Archivio per l'etichetta ‘arte del ‘500

L’arte bizzarra di Arcimboldo – Vita.. dipinti ed analisi delle opere del pittore della meraviglia   Leave a comment

 
 
 
Una breve biografia…
un'ampia carrellata di opere sorprendenti
 ed un'analisi della sua arte fantastica ed unica.
 
 
 
 
 

Rodolfo II in veste di Vertunno (partic.)


 
 
 

 
 
 
 
L’originalissimo artista milanese creava infatti le sue opere
con un collage di frutta, fiori, rami, conchiglie e pesci
e, pur con pochissimi (ma notissimi) dipinti,
ha un suo preciso posto nella storia dell’arte.
 
 
 
 
 
Arcimboldo
(Milano 5 aprile 1526 – Milano 11 luglio 1593)

 
 
 
ARCIMBOLDO


IL GENIO DELL'ARTE DELLA MERAVIGLIA
 
 
 
 
 
Flora
 
 
 
 

BREVE BIOGRAFIA 

 

Arcimboldo nacque a Milano nel 1527

Il padre Biagio Arcimboldo o Arcimboldi era pittore presso il Duomo di Milano.


E’ ancora un problema irrisolto la versione corretta del nome dato che lo stesso Giuseppe si firmava in modo diverso di volta in volta.

L’origine del nome è alemanna e la storia del casato risale ai tempi di Carlo Magno al cui seguito c’era un nobiluomo d’origine alemanna Saitfrid Arcimboldi.

Il precoce contatto di Giuseppe con l’arte e la letteratura fu favorito dall’amicizia del padre con Bernardino Luini allievo di Leonardo da Vinci anche se non è documentato un contatto diretto con i due artisti.

In ogni modo grazie al Luini Arcimboldo ebbe l’opportunità di venire in possesso degli appunti e dei quaderni con gli schizzi di Leonardo.

Arcimboldo coltivò contatti anche con filosofi e altri scienziati dell’epoca e debuttò come pittore nel 1549 a soli 22 anni come aiutante del padre presso il Duomo di Milano per alcuni disegni per le vetrate.

Molti lo conoscono per le sue raffigurazioni di volti formati dagli oggetti più disparati come animali piante libri e altro ma presso la corte dell’imperatore Ferdinando I d’Austria dove visse per ben 25 anni fu molto ben veduto e ben pagato anche per molte sue altre invenzioni come giostre giochi e decorazioni per matrimoni e altre feste

Morì nel 1593 a Milano.

 

 

 

 

 

  ALCUNE TRA LE SUE OPERE PIU’ NOTE

 

Come si può vedere qui di seguito

esse sono spesso… in serie.


 

 

LE 4 STAGIONI

 

 

 

L’autunno

 

 

 

L’inverno

 

 

 

La primavera

 
 
 
 
L’estate

 

 

I 4 ELEMENTI

 

 

Aria (1566)

 

 

Fuoco (1566)

 

 

Terra (1570)

 

 



Acqua (1566) 

 



   


 

 

UN’ANALISI DELLA SUA OPERA 

 

Grazie a pochissimi quadri conosciuti da tutti, soprattutto attraverso ogni sorta di riproduzioni e rielaborazioni utilizzate nei contesti più diversi compresa la pubblicità, Arcimboldo è oggi sicuramente uno degli artisti più famosi della storia dell’arte.

L’aggettivo «arcimboldesco» è diventato sinonimo di bizzarro, stravagante, eccentrico, fantastico, sorprendente, immaginifico, surreale

Il «segreto» dello straordinario successo delle sue composizioni antropomorfe che appaiono come dei complicati puzzle (fatti di frutta, verdure, fiori, uccelli, pesci, conchiglie, o oggetti vari) sta nell’ambiguo e affascinante scarto, facilmente decodificabile con un po’ d’attenzione a una lettura immediata, fra l’osservazione dei particolari e dell’insieme unitario.

Tutto dipende dalla distanza da cui si osservano queste opere.

 

Bibliotecario

 

L'ortolano


A uno sguardo ravvicinato si è colpiti dalla brulicante e formicolante presenza di innumerevoli elementi dipinti con estrema precisione naturalistica, mentre da una prospettiva più distante il tutto si ricompatta per formare l’immagine strana ma assolutamente verosimigliante di teste (o più precisamente di mezzi busti) anche con accentuate connotazioni espressive, sia pure al limite del grottesco.


L’effetto paradossale e ambivalente (percettivamente reversibile) mette in gioco nel modo più spettacolare e intrigante, all’interno stesso del dipinto, una dialettica fra realtà e rappresentazione, fra mimesi e apparenza illusoria. 


 


Il Giurista
 
 
 
 

Natura morta con fiori, frutta e verdura di stagione

(giovane donna sdraiata allegoria della primavera)

 
 

 
A questo livello di fruizione della «magia» della pittura si ferma lo sguardo del grande pubblico, poco interessato, per lo più, a interpretazioni più complesse di ordine simbolico e allegorico legato al contesto storico culturale dell’epoca dell’artista.


In ogni caso si tratta di qualcosa di fondamentale, e perciò sempre attuale.

L’analisi dell’attualità dell’«Effetto Arcimboldo» che continua giustamente ad avere un enorme successo documenta l’influenza dell’opera dell’artista sulle generazioni seguenti, ma soprattutto sull’arte d’avanguardia ed in particolare su quella dadaista e surrealista.

Francesco Poli

 

 

Eva e la mela



UN PERSONALE PARERE



La sua arte bizzarra non ha alcun riferimento con la pittura del '500.


Alcuni vedono nella sua opera un'anticipazione del surrealismo ma la sua arte è animata da un vero ed assoluto piacere per il gioco caricaturale e scherzoso per prendere in giro la realtà… ma, a mio parere, in questo gioco il nostro mostra vera genialità se ancor oggi le immagini delle sue opere destano stupore e sono amatissime e ricercatissime nel web.




