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ARTE E MODA AL TEMPO DELL’IMPRESSIONISMO – Dipinti ed abiti nella Francia del 2° ‘800 e le reciproche influenze.   Leave a comment

 
 
 
 
 
 
 
 
Il mondo della moda ed il mondo dell’arte
non sono né distanti né antagonisti.
 
 
In generale il rapporto tra arte e moda è biunivoco
nel senso che gli artisti ritraggono quel che vedono
ma nel contempo
diffondono per il mondo stili, tagli, costumi, colori etc…  
 
 
 
 
 
 
 

In questo post osserveremo in particolare come si è svolto
 questo rapporto tra gli impressionisti ed i modi di vestire
e nel contempo ci tufferemo in una bella raccolta di capolavori.
 
 
Lo faremo esaminando questi mitici dipinti con occhio
più attento agli abiti ed agli ambienti ritratti,  
e capiremo, forse meglio che con altri documenti,
i cambiamenti nella moda e nella vita francese
della seconda metà dell’800.
 
 
 
 

 
 
 
 
 ARTE E MODA
L’HAUTE COUTURE E GLI IMPRESSIONISTI
a cura di Tony Kospan
per il blog
IL MONDO DI ORSOSOGNANTE
 
 
 
 
Sappiamo già che l’arte,
oltre ad esser un mezzo di trasmissione
di emozioni, idee, storie, visioni, filosofie (in senso lato) etc., 
spesso svolge anche altre sorprendenti funzioni.
 
 
 
 
Tissot – I Marchesi Miramon con i figli – 1865
 
 
 
 
 
Degas – La toletta

 

 

In questa occasione dunque avremo la possibilità di esaminare con attenzione,
attraverso le pennellate degli impressionisti,
i vestiti delle persone ed i loro accessori, gli spazi esterni ed interni
della vita francese, mondana ma non solo, in quegli anni.

 
 
 
 
Manet – La cappellaia – 1866
 
 
 
 
Bazille – Riunione di famiglia – 1867

 


 

All’epoca non era certo ancora nata l’Haute Couture,
nel significato che oggi diamo a questa parola,
(o se preferite l’Alta Moda, ma parlando di Parigi mi pare più giusta la prima)
eppure i dipinti già mostrano in modo chiaro un avanzare prepotente,
certo più nell’alta società,
della ricercatezza nel vestire e di stili riconosciuti come distintivi
di un elegante modo di apparire e di vivere.

 
 
 
 
Manet – Il balcone – 1868/9
 
 
 
 
 

Giorno di pioggia a Parigi – Gustave Caillebotte – 1877
 
 
 
 

Nasceva, proprio in quel periodo, la moda,
così come l’intendiamo oggi,
benché negli ultimi decenni sembra si sia affermata
(
ma è proprio così?
un’assoluta libertà nel vestire.

 
 
 
 
Manet

 
 
 
 
Edgar Degas – Dalla modista
 
 
 
 
Tornando agli impressionisti essi ci testimoniano quindi,
 persino meglio delle prime immagini fotografiche
nelle quali la posa prevale su tutto oscurando la naturalezza, 
la reale evoluzione del modo di vestire maschile e femminile dal 1860 al 1890.
 
 
 
 

Manet – La ferrovia – 1872

 
 
 
 
Edouard Manet – Il bar alle Folies-Bergère
 
 
 
 

Certo in passato nell’osservare i dipinti quasi tutti ci siamo soffermiati
 su tanti aspetti artistici ed emozionali
tralasciando però di approfondire importanti particolari..
come appunto i vestiti, gli accessori, le scene di vita e gli ambienti rappresentati.

 
 
 
 
Jean Béraud – Une soirée – 1878
 
 
 
 

Albert Bartholomé – Nella serra – 1881

 

 
 
 
Penso però che ora, dopo questa riflessione,
 molti di noi li guarderanno con occhi diversi non trascurando
questi altri interessanti aspetti storici, sociologici e culturali.

 
 
 
 

 
 
 
 

Proprio sul rapporto tra moda ed arte (in particolare l’impressionismo)
ci sono state recenti mostre a Parigi, al Musée d’Orsay ed a Chicago
a cui hanno partecipato anche case di Alta Moda…
con modelli, documenti, disegni, incisioni, stampe e riviste dell’epoca.

 
 
 
Tony Kospan
 
 
 
 
Copyright Tony Kospan


 
 
 

IL NUOVO GRUPPO IN CUI VIVER L’ARTE
INSIEME


.
.
 




 

Quando la moda diventa arte. Alcuni dei 111 capi di abbigliamento che hanno segnato il XX e l’inizio del XXI sec.   Leave a comment








L’arte è moda? O la moda è arte?


Certo esse sono accomunate dalla creatività… e dal “design”.








Certo non tutta la moda è arte… ma talvolta essa supera i confini del semplice abbigliamento e diventa… oggetto di culto.


Questo rapporto è stato riconosciuto da alcuni musei e sono nate mostre in cui o sono state esposte famose opere d’arte in cui l’abbigliamento ha un ruolo importante, anche come documentazione storica, o al contrario sono stati esposti abiti che per le loro linee ed il loro fascino hanno conquistato il mondo.







