Archivio per l'etichetta ‘Antony Kospan.

Oh Ninfa del web – Una poesia di Tony Kospan anche in video   2 comments

 

 

 
 
 
 
 

OH NINFA DEL WEB
 Tony Kospan


E’ sera o è notte? 
Ride nel cielo la luna 
bianca come lo schermo!
 
Vieni!
Stammi vicina! 
Non temere!
Dammi la mano! 
Tra le mail e le chat
ci nascondiamo!
 
Oh dolce Ninfa del web 
dall’uggioso mondo reale
scappiamo 
ed ai giovani sogni
torniamo!
 
Ecco verde ci appare un laghetto, 
oh… d’intima chat ha l’aspetto!
 
Sulle sue rive felici sostiamo 
ed al suono di silenti usignoli 
“quasi un batter di tastiere” 
le nostre anime uniamo 
e virtualmente godiamo!



 
 
 
 
 


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La scrissi diversi anni fa
quando stupito ed affascinato
mi avvicinai al mondo del web.


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Qui giù la poesia in versione video,
dono dell’amica Luna.
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Achille Togliani.. grande cantante anni ’50 e ’60 – Breve ricordo ed i suoi successi “Signorinella” e “Come pioveva”   Leave a comment




E’ stato un vero e proprio mito

della canzone italiana del dopoguerra

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Achille Togliani  (Pomponesco 16.1.1924 – Roma 12.8.1995)

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BREVE BIOGRAFIA



Partito dalla provincia mantovana
intraprese la strada del cinema e della rivista
(con Macario)
e fu qui che lo notò il maestro Angelini che lo portò nel ‘50
nella trasmissione “Cantanti della radio”
sia per la stupenda melodiosa voce
che per la sua presenza di uomo affascinante.

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Ebbe presto, per queste doti,
molti successi sia nel campo della canzone
che in quello dei cuori femminili.

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Nel ’51 inaugurò con pochi altri cantanti*il Festival di Sanremo
(*quelli della foto qui giù meno Gino Latilla)




I cantanti del 2° Sanremo
– Il duo Fasano ai lati, Togliani, Nilla Pizzi e Gino Latilla – Fonte RadiocorriereTV





e nel ’54 vinse il Festival di Napoli.
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Rimase a lungo negli anni ’60 nell’orchestra Angelini
come cantante di punta e partecipò anche a numerose trasmissioni
radiofoniche di successo.

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Poi però, anche se il suo genere musicale, la canzone melodica,
pian piano tramontava,
lui tuttavia rimaneva nel cuore degli italiani.

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Dopo gli anni ’70 partecipò soprattutto a spettacoli televisivi di revival.

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Questi… alcuni tra i suoi maggiori successi…

Signorinella, La canzone dell’amore, Come pioveva, Parlami d’amore Mariù,
Lucciole vagabonde, Canzone da 2 soldi, Sedici anni e Melodia d’amore…
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Ricordiamolo ora ascoltando la sua voce in questi 2 video
in cui interpreta, da par suo, 2 mitiche canzoni di un tempo.

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SIGNORINELLA

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COME PIOVEVA

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CIAO DA TONY KOSPAN



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I fidanzatini di Peynet.. simbolo dell’amore eterno – La storia ed i romantici dipinti anche in video   Leave a comment






La storia e la favola di Raymond Peynet,

ideatore dei mitici “fidanzatini

divenuti emblema dell’amore eterno in tutto il mondo,

è in realtà davvero breve, simpatica e semplice…




(Parigi 16.11.1908 – Mougins 14.1.1999)



Dopo aver studiato alla “Scuola delle Arti Applicate all’industria”

iniziò a lavorare per un’agenzia pubblicitaria disegnando etichette di prodotti vari

(in genere profumi e confezioni di cioccolatini).



In un secondo momento passò a pubblicare disegni su vari giornali di Parigi.