Allegoria dell'estate


 

 

 

Testi dal web – impaginazione aggiunte e rielaborazione by Tony Kospan

 

 

Ciao da Tony Kospan 

 

 

arte-painttool.gifarte-painttool.gifarte-painttool.gifarte-painttool.gifarte-painttool.gifarte-painttool.gifarte-painttool.gif
IL SALOTTO DEGLI ARTISTI
E DI CHI AMA L'ARTE






 (Estate)



 
 
 

IL LEVRIERO DEL CELLINI – Storia ed analisi di una scultura che è un “piccolo gioiello”   Leave a comment




Il levriero


Questa che ora conosceremo
è una mini scultura che possiamo definire… poetica.

E’ opera di Benvenuto Cellini, nata senza commissione alcuna,
ma solo per pura fantasia e con l’unico intento di saggiare,
sia i materiali da utilizzare che il miglior sistema di fusione,
al fine di ceare poi la mitica grande scultura del Perseo
di Piazza della Signoria a Firenze.





Perseo




Praticamente era solo una prova…
ed è raro che nelle prove si riesca a creare dei capolavori.

Ma invece il Cellini ci riesce.

Egli si sente, ed è, del tutto libero di creare senza alcun vincolo
se non la propria fantasia, il proprio piacere e la propria arte.

Chi ce lo dice?








Il Cellini stesso nel suo brogliaccio in cui annotava,
come su un diario, le sue cose:
“Lo illustrissimo signor duca Cosimo de’ Medici di Firenze
dé dare a dì 25 agosto scudi 10, sono per fattura e bronzo
di un cane di basso rilievo, di grandezza di mezzo braccio in circa.
Lo quale cane si fece per una pruova per conoscere le terre
per potere gittare il Perseo ed ebbelo Sua Eccellenza.”


La piccola scultura, “Levriero”
è custodita presso il Museo Nazionale del Bargello
a Firenze (cm.19×27,8) ed è del 1545 circa.

Il tipo di scultura, è un genere molto diffuso nel rinascimento.

Si tratta di  placchette di metalli di vario tipo,
spesso anche preziosi, e di varie forme, ma sempre piccole,
che si aggiungevano come ornamenti agli abiti dei nobili.




Esempio di placchetta


 

ANALISI DELLA PICCOLA OPERA


Vediamo un cane, un levriero,in particolare un Saluki (o Levriero persiano),
molto ricercato dai Signori dell’epoca per la sua bellezza, velocità e resistenza
di origine antichissima ed originario del Medio Oriente.




Levrieri


Cellini ce lo rende… vero, vivo e sembra quasi che respiri.

Occupa interamente ed imperiosamente lo spazio all’interno della cornice
con la quale appare in perfetta sintonia e con cui sembra dialogare.

E’ nota la cura maniacale dei particolari che il Cellini,
valente orafo oltre che grande scultore, metteva nelle sue opere
ed essa ci appare evidente anche in questo suo piccolo gioiello.





Perseo – Particolare




Tony Kospan



Fonti: Tomaso Montanari e diversi siti




arte-painttool.gifarte-painttool.gifarte-painttool.gifarte-painttool.gifarte-painttool.gifarte-painttool.gifarte-painttool.gif
IL TUO GRUPPO D’ARTE










Arcimboldo.. l’arte della meraviglia – Biografia.. dipinti ed analisi della sua particolarissima arte   Leave a comment

 
 
 
Una breve biografia…
un'ampia carrellata di opere sorprendenti
 ed un'analisi della sua arte fantastica ed unica.
 
 
 
 
 

Rodolfo II in veste di Vertunno (partic.)


 
 
 

 
 
 
 
L’originalissimo artista milanese creava infatti le sue opere
con un collage di frutta, fiori, rami, conchiglie e pesci
e, pur con pochissimi (ma notissimi) dipinti,
ha un suo preciso posto nella storia dell’arte.
 
 
 
 
 
Arcimboldo
(Milano 5 aprile 1526 – Milano 11 luglio 1593)

 
 
 
ARCIMBOLDO


IL GENIO DELL'ARTE DELLA MERAVIGLIA
 
 
 
 
 
Flora
 
 
 
 

BREVE BIOGRAFIA 

 

Arcimboldo nacque a Milano nel 1527

Il padre Biagio Arcimboldo o Arcimboldi era pittore presso il Duomo di Milano.


E’ ancora un problema irrisolto la versione corretta del nome dato che lo stesso Giuseppe si firmava in modo diverso di volta in volta.

L’origine del nome è alemanna e la storia del casato risale ai tempi di Carlo Magno al cui seguito c’era un nobiluomo d’origine alemanna Saitfrid Arcimboldi.

Il precoce contatto di Giuseppe con l’arte e la letteratura fu favorito dall’amicizia del padre con Bernardino Luini allievo di Leonardo da Vinci anche se non è documentato un contatto diretto con i due artisti.

In ogni modo grazie al Luini Arcimboldo ebbe l’opportunità di venire in possesso degli appunti e dei quaderni con gli schizzi di Leonardo.

Arcimboldo coltivò contatti anche con filosofi e altri scienziati dell’epoca e debuttò come pittore nel 1549 a soli 22 anni come aiutante del padre presso il Duomo di Milano per alcuni disegni per le vetrate.

Molti lo conoscono per le sue raffigurazioni di volti formati dagli oggetti più disparati come animali piante libri e altro ma presso la corte dell’imperatore Ferdinando I d’Austria dove visse per ben 25 anni fu molto ben veduto e ben pagato anche per molte sue altre invenzioni come giostre giochi e decorazioni per matrimoni e altre feste

Morì nel 1593 a Milano.

