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“Festa in un giardino d’Albaro” – Analisi di un sorprendente dipinto del pittore del ‘700 A. Magnasco   Leave a comment




A volte l’arte anticipa i movimenti della storia
interpretando le disfunzioni sociali di un’epoca.

Questo pittore genovese, Alessandro Magnasco, 
vissuto a cavallo tra il ‘600 ed il ‘700 
è stato un artista davvero particolare 
e soprattutto lontano dalle mode e dai temi dei suoi tempi.




Alessandro Magnasco (Genova, 4.2.1667 – Genova, 12.3.1749)



Il suo stile, di genere popolaresco,
è caratterizzato da pennellate dai colori contrastanti 
che creano immagini in chiaroscuro e personaggi distorti 
per cui è ritenuto anche un antesignano dell’Espressionismo.

I suoi dipinti mostrano spesso una critica chiara
dei costumi “allegri” del clero 
(soprattutto tra frati e suore)
e di quelli decadenti della società del suo tempo.





La dissipazione e l’ignoranza distruggono le arti e le scienze




Emblematico di queste sue tematiche è il suo dipinto più famoso 
“Trattenimento in un giardino d’Albaro” del 1740 
creato al suo ritorno a Genova dopo il periodo milanese.


Il dipinto ci mostra 2 diversissime scene divise da un muro diroccato.




Trattenimento in un giardino d’Albaro




La prima in alto e molto ampia
è una bella e completa veduta della valle del torrente Bisagno 
mentre la seconda, in basso un giardino della collina d’Albaro.
Se nella prima ampia scena paesaggistica, 
che occupa ampiamente
il dipinto nella parte alta, sembra dominare lo spirito illuminista 
nella seconda in basso, quasi nascosta, scopriamo
persone della nobiltà e del clero rilassarsi amabilmente.









E’ proprio qui che vien fuori lo spirito del Magnasco 
di forte critica al “paradiso dorato” di ecclesiastici e nobili 
mentre la massima parte del popolo è in sofferenza.

L’autore, che deve accontentare il ricco committente, 
riesce comunque ad inserire la sua critica
senza darlo molto a vedere.


Ma la critica c’è… eccome!




Il muro




Colpisce in modo forte infatti 
la separazione
tra la leggerezza del paesaggio e del tema 
un “allegro” intrattenimento tra nobili e prelati, 
con la tensione dura che è invece data
dai colori oscuri ed intensi 
con cui vengono dipinte
le persone in basso che sembrano divertirsi.

I soggetti poi appaiono per lo più vecchi, 
quasi mummie imparruccate dedite al relax 
e con i classici atteggiamenti formali del bel mondo.








Essi,  chiusi nei loro grandi privilegi, 
manifestano un assoluto disinteresse
per quel che avviene nel mondo oltre quel muro.

Ma ecco che in questo mondo falso ed artificiale
appare una scena viva e reale.









Un ragazzo del popolo, chiaramente vestito poveramente, 
sta scavalcando coraggiosamente quel muro scalcinato
 (pur esso emblema di un mondo vecchio che sta per finire).

Il ragazzo rappresenta la forza della realtà 
ed annuncia a tutti che quel mondo dorato e falso sta per finire.









Cinquanta anni dopo quel muro diroccato crollerà 
sotto i colpi di una rivoluzione che cambierà la storia
dell’Europa e del Mondo 
dando inizio ad una nuova epoca.


Tony Kospan




Copyright Tony Kospan

Vietata la copia del post senza indicazione dell’autore e del blog





pbsnake3
IL GRUPPO DI CHI AMA VIVER L’ARTE…
INSIEME
frecce052-b.gif
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Alessandro Magnasco (Genova, 4.2.1667 – Genova, 12.3.1749)


.
.

Henri Matisse.. grande esponente del Fauvismo e la sua passione per il colore – Mini biografia artistica e vari capolavori   Leave a comment




L’artista o il poeta possiedono una luce interna
che trasforma gli oggetti per farne un mondo nuovo, sensibile, organizzato,
un mondo vivo che è in sé segno infallibile della divinità.
Matisse



Donna col cappello (partic.)




Lunga è stata la vita ed ampia e variegata l’attività artistica
di questo grande pittore, ma anche notevole scultore, francese.



BREVE BIOGRAFIA ARTISTICA



Henri Matisse
(Le Cateau 31.12.1869 – Vence, Nizza 3.11.1954



Durante un periodo di malattia mentre il giovane Matisse
frequenta corsi di diritto, la madre per distrarlo
gli regala una scatola con tutto quanto serviva per colorare,
e lui inizia a copiare delle opere ed a studiare tecniche di pittura.




