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Si può abitare in un’opera d’arte? Storia ed immagini del “Quartiere Pappagallo” in Olanda ispirato a Mondrian   Leave a comment








E’ possibile entrare.. sostare.. e addirittura vivere in un’opera d’arte?


No certo! Ed invece sì.


Ecco allora la storia e le immagini del “Quartiere Pappagallo”
di Drachten in Olanda.









LA STORIA



Nel 1921 l’architetto e pittore Theo Van Doesburg realizzò la pittura delle pareti interne ed esterne di 16 case a schiera progettate dall’architetto Cees Rienks de Boer destinate alla classe media della cittadina olandese Drachten sulla falsariga dei coloratissimi dipinti di Mondrian.








Ma già mentre era in corso la loro costruzione sorsero dissidi tra i due in quanto l’architetto avrebbe voluto che il colore di base degli esterni fosse bianco per meglio esaltare i colori delle porte e delle finestre ed a questo si opponeva il de Boer.




La vetrata di una finestra disegnata da Theo Van Doesburg




Prevalse la tesi più tradizionale… ma ciononostante le case, per i loro particolari colori, furono oggetto di grande ilarità da parte dei cittadini che le definirono “Case pappagallo“.

Addirittura intervenne poi il Comune che provvide a ridipingere le case a proprie spese e così esse divennero anonime come le altre case della cittadina.




Dipinto di Mondrian




Il loro autore, Theo Van Doesburg, si era rifatto ai principi del Neoplasticismo… che aveva elaborato a partire dal 1917 (e quindi quest’anno è il centenario della sua fondazione) con Mondrian nella rivista De Stijl.

Il principio basilare di questa corrente, descritto nel Manifesto pubblicato sull’anzidetta rivista, era quello di esaltare l’arte plastica e di annullare ogni forma naturale in quanto essa, a loro dire, impediva una reale elaborazione artistica.






IL QUARTIERE PAPPAGALLO ORA



Negli ultimi tempi gli abitanti di queste case, con la collaborazione del Museo olandese Dr8888, hanno deciso di riprendere i colori gialli, rossi e blu dei disegni originali.




.
.
.
.
.
Ora quindi le case sono tornate allo stile ed ai colori del Neoplasticismo e dunque i loro abitanti vivono in queste autentiche opere d’arte.









Una di esse è visitabile 2 volte la settimana ed una sala da pranzo è stata perfettamente ricostruita ed allestita nel suddetto Museo.







E’ da aggiungere che non solo gli interni e le facciate sono coloratissimi ma anche le parti esterne…







Un altro interno di una “casa pappagallo”.








Tony Kospan


Copyright Tony Kospan – Vietata la copia senza indicare il nome dell’autore e del blog.



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IL GRUPPO DI CHI AMA VIVER L’ARTE…
INSIEME











REGINELLA – L’antica e classica canzone napoletana in 2 versioni anche con la sua storia e l’atmosfera del 1917   Leave a comment

 
 
 
 
 
 
 
 
 

ATMOSFERE E NOTE… D’UN TEMPO
a cura di Tony Kospan

 
 
 







Samuel Melton Fisher

 
 

R E G I N E L L A

(1917)




 
 
Questa è una delle più famose
canzoni classiche napoletane.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

STORIA E SIGNIFICATO DELLA CANZONE

 
 
 

Fu scritta nel 1917 dal notissimo paroliere-poeta Libero Bovio e musicata da Gaetano Lama a tempo di valzer e quindi oltre cento anni fa.

 
 
 
 
 

Libero Bovio con Salvatore Di Giacomo e Ferdinando Russo

 
 
 

 
Essa ci parla di una donna che ha preferito lasciare le sue semplici origini… (di quando mangiava pane e ciliege…) ed anche il suo innamorato senza pretese… per divenire una raffinata sciantosa (oggi potremmo definirla soubrette ma il significato è più ampio) che parla in un incerto francese e che veste abiti scollati ed eleganti.
 
L’avvilimento del suo ex è tale che neanche il cardellino trova la forza di volare via e di cercarsi una nuova padrona, pur con la gabbia ormai aperta.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

IL FAMOSO RITORNELLO ED IL BRANO

 
 
 
Il ritornello 
«Perché, ora che non ci amiamo più, tu distrattamente pensi a me, distrattamente parli di me, distrattamente chiami me?» 
rivela che il fuoco dell’amore seppur ormai semispento sotto la cenere cova ancora in entrambi…
 
 
Quel “distrattamente” a mio parere, quasi come un lapsus freudiano, mostra proprio questo… mentre però intanto i due stanno già prendendo strade ormai diverse… lontane.

