esposizione
ma, 
nonostante fosse criticata con violenza dai grandi intellettuali dell’epoca, 
essa fu subito amata dalla maggioranza dei Francesi 
ed è ancora lì a svettare nel cielo di Parigi.
.
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La Torre, alta 300 mt (324 con l’antenna) fu utilizzata anche
per le comunicazioni telegrafiche prima e radiotelevisive poi 
e, fino al 1930, è stata l’edificio più alto al mondo.




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Ancor oggi è uno dei luoghi più visitati di Parigi
anche per l’eccezionale veduta dalla sommità.



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Tony Kospan

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Degas con le sue ballerine ed Offenbach col mitico ballo uniscono BELLE EPOQUE e CAN CAN – Arte e Classica   Leave a comment

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Edgar Degas – Ballerine in rosso
 
 
 
 
 
Edgar Degas è definito ilpittore delle ballerine
perché amava rappresentare i riti ed i miti dell’epoca
caratterizzata dalla nota atmosfera “bohemiènne
parigina mentre Offenbach 
è l’autore della musica del mitico Can Can.

 
 
 
(Parigi 19.7.1834 – Parigi 27.9.1917)




Questo post intende accostare dunque
il grande cantore della Belle Époque nell’arte
al trionfale e mitico Can Can ed alle danze
della favolosa Parigi d’allora.

 


  

Edgar Degas – Scuola di danza

 

 

 

Ci tufferemo dunque, 

attraverso immagini, dipinti e musiche, 

nelle mitiche ed allegre atmosfere

di fine ‘800 ed inizio ‘900 soprattutto parigine.






Edgar Degas – Danzatrici all’Opera
 
 
 
 
 


IL CAN CAN E… LE BALLERINE


 

 

 

 

 


OFFENBACH E DEGAS – CLASSICA ED ARTE


 
 
 
 
 
Il vero Moulin Rouge – La sala nel 1898



DUNQUE IL FAMOSISSIMO ALLEGRO CAN CAN
VERA COLONNA SONORA DELLA BELLE EPOQUE
SARA’ UNITO ALLE STUPENDE TELE DI DEGAS
DEDICATE ALLE SUE AMATE BALLERINE


 
 
 
 
 


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La liaison è dunque tra Degas
e Offenbach


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 Offenbach



Nel primo video abbiamo una bella,
ma recente, versione del celebre ballo.
(Il video inizia dopo alcuni secondi)




Degas



mentre nel secondo possiamo vedere,
dopo una partenza lenta della musica,
le immagini di un vero Can can d’epoca.

 
 
 
 



 
 
 
 
Buon ascolto e buona visione
da Orso Tony




Edgar Degas – Ballerine in rosso


RENOIR – BIOGRAFIA… ANALISI E CAPOLAVORI DEL PITTORE DELLA GIOIA DI VIVERE   Leave a comment


Pierre Auguste Renoir (Limoges 25.2.1841 – Cagnes-sur-Mer 3.12.1919) 




Renoir è stato uno dei massimi esponenti dell’Impressionismo.

Per Renoir la pittura deve esprimere 
la gioia di partecipare al mondo che ci circonda 
ed esaltarne soprattutto le bellezze.









BREVE BIOGRAFIA

Fin da piccolo  mostrò due talenti artistici, il canto ed il disegno (usava i gessetti del padre, sarto, che si arrabbiava).
Mentre il maestro voleva voleva indirizzarlo al Coro liturgico il padre gli comprò invece quaderni e matite, all’epoca molto cari, perché ne aveva intuito le capacità pittoriche.
Auguste (così lo chiamava la madre che odiava tutte quelle “r” in Pierre Renoir) ebbe un’infanzia felice.
Crescendo il padre lo avviò al mestiere di decoratore di porcellane… e qui subito eccelse nella creazione di decori ed immagini.
Ma la ditta per cui lavorava fallì ed allora il giovane Renoir iniziò a dipingere ed ebbe subito estimatori.







Tuttavia visse anni difficili, da un punto di vista economico, anche se immersi nell’affascinante e gaudente atmosfera della Parigi del secondo ‘800.
Nel 1862, ventunenne, entrò nella Scuola delle belle Arti dove incontrò e frequentò Alfred Sisley, Frédéric Bazille e Claude Monet.
Insieme decisero di abbandonare la pittura d’atelier e decisero di dipingere all’aperto (en plein air) per catturare l’essenza delle luci e dei colori.
Frequentò in particolare Monet, col quale passava intere giornate a dipingere, e poi confrontavano le loro opere.