La gioia di vivere – 1905




Grazie all’appoggio del pittore simbolista Gustave Moreau
presso il cui studio aveva iniziato ad operare
riesce ad iscriversi all’Ecole des Beaux Arts.


Già da giovane appare chiara la sua “ossessione” per il colore
e per dar ad esso evidenza nei primi tempi si accosta al puntinismo.










Nel 1896 “incontra” gli impressionisti ma ben presto
si dirige verso altre strade.


I suoi maggiori interessi sono chiaramente evidenziati
dal fatto che acquista opere di Cezanne, Van Gogh e Gauguin.




L’odalisca




La sua ricerca lo porta quasi fatalmente verso il Fauvismo
che rappresenta la prima rottura con l’imperante impressionismo
e le sue opere iniziano ad avere colori sempre meno naturali
e forme senza tridimensionalità.


La vivacità dei colori e la gioia di vivere
del fauvismo mediterraneo è però molto diversa
da quello dei paesi nordici.





Il paravento moresco – 1923




Pur vivendo lontano dalla mondanità partecipa
a molte mostre con le sue opere, che, dopo un iniziale
scarso riscontro da parte di alcuni critici,
riscuotono pian piano sempre maggiori consensi.






La danza




Il giorno di Natale del 1908 scrive qualcosa
che ci fa comprendere il suo modo d’intendere l’arte:

Ho lavorato per arricchire la mia intelligenza,
per soddisfare le differenti esigenze del mio spirito,
sforzando tutto il mio essere alla comprensione
delle diverse interpretazioni dell’arte plastica
date dagli antichi maestri e dai moderni
“.




Anemoni in un vaso di terracotta – 1924




Conosce poi e diventa amico di Picasso
di cui però resterà sempre un rivale.

Nonostante sia considerato
uno dei maggiori esponenti del Fauvismo
tuttavia dopo un po’ Matisse se ne allontana
per ricercare nuovi personali equilibri stilistici.









Il suo successo lo porta a viaggiare per il mondo
ed in particolare si reca e dipinge
in Germania, Italia, Marocco, Russia e USA.


Dopo la 1° Guerra Mondiale,
forse anche per l’incontro con Renoir,
i suoi dipinti appaiono meno duri.





La stanza rossa – 1908





La sua ricerca pittorica continuerà per tutta la sua vita
attraversando nel corso degli anni diverse esperienze,
come quella vicina al Cubismo, arrivando,
con le sue ultime opere, a sfiorare l’Astrattismo.





Lezione di piano – 1923




Il colore per Matisse è… tutto
e il dipingere oltre che una passione ed una professione
è anche, e forse soprattutto, gioia
come racconta spesso lui stesso.









Ma ora lasciamo “parlare” alcune sue opere.




Natura morta con “La danza”





Donna accanto alla scacchiera – 1928










La tavola apparecchiata







Jazz




Tony Kospan



F I N E


Copyright Tony Kospan







IL GRUPPO DI CHI AMA L’ARTE

.

.

.

.






Henri Matisse.. grande esponente del Fauvismo – Biografia artistica.. la passione del colore e diversi capolavori   Leave a comment




L’artista o il poeta possiedono una luce interna
 che trasforma gli oggetti per farne un mondo nuovo, sensibile, organizzato, 
un mondo vivo che è in sé segno infallibile della divinità. 
Matisse



Donna col cappello (partic.)




Lunga è stata la vita ed ampia e variegata l’attività artistica
di questo grande pittore, ma anche notevole scultore, francese.



BREVE BIOGRAFIA ARTISTICA






Durante un periodo di malattia mentre il giovane Matisse
frequenta corsi di diritto, la madre per distrarlo
gli regala una scatola con tutto quanto serviva per colorare,
e lui inizia a copiare delle opere ed a studiare tecniche di pittura.



La gioia di vivere – 1905



Grazie all’appoggio del pittore simbolista Gustave Moreau
presso il cui studio aveva iniziato ad operare
riesce ad iscriversi all’Ecole des Beaux Arts.


Già da giovane appare chiara la sua “ossessione” per il colore
e per dar ad esso evidenza nei primi tempi si accosta al puntinismo.








Nel 1896 “incontra” gli impressionisti ma ben presto
si dirige verso altre strade.


I suoi maggiori interessi sono chiaramente evidenziati
dal fatto che acquista opere di Cezanne, Van Gogh e Gauguin.



 Henri Matisse
(Le Cateau 31.12.1869 – Vence, Nizza 3.11.1954)
.
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La sua ricerca lo porta quasi fatalmente verso il Fauvismo
che rappresenta la prima rottura con l’imperante impressionismo
e le sue opere iniziano ad avere colori sempre meno naturali
e forme senza tridimensionalità.



La vivacità dei colori e la gioia di vivere
del fauvismo mediterraneo è però molto diversa
da quello dei paesi nordici.