 
 
 
 

 

 

 

E’ quindi un brano dolce e malinconico che ci parla della fine di un amore con toni così accorati che lasciano immaginare non del tutto spente nè la passione nè le emozioni che quell’amore ha destato.
 
 
La canzone ebbe un successo immediato.
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 

ATMOSFERE DI QUELL’ANNO
 
 
 
 
Siamo nel 1917 e la 1° guerra mondiale vive ancora momenti molto critici pur se s’inizia ad intravedere la fine.

 
 
 
 


 
 
 
ma intanto nonostante tutto… e soprattutto nonostante i tantissimi lutti… nelle città la vita continua…

 
 
 
 
Picasso a Napoli
 
 
 
 
con i ritmi e le modalità d’allora
 
 
 

Auto – Aquila Italiana

 
 
 
 
Le “fabbrichine” (Donne che fecero una marcia contro la guerra)
 
 
 
 
 
 
ASCOLTO DELLA CANZONE

 
 
 

Ma ora ascoltiamola in questo video in cui vi sono anche bellissime immagini… cantata da Robeto Murolo



 



 
 
 
 
e poi, se ci va,  anche in questo sito, in cui potremo leggerne anche il testo originale e la traduzione, cantata da Massimo Ranieri.

 
 
 

 
  
 
 
 

Buon ascolto da Tony Kospan




IL TUO NUOVO GRUPPO DI RICORDI..CULTURA ED AMICIZIA









SIPARIO PER PARADE – Storia ed analisi del più grande dipinto di Picasso   Leave a comment

.
.

Sipario per Parade (partic.)

 


 

Sipario per Parade”, lunga 17 metri e alta 11,

è la più grande pittura di Pablo Picasso.

 

L’opera, conservata al Centre George Pompidou di Parigi

viene esposta solo in rarissime (solo 3 in cento anni) occasioni.

 

 

 

Autoritratto – Io il Re

 

 

 

L’opera fu creata da Picasso a Roma nel 1917 (quindi ha oltre 100 anni)

come scenario del balletto “Parade” di Erik Satie (da cui prende il nome)

che si tenne al Théâtre du Châtelet di Parigi nel maggio dello stesso anno.

 

 

 

Olga amata da Picasso

 

 

 

In quel periodo Picasso, insieme allo scrittore Jean Cocteaou,

si muoveva tra Napoli… Pompei e Roma rimanendo entusiasta

sia dalle vestigia antiche che delle atmosfere popolari.

 

A Roma incontrò e s’innamorò della ballerina Olga

che faceva parte del balletto.

 

 

 

Picasso a Napoli

 

 

 

Il dipinto rappresenta una grande casa con ballerine e animali che danno vita

ad un circo suggestivo, poetico, allegro ma nel contempo triste.

 

L’opera fa parte di quella notevole, per numero e qualità di opere (circa 300)

galleria di dipinti definita “Picasso et le cirque” in cui gli artisti circensi

mostrano il “languore di un circo senza pubblico” e cioè

gesti, piroette, espressioni e colori sono uniti a momenti malinconici.

 

 

 

Famiglia di saltimbanchi

 




Orbene questa opera di recente è giunta a Napoli e, 

con una complessa organizzazione per la sua salvaguardia, 

è stata portata al 2° piano del Museo di Capodimonte,

per una mostra che si è tenuta prima lì e poi presso gli “Scavi di Pompei”.

 

Le mostre tenutesi in Italia nel 2017

hanno inteso festeggiare il centenario della permanenza 

a Roma e a Napoli del grande artista.





Sipario per Parade


.

.

.

Tony Kospan

.

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LA PAGINA PER DARE COLORE ALLE TUE ORE 

.

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Abitare in un’opera d’arte? Storia ed immagini del “Quartiere Pappagallo” in Olanda ispirato a Mondrian   Leave a comment









E’ possibile entrare.. sostare.. e addirittura vivere in un’opera d’arte?


No certo! Ed invece sì.


Ecco allora la storia e le immagini del “Quartiere Pappagallo”
di Drachten in Olanda.









LA STORIA



Nel 1921 l’architetto e pittore Theo Van Doesburg realizzò la pittura delle pareti interne ed esterne di 16 case a schiera progettate dall’architetto Cees Rienks de Boer destinate alla classe media della cittadina olandese Drachten sulla falsariga dei coloratissimi dipinti di Mondrian.