Nel 1930 si sposò con un’amica d’infanzia

con cui rimase tutta la vita e da cui ebbe una figlia.



Nel 1942 la svolta della sua vita… che lui stesso raccontò.






LA STORIA DELLA NASCITA DEGLI INNAMORATI DI PEYNET

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Nella tetra e grigia atmosfera della guerra Peynet era a Valence

in attesa di prendere un treno con la moglie 

che qual combinazione si chiamava Damour  (Damore) – e la figlia Annie

quando sente una musica provenire da un chioschetto lì vicino.


Quel chioschetto… quella musica…gli fecero venire l’ispirazione.



Ho cominciato a scarabocchiare ed ho disegnato prima il violinista solitario (io),

poi la ragazza con la coda di cavallo (la moglie Denise) nonché mia unica spettatrice“.

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Il chioschetto ed il 1° dipinto

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In quel momento nascevano i celebri innamorati, o fidanzatini (in francese amoureux)

che sarebbero diventati per tutti il simbolo di un amore vero… e senza fine.




Quel vecchio chioschetto, che il Comune voleva demolire,

per le proteste dei cittadini e le campagne di molti francesi,

è diventato invece dal 1982 monumento nazionale…


Eccolo…







Ora, sia che crediate o meno nell’amore vero ed eterno,

ecco altre immagini dei mitici “Amoureux

perchè in ogni caso un bel sentimento, come l’amore,

non può certo far male a nessuno.








Non posso vivere lontano da te






Il mio cuore è solo e si annoia. Puoi fargli posto accanto al tuo?



Nel video che segue tanti altri dolcissimi dipinti “amorosi”.

fre bia pouce




Tony Kospan




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LA TUA PAGINA PER SOGNARE
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“Confidare” – Bella poesia di Antonia Pozzi e breve analisi – Qui esaltazione dell’amato e disperazione   1 comment

 
 


Dopo “L’allodola”, di cui abbiamo parlato tempo fa 
ecco un’altra sublime poesia di Antonia Pozzi.

 
 
 
 
 
 
 
 


CONFIDARE – ANTONIA POZZI
 
LA NOTA POESIA ED UNA BREVE ANALISI



 

 

 

CONFIDARE

Antonia Pozzi

 

 

Ho tanta fede in te. Mi sembra

che saprei aspettare la tua voce

in silenzio, per secoli

di oscurità.

 

Tu sai tutti i segreti,

come il sole:

potresti far fiorire

i gerani e la zàgara selvaggia

sul fondo delle cave

di pietra, delle prigioni

leggendarie.

 

Ho tanta fede in te. Son quieta

come l’arabo avvolto

nel barracano bianco,

che ascolta Dio maturargli

l’orzo intorno alla casa.

 

(8 dicembre 1934)
 
 
 

 
 
 
 

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BREVE ANALISI

 

 

Questa lirica possiamo facilmente dividerla in 3 parti.

I primi versi ci portano ad una visione dell’amore quasi come divinizzazione dell’amata/o.   
Questo è certo un aspetto non nuovo se pensiamo alla donna angelicata cantata da Dante

nei versi dedicati a  Beatrice ed al dolce stil novo




 

 

 

Nella seconda strofa Antonia esalta poi della persona amata tutte quelle doti

capaci di far nascere e vivere ovunque… fiori di luce.





La terza infine, attraverso la figura dell’arabo avvolto nel suo barracano
(all’epoca… siamo nel 1934…  per la cultura occidentale era l’emblema della tranquillità) 

esalta il suo assoluto sentir se stessa commossamente serena e protetta.


 

 

 

Tuttavia… nonostante quest’esaltazione dell’amore sublime e quasi a negar la lettera dei versi 

traspare in modo invisibile ma evidente un urlo silenzioso sottile disperato ed esasperato

per il suo difficile amore tanto contrastato dalla sua famiglia

e dalla società “bene” di Milano (ma vale per ogni luogo della Terra).

