Archivio per la categoria ‘STORIA… IN SENSO AMPIO

L’ALLEGRA STORIA DEL CARNEVALE DALL’ANTICHITA’ AI NOSTRI GIORNI… ANCHE IN IMMAGINI   Leave a comment

 
 
 
 
Una festa che ha superato i millenni…
ma che, pur con tante modifiche,
ha mantenuto quasi intatto il suo spirito trasgressivo.

Nei secoli scorsi i festeggiamenti per il Carnevale 
hanno avuto quale epicentro varie città italiane
ed in particolare Firenze e Venezia
mentre oggi il più noto è quello di Rio.


 


 
 

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STORIA DEL CARNEVALE

 


Le prime notizie sul Carnevale, all’inizio un vero e proprio rito religioso in onore della Dea Iside, risalgono ai tempi degli Egizi.


Inoltre il popolo, mascherato, intonando inni e lodi, accompagnava una sfilata di buoi che venivano sacrificati in onore del dio Nilo.
 
I Greci poi, in attesa della fine dell'inverno, dedicavano riti festosi al dio del vino Dionisio.

 
Ma è soprattutto nel variegato mondo delle feste popolari dell'antica Roma, che possiamo ritrovare le origini del nostro carnevale.

 
 
 

 
 
 
I Romani infatti si lasciavano prendere da grandissima euforia durante i Baccanali… festeggiamenti in onore del dio Bacco… che si svolgevano lungo le strade della città e prevedevano l'uso di maschere tra fiumi di vino e danze.  
 
Famosa era anche la festa di Cerere e Proserpina, che si svolgeva di notte, in cui giovani e vecchi, nobili e plebei si univano nell’entusiasmo dei festeggiamenti.








In marzo e dicembre era poi la volta dei Saturnali, le feste sacre a Saturno, padre degli dei, che si svolgevano nell'arco di circa sette giorni durante i quali gli schiavi diventavano padroni e viceversa, dove il “Re della Festa”, eletto dal popolo, organizzava i giochi nelle piazze, e dove negli spettacoli i gladiatori intrattenevano il pubblico.
 
E' noto il detto romano “semel in anno licet insanire” che si riferiva al fatto che in queste feste erano consentite a tutti follie assolutamente inaccettabili negli altri periodi dell'anno dati i severi costumi dell'antica Roma.
 
 
 

 
  
Nel corso degli anni i Saturnali divennero sempre più importanti, all'origine infatti duravano solo tre giorni, poi sette finché, in epoca imperiale, furono portati a quindici.

Ai Saturnali si unirono le Opalia, in onore della dea Ope moglie di Saturno, e le Sigillaria, in onore di Giano e Strenia.

Con il cristianesimo questi riti persero il carattere magico e rituale e rimasero semplicemente come forme divertimento popolare.
 
Durante il Tardo Medioevo il travestimento si diffuse nei carnevali delle città.

In quelle sedi il mascherarsi permetteva lo scambio di ruoli, il burlarsi di figure gerarchiche, le caricature di vizi o malcostumi con quelle stesse maschere che sono poi diventate simbolo di città ed indicatrici di debolezze umane.
 
 
 

 

 
 
Nel Rinascimento i festeggiamenti in occasione del Carnevale presero piede anche nelle corti europee ed assunsero pian piano forme sempre più raffinate, legate anche al teatro, alla danza ed alla musica.
 
 
 

 
 
 
La festa di carnevale raggiungerà il massimo splendore nel XVI secolo, nelle strade della Firenze di Lorenzo dei Medici
ma è presente in tutte le città italiane ed europee.
 
La festa fiorentina si svolgeva con danze, lunghe sfilate di carri allegorici e costumi sfarzosi e ciò rivela una vera svolta di questa festa, amatissima nella cultura popolare rinascimentale.
 
 
 

 
 
 
Con gli attori della Commedia dell'Arte, alla fine del '500, alcuni dei tipici personaggi carnevaleschi assumono precise forme e vengono caratterizzati nel linguaggio e nei gesti.
 
