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20.6.2016 ORE 22.34.. SOLSTIZIO D’ESTATE.. FESTA DELLA NATURA – Astronomia.. riti… miti.. poesia e felice estate a tutti   Leave a comment


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Cos'è il solstizio?

E' il momento in cui il Sole culmina allo Zenith e si trova così nel punto più alto del cielo.

In parole povere è il giorno… (inteso come ore di luce) più lungo dell'anno.


Il solstizio d’estate, che cade tutti gli anni il 20 o il 21 giugno, come quello d’inverno è il momento dell’anno nel quale il Sole raggiunge il punto più meridionale (o settentrionale per quello invernale) della sua corsa apparente nel cielo, rispettivamente al tropico del Capricorno o del Cancro.

Quest'anno il solstizio cade precisamente alle ore 22,34 del 20 giugno… cioè di oggi.







IL SOLSTIZIO D’ESTATE

ASTRONOMIA – MITI – RITI – POESIA – STORIA



IL SOLSTIZIO FESTA DELLA NATURA



Il solstizio (così come l'equinozio) è una ricorrenza vera e precisa della Natura… festeggiata fin dai tempi antichi.

Infatti le giornate solstiziali nelle tradizioni precristiane… erano sacre.




Nota


Neodruidi aspettano il sorgere del sole nel giorno del solstizio a Stonehenge

.

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Ancora oggi moderni gruppi neopagani e neodruidici celebrano il giorno di “Midsummer“, la Mezza estate cara a Shakespeare.

Molti sono i riti solstiziali che si svolgono in particolare a Stonehenge (Inghilterra), richiamando nel sito, ancora carico di misteri, migliaia di persone ogni anno. 

In verità i giorni solstiziali sono da sempre festeggiati da molti popoli dell’Occidente perché, basandosi sul fatto che il sole raggiunge il suo massimo trionfo nel cielo, le antiche tradizioni collegavano questo momento dell’anno come un punto di contatto fra il mondo visibile e quello invisibile.


 



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IL SOLSTIZIO IN SENSO ASTRONOMICO.

.

Da un punto più prettamente astronomico, invece, il termine «solstizio» significa «Sole stazionario» e indica che in questo momento astronomico l’astro non si alza né si abbassa rispetto all’equatore celeste.


Nell’esatto mezzogiorno astronomico le ombre degli edifici e dei pali scompaiono del tutto (al tropico).


E non solo. Sempre in quest’occasione, al Tropico del Cancro è possibile osservare l’immagine del disco solare nel fondo dei pozzi, riflesso dall’acqua anche a decine di metri di profondità. 








Lo stesso fenomeno  si ripete il 21 dicembre (solstizio d’inverno) al tropico del Capricorno.








MITI RITI FESTE LEGGENDE



Ma il giorno del solstizio d’estate ci fa ricordare i miti, le tradizioni, le leggende e le feste che lo accompagnano.








Il gran numero di usanze e di piccoli rituali ancora seguiti con grande attenzione dalla gente, e tuttora vivi in tutta Europa, testimoniano infatti che il solstizio estivo, insieme a quello invernale, resta uno dei momenti più amati e più sentiti nella cultura popolare (anche se temo che in questi anni in cui le popolazioni non riescono a staccarsi dalla banalità degli strumenti di comunicazione di massa nemmeno per un minuto… dimenticandosi del cielo e della natura… il vero senso di questa ricorrenza astronomica rischia di scomparire).








IL SOLSTIZIO PER GLI ANTICHI


Nell’antica Roma i due solstizi erano consacrati a Giano bifronte, il dio guardiano delle soglie e dei passaggi.

Oggi invece troviamo i due Giovanni, il Battista per il solstizio d’Estate e l’Evangelista per quello d’Inverno, come figure di riferimento per le festività legate rispettivamente al 21 giugno ed al 21 dicembre.




San Giovanni Battista – Caravaggio (partic.)



Ancor oggi il momento del sorgere dell'estate conserva tutte le sue antiche valenze magiche.



La porta degli Dei



Infine i popoli antichi chiamavano i due solstizi «porte»:

Porta degli Dèi o degli Immortali quello invernale,

Porta degli Uomini quello estivo.







Tra le varie tradizioni ancora in uso c'è quella di Poznan (Polonia).

Lì festeggiano il solstizio d’estate liberando migliaia di lanterne di carta.




Le lanterne di Poznan

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UNA BELLA POESIA



SOLSTIZIO D'ESTATE

Roberto Maggiani


Qui mi fermo, dove inizia l’estate:

già domani la luce sarà breve

la notte riprenderà ad espandersi

meno remote saranno le stelle.

Come un fuggiasco riparo tra i boschi –

non oltrepasso la linea tra l’oggi e il domani.







 
INFINE L'AUGURIO A TUTTI
DI UNA FELICE ESTATE
 
 
Reso omaggio a questo giorno che non è una data mitica,
creata dall'Uomo… bensì
 una realtà oggettiva (astronomica) della Natura
non mi resta che augurarvi ed augurarci….
un’estate bella e generosa di belle giornate
 per tutti voi… per tutti noi…





da Tony Kospan 
 
 
 
 
 


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Anche la Natura ha le sue feste – Il 23 Settembre c’è l’equinozio d’autunno – Astronomia storia riti miti e poesie   Leave a comment

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L'equinozio non è una ricorrenza nata dal pensiero umano
bensì un particolare e ciclico momento del nostro sistema solare
che consente la stessa durata di giorno e notte sulla Terra.

Questo eccezionale evento naturale, che si verifica da sempre,
avviene 2 volte l'anno
ed ha sempre affascinato ed incuriosito tutta l'Umanità…






EQUINOZIO D’AUTUNNO
ASTRONOMIA – MITI – TRADIZIONI – RIFLESSIONI – POESIE
a cura di Tony Kospan
per il blog
IL MONDO DI ORSOSOGNANTE



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23 SETTEMBRE 2019 ORE 09,50
EQUINOZIO D’AUTUNNO







ORIGINE DEL NOME ED… SIGNIFICATO ED ASTRONOMIA
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La parola “equinozio” deriva dal latino e significa “notte uguale” [al giorno].
Gli equinozi di marzo e settembre sono i due giorni dell’anno nei quali hanno inizio primavera e autunno.
La data in cui cade quello d'autunno varia dal 22 al 23 settembre.
Quest'anno dunque, il 23 settembre alle 09,50, finisce l’estate ed inizia l’autunno.
Dopo 6 mesi il Sole viene a trovarsi nuovamente sul piano dell’equatore terrestre e il circolo d’illuminazione passa per i poli.
In questo giorno il Sole passa allo zenit all’equatore, sorge al polo sud, tramonta al polo nord e la giornata dura esattamente 12 ore in tutta la terra.
L’equinozio, oltre che dalla durata del giorno e della notte, può essere riconosciuto con una semplicissima esperienza di gnomonica: osservate l’ombra di un chiodo infisso su un muro esposto al Sole.
Il vertice dell’ombra, durante ogni giorno dell’anno, disegna una curva che, agli equinozi, diventa una retta.
Questa retta e almeno le due curve giornaliere dei solstizi sono generalmente presenti su i quadranti degli orologi solari.






UNA CONSIDERAZIONE SU QUESTA RICORRENZA
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Al di là di tutto… al di là d'ipotesi… sogni… riti… credenze… tradizioni… etc… l'equinozio, preciso asse della ruota dell'anno, è solo… realtà… della Natura.
Una realtà che ci parla del nostro pianeta immerso nell'Universo… baciato da una stella, il Sole, che gli consente la vita.
Questa stella, il Sole, precisamente alle ore 09,59 del giorno 23 di questo settembre 2019 , si presenta in un punto ben preciso all'intersezione tra l'eclittica e l'equatore celeste.