Di questo secondo aspetto si è interessata la recente mostra del MoMA di New York “Items:Is fashion Modern?” che ha approfondito questo tema con una mostra in cui sono stati esposti 111 oggetti di abbigliamento mitici del XX e XXI secolo.


Essi sono stati scelti per aver contribuito a plasmare la cultura della moda superando i confini del tempo.









Questa recente mostra è stata interamente dedicata a loro per evidenziarne l’impatto sociale, culturale, estetico, tecnologico ed economico.

Solo un’altra volta, oltre 70 anni fa nel 1944, con la mostra “Are Clothes Modern?” curata dall’architetto e designer Bernard Rudofsky, il MoMA aveva dedicato le sue sale al rilievo “artistico” (in senso lato) della moda.

Ma ora passiamo dalla pura teoria ad esaminare ed a mostrare alcuni casi concreti presenti nella mostra.




LA GIACCA “PERFECTO” (CHIODO)







E’ il  giubbotto di pelle indossato da Marlon Brando nel film “Il selvaggio” in cui interpretava Johnny… il “bello e dannato”… che era a capo di un gruppo di motociclisti.

Marlon Brando grazie al film divenne un mito… ma lo divenne pure il giubbotto.








Il giubbotto il cui vero nome era “Perfecto” ed era stato creato nel 1928 dalla “Scott Nyc” divenne nel tempo, pur assumendo varie altre forme, la divisa di anticonformisti, scapigliati, e centauri prima di diventare col tempo così diffuso da esser perfino usato dalle signore a passeggio.




ALL STARS o CHUK TAYLOR







Sono le scarpe di tela e gomma prodotte dalla Converse col nome “Alla Stars” prodotte per la prima volta nel 1917 per entrare nel mercato delle scarpe per il basket.








Divennero molto popolari perché scelte dal famoso cestista statunitense Chuck Taylor come sue calzature preferite e da ciò presero il nome attuale di Chuk Taylor.




LEVI’S 501 (JEANS)








Sono i pantaloni da lavoro creati nel 1850 da Levi Strauss nella sua fabbrica di San Francisco utilizzando il denim.









Questi però pian piano sono divenuti i mitici jeans usati in tutto il mondo.





TUBINO NERO (PETIT ROBE NOIRE)








E’ l’abito femminile creato da Coco Chanel per esser comodo ed usabile in ogni occasione che fu definito “uniforme per ogni tipo di donna” da Vogue.









Poi però col tempo è diventato invece simbolo di eleganza.




LA MARINIERE







E’ la maglia a manica lunga in jersey di cotone con strisce orizzontali blu e bianche inizialmente usata nei quartieri portuali e dai marinai.

Da abbigliamento militare divenne oggetto di moda dopo la 1° guerra mondiale quando Coco Chanel  ebbe l’idea di utilizzarla (ovviamente abbellendola e migliorandola) per una sua linea di moda “marinara”.








Divenne poi una maglia “cult” perché amata ed usata da personaggi come James Dean, Brigitte Bardot, e soprattutto Picasso.


Tony Kospan


Copyright Tony Kopspan



IL GRUPPO DI CHI AMA VIVER L’ARTE

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ARTE E MODA – L’affascinante influenza reciproca al tempo dell’Impressionismo e capolavori in tema   2 comments

 
 
 
 
 
 
 
 
Il mondo della moda ed il mondo dell’arte
non sono né distanti né antagonisti.
 
 
In generale il rapporto tra arte e moda è biunivoco
nel senso che gli artisti ritraggono quel che vedono
ma nel contempo
diffondono per il mondo stili, tagli, costumi, colori etc…  
 
 
 
 
 
 
 

In questo post osserveremo in particolare come si è svolto
 questo rapporto tra gli impressionisti ed i modi di vestire
e nel contempo ci tufferemo in una bella raccolta di capolavori.
 
 
Lo faremo esaminando questi mitici dipinti con occhio
più attento agli abiti ed agli ambienti ritratti,  
e capiremo, forse meglio che con altri documenti,
i cambiamenti nella moda e nella vita francese
della seconda metà dell’800.
 
 
 
 

 
 
 
 
 ARTE E MODA
L’HAUTE COUTURE E GLI IMPRESSIONISTI
a cura di Tony Kospan
per il blog
IL MONDO DI ORSOSOGNANTE
 
 
 
 
Sappiamo già che l’arte,
oltre ad esser un mezzo di trasmissione
di emozioni, idee, storie, visioni, filosofie (in senso lato) etc., 
spesso svolge anche altre sorprendenti funzioni.
 
 
 
 
Tissot – I Marchesi Miramon con i figli – 1865
 
 
 
 
 
Degas – La toletta

 

 

In questa occasione dunque avremo la possibilità di esaminare con attenzione,
attraverso le pennellate degli impressionisti,
i vestiti delle persone ed i loro accessori, gli spazi esterni ed interni
della vita francese, mondana ma non solo, in quegli anni.