 

 

 

 

 

  ALCUNE TRA LE SUE OPERE PIU’ NOTE

 

Come si può vedere qui di seguito

esse sono spesso… in serie.


 

 

LE 4 STAGIONI

 

 

 

L’autunno

 

 

 

L’inverno

 

 

 

La primavera

 
 
 
 
L’estate

 

 

I 4 ELEMENTI

 

 

Aria (1566)

 

 

Fuoco (1566)

 

 

Terra (1570)

 

 



Acqua (1566) 

 



   


 

 

UN’ANALISI DELLA SUA OPERA 

 

Grazie a pochissimi quadri conosciuti da tutti, soprattutto attraverso ogni sorta di riproduzioni e rielaborazioni utilizzate nei contesti più diversi compresa la pubblicità, Arcimboldo è oggi sicuramente uno degli artisti più famosi della storia dell’arte.

L’aggettivo «arcimboldesco» è diventato sinonimo di bizzarro, stravagante, eccentrico, fantastico, sorprendente, immaginifico, surreale

Il «segreto» dello straordinario successo delle sue composizioni antropomorfe che appaiono come dei complicati puzzle (fatti di frutta, verdure, fiori, uccelli, pesci, conchiglie, o oggetti vari) sta nell’ambiguo e affascinante scarto, facilmente decodificabile con un po’ d’attenzione a una lettura immediata, fra l’osservazione dei particolari e dell’insieme unitario.

Tutto dipende dalla distanza da cui si osservano queste opere.

 

Bibliotecario

 

L'ortolano


A uno sguardo ravvicinato si è colpiti dalla brulicante e formicolante presenza di innumerevoli elementi dipinti con estrema precisione naturalistica, mentre da una prospettiva più distante il tutto si ricompatta per formare l’immagine strana ma assolutamente verosimigliante di teste (o più precisamente di mezzi busti) anche con accentuate connotazioni espressive, sia pure al limite del grottesco.


L’effetto paradossale e ambivalente (percettivamente reversibile) mette in gioco nel modo più spettacolare e intrigante, all’interno stesso del dipinto, una dialettica fra realtà e rappresentazione, fra mimesi e apparenza illusoria. 


 


Il Giurista
 
 
 
 

Natura morta con fiori, frutta e verdura di stagione

(giovane donna sdraiata allegoria della primavera)

 
 

 
A questo livello di fruizione della «magia» della pittura si ferma lo sguardo del grande pubblico, poco interessato, per lo più, a interpretazioni più complesse di ordine simbolico e allegorico legato al contesto storico culturale dell’epoca dell’artista.


In ogni caso si tratta di qualcosa di fondamentale, e perciò sempre attuale.

L’analisi dell’attualità dell’«Effetto Arcimboldo» che continua giustamente ad avere un enorme successo documenta l’influenza dell’opera dell’artista sulle generazioni seguenti, ma soprattutto sull’arte d’avanguardia ed in particolare su quella dadaista e surrealista.

Francesco Poli

 

 

Eva e la mela



UN PERSONALE PARERE



La sua arte bizzarra non ha alcun riferimento con la pittura del '500.


Alcuni vedono nella sua opera un'anticipazione del surrealismo ma la sua arte è animata da un vero ed assoluto piacere per il gioco caricaturale e scherzoso per prendere in giro la realtà… ma, a mio parere, in questo gioco il nostro mostra vera genialità se ancor oggi le immagini delle sue opere destano stupore e sono amatissime e ricercatissime nel web.




Allegoria dell'estate


 

 

 

Testi dal web – impaginazione aggiunte e rielaborazione by Tony Kospan

 

 

Ciao da Tony Kospan 

 

 

arte-painttool.gifarte-painttool.gifarte-painttool.gifarte-painttool.gifarte-painttool.gifarte-painttool.gifarte-painttool.gif
IL SALOTTO DEGLI ARTISTI
E DI CHI AMA L'ARTE






 (Estate)



 
 
 

Michelangelo – Biografia e capolavori del supremo e multiforme genio dell’Arte Rinascimentale   1 comment

.
.
.

Il Mosè



Le sue opere hanno raggiunto vette insuperabili
e sono un vero grande patrimonio dell’arte occidentale
ed inoltre egli è quasi unanimemente considerato
il più grande artista di tutti i tempi.




Caprese Michelangelo 6.3.1475 – Roma 18.2.1564



MICHELANGELO BUONARROTI

a cura di Tony Kospan



Michelangelo, che ha segnato con la sua grandezza l’arte del “500′, è stato artista davvero poliedrico in quanto:


– scultore capace di opere che donano grandi emozioni,

– pittore di grandissimo talento

– apprezzato architetto

– poeta elegante molto apprezzato nelle Corti europee.

L’uomo invece era molto noto per il suo caratterino impetuoso ed irascibile verso tutti, compresi i suoi committenti.

Non si sposò mai né si conoscono suoi amori.



Tomba di Lorenzo dei Medici




La sua vita artistica si svolse quasi tutta tra Firenze e Roma.




.
.
.
.


Essendo impossibile mostrar qui tutte le sue opere
mi limiterò a mostrarne alcune… nei vari campi dell’arte
in cui operò… e sempre alla grande.




LO SCULTORE



La pietà
.
.
.
.
La scultura era per lui un’attività naturale
e quasi spontanea tanto vi era portato… fin da ragazzo
ed innumerevoli sono i suoi capolavori
di cui ricordo soprattutto il “David” e la “Pietà”.



Il David





IL PITTORE



Il Giudizio Universale (Cappella Sistina)

.
.
.
.


Qui doveva dar tirar fuori “sangue e dolore
e grandi sforzi per raggiunger i risultati geniali
che conosciamo…



Tondo Doni




In particolare è memorabile l’immensa fantastica opera
trasfusa nella mitica Cappella Sistina
(la sala in cui si eleggono i Pontefici)
ed il Tondo Doni.