EQUINOZIO… STAGIONI E RIFLESSIONE

L’Equinozio è dunque davvero un momento particolare della natura che consente la vita sul nostro Pianeta.
Non solo l’Estate lascia il passo all’Autunno, ma accade qualcosa di più importante.
L'Uomo si rende conto che esso rappresenta un momento della propria dimensione di vita, sia sua che di ogni essere vivente sul nostro pianeta, che si svolge lungo le stagioni dalla primavera, attraverso l’estate, per giungere all’autunno, e infine all’inverno.
Si nasce, si cresce, ci si sviluppa e si ritorna alla Madre Terra, nell’eterno ciclo delle rinascite.
Questi momenti di passaggio segnano sempre un punto di svolta, anche quando non ne siamo esplicitamente consapevoli, e dimostrano che noi siamo parte di qualcosa di grandioso, di eterno, di Divino…
Gli Antichi celebravano in modo particolare questi momenti dell’Eterna Trasformazione e anche noi, se riusciamo a trovare un momento di raccoglimento per soffermarci su di essi, possiamo imparare qualcosa dalla parte più profonda della nostra Anima.


.

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Nils Blommér



LA TRADIZIONE DRUIDICA


Nella tradizione druidica l’Equinozio d’Autunno viene chiamato Alban Elfed (Autunno, o «Elued», Luce dell’Acqua).
Esso rappresenta la seconda festività del raccolto, segnando per parte sua la fine della mietitura, così come Lughnasad ne aveva segnato l’inizio.
Ancora una volta, il giorno e la notte sono in perfetto equilibrio, come lo erano all’Equinozio di Primavera, ma ben presto le notti cresceranno fino ad essere più lunghe dei giorni, e l’inverno sarà di nuovo tra di noi.
L’equilibrio è più intenso in questo momento piuttosto che nel fermento e nell’agitazione della primavera, e questa data autunnale è spesso la più tranquilla tra le feste.







LA TRADIZIONE CELTICA


Nella memoria di queste antiche popolazioni l’Equinozio autunnale veniva festeggiato col nome di Mabon: il giovane dio della vegetazione e dei raccolti.
Scrive Maria Giusi Ricotti nel suo sito: “Mabon, indicato col nome di Maponus nelle iscrizioni romano-britanne, è il figlio di Modron, la Dea Madre: rapito tre notti dopo la sua nascita, venne imprigionato per lunghi anni fino al giorno in cui venne liberato dal Re Artù e dai suoi compagni.
Il suo rapimento è l’equivalente celtico del rapimento greco di Persefone: un simbolo evidente dei frutti della terra che sono immagazzinati in luoghi sicuri e poi sacrificati” per dare la vita agli uomini.”






LE TRADIZIONI CLASSICHE COMUNI ED ESOTERICHE


Poco o nulla è rimasto delle ritualità autunnali classiche.
Con uno sforzo di sintesi che non rende giustizia alla profondità di tali tradizioni, quello che viene rivissuto ciclicamente ad ogni autunno è il sacrificio del dio/dea che, dopo le gioie e glorie amorose della primavera e dell’estate, dopo aver dato con la massima potenza fecondante i frutti a tutti gli esseri viventi, è costretto/a a morire a sé stesso, a declinare nel buio della Terra – intesa come Ventre, Utero, Tomba, Infero – che sta sotto.
La coscienza – conoscenza che se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; ma se muore produce molto frutto (Giovanni, 12, 24) estende il concetto di fertilità al ciclo eterno di Vita – Morte – Vita e alla consapevolezza che solo dalla morte può nascere una nuova esistenza, solo dalla decomposizione può risorgere il nuovo, il cambiamento.
Non a caso Mabon è il tempo del seme.






E’ il tempo di raccogliere dagli ultimi frutti ben maturi i semi che serviranno l’anno successivo a darci da mangiare.
E’ il tempo di essiccarli all’aria e all’ombra, di conservarli al buio e all’asciutto in sacchetti di carta con scritto il nome, aspettando la primavera per piantarli.
Per queste valenze simboliche in molte culture del passato l'equinozio assumeva valenze esoteriche e venivano celebrati al suo arrivo… riti “misterici”… di cui ben poco si sa… proprio per il loro carattere di segretezza.
Questo d'Autunno in particolare rappresentava per loro l'inizio del dominio delle tenebre (giornate più corte e notti più lunghe) che si sarebbe concluso con il solstizio d'inverno a partire dal quale le ore di luce aumentano…




Guido Reni – San Michele Arcangelo





LA TRADIZIONE CRISTIANA


Per la tradizione cristiana il simbolo dell'equinozio è invece San Michele Arcangelo che separa l'estate dall'autunno… il bene dal male… purificando la natura ed eliminando le scorie negative accumulatesi nel tempo.



Edward Cucuel – Autunno




ORA QUALCHE POESIA


Non sono molte le poesie dedicate agli equinozi, d'altronde sono un fenomeno naturale che interessa di più la scienza, ma qualcuna c'è.
Eccone 2…



.

.

.

EQUINOZIO


Paloma Germani


Il passo della notte, non è


corsa di lancette.


O ticchettio di rami alla finestra.


Neanche rabbia del vento, che ulula


ferito dalle mura, lame d'umano,


riflessi di rifugio.


è come l'equinozio, di settembre


appeso su lagune, che ozia


sull'uguale tempo,


quello concesso


a luna e sole.





NEL MESE DEL PASSAGGIO


Rosa Carotti


Nel mese del Passaggio


nel difficile varco fra i mondi


l'augurio di custodire


mentre il buio avanza


la memoria della luce.

.



a tutti e di tutto cuore…


F I N E


Fonti: svariati siti web – impaginazione e rielaborazione…T.K.


TONY KOSPAN




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21.6.2015 ORE 16,38 IL SOLSTIZIO D’ESTATE – Significato.. astronomia.. riti… miti.. e poesia – Felice estate a tutti   6 comments


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IL SOLSTIZIO NON E' UNA RICORRENZA CREATA DALL'UOMO

 MA UN MOMENTO PRECISO E REALE DELLA NATURA



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Cos'è il solstizio?

E' il momento in cui il Sole culmina allo Zenith e si trova così nel punto più alto del cielo.


Il solstizio d’estate, che cade tutti gli anni il 20 o il 21 giugno, come quello d’inverno è il momento dell’anno nel quale il Sole raggiunge il punto più meridionale (o settentrionale per quello invernale) della sua corsa apparente nel cielo, rispettivamente al tropico del Capricorno o del Cancro.

Quest'anno il solstizio cade precisamente alle ore 16,38 del 21 giugno.







IL SOLSTIZIO D’ESTATE

ASTRONOMIA – MITI – RITI – POESIA – STORIA



IL SOLSTIZIO FESTA DELLA NATURA



Il solstizio (così come l'equinozio) è una ricorrenza vera e precisa della Natura… festeggiata fin dai tempi antichi.

Infatti le giornate solstiziali nelle tradizioni precristiane… erano sacre.




Nota


Neodruidi aspettano il sorgere del sole il 21 giugno a Stonehenge

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Ancora oggi moderni gruppi neopagani e neodruidici celebrano il giorno di “Midsummer“, la Mezza estate cara a Shakespeare.

Molti sono i riti solstiziali che si svolgono in particolare a Stonehenge (Inghilterra), richiamando nel sito, ancora carico di misteri, migliaia di persone ogni anno. 