 
 
 
 
Manet – La cappellaia – 1866
 
 
 
 
Bazille – Riunione di famiglia – 1867

 


 

All’epoca non era certo ancora nata l’Haute Couture,
nel significato che oggi diamo a questa parola,
(o se preferite l’Alta Moda, ma parlando di Parigi mi pare più giusta la prima)
eppure i dipinti già mostrano in modo chiaro un avanzare prepotente,
certo più nell’alta società,
della ricercatezza nel vestire e di stili riconosciuti come distintivi
di un elegante modo di apparire e di vivere.

 
 
 
 
Manet – Il balcone – 1868/9
 
 
 
 
 

Giorno di pioggia a Parigi – Gustave Caillebotte – 1877
 
 
 
 

Nasceva, proprio in quel periodo, la moda,
così come l’intendiamo oggi,
benché negli ultimi decenni sembra si sia affermata
(
ma è proprio così?
un’assoluta libertà nel vestire.

 
 
 
 
Manet

 
 
 
 
Edgar Degas – Dalla modista
 
 
 
 
Tornando agli impressionisti essi ci testimoniano quindi,
 persino meglio delle prime immagini fotografiche
nelle quali la posa prevale su tutto oscurando la naturalezza, 
la reale evoluzione del modo di vestire maschile e femminile dal 1860 al 1890.
 
 
 
 

Manet – La ferrovia – 1872

 
 
 
 
Edouard Manet – Il bar alle Folies-Bergère
 
 
 
 

Certo in passato nell’osservare i dipinti quasi tutti ci siamo soffermiati
 su tanti aspetti artistici ed emozionali
tralasciando però di approfondire importanti particolari..
come appunto i vestiti, gli accessori, le scene di vita e gli ambienti rappresentati.

 
 
 
 
Jean Béraud – Une soirée – 1878
 
 
 
 

Albert Bartholomé – Nella serra – 1881

 

 
 
 
Penso però che ora, dopo questa riflessione,
 molti di noi li guarderanno con occhi diversi non trascurando
questi altri interessanti aspetti storici, sociologici e culturali.

 
 
 
 

 
 
 
 

Proprio sul rapporto tra moda ed arte (in particolare l’impressionismo)
ci sono state recenti mostre a Parigi, al Musée d’Orsay ed a Chicago
a cui hanno partecipato anche case di Alta Moda…
con modelli, documenti, disegni, incisioni, stampe e riviste dell’epoca.

 
 
 
Tony Kospan
 
 
 
 
Copyright Tony Kospan


 
 
 

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Quando la moda diventa… arte. Ecco alcuni dei 111 capi di abbigliamento che hanno segnato il XX e l’inizio del XXI sec.   Leave a comment








L'arte è moda? O la moda è arte?


Certo esse sono accomunate dalla creatività… e dal “design”.








Certo non tutta la moda è arte… ma talvolta essa supera i confini del semplice abbigliamento e diventa… oggetto di culto.


Questo rapporto è stato riconosciuto da alcuni musei e sono nate mostre in cui o sono state esposte famose opere d'arte in cui l'abbigliamento ha un ruolo importante, anche come documentazione storica, o al contrario sono stati esposti abiti che per le loro linee ed il loro fascino hanno conquistato il mondo.







Di questo secondo aspetto si è interessata la recente mostra del MoMA di New York “Items:Is fashion Modern?” che ha approfondito questo tema con una mostra in cui sono stati esposti 111 oggetti di abbigliamento mitici del XX e XXI secolo.


Essi sono stati scelti per aver contribuito a plasmare la cultura della moda superando i confini del tempo.









Questa recente mostra è stata interamente dedicata a loro per evidenziarne l'impatto sociale, culturale, estetico, tecnologico ed economico.

Solo un'altra volta, oltre 70 anni fa nel 1944, con la mostra “Are Clothes Modern?” curata dall'architetto e designer Bernard Rudofsky, il MoMA aveva dedicato le sue sale al rilievo “artistico” (in senso lato) della moda.

Ma ora passiamo dalla pura teoria ad esaminare ed a mostrare alcuni casi concreti presenti nella mostra.




LA GIACCA “PERFECTO” (CHIODO)







E' il  giubbotto di pelle indossato da Marlon Brando nel film “Il selvaggio” in cui interpretava Johnny… il “bello e dannato”… che era a capo di un gruppo di motociclisti.

Marlon Brando grazie al film divenne un mito… ma lo divenne pure il giubbotto.








Il giubbotto il cui vero nome era “Perfecto” ed era stato creato nel 1928 dalla “Scott Nyc” divenne nel tempo, pur assumendo varie altre forme, la divisa di anticonformisti, scapigliati, e centauri prima di diventare col tempo così diffuso da esser perfino usato dalle signore a passeggio.




ALL STARS o CHUK TAYLOR







Sono le scarpe di tela e gomma prodotte dalla Converse col nome “Alla Stars” prodotte per la prima volta nel 1917 per entrare nel mercato delle scarpe per il basket.








Divennero molto popolari perché scelte dal famoso cestista statunitense Chuck Taylor come sue calzature preferite e da ciò presero il nome attuale di Chuk Taylor.