Nascono pertanto “le maschere” che penetrano nella tradizione collettiva e ci accompagnano ancora oggi.

La galleria delle maschere italiane è vasta.
 
 



 
 
Il Carnevale nel corso dei secoli ha assunto fisionomie e caratteristiche diverse in relazione alle località ed ai periodi storici in cui veniva festeggiato…
 
A partire dal 700 è certamente quello veneziano il più vivace… elegante ed affascinante…



 

 

 

IL CARNEVALE OGGI



Ancor oggi questa festa continua a rappresentare un importante momento di sospensione della routine e dei problemi quotidiani.



Carnevale di Viareggio



Infatti è una festività celebrata in quasi tutto il mondo con forme caratterizzate dalle culture dei vari popoli.
 
La sua grande diffusione è paragonabile ad un'altra ben nota festa profana, quella dell'ultimo giorno dell'anno.

 
 

 
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Molto noti in particolare sono il Carnevale di Rio de Janeiro e quello di New Orleans mentre in Italia sono molto noti quello di Venezia con le sue mitiche maschere, quello di Viareggio con i suoi carri, quello di Ivrea con la battaglia delle arance e quello di Putignano con il funerale di Re Carnevale.
 
 
 

Carnevale di Putignano

 
 
 
In particolare quello di Venezia è uno dei più antichi dato che si hanno documenti del 1094 in cui si parla delle feste prima della quaresima… anche se, come abbiamo detto su, raggiunge il massimo splendore nel 700.
 
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I giorni di più intensa baldoria e licenziosità sono il Giovedì, il Sabato e in particolare il Martedì Grasso.
 
Storicamente infatti sono stati sempre i giorni precedenti alla quaresima ad esser vissuti con consapevole massima trasgressione e con eccessi di ogni genere… in attesa della “liberazione” della Pasqua.

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Carnevale di Ivrea

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In effetti anche se ai giorni nostri la Quaresima è molto meno dura…  il Carnevale mantiene intatto il suo fascino… per grandi e (soprattutto) piccoli… benché ormai appaia sempre più… intriso di consumismo (tra l'altro opportuno vista la crisi).
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FONTI: VARI SITI WEB – COORDINAM. MODIFICHE AGGIUNTE ED IMPAGINAZIONE T.K.
 
 
 


a tutti da Orso Tony
 
 
 

LA TUA NUOVA PAGINA
PER COLORARE LE TUE ORE…

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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San Valentino – Questa.. in breve.. è tutta la vera storia della festa dell’amore   Leave a comment

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Tutti (o quasi) amano la festa di San Valentino
ma quanti conoscono la vera storia di questa festa?
 

 
 
LA VERA STORIA DELLA FESTA DI SAN VALENTINO
DALL’ANTICHITA’ AI NOSTRI GIORNI
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Per gli antichi Romani Febbraio era considerato il mese
in cui ci si preparava all’arrivo della primavera (ritenuta la stagione della rinascita).
 
 
 
Si iniziavano i riti della purificazione:
le case venivano pulite e vi si spargeva del sale ed una particolare farina.
 
 

 
Verso la metà del mese iniziavano le celebrazioni dei Lupercali
(dèi che tenevano i lupi lontano dai campi coltivati).
 

 

 

Lupercali
 
 

 
I Luperici, l’ordine di sacerdoti addetti a questo culto,
si recavano alla grotta in cui, secondo la leggenda,
la lupa aveva allattato Romolo e Remo
e qui compivano i sacrifici propiziatori.
 
 
 
Il sangue degli animali veniva poi sparso lungo le strade della città,
come segno di fertilità. 

 
 
Il vero “evento” per la gioventù romana di allora
era però una specie di lotteria dell’amore.
 
 
 
 
 

 

 

 

I nomi delle donne e degli uomini che adoravano questo Dio
venivano messi in un’urna e opportunamente mescolati. 

 
Quindi un bambino sceglieva a caso alcune coppie che per un intero anno
avrebbero vissuto in intimità affinché il rito della fertilità fosse concluso.
 