Oggi possiamo dire che la loro amicizia ebbe una grande influenza sulla sua arte e contribuì alla nascita dell’impressionismo.
Tuttavia non tralasciò di dipingere corpi giovanili, soprattutto femminili, per esprimere, attraverso la loro fisicità, gioia di vivere e leggerezza.
Partecipò alla prima mostra degli Impressionisti che si tenne nell’atelier del fotografo Nadar.



Aline



Nonostante le sue tante avventure non abbandonò mai l’amata ed adorata Aline Victorine Charigot, da cui ebbe 3 figli, e che sposò dopo 10 anni dal loro primo incontro.
Aline è la bella giovane con un cagnolino tra le braccia della mitica “Colazione dei canottieri“.
Quando raggiunse la maturità… raggiunse anche la gloria, il benessere e nel 1900 ottenne il massimo riconoscimento della Repubblica Francese, la Legion d’Onore.
Continuò a dipingere fino a tarda età arrivando a farsi legare il pennello al polso perché non gli cadesse.



Renoir – Autoritratto



STILE E GIOIA DI VIVERE


Per comprendere il suo modo di intendere l’arte e la pittura 
è significativo ricordare cosa rispose da giovane al suo maestro 
che lo rimproverava perché si divertiva dipingendo:
Sicuro, se non mi divertissi, non lo farei. 
Perché mai l’arte non dovrebbe essere piacevole? 
Sono già troppe le cose spiacevoli al mondo!







Egli sente fortemente la necessità di imprimere sulla tela 
le belle emozioni e le dolci sensazioni che vive o cerca di vivere nella società,
esaltando le armonie di tutto ciò che vede e gli piace.






Tutto quanto esiste… persone, paesaggi, ambienti, oggetti etc. 
può esser bello e quel che è bello, per Renoir, merita di essere dipinto.







Come trasmette questo suo amore per la gioia di vivere nella sua pittura?

Soprattutto con il colore.







Vediamo altri suoi capolavori.


ALTRE SUE OPERE


 





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MARRONE-CHIARO.gif
IL GRUPPO DI CHI AMA L’ARTE FIGURATIVA
(PITTURA, SCULTURA, FOTOGRAFIA E CINEMA)

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Risultato immagine




La Torre Eiffel ed il suo fascino intramontabile – Storia ed immagini   2 comments






LA STORIA (IN BREVE).. LE IMMAGINI ED IL FASCINO

DI QUESTO STORICO EDIFICIO DI SOGNO







La Torre Eiffel ha oltre 130 anni 
eppure doveva essere demolita dopo l’Esposizione Universale.


Fu inaugurata il 31.3.1889 
ed anche Google
spesso ha festeggiato il suo anniversario con un doodle.







La Torre… è considerata il simbolo della Francia.

Fu costruita per l’Esposizione Universale
che si tenne quell’anno a Parigi per il centenario
della Rivoluzione Francese.




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Ma fu anche il modo per esaltare il progresso
e le scoperte scientifiche 
che allora si susseguivano
e che consentivano al Mondo d’avere grande fiducia 
nella possibilità che il futuro risolvesse
quasi tutti i problemi umani.

In fondo siamo in piena Belle Époque



Jean Beraud



Fu costruita dall’ingegnere Alexandre-Gustave Eiffel
(da cui prende il nome) in 26 mesi
utilizzando 26.000 barre di ferro.




Gustave Eiffel (Digione, 15.12.1832 – Parigi, 27.12.1923)



La costruzione fu possibile soprattutto per la precisione
degli studi sulla combinazione di ferro e ghisa.



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La Torre doveva durare solo il tempo dell’Esposizione
ma, 
nonostante fosse criticata con violenza dai grandi intellettuali dell’epoca, 
essa fu subito amata dalla maggioranza dei Francesi 
ed è ancora lì a svettare nel cielo di Parigi.
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La Torre, alta 300 mt (324 con l’antenna) fu utilizzata anche
per le comunicazioni telegrafiche prima e radiotelevisive poi 
e, fino al 1930, è stata l’edificio più alto al mondo.