LEVI'S 501 (JEANS)








Sono i pantaloni da lavoro creati nel 1850 da Levi Strauss nella sua fabbrica di San Francisco utilizzando il denim.









Questi però pian piano sono divenuti i mitici jeans usati in tutto il mondo.





TUBINO NERO (PETIT ROBE NOIRE)








E' l'abito femminile creato da Coco Chanel per esser comodo ed usabile in ogni occasione che fu definito “uniforme per ogni tipo di donna” da Vogue.









Poi però col tempo è diventato invece simbolo di eleganza.




LA MARINIERE







E' la maglia a manica lunga in jersey di cotone con strisce orizzontali blu e bianche inizialmente usata nei quartieri portuali e dai marinai.

Da abbigliamento militare divenne oggetto di moda dopo la 1° guerra mondiale quando Coco Chanel  ebbe l'idea di utilizzarla (ovviamente abbellendola e migliorandola) per una sua linea di moda “marinara”.








Divenne poi una maglia “cult” perché amata ed usata da personaggi come James Dean, Brigitte Bardot, e soprattutto Picasso.


Tony Kospan


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ARTE E MODA – L’influenza reciproca tra questi 2 mondi al tempo dell’Impressionismo   Leave a comment

 
 
 
 
 
 
 
 
Il mondo della moda ed il mondo dell’arte
non sono né distanti né antagonisti.
 
 
In generale il rapporto tra arte e moda è biunivoco
nel senso che gli artisti ritraggono quel che vedono
ma nel contempo
diffondono per il mondo stili, tagli, costumi, colori etc…  
 
 
 
 
 
 
 

In questo post osserveremo in particolare come si è svolto
 questo rapporto tra gli impressionisti ed i modi di vestire
e nel contempo ci tufferemo in una bella raccolta di capolavori.
 
 
Lo faremo esaminando questi mitici dipinti con occhio
più attento agli abiti ed agli ambienti ritratti,  
e capiremo, forse meglio che con altri documenti,
i cambiamenti nella moda e nella vita francese
della seconda metà dell’800.
 
 
 
 

 
 
 
 
 ARTE E MODA
L’HAUTE COUTURE E GLI IMPRESSIONISTI
a cura di Tony Kospan
per il blog
IL MONDO DI ORSOSOGNANTE
 
 
 
 
Sappiamo già che l’arte,
oltre ad esser un mezzo di trasmissione
di emozioni, idee, storie, visioni, filosofie (in senso lato) etc., 
spesso svolge anche altre sorprendenti funzioni.
 
 
 
 
Tissot – I Marchesi Miramon con i figli – 1865
 
 
 
 
 
Degas – La toletta

 

 

In questa occasione dunque avremo la possibilità di esaminare con attenzione,
attraverso le pennellate degli impressionisti,
i vestiti delle persone ed i loro accessori, gli spazi esterni ed interni
della vita francese, mondana ma non solo, in quegli anni.

 
 
 
 
Manet – La cappellaia – 1866
 
 
 
 
Bazille – Riunione di famiglia – 1867

 


 

All’epoca non era certo ancora nata l’Haute Couture,
nel significato che oggi diamo a questa parola,
(o se preferite l’Alta Moda, ma parlando di Parigi mi pare più giusta la prima)
eppure i dipinti già mostrano in modo chiaro un avanzare prepotente,
certo più nell’alta società,
della ricercatezza nel vestire e di stili riconosciuti come distintivi
di un elegante modo di apparire e di vivere.

 
 
 
 
Manet – Il balcone – 1868/9
 
 
 
 
 

Giorno di pioggia a Parigi – Gustave Caillebotte – 1877
 
 
 
 

Nasceva, proprio in quel periodo, la moda,
così come l’intendiamo oggi,
benché negli ultimi decenni sembra si sia affermata
(
ma è proprio così?
un’assoluta libertà nel vestire.

 
 
 
 
Manet

 
 
 
 
Edgar Degas – Dalla modista
 
 
 
 
Tornando agli impressionisti essi ci testimoniano quindi,
 persino meglio delle prime immagini fotografiche
nelle quali la posa prevale su tutto oscurando la naturalezza, 
la reale evoluzione del modo di vestire maschile e femminile dal 1860 al 1890.
 
 
 
 

Manet – La ferrovia – 1872

 
 
 
 
Edouard Manet – Il bar alle Folies-Bergère
 
 
 
 

Certo in passato nell’osservare i dipinti quasi tutti ci siamo soffermiati
 su tanti aspetti artistici ed emozionali
tralasciando però di approfondire importanti particolari..
come appunto i vestiti, gli accessori, le scene di vita e gli ambienti rappresentati.

 
 
 
 
Jean Béraud – Une soirée – 1878
 
 
 
 

Albert Bartholomé – Nella serra – 1881

 

 
 
 
Penso però che ora, dopo questa riflessione,
 molti di noi li guarderanno con occhi diversi non trascurando
questi altri interessanti aspetti storici, sociologici e culturali.

 
 
 
 

 
 
 
 

Proprio sul rapporto tra moda ed arte (in particolare l’impressionismo)
ci sono state recenti mostre a Parigi, al Musée d’Orsay ed a Chicago
a cui hanno partecipato anche case di Alta Moda…
con modelli, documenti, disegni, incisioni, stampe e riviste dell’epoca.

