Archivio per la categoria ‘STORIA… IN SENSO AMPIO

L’istituto della confessione (in modo diverso) era già in uso nell’antico Egitto. Conosciamolo!   Leave a comment

 
Molti non sanno che l’istituto della Confessione
è davvero molto antico…
molto più antico di quanto si possa pensare…

Tratteremo qui,
sulla base della documentazione archeologica a noi giunta,
il modo in cui l’istituto della Confessione
giunse nell’antico Egitto
e la particolare forma che aveva presso di loro.

 
 
 
 
 
 
 
 
LA CONFESSIONE
a cura di Tony Kospan
 
 
 
 
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Un primo completo elenco di peccati o meglio ancora…
l’affermazione di non averli commessi si trova tra gli Egizi…
nel famoso Libro dei Morti.
 
 
Questo istituto però era già presente nella religione degli Ittiti
che ebbero frequenti rapporti sia pacifici che bellicosi con gli Egizi.
 
 
Questi ultimi dunque la fecero propria…
riducendola però ad una formula soprattutto rituale
per passare nel miglior modo alla vita ultraterrena…
   




 
 
 
 
Nella religione Ittita il peccato per eccellenza,
anzi il “reato” data la sua punibilità,
era la trasgressione alle norme o agli ordini divini.
 
 
Proprio per la ricerca dei peccati
e per l’espiazione di eventuali trasgressioni,
essendo ciò di fondamentale importanza,
acquistò particolare rilievo tra gli Ittiti l’istituto della confessione.  
 
  



  
 
 


L’idea stessa del peccato fu personificata in un dio, Wastulassis,
che assieme ad altre divinità astratte quali
Hantassas (equità) e Istamanassas (esaudimento),
a differenza degli altri dei che ordinavano il territorio,
regolavano i rapporti tra uomini e dei,
e quindi il comportamento umano.
 
 
 
 

   

Gli Egizi quindi fecero loro questo istituto e ne fecero largo uso…
 
 
Ecco ora il testo completo della formula che gli egizi recitavano…
e che portavano con sé nel sarcofago scritta su amuleti
(in genere lo scarabeo scacro…)
e spesso era inserita tra le bende della mummia…
 
 
 
 
 
 
 
 
La confessione presentava in sè, visti i peccati che l’anima negava d’aver commesso,
un alto carattere morale ma, in realtà, bastava saperla recitare a memoria o leggerla
dopo essersela scritta nella tomba, per essere sicuri di ricevere l’assoluzione
anche nel caso che si fossero commessi tutti i peccati nominati nel corso dell’atto di discolpa:
 
 
 
 

 
 
 
 
 

  LA CONFESSIONE  

 

 

Non ho detto il falso
Non ho commesso razzie
Non ho rubato
Non ho ucciso uomini
Non ho commesso slealtà
Non ho sottratto le offerte al dio
Non ho detto bugie
Non ho sottratto cibo
Non ho disonorato la mia reputazione
Non ho commesso trasgressioni
Non ho ucciso tori sacri
Non ho commesso spergiuro
Non ho rubato il pane
Non ho origliato
Non ho parlato male di altri
Non ho litigato se non per cose giuste
Non ho commesso atti omosessuali
Non ho avuto comportamenti riprovevoli
Non ho spaventato nessuno
Non ho ceduto all’ ira
Non sono stato sordo alle parole di verità
Non ho arrecato disturbo
Non ho compiuto inganni
Non ho avuto una condotta cattiva
Non mi sono accoppiato (con un ragazzo)
Non sono stato negligente
Non sono stato litigioso
Non sono stato esageratamente attivo
Non sono stato impaziente
Non ho commesso affronti contro l’immagine di un dio
Non ho mancato alla mia parola
Non ho commesso cose malvagie
Non ho avuto visioni di demoni
Non ho congiurato contro il re
Non ho proceduto a stento nell’acqua
Non ho alzato la voce
Non ho ingiuriato dio
Non ho avuto dei privilegi a mio vantaggio
Non sono ricco se non grazie a ciò che mi appartiene
Non ho bestemmiato il nome del dio della città.

 

 

 

 

 

 

Però anche tra i vivi si ha notizia di una confessione dello stesso genere
che veniva pronunciata dal sacerdote dopo l’apertura del naos, al mattino,
 
 
 
 
Foto:




 
 
 
 
durante il culto divino quotidiano, nell’ora destinata all’adorazione del dio.
 