Ma già mentre era in corso la loro costruzione sorsero dissidi tra i due in quanto l’architetto avrebbe voluto che il colore di base degli esterni fosse bianco per meglio esaltare i colori delle porte e delle finestre ed a questo si opponeva il de Boer.




La vetrata di una finestra disegnata da Theo Van Doesburg




Prevalse la tesi più tradizionale… ma ciononostante le case, per i loro particolari colori, furono oggetto di grande ilarità da parte dei cittadini che le definirono “Case pappagallo“.

Addirittura intervenne poi il Comune che provvide a ridipingere le case a proprie spese e così esse divennero anonime come le altre case della cittadina.




Dipinto di Mondrian




Il loro autore, Theo Van Doesburg, si era rifatto ai principi del Neoplasticismo… che aveva elaborato a partire dal 1917 (e quindi quest’anno è il centenario della sua fondazione) con Mondrian nella rivista De Stijl.

Il principio basilare di questa corrente, descritto nel Manifesto pubblicato sull’anzidetta rivista, era quello di esaltare l’arte plastica e di annullare ogni forma naturale in quanto essa, a loro dire, impediva una reale elaborazione artistica.






IL QUARTIERE PAPPAGALLO ORA



Negli ultimi tempi gli abitanti di queste case, con la collaborazione del Museo olandese Dr8888, hanno deciso di riprendere i colori gialli, rossi e blu dei disegni originali.




.
.
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.
.
Ora quindi le case sono tornate allo stile ed ai colori del Neoplasticismo e dunque i loro abitanti vivono in queste autentiche opere d’arte.









Una di esse è visitabile 2 volte la settimana ed una sala da pranzo è stata perfettamente ricostruita ed allestita nel suddetto Museo.







E’ da aggiungere che non solo gli interni e le facciate sono coloratissimi ma anche le parti esterne…







Un altro interno di una “casa pappagallo”.








Tony Kospan


Copyright Tony Kospan – Vietata la copia senza indicare il nome dell’autore e del blog.



IL GRUPPO DI CHI AMA VIVER L’ARTE…
INSIEME










REGINELLA – L’antica.. classica canzone napoletana in 2 versioni.. con la sua storia e l’atmosfera dell’epoca   Leave a comment

 
 
 
 
 
 
 
 
 

ATMOSFERE E NOTE… D’UN TEMPO
a cura di Tony Kospan

 
 
 





Samuel Melton Fisher

 
 

R E G I N E L L A

(1917)


 
 
Questa è una delle più famose
canzoni classiche napoletane.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

STORIA E SIGNIFICATO DELLA CANZONE

 
 
 

Fu scritta nel 1917 dal notissimo paroliere-poeta Libero Bovio e musicata da Gaetano Lama a tempo di valzer e quindi oltre cento anni fa.

 
 
 
 
 

Libero Bovio con Salvatore Di Giacomo e Ferdinando Russo

 
 
 

 
Essa ci parla di una donna che ha preferito lasciare le sue semplici origini… (di quando mangiava pane e ciliege…) ed anche il suo innamorato senza pretese… per divenire una raffinata sciantosa (oggi potremmo definirla soubrette ma il significato è più ampio) che parla in un incerto francese e che veste abiti scollati ed eleganti.
 
L’avvilimento del suo ex è tale che neanche il cardellino trova la forza di volare via e di cercarsi una nuova padrona, pur con la gabbia ormai aperta.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

IL FAMOSO RITORNELLO ED IL BRANO

 
 
 
Il ritornello 
«Perché, ora che non ci amiamo più, tu distrattamente pensi a me, distrattamente parli di me, distrattamente chiami me?» 
rivela che il fuoco dell’amore seppur ormai semispento sotto la cenere cova ancora in entrambi…
 
 
Quel “distrattamente” a mio parere, quasi come un lapsus freudiano, mostra proprio questo… mentre però intanto i due stanno già prendendo strade ormai diverse… lontane.

 
 
 
 

 

 

 

E' quindi un brano dolce e malinconico che ci parla della fine di un amore con toni così accorati che lasciano immaginare non del tutto spente nè la passione nè le emozioni che quell’amore ha destato.
 
 
La canzone ebbe un successo immediato.
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 

ATMOSFERE DI QUELL'ANNO
 
 
 
 
Siamo nel 1917 e la 1° guerra mondiale vive ancora momenti molto critici pur se s’inizia ad intravedere la fine.