L’anno successivo sarebbe poi ricominciato nuovamente con altre coppie.
 
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Nel 496 d.C Papa Gelasio annullò questa festa pagana
sostituendola con quella di San Valentino,
Vescovo di Terni martirizzato dall’imperatore Claudio II,
in quanto univa in matrimonio giovani coppie
alle quali l’imperatore aveva negato il consenso.







 
 
Prima della sua esecuzione, Valentino,
che si era innamorato della figlia del suo carceriere,
le scrisse un’ultima lettera firmandola
dal tuo Valentino” frase che è arrivata fino ai nostri giorni.
 
 

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Nonostante siano passati tanti secoli,
questa festa ha sempre mantenuto il significato di celebrare il
Vero Amore.
 
 
Le vicende riguardanti San Valentino sono in verità abbastanza confuse,
ed intorno alla sua figura ruotano molte leggende,
che hanno forse un fondo di verità e che riguardano tutte episodi d’amore.
 
 
 
 
 
(Per me per sempre di Eros Ramazzotti mp3)
 
 
 
 
 
 
Nell’era moderna tuttavia è spesso considerata una festa consumistica
ma, a mio parere, resta comunque l’unico giorno dell’anno
in cui, volenti o nolenti, non possiamo non dedicare un pensiero all’amore
anche se certo è meglio e più giusto farlo tutti i giorni dell’anno…
ed i più fortunati tutti i giorni della vita.
 
 

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Immagine… vintage

 
 

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Testo dal web con aggiunte e modifiche
 
 

 
 
 
 
 
  
 
 
POESIA MUSICA ARTE ETC
I N S I E M E
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Immagine… vintage

Oggi è il giorno del doveroso ricordo delle Foibe e dell’Esodo giuliano-dalmata – Per non dimenticare   Leave a comment

Il 10 febbraio di ogni anno
si celebra questa solennità civile
istituita con legge del 2004


 
 
 
 

Un'altra immensa tragedia


susseguita alla sciagurata II guerra mondiale.



 


 


Un ricordo ed un pensiero triste…


– sia per l'assassinio di migliaia di nostri connazionali,


Istriani e non solo, gettati nelle foibe…


(profonde cavità naturali della Venezia Giulia)


ma anche vittime di tanti altri massacri


in varie zone della Venezia Giulia e dell'Istria 


 


 


 


  

 



– sia anche per la fuga di altre decine di migliaia,
che vivevano nella ex Jugoslavia…,
verso varie regioni italiane
a ciò costretti dall'inaudita violenza
delle forze armate Titine…



 


 



 


 


I motivi di tanta atrocità,


sono certamente connessi all'esito della II guerra mondiale…


anche se però poi nessuna guerra


può mai giustificarle.


 


 



 


 


Che non accadano mai più…


tragedie così


ma che non accadano nemmeno


guerre assurde


che poi possono originare orrori del genere.


  


 




 
 


Quanto avvenne resti nella nostra memoria
affinché non abbia mai più a ripetersi
né in Italia né in nessuna altra parte del mondo
(anche se la cronaca purtroppo ci dice altro).


 
 



  


 Tony Kospan








 


 
 

Il 29 Gennaio 1958 entrò in vigore la Legge Merlin – La prostituzione usciva dalle “case chiuse” ma il problema resta più vivo che mai   Leave a comment








Il 29 Gennaio 1958 entrò in vigore la legge Merlin
contro lo sfruttamento della prostituzione
che sancì la chiusura dellecase chiuse”.




La senatrice Merlin



Sono passati ormai 60 anni
ed il problema è tutt’altro che risolto.






Tuttavia nel corso degli anni la prostituzione
ha subito notevoli modifiche.






Accanto a quella sulle strade… che sembra in diminuzione
(ma lì sono nate e si sono diffuse le nuove figure dei trans e simili)
è esplosa quella via web.
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Oltre a quella classica è nata poi anche “l’elegante”
(si fa per dire) figura delle “escort”.