L’ARCHITETTO



.


.


.
.



Anche nell’architettura mostrò il suo immenso ingegno.

In questo campo ricordo in particolare
la mitica Cupola di San Pietro
e lo studio della Piazza del Campidoglio a Roma.











IL POETA


Cominciò a scrivere versi verso i 50 anni
e si sa anche che delle sue poesie non aveva
grande stima e le considerava “cose sciocche”.

Infatti non volle mai farle stampare.

Eppure sono ben più di 300 le sue composizioni.






In verità anche in esse possiamo ammirare
tutto il suo vigore scultoreo
pur con evidenti derivazioni petrarchesche.

Leggiamone due…



Michelangelo – L’aurora




CHI E’?

Chi è quel che per forza a te mi mena,
oilmè, oilmè, oilmè,
legato e stretto, e son libero e sciolto?
Se tu incateni altrui senza catena,
e senza mane o braccia m’hai raccolto,
chi mi difenderà dal tuo bel volto?






Michelangelo – La notte



O NOTTE

O Notte, o dolce tempo, benchè nero,
con pace ogn’opra sempre al fin assalta,
ben vede e ben intende chi t’esalta,
e chi t’onora ha l’intelletto intero.
Tu mozzi e tronchi ogni stanco pensiero,
che l’umid’ ombra e ogni quet’appalta,
e dell’infima parte alla più alta
in sogno spesso porti ov’ire spero.
O ombra del morir, per cui si ferma
ogni miseria all’alma, al cor nemica,
ultimo degli afflitti e buon rimedio,
tu rendi sana nostra carn’ inferma,
rasciugh’ i pianti e posi ogni fatica
e furi a chi ben vive ogni ira e tedio.




Sebastiano del Piombo – Michelangelo che indica i suoi disegni – 1520


Tony Kospan


IL GRUPPO DI CHI AMA L’ARTE FIGURATIVA
(PITTURA, SCULTURA, FOTOGRAFIA E CINEMA)





IL LEVRIERO DEL CELLINI – STORIA ED ANALISI DELLA MINI SCULTURA E POETICO GIOIELLO   2 comments




Il levriero



Questa che ora conosceremo
è una mini scultura che possiamo definire… poetica.

E' opera di Benvenuto Cellini, nata senza commissione alcuna,
ma solo per pura fantasia e con l'unico intento di saggiare,
sia i materiali da utilizzare che il miglior sistema di fusione,
al fine di ceare poi la mitica grande scultura del Perseo
di Piazza della Signoria a Firenze.





Perseo




Praticamente era solo una prova…
ed è raro che nelle prove si riesca a creare dei capolavori.

Ma invece il Cellini ci riesce.

Egli si sente, ed è, del tutto libero di creare senza alcun vincolo
se non la propria fantasia, il proprio piacere e la propria arte.

Chi ce lo dice?








Il Cellini stesso nel suo brogliaccio in cui annotava,
come su un diario, le sue cose:
“Lo illustrissimo signor duca Cosimo de' Medici di Firenze
dé dare a dì 25 agosto scudi 10, sono per fattura e bronzo
di un cane di basso rilievo, di grandezza di mezzo braccio in circa.
Lo quale cane si fece per una pruova per conoscere le terre
per potere gittare il Perseo ed ebbelo Sua Eccellenza.”


La piccola scultura, “Levriero”
è custodita presso il Museo Nazionale del Bargello
a Firenze (cm.19×27,8) ed è del 1545 circa.

Il tipo di scultura, è un genere molto diffuso nel rinascimento.

Si tratta di  placchette di metalli di vario tipo,
spesso anche preziosi, e di varie forme, ma sempre piccole,
che si aggiungevano come ornamenti agli abiti dei nobili.




Esempio di placchetta


 

ANALISI DELLA PICCOLA OPERA


Vediamo un cane, un levriero,in particolare un Saluki (o Levriero persiano),
molto ricercato dai Signori dell'epoca per la sua bellezza, velocità e resistenza
di origine antichissima ed originario del Medio Oriente.




Levrieri



Cellini ce lo rende… vero, vivo e sembra quasi che respiri.

Occupa interamente ed imperiosamente lo spazio all'interno della cornice
con la quale appare in perfetta sintonia e con cui sembra dialogare.

E' nota la cura maniacale dei particolari che il Cellini,
valente orafo oltre che grande scultore, metteva nelle sue opere
ed essa ci appare evidente anche in questo suo piccolo gioiello.





Perseo – Particolare




Tony Kospan



Fonti: Tomaso Montanari e diversi siti




arte-painttool.gifarte-painttool.gifarte-painttool.gifarte-painttool.gifarte-painttool.gifarte-painttool.gifarte-painttool.gif
IL TUO GRUPPO D'ARTE










Arcimboldo… ovvero l’arte della meraviglia – Biografia… dipinti ed analisi della sua originalissima arte   Leave a comment

 
 
 
Una breve biografia…
un'ampia carrellata di opere sorprendenti
 ed un'analisi della sua arte fantastica ed unica.
 
 
 
 
 

Rodolfo II in veste di Vertunno (partic.)


 
 
 

 
 
 
 
L’originalissimo artista milanese creava infatti le sue opere
con un collage di frutta, fiori, rami, conchiglie e pesci
e, pur con pochissimi (ma notissimi) dipinti,
ha un suo preciso posto nella storia dell’arte.
 
 
 
 
 
Arcimboldo
(Milano 5 aprile 1526 – Milano 11 luglio 1593)

 
 
 
ARCIMBOLDO


IL GENIO DELL'ARTE DELLA MERAVIGLIA
 
 
 
 
 
Flora
 
 
 
 

BREVE BIOGRAFIA 

 

Arcimboldo nacque a Milano nel 1527

Il padre Biagio Arcimboldo o Arcimboldi era pittore presso il Duomo di Milano.


