Archivio per la categoria ‘POESIA MONDO E GRANDI POESIE

“Uomo del mio tempo” di S. Quasimodo è per molti la più bella poesia contro la guerra   Leave a comment

 

 
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LA PIU’ BELLA POESIA MODERNA
CONTRO LA GUERRA
(A MIO PARERE E NON SOLO)
 
E’
 
UOMO DEL MIO TEMPO
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
L’AUTORE E’ IL GRANDE POETA ITALIANO…
E PREMIO NOBEL
 
SALVATORE QUASIMODO

 
 
 
 
(Modica 20 agosto 1901 – Napoli 14 giugno 1968)
 
 
 
 

Non servono parole per descriverla…
in quanto parla da sola… ed alla grande…

Eccola…
 
 
 
 
 
 
 
 

UOMO DEL MIO TEMPO

 
Sei ancora quello della pietra e della fionda,
uomo del mio tempo. Eri nella carlinga,
con le ali maligne, le meridiane di morte,
t’ho visto – dentro il carro di fuoco, alle forche,
alle ruote di tortura. T’ho visto: eri tu,
con la tua scienza esatta persuasa allo sterminio,
senza amore, senza Cristo. Hai ucciso ancora,
come sempre, come uccisero i padri, come uccisero
gli animali che ti videro per la prima volta.
E questo sangue odora come nel giorno
Quando il fratello disse all’altro fratello:
«Andiamo ai campi». E quell’eco fredda, tenace,
è giunta fino a te, dentro la tua giornata.
Dimenticate, o figli, le nuvole di sangue
Salite dalla terra, dimenticate i padri:
le loro tombe affondano nella cenere,
gli uccelli neri, il vento, coprono il loro cuore.

 
 
 
 
Guernica – Pablo Picasso
 
 
 
 
E QUI ORA POSSIAMO ANCHE ASCOLTARLA… 
CANTATA…
IN QUESTO DAVVERO INTERESSANTE VIDEO
 
 
 
 
 
 
 
 
 
CIAO DA TONY KOSPAN




 

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Totò con la sua “Preghiera del clown” ci svela il vero cuore dei comici – Testo della poesia e video   Leave a comment


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.I grandi artisti, quando sono davvero grandi,
non eccellono solo in una particolare arte ma
il loro genio spazia spesso in vari campi.

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TOTO’ POETA
– LA PREGHIERA DEL CLOWN –
a cura di Tony Kospan





Uno di questi è, per me, Totò (Antonio de Curtis)

che, accanto alla sua attività teatrale e cinematografica

di grande attore comico e non solo,

ha lasciato un segno indelebile

anche nel campo della musica e della poesia.

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Totò e Pasolini

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Ecco allora una sua poesia
in cui egli ci parla di sé in modo sorprendente
e che rivela l'acuto contrasto
tra la sua maschera… sorridente
e la sua realtà intima spesso triste.

Penso che possa farci riflettere un attimo
e ricordarci che dietro la maschera del clown
c'è una persona con i nostri stessi problemi.

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Ma ora leggiamola ascoltando, se ci va, 
prima una musica da clown
e poi guardando il video in cui lo stessoTotò,
recita questa poesia.




 Musica da circo

The sad clown – (autore non noto)



LA PREGHIERA DEL CLOWN
Antonio de Curtis

Più ho voglia di piangere
e più gli uomini si divertono,
ma non importa, io li perdono,
un po’ perché essi non sanno,
un po’ per amor Tuo
e un po’ perché hanno pagato il biglietto.
Se le mie buffonate servono
ad alleviare le loro pene,
rendi pure questa mia faccia
ancora più ridicola,
ma aiutami a portarla in giro
con disinvoltura.
C’è tanta gente
che si diverte
a far piangere l’umanità,
noi dobbiamo soffrire
per divertirla.
Manda, se puoi,
qualcuno su questo mondo,
capace di far ridere me
come io faccio ridere gli altri.



