Archivio per la categoria ‘TEMI POETICI ARTISTICI MUSICALI BY TONY KOSPAN

Le emozioni – Ecco come ce le descrivono le poesie.. l’arte.. gli aforismi.. le canzoni e non solo   Leave a comment

 
 
 
Care amiche e cari amici amanti della poesia 
il tema di questa settimana è un importante… 
direi fondamentale… aspetto del nostro vivere… le emozioni.


 
Tiziano



LE EMOZIONI IN POESIA… MUSICA… ARTE…
 AFORISMI…  E NON SOLO 
a cura di Tony Kospan

 
 
 
 

 
 
 


Ma che vuol dire la parola “emozione”?
 
 
Essa deriva dal latino e-movere
che significa smuovere, portare da dentro a fuori.
 
 
Dunque si tratta di reazioni psicofisiche
che si mettono in moto 
nella mente e nel corpo
di un individuo quando percepisce ed elabora 
una risposta a particolari situazioni ed avvenimenti.

 
 
 
 
 
 


Dunque esse vanno oltre la nostra interiorità
potendo influenzare
in diversi modi il corpo 
come ad esempio il battito del cuore, il rossore etc.
 
 
Che noia sarebbe la nostra vita senza di loro!


Infatti… che cosa, se non… le emozioni… 
rendono la nostra vita davvero degna d’esser vissuta?








  Possiamo anche considerarle
il sale che dà sapore ai nostri giorni…
 

Il rapporto tra emozioni e poesie e l’arte in genere
è bivalente.

 
 
 
 
Josephine Wall

 
 
 
E’ proprio da loro che nascono le opere d’arte
che poi, a loro volta, le restituiscono a tutti coloro
che leggono poesie, 
ammirano capolavori, ascoltano musiche etc.
 

Il tema è ovviamente vastissimo… per cui mi fermo qua.

 Come di consueto, prima di passare alle poesie, 
leggiamo alcuni aforismi sul tema.



 

 

I colori, come i lineamenti,
seguono i cambiamenti delle emozioni. 
Pablo Picasso

 

Anche nei cuori dei più sfrenati
ci sono corde 
che non possono essere toccate 
senza dare forti emozioni. 
Edgar Allan Poe

 

La parola comunica il pensiero, 
il tono le emozioni. 
E. Pound

 

L’aspetto delle cose varia secondo le emozioni; 
e così noi vediamo magia e bellezza in loro, 
ma, in realtà, magia e bellezza sono in noi. 
Kahlil Gibran



 
 




Ma è giunto il momento di passar alle poesie.

Come sempre sarà bello leggere, sul tema,
 poesie vostre o di altri, ma anche commenti… riflessioni,
o tutto quel che vi va di esprimere.


 
 
 

 (Emozioni – Battisti)

Marie Spartali Stillman



 
PUDORE
Antonia Pozzi

Se qualcuna delle mie parole
ti piace e tu me lo dici
sia pur solo con gli occhi
io mi spalanco
in un riso beato
ma tremo
come una mamma piccola giovane
che perfino arrossisce
se un passante le dice
che il suo bambino è bello.



 
 

 (The flame)

Tran Nguyen Han



FACCIO TUTTO CIO’ CHE POSSO
Victor Hugo
 
Faccio tutto ciò che posso
perchè il mio amore
non ti disturbi,
ti guardo di nascosto,
ti sorrido quando non mi vedi.
Poso il mio sguardo
o la mia anima ovunque
vorrei possare i miei baci:
sui tuoi capelli,
sulla tua fronte,
sui tuoi occhi,
sulle tue labbra
ovunque le carezze
abbiano libero accesso. 



  

 (L’emozione non ha voce – Celentano)

Jean-Paul Avisse
 
 
 

LA MIA FELICE BOCCA
Heman Hesse

La mia felice bocca nuovamente incontrare vuole
le tue labbra che baciando mi benedicono,
le tue dita care voglio tenere
e giocando congiungerle con le mie dita,
saziare il mio assetato sguardo col tuo,
avvolgere il mio capo nei tuoi folti capelli,
con le mie membra giovani e sempre sveglio voglio
rispondere ad ogni movimento delle tue membra
e da sempre nuovi fuochi d’amore
rinnovare mille volte la tua bellezza,
finché entrambi appagati e grati
ci troviamo felicemente sopra ogni dolore,
finché senza desideri salutiamo il giorno e la notte,
l’oggi e l’ieri come fratelli amati
finché camminiamo sopra ogni fare e ogni agire
come raggianti in una pace completa.



  (Il cielo in una stanza – Gino Paoli )

Christiane Vleugels



  INDIZI
Anna Andreevna Achmatova

Come spostando pietre:
geme ogni giuntura! Riconosco
l’amore dal dolore
lungo tutto il corpo.
Come un immenso campo aperto
alle bufere. Riconosco
l’amore dal lontano
di chi mi è accanto.
Come se mi avessero scavato
dentro fino al midollo. Riconosco
l’amore dal pianto delle vene
lungo tutto il corpo.
Vandalo in un’aureola
di vento! Riconosco
l’amore dallo strappo
delle più fedeli corde
vocali: ruggine, crudo sale
nella strettoia della gola.
Riconosco l’amore dal boato
– dal trillo beato –
lungo tutto il corpo!



  (Notti magiche – N. Giannini – E. Bennato)
Gabriel Rossetti



 NE LI OCCHI PORTA LA MIA DONNA AMORE
Dante Alighieri

Ne li occhi porta la mia donna Amore,
per che si fa gentil ciò ch’ella mira;
ov’ella passa, ogn’om ver lei si gira,
e cui saluta fa tremar lo core,
sì che, bassando il viso, tutto smore,
e d’ogni suo difetto allor sospira:
fugge dinanzi a lei superbia ed ira.
Aiutatemi, donne, farle onore.
Ogne dolcezza, ogne pensero umile
nasce nel core a chi parlar la sente,
ond’è laudato chi prima la vide.
Quel ch’ella par quando un poco sorride,
non si pò dicer nè tenere a mente,
sì è novo miracolo e gentile.



 



Felice ed emozionante settimana per tutti
da Tony Kospan




ARTE.. POESIA.. MUSICA.. HUMOUR.. VIDEO  ETC







LO SGUARDO D’AMORE – ECCOLO NELLE POESIE.. NEI DIPINTI.. NEGLI AFORISMI.. NELLE CANZONI E NON SOLO   Leave a comment

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Iniziamo con questo una serie di post
che ci parleranno del percorso dell’amore umano
dalla sua nascita fino alla sua affermazione.

Esso si snoderà in 5 parti:
Sguardo – Cuore – Incontro – Bacio – Abbraccio



Tubes fée et compagnon...

LO SGUARDO D’AMORE
POESIE DIPINTI AFORISMI CANZONI E NON SOLO
a cura di Tony Kospan



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Qual è il primo momento in cui nascono in noi
interesse, curiosità, simpatia, feeling etc.
capaci di trasformarsi in un sentimento d’amore,
se non quando avviene l’incrocio di sguardi?
Non v’è infatti chi non veda quanto siano importanti
gli sguardi nel sorgere di un amore,
o, in caso di esito negativo,
solo di un sogno d’amore.

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Martin Kavel


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Direi di più, gli sguardi nel corso dei secoli passati
in cui i rapporti tra i sessi erano estremamente complessi e difficili,

sono stati gli unici mezzi di comunicazione virtuale – ante litteram –
di emozioni, sensazioni, desideri, e di segnali d’intesa, gioia… etc.

Qualcuno può dubitare che uno sguardo
possa penetrare un cuore?



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Certo lo sguardo può però, sia in amore
che nei rapporti interpersonali in genere,
anche esprimere odio, disprezzo, indifferenza etc.
ma non è di questo che ci interesseremo…

Ritengo sublimi sul tema questi pensieri d’autore.