In verità i giorni solstiziali sono da sempre festeggiati da molti popoli dell’Occidente perché, basandosi sul fatto che il sole raggiunge il suo massimo trionfo nel cielo, le antiche tradizioni collegavano questo momento dell’anno come un punto di contatto fra il mondo visibile e quello invisibile.


 



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IL SOLSTIZIO IN SENSO ASTRONOMICO.

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Da un punto più prettamente astronomico, invece, il termine «solstizio» significa «Sole stazionario» e indica che in questo momento astronomico l’astro non si alza né si abbassa rispetto all’equatore celeste.


Nell’esatto mezzogiorno astronomico le ombre degli edifici e dei pali scompaiono del tutto (al tropico).


E non solo. Sempre in quest’occasione, al Tropico del Cancro è possibile osservare l’immagine del disco solare nel fondo dei pozzi, riflesso dall’acqua anche a decine di metri di profondità. 








Lo stesso fenomeno  si ripete il 21 dicembre (solstizio d’inverno) al tropico del Capricorno.








MITI RITI FESTE LEGGENDE



Ma il giorno del solstizio d’estate ci fa ricordare i miti, le tradizioni, le leggende e le feste che lo accompagnano.








Il gran numero di usanze e di piccoli rituali ancora seguiti con grande attenzione dalla gente, e tuttora vivi in tutta Europa, testimoniano infatti che il solstizio estivo, insieme a quello invernale, resta uno dei periodi più amati e profondamente intessuti nella cultura popolare.








Nell’antica Roma i due solstizi erano consacrati a Giano bifronte, il dio guardiano delle soglie e dei passaggi.

Oggi invece troviamo i due Giovanni, il Battista per il solstizio d’Estate e l’Evangelista per quello d’Inverno, come figure di riferimento per le festività legate rispettivamente al 21 giugno ed al 21 dicembre.




San Giovanni Battista – Caravaggio (partic.)



Ancor oggi il momento del sorgere dell'estate conserva tutte le sue antiche valenze magiche.



La porta degli Dei



Infine i popoli antichi chiamavano i due solstizi «porte»:

Porta degli Dèi o degli Immortali quello invernale,

Porta degli Uomini quello estivo.







Tra le varie tradizioni ancora in uso c'è quella di Poznan (Polonia).

Lì festeggiano il solstizio d’estate liberando migliaia di lanterne di carta.




Le lanterne di Poznan

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UNA BELLA POESIA



SOLSTIZIO D'ESTATE

Roberto Maggiani


Qui mi fermo, dove inizia l’estate:

già domani la luce sarà breve

la notte riprenderà ad espandersi

meno remote saranno le stelle.

Come un fuggiasco riparo tra i boschi –

non oltrepasso la linea tra l’oggi e il domani.







 
INFINE L'AUGURIO A TUTTI
DI UNA FELICE ESTATE
 
 
Reso omaggio a questo giorno che non è una data mitica,
creata dall'Uomo… bensì
 una realtà oggettiva (astronomica) della Natura
non mi resta che augurarvi ed augurarci….
un’estate bella e generosa di belle giornate
 per tutti voi… per tutti noi… 





 da Tony Kospan 
 
 
 
 
 


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Equinozio d’autunno 2014… festa della Natura – Astronomia riflessioni riti miti e… poesie   Leave a comment

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L'equinozio non è una ricorrenza nata dal pensiero umano
bensì un particolare e ciclico momento del nostro sistema solare
che consente la stessa durata di giorno e notte sulla Terra.

Questo eccezionale evento naturale, che si verifica da sempre,
avviene 2 volte l'anno
ed ha sempre affascinato ed incuriosito tutta l'Umanità…






EQUINOZIO D’AUTUNNO
ASTRONOMIA – MITI – TRADIZIONI – RIFLESSIONI – POESIE
a cura di Tony Kospan
per il blog
IL MONDO DI ORSOSOGNANTE



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23 SETTEMBRE 2019 ORE 09,50
EQUINOZIO D’AUTUNNO







ORIGINE DEL NOME ED… SIGNIFICATO ED ASTRONOMIA
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La parola “equinozio” deriva dal latino e significa “notte uguale” [al giorno].
Gli equinozi di marzo e settembre sono i due giorni dell’anno nei quali hanno inizio primavera e autunno.
La data in cui cade quello d'autunno varia dal 22 al 23 settembre.
Quest'anno dunque, il 23 settembre alle 09,50, finisce l’estate ed inizia l’autunno.
Dopo 6 mesi il Sole viene a trovarsi nuovamente sul piano dell’equatore terrestre e il circolo d’illuminazione passa per i poli.
In questo giorno il Sole passa allo zenit all’equatore, sorge al polo sud, tramonta al polo nord e la giornata dura esattamente 12 ore in tutta la terra.
L’equinozio, oltre che dalla durata del giorno e della notte, può essere riconosciuto con una semplicissima esperienza di gnomonica: osservate l’ombra di un chiodo infisso su un muro esposto al Sole.
Il vertice dell’ombra, durante ogni giorno dell’anno, disegna una curva che, agli equinozi, diventa una retta.
Questa retta e almeno le due curve giornaliere dei solstizi sono generalmente presenti su i quadranti degli orologi solari.






UNA CONSIDERAZIONE SU QUESTA RICORRENZA
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Al di là di tutto… al di là d'ipotesi… sogni… riti… credenze… tradizioni… etc… l'equinozio, preciso asse della ruota dell'anno, è solo… realtà… della Natura.
Una realtà che ci parla del nostro pianeta immerso nell'Universo… baciato da una stella, il Sole, che gli consente la vita.
Questa stella, il Sole, precisamente alle ore 09,59 del giorno 23 di questo settembre 2019 , si presenta in un punto ben preciso all'intersezione tra l'eclittica e l'equatore celeste.






EQUINOZIO… STAGIONI E RIFLESSIONE

L’Equinozio è dunque davvero un momento particolare della natura che consente la vita sul nostro Pianeta.
Non solo l’Estate lascia il passo all’Autunno, ma accade qualcosa di più importante.
L'Uomo si rende conto che esso rappresenta un momento della propria dimensione di vita, sia sua che di ogni essere vivente sul nostro pianeta, che si svolge lungo le stagioni dalla primavera, attraverso l’estate, per giungere all’autunno, e infine all’inverno.
Si nasce, si cresce, ci si sviluppa e si ritorna alla Madre Terra, nell’eterno ciclo delle rinascite.
Questi momenti di passaggio segnano sempre un punto di svolta, anche quando non ne siamo esplicitamente consapevoli, e dimostrano che noi siamo parte di qualcosa di grandioso, di eterno, di Divino…
Gli Antichi celebravano in modo particolare questi momenti dell’Eterna Trasformazione e anche noi, se riusciamo a trovare un momento di raccoglimento per soffermarci su di essi, possiamo imparare qualcosa dalla parte più profonda della nostra Anima.


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Nils Blommér



LA TRADIZIONE DRUIDICA


Nella tradizione druidica l’Equinozio d’Autunno viene chiamato Alban Elfed (Autunno, o «Elued», Luce dell’Acqua).
Esso rappresenta la seconda festività del raccolto, segnando per parte sua la fine della mietitura, così come Lughnasad ne aveva segnato l’inizio.
Ancora una volta, il giorno e la notte sono in perfetto equilibrio, come lo erano all’Equinozio di Primavera, ma ben presto le notti cresceranno fino ad essere più lunghe dei giorni, e l’inverno sarà di nuovo tra di noi.
L’equilibrio è più intenso in questo momento piuttosto che nel fermento e nell’agitazione della primavera, e questa data autunnale è spesso la più tranquilla tra le feste.