 Video di Totò che recita questa poesia






Ciao da Tony Kospan




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 PER CHI AMA LA STORIA.. I RICORDI E LE ATMOSFERE DI UN TEMPO
Gif Animate Frecce (39)







Lorenzo dei Medici.. la sua mitica “CANZONE DI BACCO” ed una riflessione sul.. “CARPE DIEM”   Leave a comment




La mitica Canzone di Bacco di Lorenzo de’ Medici,
vera classica bandiera del Carpe Diem,
è il tema dell’articolo che segue di Antonello Ferri
che ci parla dello scorrere del tempo
e della necessità di viverlo bene.

 
 
 
 
Lorenzo dei Medici – Firenze 1º gennaio 1449 – Firenze 9 aprile 1492
 
 
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La Rosa dei venti

 Vivi l’attimo, ferma il presente, lascia al cuore lo spazio della mente

 

Adesso, Now, Maintenant, Ketzt, Ahora

 

 

 

 

 


Scrivo per non dimenticare, o per meglio dire per ricordare. Ma è utile vivere di ricordi oppure è molto meglio vivere semplicemente alla giornata, lasciando che la vita ci scorra addosso…
Personalmente ho avuto una vita intensa piena di cose e di persone, ma, spesso, non mi sono accorto di tutte le belle cose che mi stavano accanto, perché ero così preso da fare piani e progetti per il futuro, da dimenticarmi completamente che la vita era lì, insieme a me, in quel preciso momento.

La frenesia di questa società e tutti i falsi valori che ci vengono inculcati, non ci consentono di vivere la vita, così, semplicemente per quello che è, ma tutti noi sempre alla ricerca di qualcosa, che ci porta lontani dal nostro vero sé e ci passano accanto persone meravigliose, opportunità varie, ma prigionieri della corsa verso il futuro, non le vediamo…


Domani sarò felice, è una frase triste, mette malinconia…mi perderò adesso nelle citazioni, ma a volte sono necessarie…

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Molti uomini muoiono senza essere mai nati veramente…
Erich Fromm

 

La frase è densa di significato e alla prima occhiata sfugge.
La cosa da fare assolutamente secondo me è quella di capire esattamente quali sono le nostre vere capacità e muoversi di conseguenza… senza perdere tempo…dedicare la propria giornata alle cose che ci stanno veramente a cuore! Quando si è giovani pensiamo sempre di essere in credito con la vita, ma in realtà siamo in debito e sarebbe utile porsi la domanda:


“Io cosa posso fare per questo mondo meraviglioso? quale contributo speciale posso dare?”



Varie domande aiutano a restringere i tempi e a concentrarsi sul qui ed ora. Per esempio…

” se io avessi soltanto tre mesi di vita quali sono quelle tre cose che vorrei assolutamente fare ?”……..
“..e in un mese di vita ?”………
“…e in una settimana di vita?”………
“…e in un giorno di vita ?”………….
“…e in un’ ora di vita ?”……………

Se è un’ idea quella che stai cercando, ti suggerisco la seguente: perdona te stesso, perdona tutti gli altri e fà tu la prima mossa, non stare sulla difensiva!


La morte di mio padre sorprese tutti e lui per primo, ebbi solo il tempo di correre al suo capezzale, di stringere la sua mano e parlare con lui per gli ultimi minuti della sua vita. Era un mio desiderio stare con lui gli ultimi momenti della sua vita.. il messaggio che voglio lanciarti è :


Vivi l’attimo, ferma il presente, lascia al cuore lo spazio della mente”

Spesso siamo portati a procrastinare e rimandiamo al futuro cose che potremmo fare oggi. La prematura scomparsa di mio padre mi ha fatto profondamente comprendere che nessuno sa quanto tempo ha a disposizione e che conviene realmente vivere ogni giorno come se fosse l’ultimo. L’importante è andare a letto la sera senza rimpianti e non importa se la battaglia del giorno è vinta o persa, l’importante è avere fatto del nostro meglio…senza rimpianti.