 
Questo era dunque l’istituto della Confessione nell’antico Egitto
prima della sua successiva profonda trasformazione
avvenuta con il Cristianesimo
 
 
 
 
FINE
 
 


Notizie da vari siti web coordinate ed elaborate liberamente dall’Orso
 
 
 
 
 
 
 

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LA GRANDE INFLUENZA DELLE TRE DONNE CHE FURONO ACCANTO ALL’IMPERATORE TRAIANO   Leave a comment



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Talvolta, come in questo caso, la conoscenza dell'importanza storica di alcune persone non avviene grazie agli storici bensì grazie ad altri elementi archeologici o documentali.




LA GRANDE INFLUENZA DELLE TRE DONNE CHE FURONO ACCANTO A TRAIANO




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Quest'anno è il 1900° anniversario della morte di Adriano (8.8.117 d. C.) a Selinus in Cilicia (oggi Gazipasa, nella Turchia meridionale) forse per una malattia infettiva.

Traiano, primo imperatore non romano in quanto adottivo di origine ispanica fu colui che portò alla massima estensione i confini dell'impero.




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Sua moglie, Plotina, organizzò ed attuò il rientro ed i solenni funerali a Roma ma riuscì anche, negli ultimi suoi momenti di vita, a fargli idicare come suo successore Adriano.




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LE 3 DONNE




Plotina, insieme alla sorella ed alla nipote di Traiano, Marciana e Matidia furono figure di grande rilievo ed influenza nella vita dell'imperatore… e dell'Impero.

Queste donne per secoli sono state pochissimo considerate e perfino Plinio ne accennò appena la presenza accanto a Traiano.

Ma in aiuto della verità storica per fortuna stavolta interviene l'archeologia…




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Plotina – Marciana – Matidia




Le signore in questione furono ricchissime, propietarie di fabbriche di mattoni (appaiono i loro nomi nei bolli sui mattoni), grandi proprietarie terriere in varie parti d'Italia… da Vicenza alla Calabria ed in Africa dove l'Imperatore dedicò alla sorella la città attuale di Timgad dandole il nome di Marciana Ulpia Traiana.

Esse poi, con la creazione dell'Istituzione degli “Alimenta”, furono grandi benefattrici soprattutto dei bambini poveri (ce l'attestano alcune monete).





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Inoltre furono molto attive nel far erigere statue e Matidia in particolare fece ricostruire l'attuale Sessa Aurunca in Campania.

Plotina ebbe perfino un ruolo diplomatico come si evince dal suo intervento per dirimere una controversia tra Ebrei e la Città di Alessandria d'Egitto e, oltre a far adottare Adriano, costrinse quest'ultimo a sposare Sabina.

Marciana, infine, fu addirittura divinizzata cosa mai avvenuta prima alla sorella di un imperatore.




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Ma forse il sigillo definitivo del loro rilievo e della loro potenza può esser la presenza di Plotina e Marciana accanto a Traiano nell'Arco di Ancona.

Oggi possiamo quindi considerare il ruolo speciale di queste 3 donne quasi come un vero e proprio “triumvirato” accanto a Traiano.





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Tony Kospan




Copyright Tony Kospan
Vietata la copia integrale senza la citazione dell'autore e del blog



9 Novembre 1989 – La caduta del muro di Berlino chiudeva un’epoca – Storia.. immagini ed atmosfere   Leave a comment

 

 

 

 

VENTISETTESIMO ANNIVERSARIO

DELLA CADUTA DEL MURO DI BERLINO

 

 

Un'immagine dei festeggiamenti nel 20° anniversario

 

 


Il 9 novembre 1989 cadeva il Muro di Berlino

Quest'anno la grande fuga dalla guerra e dalla fame di migliaia di migranti… sta facendo passare in secondo piano un avvenimento che ha segnato profondamente la storia della seconda parte del 20° secolo…

Ritengo però giusto e doveroso non dimenticarlo… perché quel giorno segnò il definitivo tramonto della Guerra Fredda e dei blocchi contrapposti Occidente – Impero URSS.

Per 28 anni, dal 1961 al 1989, il muro di Berlino ha tagliato in due non solo una città, ma un intero paese (ed in senso politico l'intera Europa).