LA TRADIZIONE CELTICA


Nella memoria di queste antiche popolazioni l’Equinozio autunnale veniva festeggiato col nome di Mabon: il giovane dio della vegetazione e dei raccolti.
Scrive Maria Giusi Ricotti nel suo sito: “Mabon, indicato col nome di Maponus nelle iscrizioni romano-britanne, è il figlio di Modron, la Dea Madre: rapito tre notti dopo la sua nascita, venne imprigionato per lunghi anni fino al giorno in cui venne liberato dal Re Artù e dai suoi compagni.
Il suo rapimento è l’equivalente celtico del rapimento greco di Persefone: un simbolo evidente dei frutti della terra che sono immagazzinati in luoghi sicuri e poi sacrificati” per dare la vita agli uomini.”






LE TRADIZIONI CLASSICHE COMUNI ED ESOTERICHE


Poco o nulla è rimasto delle ritualità autunnali classiche.
Con uno sforzo di sintesi che non rende giustizia alla profondità di tali tradizioni, quello che viene rivissuto ciclicamente ad ogni autunno è il sacrificio del dio/dea che, dopo le gioie e glorie amorose della primavera e dell’estate, dopo aver dato con la massima potenza fecondante i frutti a tutti gli esseri viventi, è costretto/a a morire a sé stesso, a declinare nel buio della Terra – intesa come Ventre, Utero, Tomba, Infero – che sta sotto.
La coscienza – conoscenza che se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; ma se muore produce molto frutto (Giovanni, 12, 24) estende il concetto di fertilità al ciclo eterno di Vita – Morte – Vita e alla consapevolezza che solo dalla morte può nascere una nuova esistenza, solo dalla decomposizione può risorgere il nuovo, il cambiamento.
Non a caso Mabon è il tempo del seme.






E’ il tempo di raccogliere dagli ultimi frutti ben maturi i semi che serviranno l’anno successivo a darci da mangiare.
E’ il tempo di essiccarli all’aria e all’ombra, di conservarli al buio e all’asciutto in sacchetti di carta con scritto il nome, aspettando la primavera per piantarli.
Per queste valenze simboliche in molte culture del passato l'equinozio assumeva valenze esoteriche e venivano celebrati al suo arrivo… riti “misterici”… di cui ben poco si sa… proprio per il loro carattere di segretezza.
Questo d'Autunno in particolare rappresentava per loro l'inizio del dominio delle tenebre (giornate più corte e notti più lunghe) che si sarebbe concluso con il solstizio d'inverno a partire dal quale le ore di luce aumentano…




Guido Reni – San Michele Arcangelo





LA TRADIZIONE CRISTIANA


Per la tradizione cristiana il simbolo dell'equinozio è invece San Michele Arcangelo che separa l'estate dall'autunno… il bene dal male… purificando la natura ed eliminando le scorie negative accumulatesi nel tempo.



Edward Cucuel – Autunno




ORA QUALCHE POESIA


Non sono molte le poesie dedicate agli equinozi, d'altronde sono un fenomeno naturale che interessa di più la scienza, ma qualcuna c'è.
Eccone 2…



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EQUINOZIO


Paloma Germani


Il passo della notte, non è


corsa di lancette.


O ticchettio di rami alla finestra.


Neanche rabbia del vento, che ulula


ferito dalle mura, lame d'umano,


riflessi di rifugio.


è come l'equinozio, di settembre


appeso su lagune, che ozia


sull'uguale tempo,


quello concesso


a luna e sole.





NEL MESE DEL PASSAGGIO


Rosa Carotti


Nel mese del Passaggio


nel difficile varco fra i mondi


l'augurio di custodire


mentre il buio avanza


la memoria della luce.

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a tutti e di tutto cuore…


F I N E


Fonti: svariati siti web – impaginazione e rielaborazione…T.K.


TONY KOSPAN




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21.6.2014… Solstizio d’estate – Astronomia… riti… miti… storia e… poesia   Leave a comment


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Il Sole culmina allo Zenith e si trova così nel punto più alto della volta celeste.

Il solstizio d’estate che cade tutti gli anni il 20 o il 21 giugno, come quello d’inverno è il momento dell’anno nel quale il Sole raggiunge il punto più meridionale (o settentrionale per quello invernale) della sua corsa apparente nel cielo, al tropico del Capricorno o del Cancro.

Quest'anno il solstizio cade precisamente alle ore 12,51 del 21 giugno.







IL SOLSTIZIO D’ESTATE

ASTRONOMIA – MITI – RITI – POESIA – STORIA



Tempo di passaggio è dunque il Solstizio, che si colloca fuori dallo spazio-tempo, in quel confine che separa la crescita dal declino, la manifestazione dalla non-manifestazione.

Esso è una sorta di capodanno.

Le giornate solstiziali nelle tradizioni precristiane… erano sacre.




Nota


Neodruidi aspettano il sorgere del sole il 21 giugno a Stonehenge



Ancora oggi moderni gruppi neopagani e neodruidici celebrano il giorno di “Midsummer“, la Mezza estate cara a Shakespeare.

Molti sono i riti solstiziali che si svolgono in particolare a Stonehenge (Inghilterra), richiamando nel sito ancora carico di misteri migliaia di persone ogni anno. 

Ma i giorni solstiziali includono alcune fra le celebrazioni più popolari dell’Occidente perché, basandosi sul dato che il sole trionfa nel cielo, le antiche tradizioni collegavano questo periodo dell’anno con la comunicazione diretta fra visibile e invisibile.

 






Da un punto più prettamente astronomico, invece, il termine «solstizio» significa «Sole stazionario» e indica che in questo momento astronomico l’astro non si alza né si abbassa rispetto all’equatore celeste.


Nell’esatto mezzogiorno astronomico le ombre degli edifici e dei pali scompaiono del tutto (al tropico).


E non solo. Sempre in quest’occasione, al Tropico del Cancro è possibile osservare l’immagine del disco solare nel fondo dei pozzi, riflesso dall’acqua anche a decine di metri di profondità. 








Lo stesso fenomeno si ripete il 21 dicembre (solstizio d’inverno) al tropico del Capricorno.







MITI RITI FESTE LEGGENDE



Ma il giorno del solstizio d’estate richiama l’attenzione soprattutto per i miti, le leggende e le feste che lo accompagnano.








Il gran numero di usanze e di piccoli rituali ancora seguiti con grande attenzione dalla gente, e tuttora vivi in tutta Europa, testimoniano infatti che il solstizio estivo, insieme a quello invernale, resta uno dei periodi più amati e profondamente intessuti nella cultura popolare.








Nell’antica Roma i due solstizi erano consacrati a Giano bifronte, il dio guardiano delle soglie e dei passaggi, mentre oggi troviamo i due Giovanni, il Battista per il solstizio d’Estate e l’Evangelista per quello d’Inverno, come figure di riferimento per le festività legate rispettivamente al 21 giugno ed al 21 dicembre.




San Giovanni Battista – Caravaggio (partic.)



Pur se cristianizzata come festa di San Giovanni (24 giugno) la notte del sorgere dell'estate ha conservato tutte le sue valenze magiche.



La porta degli Dei




Infine i popoli antichi chiamavano i due solstizi «porte»:

– Porta degli Dèi o degli Immortali quello invernale,

– Porta degli Uomini quello estivo.







Tra le varie tradizioni ancora in uso c'è quella di Poznan (Polonia).

Lì festeggiano il solstizio d’estate liberando migliaia di lanterne di carta.