Annibale Carracci – Trionfo di Bacco e Arianna

“Canzone di Bacco”
Lorenzo de Medici

Quant’è bella giovinezza,
che si fugge tuttavia!
chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza.
Quest’è Bacco ed Arianna,
belli, e l’un de l’altro ardenti:
perché ‘l tempo fugge e inganna,
sempre insieme stan contenti.
Queste ninfe ed altre genti
sono allegre tuttavia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza.
Questi lieti satiretti,
delle ninfe innamorati,
per caverne e per boschetti
han lor posto cento agguati;
or da Bacco riscaldati
ballon, salton tuttavia.
Chi vuol esser lieto, sia
di doman non c’è certezza.
Queste ninfe hanno anco caro
da lor essere ingannate:
non può fare a Amor riparo,
se non gente rozze e ingrate:
ora insieme mescolate
suonan salton tuttavia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza.
Questa soma, che vien drieto
sopra l’asino, è Sileno:
così vecchio è ebbro e lieto,
già di carne e d’anni pieno;
se non può star ritto,
almeno ride e gode tuttavia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza.
Mida vien dopo a costoro:
ciò che tocca, oro diventa.
E che giova aver tesoro,
s’altro poi non si contenta?
Che dolcezza vuoi che senta
chi ha sete tuttavia?
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza.
Ciascun apra ben gli orecchi,
di doman nessun si paschi;
oggi sian, giovani e vecchi,
lieti ognun, femmine e maschi;
ogni tristo pensier caschi:
facciam festa tuttavia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza.
Donne e giovinetti amanti,
viva Bacco e viva Amore!
Ciascun suoni, balli e canti!
Arda di dolcezza il core!
Non fatica, non dolore!
Ciò ch’a esser convien sia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza.

 

 
Ciao Babbo, sei stato tu a leggermi questa poesia per la prima volta, sono passati molti anni, ero un bambino e pensa che solo adesso scrivendo mi sono ricordato questo particolare e anche una tua frase,”Ti ricorderai l’autore di questa poesia perché ha un nome simile al mio, io mi chiamo Renzo e lui Lorenzo.”


I lettori di Solaris sono persone profonde, spirituali e comprenderanno sicuramente che questo articolo non è uno dei miei soliti, ma è stato forse scritto a quattro mani….

Pace e Felicità a tutti voi. 

Antonello Ferri

testo dal sito Solaris – impaginazione dell’Orso


 
 
 
Tony Kospan

 
 
 
 
 

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Pubblicato 9 aprile 2021 da tonykospan21 in POESIA MONDO E GRANDI POESIE

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NELLA NOTTE TRA IL 7 E L’8 APRILE DEL 1300 DANTE ENTRA NELLA “SELVA OSCURA”   Leave a comment








NELLA NOTTE TRA IL SETTE E L’OTTO APRILE DEL 1300 DANTE ENTRA NELLA “SELVA OSCURA”



E’ stato possibile datare il momento iniziale dell’opera più famosa della letteratura italiana benché il Sommo non lo dica mai apertamente.

Come?







E’ stato (ed è) sufficiente per persone di buona cultura incorociare le informazioni scientifiche, storiche ed astronomiche che lo stesso Dante ha inserito qua e là nella Commedia.




William-Adolphe Bouguereau




Dante dunque inizia il suo viaggio, che durerà una settimana, nella notte tra il 7 e l’8 aprile in compagnia di Virgilio.





Daniele Albatici




Ce lo racconterà in quella che è considerata l’opera fondante della lingua italiana… la DIVINA COMMEDIA.









Ecco un bel video dedicato a… quel momento.