Il paravento moresco – 1923



Pur vivendo lontano dalla mondanità partecipa
a molte mostre con le sue opere, che, dopo un iniziale
scarso riscontro da parte di alcuni critici,
riscuotono pian piano sempre maggiori consensi.





La danza



Il giorno di Natale del 1908 scrive qualcosa
che ci fa comprendere il suo modo d’intendere l’arte:

Ho lavorato per arricchire la mia intelligenza,
per soddisfare le differenti esigenze del mio spirito,
sforzando tutto il mio essere alla comprensione
delle diverse interpretazioni dell’arte plastica
date dagli antichi maestri e dai moderni
“.



Anemoni in un vaso di terracotta – 1924



Conosce poi e diventa amico di Picasso
di cui però resterà sempre un rivale.

Nonostante sia considerato
uno dei maggiori esponenti del Fauvismo
tuttavia dopo un po’ Matisse se ne allontana
per ricercare nuovi personali equilibri stilistici.







Il suo successo lo porta a viaggiare per il mondo
ed in particolare si reca e dipinge
in Germania, Italia, Marocco, Russia e USA.


Dopo la 1° Guerra Mondiale,
forse anche per l’incontro con Renoir,
i suoi dipinti appaiono meno duri.




La stanza rossa – 1908




La sua ricerca pittorica continuerà per tutta la sua vita
attraversando nel corso degli anni diverse esperienze,
come quella vicina al Cubismo, arrivando,
con le sue ultime opere, a sfiorare l’Astrattismo.



Lezione di piano – 1923



Il colore per Matisse è… tutto
e il dipingere oltre che una passione ed una professione
è anche, e forse soprattutto, gioia
come racconta spesso lui stesso.







Ma ora lasciamo “parlare” alcune sue opere.



Natura morta con “La danza”




Donna accanto alla scacchiera – 1928










La tavola apparecchiata






Jazz



Tony Kospan



F I N E


Copyright Tony Kospan

IL GRUPPO DI CHI AMA L’ARTE

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L’odalisca


Henri Matisse e la passione del colore – Mini biografia artistica e vari capolavori del grande esponente del Fauvismo   Leave a comment




L’artista o il poeta possiedono una luce interna
che trasforma gli oggetti per farne un mondo nuovo, sensibile, organizzato,
un mondo vivo che è in sé segno infallibile della divinità.
Matisse



Donna col cappello (partic.)




Lunga è stata la vita ed ampia e variegata l’attività artistica
di questo grande pittore, ma anche notevole scultore, francese.



BREVE BIOGRAFIA ARTISTICA



Henri Matisse
(Le Cateau 31.12.1869 – Vence, Nizza 3.11.1954



Durante un periodo di malattia mentre il giovane Matisse
frequenta corsi di diritto, la madre per distrarlo
gli regala una scatola con tutto quanto serviva per colorare,
e lui inizia a copiare delle opere ed a studiare tecniche di pittura.




La gioia di vivere – 1905




Grazie all’appoggio del pittore simbolista Gustave Moreau
presso il cui studio aveva iniziato ad operare
riesce ad iscriversi all’Ecole des Beaux Arts.


Già da giovane appare chiara la sua “ossessione” per il colore
e per dar ad esso evidenza nei primi tempi si accosta al puntinismo.










Nel 1896 “incontra” gli impressionisti ma ben presto
si dirige verso altre strade.


I suoi maggiori interessi sono chiaramente evidenziati
dal fatto che acquista opere di Cezanne, Van Gogh e Gauguin.




L’odalisca




La sua ricerca lo porta quasi fatalmente verso il Fauvismo
che rappresenta la prima rottura con l’imperante impressionismo
e le sue opere iniziano ad avere colori sempre meno naturali
e forme senza tridimensionalità.


La vivacità dei colori e la gioia di vivere
del fauvismo mediterraneo è però molto diversa
da quello dei paesi nordici.





Il paravento moresco – 1923




Pur vivendo lontano dalla mondanità partecipa
a molte mostre con le sue opere, che, dopo un iniziale
scarso riscontro da parte di alcuni critici,
riscuotono pian piano sempre maggiori consensi.






La danza




Il giorno di Natale del 1908 scrive qualcosa
che ci fa comprendere il suo modo d’intendere l’arte:

Ho lavorato per arricchire la mia intelligenza,
per soddisfare le differenti esigenze del mio spirito,
sforzando tutto il mio essere alla comprensione
delle diverse interpretazioni dell’arte plastica
date dagli antichi maestri e dai moderni
“.




Anemoni in un vaso di terracotta – 1924




Conosce poi e diventa amico di Picasso
di cui però resterà sempre un rivale.