Guardandoti negli occhi ricordo soltanto
d’aver già visto il tuo volto in sogno.
Tagore

Le parole sono piene di falsità o di arte,
lo sguardo è il linguaggio del cuore
William Shakespeare

Lo sguardo alle volte può farsi carne,
unire due persone più di un abbraccio.
Dacia Maraini

C’è una strada che va dagli occhi al cuore
senza passare per l’intelletto.
Gilbert Keith Chesterton






Da sempre i poeti (e gli artisti in genere)
ci hannno parlato della stretta correlazione
tra occhi e cuore.

Ma passiamo alle poesie prescelte stavolta,
tutte di grandi autori.


Luigi Napoleone Grady – Donna distesa


CANZONE
~ Juan Ramon Jimenez ~
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Quando le tue mani erano luna,
colsero dal giardino del cielo
i tuoi occhi, violette divine.
Che nostalgia, quando i tuoi occhi
ricordano, di notte, il loro cespo
alla luce morta delle tue mani!
Tutta la mia anima, col suo mondo,
metto nei miei occhi della terra,
per ammirarti, moglie splendida!
Non incontreranno le tue due violette
il leggiadro luogo a cui elevo
cogliendo nella mia anima l’increato?


Arthur Braginsky


SABBIE MOBILI
~ Jacques Prevert ~
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Demoni e meraviglie
Venti e maree
S’è ritirato già il mare in lontananza
E tu
Come alga dolcemente dal vento accarezzata
Nelle sabbie del letto ti agiti sognando
Dèmoni e meraviglie
Venti e maree
Il mare s’è ritirato già in lontananza
Ma nei tuoi occhi socchiusi
Due piccole onde son rimaste
Dèmoni e meraviglie
Venti e maree
Due piccole onde per farmi annegare.


Cebarre



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TI GUARDO E IL SOLE CRESCE
~ Paul Eluard ~
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Ti guardo e il sole cresce
Presto ricoprirà la nostra giornata
Svegliati cuore e colori in mente
Per dissipare le pene della notte.
Ti guardo tutto è spoglio
Fuori le barche hanno poca acqua
Bisogna dire tutto con poche parole
Il mare è freddo senza amore
E’ l’inizio del mondo
Le onde culleranno il cielo
E tu vieni cullata dalle tue lenzuola
Tiri il sonno verso di te
Svegliati che io segua le tue tracce
Ho un corpo per attenderti per seguirti
Dalle porte dell’alba alle porte dell’ombra
Un corpo per passare la mia vita ad amarti.
Un corpo per sognare al di fuori del tuo sonno.



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Botticelli – Nascita di Venere


CUORE E OCCHI
~ William Shakespeare ~

I miei occhi e il cuore son venuti a patti
ed or ciascuno all’altro il suo ben riversa:
se i miei occhi son desiosi di uno sguardo,
o il cuore innamorato si distrugge di sospiri,
gli occhi allor festeggian l’effigie del mio amore
e al fantastico banchetto invitano il mio cuore;
un’altra volta gli occhi son ospiti del cuore
che a lor partecipa il suo pensier d’amore.
Così, per la tua immagine o per il mio amore,
anche se lontano sei sempre in me presente;
perchè non puoi andare oltre i miei pensieri
e sempre io son con loro ed essi son con te;
o se essi dormono, in me la tua visione
desta il cuore mio a delizia sua e degli occhi.


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Leonardo (attr.) – La bella principessa (partic.)



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TANTO GENTILE E TANTO ONESTA PARE
~ Dante Alighieri ~
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Tanto gentile e tanto onesta pare
la donna mia quand’ella altrui saluta,
ch’ogne lingua deven tremando muta,
e li occhi no l’ardiscon di guardare.
Ella si va, sententosi laudare,
benignamente d’umiltà vestuta;
e par che sia una cosa venuta
da cielo in terra a miracol mostrare.
Mostrasi sì piacente a chi la mira,
che dà per li occhi una dolcezza al core,
che ‘ntender no la può chi no la prova:
e par che de la sua labbia si mova
un spirito soave pien d’amore,
che va dicendo a l’anima: Sospira.
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Un poetico saluto da…
Orso Tony







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LA POESIA – Eccola come viene vista nelle poesie.. negli aforismi.. nelle canzoni e nei dipinti   Leave a comment

 
 
 
 
E. B. Leighton
 
 
 
 


Il tema poetico che affronteremo stavolta è la…




 
 
 



Sì… proprio così… le poesie parleranno di… Poesia!


 
 
 
 
LA POESIA IN POESIA.. ARTE.. AFORISMI.. E.. MUSICA
a cura di Tony Kospan

 
 
 

Jean-Honoré Fragonard

 
 

 

Il grande Montale disse che probabilmente la poesia è nata dalla necessità
di aggiungere un suono vocale al ritmo martellante delle musiche primitive.

 
Questo lascia immaginare un’origine comune tra musica e poesia
che poi sono diventate espressioni artistiche del tutto autonome…
benché a mio parere talvolta si reincontrano
quando ad esempio una poesia viene musicata
o il testo di una canzone è così bello da apparire… pura poesia.



 
 
 
 
 
 


Ma ci viene incontro 
sulla validità dell’idea “montaliana”
questo antico brano.


 
“Questi versi e il loro ritmo compose Alane,
imitando con le parole
quello che aveva udito nel canto delle pernici.”
Alcmane VII sec.a.C. 



 

 
 
 

 

Personalmente sono di ciò convintissimo ed infatti,
la vera poesia contiene, rima o non rima, metrica o non metrica,
un suo interno ritmo… una sua intrinseca musicalità.

 
La poesia ha una sua storia millenaria ed è giunta intatta
fino ai nostri giorni arricchendosi però sempre sempre di più
di temi, forme e contenuti di ogni genere costituendo così
un fantastico mondo capace di arricchire la nostra vita
facendoci volare sopra le nostre difficoltà e miserie.


 
 
 
 
 
 


Inoltre la poesia ci offre anche una chiave per aprire
alla nostra comprensione la serratura complicata di noi stessi.
 
Leggere una poesia al momento giusto infatti,
quando si è molto felici o quando si è veramente tristi,
può essere il modo migliore per “dialogare” con noi stessi
e/o per aprirci alla comprensione degli altri.


 
 
 
 
 
 


Parlare però di poesia, davvero a fondo, ci porterebbe a scrivere un trattato
che sarebbe lontano dalla brevità che desidera il mondo moderno
e comunque non esaurirebbe l’immenso tema del suo significato.

Ora, come di consueto, 
prima di passare alle poesie, 
ecco alcuni aforismi sul tema.



 
 

Pierre Auguste Renoir 
 
 
 
 
E’ proprio vero che la poesia è deliziosa,
infatti la prosa migliore è piena di poesia.
Virginia Woolf
 
Vivo nella poesia come le vene vivono del sangue
Antonia Pozzi
 
E se non vi piace la poesia
allora il mondo tenetevelo così com’è:
“scemo e faticoso”!
Enrico Dignani
 

La poesia non è un modo di esprimere un’opinione.
è un canto che sale da una ferita sanguinante
o da labbra sorridenti.
Kahlil Gibran
 

 Il poeta cerca solo di mettere la testa in cielo.
E’ il logico che cerca di mettere il cielo dentro la propria testa.
Ed è la sua testa che si spacca.
Gilbert Keith Chesterton
 
La vera poesia può comunicare anche prima di essere capita
T. S. Eliot

 
 
 
 
Oscar Fehrer
 
 
 
Può sembrar strano… ma sono davvero tantissime le poesie
che parlano di… poesia.
 

I poeti infatti la sentono, la vivono, l’amano, la godono,
e talvolta la soffrono, come una parte quasi fisica di loro stessi.
 

Le seguenti sono le poesie prescelte stavolta
e come sempre sarebbe bello leggere quelle che, sul tema,
vostre o di altri autori, piacciono a a voi.

