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Perché i lupi ululano alla luna piena? Ce lo spiega questa bella leggenda   4 comments



Penso davvero che meriti d'esser letta e… gustata…
questa simpatica leggenda.
  
 
 

 
 
 
 
 
LA LEGGENDA DELLA LUNA PIENA
 
 
 
 
In una calda notte di luglio di tanto tempo fa un lupo, seduto sulla cima di un monte, ululava a più non posso.
In cielo splendeva una sottile falce di luna che ogni tanto giocava a nascondersi dietro soffici trine di nuvole, o danzava tra esse, armoniosa e lieve.
Gli ululati del lupo erano lunghi, ripetuti, disperati. In breve arrivarono fino all’argentea regina della notte che, alquanto infastidita da tutto quel baccano, gli chiese:
– Cos’hai da urlare tanto? Perché non la smetti almeno per un po’?-
– Ho perso uno dei miei figli, il lupacchiotto più piccolo della mia cucciolata.
Sono disperato… aiutami! – rispose il lupo.
 
 
 
 


 
 
 
 
La luna, allora, cominciò lentamente a gonfiarsi.
E si gonfio, si gonfiò, si gonfiò, fino a diventare una grossa, luminosissima palla.
– Guarda se riesci ora a ritrovare il tuo lupacchiotto – disse, dolcemente partecipe, al lupo in pena.
Il piccolo fu trovato, tremante di freddo e di paura, sull’orlo di un precipizio.
Con un gran balzo il padre afferrò il figlio, lo strinse forte forte a sé e, felice ed emozionato, ma non senza aver mille e mille volte ringraziato la luna.
Poi sparì tra il folto della vegetazione.
Per premiare la bontà della luna, le fate dei boschi le fecero un bellissimo regalo: ogni trenta giorni può ridiventare tonda, grossa, luminosa, e i cuccioli del mondo intero, alzando nella notte gli occhi al cielo, possono ammirarla in tutto il suo splendore.
I lupi lo sanno… 
e ululano festosi alla luna piena…
 
 
 
 
 

 

 

CIAO DA TONY KOSPAN




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Davvero bella e simpatica questa leggenda della… DANZA DI LUNA.   Leave a comment

 

 

 

 

 
 
 
 
Mentre cercavo informazioni, immagini e poesie sulla Luna,

non molto tempo fa,  mi sono imbattuto in questa bella leggenda

che mi fa piacere condividere con voi.

Tony Kospan

Se vogliamo leggerla ascoltando questa bella musica new age 
 
 
 
 
  

 
 
 
 
 

LA LEGGENDA DELLA DANZA DI LUNA


Molti anni or sono Luna era alta nel cielo..
Il suo cuore triste lacrimava..
Cosi decise di abbandonare il cielo e andare a vivere sulla terra.
Chiese ad una stella di donarle due piccole ali per raggiungere la terra.
La stella subito esaudì il suo desiderio..
Luna viaggiò molto. Finalmente dopo molti mesi toccò terra.
La sua anima era ancora triste, iniziò a correre veloce nel bosco scuro..
I suoi occhi non volevano vedere e le sue orecchie non volevano sentire..
La strada era faticosa, salite discese, torrenti da attraversare, alberi sui quali camminare, ponti traballanti con grandi burroni , funi pericolanti, molti sassi grandi e piccoli sui quali camminare…

Inciampava tante volte, ma proseguì.
Iniziò a piovere molto forte. Si creo' molto fango, ma lei era coraggiosa.
Cadde e rialzo più volte .
Capi di lasciarsi andare a quel percorso senza timore.
Cosi inizio' a strisciare,era molto forte ,striscio' come un serpente.
Sapeva che sarebbe stata l'unica strada per salvarsi….continuando a strisciare entrò in un tunnel scuro dove incontrò molti animali in viaggio come lei.. Civette, Orsi, Lupi, Pipistrelli, Ragni, Lontre..
Tutti incitavano Luna a proseguire il suo Viaggio..
Luna gridava , piangeva.
Era disperata voleva andare via di li,
voleva la Luce più di ogni altra cosa..
E nuovamente si lasciò trasportare..
Mille emozioni attraversavano la sua forte anima..
Usci' dal tunnel, corse ancora disperata.
Poi all'improvviso si fermò.
Si guardò intorno.
Respirò profondamente.
Chiuse gli occhi.
 
 
 


 

 
Iniziò a danzare.
Una magica Danza.
Mai vista neppure dagli spiriti.
Si udivano in lontananza molti tamburi.
Gli spiriti del luogo videro Luna.
Si radunarono tutti e copiarono la danza..
Tutto il bosco era invaso da spiriti danzanti.