 
 
 
Tony Kospan
 
 
 
 
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Quando la moda è… arte! Ecco alcuni dei 111 oggetti di abbigliamento che hanno segnato il XX e l’inizio del XXI sec.   1 comment








L’arte è moda? O la moda è arte?


Certo esse sono accomunate dalla creatività… e dal “design”.








Certo non tutta la moda è arte… ma talvolta essa supera i confini del semplice abbigliamento e diventa… oggetto di culto.


Questo rapporto è stato riconosciuto da alcuni musei e sono nate mostre in cui o sono state esposte famose opere d’arte in cui l’abbigliamento ha un ruolo importante, anche come documentazione storica, o al contrario sono stati esposti abiti che per le loro linee ed il loro fascino hanno conquistato il mondo.







Di questo secondo aspetto si è interessata la recente mostra del MoMA di New York “Items:Is fashion Modern?” che ha approfondito questo tema con una mostra in cui sono stati esposti 111 oggetti di abbigliamento mitici del XX e XXI secolo.


Essi sono stati scelti per aver contribuito a plasmare la cultura della moda superando i confini del tempo.









Questa recente mostra è stata interamente dedicata a loro per evidenziarne l’impatto sociale, culturale, estetico, tecnologico ed economico.

Solo un’altra volta, oltre 70 anni fa nel 1944, con la mostra “Are Clothes Modern?” curata dall’architetto e designer Bernard Rudofsky, il MoMA aveva dedicato le sue sale al rilievo “artistico” (in senso lato) della moda.

Ma ora passiamo dalla pura teoria ad esaminare ed a mostrare alcuni casi concreti presenti nella mostra.




LA GIACCA “PERFECTO” (CHIODO)







E’ il  giubbotto di pelle indossato da Marlon Brando nel film “Il selvaggio” in cui interpretava Johnny… il “bello e dannato”… che era a capo di un gruppo di motociclisti.

Marlon Brando grazie al film divenne un mito… ma lo divenne pure il giubbotto.








Il giubbotto il cui vero nome era “Perfecto” ed era stato creato nel 1928 dalla “Scott Nyc” divenne nel tempo, pur assumendo varie altre forme, la divisa di anticonformisti, scapigliati, e centauri prima di diventare col tempo così diffuso da esser perfino usato dalle signore a passeggio.




ALL STARS o CHUK TAYLOR







Sono le scarpe di tela e gomma prodotte dalla Converse col nome “Alla Stars” prodotte per la prima volta nel 1917 per entrare nel mercato delle scarpe per il basket.








Divennero molto popolari perché scelte dal famoso cestista statunitense Chuck Taylor come sue calzature preferite e da ciò presero il nome attuale di Chuk Taylor.




LEVI’S 501 (JEANS)








Sono i pantaloni da lavoro creati nel 1850 da Levi Strauss nella sua fabbrica di San Francisco utilizzando il denim.









Questi però pian piano sono divenuti i mitici jeans usati in tutto il mondo.





TUBINO NERO (PETIT ROBE NOIRE)








E’ l’abito femminile creato da Coco Chanel per esser comodo ed usabile in ogni occasione che fu definito “uniforme per ogni tipo di donna” da Vogue.









Poi però col tempo è diventato invece simbolo di eleganza.




LA MARINIERE







E’ la maglia a manica lunga in jersey di cotone con strisce orizzontali blu e bianche inizialmente usata nei quartieri portuali e dai marinai.

Da abbigliamento militare divenne oggetto di moda dopo la 1° guerra mondiale quando Coco Chanel  ebbe l’idea di utilizzarla (ovviamente abbellendola e migliorandola) per una sua linea di moda “marinara”.








Divenne poi una maglia “cult” perché amata ed usata da personaggi come James Dean, Brigitte Bardot, e soprattutto Picasso.


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ARTE E MODA – Le reciproche influenze tra questi 2 mondi al tempo degli Impressionisti   1 comment

 
 
 
 
 
 
 
 
Il mondo della moda ed il mondo dell'arte
non sono né distanti né antagonisti.
 
 
In generale il rapporto tra arte e moda è biunivoco
nel senso che gli artisti ritraggono quel che vedono
ma nel contempo
diffondono per il mondo stili, tagli, costumi, colori etc…  
 
 
 
 
 
 
 

In questo post osserveremo in particolare come si è svolto
 questo rapporto tra gli impressionisti ed i modi di vestire
e nel contempo ci tufferemo in una bella raccolta di capolavori.
 
 
Lo faremo esaminando questi mitici dipinti con occhio
più attento agli abiti ed agli ambienti ritratti,  
e capiremo, forse meglio che con altri documenti,
i cambiamenti nella moda e nella vita francese
della seconda metà dell'800.
 