Nonostante sia considerato
uno dei maggiori esponenti del Fauvismo
tuttavia dopo un po’ Matisse se ne allontana
per ricercare nuovi personali equilibri stilistici.









Il suo successo lo porta a viaggiare per il mondo
ed in particolare si reca e dipinge
in Germania, Italia, Marocco, Russia e USA.


Dopo la 1° Guerra Mondiale,
forse anche per l’incontro con Renoir,
i suoi dipinti appaiono meno duri.





La stanza rossa – 1908





La sua ricerca pittorica continuerà per tutta la sua vita
attraversando nel corso degli anni diverse esperienze,
come quella vicina al Cubismo, arrivando,
con le sue ultime opere, a sfiorare l’Astrattismo.





Lezione di piano – 1923




Il colore per Matisse è… tutto
e il dipingere oltre che una passione ed una professione
è anche, e forse soprattutto, gioia
come racconta spesso lui stesso.









Ma ora lasciamo “parlare” alcune sue opere.




Natura morta con “La danza”





Donna accanto alla scacchiera – 1928










La tavola apparecchiata







Jazz




Tony Kospan



F I N E


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IL GRUPPO DI CHI AMA L’ARTE

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Henri Matisse.. la passione del colore – Biografia artistica del grande esponente del Fauvismo e diversi capolavori   Leave a comment




L’artista o il poeta possiedono una luce interna
 che trasforma gli oggetti per farne un mondo nuovo, sensibile, organizzato, 
un mondo vivo che è in sé segno infallibile della divinità. 
Matisse



Donna col cappello (partic.)




Lunga è stata la vita ed ampia e variegata l’attività artistica
di questo grande pittore, ma anche notevole scultore, francese.



BREVE BIOGRAFIA ARTISTICA






Durante un periodo di malattia mentre il giovane Matisse
frequenta corsi di diritto, la madre per distrarlo
gli regala una scatola con tutto quanto serviva per colorare,
e lui inizia a copiare delle opere ed a studiare tecniche di pittura.



La gioia di vivere – 1905



Grazie all’appoggio del pittore simbolista Gustave Moreau
presso il cui studio aveva iniziato ad operare
riesce ad iscriversi all’Ecole des Beaux Arts.


Già da giovane appare chiara la sua “ossessione” per il colore
e per dar ad esso evidenza nei primi tempi si accosta al puntinismo.








Nel 1896 “incontra” gli impressionisti ma ben presto
si dirige verso altre strade.


I suoi maggiori interessi sono chiaramente evidenziati
dal fatto che acquista opere di Cezanne, Van Gogh e Gauguin.



 Henri Matisse
(Le Cateau 31.12.1869 – Vence, Nizza 3.11.1954)
.
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La sua ricerca lo porta quasi fatalmente verso il Fauvismo
che rappresenta la prima rottura con l’imperante impressionismo
e le sue opere iniziano ad avere colori sempre meno naturali
e forme senza tridimensionalità.



La vivacità dei colori e la gioia di vivere
del fauvismo mediterraneo è però molto diversa
da quello dei paesi nordici.




Il paravento moresco – 1923



Pur vivendo lontano dalla mondanità partecipa
a molte mostre con le sue opere, che, dopo un iniziale
scarso riscontro da parte di alcuni critici,
riscuotono pian piano sempre maggiori consensi.





La danza



Il giorno di Natale del 1908 scrive qualcosa
che ci fa comprendere il suo modo d’intendere l’arte:

Ho lavorato per arricchire la mia intelligenza,
per soddisfare le differenti esigenze del mio spirito,
sforzando tutto il mio essere alla comprensione
delle diverse interpretazioni dell’arte plastica
date dagli antichi maestri e dai moderni
“.



Anemoni in un vaso di terracotta – 1924



Conosce poi e diventa amico di Picasso
di cui però resterà sempre un rivale.

Nonostante sia considerato
uno dei maggiori esponenti del Fauvismo
tuttavia dopo un po’ Matisse se ne allontana
per ricercare nuovi personali equilibri stilistici.







Il suo successo lo porta a viaggiare per il mondo
ed in particolare si reca e dipinge
in Germania, Italia, Marocco, Russia e USA.


Dopo la 1° Guerra Mondiale,
forse anche per l’incontro con Renoir,
i suoi dipinti appaiono meno duri.




La stanza rossa – 1908




La sua ricerca pittorica continuerà per tutta la sua vita
attraversando nel corso degli anni diverse esperienze,
come quella vicina al Cubismo, arrivando,
con le sue ultime opere, a sfiorare l’Astrattismo.



Lezione di piano – 1923



Il colore per Matisse è… tutto
e il dipingere oltre che una passione ed una professione
è anche, e forse soprattutto, gioia
come racconta spesso lui stesso.







Ma ora lasciamo “parlare” alcune sue opere.



