Archivio per l'etichetta ‘arte del ‘600

Salvator Rosa.. geniale e tenebroso pittore “preromantico” – Biografia ed opere   1 comment

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Autoritratto
 
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.

 
 
Salvator Rosa è stato un pittore, incisore
ma anche poeta del ‘600

Fin da giovanissimo fu chiaro il suo talento.

Dopo la morte del padre lasciò Napoli e si recò a Roma dove
approfondì le sue esperienze artistiche
alla “Scuola dei Bamboccianti“,
gruppo di artisti che tendevano al rinnovamento del barocco.



Salvator Rosa – Marina del Faro




Ma dopo un po’ lasciò il gruppo
per seguir le orme degli eredi caravaggeschi.

Operò principalmente a Roma, Napoli e Firenze
dove frequentò l’Accademia dei Percossi
che riuniva esponenti di arti varie 
(poesia e cultura in genere oltre alla pittura).



Napoli 21.7.1615 – Roma 15.3.1673




La sua vita fu molto movimentata
anche per un carattere non propriamente facile.

Si specializzò soprattutto nella pittura delle battaglie equestri
per cui fu definito anche il Salvator delle battaglie“.




Allegoria della menzogna



E non solo i pittori eran poeti,
ma filosofi grandi, e fûr demonii
nel cercar di natura i gran segreti
Salvator Rosa


E’ considerato, sia per diversi aspetti artistici
che per il carattere ombroso e lo spirito ribelle,
un precursore del romanticismo
benché egli si muova comunque nell’ambito del barocco.



Salvator Rosa – Autoritratto.

.
.
Vediamo ora altri suoi dipinti in cui possiamo ammirar
la sua predilezione per temi alquanto inconsueti
e però anche rivelatori del suo carattere tenebroso
attraverso i colori scuri ed intensi delle sue opere.
 
 
 
 
 
Veduta del golfo di Salerno



Frine e Xenocrate




Streghe ed incantesimi

.
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La musica




Baia con rovine




F I N E

 .

Tony Kospan




IL GRUPPO DI CHI AMA VIVER L’ARTE… 

INSIEME
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Salvator Rosa – La poesia



Velazquez.. grande pittore spagnolo del ‘600 – Biografia.. dipinti ed il suo capolavoro “Las meninas”   Leave a comment




Las meninas




DIEGO VELAZQUEZ
IL PIU’ GRANDE PITTORE SPAGNOLO DEL ‘600


BREVE BIOGRAFIA




Nato in una buona famiglia ebbe un’ottima istruzione

ma ben presto mostrò passione per la pittura

per cui già da ragazzo iniziò a frequentare la “bottega”

del  pittore Francisco de Herrera che gli insegnò le tecniche di base.


A 12 anni passò alla scuola di un altro pittore, Francisco Pacheco,

artista ed insegnante di Siviglia la cui pittura era di un semplice realismo,

ma che fu capace di fargli conoscere l’uso delle proporzioni e delle prospettive

e gli consentì di frequentare gli ambienti artistici della città.




Diego Velazquez
(Siviglia 6.6.1599 – Madrid 6.8.1660)


.


Ben presto divenne noto per le sue notevoli capacità tecniche

per cui poco più che ventenne (1622-1623) il Conte Duca di Olivares,

suo ammiratore, gli diede l’incarico di pittore di camera.




La Regina Isabella (Part.)



Divenuto ben presto Pittore di Corte

nel 1629 fece un viaggio in Italia (finanziato dal Re di Spagna)

percorrendola dal nord al sud fino a Napoli

per approfondire la conoscenza e lo studio dell’arte italiana.

.

.


Festa di Bacco



Tornò poi una seconda volta in Italia nel 1649 e vi restò fino al 1651
incontrando tra l’altro a Napoli il suo amico e collega Ribera.

La critica d’arte, nell’analisi delle sue opere,
divide (anche se a grandi linee
la sua produzione pittorica in 3 periodi… 

I – Prima del primo viaggio in Italia…
II – Dopo il primo viaggio in Italia e
III – Dopo il secondo viaggio

.


Contadini a tavola




Rientrato in Spagna dopo poco tempo fu nominato dal Re

Gran Maresciallo di Palazzo


cosa che, seppur lo distolse un po’ dalla pittura,

non gli fece perdere certo né la sua passione né la sua bravura

ed anzi creò proprio in questo periodo

molte delle sue opere più belle.




Cristo nella casa di Marta e Maria



Il prestigioso incarico e la sua notorietà gli fece però subire gli effetti negativi

del rigidissimo formalismo e del severo puritanesimo della Corte spagnola

fino al punto che neppure l’appoggio del Re poté aiutarlo in certi frangenti.

.



