Archivio per la categoria ‘POESIE FAVOLE OPERE ANTICHE

Poesie di alcuni millenni fa – Liriche d’amore dell’Antico Egitto – VII Stanza (Uomo)   Leave a comment

 
 
 

DAL PAPIRO CHESTER BEATTY I




 
 
 



Siamo giunti ormai alla fine
di questo breve viaggio
nella poesia d’amore dell’Antico Egitto







 
  

 

       Liriche d’amore    

dal papiro Chester Beatty I







STANZA SETTIMA (uomo)



 

 



Sono sette giorni


che non ho visto l’amata.


E’ entrata in me la malattia,


sono diventato con le membra pesanti,


ho dimenticato lo stesso mio corpo.


Se i medici vengono da me,


non mi soddisferanno i loro rimedi.


I maghi non trovano espedienti,


non si scopre la mia malattia.


Il dire: “Eccola!” mi rende la vita.


Il suo nome mi risolleva,


l’andirivieni dei suoi messaggeri


fa vivere il mio cuore.


L’amata è per me meglio delle medicine,


è per me meglio di un formulario magico.


La sua venuta è il mio amuleto:


quando la vedo, ritorno in salute.


Quando apre gli occhi,


diventa giovane il mio cuore,


quando parla,


divento forte.


Quando l’abbraccio,


allontana da me la malattia.


Ed è lontana da me da sette giorni.








PER LEGGER LA POESIA DELLA VI STANZA

E DA LI’ TUTTE LE PRECEDENTI…




Scritti raccolti da Danny Fan-impagin. t.k.




F I N E




Ciao da Tony Kospan





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Cecco Angiolieri “S’i fosse foco”.. un poeta.. una poesia – I suoi versi trasgressivi in una breve analisi e nella canzone di De André   Leave a comment

 
 
 
 
 
 
 

Nel vasto mondo della poesia un posto non secondario
ce l’ha la poesia dissacrante, controcorrente, originale, sorprendente
ed uno degli antesignani è l’autore di cui vado a parlarvi
soprattutto in relazione alla sua poesia più nota
per il suo sorridente anticonformismo.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

SCRIVER-Penna-che-scrive.gifUN POETA – UNA POESIASCRIVER-Penna-che-scrive.gif



CECCO ANGIOLIERI


a cura di Tony Kospan







 
 
 

Ecco la sua… autopresentazione
 
 
“Tre cose solamente m’énno in grado
[…] cioè, la donna, la taverna e ‘l dado”…
 
 
Certo come presentazione non è delle più tranquille,
eppure così Cecco Angiolieri (1260-1311)
si descrive in uno dei suoi sonetti:

“tre cose soltanto mi piacciono: le donne, la taverna
(cioè, il vino) e il dado (cioè, il gioco)”.

 
 
 
 
John William Waterhouse – Decamerone
 
 
 
 

Nasce a Siena intorno al 1260.
 
Si conosce poco della sua vita, ma, da testimonianze dell’epoca, si sa di una vita sregolata e dissipata.


Nel 1281, ad esempio, fu multato tre volte per disturbo della quiete pubblica e nel 1291 fu implicato nel ferimento di un uomo.
 
Nel 1296 venne allontanato da Siena, per cause politiche. Nel 1302, per bisogno di soldi, fu costretto a vendere un suo podere.
 
Alla sua morte, avvenuta forse nel 1312, i cinque figli rinunciarono all’eredità perché gravata da troppi debiti.
 
I sonetti dell’Angiolieri sono circa 150 e sono eseguiti nella tipica tradizione goliardica della poesia giocosa.
 
 E’ da considerare uno dei primi poeti in volgare ed è, sicuramente, uno tra i più amati dai giovani (ancora oggi) proprio per il suo il suo modo di vedere la vita in maniera così gaia e priva di alcun freno
 
Certo la sua vita fu del tutto fuori degli schemi dell’epoca… e la sua poesia nella sua massima originalità e vivacità è appunto espressione di ciò… anche se forse si divertiva anche ad esagerare un pochettino… e per questo è amata ancor oggi da coloro che desiderano visioni inconsuete della realtà…
 
 


 
 
 

 
 
 
 
 