Daniele Albatici



Ciao da Tony Kospan










NOTTE D’AUTUNNO E “LES FEUILLES MORTES” – Hikmet.. Prevert e Yves Montand esaltano il fascino dell’autunno in poesia e musica   Leave a comment

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2 grandi poeti, Hikmet e Prevert,

inneggiano all’autunno… a modo loro…

ed un mitico cantante Yves Montand

canta magicamente la poesia del 2°


 

 

 
 
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NOTTE D’AUTUNNO E LES FEUILLES MORTES
 
– POESIA E CANZONE POESIA… SUBLIMI –
 
a cura di Tony Kospan

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La prima poesia sublime di cui tratteremo
è del grande… poeta turco Hikmet
 
 Egli… riconosce all’autunno…
ed in particolare alla notte d’autunno, 
più delle notti delle altre stagioni, 
la capacità di quasi costringerci a guardarci dentro… 
nel profondo del nostro cuore.


 
 
 
 
 
 
 

 


E lì… legger le parole dell’Amore.
 
 
Parole forti, parole assolute…parole universali…
parole che sostanziano realizzano… concretizzano…
l’eternità dell’amore umano.


 
 
 
 
 
 
 
 
 

Questa è solo la mia interpretazione
ma potrebbero essercene altre… 
che mi piacerebbe conoscere da voi…
 
 
 Quel che è certo ed innegabile
è l’enorme fascinosa suggestione che la poesia ci dona…
quasi avvolgendoci in un’amorosa nube autunnale.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 


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NOTTE D’AUTUNNO
Nazim Hikmet


In questa notte d’autunno
sono pieno delle tue parole
parole eterne come il tempo
come la materia
parole pesanti come la mano
scintillanti come le stelle.
Dalla tua testa alla tua carne
dal tuo cuore
mi sono giunte le tue parole
le tue parole cariche di te
le tue parole, madre
le tue parole, amore
le tue parole, amica.
Erano tristi, amare
erano allegre, piene di speranza
erano coraggiose, eroiche
le tue parole
erano uomini.


 



La seconda,
da cui è nata anche la mitica canzone che poi ascolteremo,
 è una grandissima poesia di Prévert.


 
 
 
 
 
 
 


Parlo della mitica… LES FEUILLES MORTES
 
che ascolteremo poi cantata dall’indimenticabile Yves Montand

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LE FOGLIE MORTE

Oh, vorrei tanto che anche tu ricordassi
i giorni felici del nostro amore
Com’era più bella la vita
E com’era più bruciante il sole
Le foglie morte cadono a mucchi…
Vedi: non ho dimenticato
Le foglie morte cadono a mucchi
come i ricordi, e i rimpianti
e il vento del nord porta via tutto
nella più fredda notte che dimentica
Vedi: non ho dimenticato
la canzone che mi cantavi
è una canzone che ci somiglia
Tu che mi amavi
e io ti amavo
E vivevamo, noi due, insieme
tu che mi amavi
io che ti amavo
Ma la vita separa chi si ama
piano piano
senza nessun rumore
e il mare cancella sulla sabbia
i passi degli amanti
Le foglie morte cadono a mucchi
e come loro i ricordi, i rimpianti
Ma il mio fedele e silenzioso amore
sorride ancora, dice grazie alla vita
Ti amavo tanto, eri così bella
Come potrei dimenticarti
Com’era più bella la vita
e com’era più bruciante il sole
Eri la mia più dolce amica…
Ma non ho ormai che rimpianti
E la canzone che tu cantavi
la sentirò per sempre
è una canzone che ci somiglia
Tu che mi amavi
io che ti amavo
Ma la vita separa chi si ama
piano piano
senza nessun rumore
e il mare cancella sulla sabbia
i passi degli amanti divisi.

 
 
 

 


Auguro a tutti un felice proseguimento d’autunno
 
 Tony Kospan




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Qual è il ruolo della poesia nella nostra vita? – Interessante e bella analisi (a mio parere) di E. Ferri   Leave a comment

 

 

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Quante volte ci siamo chiesti… ma a cosa serve la poesia?
 