Le tessitrici




Tra l’altro fu sottoposto a ben 3 anni di indagini per accertare

la purezza del suo sangue e se aveva fatto commercio di dipinti (!)

per ottenere la conferma dell’onorificenza della Croce Rossa dell’Ordine di Santiago.





Venere e Cupido





Riuscì nel corso della sua vita artistica

a dipingere (ed a fatica) un solo ritratto di nudo

Venere e Cupido (1644-1648)

e questo gli riuscì solo perché era sotto l’ala protettrice del re.


Morì nel 1660




Autoritratto



BREVE ANALISI DELLA SUA ARTE




Possiamo ritenere, a grandi linee, che il successo delle sue opere
sia stato dovuto ad una certa (anche se vaga) vicinanza allo stile del Caravaggio
ma soprattutto alla sua appassionata ricerca estetica
con un continuo tentativo di armonizzare linee e colori
nonché alla sua capacità di render con precisione distanze e prospettive.




L’infante Baltazar Carlos ed il suo pony




Infatti il Velazquez risente sì della lezione caravaggesca,
ma poi miscela il suo realismo con l’armonia delle parti cromatiche.

Benché poi sia stato anche ammiratore dei grandi pittori veneziani
il suo stile, avvolto in una calda atmosfera barocca,
appare a tutti sempre e comunque indipendente e originale.
.



IL SUO CAPOLAVORO – LAS MENINAS




LAS MENINAS
 
 
 
 
Il suo massimo capolavoro è “Las Meninas”, del 1656.

Il titolo dell’opera nasce dalla parola portoghese «menina»,
e vuol quindi significare «damigelle d’onore».

In verità il dipinto, che apparentemente doveva privilegiare
la figlia maggiore della regina,
ritrae invece tutta la famiglia del re di Spagna, e cioè
Filippo IV e sua moglie Marianna d’Austria (nello specchio)
dame e personaggi di corte, 2 nani con un cane ai loro piedi
e… lo stesso Velazquez mentre dipinge.



 




L’originalità e la genialità del quadro è nel totale ribaltamento
di ciò che vediamo in un normale dipinto.

Cioè qui l’immagine della scena è vista non con con l’occhio del pittore
bensì con quello di chi è dipinto e cioè dei sovrani in posa (nello specchio).





 
 
 
 
 
 
 
VELAZQUEZ E GLI ARTISTI DEL ‘900




Papa Innocenzo X (dipinto poi rivisitato da Bacon) 
 
 



 Picasso, Dalì e Francis Bacon sono tra i principali artisti del ‘900
che l’hanno molto apprezzato e che hanno rivisitato o si sono ispirati
a diverse sue note opere
 
 
 
 
F I N E 

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IL GRUPPO DEGLI ARTISTI E DI CHI AMA L’ARTE
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La cucitrice – National Gallery of Art – Washington D.C.





Rubens – Breve ricordo.. alcuni capolavori.. il tema dei Satiri e la poesia della Szymborska sulle sue donne   Leave a comment




Rubens – I 4 Continenti




Breve ricordo del grandissimo Pittore fiammingo del ‘600

soprattutto con un accenno alla sua duplice personalità,

religiosissima in privato ed erotica nell’arte,

e poi ad uno dei temi da lui amati, i Satiri.


Infine una poesia della poetessa Premio Nobel, Wislawa Szymborska,

dedicata alle mitiche e formose donne dei suoi dipinti.


 .

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Rubens – Il giardino dell’amore

 

 

RUBENS
I SATIRI… E LA PITTURA SENSUALE
a cura di Tony Kospan
 
 
 
 
 
 
Sir Pieter Paul Rubens
(Siegen 28 giugno 1577 – Anversa 30 maggio 1640)

 
 
 
Rubens è certamente tra i massimi pittori fiamminghi del XVII secolo…
 
La sua pittura è definita di genere barocco francese e nord europeo.
 
Desidero però parlare qui soprattutto di un bel contrasto, alquanto eclatante, che si manifestò soprattutto nelle opere della sua maturità.
 
 
 
 

RubensBorea rapisce Orizia

 
 
 
Mi riferisco al contrasto tra
– il personaggio morigerato, compassato, ossequioso verso la religione (andava a messa tutti i giorni) studioso delle opere classiche e dalla vita matrimoniale assolutamente felice e senza intoppi
e
– l’artista che è stato capace di creare opere di una sensualità unica in cui il fuoco dell’erotismo e la tempesta dei sensi sono in modo evidente assolutamente sovrani.
 
 
 
 

Rubens – Il ratto delle figlie di Leucippo

 
 
 
Molte delle sue opere hanno fatto parlare perfino di Sindrome di Rubens per la loro, presunta per alcuni e certa per altri, capacità di scatenare impulsi erotici in chi le osserva.