Quel muro era stato sia il simbolo della divisione del mondo in 2 grandi sfere di influenza contrapposte (americana e sovietica) che il simbolo più evidente ed amaro della Guerra Fredda.

Tuttavia la speranza di quei giorni di vedere finalmente un mondo in pace pian piano è venuta meno per l'apparizione di più devastanti problematiche… quelle del terrorismo.

T. K.

 

 

 

 

 

 

PICCOLA STORIA DEL MURO DI BERLINO


 

 

 

 


1 – Le due Germanie


Come diretta conseguenza della seconda guerra mondiale e della guerra fredda, la Germania, nel 1949, fu divisa. Sul piano economico la Germania occidentale visse negli anni 50 un fortissimo boom, erano gli anni del cosiddetto “Wirtschaftswunder” (miracolo economico). Aiutata all'inizio dai soldi americani, la Germania Federale riuscì in breve tempo a diventare nuovamente una nazione rispettata per la sua forza economica.

 

 

Attlee, Truman e Stalin alla conferenza di Ptotsdam (1945)

 

La parte orientale faceva molto più fatica a riprendersi: era svantaggiata all'inizio per le pesanti richieste economiche fatte dall'Unione Sovietica per riparare i danni subiti nella guerra e per la mancanza di aiuti paragonabili a quelli che riceveva la parte occidentale. Inoltre la rigida struttura di pianificazione nazionale dell'economia non favorì lo stesso sviluppo come nella parte occidentale del paese. Più i due paesi si stabilivano al livello politico, più si facevano sentire le differenze per quanto riguarda lo standard di vita.

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In quegli anni il confine tra est ed ovest non era ancora insuperabile e per tutti gli anni '50 centinaia di migliaia di persone fuggivano ogni anno dall'est all'ovest, per la maggior parte erano giovani con meno di 30 anni e spesso persone con una buona formazione professionale, laureati, operai specializzati e artigiani, che all'ovest si aspettavano un futuro più redditizio e più libero. Questo continuo dissanguamento stava diventando un pericolo serio per la Germania dell'est ed era un'ulteriore causa delle difficoltà economiche di questo stato.

 

 

 
L'erezione del muro
 
 
2 – La costruzione del muro

 

Nelle prime ore del 13 agosto del 1961 le unità armate della Germania dell'est interruppero tutti i collegamenti tra Berlino est e ovest e iniziavano a costruire, davanti agli occhi esterrefatti degli abitanti di tutte e due le parti, un muro insuperabile che avrebbe attraversato tutta la città, che avrebbe diviso le famiglie in due e tagliato la strada tra casa e posto di lavoro, scuola e università. Non solo a Berlino ma in tutta la Germania il confine tra est ed ovest diventò una trappola mortale. I soldati ricevettero l'ordine di sparare su tutti quelli che cercano di attraversare la zona di confine che con gli anni fu attrezzata con dei macchinari sempre più terrificanti, con mine anti-uomo, filo spinato alimentato con corrente ad alta tensione, e addirittura con degli impianti che sparavano automaticamente su tutto quello che si muoveva nella cosiddetta “striscia della morte”.

 

 

13 agosto 1961… viene eretto il muro di Berlino

 

 

Bloccato quasi completamente il dissanguamento economico dello stato, negli anni 60 e 70 la DDR visse anch'essa un boom economico. Tra gli stati dell'est diventò la nazione economicamente più forte e i tedeschi cominciarono a rassegnarsi alla divisione. Di riunificazione si parlava sempre meno e solo durante le commemorazioni e le feste nazionali.

 

 

 

 

3 – La caduta del muro

 

Quello che infine, per la grande sorpresa di tutti e nel giro di pochissimo tempo portò alla riunificazione furono due fattori: l'arrivo di Gorbaciov (vedi la foto a sinistra) come leader dell'Unione Sovietica e le crescenti difficoltà politiche ed economiche dei paesi dell'est e specialmente della DDR. Con la “Perestroika”, cioè la radicale trasformazione della politica e della economia e con la “Glasnost”, che doveva portare alla trasparenza politica, Gorbaciov cominciò a cambiare strada all'Unione Sovietica.

I dirigenti della DDR videro questo processo prima con un certo imbarazzo e poi con crescente resistenza.