Ma ora eccola… questa poesia che l’ha reso immortale… e che in molti abbiamo amato fin dai tempi scolastici per l’interno spirito ribelle e controcorrente ma anche simpaticamente guascone che aleggia in essa.
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 

S’i’ fosse foco, arderei ‘l mondo
 
S’i’ fosse foco, arderei’ il mondo;
s’i’ fosse vento, lo tempestarei;
s’i’ fosse acqua, i’ l’annegherei;
s’i’ fosse Dio, mandereil en profondo;
s’i’ fosse papa, serei allor giocondo,
ché tutti ‘ cristiani embrigarei;
s’i’ fosse ‘mperator, sa’ che farei?
a tutti mozzarei lo capo a tondo.
S’i’ fosse morte, andarei da mio padre;
s’i’ fosse vita, fuggirei da lui:
similemente faria da mi’ madre.
S’i’ fosse Cecco com’i’ sono e fui,
torrei le donne giovani e leggiadre:
le vecchie e laide lasserei altrui.
 
 
 
 


 

 

 

Per chi avesse difficoltà a comprendere il testo
ecco una traduzione in italiano moderno…
 
 
 
 
Se fossi fuoco, brucerei il mondo;
se fossi vento, lo sconvolgerei con tempeste;
se fossi acqua, lo annegherei;
se fossi Dio, lo farei sprofondare.
Se fossi papa, allora sarei allegro,
perché potrei mettere nei guai tutti i cristiani;
se fossi imperatore, lo saprei fare proprio bene;
taglierei la testa di netto a tutti quanti.
Se fossi morte, andrei da mio padre;
se fossi vita, non rimarrei con lui;
lo stesso farei con mia madre.
Se fossi Cecco, come sono e sono sempre stato,
terrei le donne giovani e belle,
e lascerei quelle sporche e vecchie agli altri
.
 
 
 
 
 


 
 
 
 
 

Ma ora, se vogliamo, possiamo anche ascoltarla,
in una splendida e musicale interpretazione del grande De André…
grazie a questo video.


 
 
 




 
 
 
 
Tony Kospan
 
 
 
 
 
 

STORIA.. RICORDI E ATMOSFERE DI UN TEMPO









 
 
 
 

Mettimi come sigillo sul tuo cuore – Dal mitico Cantico dei Cantici dell’Antico Testamento una bella poesia d’amore   Leave a comment



Un famoso e bellissimo canto d'amore
e 2 parole su di un'opera a dir poco… sorprendente
presente nelle Sacre Scritture

 
 
 
 
 
 


METTIMI COME SIGILLO SUL TUO CUORE
– CANTICO DEI CANTICI –

 
  
Secondo gli studiosi la versione definitiva del Cantico dei Cantici
sarebbe avvenuta nel periodo che va dal 5° al 3° secolo avanti Cristo.
 
 
Si tratta di uno dei testi più lirici e inusuali delle Sacre Scritture.
 
 
Racconta in versi l’amore tra due innamorati,
con tenerezza ma anche con un ardire di toni
ricco di sfumature sensuali e immagini erotiche.


 
 
 
 Cantico dei cantici – Chagall
 
 
 
 
Ciò non deve scandalizzare
perché l’amore erotico dei due amanti,
per l’autore del testo, ha pur sempre origine divina.
 
 
Ma non solo…  il testo è, a mio parere,
anche un ampio riconoscimento
dei piaceri e delle gioie della vita…
che se ci è possibile, sarebbe errato trascurare,
con tutte le ovvie opportune limitazioni.

 
 
 
 
   Cantico dei cantici – Chagall
 
 
 

Tuttavia sembra che il motivo del suo inserimento
nell’Antico Testamento
sia da ricercare nei significati allegorici in esso contenuti.

 
 
In verità il canto che segue non possiamo certo definirlo erotico
ma di carattere morale e sublime
ma ci sono altri canti molto più espliciti.

 
 
 
 
 
 
 
 

Ma è certo uno di quelli maggiormente amati
per la sua capacità evocatrice dell’immensa forza dell’amore.
 