 
 
 

Rubens – Venere allo specchio

 
 
 
Ricordiamo che i temi classici e mitologici erano per gli artisti il migliore e però forse anche l’unico modo per superare i limiti espressivi imposti dalle severe leggi censorie del tempo e dar così libero sfogo al loro estro.
 
In particolare Rubens scelse per far questo soprattutto il tema dei Satiri e Sileni.
 
Il Satiro è il compagno di Pan e Dioniso abitante dei boschi ed impersonifica la fertilità e la forza vitale della natura mentre i Sileni sono anche loro divinità dei boschi, presenti nella mitologia greca, ma caratterizzate dal carattere selvaggio e lascivo.
 
 
 
 

Rubens – Ninfe e Satiri  1635

 
 
 
Tuttavia la sensualità delle sue opere non emana solo da dipinti con immagini esplicite ma spesso in modo chiaro e forte  anche in quelle in cui non appaiono per quel che esse lasciano invece immaginare.
 
 
Si pensi infatti ad esempio a quest’opera che ha molti ammiratori e che fa molto parlar di sé.

 
 
 
 
 
Rubens – Il satiro e la fanciulla – Collez. Principe del Liechtenstein
 
 
 
 
In questo dipinto, anche se non appare nulla di sensuale in modo esplicito, tuttavia appare evidente che per l’ingenua giovinetta il destino pare ormai tracciato, e certo nessun padre gradirebbe un genero di tal fatta.
 
 
Infatti se esaminiamo con attenzione notiamo:
 
– lo sguardo sì simpatico ma davvero inequivocabile del satiro
– il sorriso mefistofelico da brividi
– il suo corpo nudo benché accostato al cesto “caravaggesco” che pur cerca di attutire un po’ la forza di queste impressioni
 
– la scena poi parla… da sola…
 
 
Ci sono poi diverse altre sue opere in cui il tema dei Satiri è affrontato in modo quasi prepotente come ad esempio la seguente.

 
 
 
 

Rubens – Due Satiri



In realtà le rotondissime forme dei suoi personaggi non riguardavano solo le donne… come ad esempio il dipinto qui giù.



 

Gesù e Giovanni Battista bambini con 2 angeli

 

 

Prima di esporre una mia conclusione mi fa piacere riportare una bella poesia della poetessa Premio Nobel Wislawa Szymborska dedicata proprio alle sue donne…
 
 
 
 
LE DONNE DI RUBENS
 
 
Ercolesse, fauna femminile,
nude come il fragore di botti.
Fanno il nido in letti calpestati,
nel sonno la bocca si apre al chicchirichì.
Le pupille rovesciate all’indietro
Penetrano dentro le ghiandole
da cui i lieviti stillano nel sangue.

Figlie del barocco, l’impasto si gonfia,
vaporano i bagni, s’arrossano i vini,
nel cielo galoppano porcelli di nuvole,
le trombe nitriscono l’allarme carnale.

O cucurbitose, o esorbitanti,
e raddoppiate dal cader dei veli
e triplicate dalla violenza della posa,
grasse pietanze d’amore!

Le loro magre sorelle si alzarono presto,
prima che nel quadro facesse giorno.
E nessuno le vide incamminarsi in fila
dal lato non dipinto della tela.

Esiliate dello stile. Costole contate,
mani e piedi d’uccello.
Provano a volare sulle scapole sporgenti.

Il Duecento gli avrebbe dato un fondo d’oro.
Il Novecento – uno schermo d’argento.
Ma il Seicento non ha nulla per chi è piatto.

Giacché perfino il cielo è convesso
convessi gli angeli e convesso il dio ―
Febo baffuto che su un destriero
sudato irrompe nell’alcova ribollente.
 

 

 


 
Rubens – Le tre Grazie – 1635

 
 
 
Concludo con un accenno ad un altro aspetto della pittura di Rubens la modernità…
 
A mio parere non tanto per la tecnica ma per gli atteggiamenti, i movimenti, la plasticità dei corpi, la naturalezza e la forza delle espressioni davvero sorprendenti dei soggetti dipinti, Rubens anticipa movimenti artistici che si affermarono solo nei secoli successivi.
 
 
 
 

Rubens – Venus frigida



F I N E

 
 

Categoria “Arte” del blog IL MONDO DI ORSOSOGNANTE
 
Copyright Tony Kospan




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Autoritratto al Circolo con gli amici



 
 

Betsabea di Rembrandt – Un nudo che imbarazza ma non per il suo erotismo – Storia ed analisi di un dipinto originale   Leave a comment








Questo dipinto, esposto al Louvre, sembra che non possa esser guardato a lungo senza un certo imbarazzo.
Si è notato infatti che le persone, dopo un rapido sguardo, rimangono interdette e perplesse e passano a guardare altri dipinti. 
Per capire questa che è una delle opere più note di Rembrandt ed i motivi del comportamento dei visitatori del mitico Museo bisogna innanzitutto conoscere la storia di Betsabea, una delle più brutte raccontate dalla Bibbia. 