 
 
 

 (Battisti – Il mio canto libero)

Delphin Enjolras

 
 
 
ARTE POETICA
Vicente Huidobro
 
Che il verso sia come una chiave
Che apre mille porte
Cade una foglia; qualcosa passa in volo;
Quanto guardano gli occhi sia creato,
E l’anima di chi ascolta resti a tremare.
Inventa nuovi mondi e cura la parola;
L’aggettivo, quando non dà vita, uccide.
Siamo nel ciclo dei nervi.
Il muscolo pende,
Come un ricordo, nei musei;
Ma non per questo abbiamo meno forza:
Il vero vigore
Risiede nella testa.
Perché cantate la rosa, o Poeti !
Fatela fiorire nella poesia;
Solo per noi
Vivono tutte le cose sotto il Sole,
Il poeta è un piccolo Dio.


 
 
  (Poesia – Don Backy)
Mike Flan

 
 

POESIA
Carlos Drummond de Andrade
 
Ho speso un’ora pensando un verso
che la penna non vuole scrivere.
Tuttavia esso è qui dentro
inquieto, vivo.
Esso è qui dentro
e non vuole uscire.
Ma la poesia di questo momento
inonda tutta la mia vita.


 
 
  (Mia Martini – Almeno tu nell’Universo)

Hermann Fenner Behmer

 
 


PER SCHERZO
Hermann Hesse
 
Le mie poesie stanno
davanti alla tua porta,
bussano e s’inchinano:
mi apri?
Le mie poesie hanno
un suono di seta
come il fruscio del tuo vestito
sulle scalinate.
Le mie poesie portano
un dolce profumo
come nell’aiuola tua preferita
il giacinto.
Le mie poesie son vestite
di un rosso cupo,
che come il tuo vestito di seta
fruscia ed arde.
Le mie più belle poesie
assomigliano del tutto a te.
Stanno davanti alla porta e s’inchinano:
mi apri?


 
 
 (Elisa – Una poesia anche per te)
Harry Wilson Watrous
 
 


LE RIME
Eugenio Montale
 
Le rime sono più noiose delle
dame di San Vincenzo: battono alla porta
e insistono. Respingerle è impossibile
e purché stiano fuori si sopportano.
Il poeta decente le allontana
(le rime), le nasconde, bara, tenta
il contrabbando. Ma le pinzochere ardono
di zelo e prima o poi (rime e vecchiarde)
bussano ancora e sono sempre quelle.


 
 
  (Cocciante – Poesia)
Albert Edelfelt

 
 

AD ALCUNI PIACE LA POESIA
Wislawa Szymborska 
 
Ad alcuni –
cioè non a tutti.
E neppure alla maggioranza, ma alla minoranza.
Senza contare le scuole, dove è un obbligo,
e i poeti stessi,
ce ne saranno forse due su mille.
Piace –
ma piace anche la pasta in brodo,
piacciono i complimenti e il colore azzurro,
piace una vecchia sciarpa,
piace averla vinta,
piace accarezzare un cane.
La poesia –
ma cos’è mai la poesia?
Più d’una risposta incerta
è stata già data in proposito.
Ma io non lo so, non lo so e mi aggrappo a questo
Come alla salvezza di un corrimano.



F I N E


 
 

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UN MODO DIVERSO DI VIVER
LA POESIA E LA CULTURA
NELLA PAGINA FB












 

IL VIAGGIO ED I SUOI SIGNIFICATI – ECCOLO NELLE POESIE… NELL’ARTE… NEGLI AFORISMI E NELLE CANZONI   Leave a comment



Vinicius Costa




Sappiamo bene che viaggiare
vuol dire spostarsi da un luogo all’altro…
così come sappiamo che fin dalla preistoria
 l’uomo si è spostato per terra e per mare
attraversando perfino dei continenti.


I motivi erano, e sono, i più vari…
così come i mezzi per farlo 
dunque stavolta affronteremo il tema del viaggio
in poesia e non solo.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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IN POESIA.. AFORISMI.. DIPINTI E CANZONI





Greg Olsen – Buon viaggio



Il tema è stato amato dai poeti fin dall’antichità
ed infatti ben 2 poemi sono dedicati al viaggio
come l’Odissea e l’Eneide ed in letteratura,
più recente, Il Milione di Marco Polo.

In particolare Ulisse è stato per millenni l’emblema
del viaggiatore per la conoscenza.


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Il viaggio infatti serve anche a conoscere… a conoscersi,
a liberarsi da vecchi pregiudizi, a mettersi in discussione.

In pratica il viaggio ci regala il più profondo senso 
di appartenenza all’Umanità.






 

Ma il viaggio può anche esser inteso in senso metaforico
ed è quello che facciamo all’interno del nostro animo.

Infine c’è poi anche quello nel tempo e nello spazio
attraverso la storia ed infine oggi sappiamo che 
s’è aggiunto anche quello virtuale.




Oviedo – Statua dedicata al viaggiatore



Prima di passare alle poesie ed ai dipinti 
leggiamo alcuni aforismi che ci aiuteranno ancor meglio
a comprendere il vero senso del viaggio.




tram roadsunset 700x



I viaggi danno una grande apertura mentale:
si esce dal cerchio dei pregiudizi del proprio Paese
e non si è disposti a farsi carico di quelli stranieri.
Montesquieu – Saggio… sugli spiriti e sui caratteri


A chi mi domanda ragione dei miei viaggi,
solitamente rispondo che so bene quel che fuggo,
ma non quello che cerco.
Michel de Montaigne – Saggi


Dobbiamo andare e non fermarci mai
finché non arriviamo.
– Per andare dove, amico?
– Non lo so, ma dobbiamo andare…
Jack Kerouac – On the road


I viaggi finiscono laddove s’incontrano gli amanti.
William Shakespeare – La dodicesima notte -1602



tram roadsunset 700x
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Ma ora iniziamo il viaggio verso le poesie… 
ed alla fine troveremo anche la mitica Itaca di Kavafis
vera e propria metafora del viaggio della vita.
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Moebius (Jean Giraud) – Il viaggiatore

 

 
TU CHE SEI IN VIAGGIO 
Antonio Machado

 
 “Tu che sei in viaggio,
sono le tue orme la strada,
nient’altro;
Tu che sei in viaggio,
non sei su una strada,
la strada la fai tu andando.
Mentre vai si fa la strada
e girandoti indietro
vedrai il sentiero che mai più calpesterai.
Tu che sei in viaggio,
non hai una strada, ma solo scie nel mare.



Wall Josephine – Voyage to Murrlis Sea



INVIDIO I MARI CHE LUI ATTRAVERSA
– E. Dickinson –

Invidio i mari che lui attraversa
invidio i raggi delle ruote
della carrozza che lo porta in giro
invidio le curve colline
che osservano il suo viaggio.
Tutti possono vedere facilmente
quel che invece, ah, cielo,
a me è vietato assolutamente.
Invidio i nidi dei passeri
che punteggiano le sue lontane grondaie
la mosca soddisfatta sul suo vetro
e le foglie felici felici
che fuori dalla sua finestra
scherzano approvate dall’estate,
gli orecchini di Pizzarro
non potrebbero acquistare ciò per me.
Invidio la luce che lo sveglia
e le campane che gli annunciano
con forti rintocchi il mezzogiorno.
Fossi io
per lui il mezzogiorno.
Ma mi vieto di fiorire
e annullo la mia ape
per paura che il mezzogiorno sprofondi
me e Gabriele nelle notte infinita.




John Collier – L’ultimo viaggio di Henry Hudson



VIAGGIARE!

Fernando Pessoa


Viaggiare! Perdere paesi!

Essere altro costantemente,

non avere radici, per l’anima,

da vivere soltanto di vedere!

Neanche a me appartenere!