 

 

 

Antonia Pozzi
 
 
 
 

Come sappiamo l’impossibilità a vivere il suo amore la portò ad abbreviar la sua vita

recidendola ancora in fiore.




 
 
 
 
 
 
 

Mi farebbe piacere, come sempre,  conoscere anche il vostro parere…
 
 
 

Tony Kospan





  Chi volesse legger la biografia di Antonia 
e altre sue bellissime poesie può cliccar qui giù.
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E’ SOLO UN GIORNO – POESIA DI TONY KOSPAN   8 comments

 

 

 

 

 

E’ SOLO UN GIORNO

Tony Kospan

 

 

E’ solo un giorno 

anche il primo giorno

di questa vita

 

E’ solo un giorno

anche il primo giorno

di quest’anno

 

E’ solo un giorno

anche il primo giorno

di questo mese

 

E’ solo un giorno

ogni giorno

per amare

per sognare

per vivere

 

 

 

 

 

 

 


Sto arrivando. F.to Il vostro Babbo Natale   Leave a comment



AUGURI



Anche se non abbiamo tanta voglia di far festa,
anche se siamo sfiduciati e tristi
regaliamoci un briciolo di felicità.

Facciamolo per noi… ce lo meritiamo!

Io sono in viaggio e sto per arrivare nei vostri cuori.

Il vostro amico Babbo Natale.

Tony Kospan



AUGURI



LA NATIVITA’ DEL CARAVAGGIO – Storia (ed analisi) di un dipinto scomparso ma poi ricreato quasi per miracolo   Leave a comment






Stavolta parleremo di un’opera stupenda ma che purtroppo non si sa né se esista ancora, né dove sia, ma che affascina e sorprende comunque come vedremo più giù.


Infatti è stata trafugata nel 1969 dall’oratorio di San Lorenzo a Palermo ed è oggi nella lista dei dieci capolavori più ricercati dalle polizie di tutto il mondo.


E’ incerta la data della sua creazione che per alcuni è nel 1609 a Palermo ma per la maggior parte dei critici è stata invece dipinta nel 1600 a Roma commissionata dal commerciante Fabio Nuti.


Per il clamore della sua scomparsa ma anche per la sua originalità (nello stile dell’autore) appare una delle Natività più intriganti di sempre.





IL DIPINTO





L’opera infatti affascina per la nota narrazione stilistica caravaggesca che rende veri e naturali i personaggi dipinti ed infatti, come sempre, i suoi modelli appaiono tutti prelevati da ambienti poveri o tra emarginati.



Dunque anche questo dipinto è considerato “controcorrente” in quanto si possono notare i seguenti inconsueti aspetti:









– Lo sguardo malinconico della Madonna;


– Il Bambino, a differenza dei dipinti degli artisti dell’epoca non appare luminoso o in atteggiamento di preghiera, ma quasi anonimo (volendo l’autore accennare alla sua universalità);


– San Giuseppe appare di spalle e con uno strano mantello verde;







L’impossibile presenza di San Francesco che prega in ginocchio guardando il Bambino;

– La Divinità è rappresentata solo dall’Angelo in alto;

– Tutta la scena infine appare realistica e senza alcunché di folgorante o trionfante ma anzi ci dona un’atmosfera modesta e quasi mesta.



LA STORIA RECENTE E LA SUA RICOSTRUZIONE




ll dipinto trafugato, che. come dicevo su, si ignora se esista ancora da qualche parte, è stato comunque di recente perfettamente ricostruito.

Ora ne esistono 2 copie di cui una è stata restituita a Palermo.


Ciò è stato possibile con l’ausilio delle nuove tecnologie e tuttavia con molte difficoltà dato che esisteva solo una foto a colori.