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Ancor oggi è uno dei luoghi più visitati di Parigi
anche per l’eccezionale veduta dalla sommità.



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Tony Kospan

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Edgar Degas – Breve ricordo e diversi capolavori dell’impressionista delle ballerine e della Belle Epoque   1 comment

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.
Questo è certamente il pittore impressionista
che presenta, nei suoi dipinti, le maggiori diversità
rispetto agli altri della corrente.

Ciò appare evidente sia 
per la costruzione attenta che per la resa prospettica
dovute certamente alla sua preparazione giovanile
formatasi sull’arte rinascimentale italiana.

 
 
 
Edgar Degas – Ballerine in rosso



EDGAR DEGAS
L’IMPRESSIONISTA DELLE BALLERINE (E NON SOLO)
a cura di Tony Kospan 
 
 
 
 
 
Edgar Degas è comunque
 tra i più grandi della mitica corrente di fine ‘800
ed è in genere definito ilpittore delle ballerine
perché amava rappresentare i riti ed i miti dell’epoca
caratterizzata dalla nota atmosfera “bohemiènne
in cui la danza aveva un notevole rilievo.



L’orchestra



In verità il suo grande amore per questo tema
(e per quello teatrale) si sviluppò soprattutto
verso la fine della sua notevole carriera artistica.
 
 
 
 
 
(Parigi 19.7.1834 – Parigi 27.9.1917)



Il suo primo dipinto che lo rese subito famoso,
per la sua modernità ed introspezione psicologica,
fu “La famiglia Bellelli
in cui ritrasse la sorella, il marito fiorentino
e le loro figlie.



La famiglia Bellelli



In verità non si può certo ridurre la sua notevole attività artistica
solo alla fantastica atmosfera parigina di fine 800
come la definizione di “pittore delle ballerine” 
potrebbe far pensare.







In effetti egli fu anche attento osservatore,
con le sue opere, di tutta la realtà intorno a lui
compresa quella relativa al lavoro, ai vizi,
alle sue amicizie etc… come, ad esempio,
 possiamo vedere nei dipinti che ora seguono…



Dalla modista




L’assenzio (partic.)



Le stiratrici



3 amici dell’artista



Come abbiamo potuto osservare
egli, al contrario degli altri impressionisti,
non amava la pittura “en plein air” e cioè all’aperto
ma quella che si può definire d’atelier (da studio).

Concludiamo il post con altri suoi noti dipinti


  

Edgar Degas – Scuola di danza

  



Le prove del balletto




Degas – Ballerine




 

 Degas – Ballerine




Degas – Ballerine









Chi volesse leggere la storia e l’analisi
di un suo dipinto del tutto diverso
ma molto importante per diversi aspetti
“Un ufficio di cotone a New Orleans”
può cliccare sull’immagine qui giù



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F I N E






IL MONDO DEGLI ARTISTI E DI CHI AMA L’ARTE
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Danzatrici dell’Opera – Collage




Toulouse Lautrec – Biografia e capolavori del mitico pittore del Moulin Rouge e della Belle Epoque   Leave a comment






Toulouse-Lautrec è stato uno degli artisti più importanti
della scintillante e sognante Parigi di fine ‘800
di cui ha “narrato”, con calore e verità, vizi e virtù.








BREVE BIOGRAFIA


Henri Marie Raymond de Toulouse-Lautrec nacque in una nobile famiglia discendente addirittura da Carlo Magno.
Fin da piccolo fu sofferente di una malattia alle ossa che ne impedì la crescita in altezza e gli rese la testa molto grande rispetto al corpo in cui soprattutto le gambe restarono molto piccole.



Albi 24.11.1864 – Saint-André-du-Bois 9.9.1901


Per questo fece gli studi nella casa paterna, da dove in pratica usciva raramente, dedicandosi fin da piccolo alla pittura.
Visto questo suo interesse fu inviato a studiare pittura presso studi di alcuni noti pittori.






A 19 anni aprì il suo primo atelier a Montmartre (Parigi) noto per esser il quartiere degli artisti e dei bohemiens.






Fu proprio questo mondo fatto di caffè… bordelli… e bistrot… che ha creato il mito della Belle Époque ad ispirare la massima parte dei suoi dipinti.