Andare avanti, andare dietro

l’assenza di avere un fine,

e l’ansia di conseguirlo!

Viaggiare così è viaggio.

Ma lo faccio e non ho di mio

più del sogno del passaggio.

Il resto è solo terra e cielo.



 
    
Edward Hopper



 ATTRAVERSAI UNA CITTA’ POPOLOSA 
Walt Whitman


Una volta passai per una città popolosa

imprimendomi nel cervello per un uso futuro

vetrine, architetture, tradizioni e costumi,

eppure ora di tutta quella città

ricordo solo una donna incontrata per caso

che mi trattenne in quel luogo per amore sincero.

Giorno su giorno e notte dopo notte noi fummo insieme,

il resto è stato tutto da tempo dimenticato:

ricordo, ricordo solo quella donna

che appassionatamente mi stringeva,

e ancora noi camminiamo, amiamo, ancora ci dividiamo,

e lei mi tiene ancora per mano, io non devo andare,

la vedo accanto a me con le sue labbra tremule e mute.

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     Voyage voyage

Thomas Col  – Il viaggio della vita – 1842
 
 
 

ITACA
K. Kavafis
 
Se per Itaca volgi il tuo viaggio,
fa voti che ti sia lunga la via,
e colma di vicende e conoscenze.
Non temere i Lestrigoni e i Ciclopi
o Poseidone incollerito: mai
troverai tali mostri sulla via,
se resta il tuo pensiero alto e squisita
è l’emozione che ci tocca il cuore
e il corpo. Né Lestrigoni o Ciclopi
né Poseidone asprigno incontrerai,
se non li rechi dentro, nel tuo cuore,
se non li drizza il cuore innanzi a te.
Fa voti che ti sia lunga la via.
E siano tanti i mattini d’estate
che ti vedano entrare (e con che gioia
allegra) in porti sconosciuti prima.
Fa scalo negli empori dei Fenici
per acquistare bella mercanzia,
madrepore e coralli, ebani e ambre,
voluttuosi aromi d’ogni sorta,
quanti più puoi voluttuosi aromi.
Recati in molte città dell’Egitto,
a imparare dai sapienti.
Itaca tieni sempre nella mente.
La tua sorte ti segna a quell’approdo.
Ma non precipitare il tuo viaggio.
Meglio che duri molti anni, che vecchio
tu finalmente attracchi all’isoletta,
ricco di quanto guadagnasti in via,
senza aspettare che ti dia ricchezze.
Itaca t’ha donato il bel viaggio.
Senza di lei non ti mettevi in via.
Nulla ha da darti più.
E se la ritrovi povera, Itaca non t’ha illuso.
Reduce così saggio, così esperto,
avrai capito che vuol dire un’Itaca.

 

 

 
 
 
Auguro a tutti felici viaggi…
verso belle mete…  fuori e dentro di noi
 

 

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22 Settembre ore 20,21.. Equinozio d’autunno e vera festa della Natura – Significato.. storia.. riti.. miti.. dipinti e poesie   Leave a comment

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L’equinozio non è una ricorrenza nata dal pensiero umano
bensì un particolare e ciclico momento del nostro sistema solare
che consente la stessa durata del giorno e della notte sulla Terra.

Questo eccezionale evento naturale, che si verifica da sempre,
avviene 2 volte l’anno
ed ha sempre affascinato ed incuriosito tutta l’Umanità.






EQUINOZIO D’AUTUNNO
ASTRONOMIA – MITI – TRADIZIONI – RIFLESSIONI – POESIE
a cura di Tony Kospan per il blog
IL MONDO DI ORSOSOGNANTE



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22 SETTEMBRE 2021 ORE 20,21
EQUINOZIO D’AUTUNNO








ORIGINE DEL NOME… SIGNIFICATO ED ASTRONOMIA
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La parola “equinozio” deriva dal latino e significa “notte uguale” [al giorno].
Gli equinozi di marzo e settembre sono i due giorni dell’anno nei quali hanno inizio primavera e autunno.
La data in cui cade quello d’autunno varia dal 22 al 23 settembre.
Quest’anno dunque, il 22 settembre alle 20,21, finisce l’estate ed inizia l’autunno in Italia.
Dopo 6 mesi il Sole viene a trovarsi nuovamente sul piano dell’equatore terrestre e il circolo d’illuminazione passa per i poli.
In questo giorno il Sole passa allo zenit all’equatore, sorge al polo sud, tramonta al polo nord e la giornata dura esattamente 12 ore in tutta la terra.
L’equinozio, oltre che dalla durata del giorno e della notte, può essere riconosciuto con una semplicissima esperienza di gnomonica: osservate l’ombra di un chiodo infisso su un muro esposto al Sole.
Il vertice dell’ombra, durante ogni giorno dell’anno, disegna una curva che, agli equinozi, diventa una retta.
Questa retta e almeno le due curve giornaliere dei solstizi sono generalmente presenti su i quadranti degli orologi solari.






UNA CONSIDERAZIONE SU QUESTA RICORRENZA
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Al di là di tutto… al di là d’ipotesi… sogni… riti… credenze… tradizioni… etc… l’equinozio, preciso asse della ruota dell’anno, è solo pura realtà della Natura.
Una realtà che ci parla del nostro pianeta immerso nell’Universo… baciato da una stella, il Sole, che gli consente la vita.
Questa stella, il Sole, precisamente alle ore 20,21 del giorno 22 di questo settembre 2021 , si presenta in un punto ben preciso all’intersezione tra l’eclittica e l’equatore celeste.






EQUINOZIO… CAMBIO DI STAGIONE E RIFLESSIONE

L’Equinozio è dunque davvero un momento particolare della natura che consente la vita sul nostro Pianeta.
Non solo l’Estate lascia il passo all’Autunno, ma accade qualcosa di più importante.
L’Uomo si rende conto che esso rappresenta un momento della propria dimensione di vita, sia sua che di ogni essere vivente sul nostro pianeta, che si svolge lungo le stagioni dalla primavera, attraverso l’estate, per giungere all’autunno, e infine all’inverno.
Si nasce, si cresce, ci si sviluppa e si ritorna alla Madre Terra, nell’eterno ciclo delle rinascite.
Questi momenti di passaggio segnano sempre un punto di svolta, anche quando non ne siamo esplicitamente consapevoli, e dimostrano che noi siamo parte di qualcosa di grandioso, di eterno, di Divino…
Gli Antichi celebravano in modo particolare questi momenti dell’Eterna Trasformazione e anche noi, se riusciamo a trovare un momento di raccoglimento per soffermarci su di essi, possiamo imparare qualcosa dalla parte più profonda della nostra Anima.


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Nils Blommér



LA TRADIZIONE DRUIDICA


Nella tradizione druidica l’Equinozio d’Autunno viene chiamato Alban Elfed (Autunno, o «Elued», Luce dell’Acqua).
Esso rappresenta la seconda festività del raccolto, segnando per parte sua la fine della mietitura, così come Lughnasad ne aveva segnato l’inizio.
Ancora una volta, il giorno e la notte sono in perfetto equilibrio, come lo erano all’Equinozio di Primavera, ma ben presto le notti cresceranno fino ad essere più lunghe dei giorni, e l’inverno sarà di nuovo tra di noi.
L’equilibrio è più intenso in questo momento piuttosto che nel fermento e nell’agitazione della primavera, e questa data autunnale è spesso la più tranquilla tra le feste.







LA TRADIZIONE CELTICA


Nella memoria di queste antiche popolazioni l’Equinozio autunnale veniva festeggiato col nome di Mabon: il giovane dio della vegetazione e dei raccolti.
Scrive Maria Giusi Ricotti nel suo sito: “Mabon, indicato col nome di Maponus nelle iscrizioni romano-britanne, è il figlio di Modron, la Dea Madre: rapito tre notti dopo la sua nascita, venne imprigionato per lunghi anni fino al giorno in cui venne liberato dal Re Artù e dai suoi compagni.
Il suo rapimento è l’equivalente celtico del rapimento greco di Persefone: un simbolo evidente dei frutti della terra che sono immagazzinati in luoghi sicuri e poi sacrificati” per dare la vita agli uomini.”