LA STORIA DI BETSABEA


Narrano le Sacre Scritture che un giorno il re Davide, passeggiando sulla terrazza del suo palazzo, vede Betsabea fare il bagno. 
Anche se è a conoscenza che ella è moglie di Uria, uno dei suoi migliori soldati attualmente impegnato in guerra, s’invaghisce di lei, la fa portare nel suo palazzo e la mette incinta.








Davide richiama Uria dalla guerra affinché egli dorma con la propria moglie, ma il soldato si rifiuta di dormire a casa propria e giacere con la donna mentre i suoi uomini patiscono in guerra.
Il piano di Davide di far credere che sia Uria il padre del bambino fallisce. 
Perciò il re comanda al suo generale Joab di sferrare un attacco e ordina di mettere Uria in prima fila. 
Uria muore durante l’attacco e Davide è libero di prendere in moglie Betsabea.
(Wikipedia)









IL DIPINTO


Il dipinto ci mostra la donna che ha appena finito di fare il bagno mentre viene curata per essere pronta all’incontro d’amore con il re.
Anche in questa opera si può notare l’influenza del Caravaggio, pittore all’epoca molto amato in Olanda, sullo stile di Rembrandt soprattutto nell’uso della luce.
Betsabea viene dipinta come donna bene in carne secondo i canoni femminili olandesi del ‘600.
Non mancano poi arredi eleganti e gioielli che abbelliscono sia la scena che la protagonista.
Si può anche notare, in basso a sinistra la classica presenza della mezzana. 
Sembra certo che la modella del dipinto sia stata la compagna dell’artista, Hendrickje Stoffels, scelta da lui al di fuori di ogni convenzione sociale.








IL TURBAMENTO CHE L’OPERA EMANA


Nonostante la bellezza del dipinto, quel che imbarazza chi lo osserva è lo sguardo perso.. vuoto della donna. 
Esso rivela in modo evidente il forte tormento interiore della donna combattuta tra l’amore per il proprio marito e il desiderio di compiacere il proprio re. 
Il dipinto sembra in realtà un racconto o una poesia narrante un conflitto interiore ed il Rembrandt è geniale nel mostrarcelo. 
Il pittore aggiunge un particolare, quello della lettera, di cui non c’è traccia nella Bibbia in quanto l’unica lettera di questa storia è quella mandata dal Re al generale del suo esercito per far morire il marito della donna.
Dunque la lettera è certamente un escamotage che l’artista utilizza per farci entrare nel cuore del significato del dipinto.
Fa ciò dunque  immaginando una lettera a lei inviata o facendo un riferimento “virtuale” alla lettera mandata al generale. 
In ogni caso quel tormento interiore, intenso, forte e quasi doloroso della donna fa sì che passi in secondo piano la bellezza della nudità della donna.

Tony Kospan




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Ripped Note




FONTI: Tomaso Montanari – Il Venerdì di Repubblica ed altri siti web




Rembrandt – Autoritratto giovanile



Diego Velazquez – Biografia.. dipinti ed il capolavoro “Las meninas” del grande pittore spagnolo del ‘600   Leave a comment




Il più grande pittore spagnolo del ‘600






BREVE BIOGRAFIA




Nato in una buona famiglia ebbe un’ottima istruzione

ma ben presto mostrò passione per la pittura

per cui già da ragazzo iniziò a frequentare la “bottega”

del  pittore Francisco de Herrera che gli insegnò le tecniche di base.




Diego Velazquez
(Siviglia 6.6.1599 – Madrid 6.8.1660)




A 12 anni passò alla scuola di un altro pittore, Francisco Pacheco,

artista ed insegnante di Siviglia la cui pittura era di un semplice realismo,

ma che fu capace di fargli conoscere l’uso delle proporzioni e delle prospettive

e gli consentì di frequentare gli ambienti artistici della città.




La cucitrice – National Gallery of Art – Washington D.C.


.


Ben presto divenne noto per le sue notevoli capacità tecniche

per cui poco più che ventenne (1622-1623) il Conte Duca di Olivares,

suo ammiratore, gli diede l’incarico di pittore di camera.




La Regina Isabella (Part.)



Divenuto ben presto Pittore di Corte

nel 1629 fece un viaggio in Italia (finanziato dal Re di Spagna)

percorrendola dal nord al sud fino a Napoli

per approfondire la conoscenza e lo studio dell’arte italiana.