Fece una vita economicamente disordinata, e quasi sempre in compagnia dell’alcool, ma ci tenne sempre a differenziare i propri guadagni di pittore dall’appannaggio familiare.
Pur disponendo di notevoli risorse economiche egli amava frequentare gli ambienti più poveri e diseredati alloggiando spesso nei bordelli dove amava dipingere le prostitute nei loro atteggiamenti spregiudicati.




Le sue opere, con il loro calore ma anche con la loro verità, mostrano una forte vicinanza umana ai soggetti dipinti.
Nel 1893 la sua prima mostra ebbe subito successo e piacque anche ai critici.






Da quel momento in poi pian piano divenne ben presto un notevole punto di riferimento nel mondo artistico parigino.

Tuttavia, nonostante i successi artistici delle sue opere, rimase sempre schiavo dell’alcoolismo.

Morì a soli 36 anni a seguito di complicazioni causate dalla sifilide in un corpo già debilitato.




Al Moulin Rouge con autoritratto



SINTETICA ANALISI DELLA SUA ARTE


All’inizio le sue opere presentano caratteristiche simili a quelle degli impressionisti ed in questo molta influenza ebbero soprattutto Edgar Degas ma anche Cézanne, Renoir e Manet.

Egli poi però ben presto inizierà a tener sempre differenziata la figura umana dall’ambiente di sfondo e proprio per questo è definito un post-impressionista.









Infatti egli stesso affermava:
Non esiste che la figura, il paesaggio è nulla, non dovrebbe che essere un accessorio.


Il paesaggio dovrebbe essere usato solo per rendere più intelligibile il carattere della figura.”




Bevitori di assenzio





Possiamo dunque dire che per lui viene prima di ogni altra cosa la persona e molte persone, da lui dipinte, sono divenute poi, grazie a lui, immortali.

Egli usava diversi supporti per le sue opere ed è infatti considerato anche uno dei più geniali autori di manifesti e stampe dei suoi tempi.





Tony Kospan



IL GRUPPO DI CHI AMA VIVER L’ARTE
I N S I E M E
Frecce (51)
Ripped Note

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Edgar Degas – Breve ricordo e diversi capolavori del pittore delle ballerine.. della Belle Epoque e non solo   1 comment

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Questo è certamente il pittore impressionista
che presenta, nei suoi dipinti, le maggiori diversità
rispetto agli altri della corrente.

Ciò appare evidente sia 
per la costruzione attenta che per la resa prospettica
dovute certamente alla sua preparazione giovanile
formatasi sull’arte rinascimentale italiana.

 
 
 
Edgar Degas – Ballerine in rosso



EDGAR DEGAS
L’IMPRESSIONISTA DELLE BALLERINE (E NON SOLO)
a cura di Tony Kospan 
 
 
 
 
 
Edgar Degas è comunque
 tra i più grandi della mitica corrente di fine ‘800
ed è in genere definito ilpittore delle ballerine
perché amava rappresentare i riti ed i miti dell’epoca
caratterizzata dalla nota atmosfera “bohemiènne
in cui la danza aveva un notevole rilievo.



L’orchestra



In verità il suo grande amore per questo tema
(e per quello teatrale) si sviluppò soprattutto
verso la fine della sua notevole carriera artistica.
 
 
 
 
 
(Parigi 19.7.1834 – Parigi 27.9.1917)



Il suo primo dipinto che lo rese subito famoso,
per la sua modernità ed introspezione psicologica,
fu “La famiglia Bellelli
in cui ritrasse la sorella, il marito fiorentino
e le loro figlie.



La famiglia Bellelli



In verità non si può certo ridurre la sua notevole attività artistica
solo alla fantastica atmosfera parigina di fine 800
come la definizione di “pittore delle ballerine” 
potrebbe far pensare.







In effetti egli fu anche attento osservatore,
con le sue opere, di tutta la realtà intorno a lui
compresa quella relativa al lavoro, ai vizi,
alle sue amicizie etc… come, ad esempio,
 possiamo vedere nei dipinti che ora seguono…



Dalla modista




L’assenzio (partic.)



Le stiratrici



3 amici dell’artista



Come abbiamo potuto osservare
egli, al contrario degli altri impressionisti,
non amava la pittura “en plein air” e cioè all’aperto
ma quella che si può definire d’atelier (da studio).