Tony Kospan



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Buon giovedì sera in poesia “Se un giorno” G. Maugeri – arte G. Strino – canzone “Vincent” di Don McLean   Leave a comment




Gianni Strino







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Il segreto  non è correre dietro alle farfalle
ma curare il giardino perché loro vengano da te. 
Mario Quintana


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Gianni Strino




SE UN GIORNO


Giusy Maugeri




Se un giorno


Sfogliando il libro dei ricordi


Troverai


In fondo alle pagine della vita


Una piccola luce


Nascosta nell’oceano del cuore


Sarò ancora viva


E se ancora avvertirai 


pensandomi


un leggero alito d’amore


che ti accarezza


fin dentro la pienezza dell’essere


certamente


non avrò vissuto invano





Gianni Strino




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Gianni Strino



Un Orso ai “Giardini La Mortella” di Ischia (lì dove la bellezza incontra la natura) – Mini reportage di Orso Tony   4 comments

 
 
 
 


 
 
 
 

 

Un giardino di sogno con oltre 3000 piante tropicali
nell’incantevole isola d’Ischia
ma anche un giardino da consigliare agli innamorati
e tanto altro
è quel che ha visto ed ora condivide con voi
Orso Tony

 
 
 
 
 

 

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UN ORSO AI GIARDINI LA MORTELLA
Tony Kospan
 
 
 
 
 

In zona panoramica a Forio d’Ischia nascono i giardini la Mortella, concepiti e creati dalla signora Susanna Walton, moglie di William Walton uno dei più importanti musicisti inglesi del ‘900.

Per la realizzazione del giardino fù assegnato l’incarico all’architetto paesaggista Russel Page, il quale lo strutturò in due aree principali, il giardino a valle e il giardino superiore, in totale il giardino copre circa 2 ettari e contiene circa 3000 specie di piante esotiche.

Il giardino è stato dotato anche di ruscelli e laghetti che rendo un ambiente adatto alla crescita delle piante acquatiche come le ninfee tropicali, il papiro e il loto. Nel giardino si trovano collezioni di specie vegetali che originarie di vari paesi, come felci arboree del continente australe, le Protee e l’Aloe del Sudafrica, Yucche e Agavi del Messico, e poi Magnolie, Camelie Bauhinie, Palme, Cicadacee.

Fra le piante più rare troviamo la Spathodea campanula proveniente dall’Africa tropicale, i Metrosideros della Nuova Zelanda, la Puya berteroniana del Cile, la Dracaena draco delle Canarie, la Chorisia speciosa e la Jacaranda mimosifolia dell’Argentina, e moltre Orchidee. Nella “Serra della Victoria” vengono coltivate la gigantesca ninfea Victoria amazonica e la rarissima rampicante delle Filippine Strongylondon macrobotys che si fa ammirare per gli stupendi fiori color verde giada.

Nel Giardino superiore spiccano la Sala Thai dall’ aspetto orientale, circondata da fior di loto, bambù e aceri giapponesi; il Tempio del Sole, con bassorilievi di Simon Verity; la Cascata del Coccodrillo; il Ninfeo, un angolo immerso tra la flora mediterranea, il Teatro greco, da cui si gode un incomparabile colpo d’occhio sul mare e la Roccia di William, dove sono custodite le ceneri del compositore William Walton.

Salendo la collina si incontrano la Serra delle orchidee, il Museo, contenente cimeli e ricordi di Walton, fotografie di Cecil Beaton e un teatrino di Lele Luzzati. La Mortella offre borse di studio per compositori in collaborazione con l’università di Harvard, e organizza una stagione di concerti con le scuole di musica di Napoli, Roma e Firenze. Da quest’anno il Teatro greco ospiterà concerti estivi all’aperto.

 

 

 
 
 
 
 

Questo da un punto di vista botanico… ma… viene anche definito anche… un luogo dell’anima.
 
Un viaggio alla scoperta delle meraviglie della flora mediterranea, ma non solo: piante rare e tropicali, roseti, tempietti cinesi, questo bellissimo angolo di terra foriana è diventato il giardino delle sette meraviglie, ma anche il giardino delle arti:
 
 
 
 
 

 

 
 
 
Poesia
 
come poesia può essere la bellezza allo stato puro della natura rugiadosa o aspra, dei giochi d’acqua delle fontane, dello spazio immenso che si apre all’improvviso dietro un angolo, il mare infinito.
 