 
 
 

 
 
 
 
 ARTE E MODA
L'HAUTE COUTURE E GLI IMPRESSIONISTI
a cura di Tony Kospan
per il blog
IL MONDO DI ORSOSOGNANTE
 
 
 
 
Sappiamo già che l'arte,
oltre ad esser un mezzo di trasmissione
di emozioni, idee, storie, visioni, filosofie (in senso lato) etc.,
spesso svolge anche altre sorprendenti funzioni…
 
 
 
 
Tissot – I Marchesi Miramon con i figli – 1865
 
 
 
 
 
Degas – La toletta

 

 

In questa occasione dunque avremo la possibilità di esaminare con attenzione,
attraverso le pennellate degli impressionisti,
i vestiti delle persone ed i loro accessori, gli spazi esterni ed interni
della vita francese, mondana ma non solo, in quegli anni.

 
 
 
 
Manet – La cappellaia – 1866
 
 
 
 
Bazille – Riunione di famiglia – 1867

 


 

All'epoca non era certo ancora nata l'Haute Couture,
nel significato che oggi diamo a questa parola,
(o se preferite l'Alta Moda, ma parlando di Parigi mi pare più giusta la prima)
eppure i dipinti già mostrano in modo chiaro un avanzare prepotente,
certo più nell'alta società,
della ricercatezza nel vestire e di stili riconosciuti come distintivi
di un elegante modo di apparire e di vivere.

 
 
 
 
Manet – Il balcone – 1868/9
 
 
 
 
 

Giorno di pioggia a Parigi – Gustave Caillebotte – 1877
 
 
 
 

Nasceva, proprio in quel periodo, la moda
così come l'intendiamo oggi…
benché negli ultimi decenni sembra si sia affermata
(
ma è proprio così?) un'assoluta libertà nel vestire…

 
 
 
 
Manet

 
 
 
 
Edgar Degas – Davanti allo specchio – 1889
 
 
 
 
Tornando agli impressionisti essi ci testimoniano quindi,
 persino meglio delle prime immagini fotografiche
nelle quali la posa prevale su tutto oscurando la naturalezza,
la reale evoluzione del modo di vestire maschile e femminile dal 1860 al 1890.
 
 
 
 

Manet – La ferrovia – 1872

 
 
 
 
Edouard Manet – Il bar alle Folies-Bergère
 
 
 
 

Certo in passato nell'osservare i dipinti quasi tutti ci siamo soffermiati
 su tanti aspetti artistici ed emozionali
tralasciando però di approfondire importanti particolari..
come appunto i vestiti, gli accessori, le scene di vita e gli ambienti rappresentati.

 
 
 
 
Jean Béraud – Une soirée – 1878
 
 
 
 

Albert Bartholomé – Nella serra – 1881

 
 
 
 
Penso però che ora, dopo questa riflessione,
 molti di noi li guarderanno con occhi diversi non trascurando
questi altri interessanti aspetti storici, sociologici e culturali.

 
 
 
 

 
 
 
 

Proprio sul rapporto tra moda ed arte (in particolare l'impressionismo)
ci sono state recenti mostre a Parigi, al Musée d'Orsay ed a Chicago
a cui hanno partecipato anche case di Alta Moda…
con modelli, documenti, disegni, incisioni, stampe e riviste dell'epoca.

 
 
 
Tony Kospan
 
 
 
 
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Quando la moda è… arte! Una mostra al MoMA celebra 111 oggetti di abbigliamento mitici del XX e XXI sec.   Leave a comment










L'arte è moda? O la moda è arte?


Certo esse sono accomunate dalla creatività… e dal “design”.








Certo non tutta la moda è arte… ma talvolta essa supera i confini del semplice abbigliamento e diventa… oggetto di culto.


Questo rapporto è stato riconosciuto da alcuni musei e sono nate mostre in cui o sono state esposte famose opere d'arte in cui l'abbigliamento ha un ruolo importante, anche come documentazione storica, o al contrario sono stati esposti abiti che per le loro linee ed il loro fascino hanno conquistato il mondo.







Di questo secondo aspetto si è interessata la recente mostra del MoMA di New York “Items:Is fashion Modern?” che ha approfondito questo tema con una mostra in cui sono stati esposti 111 oggetti di abbigliamento mitici del XX e XXI secolo.


Essi sono stati scelti per aver contribuito a plasmare la cultura della moda superando i confini del tempo.









Questa recente mostra è stata interamente dedicata a loro per evidenziarne l'impatto sociale, culturale, estetico, tecnologico ed economico.

Solo un'altra volta, oltre 70 anni fa nel 1944, con la mostra “Are Clothes Modern?” curata dall'architetto e designer Bernard Rudofsky, il MoMA aveva dedicato le sue sale al rilievo “artistico” (in senso lato) della moda.

Ma ora passiamo dalla pura teoria ad esaminare ed a mostrare alcuni casi concreti presenti nella mostra.




LA GIACCA “PERFECTO” (CHIODO)







E' il  giubbotto di pelle indossato da Marlon Brando nel film “Il selvaggio” in cui interpretava Johnny… il “bello e dannato”… che era a capo di un gruppo di motociclisti.

Marlon Brando grazie al film divenne un mito… ma lo divenne pure il giubbotto.