 
 
 
 


 
 
 
ma intanto nonostante tutto… e soprattutto nonostante i tantissimi lutti… nelle città la vita continua…

 
 
 
 
Picasso a Napoli
 
 
 
 
con i ritmi e le modalità d’allora
 
 
 

Auto – Aquila Italiana

 
 
 
 
Le “fabbrichine” (Donne che fecero una marcia contro la guerra)
 
 
 
 
 
 
ASCOLTO DELLA CANZONE

 
 
 

Ma ora ascoltiamola in questo video in cui vi sono anche bellissime immagini… cantata da Robeto Murolo



 



 
 
 
 
e poi, se ci va,  anche in questo sito, in cui potremo leggerne anche il testo originale e la traduzione, cantata da Massimo Ranieri.

 
 
 

 
  
 
 
 

Buon ascolto da Tony Kospan




IL TUO NUOVO GRUPPO DI RICORDI..CULTURA ED AMICIZIA









SIPARIO PER PARADE – Storia e breve analisi del più grande dipinto di Picasso.   1 comment

.
.

Sipario per Parade (partic.)

 


 

Sipario per Parade”, lunga 17 metri e alta 11,

è la più grande pittura di Pablo Picasso.

 

L’opera, conservata al Centre George Pompidou di Parigi

viene esposta solo in rarissime (solo 3 in cento anni) occasioni.

 

 

 

Autoritratto – Io il Re

 

 

 

L’opera fu creata da Picasso a Roma nel 1917 (quindi ha oltre 100 anni)

come scenario del balletto “Parade” di Erik Satie (da cui prende il nome)

che si tenne al Théâtre du Châtelet di Parigi nel maggio dello stesso anno.

 

 

 

Olga amata da Picasso

 

 

 

In quel periodo Picasso, insieme allo scrittore Jean Cocteaou,

si muoveva tra Napoli… Pompei e Roma rimanendo entusiasta

sia dalle vestigia antiche che delle atmosfere popolari.

 

A Roma incontrò e s’innamorò della ballerina Olga

che faceva parte del balletto.

 

 

 

Picasso a Napoli

 

 

 

Il dipinto rappresenta una grande casa con ballerine e animali che danno vita

ad un circo suggestivo, poetico, allegro ma nel contempo triste.

 

L’opera fa parte di quella notevole, per numero e qualità di opere (circa 300)

galleria di dipinti definita “Picasso et le cirque” in cui gli artisti circensi

mostrano il “languore di un circo senza pubblico” e cioè

gesti, piroette, espressioni e colori sono uniti a momenti malinconici.

 

 

 

Famiglia di saltimbanchi

 




Orbene questa opera di recente è giunta a Napoli e, 

con una complessa organizzazione per la sua salvaguardia, 

è stata portata al 2° piano del Museo di Capodimonte,

per una mostra che si è tenuta prima lì e poi presso gli “Scavi di Pompei”.

 

Le mostre tenutesi in Italia nel 2017

hanno inteso festeggiare il centenario della permanenza 

a Roma e a Napoli del grande artista.





Sipario per Parade


.

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.

Tony Kospan

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.

LA PAGINA PER DARE COLORE ALLE TUE ORE 

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Storia ed immagini del “Quartiere Pappagallo” in Olanda – Quando le case sono vere… opere d’arte!   2 comments









E' possibile entrare.. sostare.. e addirittura vivere in un'opera d'arte?


No certo! Ed invece sì.


Ecco allora la storia e le immagini del “Quartiere Pappagallo”
di Drachten in Olanda.









LA STORIA



Nel 1921 l'architetto e pittore Theo Van Doesburg realizzò la pittura delle pareti interne ed esterne di 16 case a schiera progettate dall'architetto Cees Rienks de Boer destinate alla classe media della cittadina olandese Drachten sulla falsariga dei coloratissimi dipinti di Mondrian.








Ma già mentre era in corso la loro costruzione sorsero dissidi tra i due in quanto l'architetto avrebbe voluto che il colore di base degli esterni fosse bianco per meglio esaltare i colori delle porte e delle finestre ed a questo si opponeva il de Boer.




La vetrata di una finestra disegnata da Theo Van Doesburg




Prevalse la tesi più tradizionale… ma ciononostante le case, per i loro particolari colori, furono oggetto di grande ilarità da parte dei cittadini che le definirono “Case pappagallo“.