Concludiamo il post con altri suoi noti dipinti


  

Edgar Degas – Scuola di danza

  



Le prove del balletto




Degas – Ballerine




 

 Degas – Ballerine




Degas – Ballerine









Chi volesse leggere la storia e l’analisi
di un suo dipinto del tutto diverso
ma molto importante per diversi aspetti
“Un ufficio di cotone a New Orleans”
può cliccare sull’immagine qui giù



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IL MONDO DEGLI ARTISTI E DI CHI AMA L’ARTE
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Danzatrici dell’Opera – Collage




“La colazione dei canottieri” capolavoro di Renoir e dell’Impressionismo – Storia.. analisi e tutti i personaggi uno per uno   Leave a comment





LA COLAZIONE DEI CANOTTIERI
MITICO DIPINTO DI RENOIR
a cura di Tony Kospan




Il dipinto è anche una notevole testimonianza della gioia di vivere che caratterizzava la Parigi delle Belle Epoque ed il modo di vivere l’arte da parte di questo grandissimo pittore.





La colazione dei canottieri




Questo dipinto è poi considerato il capolavoro di Renoir ed uno dei massimi capolavori dell’Impressionismo.




Pierre Auguste Renoir (Limoges 25.2.1841 – Cagnes-sur-Mer 3.12.1919)




LA STORIA DEL DIPINTO 



Aveva vent’anni Renoir quando entrò come allievo nello studio di Gleyre.
Ben presto si rese conto di preferire la vita pulsante negli angoli di strada di Parigi, piuttosto che i calchi di gesso dell’atelier, e al maestro che lo rimproverò “Senza dubbio tu dipingi soltanto per divertirti“, Renoir replicò: “Sicuro, se non mi divertissi, non lo farei. Perché mai l’arte non dovrebbe essere piacevole? Sono già troppe le cose spiacevoli al mondo!”

Fedele alle sue convinzioni, Renoir nei suoi quadri espresse sempre la joie de vivre (la gioia di vivere).
Amò ritrarre i propri amici e le proprie amanti, senza vergognarsi di dipingere quadri spensierati (avversato in ciò dalla critica), esaltando l’aspetto edonistico dell’esistenza, dipingendo stati d’animo di pura felicità, ritraendo un’umanità sorridente e felice, proprio come lo erano le sue modelle che cantavano, leggevano e ricamavano durante le pose ed infine scegliendo sempre soggetti che risvegliassero il suo sentimento di gioia: paesaggi solari, bambini al gioco, bellezze femminili, raduni di amici.

Renoir amò molto rappresentare i divertimenti borghesi tipici delle grandi città, gli svaghi e i divertimenti, quotidiani e festivi dei piccoli e medi borghesi parigini e dei bohémiens, non escludendo quelli all’aperto.
Era affascinato dall’idea di ritrarre un allegro gruppo di amici a pranzo sulla terrazza di un ristorante, idea già realizzata in un precedente quadro, il Moulin de la Galette,  ed aveva preparato quadri come Canottieri a Chatou e La colazione in riva al fiume, nonché altri vari abbozzi ma approfondì il tema, ed alla grande, con la Colazione dei canottieri, che iniziò a dipingere nell’estate del 1881.

Un amico, il barone Barbier, un capitano di reggimento dal carattere estroverso che preferiva più i cavalli che i quadri, si offrì di organizzare la riunione, chiamando a raccolta tutti gli amici del pittore, artisti, giornalisti, modelle, e facendo in modo addirittura che le imbarcazioni sullo sfondo avessero una precisa posizione.

Sul posto, Renoir cominciò una serie di studi e schizzi, fino a giungere a dipingere la tavolata di giovani amici convenuti nel ristorante di Alphonse Fournaise a Chatou sulla Senna, vicino alla Grenouillére, luogo molto affollato di domenica, dove, dopo le escursioni in barca, i canottieri erano soliti incontrarsi con le loro ragazze e pranzare sulla terrazza del primo piano che si affacciava sul fiume.








La composizione è nettamente delimitata ai due lati, ma la scena è suddivisa in singole figure dettagliate e in piccoli gruppi collocati al riparo di una tenda da sole, mentre la calda luce del giorno filtra attraverso la veranda. 
Sullo sfondo s’intravedono le barche sulla Senna che ricordano all’osservatore che l’allegra combriccola di amici, che ora riposa dopo la colazione, è appena tornata da una gita sul fiume.




