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Come mai mancano stoffe a quadri nell’arte classica? Storia.. analisi e spiegazione   1 comment





Simone Martini – Annunciazione (partic.)



Nella storia dell’arte occidentale classica le stoffe a quadretti nei dipinti di Santi, Madonne e di tutti gli altri soggetti ritratti non sono quasi mai presenti.

Le vesti sono in genere sempre di un unico colore.

Ebbene, Isabella Ducrot, pittrice, scrittrice, e studiosa dei tessuti, ha affrontato proprio questo tema.

Lei racconta che l’idea le venne quando rimase sorpresissima nel vedere l’Annunciazione di Simone Martini (vedi su).

Infatti lei notò un dettaglio imprevedibile in quella tavola del 1333.

L’angelo che sta portando la notizia alla Madonna ha il suo mantello, ancora svolazzante, a quadretti.

La studiosa quindi sì poese la domanda “Come mai nei dipinti non appaiono mai stoffe a quadri?”



Isabella Ducrot




Tuttavia ci sono alcune.. poche.. eccezioni.  

Eccone alcune.

Nel “Sant’Agostino nello studio” Botticelli dipinge una tovaglia a quadri.




 




In alcuni interni del Lorenzetti appaiono delle coperte a quadretti.








Tiziano fa indossare la sciarpa a quadri  nella sua “Cena in Emmaus” e così pure una stoffa a quadri tiene su i pantaloni del ceffo che sbeffeggia Cristo nella “Incoronazione di spine”.







Nel suo dipinto “Penelope e i proci” il Pinturicchio dipinge una coloratissima stoffa a quadri nella parte superiore dei pantaloni di uno dei Proci.







Come possiamo notare i quadretti appaiono sempre in stoffe che rappresentano persone o oggetti modesti o non importanti.

E’ molto probabile che per il costo delle stoffe i fili usati dai telai per le cose di tutti i giorni fossero di vari colori per cui le stoffe di un unico colore erano destinate alla nobiltà, al clero ed e ai ceti elevati.

Questo aspetto colpì anche lo studioso dei colori Michael Pastoreau, che si interessò però delle stoffe maculate o di colori misti.







Egli  sottolineava che queste stoffe erano sempre destinate nei dipinti a buffoni, giocolieri, al diavolo ed alle persone considerate odiose.

Spiegava che le tecniche medievali e rinascimentali per la creazione delle stoffe monocromatiche erano più difficili e quindi per questo più costose.

Nel tempo però, a  partire dalla fine del ‘700, cambiò del tutto la moda, soprattutto quella degli uomini col trionfo delle stoffe scozzesi,  e contemporaneamente iniziarono a diffondersi dipinti in cui erano presenti stoffe a quadri.



William Mosman




Il dipinto che possiamo ritenere che rappresenti il punto di svolta e definitivo di rivincita della stoffa a quadri è quello di Matisse che dipinge sua figlia (vedi qui giù). 








Da quel momento in poi non c’è stata più alcuna sostanziale differenza tra i colori delle stoffe nei dipinti.

Tony Kospan


Per chi desidera approfondire:
Il libro: Isabella Ducrot – La stoffa a quadri




IL GRUPPO DI CHI AMA LA STORIA ED I RICORDI (NO POLITICA)










La soprendente assenza delle stoffe a quadri nell’arte classica (tranne poche eccezioni). Storia.. analisi e spiegazione   Leave a comment





Simone Martini – Annunciazione (partic.)



Nella storia dell'arte occidentale classica le stoffe a quadretti nei dipinti di Santi, Madonne e di tutti gli altri soggetti ritratti non sono quasi mai presenti.

Le vesti sono in genere sempre di un unico colore.

Ebbene, Isabella Ducrot, pittrice, scrittrice, e studiosa dei tessuti, ha affrontato proprio questo tema.

Lei racconta che l'idea le venne quando rimase sorpresissima nel vedere l'Annunciazione di Simone Martini (vedi su).

Infatti lei notò un dettaglio imprevedibile in quella tavola del 1333.

L'angelo che sta portando la notizia alla Madonna ha il suo mantello, ancora svolazzante, a quadretti.

La studiosa quindi sì poese la domanda “Come mai nei dipinti non appaiono mai stoffe a quadri?”



Isabella Ducrot




Tuttavia ci sono alcune.. poche.. eccezioni.  

Eccone alcune.

Nel “Sant'Agostino nello studio” Botticelli dipinge una tovaglia a quadri.




 




In alcuni interni del Lorenzetti appaiono delle coperte a quadretti.








Tiziano fa indossare la sciarpa a quadri  nella sua “Cena in Emmaus” e così pure una stoffa a quadri tiene su i pantaloni del ceffo che sbeffeggia Cristo nella “Incoronazione di spine”.







Nel suo dipinto “Penelope e i proci” il Pinturicchio dipinge una coloratissima stoffa a quadri nella parte superiore dei pantaloni di uno dei Proci.







Come possiamo notare i quadretti appaiono sempre in stoffe che rappresentano persone o oggetti modesti o non importanti.

E' molto probabile che per il costo delle stoffe i fili usati dai telai per le cose di tutti i giorni fossero di vari colori per cui le stoffe di un unico colore erano destinate alla nobiltà, al clero ed e ai ceti elevati.

Questo aspetto colpì anche lo studioso dei colori Michael Pastoreau, che si interessò però delle stoffe maculate o di colori misti.







Egli  sottolineava che queste stoffe erano sempre destinate nei dipinti a buffoni, giocolieri, al diavolo ed alle persone considerate odiose.

Spiegava che le tecniche medievali e rinascimentali per la creazione delle stoffe monocromatiche erano più difficili e quindi per questo più costose.

Nel tempo però, a  partire dalla fine del '700, cambiò del tutto la moda, soprattutto quella degli uomini col trionfo delle stoffe scozzesi,  e contemporaneamente iniziarono a diffondersi dipinti in cui erano presenti stoffe a quadri.



William Mosman




Il dipinto che possiamo ritenere che rappresenti il punto di svolta e definitivo di rivincita della stoffa a quadri è quello di Matisse che dipinge sua figlia (vedi qui giù). 








Da quel momento in poi non c'è stata più alcuna sostanziale differenza tra i colori delle stoffe nei dipinti.

Tony Kospan


Per chi desidera approfondire:
Il libro: Isabella Ducrot – La stoffa a quadri




IL GRUPPO DI CHI AMA LA STORIA ED I RICORDI (NO POLITICA)










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