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Antonia Pozzi… l’anniversario… la vita… l’amore… il dolore… e le sue mitiche poesie   Leave a comment

 

 

Oggi è il 75° anniversario della sua morte…

3 dicembre 1938

ma il suo mito… è più vivo che mai

così come le sue poesie… sono sempre più amate…


 

 

(Milano 13.2.1912 – Milano 3.12.1938)

  

 

ANTONIA POZZI

VITA AMORE DOLORI E VERSI SUBLIMI

a cura di Tony Kospan

 

 

 

La sua è stata una breve ma molto intensa vita

 illuminata dalla suprema luce della poesia…

ma condannata dall'ottusità della… buona società.


Conosciamola… ricordiamola… leggiamola…

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BREVE BIOGRAFIA

 

Antonia Pozzi nasce a Milano il 13 febbraio 1912.

 Da piccolina è biondina ma delicatina di salute. 

Crescendo diventa una bella ragazza contenta dei suoi genitori

l'avvocato Roberto Pozzi e la contessa Lina Cavagna Sangiuliani

e vive in un ambiente familiare (in senso ampio) molto colto ed elegante.

  

E' però il liceo che segnerà la sua vita.

  

Qui inizia ad avere delle belle amicizie ed inizia a scrivere poesie.

  

Ma soprattutto resta affascinata dal professore di latino e greco.

  

Non dalla bellezza però… bensì dalla sua profonda cultura

e dalla sua grande passione per l'insegnamento.

 

 

 

 

 

E' il 1927.

 

Antonia scopre,

nonostante la severità del docente… ed i suoi occhi tristi…,

d'aver tantissime affinità,  di condivider gli stessi ideali

e soprattutto d'aver in comune

l'amore per la poesia, la cultura, l'arte etc..

  

Scoppia l'amore… che il padre cerca però in ogni modo di contrastare.

 

 

 

 

 

Nel 1933 Antonia si arrende al volere della famiglia…

ma scrive di farlo “non secondo il cuore, ma secondo il bene”.

  

In realtà questo amore non finirà mai d'albergare nel suo cuore

anche se cerca di vivere altri amori e di dedicarsi ad altri interessi.

  

Nel 1935 si laurea con lode

con una tesi sulla formazione letteraria di Flaubert.

  

In questi anni vive come qualsiasi giovane alto-borghese di quei tempi

frequentando molto anche la montagna con passeggiate e scalate.

 

 

 

 

 

 

Questo le dà molte emozioni che trasferisce poi nelle poesie.

 

Fa però anche una crociera nel mediterraneo

visitando quei luoghi d'antica civiltà di cui le parlava il “suo” professore…

nonché un viaggio in Austria e Germania

per approfondire la lingua tedesca che tanto amava.

 

 

 

Una  foto scattata da Antonia

 

 

Un altro suo grande interesse è, in quegli anni, la fotografia…

(i suoi scatti appaiono vere e proprie poesie figurate)

ma è forte anche il suo impegno sociale verso i poveri.

  

Nel 1937 Antonia inizia ad insegnare presso l’Istituto Tecnico Schiapparelli.

  

Tuttavia, nonostante tutte queste attività,

 non viene mai meno in lei una grave inquietitudine…

che il 3 dicembre del '38 la portò ad un tragico gesto.

 

 

 

 

 

 

Probabilmente i contrasti col padre, oltre all'amore negato,

ebbero nella genesi delle sue difficoltà tremenda importanza.

  

Quel che proprio appare assurdo ed incomprensibile è

che il padre, dopo la sua morte,

 arrivò perfino a censurare e modificare alcune sue poesie…

e questo la dice lunga

sulla tremenda pressione psicologica subita da Antonia.

 

 

 


 

 

 

LA SUA POETICA

 

Non sono poche le sue poesie… ben 300…

soprattutto se consideriamo la sua breve vita…

 

Qualcuno ha voluto limitarne la bellezza e la profondità

definendole “diaristiche”.

 

Ma non sono poi da sottacere

diversi aspetti innovativi e coraggiosi della sua poetica 


nè la sua capacità, pur essendo giovanissima,

d'affrontar con coraggio i difficili temi della vita.

 

 


 

Ma ora facciamo parlare lei attraverso alcune mitiche poesie…

 

ALCUNE SUE POESIE

 

 

PREGHIERA ALLA POESIA

Oh, tu bene mi pesi
 l’anima, poesia:
 tu sai se io manco e mi perdo,
 tu che allora ti neghi
 e taci.

 Poesia, mi confesso con te
 che sei la mia voce profonda:
 tu lo sai,
tu lo sai che ho tradito,
 ho camminato sul prato d’oro
 che fu mio cuore,
 ho rotto l’erba,
 rovinata la terra –
 poesia – quella terra
 dove tu mi dicesti il più dolce
 di tutti i tuoi canti,
 dove un mattino per la prima volta
 vidi volar nel sereno l’allodola
 e con gli occhi cercai di salire –
 Poesia, poesia che rimani
 il mio profondo rimorso,
 oh aiutami tu a ritrovare
 il mio alto paese abbandonato –
 Poesia che ti doni soltanto
 a chi con occhi di pianto
 si cerca –
 oh rifammi tu degna di te,
 poesia che mi guardi.

 

 

CONFIDARE

Ho tanta fede in te. Mi sembra
che saprei aspettare la tua voce
in silenzio, per secoli
di oscurità.
Tu sai tutti i segreti,
come il sole:
potresti far fiorire
i gerani e la zàgara selvaggia
sul fondo delle cave
di pietra, delle prigioni
leggendarie.
Ho tanta fede in te. Son quieta
come l’arabo avvolto
nel barracano bianco,
che ascolta Dio maturargli
l’orzo intorno alla casa.

 

 

PUDORE

Se qualcuna delle mie parole
ti piace e tu me lo dici
sia pur solo con gli occhi
io mi spalanco
in un riso beato
ma tremo
come una mamma piccola giovane
che perfino arrossisce
se un passante le dice
che il suo bambino è bello.

 

 

 

BELLEZZA

Ti do me stessa
 le mie notti insonni,
 i lunghi sorsi
 di cielo e stelle – bevuti
 sulle montagne,
 la brezza dei mari percorsi
 verso albe remote.
 
Ti do me stessa,
 il sole vergine dei miei mattini
 su favolose rive
 tra superstiti colonne
 e ulivi e spighe.
 
Ti do me stessa,
 i meriggi
 sul ciglio delle cascate,
 i tramonti
 ai piedi delle statue, sulle colline,
 fra tronchi di cipressi animati
 di nidi –
 
E tu accogli la mia meraviglia
 di creatura,
 il mio tremito di stelo
 vivo nel cerchio
 degli orizzonti,
 piegato al vento
 limpido – della bellezza:
 e tu lascia ch’io guardi questi occhi
 che Dio ti ha dati,
 così densi di cielo
 profondi come secoli di luce
 inabissati al di là
 delle vette.

 

 

 

 

Grazie Antonia per le bellissime poesie

e scusaci per l'immenso dolore

che il perbenismo formale di una società ipocrita ti ha dato…

 

 

 

 

Tony Kospan

 

 

 

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