I PERSONAGGI DEL DIPINTO









Iniziamo ad identificarli.

Sulla sinistra è raffigurato il proprietario del locale, monsieur Fournaise (2) con cappello e barba rossiccia









e sua figlia, la bella Alphonsine (3) col cappello giallo appoggiata alla balaustra.
Alphonsine ha di fronte un uomo seduto a tavola, con il cappello rotondo che è girato verso di lei.
Si tratta del barone Barbier (4), che si diede da fare per radunare tutti gli amici che appaiono nel ritratto;








L’uomo col cappello a cilindro in fondo, che sta parlando con Jules Laforgue poeta simbolista, è Charles Ephroussi (5 e 8) collezionista d’arte d’origine russa e finanziatore degli impressionisti;








La ragazza che beve è una delle modelle più care a Renoir, Angle (6), della quale si dice che, durante tutto il tempo della posa, chiacchierasse instancabilmente ed alla sua destra s’intravede appena il volto del noto scrittore Guy de Maupassant;









A sinistra qui giù, in piedi, in bombetta, c’è Lestriguez (11), detto l’ipnotizzatore, amico del pittore affascinato dall’occultismo e dall’ipnotismo, ed accanto c’è Paul Lhote (12) “amicissimo” di Renoir e miope come una talpa ma instancabile rubacuori, ed infatti è ritratto mentre amoreggia con l’attrice Jeanne Samary (13);








Intorno alla tavola, sulla quale v’è adagiata una bellissima natura morta, rivelatrice dell’abilità del pittore nel rendere gli effetti di luce, con bottiglie e bicchieri che raccolgono i colori di ciò che li circonda, ci sono a destra, col cappello di paglia, a cavalcioni di una sedia, Gustave Caillebotte (9), artista di talento e ricchissimo di suo, fanatico della barca, che dialoga con l’attrice Ellen Anurie;








Alle loro spalle e chinato verso di loro, c’è Maggiolo (10), giornalista italiano che scrive per il giornale satirico Le Triboulet.








Sulla sinistra c’è una giovane donna (carinissima) in posa molto naturale  (con cappellino a fiori e che stringe un cagnolino) nella quale si riconosce Aline Charigot (1), che presto sarebbe diventata la moglie di Renoir.








ANALISI DEL DIPINTO



Il quadro, riconosciuto unanimemente come capolavoro di Renoir e dell’Impressionismo, con le figure en plein air, i colori incisivi, vivaci e variati che rendono ben netta l’individuazione dei personaggi, cattura perfettamente l’atmosfera pigra di una domenica francese trascorsa fuori città, ed esprime compiutamente il senso di gioia dell’allegra brigata e dell’animo ben disposto del pittore.

La tela è ambientata sulla terrazza del ristorante La Fournaise, a Chatou, sulle rive della Senna, dove si ritrovavano abitualmente i canottieri. 
I parigini vi andavano per le gite domenicali, anche perché la zona era collegata con la città da una delle prime ferrovie costruite in Francia.

La Colazione dei Canottieri è un quadro di grandi dimensioni realizzato pochi anni dopo il Moulin de la Galette e ne rappresenta per molti versi una variazione sul tema. 
Rispetto a quest’ultimo, l’individuazione dei singoli personaggi è più netta, i colori più vari e vivaci, la struttura compositiva più chiara, gli effetti della pittura en plein air più accentuati.

La scena evoca lo stato d’animo e l’atmosfera che circonda questi giovani, tutti amici del pittore, immersi in una piacevole conversazione carica di cordiale intimità e resa ancora più accattivante dall’ambiente gradevole. 
Gli atteggiamenti aggraziati e vivaci, la naturalezza dei gesti, mostrano tutta l’abilità del pittore nel delineare i personaggi nel loro ambiente.

Il senso di animazione è reso sapientemente dalla prospettiva e dalla disposizione delle figure che in primo piano sfumano delicatamente verso lo sfondo, anche attraverso una sapiente utilizzazione dei rapporti cromatici.