Tornando all’anniversario della Legge Merlin
direi che è giunto il momento di regolamentare
una volta per tutte ed in modo più pragmatico e logico
quello che è considerato il mestiere più antico del mondo.






Regolamentazione che , a mio parere,
dovrebbe prevedere un riconoscimento,
come avviene negli altri paesi europei, di quella volontaria,
ovviamente con una serie di precisi diritti e doveri,
non esclusi quelli fiscali e sanitari,
e senza modificare però il reato di sfruttamento.


Tony Kospan








27 GENNAIO.. GIORNO DELLA SHOAH – Il doveroso ricordo con pensieri.. poesie.. immagini.. musica e opere d’arte   4 comments

 

 

 

 

Qualcuno ci dice…

 – Ma c’è ancora bisogno di ricordare la Shoah?

Tanto ormai è notissima ed è passato tanto tempo!


In una società come la nostra, così pervasa da

ignoranza,  inciviltà, razzismo, bassi istinti

e con tanti che incitano all'odio ed alla violenza,

serve eccome…

ma non solo come ricordo

bensì anche e soprattutto per tener alta la guardia

al fine di evitar la rinascita di pseudo-culture vili e violente

che vedono negli ebrei e nei diversi di ogni genere

la colpa di tutto… soprattutto nei momenti di crisi.

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SHOAH


 PENSIERI.. POESIE.. IMMAGINI..
MUSICHE IN TEMA.. ED OPERE D’ARTE
PER NON DIMENTICARE
 

 

 

 

 

Sono dunque passati 73 anni da quel giorno
ma l’immensità dell’orrore che sconvolse il mondo
non può cadere nell’oblio.

Prima di dar un mio modesto contributo alla memoria
 di questa storica giornata desidero
esprimere un piccolo pensiero personale.
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Quello che più mi rattrista ed indigna è che
quanto accaduto è stato un frutto diabolico
di quella che riteniamo, e giustamente,
la nostra grande civiltà europea…


Aggiungo poi che ancor oggi,
 c’è il tentativo di crear un confuso calderone 
e così, mischiando le carte,
evitare di riconoscere e/o nascondere l’immensa vergogna
per tutto il genere umano… causata da questo genocidio.

 
 
 
 
 
 
Ci sono poi anche i negazionisti…
che non solo offendono la memoria delle vittime…
ma anche la realtà… la storia e la nostra intelligenza.

 
 

 

 

 

Il mio contributo al ricordo si esplicherà in questo modo:
 
 
 
1 – mediante due bellissime poesie di cui la prima è quella notissima di Primo Levi, sopravvissuto agli orrori di Auschwitz, e l’altra,  davvero molto struggente, di Joyce Lussu ci parla della sorte dei bambini dei campi;
 
2 – il trailer de “LA VITA E’ BELLA” ;
 

3 – Con 2 opere d’arte:
A – il noto dipinto di Munch… ” L’Urlo” che è forse l’opera d’arte massimamente rappresentativa dell’orrore umano… 
B – Camera a gas di David Olèreinternato nel marzo del 1943 e assegnato al Sonderkommando di Birkenau, con il compito della rimozione dei corpi dalle camere a gas e alle operazioni di cremazione, sopravvissuto allo sterminio e poi divenuto pittore;
 
4 – Un pensiero dal diario di Anna Frank
 
5 – il video Schindler’s List – Theme Itzhak Perlman con musica ed immagini dolorose ma tragicamente coinvolgenti…
 
6 – il tutto tra immagini che ritengo capaci di imprimersi nella nostra memoria…
 
 
 
 

 
 
 
2 poesie molto belle e significative

 
 
 
 
 
 
 

SE QUESTO E’ UN UOMO
Primo Levi
 

«Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
Voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d’inverno.
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi, alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi».
 