Le lanterne di Poznan

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UNA BELLA POESIA



SOLSTIZIO D'ESTATE

Roberto Maggiani


Qui mi fermo, dove inizia l’estate:

già domani la luce sarà breve

la notte riprenderà ad espandersi

meno remote saranno le stelle.

Come un fuggiasco riparo tra i boschi –

non oltrepasso la linea tra l’oggi e il domani.







 
INFINE L'AUGURIO A TUTTI
DI UNA FELICE ESTATE
 
 
Reso omaggio a questo giorno che non è una data mitica,
creata dall'Uomo… bensì
 una realtà oggettiva (astronomica) della Natura
non mi resta che augurarvi ed augurarci….
un’estate bella e generosa per tutti voi… per tutti noi…
 
 da Tony Kospan
 
 
 
 
 
 
 

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Equinozio d’autunno 2013 – Astronomia miti tradizioni riflessioni e… poesie   Leave a comment

.






L'equinozio non è una ricorrenza nata dal pensiero umano
bensì un particolare e ciclico momento del nostro sistema solare
che consente la stessa durata di giorno e notte sulla Terra.

Questo eccezionale evento naturale, che si verifica da sempre,
avviene 2 volte l'anno
ed ha sempre affascinato ed incuriosito tutta l'Umanità…






EQUINOZIO D’AUTUNNO
ASTRONOMIA – MITI – TRADIZIONI – RIFLESSIONI – POESIE
a cura di Tony Kospan
per il blog
IL MONDO DI ORSOSOGNANTE



.
.
.

23 SETTEMBRE 2019 ORE 09,50
EQUINOZIO D’AUTUNNO







ORIGINE DEL NOME ED… SIGNIFICATO ED ASTRONOMIA
.


.
La parola “equinozio” deriva dal latino e significa “notte uguale” [al giorno].
Gli equinozi di marzo e settembre sono i due giorni dell’anno nei quali hanno inizio primavera e autunno.
La data in cui cade quello d'autunno varia dal 22 al 23 settembre.
Quest'anno dunque, il 23 settembre alle 09,50, finisce l’estate ed inizia l’autunno.
Dopo 6 mesi il Sole viene a trovarsi nuovamente sul piano dell’equatore terrestre e il circolo d’illuminazione passa per i poli.
In questo giorno il Sole passa allo zenit all’equatore, sorge al polo sud, tramonta al polo nord e la giornata dura esattamente 12 ore in tutta la terra.
L’equinozio, oltre che dalla durata del giorno e della notte, può essere riconosciuto con una semplicissima esperienza di gnomonica: osservate l’ombra di un chiodo infisso su un muro esposto al Sole.
Il vertice dell’ombra, durante ogni giorno dell’anno, disegna una curva che, agli equinozi, diventa una retta.
Questa retta e almeno le due curve giornaliere dei solstizi sono generalmente presenti su i quadranti degli orologi solari.






UNA CONSIDERAZIONE SU QUESTA RICORRENZA
.
.
Al di là di tutto… al di là d'ipotesi… sogni… riti… credenze… tradizioni… etc… l'equinozio, preciso asse della ruota dell'anno, è solo… realtà… della Natura.
Una realtà che ci parla del nostro pianeta immerso nell'Universo… baciato da una stella, il Sole, che gli consente la vita.
Questa stella, il Sole, precisamente alle ore 09,59 del giorno 23 di questo settembre 2019 , si presenta in un punto ben preciso all'intersezione tra l'eclittica e l'equatore celeste.






EQUINOZIO… STAGIONI E RIFLESSIONE

L’Equinozio è dunque davvero un momento particolare della natura che consente la vita sul nostro Pianeta.
Non solo l’Estate lascia il passo all’Autunno, ma accade qualcosa di più importante.
L'Uomo si rende conto che esso rappresenta un momento della propria dimensione di vita, sia sua che di ogni essere vivente sul nostro pianeta, che si svolge lungo le stagioni dalla primavera, attraverso l’estate, per giungere all’autunno, e infine all’inverno.
Si nasce, si cresce, ci si sviluppa e si ritorna alla Madre Terra, nell’eterno ciclo delle rinascite.
Questi momenti di passaggio segnano sempre un punto di svolta, anche quando non ne siamo esplicitamente consapevoli, e dimostrano che noi siamo parte di qualcosa di grandioso, di eterno, di Divino…
Gli Antichi celebravano in modo particolare questi momenti dell’Eterna Trasformazione e anche noi, se riusciamo a trovare un momento di raccoglimento per soffermarci su di essi, possiamo imparare qualcosa dalla parte più profonda della nostra Anima.


.

.

.

Nils Blommér



LA TRADIZIONE DRUIDICA


Nella tradizione druidica l’Equinozio d’Autunno viene chiamato Alban Elfed (Autunno, o «Elued», Luce dell’Acqua).
Esso rappresenta la seconda festività del raccolto, segnando per parte sua la fine della mietitura, così come Lughnasad ne aveva segnato l’inizio.
Ancora una volta, il giorno e la notte sono in perfetto equilibrio, come lo erano all’Equinozio di Primavera, ma ben presto le notti cresceranno fino ad essere più lunghe dei giorni, e l’inverno sarà di nuovo tra di noi.
L’equilibrio è più intenso in questo momento piuttosto che nel fermento e nell’agitazione della primavera, e questa data autunnale è spesso la più tranquilla tra le feste.







LA TRADIZIONE CELTICA


Nella memoria di queste antiche popolazioni l’Equinozio autunnale veniva festeggiato col nome di Mabon: il giovane dio della vegetazione e dei raccolti.
Scrive Maria Giusi Ricotti nel suo sito: “Mabon, indicato col nome di Maponus nelle iscrizioni romano-britanne, è il figlio di Modron, la Dea Madre: rapito tre notti dopo la sua nascita, venne imprigionato per lunghi anni fino al giorno in cui venne liberato dal Re Artù e dai suoi compagni.
Il suo rapimento è l’equivalente celtico del rapimento greco di Persefone: un simbolo evidente dei frutti della terra che sono immagazzinati in luoghi sicuri e poi sacrificati” per dare la vita agli uomini.”






LE TRADIZIONI CLASSICHE COMUNI ED ESOTERICHE


Poco o nulla è rimasto delle ritualità autunnali classiche.
Con uno sforzo di sintesi che non rende giustizia alla profondità di tali tradizioni, quello che viene rivissuto ciclicamente ad ogni autunno è il sacrificio del dio/dea che, dopo le gioie e glorie amorose della primavera e dell’estate, dopo aver dato con la massima potenza fecondante i frutti a tutti gli esseri viventi, è costretto/a a morire a sé stesso, a declinare nel buio della Terra – intesa come Ventre, Utero, Tomba, Infero – che sta sotto.
La coscienza – conoscenza che se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; ma se muore produce molto frutto (Giovanni, 12, 24) estende il concetto di fertilità al ciclo eterno di Vita – Morte – Vita e alla consapevolezza che solo dalla morte può nascere una nuova esistenza, solo dalla decomposizione può risorgere il nuovo, il cambiamento.
Non a caso Mabon è il tempo del seme.