E’ ancora un problema irrisolto la versione corretta del nome dato che lo stesso Giuseppe si firmava in modo diverso di volta in volta.

L’origine del nome è alemanna e la storia del casato risale ai tempi di Carlo Magno al cui seguito c’era un nobiluomo d’origine alemanna Saitfrid Arcimboldi.

Il precoce contatto di Giuseppe con l’arte e la letteratura fu favorito dall’amicizia del padre con Bernardino Luini allievo di Leonardo da Vinci anche se non è documentato un contatto diretto con i due artisti.

In ogni modo grazie al Luini Arcimboldo ebbe l’opportunità di venire in possesso degli appunti e dei quaderni con gli schizzi di Leonardo.

Arcimboldo coltivò contatti anche con filosofi e altri scienziati dell’epoca e debuttò come pittore nel 1549 a soli 22 anni come aiutante del padre presso il Duomo di Milano per alcuni disegni per le vetrate.

Molti lo conoscono per le sue raffigurazioni di volti formati dagli oggetti più disparati come animali piante libri e altro ma presso la corte dell’imperatore Ferdinando I d’Austria dove visse per ben 25 anni fu molto ben veduto e ben pagato anche per molte sue altre invenzioni come giostre giochi e decorazioni per matrimoni e altre feste

Morì nel 1593 a Milano.

 

 

 

 

 

  ALCUNE TRA LE SUE OPERE PIU’ NOTE

 

Come si può vedere qui di seguito

esse sono spesso… in serie.


 

 

LE 4 STAGIONI

 

 

 

L’autunno

 

 

 

L’inverno

 

 

 

La primavera

 
 
 
 
L’estate

 

 

I 4 ELEMENTI

 

 

Aria (1566)

 

 

Fuoco (1566)

 

 

Terra (1570)

 

 



Acqua (1566) 

 



   


 

 

UN’ANALISI DELLA SUA OPERA 

 

Grazie a pochissimi quadri conosciuti da tutti, soprattutto attraverso ogni sorta di riproduzioni e rielaborazioni utilizzate nei contesti più diversi compresa la pubblicità, Arcimboldo è oggi sicuramente uno degli artisti più famosi della storia dell’arte.

L’aggettivo «arcimboldesco» è diventato sinonimo di bizzarro, stravagante, eccentrico, fantastico, sorprendente, immaginifico, surreale

Il «segreto» dello straordinario successo delle sue composizioni antropomorfe che appaiono come dei complicati puzzle (fatti di frutta, verdure, fiori, uccelli, pesci, conchiglie, o oggetti vari) sta nell’ambiguo e affascinante scarto, facilmente decodificabile con un po’ d’attenzione a una lettura immediata, fra l’osservazione dei particolari e dell’insieme unitario.

Tutto dipende dalla distanza da cui si osservano queste opere.

 

Bibliotecario

 

L'ortolano


A uno sguardo ravvicinato si è colpiti dalla brulicante e formicolante presenza di innumerevoli elementi dipinti con estrema precisione naturalistica, mentre da una prospettiva più distante il tutto si ricompatta per formare l’immagine strana ma assolutamente verosimigliante di teste (o più precisamente di mezzi busti) anche con accentuate connotazioni espressive, sia pure al limite del grottesco.


L’effetto paradossale e ambivalente (percettivamente reversibile) mette in gioco nel modo più spettacolare e intrigante, all’interno stesso del dipinto, una dialettica fra realtà e rappresentazione, fra mimesi e apparenza illusoria. 


 


Il Giurista
 
 
 
 

Natura morta con fiori, frutta e verdura di stagione

(giovane donna sdraiata allegoria della primavera)

 
 

 
A questo livello di fruizione della «magia» della pittura si ferma lo sguardo del grande pubblico, poco interessato, per lo più, a interpretazioni più complesse di ordine simbolico e allegorico legato al contesto storico culturale dell’epoca dell’artista.


In ogni caso si tratta di qualcosa di fondamentale, e perciò sempre attuale.

L’analisi dell’attualità dell’«Effetto Arcimboldo» che continua giustamente ad avere un enorme successo documenta l’influenza dell’opera dell’artista sulle generazioni seguenti, ma soprattutto sull’arte d’avanguardia ed in particolare su quella dadaista e surrealista.

Francesco Poli

 

 

Eva e la mela



UN PERSONALE PARERE



La sua arte bizzarra non ha alcun riferimento con la pittura del '500.


Alcuni vedono nella sua opera un'anticipazione del surrealismo ma la sua arte è animata da un vero ed assoluto piacere per il gioco caricaturale e scherzoso per prendere in giro la realtà… ma, a mio parere, in questo gioco il nostro mostra vera genialità se ancor oggi le immagini delle sue opere destano stupore e sono amatissime e ricercatissime nel web.




Allegoria dell'estate


 

 

 

Testi dal web – impaginazione aggiunte e rielaborazione by Tony Kospan

 

 

Ciao da Tony Kospan 

 

 

arte-painttool.gifarte-painttool.gifarte-painttool.gifarte-painttool.gifarte-painttool.gifarte-painttool.gifarte-painttool.gif
IL SALOTTO DEGLI ARTISTI
E DI CHI AMA L'ARTE






 (Estate)



 
 
 

Michelangelo Buonarroti – Biografia e capolavori del supremo e multiforme genio dell’Arte Rinascimentale   Leave a comment

.
.
.

Il Mosè



Le sue opere hanno raggiunto vette insuperabili
e sono un vero grande patrimonio dell’arte occidentale
ed inoltre egli è quasi unanimemente considerato
il più grande artista di tutti i tempi.