Addirittura intervenne poi il Comune che provvide a ridipingere le case a proprie spese e così esse divennero anonime come le altre case della cittadina.




Dipinto di Mondrian




Il loro autore, Theo Van Doesburg, si era rifatto ai principi del Neoplasticismo… che aveva elaborato a partire dal 1917 (e quindi quest'anno è il centenario della sua fondazione) con Mondrian nella rivista De Stijl.

Il principio basilare di questa corrente, descritto nel Manifesto pubblicato sull'anzidetta rivista, era quello di esaltare l'arte plastica e di annullare ogni forma naturale in quanto essa, a loro dire, impediva una reale elaborazione artistica.






IL QUARTIERE PAPPAGALLO ORA



Negli ultimi tempi gli abitanti di queste case, con la collaborazione del Museo olandese Dr8888, hanno deciso di riprendere i colori gialli, rossi e blu dei disegni originali.




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Ora quindi le case sono tornate allo stile ed ai colori del Neoplasticismo e dunque i loro abitanti vivono in queste autentiche opere d'arte.









Una di esse è visitabile 2 volte la settimana ed una sala da pranzo è stata perfettamente ricostruita ed allestita nel suddetto Museo.







E' da aggiungere che non solo gli interni e le facciate sono coloratissimi ma anche le parti esterne…







Un altro interno di una “casa pappagallo”.








Tony Kospan


Copyright Tony Kospan – Vietata la copia senza indicare il nome dell'autore e del blog.



IL GRUPPO DI CHI AMA VIVER L'ARTE…
INSIEME









REGINELLA – L’antica e famosa classica canzone napoletana in 2 versioni.. con la sua storia e l’atmosfera dell’epoca   Leave a comment

 
 
 
 
 
 
 
 
 

ATMOSFERE E NOTE… D’UN TEMPO
a cura di Tony Kospan

 
 
 





Samuel Melton Fisher

 
 

R E G I N E L L A

(1917)


 
 
Questa è una delle più famose
canzoni classiche napoletane.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

STORIA E SIGNIFICATO DELLA CANZONE

 
 
 

Fu scritta nel 1917 dal notissimo paroliere-poeta Libero Bovio e musicata da Gaetano Lama a tempo di valzer e quindi oltre cento anni fa.

 
 
 
 
 

Libero Bovio con Salvatore Di Giacomo e Ferdinando Russo

 
 
 

 
Essa ci parla di una donna che ha preferito lasciare le sue semplici origini… (di quando mangiava pane e ciliege…) ed anche il suo innamorato senza pretese… per divenire una raffinata sciantosa (oggi potremmo definirla soubrette ma il significato è più ampio) che parla in un incerto francese e che veste abiti scollati ed eleganti.
 
L’avvilimento del suo ex è tale che neanche il cardellino trova la forza di volare via e di cercarsi una nuova padrona, pur con la gabbia ormai aperta.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

IL FAMOSO RITORNELLO ED IL BRANO

 
 
 
Il ritornello 
«Perché, ora che non ci amiamo più, tu distrattamente pensi a me, distrattamente parli di me, distrattamente chiami me?» 
rivela che il fuoco dell’amore seppur ormai semispento sotto la cenere cova ancora in entrambi…
 
 
Quel “distrattamente” a mio parere, quasi come un lapsus freudiano, mostra proprio questo… mentre però intanto i due stanno già prendendo strade ormai diverse… lontane.

 
 
 
 

 

 

 

E’ quindi un brano dolce e malinconico che ci parla della fine di un amore con toni così accorati che lasciano immaginare non del tutto spente nè la passione nè le emozioni che quell’amore ha destato.
 
 
La canzone ebbe un successo immediato.
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 

ATMOSFERE DI QUELL’ANNO
 
 
 
 
Siamo nel 1917 e la 1° guerra mondiale vive ancora momenti molto critici pur se s’inizia ad intravedere la fine.

 
 
 
 


 
 
 
ma intanto nonostante tutto… e soprattutto nonostante i tantissimi lutti… nelle città la vita continua…

 
 
 
 
Picasso a Napoli
 
 
 
 
con i ritmi e le modalità d’allora
 
 
 

Auto – Aquila Italiana

 
 
 
 
Le “fabbrichine” (Donne che fecero una marcia contro la guerra)
 
 
 
 
 
 
ASCOLTO DELLA CANZONE

 
 
 

Ma ora ascoltiamola in questo video in cui vi sono anche bellissime immagini… cantata da Robeto Murolo



 



 
 
 
 
e poi, se ci va,  anche in questo sito, in cui potremo leggerne anche il testo originale e la traduzione, cantata da Massimo Ranieri.