E’ il tempo di raccogliere dagli ultimi frutti ben maturi i semi che serviranno l’anno successivo a darci da mangiare.
E’ il tempo di essiccarli all’aria e all’ombra, di conservarli al buio e all’asciutto in sacchetti di carta con scritto il nome, aspettando la primavera per piantarli.
Per queste valenze simboliche in molte culture del passato l'equinozio assumeva valenze esoteriche e venivano celebrati al suo arrivo… riti “misterici”… di cui ben poco si sa… proprio per il loro carattere di segretezza.
Questo d'Autunno in particolare rappresentava per loro l'inizio del dominio delle tenebre (giornate più corte e notti più lunghe) che si sarebbe concluso con il solstizio d'inverno a partire dal quale le ore di luce aumentano…




Guido Reni – San Michele Arcangelo





LA TRADIZIONE CRISTIANA


Per la tradizione cristiana il simbolo dell'equinozio è invece San Michele Arcangelo che separa l'estate dall'autunno… il bene dal male… purificando la natura ed eliminando le scorie negative accumulatesi nel tempo.



Edward Cucuel – Autunno




ORA QUALCHE POESIA


Non sono molte le poesie dedicate agli equinozi, d'altronde sono un fenomeno naturale che interessa di più la scienza, ma qualcuna c'è.
Eccone 2…



.

.

.

EQUINOZIO


Paloma Germani


Il passo della notte, non è


corsa di lancette.


O ticchettio di rami alla finestra.


Neanche rabbia del vento, che ulula


ferito dalle mura, lame d'umano,


riflessi di rifugio.


è come l'equinozio, di settembre


appeso su lagune, che ozia


sull'uguale tempo,


quello concesso


a luna e sole.





NEL MESE DEL PASSAGGIO


Rosa Carotti


Nel mese del Passaggio


nel difficile varco fra i mondi


l'augurio di custodire


mentre il buio avanza


la memoria della luce.

.



a tutti e di tutto cuore…


F I N E


Fonti: svariati siti web – impaginazione e rielaborazione…T.K.


TONY KOSPAN




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Il solstizio d’estate – Astronomia riti miti storia leggende… ed una poesia   2 comments

 

 

 

 

Il Sole culmina allo Zenith e si trova così nel punto più alto della volta celeste.

Il solstizio d’estate che cade tutti gli anni il 20 o il 21 giugno, come quello d’inverno è il momento dell’anno nel quale il Sole raggiunge il punto più meridionale (o settentrionale per quello invernale) della sua corsa apparente nel cielo, al tropico del Capricorno o del Cancro.
 
Quest'anno il solstizio cade precisamente alle ore 5,04 del 21 giugno.
 
 
 
 
 

 

 

 

IL SOLSTIZIO D’ESTATE

ASTRONOMIA – MITI – RITI – LEGGENDE – POESIA – STORIA

 
 
 
Tempo di passaggio è dunque il Solstizio, che si colloca fuori dallo spazio-tempo, in quel confine che separa la crescita dal declino, la manifestazione dalla non-manifestazione.

Esso è una sorta di capodanno.
 
Le giornate solstiziali nelle tradizioni precristiane… erano sacre.

 

 

Nota

Neodruidi aspettano il sorgere del sole il 21 giugno a Stonehenge
 
 
 
Ancora oggi moderni gruppi neopagani e neodruidici celebrano il giorno di “Midsummer”, la Mezza estate cara a Shakespeare.
 
E molti sono i riti solstiziali che si svolgono in particolare a Stonehenge (Inghilterra), richiamando nel sito ancora carico di misteri migliaia di persone ogni anno.
 
Ma i giorni solstiziali includono alcune fra le celebrazioni più popolari dell’Occidente perché, basandosi sul dato che il sole trionfa nel cielo, le antiche tradizioni collegavano questo periodo dell’anno con la comunicazione diretta fra visibile e invisibile.
 
 
 
 
 
 
Da un punto più prettamente astronomico, invece, il termine «solstizio» significa «Sole stazionario» e indica che in questo momento astronomico l’astro non si alza né si abbassa rispetto all’equatore celeste.
 
 
 

 

 

Nell’esatto mezzogiorno astronomico le ombre degli edifici e dei pali scompaiono del tutto (al tropico).
 
E non solo. Sempre in quest’occasione, al Tropico del Cancro è possibile osservare l’immagine del disco solare nel fondo dei pozzi, riflesso dall’acqua anche a decine di metri di profondità.
 
Lo stesso fenomeno si ripete il 21 dicembre (solstizio d’inverno) al tropico del Capricorno.
 
 
 
 

 

 

 

 

MITI RITI FESTE LEGGENDE

 

Ma il giorno del solstizio d’estate richiama l’attenzione
soprattutto per i miti, le leggende e le feste che lo accompagnano.
 
 
 
 
 

 

 

Il gran numero di usanze e di piccoli rituali ancora seguiti con grande attenzione dalla gente, e tuttora vivi in tutta Europa, testimoniano infatti che il solstizio estivo, insieme a quello invernale, resta uno dei periodi più amati e profondamente intessuti nella cultura popolare.
 
 
 
 
 
 
 
 
Nell’antica Roma i due solstizi erano consacrati a Giano bifronte, il dio guardiano delle soglie e dei passaggi,
 
 
 

 
 
 
mentre oggi troviamo i due Giovanni, il Battista per il solstizio d’Estate e l’Evangelista per quello d’Inverno, come figure di riferimento per le festività legate rispettivamente al 21 giugno ed al 21 dicembre.
 
 
 

 

 

 

Pur se cristianizzata come festa di San Giovanni (24 giugno) la notte di mezza estate ha conservato tutte le sue valenze magiche.

 
 
 
 
La porta degli Dei
 
 
 
 

Infine i popoli antichi chiamavano i due solstizi «porte»:

Porta degli Dèi o degli Immortali quello invernale,

Porta degli Uomini quello estivo.

 

 

 
 
 

Tra le varie tradizioni ancora in uso c'è quella di Poznan (Polonia).
 
Lì festeggiano il solstizio d’estate liberando migliaia di lanterne di carta.
 
 
 
 

 
 
 
 

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UNA POESIA
 
 
SOLSTIZIO D'ESTATE
Roberto Maggiani
 
 
Qui mi fermo, dove inizia l’estate:
già domani la luce sarà breve
la notte riprenderà ad espandersi
meno remote saranno le stelle.
 
Come un fuggiasco riparo tra i boschi –
non oltrepasso la linea tra l’oggi e il domani.
 
 
 
 
 
 
 
 
L'AUGURIO PER UNA FELICE ESTATE
 
 
Reso omaggio a questo giorno che non è una data mitica,
ma una realtà oggettiva perché astronomica…
non mi resta che augurarvi ed augurarci….
un’estate bella e generosa per tutti voi… per tutti noi…
 
 
 
 
da Tony Kospan
 
 
 
 
 
 
 

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Il solstizio d’estate… astronomia riti miti storia leggende ed una poesia….   2 comments

 

 
 
IL SOLSTIZIO D’ESTATE
ASTRONOMIA – MITI – RITI – LEGGENDE – POESIA – STORIA
 
 
 

Il Sole culmina allo Zenith e si trova così nel punto più alto della volta celeste.
 
Il solstizio d’estate che cade tutti gli anni il 20 o il 21 giugno, come quello d’inverno è il momento dell’anno nel quale il Sole raggiunge il punto più meridionale (o settentrionale per quello invernale) della sua corsa apparente nel cielo, al tropico del Capricorno o del Cancro.
 
Quest'anno il solstizio cade precisamente alle ore 5,04 del 21 giugno.
 
 
 
 

 
 
 
Tempo di passaggio è dunque il Solstizio, che si colloca fuori dallo spazio-tempo, in quel confine che separa la crescita dal declino, la manifestazione dalla non-manifestazione.

Esso è una sorta di capodanno.
 
Le giornate solstiziali nelle tradizioni precristiane… erano sacre.