LE TRADIZIONI CLASSICHE COMUNI ED ESOTERICHE


Poco o nulla è rimasto delle ritualità autunnali classiche.
Con uno sforzo di sintesi che non rende giustizia alla profondità di tali tradizioni, quello che viene rivissuto ciclicamente ad ogni autunno è il sacrificio del dio/dea che, dopo le gioie e glorie amorose della primavera e dell’estate, dopo aver dato con la massima potenza fecondante i frutti a tutti gli esseri viventi, è costretto/a a morire a sé stesso, a declinare nel buio della Terra – intesa come Ventre, Utero, Tomba, Infero – che sta sotto.
La coscienza – conoscenza che se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; ma se muore produce molto frutto (Giovanni, 12, 24) estende il concetto di fertilità al ciclo eterno di Vita – Morte – Vita e alla consapevolezza che solo dalla morte può nascere una nuova esistenza, solo dalla decomposizione può risorgere il nuovo, il cambiamento.
Non a caso Mabon è il tempo del seme.






E’ il tempo di raccogliere dagli ultimi frutti ben maturi i semi che serviranno l’anno successivo a darci da mangiare.
E’ il tempo di essiccarli all’aria e all’ombra, di conservarli al buio e all’asciutto in sacchetti di carta con scritto il nome, aspettando la primavera per piantarli.
Per queste valenze simboliche in molte culture del passato l’equinozio assumeva valenze esoteriche e venivano celebrati al suo arrivo… riti “misterici”… di cui ben poco si sa… proprio per il loro carattere di segretezza.
Questo d’Autunno in particolare rappresentava per loro l’inizio del dominio delle tenebre (giornate più corte e notti più lunghe) che si sarebbe concluso con il solstizio d’inverno a partire dal quale le ore di luce aumentano…




Guido Reni – San Michele Arcangelo





LA TRADIZIONE CRISTIANA


Per la tradizione cristiana il simbolo dell’equinozio è invece San Michele Arcangelo che separa l’estate dall’autunno… il bene dal male… purificando la natura ed eliminando le scorie negative accumulatesi nel tempo.



Edward Cucuel – Autunno





ORA QUALCHE POESIA



Non sono molte le poesie dedicate agli equinozi, d’altronde sono un fenomeno naturale che interessa di più la scienza, ma qualcuna c’è.
Eccone 2…



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EQUINOZIO


Paloma Germani



Il passo della notte, non è


corsa di lancette.


O ticchettio di rami alla finestra.


Neanche rabbia del vento, che ulula


ferito dalle mura, lame d’umano,


riflessi di rifugio.


è come l’equinozio, di settembre


appeso su lagune, che ozia


sull’uguale tempo,


quello concesso


a luna e sole.





NEL MESE DEL PASSAGGIO


Rosa Carotti



Nel mese del Passaggio


nel difficile varco fra i mondi


l’augurio di custodire


mentre il buio avanza


la memoria della luce.

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a tutti e di tutto cuore



F I N E


Fonti: svariati siti web – impaginazione e rielaborazione…T.K.


TONY KOSPAN




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I RICORDI – ECCO COME NE PARLANO LE POESIE.. L’ARTE.. GLI AFORISMI E LE CANZONI   Leave a comment


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Cosa sono i ricordi?
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Non si possono sentire nè toccare… 
ma albergano in noi 
e spesso sono così grandi
da essere indistruttibili.
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John Patrick O'Brien
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I RICORDI 
IN POESIA.. AFORISMI.. DIPINTI.. E CANZONI 
by Tony Kospan

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Sono belli e sono brutti per tutti 
ma nel contempo sempre utili, anche i più dolorosi 
in quanto possono aiutarci a comprendere il presente
ed a evitar di ripetere gli errori del passato.
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I ricordi più belli possono poi, insieme ai sogni,
aiutarci a superare i momenti più difficili
ed a non perdere la rotta della nostra vita.

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Dunque sono da conservare sempre
perché la loro perdita 
ci lascerebbe
senza difese e senza capacità di discernimento.
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Prima di passare alle poesie ed alle canzoni 
ecco sul tema qualche aforisma
che ritengo interessante.

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Tutti i grandi sono stati bambini una volta. 
(Ma pochi di essi se ne ricordano). 
Antoine de Saint Exupery
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Il ricordo del piacere non è più piacere. 
Il ricordo del dolore è ancora dolore. 
George Byron
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Chi non ricorda, non vive
Giorgio Pasquali
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Agisci in modo che ogni tuo atto 
sia degno di diventare un ricordo. 
Immanuel Kant
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A che serve passare dei giorni
se non si ricordano? 
Cesare Pavese

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Passiamo alle poesie prescelte sul tema.

Come sempre sarà bello leggere sul tema
poesie vostre o di altri, 
ma anche commenti… riflessioni,
o tutto quel che vi va di esprimere.

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Mi ritorni in mente – Battisti

John Patrick O'Brien

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IN ME IL TUO RICORDO 
Vittorio Sereni
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In me il tuo ricordo è un fruscio
solo di velocipedi che vanno
quietamente là dove l'altezza
del meriggio discende
al più fiammante vespero
tra cancelli e case
e sospirosi declivi
di finestre riaperte sull'estate.
Solo, di me, distante
dura un lamento di treni,
d'anime che se ne vanno.
E là leggera te ne vai sul vento,
ti perdi nella sera.

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 Gocce di memoria – Giorgia

Chagall – Io ed il villaggio

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NEL FUMO 
Eugenio Montale

Quante volte t’ho atteso alla stazione
nel freddo, nella nebbia. Passeggiavo
tossicchiando, comprando giornali innominabili,
fumando Giuba poi soppresse dal ministro
dei tabacchi, il balordo!
Forse un treno sbagliato, un doppione oppure una
sottrazione. Scrutavo le carriole
dei facchini se mai ci fosse dentro
il tuo bagaglio, e tu dietro, in ritardo.
poi apparivi, ultima. E’ un ricordo
tra tanti altri. Nel sogno mi perseguita.

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La giostra della memoria -Enrico Ruggeri

Claude Theberge

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NON HO DIMENTICATO

Charles Baudelaire

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Non ho dimenticato, accanto alla città,
La nostra bianca casa, piccola ma tranquilla,
La sua Pomona in gesso e la vetusta Venere
Che in un boschetto stento celavan nudità,
E il sole che la sera, sfavillante e superbo,
Dietro il vetro su cui si frangeva il suo raggio,
Sembrava contemplare – occhio aperto sul cielo –
Il nostro silenzioso e lungo desinare,
Spandendo con dovizia bei riflessi di cero
Sulla sobria tovaglia e le tende di seta.

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 Pooh – Solo cari ricordi

Magritte – Ricordo

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ELEANOR 
Hermann Hesse
. 
Le sere d'autunno mi ricordano te.
I boschi giacciono bui, il giorno si scolora
ai bordi dei colli in rosse aureole.
In un casolare vicino piange un bimbo.
Il vento se ne va a passi tardi
attraverso i tronchi a raccogliere le ultime foglie.
Poi sale, abituata ormai da lungo ai torbidi sguardi,
l' estranea solitaria falce di luna
con la sua mezza luce da terre sconosciute.
Se ne va fredda, indifferente, per il suo sentiero.
La sua luce avvolge il bosco, il canneto, lo stagno e il sentiero
con pallido alone melanconico.
Anche d' inverno in notti senza luce
quando alle finestre vorticano danze di fiocchi
e il vento tempestoso, ho spesso l' impressione di guardarti.
Il piano intona con forza ingannevole
e la tua profonda e cupa voce di contralto
mi parla al cuore. Tu la più crudele delle belle donne.
La mia mano afferra alle volte la lampada
e la sua luce tenue posa sulla larga parete.
Dalla antica cornice la tua immagine oscura guarda
mi conosce bene e mi sorride, stranamente.
Ma io ti bacio mani e capelli.