Il giubbotto il cui vero nome era “Perfecto” ed era stato creato nel 1928 dalla “Scott Nyc” divenne nel tempo, pur assumendo varie altre forme, la divisa di anticonformisti, scapigliati, e centauri prima di diventare col tempo così diffuso da esser perfino usato dalle signore a passeggio.




ALL STARS o CHUK TAYLOR







Sono le scarpe di tela e gomma prodotte dalla Converse col nome “Alla Stars” prodotte per la prima volta nel 1917 per entrare nel mercato delle scarpe per il basket.








Divennero molto popolari perché scelte dal famoso cestista statunitense Chuck Taylor come sue calzature preferite e da ciò presero il nome attuale di Chuk Taylor.




LEVI'S 501 (JEANS)








Sono i pantaloni da lavoro creati nel 1850 da Levi Strauss nella sua fabbrica di San Francisco utilizzando il denim.









Questi però pian piano sono divenuti i mitici jeans usati in tutto il mondo.





TUBINO NERO (PETIT ROBE NOIRE)








E' l'abito femminile creato da Coco Chanel per esser comodo ed usabile in ogni occasione che fu definito “uniforme per ogni tipo di donna” da Vogue.









Poi però col tempo è diventato invece simbolo di eleganza.




LA MARINIERE







E' la maglia a manica lunga in jersey di cotone con strisce orizzontali blu e bianche inizialmente usata nei quartieri portuali e dai marinai.

Da abbigliamento militare divenne oggetto di moda dopo la 1° guerra mondiale quando Coco Chanel  ebbe l'idea di utilizzarla (ovviamente abbellendola e migliorandola) per una sua linea di moda “marinara”.








Divenne poi una maglia “cult” perché amata ed usata da personaggi come James Dean, Brigitte Bardot, e soprattutto Picasso.


Tony Kospan


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ARTE E MODA – Il naturale e bel rapporto tra questi 2 mondi al tempo degli Impressionisti   Leave a comment

 
 
 
 
 
 
 
 
Il mondo della moda ed il mondo dell’arte
non sono né distanti né antagonisti.
 
 
In generale il rapporto tra arte e moda è biunivoco
nel senso che gli artisti ritraggono quel che vedono
ma nel contempo
diffondono per il mondo stili, tagli, costumi, colori etc…  
 
 
 
 
 
 
 

In questo post osserveremo in particolare come si è svolto
 questo rapporto tra gli impressionisti ed i modi di vestire
e nel contempo ci tufferemo in una bella raccolta di capolavori.
 
 
Lo faremo esaminando questi mitici dipinti con occhio
più attento agli abiti ed agli ambienti ritratti,  
e capiremo, forse meglio che con altri documenti,
i cambiamenti nella moda e nella vita francese
della seconda metà dell’800.
 
 
 
 

 
 
 
 
 ARTE E MODA
L’HAUTE COUTURE E GLI IMPRESSIONISTI
a cura di Tony Kospan
per il blog
IL MONDO DI ORSOSOGNANTE
 
 
 
 
Sappiamo già che l’arte,
oltre ad esser un mezzo di trasmissione
di emozioni, idee, storie, visioni, filosofie (in senso lato) etc., 
spesso svolge anche altre sorprendenti funzioni.
 
 
 
 
Tissot – I Marchesi Miramon con i figli – 1865
 
 
 
 
 
Degas – La toletta

 

 

In questa occasione dunque avremo la possibilità di esaminare con attenzione,
attraverso le pennellate degli impressionisti,
i vestiti delle persone ed i loro accessori, gli spazi esterni ed interni
della vita francese, mondana ma non solo, in quegli anni.

 
 
 
 
Manet – La cappellaia – 1866
 
 
 
 
Bazille – Riunione di famiglia – 1867

 


 

All’epoca non era certo ancora nata l’Haute Couture,
nel significato che oggi diamo a questa parola,
(o se preferite l’Alta Moda, ma parlando di Parigi mi pare più giusta la prima)
eppure i dipinti già mostrano in modo chiaro un avanzare prepotente,
certo più nell’alta società,
della ricercatezza nel vestire e di stili riconosciuti come distintivi
di un elegante modo di apparire e di vivere.

 
 
 
 
Manet – Il balcone – 1868/9
 
 
 
 
 

Giorno di pioggia a Parigi – Gustave Caillebotte – 1877
 
 
 
 

Nasceva, proprio in quel periodo, la moda,
così come l’intendiamo oggi,
benché negli ultimi decenni sembra si sia affermata
(
ma è proprio così?
un’assoluta libertà nel vestire.

 
 
 
 
Manet

 
 
 
 
Edgar Degas – Dalla modista
 
 
 
 
Tornando agli impressionisti essi ci testimoniano quindi,
 persino meglio delle prime immagini fotografiche
nelle quali la posa prevale su tutto oscurando la naturalezza, 
la reale evoluzione del modo di vestire maschile e femminile dal 1860 al 1890.
 
 
 
 

Manet – La ferrovia – 1872

 
 
 
 
Edouard Manet – Il bar alle Folies-Bergère
 
 
 
 

Certo in passato nell’osservare i dipinti quasi tutti ci siamo soffermiati
 su tanti aspetti artistici ed emozionali
tralasciando però di approfondire importanti particolari..
come appunto i vestiti, gli accessori, le scene di vita e gli ambienti rappresentati.