Luna danzava come il vento senza fermarsi neppure per prendere fiato, gridava, piangeva e rideva.
Venne risucchiata completamente dalla Danza, formando intorno a se una gigantesca sfera argentata che scoppiò creando una miriade di piccole luci che invasero l'Universo intero, formando tantissime stelle e giochi di colori infiniti.
Nessuno sa se la sua Danza fosse di dolore o di gioia.


Luna vive profondamente senza usare parole.

 

 

 

La leggenda vuole che da quel giorno molte popolazioni si riuniscono per donare alla Luna la loro Danza.

Si dice che qualcuno si trasformi ancora in Stella e che porti ovunque nell'Universo questa Danza…

 
 
 
 

 
 
 
  

 

Dal web – Impag. T.K.


 

CIAO DA TONY KOSPAN


 
 
 
 
 

 
 
 

La bella leggenda che ci spiega perché i lupi ululano alla luna piena   2 comments



Penso davvero che meriti d'esser letta e… gustata…
  
 
 

 
 
 
 
 
LA LEGGENDA DELLA LUNA PIENA
 
 
 
 
In una calda notte di luglio di tanto tempo fa un lupo, seduto sulla cima di un monte, ululava a più non posso.
In cielo splendeva una sottile falce di luna che ogni tanto giocava a nascondersi dietro soffici trine di nuvole, o danzava tra esse, armoniosa e lieve.
Gli ululati del lupo erano lunghi, ripetuti, disperati. In breve arrivarono fino all’argentea regina della notte che, alquanto infastidita da tutto quel baccano, gli chiese:
– Cos’hai da urlare tanto? Perché non la smetti almeno per un po’?-
– Ho perso uno dei miei figli, il lupacchiotto più piccolo della mia cucciolata.
Sono disperato… aiutami! – rispose il lupo.
 
 
 
 


 
 
 
 
La luna, allora, cominciò lentamente a gonfiarsi.
E si gonfio, si gonfiò, si gonfiò, fino a diventare una grossa, luminosissima palla.
– Guarda se riesci ora a ritrovare il tuo lupacchiotto – disse, dolcemente partecipe, al lupo in pena.
Il piccolo fu trovato, tremante di freddo e di paura, sull’orlo di un precipizio.
Con un gran balzo il padre afferrò il figlio, lo strinse forte forte a sé e, felice ed emozionato, ma non senza aver mille e mille volte ringraziato la luna.
Poi sparì tra il folto della vegetazione.
Per premiare la bontà della luna, le fate dei boschi le fecero un bellissimo regalo: ogni trenta giorni può ridiventare tonda, grossa, luminosa, e i cuccioli del mondo intero, alzando nella notte gli occhi al cielo, possono ammirarla in tutto il suo splendore.
I lupi lo sanno… 
e ululano festosi alla luna piena…
 
 
 
 
 

 

 

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La simpatica leggenda dei lupi e della luna piena   11 comments



Penso davvero che meriti d'esser letta e… gustata…
  
 
 

 
 
 
 
 
LA LEGGENDA DELLA LUNA PIENA
 
 
 
 
In una calda notte di luglio di tanto tempo fa un lupo, seduto sulla cima di un monte, ululava a più non posso.
In cielo splendeva una sottile falce di luna che ogni tanto giocava a nascondersi dietro soffici trine di nuvole, o danzava tra esse, armoniosa e lieve.
Gli ululati del lupo erano lunghi, ripetuti, disperati. In breve arrivarono fino all’argentea regina della notte che, alquanto infastidita da tutto quel baccano, gli chiese:
– Cos’hai da urlare tanto? Perché non la smetti almeno per un po’?-
– Ho perso uno dei miei figli, il lupacchiotto più piccolo della mia cucciolata.
Sono disperato… aiutami! – rispose il lupo.
 
 
 
 


 
 
 
 
La luna, allora, cominciò lentamente a gonfiarsi.
E si gonfio, si gonfiò, si gonfiò, fino a diventare una grossa, luminosissima palla.
– Guarda se riesci ora a ritrovare il tuo lupacchiotto – disse, dolcemente partecipe, al lupo in pena.
Il piccolo fu trovato, tremante di freddo e di paura, sull’orlo di un precipizio.
Con un gran balzo il padre afferrò il figlio, lo strinse forte forte a sé e, felice ed emozionato, ma non senza aver mille e mille volte ringraziato la luna.
Poi sparì tra il folto della vegetazione.
Per premiare la bontà della luna, le fate dei boschi le fecero un bellissimo regalo: ogni trenta giorni può ridiventare tonda, grossa, luminosa, e i cuccioli del mondo intero, alzando nella notte gli occhi al cielo, possono ammirarla in tutto il suo splendore.
I lupi lo sanno… 
e ululano festosi alla luna piena…
 
 
 
 
 

 

 

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La bella favola della Luna piena e dei lupi ululanti di gioia…   2 comments



Penso davvero che meriti d'esser letta e… gustata…
  
 
 