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 Amedeo Minghi – Ricordi del cuore (Edera)

Casorati – Persone – 1910

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RICORDO COM’ERI
Pablo Neruda
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Ricordo com’eri l’autunno scorso.
Eri il basco grigio e il cuore quieto.
Nei tuoi occhi lottavano i bagliori del crepuscolo.
E le foglie cadevano sull’acqua della tua anima.
Aggrappata alle mie braccia come un rampicante,
le foglie raccoglievano la tua voce lenta e calma.
Falò di stupore in cui la mia sete bruciava.
Dolce giacinto azzurro curvato sulla mia anima.
Sento vagare il tuo sguardo e l’autunno è lontano:
basco grigio, voce d’uccello e cuore famigliare
dove migravano i miei desideri profondi
e cadevano i miei baci allegri come braci.
Cielo dalla nave.
Campo dai colli.
Il tuo ricordo è di luce, di fumo e di stagno quieto!
Oltre i tuoi occhi ardevano i tramonti.
Foglie secche d’autunno giravano nella tua anima.

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Auguro a tutti tanti giorni felici 
da ricordare poi con… gioia.

Orso Tony




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LA MAGIA DI SETTEMBRE – ECCOLA NELLE POESIE.. NEI DIPINTI.. NELLE CANZONI.. NEGLI AFORISMI E NON SOLO   Leave a comment




Stavolta parleremo in poesia, arte, aforismi, canzoni e non solo…
del mese nel quale stiamo, da poche ore, vivendo.







SETTEMBRE 
IN POESIA ARTE MUSICA… E NON SOLO
a cura di Tony Kospan






E’ il mese in cui non sono del tutto svaniti
i colori ed i calori dell’estate
e però vediamo e notiamo nell’aria
nuove e più tenui atmosfere e più fresche temperature.







E’ il mese della vendemmia,
dei funghi, della riapertura delle scuole… etc…
ed è anche il mese in cui è avvenuta, ahimè,
una tragedia che ha sconvolto tutta l’Umanità.






Amo Settembre per i suoi colori davvero unici… soft e avvolgenti… 

per la sua aria dolce e malinconica, ma anche tanto romantica.


Per il suo indubbio fascino 

questo mese è molto gettonato in poesia 

ma ancor più in musica ed arte.







Prima di passare alle poesie leggiamo qualche aforisma

che ci parla di lui.







Dovrebbe sempre essere settembre 

Proverbio



Voglio un settembre rosso come l’amore, 

giallo come il sole ancora caldo nel cielo, 

arancione come i tramonti accesi al finire del giorno, 

porpora come i granelli d’uva da sgranocchiare. 

Voglio un settembre da scoprire, vivere, assaggiare. 

Stephen Littleword



Settembre è il mese perfetto per i matrimoni. 

Né caldo né freddo. Né bello né brutto. 

Come il matrimonio, appunto. 

Luciana Littizzetto



Il primo settembre è un po’ come il primo dell’anno, 

idealmente si ricomincia. 

Stephen Littleword








Ma veniamo alle poesie prescelte, e però non vi troverete alcune classicissime
come “I pastori” di D’annunzio proprio perché le troverete dappertutto.

Come sempre sarà bello leggere sul tema anche poesie vostre, 
o di altri autori che piacciono a voi, qui nel blog o nei gruppi virtuali.



Antonello Venditti – Settembre
Leonid Afremov



SETTEMBRE 
Vittorio Sereni

Già l’olea fragrante nei giardini
d’amarezza ci punge: il lago un poco
si ritira da noi, scopre una spiaggia
d’aride cose,
di remi infranti, di reti strappate.
E il vento che illumina le vigne
già volge ai giorni fermi queste plaghe
da una dubbiosa brulicante estate.
Nella morte già certa
cammineremo con più coraggio,
andremo a lento guado coi cani
nell’onda che rotola minuta.



Settembre – P. Gagliardi
Giuseppe Arcimboldo



DUE MESI SETTEMBRE 
Joseph Rudyard Kipling

All’alba un mormorio corse tra gli alberi,
una lieve increspatura nella cisterna, e nell’aria
un presagio di prossima frescura – ovunque
una voce profetica nella brezza.
Balzò il sole e indorò tutta quella polvere,
e lottò per disseccare ancor più l’oziosa terra,
impotente come un re invecchiato che guerreggia
per un impero che gli si sgretola in mano.
L’un dopo l’altro caddero i petali del loto,
sotto l’assalto dell’anno ribelle,
ammutinato contro un cielo iracondo;
e, lontano, bisbigliò l’inverno; “E’ bene
che muoia la rovente estate. L’ausilio e’ vicino,
giacché quando l’umano bisogno più stringe, io arrivo.”



September Morn – Neil Diamonds
Mary Cassatt


SETTEMBRE
– Stephen Littleword –

Ecco è arrivato settembre 
mese dolce e propizio
di piogge a colorare i prati 
e di dolci frutti della terra .
Amo settembre 
il sole è ancora caldo ,
si respira ancora 
aria di gioia e vacanza
è qualcosa mi sussurra
di sognare e reinventarmi ,
quasi fosse un nuovo inizio
è settembre!!


Equipe 84 – 29 settembre
Edward Cucuel



RONDINI ADDIO 
Giovanni Pascoli

Dunque, rondini rondini, addio!
Dunque andate, dunque ci lasciate
per paesi tanto a noi lontani.
E’ finita qui la rossa estate.
Appassisce l’orto: i miei gerani
più non han che i becchi di gru.
Oh, se, rondini rondini, anch’io…
Voi cantate forse morti eroi
su quest’alba, dalla vostre altane,
quando ascolto voi parlar tra voi
una vostra lingua di gitane,
una lingua che più non si sa.
Oh, se, rondini rondini, anch’io…
O son forse gli ultimi consigli
ai piccini per il lungo volo.
Rampicati stanno al muro i figli
che alloro nido, con un grido solo,
si rivolgono a dire: si va?
Dunque, rondini rondini, addio!



Impressioni di settembre
Raffaello Isola



VEDER CADERE LE FOGLIE 
N. Hikmet

Veder cadere le foglie mi lacera dentro
soprattutto le foglie dei viali
Soprattutto se sono ippocastani
soprattutto se passano dei bimbi
soprattutto se il cielo è sereno
soprattutto se ho avuto,quel giorno,
una buona notizia
soprattutto se il cuore,quel giorno,
non mi fa male
soprattutto se credo,quel giorno,
che quella che amo mi ami
soprattutto se quel giorno
mi sento d’accordo
con gli uomini e con me stesso.
Veder cadere le foglie mi lacera dentro
soprattutto le foglie dei viali
dei viali d’ippocastani.





FELICE… POETICO… SETTEMBRE A TUTTI
DA TONY KOSPAN


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Hans Andersen Brendekilde




Goethe.. Hackert e Mozart nel “grand tour” a Napoli – Eccoli con alcune loro opere (poesie.. pensieri.. dipinti.. e musica del ‘700)   1 comment


 


Goethe a Napoli ritratto da J. H. W. Tischbein tra reperti pompeiani da poco portati alla luce 




L’Italia per secoli è stata l’ambita meta
di viaggio per la migliore gioventù europea
che si voleva nutrire
della cultura e dell’arte italiana. 



Wolfgang Goethe – (Francoforte sul Meno 28.8.1749 – Weimar 22.3.1832)



 

HACKERT – GOETHE – MOZART E NAPOLI
 

COS’HANNO IN COMUNE TRA LORO E CON NAPOLI?