Caprese Michelangelo 6.3.1475 – Roma 18.2.1564



MICHELANGELO BUONARROTI

a cura di Tony Kospan



Michelangelo, che ha segnato con la sua grandezza l’arte del “500′, è stato artista davvero poliedrico in quanto:


– scultore capace di opere che donano grandi emozioni,

– pittore di grandissimo talento

– apprezzato architetto

– poeta elegante molto apprezzato nelle Corti europee.

L’uomo invece era molto noto per il suo caratterino impetuoso ed irascibile verso tutti, compresi i suoi committenti.

Non si sposò mai né si conoscono suoi amori.



Tomba di Lorenzo dei Medici




La sua vita artistica si svolse quasi tutta tra Firenze e Roma.




.
.
.
.


Essendo impossibile mostrar qui tutte le sue opere
mi limiterò a mostrarne alcune… nei vari campi dell’arte
in cui operò… e sempre alla grande.




LO SCULTORE



La pietà
.
.
.
.
La scultura era per lui un’attività naturale
e quasi spontanea tanto vi era portato… fin da ragazzo
ed innumerevoli sono i suoi capolavori
di cui ricordo soprattutto il “David” e la “Pietà”.



Il David





IL PITTORE



Il Giudizio Universale (Cappella Sistina)

.
.
.
.


Qui doveva dar tirar fuori “sangue e dolore
e grandi sforzi per raggiunger i risultati geniali
che conosciamo…



Tondo Doni




In particolare è memorabile l’immensa fantastica opera
trasfusa nella mitica Cappella Sistina
(la sala in cui si eleggono i Pontefici)
ed il Tondo Doni.




L’ARCHITETTO



.


.


.
.



Anche nell’architettura mostrò il suo immenso ingegno.

In questo campo ricordo in particolare
la mitica Cupola di San Pietro
e lo studio della Piazza del Campidoglio a Roma.











IL POETA


Cominciò a scrivere versi verso i 50 anni
e si sa anche che delle sue poesie non aveva
grande stima e le considerava “cose sciocche”.

Infatti non volle mai farle stampare.

Eppure sono ben più di 300 le sue composizioni.






In verità anche in esse possiamo ammirare
tutto il suo vigore scultoreo
pur con evidenti derivazioni petrarchesche.

Leggiamone due…



Michelangelo – L’aurora




CHI E’?

Chi è quel che per forza a te mi mena,
oilmè, oilmè, oilmè,
legato e stretto, e son libero e sciolto?
Se tu incateni altrui senza catena,
e senza mane o braccia m’hai raccolto,
chi mi difenderà dal tuo bel volto?






Michelangelo – La notte



O NOTTE

O Notte, o dolce tempo, benchè nero,
con pace ogn’opra sempre al fin assalta,
ben vede e ben intende chi t’esalta,
e chi t’onora ha l’intelletto intero.
Tu mozzi e tronchi ogni stanco pensiero,
che l’umid’ ombra e ogni quet’appalta,
e dell’infima parte alla più alta
in sogno spesso porti ov’ire spero.
O ombra del morir, per cui si ferma
ogni miseria all’alma, al cor nemica,
ultimo degli afflitti e buon rimedio,
tu rendi sana nostra carn’ inferma,
rasciugh’ i pianti e posi ogni fatica
e furi a chi ben vive ogni ira e tedio.




Sebastiano del Piombo – Michelangelo che indica i suoi disegni – 1520


Tony Kospan


IL GRUPPO DI CHI AMA L’ARTE FIGURATIVA
(PITTURA, SCULTURA, FOTOGRAFIA E CINEMA)





Arcimboldo… la pittura della meraviglia – Biografia… dipinti ed analisi della sua originalissima arte   1 comment

 
 
 
Una breve biografia…
un'ampia carrellata di sorprendenti opere
 ed un'analisi della sua arte fantastica ed unica.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
L’originalissimo artista milanese creava infatti
i suoi ritratti con immagini di
 frutta, fiori, rami, conchiglie e pesci
e, anche se con pochissimi (ma notissimi) dipinti,
ha un suo preciso posto nella storia dell’arte.
 
 
 
 
 
Arcimboldo
Milano 5 aprile 1526 – Milano 11 luglio 1593)

 
 
 
ARCIMBOLDO


IL GENIO DELL'ARTE DELLA MERAVIGLIA
 
 
 
 
 
Flora
 
 
 
 

BREVE BIOGRAFIA

 

 

Arcimboldo nacque a Milano nel 1527

Il padre Biagio Arcimboldo o Arcimboldi era pittore presso il Duomo di Milano.


E’ ancora un problema irrisolto la versione corretta del nome dato che lo stesso Giuseppe si firmava in modo diverso di volta in volta.

L’origine del nome è alemanna e la storia del casato risale ai tempi di Carlo Magno al cui seguito c’era un nobiluomo d’origine alemanna Saitfrid Arcimboldi.

Il precoce contatto di Giuseppe con l’arte e la letteratura fu favorito dall’amicizia del padre con Bernardino Luini allievo di Leonardo da Vinci anche se non è documentato un contatto diretto con i due artisti.

In ogni modo grazie al Luini Arcimboldo ebbe l’opportunità di venire in possesso degli appunti e dei quaderni con gli schizzi di Leonardo.

Arcimboldo coltivò contatti anche con filosofi e altri scienziati dell’epoca e debuttò come pittore nel 1549 a soli 22 anni come aiutante del padre presso il Duomo di Milano per alcuni disegni per le vetrate.

Molti lo conoscono per le sue raffigurazioni di volti formati dagli oggetti più disparati come animali piante libri e altro ma presso la corte dell’imperatore Ferdinando I d’Austria dove visse per ben 25 anni fu molto ben veduto e ben pagato anche per molte sue altre invenzioni come giostre giochi e decorazioni per matrimoni e altre feste

Morì nel 1593 a Milano.