Nel corso del 1989, i cambiamenti democratici, le piccole rivoluzioni nell'economia e nella politica in Polonia, in Ungheria e nell'Unione Sovietica riempivano ogni giorno i giornali in tutta l'Europa, solo nella DDR il tempo sembrava essersi fermato, ma molta gente adesso era impaziente e cominciò a protestare e manifestare apertamente.

 

 

La caduta del muro

 

 

Ogni tentativo di lasciare la DDR in direzione ovest equivaleva ancora a un suicidio, ma nell'estate del '89 la gente della DDR trovò un'altra via di fuga: erano le ambasciate della Germania Federale a Praga, Varsavia e Budapest il territorio occidentale dove si poteva arrivare molto più facilmente! Cominciò un assalto in massa a queste tre ambasciate che dovevano ospitare migliaia di persone stanche di vivere nella DDR. Ma il colpo decisivo arrivò quando l'Ungheria, il 10 settembre, aprì i suoi confini con l'Austria. Ora, la strada dalla Germania dell'est all'ovest (attraverso l'Ungheria e l'Austria) era libera! La valanga di fuga stava diventando inarrestabile.

Anche l'ultimo tentativo da parte del governo della DDR di salvare il salvabile, cioè il cambiamento dei vertici del partito comunista e del governo non servì a nulla.

 

 

 

 

Quando la sera del 9 novembre un portavoce del governo della DDR annunciò una riforma molto ampia della legge sui viaggi all'estero, la gente di Berlino est lo interpretò a modo suo: il muro doveva sparire.

Migliaia di persone si riunivano all'est davanti al muro, ancora sorvegliato dai soldati, ma migliaia di persone stavano anche aspettando dall'altra parte del muro, all'ovest, con ansia e preoccupazione.

Nell'incredibile confusione di quella notte, qualcuno, e ancora oggi non si sa esattamente chi sia stato, dette l'ordine ai soldati di ritirarsi e, tra lacrime ed abbracci, migliaia di persone dall'est e dall'ovest, scavalcando il muro, si incontravano per la prima volta dopo 29 anni.

 

 

L'inarrestabile superamento del muro

 

 

 

TESTO STORIA DEL MURO DAL SITO – VIAGGIARE IN GERMANIA – IMPAGINAZ. T.K.

 

 

TONY KOSPAN





LA POESIA… LA CULTURA…
IL LORO FANTASTICO MONDO…
E LE LORO SUBLIMI EMOZIONI…
NELLA PAGINA FB






Teatro San Carlo – Storia.. immagini e non solo nell’anniversario dell’inaugurazione di uno dei più prestigiosi teatri del mondo   Leave a comment

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E' il Teatro d'Opera più antico d'Europa

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« Gli occhi sono abbagliati, l'anima rapita.
Non c'è nulla, in tutta Europa, che non dico si
avvicini a questo teatro, ma ne dia la più pallida idea. »
(Stendhal, Roma, Napoli e Firenze nel 1817).









Il Teatro di San Carlo, già Real Teatro di San Carlo,

citato ormai sempre più spesso solo come Teatro San Carlo,

è il famoso teatro lirico di Napoli,

nonché uno dei più famosi e prestigiosi al mondo.








E' situato nel cuore di Napoli ed ha oltre 2000 posti

il che lo rende anche tra i più grandi d'Europa.

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Fondato per volontà del Re Carlo di Borbone,
fu inaugurato il 4 novembre 1737,
proprio in occasione dell'onomastico del re,
e proprio da questo prese il nome.





Documento originale


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 La prima opera che andò in scena
fu l'Achille in Sciro

di Domenico Sarro su libretto di Pietro Metastasio.

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L'esterno del teatro in un dipinto del '700
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Nei suoi primi anni il S. Carlo vide sul suo palcoscenico

esibirsi solo artisti provenienti dalle scuole liriche napoletane

ma poi pian piano si avvicendarono i più grandi musicisti

ed interpreti di musica classica di ogni parte d'Italia e del mondo.




L'interno del teatro in un dipinto del '700



E' notoria ed apprezzatissima la perfezione dell'acustica.

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Dal 2011 accanto al Teatro v'è il MEMUS

un museo tutto dedicato alla prestigiosa storia

di questo stupendo tempio della musica

con eccezionali documenti, stampe, dipinti, strumenti, spartiti etc…


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L'esterno del teatro in un dipinto del 1830



Con questo bel video possiamo ora 

ascoltar proprio la musica della prima opera

rappresentata in questo favoloso teatro.