 
 

Scultura
 

perché questi intrichi di foglie e di fiori che si avvoltolano si rincorrono,
diventano statue vegetali, architetture improvvisate, come i tronchi degli alberi, degli ulivi, che si torcono su se stessi, in spericolati virtuosismi tridimensionali.
 
 
 
Pittura
 
perché chi meglio di questi cento e cento colori può dare vita ad un quadro perfetto.
 
 
 
 
 
 
 
 
Ma i giardini La Mortella sono anche e soprattutto
Musica,
perché nati per ispirare il genio del compositore
William Walton.
 
 
 
 

I coniugi Walton
 
 
 
 
 
Il compositore inglese infatti amava questi luoghi e qui volle creare per sé e sua moglie Susana una dimora dove trascorrere giorni lieti.
 
 
 
 
 
Il compositore nella sua villa di Forio
 
 
 
 
Il primo nucleo dei giardini La Mortella nasce dunque come luogo privato, e solo successivamente il parco viene aperto al pubblico ed ampliato.
Chi visita i giardini oggi, non può non rintracciare nel filo “ verde” del suo percorso una grande storia d’amore e musica che ancora oggi vive nella Mortella.
Lady Susana Walton ha creato all’interno dei giardini più luoghi deputati alla musica, l’ultimo è il grande anfiteatro all’aperto dove in estate si svolgono concerti sinfonici sotto le stelle per grandi orchestre.
 
 
 
 




 

 

Qualcuno si domanderà… “ma chi era questo William Walton?”
In effetti è la stessa domanda che mi sono posto anch’io e da una ricerca ecco cosa ho conosciuto di lui e del suo rapporto con Ischia, la sua villa poi diventata giardino botanico aperto al pubblico.
Walton  è stato uno dei principali musicisti inglesi del ventesimo secolo e ha vissuto a Ischia dal 1949 nei dintorni di Forio uno dei paesi più pittoreschi dell’isola.
 
 
 
 
 

 Lady Susana Walton

 

 

Egli visse qui nella villa dei giardini “La Mortella” creato da Susana Walton,  la sua moglie argentina, ed ora aperti al pubblico per la felicità dei visitatori.

 
 
 
 
 
E ora, se ci va, possiamo conoscere il musicista
attraverso una sua composizione musicale.




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 William Walton dipinto da Michael Ayrton – 1948
 
 
 
 
 
Ma torniamo a parlare dei Giardini


Nel 1956 il famoso architetto paesaggista Russell Page disegnò l’impianto del giardino integrandolo fra le pittoresche formazioni rocciose di origine vulcanica. 
La Mortella è divisa in due parti: 
un giardino più basso nella Valle, ed un giardino superiore sulla collina; 
si estende per un’area di circa 2 ettari ed ospita una raccolta di più di 3000 specie di piante esotiche e rare. 



L’Orso in un caratteristico angolo del parco



Tutto il giardino è disegnato con abilità ed è arricchito da fontane, piscine, corsi d’acqua che permettono la coltivazione di una superba collezione di piante acquatiche come papiro, fior di loto e ninfee tropicali.
Le varie zone del giardino sono connesse con viali, sentieri, scalette e muri a secco, che di terrazza in terrazza spingono il visitatore in alto fino alle splendide vedute sulla baia di Forio.
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 

Nel giardino si trovano collezioni di piante originarie da diversi paesi, come felci arboree dal continente Australe, Protee e Aloe dal Sudafrica, Yucche e Agavi dal Messico, e poi Magnolie, Camelie, Bauhinie, Palme, Cicadacee. 

Un accogliente bar è incastonato a metà collina dove, in grande tranquillità, potrete gustare un ricco tè oppure un cappuccino accompagnato dalla musica del Maestro. 