 

 

Nota

Neodruidi aspettano il sorgere del sole il 21 giugno a Stonehenge
 
 
 
Ancora oggi moderni gruppi neopagani e neodruidici celebrano il giorno di “Midsummer”, la Mezza estate cara a Shakespeare.
 
E molti sono i riti solstiziali che si svolgono in particolare a Stonehenge (Inghilterra), richiamando nel sito ancora carico di misteri migliaia di persone ogni anno.
 
Ma i giorni solstiziali includono alcune fra le celebrazioni più popolari dell’Occidente perché, basandosi sul dato che il sole trionfa nel cielo, le antiche tradizioni collegavano questo periodo dell’anno con la comunicazione diretta fra visibile e invisibile.
 
 
 
 
 
 
Da un punto più prettamente astronomico, invece, il termine «solstizio» significa «Sole stazionario» e indica che in questo momento astronomico l’astro non si alza né si abbassa rispetto all’equatore celeste.
 
 
 

 

 

Nell’esatto mezzogiorno astronomico le ombre degli edifici e dei pali scompaiono del tutto (al tropico).
 
E non solo. Sempre in quest’occasione, al Tropico del Cancro è possibile osservare l’immagine del disco solare nel fondo dei pozzi, riflesso dall’acqua anche a decine di metri di profondità.
 
Lo stesso fenomeno si ripete il 21 dicembre (solstizio d’inverno) al tropico del Capricorno.
 
 
 
 

 

 

 

 

MITI RITI FESTE LEGGENDE

 

Ma il giorno del solstizio d’estate richiama l’attenzione
soprattutto per i miti, le leggende e le feste che lo accompagnano.
 
 
 
 
 

 

 

Il gran numero di usanze e di piccoli rituali ancora seguiti con grande attenzione dalla gente, e tuttora vivi in tutta Europa, testimoniano infatti che il solstizio estivo, insieme a quello invernale, resta uno dei periodi più amati e profondamente intessuti nella cultura popolare.
 
 
 
 
 
 
 
 
Nell’antica Roma i due solstizi erano consacrati a Giano bifronte, il dio guardiano delle soglie e dei passaggi,
 
 
 

 
 
 
mentre oggi troviamo i due Giovanni, il Battista per il solstizio d’Estate e l’Evangelista per quello d’Inverno, come figure di riferimento per le festività legate rispettivamente al 21 giugno ed al 21 dicembre.
 
 
 

 

 

 

Pur se cristianizzata come festa di San Giovanni (24 giugno) la notte di mezza estate ha conservato tutte le sue valenze magiche.

 
 
 
 
La porta degli Dei
 
 
 
 

Infine i popoli antichi chiamavano i due solstizi «porte»:

Porta degli Dèi o degli Immortali quello invernale,

Porta degli Uomini quello estivo.

 

 

 
 
 
 

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UNA POESIA
 
 
SOLSTIZIO D'ESTATE
Roberto Maggiani
 
 
Qui mi fermo, dove inizia l’estate:
già domani la luce sarà breve
la notte riprenderà ad espandersi
meno remote saranno le stelle.
 
Come un fuggiasco riparo tra i boschi –
non oltrepasso la linea tra l’oggi e il domani.
 
 
 
 
 
 
 
 
L'AUGURIO PER UNA FELICE ESTATE
 
 
Reso omaggio a questo giorno che non è una data mitica,
ma una realtà oggettiva perché astronomica…
non mi resta che augurarvi ed augurarci….
un’estate bella e generosa per tutti voi… per tutti noi…
 
 
 
 
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EQUINOZIO D’AUTUNNO – ASTRONOMIA – MITI – TRADIZIONI – RIFLESSIONI – POESIE   5 comments

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L'equinozio non è una ricorrenza nata dal pensiero umano
bensì un particolare e ciclico momento del nostro sistema solare
che consente la stessa durata di giorno e notte sulla Terra.

Questo eccezionale evento naturale, che si verifica da sempre,
avviene 2 volte l'anno
ed ha sempre affascinato ed incuriosito tutta l'Umanità…






EQUINOZIO D’AUTUNNO
ASTRONOMIA – MITI – TRADIZIONI – RIFLESSIONI – POESIE
a cura di Tony Kospan
per il blog
IL MONDO DI ORSOSOGNANTE



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23 SETTEMBRE 2019 ORE 09,50
EQUINOZIO D’AUTUNNO







ORIGINE DEL NOME ED… SIGNIFICATO ED ASTRONOMIA
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La parola “equinozio” deriva dal latino e significa “notte uguale” [al giorno].
Gli equinozi di marzo e settembre sono i due giorni dell’anno nei quali hanno inizio primavera e autunno.
La data in cui cade quello d'autunno varia dal 22 al 23 settembre.
Quest'anno dunque, il 23 settembre alle 09,50, finisce l’estate ed inizia l’autunno.
Dopo 6 mesi il Sole viene a trovarsi nuovamente sul piano dell’equatore terrestre e il circolo d’illuminazione passa per i poli.
In questo giorno il Sole passa allo zenit all’equatore, sorge al polo sud, tramonta al polo nord e la giornata dura esattamente 12 ore in tutta la terra.
L’equinozio, oltre che dalla durata del giorno e della notte, può essere riconosciuto con una semplicissima esperienza di gnomonica: osservate l’ombra di un chiodo infisso su un muro esposto al Sole.
Il vertice dell’ombra, durante ogni giorno dell’anno, disegna una curva che, agli equinozi, diventa una retta.
Questa retta e almeno le due curve giornaliere dei solstizi sono generalmente presenti su i quadranti degli orologi solari.






UNA CONSIDERAZIONE SU QUESTA RICORRENZA
.
.
Al di là di tutto… al di là d'ipotesi… sogni… riti… credenze… tradizioni… etc… l'equinozio, preciso asse della ruota dell'anno, è solo… realtà… della Natura.
Una realtà che ci parla del nostro pianeta immerso nell'Universo… baciato da una stella, il Sole, che gli consente la vita.
Questa stella, il Sole, precisamente alle ore 09,59 del giorno 23 di questo settembre 2019 , si presenta in un punto ben preciso all'intersezione tra l'eclittica e l'equatore celeste.






EQUINOZIO… STAGIONI E RIFLESSIONE

L’Equinozio è dunque davvero un momento particolare della natura che consente la vita sul nostro Pianeta.
Non solo l’Estate lascia il passo all’Autunno, ma accade qualcosa di più importante.
L'Uomo si rende conto che esso rappresenta un momento della propria dimensione di vita, sia sua che di ogni essere vivente sul nostro pianeta, che si svolge lungo le stagioni dalla primavera, attraverso l’estate, per giungere all’autunno, e infine all’inverno.
Si nasce, si cresce, ci si sviluppa e si ritorna alla Madre Terra, nell’eterno ciclo delle rinascite.
Questi momenti di passaggio segnano sempre un punto di svolta, anche quando non ne siamo esplicitamente consapevoli, e dimostrano che noi siamo parte di qualcosa di grandioso, di eterno, di Divino…
Gli Antichi celebravano in modo particolare questi momenti dell’Eterna Trasformazione e anche noi, se riusciamo a trovare un momento di raccoglimento per soffermarci su di essi, possiamo imparare qualcosa dalla parte più profonda della nostra Anima.