Testo rielaborato dal web con varie modifiche ed aggiunte T.K.




Ciao da Tony Kospan





IL GRUPPO DI FB
D'ARTE POESIA MUSICA HUMOUR ETC.
COLLEGATO ALLA PAGNA

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2 NOVEMBRE – Storia e significato della commemorazione dei defunti ed un pensiero ai nostri cari che non ci sono più   Leave a comment

 
 
 
 
 
 
 
2 NOVEMBRE
COMMEMORAZIONE DEI DEFUNTI

 

Oggi è d’obbligo rivolgere un pensiero ed una preghiera

ai nostri cari defunti.




Certo li abbiamo nel cuore ogni giorno dell'anno


ma oggi questa ricorrenza civile


ci invita a fermarci un attimo ed a pensare.


 

 


 

 

 

 


Sì… oggi è d’obbligo fermarci un attimo in questa nostra vita affannosa


per risvegliare in noi ricordi… affetti, insegnamenti,  esempi


che ci vengono da loro.


 

 

 

 

 

 

Per quanto riguarda i nostri cari avi


in fondo noi siamo la prosecuzione senza soluzione di continuità


del loro passaggio su questa Terra…


ed i loro eventuali errori nulla sono


in confronto alla vita che ci hanno dato.

 

 

 

Ma conosciamo l'origine del 2 novembre?

 

 

 

Foto animata                Foto animata

 

 
 

 

 
 
LA STORIA DELLA COMMEMORAZIONE DEI DEFUNTI
 
 

L’idea di commemorare i defunti in suffragio nasce su ispirazione di un rito bizantino, che celebrava infatti tutti i morti il sabato prima della domenica di Sessagesima ossia la domenica che attualmente nel rito romano coincide con quella delle Palme, all’incirca in un periodo compreso fra la fine di gennaio ed il mese di febbraio.
 
Nella chiesa latina il rito viene fatto risalire all’abate bedenettino sant’Odilone di Cluny nel 998: con la riforma cluniacense stabilì infatti che le campane dell’abbazia fossero fatte suonare con rintocchi funebri dopo i vespri del 1 novembre per celebrare i defunti, ed il giorno dopo l’eucaristia sarebbe stata offerta “pro requie omnium defunctorum”; successivamente il rito venne estesa a tutta la Chiesa Cattolica.
 
Ufficialmente la festività, chiamata originariamente Anniversarium Omnium Animarum, appare per la prima volta nell’Ordo Romanus del XIV secolo.
 
Nel Rituale Romano, parte III, capitolo 54, Benedizione delle Tombe nella Commemorazione dei Fedeli Defunti si legge che nel 1563  « In molti modi le comunità parrocchiali esprimono questo senso della speranza cristiana. Per la commemorazione di tutti i fedeli defunti è consuetudine andare in processione al Cimitero e in tale occasione benedire le tombe. In questa o simili circostanze è opportuno promuovere una celebrazione con un apposito rito di benedizione. »
Oggi si celebra come Commemorazione di tutti i fedeli defunti .
 
In quasi tutte le regioni possiamo trovare pratiche e abitudini legate a questa ricorrenza.
Una delle più diffuse era l’approntare un banchetto, o anche un solo un piatto con delle vivande, dedicato ai morti
 
 



 




 
 
 
Ciao mamma, ciao papà, ciao nonni, zii, amici etc…

che ora siete nel giardino del mistero.
 
 

 

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Un requiem… musicale… in memoria vostra e di tutti i defunti.

 


 

 

 


 Cosa dire infine a chi ha avuto propri cari morti giovanissimi


se non le parole di Menandro?

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MUORE GIOVANE CHI AL CIELO E’ CARO

 

 
 


 
ORSO TONY

 
 
 
 
 
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POESIE E CULTURA

 










Pubblicato 2 novembre 2017 da tonykospan21 in STORIA... IN SENSO AMPIO

La storia.. poco nota.. del momento in cui anche l’Italia entrò nell’era di Internet   Leave a comment




Una storia che ci riguarda da… vicino






LA STORIA DELLA NASCITA DI INTERNET IN ITALIA
Tony Kospan


La nascita di Internet da noi
avvenne in totale silenzio
 anche a causa dell’enorme effetto mediatico
del tremendo disastro di Chernobyl di quei giorni.