Un angolo del giardino ospita invece la Sala Thai, un luogo di meditazione thailandese, piacevole sosta per i visitatori davanti ai fiori di loto. 

Nel museo è conservata una bellissima collezione di immagini realizzate dal grande Cecil Beaton, l’artista fotografo che ha attraversato tutte le avanguardie del secolo scorso. 

Anche il celebre disegnatore Lele Luzzatti ha lasciato una sua deliziosa testimonianza realizzando un fantasioso e coloratissimo teatrino. 

 


 

 

 

 

Davvero un giardino stupendo, dunque. Uno dei più belli d’Europa… se non il più bello.
E’ stato tra l’altro premiato nel 2004 come Parco più bello d’Italia.


 
 
 
 
 
 
 
 

Consiglio di tutto cuore agli innamorati di visitarlo perché, oltretutto, ha tantissimi angolini romanticissimi.

Beh avrete capito che ne sono rimasto letteralmente ed entusiasticamente… folgorato!!!
 
 
 
 
 
L’Orso e la pagoda
 
 
 
 
 
Si è fatto tardi. Prima di lasciare questo che mi appare più un Eden
che un giardino diamo un’occhiata al panorama di Forio visto da qui
ed andiamo a prendere l’aliscafo.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
  
Ciao a tutti da Orso Tony.

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Siddharta di H. Hesse – Un accenno ad uno dei libri più famosi di sempre ed alcuni suggestivi estratti   Leave a comment


 

 

 

 

 

  


Non sono moltissimi i libri che hanno influenzato la storia umana…

ma il… SIDDHARTA è uno di questi.


 

 

 

 

 

 

 

Ne parlerò ora prima brevemente

e poi pubblicherò alcuni brevi

ma significativi brani tratti dal libro.
 

 

 

 

 

 

 

IL ROMANZO

 

 

Siddharta è un romanzo ambientato in India e pubblicato per la prima volta nel lontano 1922.
 
E’ una tra le opere più famose di Hermann Hesse



(Calw 2.7.1877 – Montagnola 9.8.1962) 


 


Narra la vita del giovane indiano Siddharta, figlio di un ricco bramino, alla ricerca della sua strada nei modi più disparati.


 
 
 

 
 
 
 

CHI E’ DUNQUE SIDDHARTA?

 


E’ uno che cerca, e cerca soprattutto di vivere intera la propria vita.

Passa di esperienza in esperienza, dal misticismo alla sensualità, dalla meditazione filosofica alla vita degli affari, e non si ferma presso nessun maestro, non considera definitiva nessuna acquisizione, perché ciò che va cercato è il tutto, il misterioso tutto che si veste di mille volti cangianti. 

E alla fine quel tutto, la ruota delle apparenze, rifluirà dietro il perfetto sorriso di Siddharta, che ripete il «costante, tranquillo, fine, impenetrabile, forse benigno, forse schernevole, saggio, multirugoso sorriso di Gotama, il Buddha, quale egli stesso l′aveva visto centinaia di volte con venerazione».


 

 

 

 

 

 

STORIA E DIFFUSIONE DELL’OPERA

 


Siddharta è senz′altro l′opera di Hesse più universalmente nota.

Questo breve romanzo di ambiente indiano, pubblicato per la prima volta nel 1922, ha avuto infatti in questi ultimi anni una strepitosa fortuna.

Prima in America, poi in ogni parte del mondo, i giovani lo hanno riscoperto come un loro testo, dove non trovavano solo un grande scrittore moderno ma un sottile e delicato saggio, capace di dare, attraverso questa parabola romanzesca, un insegnamento sulla vita che evidentemente i suoi lettori non incontravano altrove.


 

 

 

 


E’ un libro adatto a chi si pone tante domande, a chi cerca risposte, a chi è alla ricerca di se stesso ed a chi vuole trovare la propria essenza e i propri valori.