IL COLORE


I colori del dipinto sono molto forti, caldi e lucenti. 
La superficie pittorica è costruita con un sofisticato alternarsi di zone lisce, da cui emerge talvolta la preparazione grigio chiaro della tela, con altre in cui si sovrappongono più strati di colore

La tovaglia bianca e le canottiere degli uomini, imprimono una nota luminosa a tutta la composizione, dando corpo alle affermazioni di quanti sostengono che l’uso del bianco fosse una diretta conseguenza del viaggio in Algeria.


LA COMPOSIZIONE


Renoir rappresenta nel dipinto una struttura di tipo classico, divisa in tre linee verticali, delimitate dalle sbarre che sorreggono il tendone non che dal limite del fogliame nell’angolo alto a destra, e da una linea orizzontale che spezza in due il dipinto evidenziando, in primo piano in basso, il tavolo con la natura morta e i due personaggi seduti attorno (Aline col cagnolino e l’uomo seduto su una sedia che la osserva attentamente), in secondo piano in alto, il resto dei personaggi. Il dipinto è, inoltre, costruito su una diagonale maggiore, delineata dalla balaustra, che parte dal basso, a sinistra, fino in alto, a destra, e da una diagonale minore, meno appariscente, che parte dall’alto, a sinistra, fino in basso, a destra. 
A sinistra di questa diagonale è rappresentata la natura (le piante) e in profondità si intravede un piccolo brano di paesaggio, a destra, invece, vi sono tutti i personaggi seduti attorno a un tavolo o in piedi a chiacchierare.

L’opera riflette, nell’incisività dell’esecuzione, lo studio condotto da Renoir sulla tecnica dei dipinti a olio di Ingres, una ricerca che porta il pittore impressionista a rivalutare il ruolo del disegno.

Piena di figure, il dipinto, da un lato è una composizione d’insieme e dall’altro è uno studio delle singole forme, accuratamente strutturate.


LA PENNELLATA


La pennellata si sfrangia in tanti piccoli tocchi, fini e precisi, che anticipano il successivo periodo classico di Renoir.


Tony Kospan



F I N E



Fonti… vari siti web
Elaborazione delle immagini, coordinamento e impaginazione Orso Tony – Tony Kospan



IL GRUPPO DI CHI AMA L’ARTE FIGURATIVA
(PITTURA, SCULTURA, FOTOGRAFIA E CINEMA)







La Torre Eiffel – Mini storia… anche in immagini… del “monumento” parigino divenuto un mito mondiale   Leave a comment






LA STORIA (IN BREVE).. LE IMMAGINI ED IL FASCINO

DI QUESTO STORICO EDIFICIO DI SOGNO







La Torre Eiffel ha oltre 130 anni eppure doveva essere demolita dopo l’Esposizione Universale.


Fu inaugurata il 31.3.1889 ed anche Google
spesso ha festeggiato il suo anniversario con un doodle.







La Torre… è considerata il simbolo della Francia.

Fu costruita per l’Esposizione Universale
che si tenne quell’anno a Parigi per il centenario
della Rivoluzione Francese.




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Ma fu anche il modo per esaltare il progresso
e le scoperte scientifiche che allora si susseguivano
e che consentivano al Mondo d’avere grande fiducia
nella possibilità che il futuro risolvesse
quasi tutti i problemi umani.

In fondo siamo in piena Belle Époque



Jean Beraud



Fu costruita dall’ingegnere Alexandre-Gustave Eiffel
(da cui prende il nome) in 26 mesi
utilizzando 26.000 barre di ferro.




Gustave Eiffel (Digione, 15.12.1832 – Parigi, 27.12.1923)



La costruzione fu possibile soprattutto per la precisione
degli studi sulla combinazione di ferro e ghisa…



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La Torre doveva durare solo il tempo dell’Esposizione
ma, nonostante fosse criticata, con violenza,
dai grandi intellettuali francesi dell’epoca
essa fu subito amata dalla maggioranza dei Francesi
ed è ancora lì a svettare nel cielo di Parigi.
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La Torre, alta 300 mt (324 con l’antenna) fu utilizzata anche
per le comunicazioni telegrafiche prima e radiotelevisive poi
e, fino al 1930, è stata l’edificio più alto al mondo.




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Ancor oggi è uno dei luoghi più visitati di Parigi…
anche per l’eccezionale veduta che offre dalla sommità.



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Tony Kospan


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