.

.


Festa di Bacco



Tornò poi una seconda volta in Italia nel 1649 e vi restò fino al 1651
incontrando tra l’altro a Napoli il suo amico e collega Ribera.

La critica d’arte, nell’analisi delle sue opere,
divide (anche se a grandi linee
la sua produzione pittorica in 3 periodi… 

I – Prima del primo viaggio in Italia…
II – Dopo il primo viaggio in Italia e
III – Dopo il secondo viaggio

.


Contadini a tavola




Rientrato in Spagna dopo poco tempo fu nominato dal Re

Gran Maresciallo di Palazzo


cosa che, seppur lo distolse un po’ dalla pittura,

non gli fece perdere certo né la sua passione né la sua bravura

ed anzi creò proprio in questo periodo

molte delle sue opere più belle.




Cristo nella casa di Marta e Maria



Il prestigioso incarico e la sua notorietà gli fece però subire gli effetti negativi

del rigidissimo formalismo e del severo puritanesimo della Corte spagnola

fino al punto che neppure l’appoggio del Re poté aiutarlo in certi frangenti.

.



Le tessitrici




Tra l’altro fu sottoposto a ben 3 anni di indagini per accertare

la purezza del suo sangue e se aveva fatto commercio di dipinti (!)

per ottenere la conferma dell’onorificenza della Croce Rossa dell’Ordine di Santiago.





Venere e Cupido





Riuscì nel corso della sua vita artistica

a dipingere (ed a fatica) un solo ritratto di nudo

Venere e Cupido (1644-1648)

e questo gli riuscì solo perché era sotto l’ala protettrice del re.


Morì nel 1660




Autoritratto



BREVE ANALISI DELLA SUA ARTE




Possiamo ritenere, a grandi linee, che il successo delle sue opere
sia stato dovuto ad una certa (anche se vaga) vicinanza allo stile del Caravaggio
ma soprattutto alla sua appassionata ricerca estetica
con un continuo tentativo di armonizzare linee e colori
nonché alla sua capacità di render con precisione distanze e prospettive.




L’infante Baltazar Carlos ed il suo pony




Infatti il Velazquez risente sì della lezione caravaggesca,
ma poi miscela il suo realismo con l’armonia delle parti cromatiche.

Benché poi sia stato anche ammiratore dei grandi pittori veneziani
il suo stile, avvolto in una calda atmosfera barocca,
appare a tutti sempre e comunque indipendente e originale.
.



IL SUO CAPOLAVORO – LAS MENINAS




LAS MENINAS
 
 
 
 
Il suo massimo capolavoro è “Las Meninas”, del 1656.

Il titolo dell’opera nasce dalla parola portoghese «menina»,
e vuol quindi significare «damigelle d’onore».

In verità il dipinto, che apparentemente doveva privilegiare
la figlia maggiore della regina,
ritrae invece tutta la famiglia del re di Spagna, e cioè
Filippo IV e sua moglie Marianna d’Austria (nello specchio)
dame e personaggi di corte, 2 nani con un cane ai loro piedi
e… lo stesso Velazquez mentre dipinge.



 




L’originalità e la genialità del quadro è nel totale ribaltamento
di ciò che vediamo in un normale dipinto.

Cioè qui l’immagine della scena è vista non con con l’occhio del pittore
bensì con quello di chi è dipinto e cioè dei sovrani in posa (nello specchio).





 
 
 
 
 
 
 
VELAZQUEZ E GLI ARTISTI DEL ‘900




Papa Innocenzo X (dipinto poi rivisitato da Bacon) 
 
 



 Picasso, Dalì e Francis Bacon sono tra i principali artisti del ‘900
che l’hanno molto apprezzato e che hanno rivisitato o si sono ispirati
a diverse sue note opere
 
 
 
 
F I N E 

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Vecchia che frigge le uova





Salvator Rosa.. geniale e tenebroso pittore (ma non solo) del ‘600 – Biografia ed opere   Leave a comment

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Autoritratto
 
.
.

 
 
Salvator Rosa è stato un pittore, incisore
ma anche poeta del ‘600

Fin da giovanissimo fu chiaro il suo talento.

Dopo la morte del padre lasciò Napoli e si recò a Roma dove
approfondì le sue esperienze artistiche
alla “Scuola dei Bamboccianti“,
gruppo di artisti che tendevano al rinnovamento del barocco.



Salvator Rosa – Marina del Faro




Ma dopo un po’ lasciò il gruppo
per seguir le orme degli eredi caravaggeschi.

Operò principalmente a Roma, Napoli e Firenze
dove frequentò l’Accademia dei Percossi
che riuniva esponenti di arti varie 
(poesia e cultura in genere oltre alla pittura).