Che possa piacere o no… che possa essere condiviso o no… il pensiero di Hesse che si esprime attraverso il libro è certamente un geniale e sublime tentativo di vedere oltre l’apparenza materiale delle cose… e può rappresentare una grande lezione di vita.


 

 

 

ALCUNI SIGNIFICATIVI ESTRATTI

 

 

Ma leggiamo ora alcuni passi di questo famosissimo libro
ascoltando, se ci va, un  po’ di buona musica… new age.


 
 







 

 

 

“Povero io sono” disse Siddharta: “non possiedo niente, se è questo che intendi dire.
Certamente sono povero, ma lo sono volontariamente, quindi non sono in miseria”.
 
 

viola nocca hb

 

 

Se vuoi conoscere il tuo passato, sapere che cosa ti ha causato, allora osservati nel presente, che è l’effetto del passato. Se vuoi conoscere il tuo futuro, sapere che cosa ti porterà, allora osservati nel presente, che è la causa del futuro.

 

viola nocca hb

 

 
Tu sei un sapiente Siddharta; ebbene, impara anche questo:
“L’amore si può mendicare, comprare, regalare, si può trovarlo per caso sulla strada, ma non si può estorcere”.
 
 

viola nocca hb

 

 
“Dimmi, amico: tu non educhi tuo figlio? non lo costringi? non lo picchi? non lo castighi?”
 “No, Vasudeva, non faccio nulla di tutto questo”.
“Lo sapevo. Tu non lo costringi, non lo picchi, non gli dai ordini, perchè sai che c’è più forza nel molle che nel duro, sai che l’acqua è più forte della pietra, che l’amore è più forte della violenza….”
 
 

viola nocca hb

 

 
”… A lui, che in amore era ancora un ragazzo, e perciò incline a precipitarsi ciecamente e insaziabilmente nel piacere come in un abisso, ella insegnò a fondo la dottrina che non si ottiene piacere senza dare piacere, e che ogni gesto, ogni carezza, ogni contatto, ogni sguardo, ogni minima posizione del corpo ha il suo segreto, la cui scoperta avvia alla consapevole felicità. Gli insegnò che, dopo una festa d’amore, gli amanti non debbono separarsi se non compresi di reciproca ammirazione, se non vinti e vincitori a un tempo, cosicchè in nessuno dei due insorgano sazietà e squallore e il sentimento cattivo d’avere abusato o d’aver subìto un abuso. ..”
 

viola nocca hb

 

“La realtà dell’esistenza personale e del mondo esteriore è dolore, consistente nell’invarianza delle sue condizioni:
nascita, malattia, morte, mancanza di ciò che si desidera, unione con ciò che dispiace, separazione da ciò che si ama;
l’origine del dolore è il desiderio di esistere, il bisogno del piacere e anche il suo rifiuto.
La retta via sta nel mezzo.
Il segreto della felicità sta nell’accettarsi così come si è, rinunciando ai desideri, la cui consapevolezza rende infelici non meno della loro realizzazione.
Infatti ogni desiderio soddisfatto porta a maturarne un altro ancora più grande.”

 

viola nocca hb

 

 

“L’amore, mi sembra di tutte la cosa principale.

Penetrare il mondo, spiegarlo, disprezzarlo, può essere l’opera dei grandi filosofi.

Ma a me importa solo di poter amare il mondo, non disprezzarlo, non odiare il mondo e me;

a me importa solo di poter considerare il mondo, e me, e tutti gli esseri, con amore, ammirazione e rispetto”

 

viola nocca hb

 

 

E tutto insieme, tutte le voci, tutte le mete, tutti i desideri, tutti i dolori, tutta la gioia,

tutto il bene e il male, tutto insieme era il mondo.

Tutto insieme era il fiume del divenire, era la musica della vita.

 

 

 




TONY KOSPAN




(ESTRATTI DA VARI SITI WEB – IMPAGINAZ. E COORDINAM. T.K.)





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