 
I dipinti di Chagall, grande pittore russo, che vediamo qui, 
furono da lui dedicati proprio al CANTICO DEI CANTICI

 
 
 
 
  Cantico dei cantici – Chagall
 
 
 
 

METTIMI COME SIGILLO SUL TUO CUORE
 Cantico dei Cantici (8°)
 
 
Mettimi come sigillo sul tuo cuore,
come sigillo sul tuo braccio;
perché forte come la morte è l’amore,
tenace come gli inferi è la passione:
le sue vampe son vampe di fuoco,
una fiamma del Signore!
Le grandi acque non possono spegnere l’amore
né i fiumi travolgerlo.
Se uno desse tutte le ricchezze della sua casa
in cambio dell’amore,
non ne avrebbe che dispregio.


 
 
 
 
 Cantico dei cantici – Chagall
 
 
 
 

Cosa ne pensate?
 
 
Ciao da Tony Kospan




 
 
 
 
 




 
 
 

DOLCE E’ IL BACIO – L’antica.. stupenda mini poesia d’amore ed il mito classico di.. Europa   Leave a comment

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Statua di Amore e Psiche – Ostia antica
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Questo epigramma di Rufino, poeta greco del II secolo d.C.,
emana una delicatissima ma profondissima sensualità.
.
La leggerezza, impalpabile quasi, dei versi
ci porta per converso
ad immaginare un’immensa onda di emozioni
che uniscono in un tutt’uno sublime
amor spirituale e fisico.




Canova

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Non serve al poeta dire altro
le bocche unite in un vero bacio d’amore…
nel loro silenzio… parlano… eccome…
il linguaggio eterno
dell’Amore e dello spirito dell’Universo
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UN MITO… DAL FASCINO ETERNO

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IL RATTO D’EUROPA
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Europa è una figura leggendaria
della mitologia Greca (e non solo…).
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Nel mito è una ragazza rapita da Zeus (Giove)
che le si era presentato travestito da toro mansueto
al punto che la ragazza volle cavalcarlo.

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Dopo una lunghissima cavalcata
Zeus si fece conoscere
e lei se ne innamorò.

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Noël-Nicolas Coypel

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E’ bello pensare che il nostro continente
prende nome proprio da questo mito.

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LA… MINI… ANTICA POESIA

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Anthony van Dyck

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DOLCE E’ IL BACIO DI EUROPA
Rufino
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Dolce è il bacio di Europa,
anche se tocca appena le labbra,
dolce anche se sfiora appena la bocca;
non è alle labbra che s’accosta,
ma preme la bocca,
e dal profondo rapisce l’anima intera.




Il bacio – Rodin
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Come sempre mi piacerebbe conoscere il Vs pensiero
.
Ciao da Tony Kospan


DESIDERI PUBBLICIZZARE QUALCOSA?






“S’i fosse foco” – I mitici versi medievali di Cecco Angiolieri… in una breve analisi e nella canzone di F. De André   Leave a comment

 
 
 
 
 
 
 

Nel vasto mondo della poesia un posto non secondario
ce l’ha la poesia dissacrante, controcorrente, originale, sorprendente
ed uno degli antesignani è l’autore di cui vado a parlarvi
soprattutto in relazione alla sua poesia più nota
per il suo sorridente anticonformismo.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

SCRIVER-Penna-che-scrive.gifUN POETA – UNA POESIASCRIVER-Penna-che-scrive.gif



CECCO ANGIOLIERI


a cura di Tony Kospan







 
 
 

Ecco la sua… autopresentazione
 
 
“Tre cose solamente m’énno in grado
[…] cioè, la donna, la taverna e ‘l dado”…
 
 
Certo come presentazione non è delle più tranquille,
eppure così Cecco Angiolieri (1260-1311)
si descrive in uno dei suoi sonetti:

“tre cose soltanto mi piacciono: le donne, la taverna
(cioè, il vino) e il dado (cioè, il gioco)”.

 
 
 
 
John William Waterhouse – Decamerone
 
 
 
 

Nasce a Siena intorno al 1260.
 
Si conosce poco della sua vita, ma, da testimonianze dell’epoca, si sa di una vita sregolata e dissipata.


Nel 1281, ad esempio, fu multato tre volte per disturbo della quiete pubblica e nel 1291 fu implicato nel ferimento di un uomo.
 
Nel 1296 venne allontanato da Siena, per cause politiche. Nel 1302, per bisogno di soldi, fu costretto a vendere un suo podere.
 