Napoli 21.7.1615 – Roma 15.3.1673




La sua vita fu molto movimentata
anche per un carattere non propriamente facile.

Si specializzò soprattutto nella pittura delle battaglie equestri
per cui fu definito anche il Salvator delle battaglie“.




Allegoria della menzogna



E non solo i pittori eran poeti,
ma filosofi grandi, e fûr demonii
nel cercar di natura i gran segreti
Salvator Rosa


E’ considerato, sia per diversi aspetti artistici
che per il carattere ombroso e lo spirito ribelle,
un precursore del romanticismo
benché egli si muova comunque nell’ambito del barocco.



Salvator Rosa – Autoritratto.

.
.
Vediamo ora altri suoi dipinti in cui possiamo ammirar
la sua predilezione per temi alquanto inconsueti
e però anche rivelatori del suo carattere tenebroso
attraverso i colori scuri ed intensi delle sue opere.
 
 
 
 
 
Veduta del golfo di Salerno



Frine e Xenocrate




Streghe ed incantesimi

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La musica




Baia con rovine




F I N E

 .

Tony Kospan




IL GRUPPO DI CHI AMA VIVER L’ARTE… 

INSIEME
Gif Animate Frecce (39)







Salvator Rosa – La poesia



Diego Velazquez – Biografia.. dipinti ed il capolavoro “Las meninas” del grande pittore spagnolo del ‘600   1 comment




Las meninas




DIEGO VELAZQUEZ
IL PIU’ GRANDE PITTORE SPAGNOLO DEL ‘600


BREVE BIOGRAFIA




Nato in una buona famiglia ebbe un’ottima istruzione

ma ben presto mostrò passione per la pittura

per cui già da ragazzo iniziò a frequentare la “bottega”

del  pittore Francisco de Herrera che gli insegnò le tecniche di base.


A 12 anni passò alla scuola di un altro pittore, Francisco Pacheco,

artista ed insegnante di Siviglia la cui pittura era di un semplice realismo,

ma che fu capace di fargli conoscere l’uso delle proporzioni e delle prospettive

e gli consentì di frequentare gli ambienti artistici della città.




Diego Velazquez
(Siviglia 6.6.1599 – Madrid 6.8.1660)


.


Ben presto divenne noto per le sue notevoli capacità tecniche

per cui poco più che ventenne (1622-1623) il Conte Duca di Olivares,

suo ammiratore, gli diede l’incarico di pittore di camera.




La Regina Isabella (Part.)



Divenuto ben presto Pittore di Corte

nel 1629 fece un viaggio in Italia (finanziato dal Re di Spagna)

percorrendola dal nord al sud fino a Napoli

per approfondire la conoscenza e lo studio dell’arte italiana.

.

.


Festa di Bacco



Tornò poi una seconda volta in Italia nel 1649 e vi restò fino al 1651
incontrando tra l’altro a Napoli il suo amico e collega Ribera.

La critica d’arte, nell’analisi delle sue opere,
divide (anche se a grandi linee
la sua produzione pittorica in 3 periodi… 

I – Prima del primo viaggio in Italia…
II – Dopo il primo viaggio in Italia e
III – Dopo il secondo viaggio

.


Contadini a tavola




Rientrato in Spagna dopo poco tempo fu nominato dal Re

Gran Maresciallo di Palazzo


cosa che, seppur lo distolse un po’ dalla pittura,

non gli fece perdere certo né la sua passione né la sua bravura

ed anzi creò proprio in questo periodo

molte delle sue opere più belle.




Cristo nella casa di Marta e Maria



Il prestigioso incarico e la sua notorietà gli fece però subire gli effetti negativi

del rigidissimo formalismo e del severo puritanesimo della Corte spagnola

fino al punto che neppure l’appoggio del Re poté aiutarlo in certi frangenti.

.



Le tessitrici




Tra l’altro fu sottoposto a ben 3 anni di indagini per accertare

la purezza del suo sangue e se aveva fatto commercio di dipinti (!)

per ottenere la conferma dell’onorificenza della Croce Rossa dell’Ordine di Santiago.





Venere e Cupido





Riuscì nel corso della sua vita artistica

a dipingere (ed a fatica) un solo ritratto di nudo

Venere e Cupido (1644-1648)

e questo gli riuscì solo perché era sotto l’ala protettrice del re.


Morì nel 1660




Autoritratto



BREVE ANALISI DELLA SUA ARTE




Possiamo ritenere, a grandi linee, che il successo delle sue opere
sia stato dovuto ad una certa (anche se vaga) vicinanza allo stile del Caravaggio
ma soprattutto alla sua appassionata ricerca estetica
con un continuo tentativo di armonizzare linee e colori
nonché alla sua capacità di render con precisione distanze e prospettive.