 
 


 

Jacob Philipp Hackert – Il Vesuvio visto da Napoli


 
 
 
Direi molto…
 
 
Tutti e tre i grandi personaggi del ‘700
hanno viaggiato per l’italia
ed in particolare hanno vissuto,
chi più tempo chi meno,
a Napoli e negli stessi anni.
 




    Mozart – Medley


Jacob Philipp Hackert – L’isola di capri vista da Posillipo



 


Hackert, amico di Goethe, è il cantore con la pittura
mentre Goethe ci delizia in prosa e poesia
e Mozart in musica.

  
 
 
 
HACKERT E GOETHE


 
 
 
 
 
 
 


Di nascosto e sotto falso nome,
Goethe fuggì da Weimar verso l’Italia
nella notte del 3 settembre 1786.

Voleva godersi l’Italia,
il paese dei suoi desideri e della sua nostalgia,
senza dover rendere conto a nessuno.

 
 
 
 
Jakob Philipp Hackert – (Prenzlau 15.9.1737 – San Pietro di Careggi 28.4.1807)
 
 
A Napoli rimase un mese nel febbraio-marzo 1787
 – e qui conobbe Hackert pittore di corte del Re Ferdinando IV
di cui divenne molto amico –
e poi altri 15 giorni al suo ritorno dalla Sicilia.



Jacob Philipp Hackert – Il lago d’Averno

 
 
Ecco come si esprime in una sua divertita e divertente
descrizione di Napoli:
 
 

 
Il napoletano crede di essere in possesso del Paradiso
ed ha un concetto molto triste dei paesi nordici:
»Sempre neve, case di legno, grande ignoranza, ma danari assai.«
Questa è l’immagine che si sono fatti di noi.
Quanto a Napoli, la città si preannuncia felice, libera e vivace,
un numero infinito di persone si affrettano disordinatamente,
il re è a caccia, la regina in stato interessante,
e meglio di così non può andare.

 

 

 

ed ora 4 sue famose bellissime poesie

 

 

 


 
DA DOVE SIAMO NATI?

 

Da dove siamo nati?
Dall’amore. 
Come saremmo perduti?
Senza amore. 
Cosa ci aiuta a superarci?
L’amore. 
Si può trovare anche l’amore?
Con amore. 
Cosa abbrevia il pianto?
L’amore. 
Cosa deve unirci sempre?
L’amore.



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CUPIDO MONELLO TESTARDO!
 
Cupido, monello testardo!
M’hai chiesto un riparo per poche ore,
e quanti giorni e notti sei rimasto!
Adesso il padrone in casa mia sei tu!
Sono scacciato dal mio ampio letto;
sto per terra, e di notte mi tormento;
il tuo capriccio attizza fiamma su fiamma nel fuoco,
brucia le scorte d’inverno e arde me misero.
Hai spostato e scompigliato gli oggetti miei,
io cerco, e sono come cieco e smarrito.
Strepiti senza ritegno, e io temo che l’animula
fugga via per sfuggire te, e abbandoni questa capanna.



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LASCIA PURE

Lascia pure che lo splendore
del sole svanisca,
purché spunti il giorno
nella tua anima.
Ciò che vien meno
al mondo intero,
puoi trovarlo dentro il tuo cuore.




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PIACEVOLE INCONTRO

Nell’ampia cappa avvolto fin al mento,
prendevo la via tra le rocce, aspra e grigia,
e poi giù per i prati invernali,
l’animo inquieto, disposto alla fuga.
D’un tratto, il nuovo giorno si spogliò del velo:
giunse una fanciulla, bella come il cielo,
perfetta come quelle donne leggiadre
care ai poeti. La mia ansia s’acquietò.
Ma sviai il passo e la lasciai andare,
mi strinsi più forte nelle pieghe,
come per difendermi nel mio calore.
Eppure la seguii. Mi fermai. Era accaduto!
Nella mia veste non potei più celarmi,
la gettai via. E ci fu lei tra le mie braccia.



 
 
 
 
 
MOZART
 
 
 



Mozart giovanetto
 
 
 

Appena quattordicenne, nel 1769-70,
Mozart viaggiò per tutta l’Italia,
accompagnato dal padre Leopold.
 
 
Il loro percorso li portò da Verona a Milano,
a Firenze e Roma fino a Napoli,
ovunque collezionando grandi trionfi.
 
 
Nella novella “Mozart in viaggio verso Praga” (1856),
Eduard Mörike fa dire a Wolfgang queste parole su Napoli: 

 
 
 



Mozart (Salisburgo 27.1.1756 – Vienna 5.12.1791)
 
 
 
 

 

“Sono passati diciassette anni da quando andai in Italia.

Chi, avendola vista una volta, non la ricorda per tutta la vita,
specialmente Napoli?”

 

 
 
 
 
Mozart – Divertimento n.17- Minuetto
 
 
Jacob Philipp Hackert – Il Golfo di Pozzuoli
(sullo sfondo Procida e Ischia)
 
 
 
 

 
 
 

Ciao da Tony Kospan

 
 

 

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 Jacob Philipp Hackert

Le stelle cadenti – Ecco come appaiono nelle poesie.. nell’arte.. negli aforismi e nelle canzoni   Leave a comment

 
 
 
 






La visione delle stelle cadenti ci colpisce sempre
donandoci un lieto stupore…
apparendoci per quel che è… un felice evento straordinario.

Per la tradizione popolare le stelle cadenti promettono,
a coloro che le vedono, di esaudire il desiderio
che hanno espresso in quel momento…
 

 
 
 
 
 


Per gli antichi invece esse rappresentavano
le lacrime degli dei
che piangevano per disastri avvenuti o previsti.

 
 
 
 
 

LE STELLE CADENTI IN POESIA ARTE AFORISMI E CANZONI
a cura di Tony Kospan
 
 
Della tradizione cristiana legata al martirio di San Lorenzo
e della loro realtà scientifica abbiamo parlato in altro post.
 
 
 
 
 
 
 
Dunque omaggerò il mito ed il fascino
della notte del 10 agosto (e delle seguenti)
con poesie… aforismi dipinti e canzoni. 
 
 
 
 
 
  Prima di passare alle poesie come di consueto
ecco alcuni aforismi “stellari” che ritengo interessanti.
 
 

Le stelle cadono senza far rumore
per non svegliarci.
Roberto Gervaso

 

Se guardi le stelle in cielo ricorda
che ognuna è un desiderio,
e che tu puoi sempre scegliere
in cosa sperare, credere, sognare. 
Stephen Littleword
 


L’anima è piena di stelle cadenti 
Victor Hugo
 
 
 
 
 
 
 


Come sempre sarà bello leggere le poesie che piacciono a voi…
 
 
Segnalo quella di un John Donne che, arrabbiato con le donne
paragona l’acchiappar al volo una stella cadente
alla possibilità di trovar una donna fedele
e quella che ritengo la più bella
del giovane grande poeta (ed amico di Fb) Carlo Bramanti.


 
 
 
 



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Gif Animate Frecce (117)  musicagif-104.gif   E’ caduta una stella
Sergio Lai

 

 

10 AGOSTO 

Giovanni Pascoli



San Lorenzo, io lo so perché tanto
di stelle per l’aria tranquilla
arde e cade, perché sì gran pianto
nel concavo cielo sfavilla.
Ritornava una rondine al tetto:
l’uccisero: cadde tra spini;
ella aveva nel becco un insetto:
la cena dei suoi rondinini.
Ora è là, come in croce, che tende
quel verme a quel cielo lontano;
e il suo nido è nell’ombra, che attende
che pigola sempre più piano.
Anche un uomo tornava al suo nido:
l’uccisero: disse: Perdono;
e restò negli aperti occhi un grido:
portava due bambole in dono…
Ora là, nella casa romita,
lo aspettano, aspettano in vano:
egli immobile, attonito, addita
le bambole al cielo lontano.
E tu, Cielo, dall’alto dei mondi
sereni, infinito, immortale,
oh! d’un pianto di stelle lo inondi
quest’atomo opaco del Male!