 
 
 

 
  
 
 
 

Buon ascolto da Tony Kospan




IL TUO NUOVO GRUPPO DI RICORDI..CULTURA ED AMICIZIA









SIPARIO PER PARADE… il più grande dipinto di Picasso. La sua storia ed una breve analisi   1 comment

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Sipario per Parade (partic.)



Sipario per Parade”, lunga 17 metri e alta 11,

è la più grande pittura di Pablo Picasso.


L'opera, conservata al Centre George Pompidou di Parigi

viene esposta solo in rarissime (solo 3 in cento anni) occasioni.




Autoritratto – Io il Re




L'opera fu creata da Picasso a Roma nel 1917 (quindi ha 101 anni)

come scenario del balletto “Parade” di Erik Satie (da cui prende il nome)

che si tenne al Théâtre du Châtelet di Parigi nel maggio dello stesso anno.




Olga amata da Picasso



In quel periodo Picasso, insieme allo scrittore Jean Cocteaou,

si muoveva tra Napoli.. Pompei e Roma rimanendo entusiasta

sia dalle vestigia antiche che delle atmosfere popolari.


A Roma incontrò e s'innamorò della ballerina Olga

che faceva parte del balletto.




Picasso a Napoli




Il dipinto rappresenta una grande casa con ballerine e animali che danno vita

ad un circo suggestivo, poetico, allegro ma nel contempo triste.


L'opera fa parte di quella notevole, per numero e qualità di opere (circa 300)

galleria di dipinti definita “Picasso et le cirque” in cui gli artisti circensi

mostrano il “languore di un circo senza pubblico” e cioè

gesti, piroette, espressioni e colori sono uniti a momenti malinconici.




Famiglia di saltimbanchi




Orbene questa opera di recente è giunta a Napoli e, 

con una complessa organizzazione per la sua salvaguardia, 

è stata portata al 2° piano del Museo di Capodimonte,

per una mostra che si è tenuta prima lì e poi presso gli “Scavi di Pompei”.


Le mostre del 2017, in cui sono state presenti anche altre sue opere, 

intendevano festeggiare il centenario della permanenza a Roma e Napoli 

del grande artista.






Sipario per Parade


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Tony Kospan

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LA PAGINA PER DARE COLORE ALLE TUE ORE 

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SIPARIO PER PARADE – Storia.. immagini e breve analisi del più grande dipinto di Picasso   Leave a comment

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Sipario per Parade (partic.)



Sipario per Parade”, lunga 17 metri e alta 11,

è la più grande pittura di Pablo Picasso.


L'opera, conservata al Centre George Pompidou di Parigi

viene esposta solo in rarissime (solo 3 in cento anni) occasioni.




Autoritratto – Io il Re




L'opera fu creata da Picasso a Roma nel 1917 (quindi ha 101 anni)

come scenario del balletto “Parade” di Erik Satie (da cui prende il nome)

che si tenne al Théâtre du Châtelet di Parigi nel maggio dello stesso anno.




Olga amata da Picasso



In quel periodo Picasso, insieme allo scrittore Jean Cocteaou,

si muoveva tra Napoli.. Pompei e Roma rimanendo entusiasta

sia dalle vestigia antiche che delle atmosfere popolari.


A Roma incontrò e s'innamorò della ballerina Olga

che faceva parte del balletto.




Picasso a Napoli




Il dipinto rappresenta una grande casa con ballerine e animali che danno vita

ad un circo suggestivo, poetico, allegro ma nel contempo triste.


L'opera fa parte di quella notevole, per numero e qualità di opere (circa 300)

galleria di dipinti definita “Picasso et le cirque” in cui gli artisti circensi

mostrano il “languore di un circo senza pubblico” e cioè

gesti, piroette, espressioni e colori sono uniti a momenti malinconici.




Famiglia di saltimbanchi




Orbene questa opera di recente è giunta a Napoli e, 

con una complessa organizzazione per la sua salvaguardia, 

è stata portata al 2° piano del Museo di Capodimonte,

per una mostra che si è tenuta prima lì e poi presso gli “Scavi di Pompei”.


Le mostre del 2017, in cui sono state presenti anche altre sue opere, 

intendevano festeggiare il centenario della permanenza a Roma e Napoli 

del grande artista.






Sipario per Parade


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