 

 

 

C’E’ UN PAIO DI SCARPETTE ROSSE
Joyce Lussu 
 
C’è un paio di scarpette rosse
numero ventiquattro
quasi nuove:
sulla suola interna si vede ancora
la marca di fabbrica
c’è un paio di scarpette rosse
in cima a un mucchio di scarpette infantili
a Buchenwald
più in là c’è un mucchio di riccioli biondi
di ciocche nere e castane
a Buchenwald
servivano a far coperte per soldati
non si sprecava nulla
e i bimbi li spogliavano e li radevano
prima di spingerli nelle camere a gas
c’è un paio di scarpette rosse per la domenica
a Buchenwald
erano di un bambino di tre anni e mezzo
chi sa di che colore erano gli occhi
bruciati nei forni
ma il suo pianto lo possiamo immaginare
si sa come piangono i bambini
anche i suoi piedini
li possiamo immaginare
scarpa numero ventiquattro
per l’eternità
perchè i piedini dei bambini morti
non crescono
c’è un paio di scarpette rosse
a Buchenwald
quasi nuove
perchè i piedini dei bambini morti
non consumano le suole.

 

 

 

 


Il trailer de… “La vita è bella”
 
 

 

 

 

 

 

2 opere d’arte dedicate all’orrore umano

 

 

 
Edvard Munch – L’urlo
 
 
 
 

David Olère – Camera a gas

 

 

 

 

Un breve pensiero dal diario di Anna Frank

 

 




 

 

 

Il video Schindler’s List con Theme Itzhak Perlman

 

 

 
 
 
 
 
 
 

 
MAI PIU’ TANTO ORRORE
E TANTA DIABOLICA DISUMANITA’
 

 
 

 

Tony Kospan



 


PER LE NOVITA’ DEL B LOG

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Il corallo e la sua antica magia – In breve.. storia.. natura.. mito.. arte ed.. oreficeria   Leave a comment

 

 

 

 

IL CORALLO

 

 

 

 

 

MITO STORIA NATURA ARTE

 

 

 

 

 

IL MITO

 

L’origine del corallo è stata per secoli avvolta nella leggenda:
Ovidio nelle “Metamorfosi” e Plinio il Vecchio nella “Naturalis historia” riconoscono al corallo la stessa genesi mitica;


Il sangue che continuò a gocciolare dalla testa recisa della gorgone Medusa, si trasformò in corallo.

 

 

LA NATURA

 

Il suo colore caldo e vivo, l’origine marina, la sua natura ambigua devono aver fortemente impressionato i primi popoli del bacino del Mediterraneo che hanno così iniziato a lavorarlo e a farlo conoscere in tutto il mondo.

Il corallo propriamente detto è un celenterato ottocorallo dell’ordine dei gorgonacei, caratterizzato da uno scheletro calcareo ramificato, colorato più o meno intensamente di rosso, per la presenza di sali di ferro, e ricoperto da uno strato di tessuto molle denominato sarcosoma.

 

 

 

 

Nel sarcosoma si osservano molti polipi provvisti di otto tentacoli ramificati e contrattili,
molte piccole spicole calcaree, rosse e un fitto reticolo di canali che collegano i singoli
polipi.

I coralli si riproducono per mezzo di piccole larve ciliate, natanti e vermiformi che, trascinate dalle correnti, si fissano alle pietre, dove ciascuna dà origine ai un primo individuo (oozoite), che per gemmazione da origine a una colonia.

 

 

 

 

LA STORIA

 

Il corallo sembra aver esercitato il proprio fascino sui popoli sin dai tempi più remoti:
i ritrovamenti d’età preistorica ne confermano un utilizzo per la produzione di oggetti ornamentali o comunque dei beni di lusso.


Il mondo romano, che fa ampio uso del corallo, preferisce al prodotto lavorato destinato ad ornamenti e realizzazioni complesse, manufatti più semplici. Il mondo medievale adotta invece il corallo con grande ampiezza e varietà, non soltanto in contesti artistici, ma anche economici e spirituali.

Difatti, nel medioevo, il corallo appare legato a due principali sfere d’uso:
una religiosa ed una alchemico-farmacologica.