L’infante Baltazar Carlos ed il suo pony




Infatti il Velazquez risente sì della lezione caravaggesca,
ma poi miscela il suo realismo con l’armonia delle parti cromatiche.

Benché poi sia stato anche ammiratore dei grandi pittori veneziani
il suo stile, avvolto in una calda atmosfera barocca,
appare a tutti sempre e comunque indipendente e originale.
.



IL SUO CAPOLAVORO – LAS MENINAS




LAS MENINAS
 
 
 
 
Il suo massimo capolavoro è “Las Meninas”, del 1656.

Il titolo dell’opera nasce dalla parola portoghese «menina»,
e vuol quindi significare «damigelle d’onore».

In verità il dipinto, che apparentemente doveva privilegiare
la figlia maggiore della regina,
ritrae invece tutta la famiglia del re di Spagna, e cioè
Filippo IV e sua moglie Marianna d’Austria (nello specchio)
dame e personaggi di corte, 2 nani con un cane ai loro piedi
e… lo stesso Velazquez mentre dipinge.



 




L’originalità e la genialità del quadro è nel totale ribaltamento
di ciò che vediamo in un normale dipinto.

Cioè qui l’immagine della scena è vista non con con l’occhio del pittore
bensì con quello di chi è dipinto e cioè dei sovrani in posa (nello specchio).





 
 
 
 
 
 
 
VELAZQUEZ E GLI ARTISTI DEL ‘900




Papa Innocenzo X (dipinto poi rivisitato da Bacon) 
 
 



 Picasso, Dalì e Francis Bacon sono tra i principali artisti del ‘900
che l’hanno molto apprezzato e che hanno rivisitato o si sono ispirati
a diverse sue note opere
 
 
 
 
F I N E 

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IL GRUPPO DEGLI ARTISTI E DI CHI AMA L’ARTE
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La cucitrice – National Gallery of Art – Washington D.C.





Betsabea di Rembrandt – Un nudo che imbarazza.. ma non per il suo erotismo – Storia ed analisi di un mitico dipinto   Leave a comment








Questo dipinto, esposto al Louvre, sembra che non possa esser guardato a lungo senza un certo imbarazzo.
Si è notato infatti che le persone, dopo un rapido sguardo, rimangono interdette e perplesse e passano a guardare altri dipinti. 
Per capire questa che è una delle opere più note di Rembrandt ed i motivi del comportamento dei visitatori del mitico Museo bisogna innanzitutto conoscere la storia di Betsabea, una delle più brutte raccontate dalla Bibbia. 










LA STORIA DI BETSABEA


Narrano le Sacre Scritture che un giorno il re Davide, passeggiando sulla terrazza del suo palazzo, vede Betsabea fare il bagno. 
Anche se è a conoscenza che ella è moglie di Uria, uno dei suoi migliori soldati attualmente impegnato in guerra, s’invaghisce di lei, la fa portare nel suo palazzo e la mette incinta.








Davide richiama Uria dalla guerra affinché egli dorma con la propria moglie, ma il soldato si rifiuta di dormire a casa propria e giacere con la donna mentre i suoi uomini patiscono in guerra.
Il piano di Davide di far credere che sia Uria il padre del bambino fallisce. 
Perciò il re comanda al suo generale Joab di sferrare un attacco e ordina di mettere Uria in prima fila. 
Uria muore durante l’attacco e Davide è libero di prendere in moglie Betsabea.
(Wikipedia)









IL DIPINTO


Il dipinto ci mostra la donna che ha appena finito di fare il bagno mentre viene curata per essere pronta all’incontro d’amore con il re.
Anche in questa opera si può notare l’influenza del Caravaggio, pittore all’epoca molto amato in Olanda, sullo stile di Rembrandt soprattutto nell’uso della luce.
Betsabea viene dipinta come donna bene in carne secondo i canoni femminili olandesi del ‘600.
Non mancano poi arredi eleganti e gioielli che abbelliscono sia la scena che la protagonista.
Si può anche notare, in basso a sinistra la classica presenza della mezzana. 
Sembra certo che la modella del dipinto sia stata la compagna dell’artista, Hendrickje Stoffels, scelta da lui al di fuori di ogni convenzione sociale.