Alla sua morte, avvenuta forse nel 1312, i cinque figli rinunciarono all’eredità perché gravata da troppi debiti.
 
I sonetti dell’Angiolieri sono circa 150 e sono eseguiti nella tipica tradizione goliardica della poesia giocosa.
 
 E’ da considerare uno dei primi poeti in volgare ed è, sicuramente, uno tra i più amati dai giovani (ancora oggi) proprio per il suo il suo modo di vedere la vita in maniera così gaia e priva di alcun freno
 
Certo la sua vita fu del tutto fuori degli schemi dell’epoca… e la sua poesia nella sua massima originalità e vivacità è appunto espressione di ciò… anche se forse si divertiva anche ad esagerare un pochettino… e per questo è amata ancor oggi da coloro che desiderano visioni inconsuete della realtà…
 
 


 
 
 

 
 
 
 
 

Ma ora eccola… questa poesia che l’ha reso immortale… e che in molti abbiamo amato fin dai tempi scolastici per l’interno spirito ribelle e controcorrente ma anche simpaticamente guascone che aleggia in essa.
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 

S’i’ fosse foco, arderei ‘l mondo
 
S’i’ fosse foco, arderei’ il mondo;
s’i’ fosse vento, lo tempestarei;
s’i’ fosse acqua, i’ l’annegherei;
s’i’ fosse Dio, mandereil en profondo;
s’i’ fosse papa, serei allor giocondo,
ché tutti ‘ cristiani embrigarei;
s’i’ fosse ‘mperator, sa’ che farei?
a tutti mozzarei lo capo a tondo.
S’i’ fosse morte, andarei da mio padre;
s’i’ fosse vita, fuggirei da lui:
similemente faria da mi’ madre.
S’i’ fosse Cecco com’i’ sono e fui,
torrei le donne giovani e leggiadre:
le vecchie e laide lasserei altrui.
 
 
 
 


 

 

 

Per chi avesse difficoltà a comprendere il testo
ecco una traduzione in italiano moderno…
 
 
 
 
Se fossi fuoco, brucerei il mondo;
se fossi vento, lo sconvolgerei con tempeste;
se fossi acqua, lo annegherei;
se fossi Dio, lo farei sprofondare.
Se fossi papa, allora sarei allegro,
perché potrei mettere nei guai tutti i cristiani;
se fossi imperatore, lo saprei fare proprio bene;
taglierei la testa di netto a tutti quanti.
Se fossi morte, andrei da mio padre;
se fossi vita, non rimarrei con lui;
lo stesso farei con mia madre.
Se fossi Cecco, come sono e sono sempre stato,
terrei le donne giovani e belle,
e lascerei quelle sporche e vecchie agli altri
.
 
 
 
 
 


 
 
 
 
 

Ma ora, se vogliamo, possiamo anche ascoltarla,
in una splendida e musicale interpretazione del grande De André…
grazie a questo video.


 
 
 




 
 
 
 
Tony Kospan
 
 
 
 
 
 

STORIA.. RICORDI E ATMOSFERE DI UN TEMPO









 
 
 
 

“E’ FOLLIA SE NASCONDETE” – Arietta amorosa.. leggera ed elegante ma non banale… del Metastasio   Leave a comment

  


Questa che leggeremo è una poesia (aria)

dal tono scherzoso

ma dal significato nient’affatto banale.

 

L’amore non si può nasconder quando c’è…

e dunque perché soffrire per nasconderlo?


 

 

Watteau


    

 

E’ FOLLIA SE NASCONDETE


– METASTASIO –




 

.

Sottintendendo anche..

“perché non viverlo pienamente?”. 

 

Le emozioni infatti, anche se vogliamo nasconderle,

si manifestano infatti attraverso il nostro corpo

comunicando all’esterno i nostri stati d’animo.

 

“un pallor basta improvviso,

un rossor che accenda il viso” 




Fragonard

 

 

 

La poesia inoltre si presenta anche

come un quadretto davvero esauriente…

e sempre valido in ogni epoca.

 

Ed infine in questi brevi versi

il Metastasio in modo sorprendente

ed ”ante litteram” ci parla anche di

“comunicazione non verbale”!