Il Rinascimento registra il radicarsi di una lavorazione del corallo in senso plastico e figurativo, legata in modo particolare alla realizzazione di soggetti sacri.

Pian piano nel corso del tempo Napoli e (soprattutto) Torre del Greco assumono il ruolo di guida sia nella pesca che nella realizzazione di prodotti in corallo.

 

 

 

 

A partire dal 1870 Torre del Greco si afferma come il maggior centro produttivo mondiale nel settore del corallo.

Dopo la prima guerra mondiale, grazie ad una nuova concezione di gioiello, il corallo entra a pieno titolo nell’altissima gioielleria;

 

 



  


dopo le difficoltà vissute nel corso del secondo conflitto mondiale, si registra una ripresa dei flussi commerciali legati al corallo, e le aziende di Torre del Greco, altamente specializzate, tornano a dominare il panorama mondiale.






 

LA CAPITALE DEL CORALLO 

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Torre del Greco è unanimemente riconosciuta come tale anche se in Italia vi sono altri importanti centri per la sua lavorazione.

La pesca del corallo è stata esercitata dai Torresi da tempi remoti ed i loro guadagni erano tali che che Ferdinando IV di Borbone chiamò la città “spugna d’oro” del suo regno.

 

 

 

 

Del ‘500 i Torresi si spinsero nel mare della Corsica e della Sardegna e nel '600 avevano una flotta di centinaia di barche ed alla fine del '700 si spinsero anche verso le coste africane.

La città ospita ben 2 musei dedicati al corallo: uno storico all'interno dell' “Istituto d'arte di stato” e l'altro più piccolo

 

 

 

 

L'arte del corallo viene insegnata e tramandata dall'antica Scuola d'incisione e lavorazione del corallo annessa all'omonimo Museo.

Nel suo territorio sono tantissime le aziende di ogni dimensione che lo lavorano e l'esportano in ogni parte d'Italia e del mondo.

 

 

 

 

TONY KOSPAN 

 





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PSICHE E SOGNO
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Il più piccolo “grande teatro” del mondo è in Italia.. in Umbria! Le immagini.. la storia   3 comments








E’ piccolissimo ma… perfetto… 
Non manca cioè nulla di quel che caratterizza un normale grande teatro.
Conosciamo allora questo piccolo gioiello…e la sua storia…



 
 
 
 
 
 
IL PIU’ PICCOLO “GRANDE” TEATRO DEL MONDO?
 
ECCOLO… BELLISSIMO… E’ IN UMBRIA
 
Tony Kospan
 
 
 
 
 
 
  
 
 
Il suo nome è…
TEATRO DELLA CONCORDIA
 
 
 
 
 
 
 
 
In verità per il Guinness dei Primati il più piccolo è
il TEATRINO DI VETRIANO
presso Pescaglia in provincia di Lucca…
per i suoi soli 70 metri quadri
ma non ha le caratteristiche di un teatro classico.

 
 
 
IL TEATRINO DI VETRIANO
 


 
 

Quello di cui parliamo è però unanimemente riconosciuto come

il più piccologrande teatro

(per la sua perfetta e completa struttura cinquecentesca)

come vedremo qui di seguito.

 

 
 

 
 


Infatti, pur se sembra un gioco di parole,
piccolo-grande
è davvero… un piccolissimo “grande teatro”…
in quanto al suo interno v’è la fedele riproduzione,
anche se in miniatura, di tutto… ma proprio tutto…
quanto c’è in un grande teatro
come, ad esempio, perfino i palchi separati.

 
 
 
DOVE SI TROVA


 
 
 



 
 
 
Questo fantastico gioiello architettonico, con i suoi novantanove posti… tra palchetti e platea, è situato al centro di Monte Castello di Vibio ( paese dalla originale forma di cuore della provincia di Perugia) che si trova in cima ad una collina alta 422 metri.