Natura morta con “La danza”




Donna accanto alla scacchiera – 1928










La tavola apparecchiata






Jazz



Tony Kospan



F I N E


Copyright Tony Kospan

IL GRUPPO DI CHI AMA L’ARTE

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L’odalisca


Festa in un giardino d’Albaro – Breve analisi del più noto e sorprendente dipinto del pittore ligure del ‘700 A. Magnasco   Leave a comment




A volte l’arte anticipa i movimenti della storia
interpretando le disfunzioni sociali di un’epoca.

Questo pittore genovese, Alessandro Magnasco, 
vissuto a cavallo tra il ‘600 ed il ‘700 
è stato un artista davvero particolare 
e soprattutto lontano dalle mode e dai temi dei suoi tempi.




Alessandro Magnasco (Genova, 4.2.1667 – Genova, 12.3.1749)



Il suo stile, di genere popolaresco,
è caratterizzato da pennellate dai colori contrastanti 
che creano immagini in chiaroscuro e personaggi distorti 
per cui è ritenuto anche un antesignano dell’Espressionismo.

I suoi dipinti mostrano spesso una critica chiara
dei costumi “allegri” del clero 
(soprattutto tra frati e suore)
e di quelli decadenti della società del suo tempo.





La dissipazione e l’ignoranza distruggono le arti e le scienze




Emblematico di queste sue tematiche è il suo dipinto più famoso 
“Trattenimento in un giardino d’Albaro” del 1740 
creato al suo ritorno a Genova dopo il periodo milanese.


Il dipinto ci mostra 2 diversissime scene divise da un muro diroccato.




Trattenimento in un giardino d’Albaro




La prima in alto e molto ampia
è una bella e completa veduta della valle del torrente Bisagno 
mentre la seconda, in basso un giardino della collina d’Albaro.
Se nella prima ampia scena paesaggistica, 
che occupa ampiamente
il dipinto nella parte alta, sembra dominare lo spirito illuminista 
nella seconda in basso, quasi nascosta, scopriamo
persone della nobiltà e del clero rilassarsi amabilmente.









E’ proprio qui che vien fuori lo spirito del Magnasco 
di forte critica al “paradiso dorato” di ecclesiastici e nobili 
mentre la massima parte del popolo è in sofferenza.

L’autore, che deve accontentare il ricco committente, 
riesce comunque ad inserire la sua critica
senza darlo molto a vedere.


Ma la critica c’è… eccome!




Il muro




Colpisce in modo forte infatti 
la separazione
tra la leggerezza del paesaggio e del tema 
un “allegro” intrattenimento tra nobili e prelati, 
con la tensione dura che è invece data
dai colori oscuri ed intensi 
con cui vengono dipinte
le persone in basso che sembrano divertirsi.

I soggetti poi appaiono per lo più vecchi, 
quasi mummie imparruccate dedite al relax 
e con i classici atteggiamenti formali del bel mondo.








Essi,  chiusi nei loro grandi privilegi, 
manifestano un assoluto disinteresse
per quel che avviene nel mondo oltre quel muro.

Ma ecco che in questo mondo falso ed artificiale
appare una scena viva e reale.









Un ragazzo del popolo, chiaramente vestito poveramente, 
sta scavalcando coraggiosamente quel muro scalcinato
 (pur esso emblema di un mondo vecchio che sta per finire).

Il ragazzo rappresenta la forza della realtà 
ed annuncia a tutti che quel mondo dorato e falso sta per finire.









Cinquanta anni dopo quel muro diroccato crollerà 
sotto i colpi di una rivoluzione che cambierà la storia
dell’Europa e del Mondo 
dando inizio ad una nuova epoca.


Tony Kospan




Copyright Tony Kospan

Vietata la copia del post senza indicazione dell’autore e del blog





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Alessandro Magnasco (Genova, 4.2.1667 – Genova, 12.3.1749)


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Henri Matisse.. la passione del colore – Mini biografia artistica e diversi capolavori del grande esponente del Fauvismo   Leave a comment




L’artista o il poeta possiedono una luce interna
che trasforma gli oggetti per farne un mondo nuovo, sensibile, organizzato,
un mondo vivo che è in sé segno infallibile della divinità.
Matisse



Donna col cappello (partic.)




Lunga è stata la vita ed ampia e variegata l’attività artistica
di questo grande pittore, ma anche notevole scultore, francese.



BREVE BIOGRAFIA ARTISTICA



Henri Matisse
(Le Cateau 31.12.1869 – Vence, Nizza 3.11.1954



Durante un periodo di malattia mentre il giovane Matisse
frequenta corsi di diritto, la madre per distrarlo
gli regala una scatola con tutto quanto serviva per colorare,
e lui inizia a copiare delle opere ed a studiare tecniche di pittura.




La gioia di vivere – 1905




Grazie all’appoggio del pittore simbolista Gustave Moreau
presso il cui studio aveva iniziato ad operare
riesce ad iscriversi all’Ecole des Beaux Arts.


Già da giovane appare chiara la sua “ossessione” per il colore
e per dar ad esso evidenza nei primi tempi si accosta al puntinismo.










Nel 1896 “incontra” gli impressionisti ma ben presto
si dirige verso altre strade.


I suoi maggiori interessi sono chiaramente evidenziati
dal fatto che acquista opere di Cezanne, Van Gogh e Gauguin.




L’odalisca




La sua ricerca lo porta quasi fatalmente verso il Fauvismo
che rappresenta la prima rottura con l’imperante impressionismo
e le sue opere iniziano ad avere colori sempre meno naturali
e forme senza tridimensionalità.


La vivacità dei colori e la gioia di vivere
del fauvismo mediterraneo è però molto diversa
da quello dei paesi nordici.





Il paravento moresco – 1923




Pur vivendo lontano dalla mondanità partecipa
a molte mostre con le sue opere, che, dopo un iniziale
scarso riscontro da parte di alcuni critici,
riscuotono pian piano sempre maggiori consensi.






La danza




Il giorno di Natale del 1908 scrive qualcosa
che ci fa comprendere il suo modo d’intendere l’arte:

Ho lavorato per arricchire la mia intelligenza,
per soddisfare le differenti esigenze del mio spirito,
sforzando tutto il mio essere alla comprensione
delle diverse interpretazioni dell’arte plastica
date dagli antichi maestri e dai moderni
“.




Anemoni in un vaso di terracotta – 1924




Conosce poi e diventa amico di Picasso
di cui però resterà sempre un rivale.

Nonostante sia considerato
uno dei maggiori esponenti del Fauvismo
tuttavia dopo un po’ Matisse se ne allontana
per ricercare nuovi personali equilibri stilistici.









Il suo successo lo porta a viaggiare per il mondo
ed in particolare si reca e dipinge
in Germania, Italia, Marocco, Russia e USA.


Dopo la 1° Guerra Mondiale,
forse anche per l’incontro con Renoir,
i suoi dipinti appaiono meno duri.





La stanza rossa – 1908





La sua ricerca pittorica continuerà per tutta la sua vita
attraversando nel corso degli anni diverse esperienze,
come quella vicina al Cubismo, arrivando,
con le sue ultime opere, a sfiorare l’Astrattismo.





Lezione di piano – 1923




Il colore per Matisse è… tutto
e il dipingere oltre che una passione ed una professione
è anche, e forse soprattutto, gioia
come racconta spesso lui stesso.









Ma ora lasciamo “parlare” alcune sue opere.




Natura morta con “La danza”





Donna accanto alla scacchiera – 1928










La tavola apparecchiata







Jazz




Tony Kospan



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IL GRUPPO DI CHI AMA L’ARTE

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Henri Matisse.. la passione del colore – Mini biografia artistica del grande esponente del Fauvismo e diversi capolavori   Leave a comment




L’artista o il poeta possiedono una luce interna
che trasforma gli oggetti per farne un mondo nuovo, sensibile, organizzato,
un mondo vivo che è in sé segno infallibile della divinità.
Matisse




Henri Matisse
(Le Cateau 31.12.1869 – Vence, Nizza 3.11.1954)




Lunga è stata la vita ed ampia e variegata l'attività artistica
di questo grande pittore, ma anche notevole scultore, francese.



BREVE BIOGRAFIA ARTISTICA







Durante un periodo di malattia mentre il giovane Matisse
frequenta corsi di diritto, la madre per distrarlo
gli regala una scatola con tutto quanto serviva per colorare,
e lui inizia a copiare delle opere ed a studiare tecniche di pittura.



La gioia di vivere – 1905



Grazie all'appoggio del pittore simbolista Gustave Moreau
presso il cui studio aveva iniziato ad operare
riesce ad iscriversi all'Ecole des Beaux Arts.


Già da giovane appare chiara la sua “ossessione” per il colore
e per dar ad esso evidenza nei primi tempi si accosta al puntinismo.








Nel 1896 “incontra” gli impressionisti ma ben presto
si dirige verso altre strade.


I suoi maggiori interessi sono chiaramente evidenziati
dal fatto che acquista opere di Cezanne, Van Gogh e Gauguin.



L'odalisca




La sua ricerca lo porta quasi fatalmente verso il Fauvismo
che rappresenta la prima rottura con l'imperante impressionismo
e le sue opere iniziano ad avere colori sempre meno naturali
e forme senza tridimensionalità.


La vivacità dei colori e la gioia di vivere
del fauvismo mediterraneo è però molto diversa
da quello dei paesi nordici.




Il paravento moresco – 1923



Pur vivendo lontano dalla mondanità partecipa
a molte mostre con le sue opere, che, dopo un iniziale
scarso riscontro da parte di alcuni critici,
riscuotono pian piano sempre maggiori consensi.





La danza



Il giorno di Natale del 1908 scrive qualcosa
che ci fa comprendere il suo modo d'intendere l'arte:

Ho lavorato per arricchire la mia intelligenza,
per soddisfare le differenti esigenze del mio spirito,
sforzando tutto il mio essere alla comprensione
delle diverse interpretazioni dell’arte plastica
date dagli antichi maestri e dai moderni
“.



Anemoni in un vaso di terracotta – 1924



Conosce poi e diventa amico di Picasso
di cui però resterà sempre un rivale.

Nonostante sia considerato
uno dei maggiori esponenti del Fauvismo
tuttavia dopo un po' Matisse se ne allontana
per ricercare nuovi personali equilibri stilistici.







Il suo successo lo porta a viaggiare per il mondo
ed in particolare si reca e dipinge
in Germania, Italia, Marocco, Russia e USA.


Dopo la 1° Guerra Mondiale,
forse anche per l'incontro con Renoir,
i suoi dipinti appaiono meno duri.




La stanza rossa – 1908




La sua ricerca pittorica continuerà per tutta la sua vita
attraversando nel corso degli anni diverse esperienze,
come quella vicina al Cubismo, arrivando,
con le sue ultime opere, a sfiorare l'Astrattismo.




Lezione di piano – 1923



Il colore per Matisse è… tutto
e il dipingere oltre che una passione ed una professione
è anche, e forse soprattutto, gioia
come racconta spesso lui stesso.







Ma ora lasciamo “parlare” alcune sue opere.



Natura morta con “La danza”




Donna accanto alla scacchiera – 1928










La tavola apparecchiata






Jazz



Tony Kospan



F I N E


Copyright Tony Kospan







IL GRUPPO DI CHI AMA L'ARTE





Donna col cappello (partic.)


Trattenimento in un giardino d’Albaro – Breve analisi del più noto e sorprendente dipinto del pittore ligure del ‘700 A. Magnasco   Leave a comment




A volte l’arte anticipa i movimenti della storia
interpretando le disfunzioni sociali di un’epoca.

Questo pittore genovese, Alessandro Magnasco, 
vissuto a cavallo tra il ‘600 ed il ‘700 
è stato un artista davvero particolare 
e soprattutto lontano dalle mode e dai temi dei suoi tempi.




Alessandro Magnasco (Genova, 4.2.1667 – Genova, 12.3.1749)



Il suo stile, di genere popolaresco,
è caratterizzato da pennellate dai colori contrastanti 
che creano immagini in chiaroscuro e personaggi distorti 
per cui è ritenuto anche un antesignano dell’Espressionismo.

I suoi dipinti mostrano spesso una critica chiara
dei costumi “allegri” del clero 
(soprattutto tra frati e suore)
e di quelli decadenti della società del suo tempo.





La dissipazione e l’ignoranza distruggono le arti e le scienze




Emblematico di queste sue tematiche è il suo dipinto più famoso 
“Trattenimento in un giardino d’Albaro” del 1740 
creato al suo ritorno a Genova dopo il periodo milanese.


Il dipinto ci mostra 2 diversissime scene divise da un muro diroccato.




Trattenimento in un giardino d’Albaro




La prima in alto e molto ampia
è una bella e completa veduta della valle del torrente Bisagno 
mentre la seconda, in basso un giardino della collina d’Albaro.
Se nella prima ampia scena paesaggistica, 
che occupa ampiamente
il dipinto nella parte alta, sembra dominare lo spirito illuminista 
nella seconda in basso, quasi nascosta, scopriamo
persone della nobiltà e del clero rilassarsi amabilmente.









E’ proprio qui che vien fuori lo spirito del Magnasco 
di forte critica al “paradiso dorato” di ecclesiastici e nobili 
mentre la massima parte del popolo è in sofferenza.

L’autore, che deve accontentare il ricco committente, 
riesce comunque ad inserire la sua critica
senza darlo molto a vedere.


Ma la critica c’è… eccome!




Il muro




Colpisce in modo forte infatti 
la separazione
tra la leggerezza del paesaggio e del tema 
un “allegro” intrattenimento tra nobili e prelati, 
con la tensione dura che è invece data
dai colori oscuri ed intensi 
con cui vengono dipinte
le persone in basso che sembrano divertirsi.

I soggetti poi appaiono per lo più vecchi, 
quasi mummie imparruccate dedite al relax 
e con i classici atteggiamenti formali del bel mondo.








Essi,  chiusi nei loro grandi privilegi, 
manifestano un assoluto disinteresse
per quel che avviene nel mondo oltre quel muro.

Ma ecco che in questo mondo falso ed artificiale
appare una scena viva e reale.









Un ragazzo del popolo, chiaramente vestito poveramente, 
sta scavalcando coraggiosamente quel muro scalcinato
 (pur esso emblema di un mondo vecchio che sta per finire).

Il ragazzo rappresenta la forza della realtà 
ed annuncia a tutti che quel mondo dorato e falso sta per finire.









Cinquanta anni dopo quel muro diroccato crollerà 
sotto i colpi di una rivoluzione che cambierà la storia
dell’Europa e del Mondo 
dando inizio ad una nuova epoca.


Tony Kospan




Copyright Tony Kospan

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IL GRUPPO DI CHI AMA VIVER L’ARTE…
INSIEME
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Alessandro Magnasco (Genova, 4.2.1667 – Genova, 12.3.1749)


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Henri Matisse.. la passione del colore – Breve biografia artistica del grande esponente del Fauvismo e diversi capolavori   2 comments




L’artista o il poeta possiedono una luce interna
che trasforma gli oggetti per farne un mondo nuovo, sensibile, organizzato,
un mondo vivo che è in sé segno infallibile della divinità.
Matisse




Henri Matisse
(Le Cateau 31.12.1869 – Vence, Nizza 3.11.1954)




Lunga è stata la vita ed ampia e variegata l’attività artistica
di questo grande pittore, ma anche notevole scultore, francese.



BREVE BIOGRAFIA ARTISTICA







Durante un periodo di malattia mentre il giovane Matisse
frequenta corsi di diritto, la madre per distrarlo
gli regala una scatola con tutto quanto serviva per colorare,
e lui inizia a copiare delle opere ed a studiare tecniche di pittura.



La gioia di vivere – 1905



Grazie all’appoggio del pittore simbolista Gustave Moreau
presso il cui studio aveva iniziato ad operare
riesce ad iscriversi all’Ecole des Beaux Arts.


Già da giovane appare chiara la sua “ossessione” per il colore
e per dar ad esso evidenza nei primi tempi si accosta al puntinismo.








Nel 1896 “incontra” gli impressionisti ma ben presto
si dirige verso altre strade.


I suoi maggiori interessi sono chiaramente evidenziati
dal fatto che acquista opere di Cezanne, Van Gogh e Gauguin.



L’odalisca




La sua ricerca lo porta quasi fatalmente verso il Fauvismo
che rappresenta la prima rottura con l’imperante impressionismo
e le sue opere iniziano ad avere colori sempre meno naturali
e forme senza tridimensionalità.


La vivacità dei colori e la gioia di vivere
del fauvismo mediterraneo è però molto diversa
da quello dei paesi nordici.




Il paravento moresco – 1923



Pur vivendo lontano dalla mondanità partecipa
a molte mostre con le sue opere, che, dopo un iniziale
scarso riscontro da parte di alcuni critici,
riscuotono pian piano sempre maggiori consensi.





La danza



Il giorno di Natale del 1908 scrive qualcosa
che ci fa comprendere il suo modo d’intendere l’arte:

Ho lavorato per arricchire la mia intelligenza,
per soddisfare le differenti esigenze del mio spirito,
sforzando tutto il mio essere alla comprensione
delle diverse interpretazioni dell’arte plastica
date dagli antichi maestri e dai moderni
“.



Anemoni in un vaso di terracotta – 1924



Conosce poi e diventa amico di Picasso
di cui però resterà sempre un rivale.

Nonostante sia considerato
uno dei maggiori esponenti del Fauvismo
tuttavia dopo un po’ Matisse se ne allontana
per ricercare nuovi personali equilibri stilistici.







Il suo successo lo porta a viaggiare per il mondo
ed in particolare si reca e dipinge
in Germania, Italia, Marocco, Russia e USA.


Dopo la 1° Guerra Mondiale,
forse anche per l’incontro con Renoir,
i suoi dipinti appaiono meno duri.




La stanza rossa – 1908




La sua ricerca pittorica continuerà per tutta la sua vita
attraversando nel corso degli anni diverse esperienze,
come quella vicina al Cubismo, arrivando,
con le sue ultime opere, a sfiorare l’Astrattismo.




Lezione di piano – 1923



Il colore per Matisse è… tutto
e il dipingere oltre che una passione ed una professione
è anche, e forse soprattutto, gioia
come racconta spesso lui stesso.







Ma ora lasciamo “parlare” alcune sue opere.



Natura morta con “La danza”




Donna accanto alla scacchiera – 1928










La tavola apparecchiata






Jazz



Tony Kospan



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Donna col cappello (partic.)


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