 

  

(Roma 3 gennaio 1698 – Vienna 12 aprile 1782)

 

 

Il Metastasio è considerato uno dei poeti

dell’unità culturale europea…


Ma ora è giunto il momento,

per chi vuole,  di legger questa gemma.

 

 


 

 

 

E’ FOLLIA SE NASCONDETE
 
Pietro Metastasio

 

E’ follia se nascondete,

fidi amanti, il vostro foco:

a scoprir quel che tacete

un pallor basta improvviso,

un rossor che accenda il viso,

uno sguardo ed un sospir.

E se basta così poco

a scoprir quel che si tace,

perché perder la sua pace

con ascondere il martìr?

 

 

 


Goya



Per chi ama la musica classica… 

ecco ora anche un video

con un brano di un’opera di Joseph Martin Kraus

 

– CONCERT DUET – NON TEMER –
 
composta su libretto sempre del Metastasio

 

 

 
 
 
 
 
 
CIAO DA TONY KOSPAN 
 
 
 
 
 
 

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Una bella riflessione sul “CARPE DIEM” e la mitica “CANZONE DI BACCO” di Lorenzo dei Medici   2 comments




La mitica Canzone di Bacco di Lorenzo de’ Medici,
vera classica bandiera del Carpe Diem,
è il tema dell’articolo che segue di Antonello Ferri
che ci parla dello scorrere del tempo
e della necessità di viverlo bene.

 
 
 
 
Lorenzo dei Medici – Firenze 1º gennaio 1449 – Firenze 9 aprile 1492
 
 
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La Rosa dei venti

 Vivi l’attimo, ferma il presente, lascia al cuore lo spazio della mente

 

Adesso, Now, Maintenant, Ketzt, Ahora

 

 

 

 

 


Scrivo per non dimenticare, o per meglio dire per ricordare. Ma è utile vivere di ricordi oppure è molto meglio vivere semplicemente alla giornata, lasciando che la vita ci scorra addosso…
Personalmente ho avuto una vita intensa piena di cose e di persone, ma, spesso, non mi sono accorto di tutte le belle cose che mi stavano accanto, perché ero così preso da fare piani e progetti per il futuro, da dimenticarmi completamente che la vita era lì, insieme a me, in quel preciso momento.

La frenesia di questa società e tutti i falsi valori che ci vengono inculcati, non ci consentono di vivere la vita, così, semplicemente per quello che è, ma tutti noi sempre alla ricerca di qualcosa, che ci porta lontani dal nostro vero sé e ci passano accanto persone meravigliose, opportunità varie, ma prigionieri della corsa verso il futuro, non le vediamo…


Domani sarò felice, è una frase triste, mette malinconia…mi perderò adesso nelle citazioni, ma a volte sono necessarie…

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Molti uomini muoiono senza essere mai nati veramente…
Erich Fromm

 

La frase è densa di significato e alla prima occhiata sfugge.
La cosa da fare assolutamente secondo me è quella di capire esattamente quali sono le nostre vere capacità e muoversi di conseguenza… senza perdere tempo…dedicare la propria giornata alle cose che ci stanno veramente a cuore! Quando si è giovani pensiamo sempre di essere in credito con la vita, ma in realtà siamo in debito e sarebbe utile porsi la domanda:


“Io cosa posso fare per questo mondo meraviglioso? quale contributo speciale posso dare?”



Varie domande aiutano a restringere i tempi e a concentrarsi sul qui ed ora. Per esempio…

” se io avessi soltanto tre mesi di vita quali sono quelle tre cose che vorrei assolutamente fare ?”……..
“..e in un mese di vita ?”………
“…e in una settimana di vita?”………
“…e in un giorno di vita ?”………….
“…e in un’ ora di vita ?”……………

Se è un’ idea quella che stai cercando, ti suggerisco la seguente: perdona te stesso, perdona tutti gli altri e fà tu la prima mossa, non stare sulla difensiva!