Merita davvero d’esser conosciuto e visitato per la sua storia e la sua bellezza… 
 
All’esterno sembra una normale casa di paese, ma…



 
 
 

  
 
 
 
poi all’interno scopriamo le sue meraviglie…
 
 
 
 
 

 

 

LA SUA  STORIA

 

Il teatro nasce in pieno clima post-rivoluzionario susseguente alla rivoluzione francese per inneggiare alla libertà ed alla successiva riscoperta della concordia…  

Gli ideatori ed i finanziatori sono 9 famiglie illustri del paese. 

Prima nasce un caffè salotto… e poi questo teatrino “a misura del paese” che venne inaugurato nel 1808
 
Le decorazioni vivacissime sono invece del 1892 opera di un giovanissimo pittore (quattordicenne) Luigi Agretti da La Spezia ma figlio di Cesare, pittore perugino, che aveva già dipinto il telone ed il fondale.
 
Il “giovine venuto dal mar Tirreno”, così definito in una poesia dell’epoca, riversò tutta la sua vivacità ed il suo entusiasmo nella sua opera di abbellimento del teatro…

 
 
 
 
 
 
 

Nel 1927 i “caratanti” cioè… i proprietari del teatro, creano l’Accademia dei soci del Teatro della Concordia.
 
Negli anni seguenti il teatrino ospita compagnie illustri… ma poi dopo la guerra c’è un decadimento… e nel 1951 viene chiuso per inagibilità…
 
 
 
 

 

 
Il comune però provvede nel 1981 ad espropriarlo ed a restaurarlo riportandolo ai suoi fasti originari…  con il condivisibile ed encomiabile intento di fare di Monte Castello di Vibio il paese ideale, il paradiso perduto… dove ciascuno possa ritrovare una giusta e serena dimensione di vita.

Mi risulta che ora nel teatro avvengono rappresentazioni e manifestazioni.
 
 
 
 
 
LA DESCRIZIONE DEL TEATRO

 

 

 
 


Il Teatro della Concordia… fedele e riuscita riproduzione in miniatura dei grandi teatri italiani ed europei ne ricalca alla perfezione la forma con pianta a campana o “all’italiana” (definita anche goldoniana), la realizzazione interamente in legno, il tipico boccascena, le decorazioni ad affresco che interessano l’intera superficie scoperta compreso il plafone, la presenza del foyer affrescato, del caffè del teatro, dei camerini, della graticciata, della sala per le riunioni, dell’elegante scalone d’ingresso esterno, l’atrio e la biglietteria, la scala di accesso principale ai due ordini di palchi ed una scala secondaria.


 
 
 
 
 
 
 
 


Se si aggiunge a tutto ciò le modeste dimensioni in cui è stato ricavato, la perfezione dell’acustica, la pregevolezza artistica ed architettonica, la dovizia di particolari con cui è stato costruito nel 1808, insieme alla disposizione armonica dei vari elementi e locali che lo compongono, lo slogan che gli è stato attribuito da sempre appare effettivamente il più calzante ed appropriato. Si tratta di una struttura di inestimabile valore, completa in ogni suo elemento, un esempio di gusto e proporzioni, un luogo dove si respira un senso di leggerezza e gradevolezza.


 
 

 

 
 
 
Una vera e propria opera d’arte, unica, nel suo genere, nel panorama teatrale italiano ed europeo e perciò non paragonabile neppure con altri.
Un’opera d’arte, che da settembre 2002 è annoverato tra le emissioni filateliche con un francobollo


 
 
 
 
 
 
 



che lo fregia di appartenere al “patrimonio artistico e culturale Italiano”. (testo dal web)
 
 
 
 


LE INFORMAZIONI PER CHI VOLESSE VISITARLO


 
 
 
 
 
 
 
 

Aperto il sabato, la domenica e festivi:

da settembre a marzo: ore 10,00-12,30 e 15,00-18,00

– da aprile ad agosto: ore 10,00 / 12,30 e 16,00 / 19,00

Aperto tutti i giorni nei mesi di luglio e agosto.

Per info.. gruppi.. etc: 075.8780737

 

COPYRIGHT TONY KOSPAN



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