Era il 30 aprile del 1986
quando partì il segnale da un Istituto del CNR di Pisa, il CNUCE,
che passando per un cavo telefonico dell’allora SIP
e poi per la stazione di Italcable di Frascati
giunse al centro Telespazio di Fucino (Abruzzo) da dove fu “sparato”
verso il satellite INTELSAT IV
e da qui dirottato alla stazione satellitare di Roaring Creek in Pennsylvania.






Da noi, come dicevo su, non se ne accorse proprio nessuno
eppure in quel momento l’Italia
si poneva ai primi posti nel mondo in questo campo.

Fu in verità emesso anche un Comunicato Ufficiale qualche giorno dopo
che però non fu preso in gran considerazione da nessun giornale.



Luciano Lenzini con al suo fianco, a sinistra, Bob Kahn e Vinton Cerf «padri» di Internet



In verità nemmeno gli autori dell’evento ne capirono l’enorme portata
dato che non si fecero né un a foto né un brindisi
in quanto il direttore del CNUCE, Stefano Trumpy
(noto per il lancio del primo satellite italiano SIRIO)
non era quel giorno in ufficio
e Luciano Lenzini, vero mago delle reti,
che era poi quello che più si era impegnato per la realizzazione
era sì in ufficio ma impegnato per altre cose.






In verità il tutto nasce qualche mese prima
dal regalo di un “Computerone” il Butterfly Gateway fattoci dagli americani
per consentirci di unirci alla rete creata dalle Università americane
per scambiarsi dati… informazioni etc. utilizzando un protocollo
progettato da Vint Cerf e Bob Kahn nel 1973
che poi in breve avrebbe collegato tutto il mondo
e che oggi conosciamo come INTERNET.






Quel regalo però non fu casuale
ma nacque da una richiesta del Lenzini agli americani
in quanto lui… mago delle reti.. in viaggio a Boston
fu “folgorato” dalla constatazione
che quel sistema di connessione delle Università USA
funzionasse bene indipendentemente dai mezzi e dalla rete utilizzati.







Dunque quel giorno alle 6 del pomeriggio Antonio Blasco Bonito
il mago dei computer che aveva preso in consegna il “computerone”
scrisse “PING” e una persona dall’America rispose “OK
qualche secondo dopo.









L’Italia entrava così nell’era di Internet…
che oggi vede connessi nel mondo 3 miliardi di persone
tra cui… noi stessi.


Tony Kospan






Alex Kurzem.. il bimbo ebreo che divenne la mascotte dei nazisti – L’incredibile storia.. le immagini ed il libro   1 comment



QUANDO LA REALTA'… IN QUESTO CASO… STORICA
SUPERA LA FANTASIA !

QUESTA STORIA E' VENUTA ALLA LUCE UNA VENTINA D'ANNI FA
MA SOLO DA POCO, GRAZIE AL LIBRO DEL FIGLIO,
E' DIVENUTA NOTA IN TUTTO IL MONDO




  

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ALEX KURZEM

IL BIMBO EBREO CHE DIVENNE LA MASCOTTE DEI NAZISTI

 

 

 
 
 
 
 
 
 
Quest’incredibile e documentata vicenda è assolutamente vera…. e da essa…, dalla rivelazione del bambino diventato ormai anziano al figlio…, è nato un libro divenuto best seller in tutto il mondo…, con il titolo IL BAMBINO SENZA NOME. 


Ma andiamo con ordine…

 






LA STORIA

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Siamo in uno sperduto villaggio tra i boschi della Bielorussia (purtroppo non si è riusciti a scoprire quale) nel mezzo della seconda guerra mondiale…
Il ragazzo vive lì con la sua umile famiglia di origini ebree.

Tutto inizia la sera in cui sua madre dice, “Domani saremo tutti morti”.

Ma lui – come si chiamava allora? non lo sa, non lo ricorda proprio – si era alzato ed era uscito di casa nella notte, era salito sulla collina e da lì, la mattina seguente, aveva visto uno spettacolo di tremendo orrore per chiunque, immaginarsi per un bambino di – forse – cinque anni.

Aveva solo capito che doveva fuggire e nascondersi nella foresta… dormendo sugli alberi di notte.