La morte di mio padre sorprese tutti e lui per primo, ebbi solo il tempo di correre al suo capezzale, di stringere la sua mano e parlare con lui per gli ultimi minuti della sua vita. Era un mio desiderio stare con lui gli ultimi momenti della sua vita.. il messaggio che voglio lanciarti è :


Vivi l’attimo, ferma il presente, lascia al cuore lo spazio della mente”

Spesso siamo portati a procrastinare e rimandiamo al futuro cose che potremmo fare oggi. La prematura scomparsa di mio padre mi ha fatto profondamente comprendere che nessuno sa quanto tempo ha a disposizione e che conviene realmente vivere ogni giorno come se fosse l’ultimo. L’importante è andare a letto la sera senza rimpianti e non importa se la battaglia del giorno è vinta o persa, l’importante è avere fatto del nostro meglio…senza rimpianti.






Annibale Carracci – Trionfo di Bacco e Arianna

“Canzone di Bacco”
Lorenzo de Medici

Quant’è bella giovinezza,
che si fugge tuttavia!
chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza.
Quest’è Bacco ed Arianna,
belli, e l’un de l’altro ardenti:
perché ‘l tempo fugge e inganna,
sempre insieme stan contenti.
Queste ninfe ed altre genti
sono allegre tuttavia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza.
Questi lieti satiretti,
delle ninfe innamorati,
per caverne e per boschetti
han lor posto cento agguati;
or da Bacco riscaldati
ballon, salton tuttavia.
Chi vuol esser lieto, sia
di doman non c’è certezza.
Queste ninfe hanno anco caro
da lor essere ingannate:
non può fare a Amor riparo,
se non gente rozze e ingrate:
ora insieme mescolate
suonan salton tuttavia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza.
Questa soma, che vien drieto
sopra l’asino, è Sileno:
così vecchio è ebbro e lieto,
già di carne e d’anni pieno;
se non può star ritto,
almeno ride e gode tuttavia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza.
Mida vien dopo a costoro:
ciò che tocca, oro diventa.
E che giova aver tesoro,
s’altro poi non si contenta?
Che dolcezza vuoi che senta
chi ha sete tuttavia?
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza.
Ciascun apra ben gli orecchi,
di doman nessun si paschi;
oggi sian, giovani e vecchi,
lieti ognun, femmine e maschi;
ogni tristo pensier caschi:
facciam festa tuttavia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza.
Donne e giovinetti amanti,
viva Bacco e viva Amore!
Ciascun suoni, balli e canti!
Arda di dolcezza il core!
Non fatica, non dolore!
Ciò ch’a esser convien sia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza.

 

 
Ciao Babbo, sei stato tu a leggermi questa poesia per la prima volta, sono passati molti anni, ero un bambino e pensa che solo adesso scrivendo mi sono ricordato questo particolare e anche una tua frase,”Ti ricorderai l’autore di questa poesia perché ha un nome simile al mio, io mi chiamo Renzo e lui Lorenzo.”


I lettori di Solaris sono persone profonde, spirituali e comprenderanno sicuramente che questo articolo non è uno dei miei soliti, ma è stato forse scritto a quattro mani….

Pace e Felicità a tutti voi. 

Antonello Ferri

testo dal sito Solaris – impaginazione dell’Orso


 
 
 
Tony Kospan

 
 
 
 
 

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Poesie dall’antichità – Liriche d’amore dell’Antico Egitto – I Stanza (Uomo)   2 comments


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Iniziamo un poetico percorso composto da
7 Liriche d’amore (stanze)
scritte da una coppia innamorata dell’antico Egitto
che, a parer mio, sono
di una bellezza e di una freschezza sorprendenti…
e che spero piaceranno a voi come piacciono a me.

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LIRICHE D’AMORE
DALL’ANTICO EGITTO
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PAPIRO CHESTER BEATTY I
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Liriche d’amore

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STANZA PRIMA (uomo)

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L’unica, l’amata, la senza pari,
la più bella di tutte,
guardala,
è come la stella fulgente
all’inizio di una bella annata.
Lei, che splende di perfezione,
che raggia di pelle,
con gli occhi belli quando guardano,
con le labbra dolci quando parlano,
per la quale non c’è discorso superfluo;
lei, che lungo ha il collo,
il petto luminoso,
con una chioma di vero lapislazzuli,
le cui braccia superano lo splendore dell’oro,
le cui dita sono come calici di loto;
lei, che ha languide le reni,
strette le anche,
le cui gambe difendono la bellezza,
il cui passo è pieno di nobiltà
quando posa i piedi sul suolo,
con il suo abbraccio mi prende il cuore.
Essa fa che il collo di tutti gli uomini
si giri per guardarla.
Ognuno ch’essa abbraccia è felice,
si sente il primo degli uomini.
Quando esce dalla sua casa,
si pensa di vedere Colei che è unica.