 
 
 
 
Jean Béraud – Une soirée – 1878
 
 
 
 

Albert Bartholomé – Nella serra – 1881

 

 
 
 
Penso però che ora, dopo questa riflessione,
 molti di noi li guarderanno con occhi diversi non trascurando
questi altri interessanti aspetti storici, sociologici e culturali.

 
 
 
 

 
 
 
 

Proprio sul rapporto tra moda ed arte (in particolare l’impressionismo)
ci sono state recenti mostre a Parigi, al Musée d’Orsay ed a Chicago
a cui hanno partecipato anche case di Alta Moda…
con modelli, documenti, disegni, incisioni, stampe e riviste dell’epoca.

 
 
 
Tony Kospan
 
 
 
 
Copyright Tony Kospan


 
 
 

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L’interessantissimo rapporto tra arte e moda in particolare al tempo degli Impressionisti   2 comments

 
 
 
 
 
 
 
 
Il mondo della moda ed il mondo dell’arte
non sono né distanti né antagonisti.
 
 
In generale il rapporto tra arte e moda è biunivoco
nel senso che gli artisti ritraggono quel che vedono
ma nel contempo
diffondono per il mondo stili, tagli, costumi, colori etc…  
 
 
 
 
 
 
 

In questo post osserveremo in particolare come si è svolto
 questo rapporto tra gli impressionisti ed i modi di vestire
e nel contempo ci tufferemo in una bella raccolta di capolavori.
 
 
Lo faremo esaminando questi mitici dipinti con occhio
più attento agli abiti ed agli ambienti ritratti,  
e capiremo, forse meglio che con altri documenti,
i cambiamenti nella moda e nella vita francese
della seconda metà dell’800.
 
 
 
 

 
 
 
 
 ARTE E MODA
L’HAUTE COUTURE E GLI IMPRESSIONISTI
a cura di Tony Kospan
per il blog
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Sappiamo già che l’arte,
oltre ad esser un mezzo di trasmissione
di emozioni, idee, storie, visioni, filosofie (in senso lato) etc., 
spesso svolge anche altre sorprendenti funzioni.
 
 
 
 
Tissot – I Marchesi Miramon con i figli – 1865
 
 
 
 
 
Degas – La toletta

 

 

In questa occasione dunque avremo la possibilità di esaminare con attenzione,
attraverso le pennellate degli impressionisti,
i vestiti delle persone ed i loro accessori, gli spazi esterni ed interni
della vita francese, mondana ma non solo, in quegli anni.

 
 
 
 
Manet – La cappellaia – 1866
 
 
 
 
Bazille – Riunione di famiglia – 1867

 


 

All’epoca non era certo ancora nata l’Haute Couture,
nel significato che oggi diamo a questa parola,
(o se preferite l’Alta Moda, ma parlando di Parigi mi pare più giusta la prima)
eppure i dipinti già mostrano in modo chiaro un avanzare prepotente,
certo più nell’alta società,
della ricercatezza nel vestire e di stili riconosciuti come distintivi
di un elegante modo di apparire e di vivere.

 
 
 
 
Manet – Il balcone – 1868/9
 
 
 
 
 

Giorno di pioggia a Parigi – Gustave Caillebotte – 1877
 
 
 
 

Nasceva, proprio in quel periodo, la moda,
così come l’intendiamo oggi,
benché negli ultimi decenni sembra si sia affermata
(
ma è proprio così?
un’assoluta libertà nel vestire.

 
 
 
 
Manet

 
 
 
 
Edgar Degas – Dalla modista
 
 
 
 
Tornando agli impressionisti essi ci testimoniano quindi,
 persino meglio delle prime immagini fotografiche
nelle quali la posa prevale su tutto oscurando la naturalezza, 
la reale evoluzione del modo di vestire maschile e femminile dal 1860 al 1890.
 
 
 
 

Manet – La ferrovia – 1872

 
 
 
 
Edouard Manet – Il bar alle Folies-Bergère
 
 
 
 

Certo in passato nell’osservare i dipinti quasi tutti ci siamo soffermiati
 su tanti aspetti artistici ed emozionali
tralasciando però di approfondire importanti particolari..
come appunto i vestiti, gli accessori, le scene di vita e gli ambienti rappresentati.

 
 
 
 
Jean Béraud – Une soirée – 1878
 
 
 
 

Albert Bartholomé – Nella serra – 1881

 

 
 
 
Penso però che ora, dopo questa riflessione,
 molti di noi li guarderanno con occhi diversi non trascurando
questi altri interessanti aspetti storici, sociologici e culturali.

 
 
 
 

 
 
 
 

Proprio sul rapporto tra moda ed arte (in particolare l’impressionismo)
ci sono state recenti mostre a Parigi, al Musée d’Orsay ed a Chicago
a cui hanno partecipato anche case di Alta Moda…
con modelli, documenti, disegni, incisioni, stampe e riviste dell’epoca.

 
 
 
Tony Kospan
 
 
 
 
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