 

 

 

 

 

  ALCUNE TRA LE SUE OPERE PIU’ NOTE

 

Come si può vedere qui di seguito…

esse sono spesso… in serie…

 

 

LE 4 STAGIONI

 

 

 

L’autunno

 

 

 

L’inverno

 

 

 

La primavera

 
 
 
 
L’estate

 

 

I 4 ELEMENTI

 

 

Aria (1566)

 

 

Fuoco (1566)

 

 

Terra (1570)

 

 



Acqua (1566)

 

 



 

 

 

 

UN’ANALISI DELLA SUA OPERA 

 

Grazie a pochissimi quadri conosciuti da tutti, soprattutto attraverso ogni sorta di riproduzioni e rielaborazioni utilizzate nei contesti più diversi compresa la pubblicità, Arcimboldo è oggi sicuramente uno degli artisti più famosi della storia dell’arte.

L’aggettivo «arcimboldesco» è diventato sinonimo di bizzarro, stravagante, eccentrico, fantastico, sorprendente, immaginifico, surreale

Il «segreto» dello straordinario successo delle sue composizioni antropomorfe che appaiono come dei complicati puzzle (fatti di frutta, verdure, fiori, uccelli, pesci, conchiglie, o oggetti vari) sta nell’ambiguo e affascinante scarto, facilmente decodificabile con un po’ d’attenzione a una lettura immediata, fra l’osservazione dei particolari e dell’insieme unitario.

Tutto dipende dalla distanza da cui si osservano queste opere.

 

 

 

Bibliotecario

 

 

L'ortolano


 



A uno sguardo ravvicinato si è colpiti dalla brulicante e formicolante presenza di innumerevoli elementi dipinti con estrema precisione naturalistica, mentre da una prospettiva più distante il tutto si ricompatta per formare l’immagine strana ma assolutamente verosimigliante di teste (o più precisamente di mezzi busti) anche con accentuate connotazioni espressive, sia pure al limite del grottesco.

L’effetto paradossale e ambivalente (percettivamente reversibile) mette in gioco nel modo più spettacolare e intrigante, all’interno stesso del dipinto, una dialettica fra realtà e rappresentazione, fra mimesi e apparenza illusoria.

 


 


Il Giurista
 
 
 
 



 Natura morta con fiori, frutta e verdura di stagione
(giovane donna sdraiata allegoria della primavera)

 
 

 
A questo livello di fruizione della «magia» della pittura si ferma lo sguardo del grande pubblico, poco interessato, per lo più, a interpretazioni più complesse di ordine simbolico e allegorico legato al contesto storico culturale dell’epoca dell’artista.


In ogni caso si tratta di qualcosa di fondamentale, e perciò sempre attuale.

L’analisi dell’attualità dell’«Effetto Arcimboldo» che continua giustamente ad avere un enorme successo documenta l’influenza dell’opera dell’artista sulle generazioni seguenti, ma soprattutto sull’arte d’avanguardia ed in particolare su quella dadaista e surrealista.

Francesco Poli

 

 

Eva e la mela



UN PERSONALE PARERE


La sua arte bizzarra non ha alcun riferimento con la pittura del '500.


Alcuni vedono nella sua opera un'anticipazione del surrealismo ma la sua arte è animata da un vero ed assoluto piacere per il gioco caricaturale e scherzoso per prendere in giro la realtà… ma, a mio parere, in questo gioco il nostro mostra vera genialità se ancor oggi le immagini delle sue opere destano stupore e sono amatissime e ricercatissime nel web.




Allegoria dell'estate


 

 

 

Testi dal web – impaginazione aggiunte e rielaborazione by Tony Kospan

 

 

Ciao da Tony Kospan 

 

 

IL SALOTTO DEGLI ARTISTI
E DI CHI AMA L'ARTE
Ripped Note






Rodolfo II in veste di Vertunno (partic.)



 
 
 

Michelangelo Buonarroti – Biografia e capolavori del supremo e versatile genio dell’Arte Rinascimentale   Leave a comment

.
.
.

Il Mosè



Le sue opere hanno raggiunto vette insuperabili
e sono un vero grande patrimonio dell’arte occidentale
ed inoltre egli è quasi unanimemente considerato
il più grande artista di tutti i tempi.




Caprese Michelangelo 6.3.1475 – Roma 18.2.1564



MICHELANGELO BUONARROTI

a cura di Tony Kospan



Michelangelo, che ha segnato con la sua grandezza l’arte del “500′, è stato artista davvero poliedrico in quanto:


– scultore capace di opere che donano grandi emozioni,

– pittore di grandissimo talento

– apprezzato architetto

– poeta elegante molto apprezzato nelle Corti europee.

L’uomo invece era molto noto per il suo caratterino impetuoso ed irascibile verso tutti, compresi i suoi committenti.

Non si sposò mai né si conoscono suoi amori.



Tomba di Lorenzo dei Medici




La sua vita artistica si svolse quasi tutta tra Firenze e Roma.




.
.
.
.


Essendo impossibile mostrar qui tutte le sue opere
mi limiterò a mostrarne alcune… nei vari campi dell’arte
in cui operò… e sempre alla grande.




LO SCULTORE



La pietà
.
.
.
.
La scultura era per lui un’attività naturale
e quasi spontanea tanto vi era portato… fin da ragazzo
ed innumerevoli sono i suoi capolavori
di cui ricordo soprattutto il “David” e la “Pietà”.



Il David





IL PITTORE



Il Giudizio Universale (Cappella Sistina)

.
.
.
.


Qui doveva dar tirar fuori “sangue e dolore
e grandi sforzi per raggiunger i risultati geniali
che conosciamo…



Tondo Doni




In particolare è memorabile l’immensa fantastica opera
trasfusa nella mitica Cappella Sistina
(la sala in cui si eleggono i Pontefici)
ed il Tondo Doni.




L’ARCHITETTO



.


.


.
.