Ma dopo aver vagato per mesi da solo nei boschi tra la neve ed i lupi viene catturato da un’unità lettone filonazista.







Eccolo ora davanti al plotone di esecuzione ma lì, le spalle contro il muro della scuola, rivolge al sottufficiale che sta per premere il grilletto una strana, ma perfetta domanda da bambino:

Puoi darmi un pezzo di pane, prima di spararmi?”.  

Questa domanda gli salva la vita.




 


Le SS decidono infatti di prendere quel bambino dai capelli biondissimi e dagli occhi cerulei come loro mascotte, per farne un modello di soldato bambino da utilizzare per la propaganda. 

Da questo momento incomincia la vita ‘costruita’ su misura per lui, proprio come le divise – fatte della sua taglia – che gli fanno indossare per trasformarlo nella mascotte dei soldati.

Gli vengono dati un nome, Uldis Kurzemnieks, e una data di nascita; gli si dice che è russo; gli si insegna a ripetere la storia (alterata) del suo ritrovamento; viene perfino modificata la data in cui era stato salvato.



  



LA STORIA RECENTE



Nel 1995 Alex Kurzem ha sessant’anni (almeno, pensa di avere sessant’anni, perché gli è stata attribuita una data di nascita, proprio come gli è stato attribuito un nome) e ha sempre taciuto a tutti e perfino ai suoi familiari il suo passato avvolto nella nebbia di ricordi imprecisi e della volontà di rimozione.


 





 

 







Vive con la sua famiglia in Australia ma ecco che, inventando una scusa per la moglie, lascia Melbourne e si reca dal figlio Mark, a Oxford.

Stringe tra le mani la valigetta che Mark e i suoi fratelli gli hanno sempre visto custodire gelosamente, senza che nessuno di loro potesse mai sbirciarci dentro.







In quella valigetta sono conservate le foto e vari documenti del suo passato di mascotte dei nazisti.

Alex ora vuole ricordare, ritrovare le sue radici, la sua famiglia, il suo passato, vuole sapere tutto, anche il suo nome, perché quello con cui è cresciuto, si è sposato, ha generato tre figli, Alex Kurzem, non è che il nome falso che gli diedero su un foglio di via.

Chiede quindi al figlio di aiutarlo.



 


 
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I L   L I B R O
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L'AIUTO DEL FIGLIO MARK


 

Mark ha da poco iniziato la sua vita da ricercatore a Oxford quando suo padre Alex bussa alla sua porta con un angoscioso segreto da confessare.

I brandelli di quel segreto sono rinchiusi in una logora valigia che custodisce i ricordi evanescenti e ossessionanti che per quasi settant’anni suo padre ha cercato di seppellire nell’oblio.

Tocca a Mark ora aiutare suo padre a ricostruire la sua storia, l’epopea di un bambino bielorusso ebreo di cinque anni che è scampato avventurosamente allo sterminio della sua famiglia e del suo villaggio.


 

 

 

 


UNA RECENSIONE

 
 
Non si esce indenni dalla lettura di questo libro.

Perché non solo vi ritroviamo le descrizioni delle carneficine compiute dai nazisti, ma a questi crimini se ne aggiungono altri, che non grondano sangue ma che sono più sottilmente crudeli.

Che non annientano la vita ma la manipolano, che non distruggono ma rubano l’identità di un individuo, privando della sua eredità culturale lui e i suoi figli e i figli dei figli.

Non possiamo non essere pervasi pure noi dall’angoscia duplice dell’uomo che si domanda chi sia (o chi fosse prima di diventare quello che è ora) e se debba giudicarsi colpevole per quello che ha fatto, che gli hanno fatto fare, che non sa se ha fatto.

Un bambino di sei, sette, otto anni, distingue tra bene e male?

E, se un bambino è (lo diceva Rousseau) per sua natura buono e innocente, quanto maggiormente colpevole è chi lo mette sulla strada del male?

Avrebbe dovuto, lui, avrebbe potuto sottrarsi, fare qualcosa di diverso da quello che ha fatto?


 
 
 
 





Questa è la copertina ed il titolo del libro pubblicato in Italia




 
 
 
 

Notizie e informazioni dal Web liberamente adattate ed impaginate da T. K.



Ciao da Tony Kospan

 

 

 


LA TUA PAGINA DI CULTURA PSICHE E SOGNO

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