IL TURBAMENTO CHE L’OPERA EMANA


Nonostante la bellezza del dipinto, quel che imbarazza chi lo osserva è lo sguardo perso.. vuoto della donna. 
Esso rivela in modo evidente il forte tormento interiore della donna combattuta tra l’amore per il proprio marito e il desiderio di compiacere il proprio re. 
Il dipinto sembra in realtà un racconto o una poesia narrante un conflitto interiore ed il Rembrandt è geniale nel mostrarcelo. 
Il pittore aggiunge un particolare, quello della lettera, di cui non c’è traccia nella Bibbia in quanto l’unica lettera di questa storia è quella mandata dal Re al generale del suo esercito per far morire il marito della donna.
Dunque la lettera è certamente un escamotage che l’artista utilizza per farci entrare nel cuore del significato del dipinto.
Fa ciò dunque  immaginando una lettera a lei inviata o facendo un riferimento “virtuale” alla lettera mandata al generale. 
In ogni caso quel tormento interiore, intenso, forte e quasi doloroso della donna fa sì che passi in secondo piano la bellezza della nudità della donna.

Tony Kospan




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Ripped Note




FONTI: Tomaso Montanari – Il Venerdì di Repubblica ed altri siti web




Rembrandt – Autoritratto giovanile



Salvator Rosa – Breve biografia e diversi dipinti del geniale e tenebroso pittore del ‘600   Leave a comment

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Salvator Rosa – La poesia
 
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Salvator Rosa… è stato un pittore, incisore
ma anche poeta del ‘600

Fin da giovanissimo fu chiaro il suo talento.

Dopo la morte del padre lasciò Napoli e si recò a Roma dove
approfondì le sue esperienze artistiche
alla “Scuola dei Bamboccianti“,
gruppo di artisti che tendevano al rinnovamento del barocco.



Salvator Rosa – Marina del Faro




Ma dopo un po’ lasciò il gruppo
per seguir le orme degli eredi caravaggeschi.

Operò principalmente a Roma, Napoli e Firenze
dove frequentò l’Accademia dei Percossi
che riuniva esponenti di arti varie 
(poesia e cultura in genere oltre alla pittura).



Napoli 21.7.1615 – Roma 15.3.1673




La sua vita fu molto movimentata
anche per un carattere non propriamente facile.

Si specializzò soprattutto nella pittura delle battaglie equestri
per cui fu definito anche il Salvator delle battaglie“.




Allegoria della menzogna



E non solo i pittori eran poeti,
ma filosofi grandi, e fûr demonii
nel cercar di natura i gran segreti
Salvator Rosa


E’ considerato, sia per diversi aspetti artistici
che per il carattere ombroso e lo spirito ribelle,
un precursore del romanticismo
benché egli si muova comunque nell’ambito del barocco.



Salvator Rosa – Autoritratto.

.
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Vediamo ora altri suoi dipinti in cui possiamo ammirar
la sua predilezione per temi alquanto.. inconsueti
e però anche rivelatori del suo carattere tenebroso
attraverso i colori scuri ed intensi delle sue opere.
 
 
 
 
 
Veduta del golfo di Salerno



Frine e Xenocrate




Streghe ed incantesimi

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La musica




Baia con rovine




F I N E

 .

Tony Kospan




IL GRUPPO DI CHI AMA VIVER L’ARTE… 

INSIEME






Autoritratto



Salvator Rosa – Biografia e dipinti del geniale e tenebroso pittore del ‘600   Leave a comment

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Salvator Rosa – La poesia
 
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Salvator Rosa… è stato un pittore, incisore
ma anche poeta del '600

Fin da giovanissimo fu chiaro il suo talento.

Dopo la morte del padre lasciò Napoli e si recò a Roma dove
approfondì le sue esperienze artistiche
alla “Scuola dei Bamboccianti“,
gruppo di artisti che tendevano al rinnovamento del barocco.



Salvator Rosa – Marina del Faro




Ma dopo un po' lasciò il gruppo
per seguir le orme degli eredi caravaggeschi.

Operò principalmente a Roma, Napoli e Firenze
dove frequentò l'Accademia dei Percossi
che riuniva esponenti di arti varie 
(poesia e cultura in genere oltre alla pittura).



Napoli 21.7.1615 – Roma 15.3.1673




La sua vita fu molto movimentata
anche per un carattere non propriamente facile.

Si specializzò soprattutto nella pittura delle battaglie equestri
per cui fu definito anche il Salvator delle battaglie“.




Allegoria della menzogna



E non solo i pittori eran poeti,
ma filosofi grandi, e fûr demonii
nel cercar di natura i gran segreti
Salvator Rosa


E' considerato, sia per diversi aspetti artistici
che per il carattere ombroso e lo spirito ribelle,
un precursore del romanticismo
benché egli si muova comunque nell'ambito del barocco.



Salvator Rosa – Autoritratto.

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Vediamo ora altri suoi dipinti in cui possiamo ammirar
la sua predilezione per temi alquanto.. inconsueti
e però anche rivelatori del suo carattere tenebroso
attraverso i colori scuri ed intensi delle sue opere.
 
 
 
 
 
Veduta del golfo di Salerno



Frine e Xenocrate




Streghe ed incantesimi

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