 
 
 
 
 
LA LEGGENDA DELLA LUNA PIENA
 
 
 
 
In una calda notte di luglio di tanto tempo fa un lupo, seduto sulla cima di un monte, ululava a più non posso.
In cielo splendeva una sottile falce di luna che ogni tanto giocava a nascondersi dietro soffici trine di nuvole, o danzava tra esse, armoniosa e lieve.
Gli ululati del lupo erano lunghi, ripetuti, disperati. In breve arrivarono fino all’argentea regina della notte che, alquanto infastidita da tutto quel baccano, gli chiese:
– Cos’hai da urlare tanto? Perché non la smetti almeno per un po’?-
– Ho perso uno dei miei figli, il lupacchiotto più piccolo della mia cucciolata.
Sono disperato… aiutami! – rispose il lupo.
 
 
 
 

 
 
 
 
La luna, allora, cominciò lentamente a gonfiarsi.
E si gonfio, si gonfiò, si gonfiò, fino a diventare una grossa, luminosissima palla.
– Guarda se riesci ora a ritrovare il tuo lupacchiotto – disse, dolcemente partecipe, al lupo in pena.
Il piccolo fu trovato, tremante di freddo e di paura, sull’orlo di un precipizio.
Con un gran balzo il padre afferrò il figlio, lo strinse forte forte a sé e, felice ed emozionato, ma non senza aver mille e mille volte ringraziato la luna.
Poi sparì tra il folto della vegetazione.
Per premiare la bontà della luna, le fate dei boschi le fecero un bellissimo regalo: ogni trenta giorni può ridiventare tonda, grossa, luminosa, e i cuccioli del mondo intero, alzando nella notte gli occhi al cielo, possono ammirarla in tutto il suo splendore.
I lupi lo sanno… 
e ululano festosi alla luna piena…
 
 
 
 
 

 

 

 

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La bella leggenda del… mandorlo in fiore…   3 comments

 
 
 
 
 
 
 
E' DAVVERO MOLTO CARINA
E CI FA SPERARE IN UNA BELLA PRIMAVERA….
 
 
 
 
 
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LA LEGGENDA DEL MANDORLO IN FIORE…
 
 
 
 
 

 

 

 

 

Molto, molto tempo fa, l’Algarve era abitato dagli Arabi.
C’era, a quel tempo, un giovane re arabo, con la pelle scura come la notte e coraggioso come un leone, che stava per sposare una principessa proveniente dal Nord Europa di nome Gilda.
Gilda era così bella che tutti la chiamavano “La Bella del Nord”.
Fu celebrato il matrimonio con feste che durarono settimane, il re innamorato fece meravigliosi regali alla sua bella principessa e tutto sembrava andare molto bene.
Qualche tempo dopo il re si accorse che la sua sposa era sempre triste e che ormai non sorrideva quasi più.
Cosa stava accadendo?
La principessa, abbracciando il suo sposo, gli confessò singhiozzando che ormai era inverno, ma lei non avrebbe visto la neve in un paese così caldo come l’Algarve.
Insomma, la bella Gilda aveva nostalgia del suo freddo e innevato paese!
Il re capì e subito diede l’ordine ai suoi giardinieri di piantare, sotto le mura del castello, file e file di mandorli…
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Giunse il mese di gennaio ed un giorno il re chiese alla sua sposa di seguirlo nella passeggiata fuori dal castello perché doveva mostrargli una cosa. I due giovani montarono a cavallo e, passato il ponte levatoio… Sorpresa!
I mandorli erano coperti di minuscoli, meravigliosi fiori bianchi e rosa, pur non avendo alcuna foglia!
– Ecco la tua neve! – disse il re alla bella Gilda. 
La principessa fu felicissima ed è così che, da quel giorno, i mandorli fioriscono presto, in Algarve.
 
 
 
 

Van Gogh – Mandorlo in fiore 
 
 
 
 
 
 
Ciao da Tony Kospan…
 
 
 
 

LA PAGINA DI SOGNO DI FB? 
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La dolce leggenda dei lupi e della luna piena…   1 comment



Penso davvero che meriti d'esser letta e… gustata…
  
 
 

 
 
 
 
 
LA LEGGENDA DELLA LUNA PIENA
 
 
 
 
In una calda notte di luglio di tanto tempo fa un lupo, seduto sulla cima di un monte, ululava a più non posso.
In cielo splendeva una sottile falce di luna che ogni tanto giocava a nascondersi dietro soffici trine di nuvole, o danzava tra esse, armoniosa e lieve.
Gli ululati del lupo erano lunghi, ripetuti, disperati. In breve arrivarono fino all’argentea regina della notte che, alquanto infastidita da tutto quel baccano, gli chiese:
– Cos’hai da urlare tanto? Perché non la smetti almeno per un po’?-
– Ho perso uno dei miei figli, il lupacchiotto più piccolo della mia cucciolata.
Sono disperato… aiutami! – rispose il lupo.
 