Anche nell’architettura mostrò il suo immenso ingegno.

In questo campo ricordo in particolare
la mitica Cupola di San Pietro
e lo studio della Piazza del Campidoglio a Roma.











IL POETA


Cominciò a scrivere versi verso i 50 anni
e si sa anche che delle sue poesie non aveva
grande stima e le considerava “cose sciocche”.

Infatti non volle mai farle stampare.

Eppure sono ben più di 300 le sue composizioni.






In verità anche in esse possiamo ammirare
tutto il suo vigore scultoreo
pur con evidenti derivazioni petrarchesche.

Leggiamone due…



Michelangelo – L’aurora




CHI E’?

Chi è quel che per forza a te mi mena,
oilmè, oilmè, oilmè,
legato e stretto, e son libero e sciolto?
Se tu incateni altrui senza catena,
e senza mane o braccia m’hai raccolto,
chi mi difenderà dal tuo bel volto?






Michelangelo – La notte



O NOTTE

O Notte, o dolce tempo, benchè nero,
con pace ogn’opra sempre al fin assalta,
ben vede e ben intende chi t’esalta,
e chi t’onora ha l’intelletto intero.
Tu mozzi e tronchi ogni stanco pensiero,
che l’umid’ ombra e ogni quet’appalta,
e dell’infima parte alla più alta
in sogno spesso porti ov’ire spero.
O ombra del morir, per cui si ferma
ogni miseria all’alma, al cor nemica,
ultimo degli afflitti e buon rimedio,
tu rendi sana nostra carn’ inferma,
rasciugh’ i pianti e posi ogni fatica
e furi a chi ben vive ogni ira e tedio.




Sebastiano del Piombo – Michelangelo che indica i suoi disegni – 1520


Tony Kospan


IL GRUPPO DI CHI AMA L’ARTE FIGURATIVA
(PITTURA, SCULTURA, FOTOGRAFIA E CINEMA)





Michelangelo Buonarroti – Biografia e capolavori del supremo e versatile genio dell’Arte Rinascimentale   Leave a comment

.
.
.

Il Mosè



Le sue opere hanno raggiunto vette insuperabili
e sono un vero grande patrimonio dell'arte occidentale
ed inoltre egli è quasi unanimemente considerato
il più grande artista di tutti i tempi.




Caprese Michelangelo 6.3.1475 – Roma 18.2.1564



MICHELANGELO BUONARROTI

a cura di Tony Kospan



Michelangelo, che ha segnato con la sua grandezza l'arte del “500′, è stato artista davvero poliedrico in quanto:


– scultore capace di opere che donano grandi emozioni,

– pittore di grandissimo talento

– apprezzato architetto

– poeta elegante molto apprezzato nelle Corti europee.

L'uomo invece era molto noto per il suo caratterino impetuoso ed irascibile verso tutti, compresi i suoi committenti.

Non si sposò mai né si conoscono suoi amori.



Tomba di Lorenzo dei Medici




La sua vita artistica si svolse quasi tutta tra Firenze e Roma.




.
.
.
.


Essendo impossibile mostrar qui tutte le sue opere
mi limiterò a mostrarne alcune… nei vari campi dell'arte
in cui operò… e sempre alla grande.




LO SCULTORE



La pietà
.
.
.
.
La scultura era per lui un'attività naturale
e quasi spontanea tanto vi era portato… fin da ragazzo
ed innumerevoli sono i suoi capolavori
di cui ricordo soprattutto il “David” e la “Pietà”.



Il David





IL PITTORE



Il Giudizio Universale (Cappella Sistina)

.
.
.
.


Qui doveva dar tirar fuori “sangue e dolore
e grandi sforzi per raggiunger i risultati geniali
che conosciamo…



Tondo Doni




In particolare è memorabile l'immensa fantastica opera
trasfusa nella mitica Cappella Sistina
(la sala in cui si eleggono i Pontefici)
ed il Tondo Doni.




L'ARCHITETTO



.


.


.
.



Anche nell'architettura mostrò il suo immenso ingegno.

In questo campo ricordo in particolare
la mitica Cupola di San Pietro
e lo studio della Piazza del Campidoglio a Roma.











IL POETA


Cominciò a scrivere versi verso i 50 anni
e si sa anche che delle sue poesie non aveva
grande stima e le considerava “cose sciocche”.

Infatti non volle mai farle stampare.

Eppure sono ben più di 300 le sue composizioni.






In verità anche in esse possiamo ammirare
tutto il suo vigore scultoreo
pur con evidenti derivazioni petrarchesche.

Leggiamone due…



Michelangelo – L'aurora




CHI E'?

Chi è quel che per forza a te mi mena,
oilmè, oilmè, oilmè,
legato e stretto, e son libero e sciolto?
Se tu incateni altrui senza catena,
e senza mane o braccia m’hai raccolto,
chi mi difenderà dal tuo bel volto?






Michelangelo – La notte



O NOTTE

O Notte, o dolce tempo, benchè nero,
con pace ogn'opra sempre al fin assalta,
ben vede e ben intende chi t'esalta,
e chi t'onora ha l'intelletto intero.
Tu mozzi e tronchi ogni stanco pensiero,
che l'umid' ombra e ogni quet'appalta,
e dell'infima parte alla più alta
in sogno spesso porti ov'ire spero.
O ombra del morir, per cui si ferma
ogni miseria all'alma, al cor nemica,
ultimo degli afflitti e buon rimedio,
tu rendi sana nostra carn' inferma,
rasciugh' i pianti e posi ogni fatica
e furi a chi ben vive ogni ira e tedio.




Sebastiano del Piombo – Michelangelo che indica i suoi disegni – 1520


Tony Kospan


IL GRUPPO DI CHI AMA L'ARTE FIGURATIVA
(PITTURA, SCULTURA, FOTOGRAFIA E CINEMA)





%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: