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MASCHERE.. VIAGGIO e PAROLA – Su questi 3 temi.. brevi ed eleganti passi letterari di Gramellini.. Battaglia e Hawthorne   2 comments

 
 
 
SULLE NOSTRE MASCHERE
 
 
 
 
 
 
Nessuno può, per un periodo che non sia brevissimo,
“portare” una faccia da mostrare a sé stesso e un’altra da mostrare alla folla, senza alla fine trovarsi nella condizione di non capire più quale possa essere la vera.

Nathaniel Hawthorne





 

 
 
 
 
SUL VIAGGIO (DELLA VITA)
 
 
 

 

 

L’importante è mettersi in cammino.
Altrimenti non arriverai da nessuna parte.
E passerai il resto della tua vita a disprezzarti per ciò che avresti potuto essere e non sei stato.
La meta iniziale del viaggio rappresenta solo lo stimolo per partire.
 
Massimo Gramellini




   

 
 

 
 
SULLA PAROLA
 
 
 

 
 
 

Dice un proverbio arabo che ogni parola, prima di essere pronunciata, dovrebbe passare da tre porte.
Sull’arco della prima porta dovrebbe esserci scritto: “è vera?”
Sulla seconda campeggiare la domanda: “è necessaria?”
Sulla terza essere scolpita l’ultima richiesta: “è gentile?”.
Una parola giusta può superare le tre barriere e raggiungere il destinatario con il suo significato piccolo o grande.
Nel mondo di oggi, dove le parole inutili si sprecano, occorrerebbero cento porte, molte delle quali rimarrebbero sicuramente chiuse.


Romano Battaglia




 
 
 
 
 

 

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BEATI QUELLI – Simpaticissimi.. saggi ed “attuali” questi pensieri d’autore che ci giungono dal ‘500   Leave a comment



Davvero imperdibili e tutte da godere
queste riflessioni di Tommaso Moro

 
 
 
Paolo Veronese – Le nozze di Cana
 
 
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BEATI QUELLI…
 
 
 
Beati quelli che sanno ridere di se stessi,
perché non finiranno mai di divertirsi.
 
 
Beati quelli che sanno distinguere una montagna da un ciottolo,
perché eviteranno molti fastidi.
 
 
Beati quelli che sanno riposare e dormire senza trovare scuse:
diventeranno saggi.
 
 
Beati quelli che sanno ascoltare e tacere:
impareranno cose nuove.
 
 
 

.
.
Giuseppe Mariotti – Picnic
 
.
.

 
 
Beati quelli che sono abbastanza intelligenti per non prendersi sul serio:
saranno apprezzati dai loro vicini.
 
 
Beati quelli che sono attenti alle esigenze degli altri,
senza sentirsi indispensabili:
saranno dispensatori di gioia.
 
 
Beati sarete voi se saprete guardare seriamente le cose piccole
e tranquillamente le cose importanti:
andrete lontano nella vita.
 
 
Beati voi se saprete apprezzare un sorriso
e dimenticare uno sgarbo:
il vostro cammino sarà pieno di sole.


.
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.

Walter Crane – Le stagioni

.
.
.

Che io possa avere la forza di cambiare le cose che posso cambiare,
che io possa avere la pazienza di accettare le cose che non posso cambiare,
che io possa avere soprattutto l'intelligenza di saperle distinguere.

Se l'onore fosse redditizio, tutti sarebbero onorevoli.

Datemi o Signore () un'anima che non conosca la noia,
i brontolamenti, i sospiri e i lamenti,
e non permettete che io mi crucci eccessivamente
per quella cosa troppo invadente che si chiama IO.

Datemi, o Signore, il senso del ridicolo.

Concedetemi la grazia di comprendere uno scherzo,
affinché conosca nella vita un po' di gioia
e possa farne parte anche ad altri.




Immagine in evidenza

 
 
 
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.
.
L'autore è Thomas More, italianizzato in Tommaso Moro…
brillante scrittore e giurista inglese che fu decapitato
perché non volle abbandonare la Chiesa  di Roma
a favore della nascente Chiesa Anglicana.

Per questo è stato proclamato Santo.


.

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Thomas More (Tommaso Moro) – Londra 7.2.1478 / Londra 6.7.1535
 
 
 
 
 








Jan Matsys – A Merry Company 





La giraffa.. vanitosa – Una simpatica favola etnica.. con una sua morale   Leave a comment

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Davvero una favola densa di saggezza…

che penso sia utile sia a grandi che a piccoli..

 

 

 

 

 

 

LA GIRAFFA VANITOSA

(favola etnica proveniente dall'Africa)

 

 

 

 

 

 

Ai limiti di una grande foresta, in Africa, viveva tra gli altri animali una giraffa bellissima, agile e snella, più alta di qualunque altra.

Sapendo di essere ammirata non solo dalle sue compagne ma da tutti gli animali era diventata superba e non aveva più rispetto per nessuno, né dava aiuto a chi glielo chiedeva.

Anzi se ne andava in giro tutto il santo giorno per mostrare la sua bellezza agli uni e agli altri dicendo: – Guardatemi, io sono la più bella. –

Gli altri animali, stufi di udire le sue vanterie, la prendevano in giro, ma la giraffa vanitosa era troppo occupata a rimirarsi per dar loro retta.

Un giorno la scimmia decise di darle una lezione. Si mise a blandirla con parole che accarezzavano le orecchie della giraffa:

– Ma come sei bella! Ma come sei alta! La tua testa arriva dove nessuno altro animale può giungere… –

E così dicendo, la condusse verso la palma della foresta.

Quando furono giunti là, la scimmia chiese alla giraffa di prendere i datteri che stavano in alto e che erano i più dolci. lì suo collo era lunghissimo, ma per quanto si sforzasse di allungarlo ancor di più, non riusciva a raggiungere il frutto.

Allora la scimmia, con un balzo, saltò sul dorso della giraffa, poi sul collo e finalmente si issò sulla sua testa riuscendo ad afferrare il frutto desiderato.

Una volta tornata a terra, la scimmia disse alla giraffa:

– Vedi, cara mia, sei la più alta, la più bella, però non puoi vivere senza gli altri, non puoi fare a meno degli altri animali.

La giraffa imparò la lezione e da quel giorno cominciò a collaborare con gli altri animali e a rispettarli.


 

 

 

 

 

 


DAL WEB – IMPAGINAZ. T.K.

 

 


CIAO DA TONY KOSPAN

 

 



LA TUA PAGINA CULTURALE E DI SOGNO

il nostro mondo a colori


 
 
 
 

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SULLE NOSTRE MASCHERE
 
 
 
 
 
 
Nessuno può, per un periodo che non sia brevissimo,
“portare” una faccia da mostrare a sé stesso e un’altra da mostrare alla folla, senza alla fine trovarsi nella condizione di non capire più quale possa essere la vera.

Nathaniel Hawthorne





 

 
 
 
 
SUL VIAGGIO (DELLA VITA)
 
 
 

 

 

L’importante è mettersi in cammino.
Altrimenti non arriverai da nessuna parte.
E passerai il resto della tua vita a disprezzarti per ciò che avresti potuto essere e non sei stato.
La meta iniziale del viaggio rappresenta solo lo stimolo per partire.
 
Massimo Gramellini




   

 
 

 
 
SULLA PAROLA
 
 
 

 
 
 

Dice un proverbio arabo che ogni parola, prima di essere pronunciata, dovrebbe passare da tre porte.
Sull’arco della prima porta dovrebbe esserci scritto: “è vera?”
Sulla seconda campeggiare la domanda: “è necessaria?”
Sulla terza essere scolpita l’ultima richiesta: “è gentile?”.
Una parola giusta può superare le tre barriere e raggiungere il destinatario con il suo significato piccolo o grande.
Nel mondo di oggi, dove le parole inutili si sprecano, occorrerebbero cento porte, molte delle quali rimarrebbero sicuramente chiuse.


Romano Battaglia




 
 
 
 
 

 

BEATI QUELLI – Simpaticissimi, saggi e.. “moderni” questi pensieri d’autore che ci giungono dal ‘500   Leave a comment



Davvero imperdibili e tutte da godere
queste riflessioni di Tommaso Moro

 
 
 
Paolo Veronese – Le nozze di Cana
 
 
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BEATI QUELLI…
 
 
 
Beati quelli che sanno ridere di se stessi,
perché non finiranno mai di divertirsi.
 
 
Beati quelli che sanno distinguere una montagna da un ciottolo,
perché eviteranno molti fastidi.
 
 
Beati quelli che sanno riposare e dormire senza trovare scuse:
diventeranno saggi.
 
 
Beati quelli che sanno ascoltare e tacere:
impareranno cose nuove.
 
 
 

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Giuseppe Mariotti – Picnic
 
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Beati quelli che sono abbastanza intelligenti per non prendersi sul serio:
saranno apprezzati dai loro vicini.
 
 
Beati quelli che sono attenti alle esigenze degli altri,
senza sentirsi indispensabili:
saranno dispensatori di gioia.
 
 
Beati sarete voi se saprete guardare seriamente le cose piccole
e tranquillamente le cose importanti:
andrete lontano nella vita.
 
 
Beati voi se saprete apprezzare un sorriso
e dimenticare uno sgarbo:
il vostro cammino sarà pieno di sole.


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Walter Crane – Le stagioni

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Che io possa avere la forza di cambiare le cose che posso cambiare,
che io possa avere la pazienza di accettare le cose che non posso cambiare,
che io possa avere soprattutto l'intelligenza di saperle distinguere.

Se l'onore fosse redditizio, tutti sarebbero onorevoli.

Datemi o Signore () un'anima che non conosca la noia,
i brontolamenti, i sospiri e i lamenti,
e non permettete che io mi crucci eccessivamente
per quella cosa troppo invadente che si chiama IO.

Datemi, o Signore, il senso del ridicolo.

Concedetemi la grazia di comprendere uno scherzo,
affinché conosca nella vita un po' di gioia
e possa farne parte anche ad altri.




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L'autore è Thomas More, italianizzato in Tommaso Moro…
brillante scrittore e giurista inglese che fu decapitato
perché non volle abbandonare la Chiesa  di Roma
a favore della nascente Chiesa Anglicana.

Per questo è stato proclamato Santo.


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Thomas More (Tommaso Moro) – Londra 7.2.1478 / Londra 6.7.1535
 
 
 
 
 








Jan Matsys – A Merry Company 





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SULLE NOSTRE MASCHERE
 
 
 
 
 
 
Nessuno può, per un periodo che non sia brevissimo,
“portare” una faccia da mostrare a sé stesso e un'altra da mostrare alla folla, senza alla fine trovarsi nella condizione di non capire più quale possa essere la vera.

Nathaniel Hawthorne





 

 
 
 
 
SUL VIAGGIO (DELLA VITA)
 
 
 

 

 

L’importante è mettersi in cammino.
Altrimenti non arriverai da nessuna parte.
E passerai il resto della tua vita a disprezzarti per ciò che avresti potuto essere e non sei stato.
La meta iniziale del viaggio rappresenta solo lo stimolo per partire.
 
Massimo Gramellini




   

 
 

 
 
SULLA PAROLA
 
 
 

 
 
 

Dice un proverbio arabo che ogni parola, prima di essere pronunciata, dovrebbe passare da tre porte.
Sull'arco della prima porta dovrebbe esserci scritto: “è vera?”
Sulla seconda campeggiare la domanda: “è necessaria?”
Sulla terza essere scolpita l'ultima richiesta: “è gentile?”.
Una parola giusta può superare le tre barriere e raggiungere il destinatario con il suo significato piccolo o grande.
Nel mondo di oggi, dove le parole inutili si sprecano, occorrerebbero cento porte, molte delle quali rimarrebbero sicuramente chiuse.


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queste riflessioni di Tommaso Moro

 
 
 
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Beati quelli che sanno ridere di se stessi,
perché non finiranno mai di divertirsi.
 
 
Beati quelli che sanno distinguere una montagna da un ciottolo,
perché eviteranno molti fastidi.
 
 
Beati quelli che sanno riposare e dormire senza trovare scuse:
diventeranno saggi.
 
 
Beati quelli che sanno ascoltare e tacere:
impareranno cose nuove.
 
 
 

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Giuseppe Mariotti – Picnic
 
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Beati quelli che sono abbastanza intelligenti per non prendersi sul serio:
saranno apprezzati dai loro vicini.
 
 
Beati quelli che sono attenti alle esigenze degli altri,
senza sentirsi indispensabili:
saranno dispensatori di gioia.
 
 
Beati sarete voi se saprete guardare seriamente le cose piccole
e tranquillamente le cose importanti:
andrete lontano nella vita.
 
 
Beati voi se saprete apprezzare un sorriso
e dimenticare uno sgarbo:
il vostro cammino sarà pieno di sole.


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Walter Crane – Le stagioni

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Che io possa avere la forza di cambiare le cose che posso cambiare,
che io possa avere la pazienza di accettare le cose che non posso cambiare,
che io possa avere soprattutto l’intelligenza di saperle distinguere.

Se l’onore fosse redditizio, tutti sarebbero onorevoli.

Datemi o Signore () un’anima che non conosca la noia,
i brontolamenti, i sospiri e i lamenti,
e non permettete che io mi crucci eccessivamente
per quella cosa troppo invadente che si chiama IO.

Datemi, o Signore, il senso del ridicolo.

Concedetemi la grazia di comprendere uno scherzo,
affinché conosca nella vita un po’ di gioia
e possa farne parte anche ad altri.




Immagine in evidenza

 
 
 
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L’autore è Thomas More, italianizzato in Tommaso Moro…
brillante scrittore e giurista inglese che fu decapitato
perché non volle abbandonare la Chiesa  di Roma
a favore della nascente Chiesa Anglicana.

Per questo è stato proclamato Santo.


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Thomas More (Tommaso Moro) – Londra 7.2.1478 / Londra 6.7.1535
 
 
 
 
 








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