 


 



Gif Animate Frecce (117)  musicagif-104.gif   Beatles – Across the universe

Kagaya



 




IN BARCA

David Herbert Lawrence


Dici, amore, che non viene scosso il cielo

E immobili son le sue stelle?

Là! hai visto Quella scintilla volare su di noi?

Le stelle

In cielo neanche son sicure.

E di me, che sarà, amore, di me?

Cosa sarà, amore, se presto

La tua stella fosse lanciata sopra un’onda?

Sembrerebbero le tenebre un sepolcro?

Svaniresti tu, amore, svaniresti?

 

 

Gif Animate Frecce (117)  musicagif-104.gif    Lucente Stella – The real Medieval Music

Josephine Wall



 

 

CANZONE

John Donne



Và ad afferrare una stella cadente,
impregna una radice di mandragola,
dimmi ove son tutti gli anni passati,
o chi fendette il piede del diavolo,
insegnami a udire il canto delle Sirene,
o ad evitare la trafittura d’invidia,
e trova
qual vento
occorra per far progredire un animo onesto.

Se tu sei nato a strane visioni,
a veder cose invisibili,
cavalca giorni e notti diecimila,
finchè vecchiezza nevichi su te bianchi crini;
tu, al tuo ritorno, mi racconterai
tutti i portenti strani che ti accaddero,
e giurerai
che in nessun luogo
vive donna fedele e bella.

Se ne trovi una, fammelo sapere,
dolce sarebbe un tal pellegrinaggio;
ma no, non dirmelo ; io non vi andrei
anche se potessi incontrarla alla porta accanto;
per quanto fosse fedele quando tu l’incontrasti,
e lo rimanesse fino che tu mi abbia scritto la lettera,
ella però,
sarà infedele,
prima ch’io venga, a due o tre.

 

 

Gif Animate Frecce (117)  musicagif-104.gif  Jovanotti – La notte dei desideri
Crinos


 

 

A RUBARE LE STELLE

Baldo Bruno

Con te a rubare le stelle
in un’ardente notte d’estate
e colgo l’attimo per portarti via
solcando il candore della luna
le parole sulle scale della fantasia
i tuoi occhi il mio specchio
finalmente s’apre un sorriso…e tu
incredibilmente vera
una stella cadente rompe il buio
ed io …abbraccio l’incanto
…se tu potessi sfiorare
solamente i miei pensieri
le tue labbra mi abbraccerebbero
nel volo di questa notte.






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CHI DESIDERASSE LEGGERE 

LA LEGGENDA E LA VISIONE ROMANTICA

DELLA NOTTE DI SAN LORENZO 

NONCHE’ LA REALTA’ SCIENTIFICA 

DELLE STELLE CADENTI 




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LA MAGIA DELLA NOTTE DI SAN LORENZO E’ ROMANTICA… RELIGIOSA E SCIENTIFICA!   Leave a comment




Approfondiamo la conoscenza di un avvenimento astronomico
che da sempre si verifica e da sempre affascina l’umanità.


 

 

 

LA MAGIA DELLA NOTTE DI SAN LORENZO


ROMANTICA… RELIGIOSA… SCIENTIFICA…


MA ANCHE POETICA… ARTISTICA E MUSICALE


 by Tony Kospan

 
 
 

 

 
 
I
 
LA ROMANTICA

 
 
 


 
 
 
 

Questa notte è infatti, da tempi immemori,
dedicata al martirio di San Lorenzo,
dal III secolo sepolto nell’omonima basilica a Roma,
e le stelle cadenti sono, per la leggenda,
le lacrime versate dal santo durante il suo supplizio,
che vagano eternamente nei cieli,
e scendono sulla terra solo il giorno in cui Lorenzo morì,
creando così…un’atmosfera magica e carica di speranza.


 
 
 

 
 
 
 
In questa notte, infatti,
si crede si possano avverare i desideri di tutti coloro
che si soffermano a ricordare il dolore di San Lorenzo,
 e che ad ogni stella cadente pronunciano la filastrocca
“Stella, mia bella stella, desidero che…”.

 

 

 
 
 
 
 
II
 
LA RELIGIOSA (SAN LORENZO)
 
 
 
Nella tradizione popolare,
le stelle del 10 agosto sono anche chiamate
fuochi di San Lorenzo,
poiché ricordano le scintille provenienti
dalla graticola infuocata su cui fu ucciso il martire
e poi volate in cielo.


Anche se in realtà San Lorenzo non morì bruciato, ma decapitato,
nell’immaginario popolare l’idea dei lapilli volati in cielo
ha preso nei secoli molto piede, tanto che ancor oggi
in Veneto un proverbio recita:

 

“San Lorenzo dei martiri innocenti,

casca dal ciel carboni ardenti”.

.

.


Tiziano – Martirio di S. Lorenzo


 
 
 

 
 

III
 
LA SCIENTIFICA
 
 
 
L’evento astronomico principale nel cielo di agosto
è la pioggia di stelle cadenti che ogni anno,
intorno al 10 del mese, si osserva facilmente anche a occhio nudo


 
 
 
 
 
 
 


Le stelle cadenti, o meteore,
sono le scie luminose prodotte dall’evaporazione nell’atmosfera
di piccole particelle di roccia, ghiaccio o polvere.
 
 
Queste particelle sono rilasciate soprattutto dalle comete
lungo la propria orbita.
 
 
Si tratta di particelle veramente minuscole:
le più grandi pesano appena un decimo di grammo,
ma sono in grado di produrre tracce tanto luminose
quanto le stelle più brillanti.

 
 
 
 
 
 
 
 


Cadono sulla Terra a velocità vertiginose
(fino a 72 chilometri al secondo, circa 260.000 chilometri all’ora!).
 
 
Per questo motivo l’attrito con l’atmosfera le riscalda a temperature elevatissime
fino a far vaporizzare i frammenti piu piccoli, producendo reazioni fisico chimiche
che creano scie luminose di 5-20 chilometri di lunghezza.
 
 
Questo fenomeno avviene durante tutto l’anno, ma in alcuni periodi è più visibile,
perchè la Terra, nel suo moto attorno al Sole, incontra nubi di detriti più dense.


 
 
 
 
 
 
 
 


Oltre allo sciame delle Perseidi (9-14 agosto),


i più famosi sono quello delle Leonidi (17-18 novembre)


e delle Orionidi (intorno al 21 ottobre).



 


Le stelle cadenti sembrano provenire dallo stesso punto del cielo,


detto “radiante”.


 
 
 
 
 
 
 
 


Questo è solo un effetto di prospettiva: in realtà tutti i corpi dello sciame
si muovono parallelamente fra loro, in direzione della superficie terrestre,
ma dato che li osserviamo dal basso sotto una certa angolazione,
le meteore sembrano percorrere un arco nel cielo.



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ED ORA AUGURO A TUTTI

UNA PROFICUA VISIONE DI STELLE CADENTI,

IN QUESTA E NELLE PROSSIME NOTTI, 

E SOPRATTUTTO CHE SI REALIZZINO 
I VOSTRI…ED I NOSTRI… DESIDERI








 
 
  ORSO TONY

 
  

 
 

E LA POETICA… L’ARTISTICA E LA MUSICALE?
MI DIRETE… “MANCANOOO!!!! 
DOVE SONOOOOOOOOOOOOO???”
 
 
 
AVETE RAGIONE…  PER MOTIVI DI SPAZIO
LE TROVATE CLICCANDO QUI GIU’
ECCOLE …

 
 
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LE STELLE CADENTI IN POESIA ARTE E CANZONI
STELLA CADENTE Saturday night nature 2016 16
  
 
 
 













 
 

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