 
 
 

 
 
 
 
La luna, allora, cominciò lentamente a gonfiarsi.
E si gonfio, si gonfiò, si gonfiò, fino a diventare una grossa, luminosissima palla.
– Guarda se riesci ora a ritrovare il tuo lupacchiotto – disse, dolcemente partecipe, al lupo in pena.
Il piccolo fu trovato, tremante di freddo e di paura, sull’orlo di un precipizio.
Con un gran balzo il padre afferrò il figlio, lo strinse forte forte a sé e, felice ed emozionato, ma non senza aver mille e mille volte ringraziato la luna.
Poi sparì tra il folto della vegetazione.
Per premiare la bontà della luna, le fate dei boschi le fecero un bellissimo regalo: ogni trenta giorni può ridiventare tonda, grossa, luminosa, e i cuccioli del mondo intero, alzando nella notte gli occhi al cielo, possono ammirarla in tutto il suo splendore.
I lupi lo sanno… 
e ululano festosi alla luna piena…
 
 
 
 
 

 

 

 

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IL MANDORLO IN FIORE… IN UNA DOLCE LEGGENDA…   3 comments

 
 
 
 
 
 
 
E' DAVVERO MOLTO CARINA
E CI FA SPERARE IN UNA BELLA PRIMAVERA….
 
 
 
 
 
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LA LEGGENDA DEL MANDORLO IN FIORE…
 
 
 
 
 

 

 

 

 

Molto, molto tempo fa, l’Algarve era abitato dagli Arabi.
C’era, a quel tempo, un giovane re arabo, con la pelle scura come la notte e coraggioso come un leone, che stava per sposare una principessa proveniente dal Nord Europa di nome Gilda.
Gilda era così bella che tutti la chiamavano “La Bella del Nord”.
Fu celebrato il matrimonio con feste che durarono settimane, il re innamorato fece meravigliosi regali alla sua bella principessa e tutto sembrava andare molto bene.
Qualche tempo dopo il re si accorse che la sua sposa era sempre triste e che ormai non sorrideva quasi più.
Cosa stava accadendo?
La principessa, abbracciando il suo sposo, gli confessò singhiozzando che ormai era inverno, ma lei non avrebbe visto la neve in un paese così caldo come l’Algarve.
Insomma, la bella Gilda aveva nostalgia del suo freddo e innevato paese!
Il re capì e subito diede l’ordine ai suoi giardinieri di piantare, sotto le mura del castello, file e file di mandorli…
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Giunse il mese di gennaio ed un giorno il re chiese alla sua sposa di seguirlo nella passeggiata fuori dal castello perché doveva mostrargli una cosa. I due giovani montarono a cavallo e, passato il ponte levatoio… Sorpresa!
I mandorli erano coperti di minuscoli, meravigliosi fiori bianchi e rosa, pur non avendo alcuna foglia!
– Ecco la tua neve! – disse il re alla bella Gilda. 
La principessa fu felicissima ed è così che, da quel giorno, i mandorli fioriscono presto, in Algarve.
 
 
 
 

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In una calda notte di luglio di tanto tempo fa un lupo, seduto sulla cima di un monte, ululava a più non posso.
In cielo splendeva una sottile falce di luna che ogni tanto giocava a nascondersi dietro soffici trine di nuvole, o danzava tra esse, armoniosa e lieve.
Gli ululati del lupo erano lunghi, ripetuti, disperati. In breve arrivarono fino all’argentea regina della notte che, alquanto infastidita da tutto quel baccano, gli chiese:
– Cos’hai da urlare tanto? Perché non la smetti almeno per un po’?-
– Ho perso uno dei miei figli, il lupacchiotto più piccolo della mia cucciolata. Sono disperato… aiutami! – rispose il lupo.
La luna, allora, cominciò lentamente a gonfiarsi.
E si gonfio, si gonfiò, si gonfiò, fino a diventare una grossa, luminosissima palla.
– Guarda se riesci ora a ritrovare il tuo lupacchiotto – disse, dolcemente partecipe, al lupo in pena.
Il piccolo fu trovato, tremante di freddo e di paura, sull’orlo di un precipizio.
Con un gran balzo il padre afferrò il figlio, lo strinse forte forte a sé e, felice ed emozionato, ma non senza aver mille e mille volte ringraziato la luna.
Poi sparì tra il folto della vegetazione.
Per premiare la bontà della luna, le fate dei boschi le fecero un bellissimo regalo: ogni trenta giorni può ridiventare tonda, grossa, luminosa, e i cuccioli del mondo intero, alzando nella notte gli occhi al cielo, possono ammirarla in tutto il suo splendore.
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