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Nils Blommér



LA TRADIZIONE DRUIDICA


Nella tradizione druidica l’Equinozio d’Autunno viene chiamato Alban Elfed (Autunno, o «Elued», Luce dell’Acqua).
Esso rappresenta la seconda festività del raccolto, segnando per parte sua la fine della mietitura, così come Lughnasad ne aveva segnato l’inizio.
Ancora una volta, il giorno e la notte sono in perfetto equilibrio, come lo erano all’Equinozio di Primavera, ma ben presto le notti cresceranno fino ad essere più lunghe dei giorni, e l’inverno sarà di nuovo tra di noi.
L’equilibrio è più intenso in questo momento piuttosto che nel fermento e nell’agitazione della primavera, e questa data autunnale è spesso la più tranquilla tra le feste.







LA TRADIZIONE CELTICA


Nella memoria di queste antiche popolazioni l’Equinozio autunnale veniva festeggiato col nome di Mabon: il giovane dio della vegetazione e dei raccolti.
Scrive Maria Giusi Ricotti nel suo sito: “Mabon, indicato col nome di Maponus nelle iscrizioni romano-britanne, è il figlio di Modron, la Dea Madre: rapito tre notti dopo la sua nascita, venne imprigionato per lunghi anni fino al giorno in cui venne liberato dal Re Artù e dai suoi compagni.
Il suo rapimento è l’equivalente celtico del rapimento greco di Persefone: un simbolo evidente dei frutti della terra che sono immagazzinati in luoghi sicuri e poi sacrificati” per dare la vita agli uomini.”






LE TRADIZIONI CLASSICHE COMUNI ED ESOTERICHE


Poco o nulla è rimasto delle ritualità autunnali classiche.
Con uno sforzo di sintesi che non rende giustizia alla profondità di tali tradizioni, quello che viene rivissuto ciclicamente ad ogni autunno è il sacrificio del dio/dea che, dopo le gioie e glorie amorose della primavera e dell’estate, dopo aver dato con la massima potenza fecondante i frutti a tutti gli esseri viventi, è costretto/a a morire a sé stesso, a declinare nel buio della Terra – intesa come Ventre, Utero, Tomba, Infero – che sta sotto.
La coscienza – conoscenza che se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; ma se muore produce molto frutto (Giovanni, 12, 24) estende il concetto di fertilità al ciclo eterno di Vita – Morte – Vita e alla consapevolezza che solo dalla morte può nascere una nuova esistenza, solo dalla decomposizione può risorgere il nuovo, il cambiamento.
Non a caso Mabon è il tempo del seme.






E’ il tempo di raccogliere dagli ultimi frutti ben maturi i semi che serviranno l’anno successivo a darci da mangiare.
E’ il tempo di essiccarli all’aria e all’ombra, di conservarli al buio e all’asciutto in sacchetti di carta con scritto il nome, aspettando la primavera per piantarli.
Per queste valenze simboliche in molte culture del passato l'equinozio assumeva valenze esoteriche e venivano celebrati al suo arrivo… riti “misterici”… di cui ben poco si sa… proprio per il loro carattere di segretezza.
Questo d'Autunno in particolare rappresentava per loro l'inizio del dominio delle tenebre (giornate più corte e notti più lunghe) che si sarebbe concluso con il solstizio d'inverno a partire dal quale le ore di luce aumentano…




Guido Reni – San Michele Arcangelo





LA TRADIZIONE CRISTIANA


Per la tradizione cristiana il simbolo dell'equinozio è invece San Michele Arcangelo che separa l'estate dall'autunno… il bene dal male… purificando la natura ed eliminando le scorie negative accumulatesi nel tempo.



Edward Cucuel – Autunno




ORA QUALCHE POESIA


Non sono molte le poesie dedicate agli equinozi, d'altronde sono un fenomeno naturale che interessa di più la scienza, ma qualcuna c'è.
Eccone 2…



.

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EQUINOZIO


Paloma Germani


Il passo della notte, non è


corsa di lancette.


O ticchettio di rami alla finestra.


Neanche rabbia del vento, che ulula


ferito dalle mura, lame d'umano,


riflessi di rifugio.


è come l'equinozio, di settembre


appeso su lagune, che ozia


sull'uguale tempo,


quello concesso


a luna e sole.





NEL MESE DEL PASSAGGIO


Rosa Carotti


Nel mese del Passaggio


nel difficile varco fra i mondi


l'augurio di custodire


mentre il buio avanza


la memoria della luce.

.



a tutti e di tutto cuore…


F I N E


Fonti: svariati siti web – impaginazione e rielaborazione…T.K.


TONY KOSPAN




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DECIFRATO IL DISCO DI NEBRA – MISTERO RISOLTO   Leave a comment

 

 

 

 

DECIFRATO IL DISCO DI NEBRA

UN MISTERO RISOLTO

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
COS’E’ IL DISCO DI NEBRA
 
 
Il Disco di Nebra è una lastra in metallo con applicazioni in oro risalente all’età del Bronzo che raffigura chiaramente fenomeni astronomici e simboli di forte impronta religiosa.
 Il disco è considerato la più antica rappresentazione del cielo e uno dei ritrovamenti archeologici più importanti del XX secolo.
Fu rinvenuto nell’estate del 1999 da alcuni saccheggiatori di tombe all’interno di una cavità in pietra sul monte Mittelberg, nei pressi della cittadina di Nebra, in Germania.
Dal 2002 appartiene al museo regionale della preistoria di Halle, in Sassonia-Anhalt.
(wikipedia)
 
 
Sul suo significato sono fiorite ipotesi di ogni genere dalle più semplici alle più stravaganti…
Sembra quindi che ci sia ora finalmente un punto fermo…
 
 
 
 
 
 
 
 
LA NOTIZIA
 
 
Un gruppo di scienziati tedeschi ha decifrato il significato di uno dei più spettacolari ritrovamenti archeologici degli ultimi anni.
Il misterioso disco celeste di Nebra, trovato non lontano dal sito di Goseck , veniva usato come un avanzato orologio astronomico.
Lo scopo di questo oggetto di 3.600 anni fa, che ha suscitato l’interesse mondiale quando è stato portato all’attenzione del pubblico tedesco nel 2002, non è più materia di ricerca.
 
Approfondiamo ora il contenuto della notizia…

 

 

IL SIGNIFICATO DEL DISCO

 

 

 
 
 

Il gruppo di studiosi tedeschi che si è occupato di questa gemma archeologica ha scoperto indizi che sembrano suggerire che il disco veniva usato come un complesso orologio astronomico per l’armonizzazione dei calendari solare e lunare. «Questo è un bel passo avanti rispetto a quello che sapevamo sul significato e la funzione del disco celeste», ha dichiarato l’archeologo Harald Meller.

Diversamente dal calendario solare, che indica la posizione della Terra mentre ruota intorno al Sole, il calendario lunare si basa sulle fasi della Luna.

Un anno lunare è più breve di quello solare di 11 giorni perché 12 mesi sinodici, ossia 12 ritorni alla fase di luna nuova, richiedono solamente 354 giorni.

 

 

 
 
 

Il disco celeste di Nebra veniva usato per determinare se e quando un tredicesimo mese – il cosiddetto mese intercalare – doveva essere aggiunto all’anno lunare per mantenerlo in sincronia con le stagioni. “Il funzionamento di questo orologio probabilmente era conosciuto a un piccolo gruppo di persone”, ha affermato Meller.

Il disco di bronzo di 32 cm di diametro con applicazioni in foglia d’oro che rappresentano il Sole, la Luna e le stelle è la più antica rappresentazione del cosmo sinora conosciuta.

 

 

 

 

 

Sorprende ancora una volta la profonda conoscenza dell'astronomia da parte di popoli antichissimi… in questo caso di ben 3600 anni fa…

 

(Deutsche Welle, heraedizioni.com…. con integrazioni e impaginaz. T.K.)

 

 

Ciao da Tony Kospan 
 
 
 
 

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