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(“colei che è unica” è epiteto di Hathor, ndt)

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Scritti raccolti da Danny Fan – impagin. t.k.

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– continua –

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Ciao da Tony Kospan


POESIA E CULTURA VARIA

NELLA PAGINA FB




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INNO AD ISIDE – Un testo dell’antico Egitto molto sorprendente e con dei punti di grande modernità   Leave a comment

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Questo testo dell’Antico Egitto è a mio parere molto sorprendente in quanto lo trovo per molti aspetti incredibilmente modernissimo…

Certo questo antichissimo inno ha anche molte ed altre interpretazioni alcune chiare ed altre criptiche…

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Ma, pur senza approfondire i significati storici e religiosi del testo, una cosa mi appare a prima vista davvero stupefacente… la modernissima concezione dell’archetipo femminile.

Certo il tutto è velato e coperto dalla simbologia di Iside… e Osiride… (la luna ed il sole).

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L’inno è stato trovato nel Papiro di Ossirinco n.1380, 1. 214-216, risalente al II secolo a.C. ma ovviamente si ignora se sia stato scritto proprio in quell’epoca o riportato da scritture di epoche anteriori.
Ma ora leggiamolo…
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INNO A ISIDE
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Perché io sono la prima e l’ultima,
Io sono la venerata e la disprezzata,
Io sono la prostituta e la santa,
Io sono la sposa e la vergine,
Io sono la madre e la figlia,
Io sono le braccia di mia madre,
Io sono la sterile, eppure numerosi sono i miei figli.
Io sono la donna sposata e la nubile,
Io sono colei che dà la luce e colei che non ha mai procreato,
Io sono la consolazione dei dolori del parto.
Io sono la sposa e lo sposo,
E fu il mio uomo che mi creò.
Io sono la madre di mio padre,
Io sono la sorella di mio marito,
Ed egli è il mio figliolo respinto.
Rispettatemi sempre,
Poichè io sono la scandalosa e la magnifica.
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Se ci va possiamo anche ascoltarlo in questo video

in cui viene letto da un’amica del blog…
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Cosa ne pensate?
Orso Tony
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DOLCE E’ IL BACIO… – L’antica.. bellissima mini poesia d’amore ed il mito classico di.. Europa   2 comments

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Statua di Amore e Psiche – Ostia antica
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Questo epigramma di Rufino, poeta greco del II secolo d.C.,
emana una delicatissima ma profondissima sensualità.
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La leggerezza, impalpabile quasi, dei versi
ci porta per converso
ad immaginare un’immensa onda di emozioni
che uniscono in un tutt’uno sublime
amor spirituale e fisico.




Canova

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Non serve al poeta dire altro
le bocche unite in un vero bacio d’amore…
nel loro silenzio… parlano… eccome…
il linguaggio eterno
dell’Amore e dello spirito dell’Universo
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UN MITO… DAL FASCINO ETERNO

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IL RATTO D’EUROPA
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Europa è una figura leggendaria
della mitologia Greca (e non solo…).
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Nel mito è una ragazza rapita da Zeus (Giove)
che le si era presentato travestito da toro mansueto
al punto che la ragazza volle cavalcarlo.

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Dopo una lunghissima cavalcata
Zeus si fece conoscere
e lei se ne innamorò.

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Noël-Nicolas Coypel

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E’ bello pensare che il nostro continente
prende nome proprio da questo mito.

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LA… MINI… ANTICA POESIA

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Anthony van Dyck

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DOLCE E’ IL BACIO DI EUROPA
Rufino
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Dolce è il bacio di Europa,
anche se tocca appena le labbra,
dolce anche se sfiora appena la bocca;
non è alle labbra che s’accosta,
ma preme la bocca,
e dal profondo rapisce l’anima intera.




Il bacio – Rodin
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Come sempre mi piacerebbe conoscere il Vs pensiero
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Ciao da Tony Kospan


DESIDERI PUBBLICIZZARE QUALCOSA?






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