Qualcuno ridacchiando, e con l’aria di chi non crede alle bubbole, ci dice che non serve proprio a nulla…
 
Ecco dunque un brano che affronta il problema non in modo agiografico o aprioristico ma facendo una semplice ed imparziale analisi.
 
 
 

 

 

 
 
 
Certo questo brano… di Edgarda Ferri, che consiglio di leggere con attenzione, è un ottimo contributo alla comprensione dell’importanza della poesia nella nostra vita…
 
E’ scritto in modo chiaro e diretto… senza fronzoli… anzi in qualche punto con estrema durezza… ma poi per certi versi… è sublime… e profondo.
 
 
 
 
 
 
 
 
QUANTA EMOZIONE NELLE PAROLE DEI POETI
Edgarda Ferri
 
 
I versi di Neruda, Ungaretti, Montale ci fanno stare  bene, allargano la mente, dicono che non si è mai soli.
E insegnano il senso della vita
lo non vengo a risolvere nulla. lo sono venuto qui per cantare e per sentirti cantare con me“.
Questo è il poeta Ricardo Neftali Reyes Basoalto, nato nel 1904 a Temuco nel Cile, che a 16 anni scrisse i suoi primi versi col nome di Pablo Neruda. “lo non vengo a risolvere nulla“.
Questo voleva dire Neruda, il poeta.
Sapendo di mentire perché, fin da principio, sapeva che non sarebbe stato “esattamente” così.
La poesia non risolve nulla, non ti sfama se hai fame, non ti arricchisce se sei povero, non ti riveste se sei nudo, non ti restituisce la persona che hai perduto, voleva dire il poeta.
 
 
 

 

 

 

 

 
 
 

 

 
 
 
Eppure. Se non conosci la poesia, fai più fatica a sopportare tutto questo. Sei più solo, più disperato.
Allora. Allora, la poesia fa bene al cuore, allarga la mente, ti aiuta a capire che non sei solo: che tu sia felice, o infelice, che tu abbia accanto la persona amata, o che tu l’abbia perduta, c’è stato almeno un poeta che, prima di te, ha calpestato questo stesso sentiero: e l’ha raccontato.
Come.
La meraviglia della poesia sta anche in questo.
Come Neruda, certamente non Ungaretti. E come Ungaretti, non certo Baudelaire, Saffo, Dickinson, Montale, Hikmet, Leopardi.
I poeti sono uomini.
Uomini e donne che hanno vissuto in maniere diverse, in tempi diversi.
L’appassionata americana volontariamente reclusa Emily Dickinson.
Il cocainomane, raffinatissimo francese Charles Baudelaire.
L’ironico, spregiudicato inglese Oscar Wilde.
L’amaro ligure Eugenio Montale, che davanti a una rosa cui avevano dato il suo nome commentò: “Proprio a me, che se la tocco, appassisce”.
E il capriccioso, bislacco marchigiano Giacomo Leopardi, che si innamorava di donne impossibili, non si lavava, ed è morto per una mostruosa scorpacciata di gelato.
Gente come noi.
Con le nostre stesse miserie e passioni.
Ma con la grazia della poesia.
 
 
 

 

 

 

 

 
 
 
 
Questa indicibile, incommensurabile grazia che ci trasmettono mentre li leggiamo, li ascoltiamo, li ricordiamo.
Soltanto i poeti conoscono, infatti, il segreto del senso della vita.
Soltanto la poesia sa scandire il dolore, la gioia, l’amore, la bellezza come se tutto fosse meraviglia. Ecco.
Se anche noi conoscessimo questo ritmo, vivremmo più consapevolmente; e in ogni caso, conoscendo fino in fondo l’incomparabile prodigio dell’esistenza.
 
 

 

 

 

 

 

 

 
 
 
E voi… sì voi… che con me frequentate spazi virtuali e non virtuali in cui la poesia è presente in modo massiccio… cosa ne pensate?
 
Personalmente condivido questo pensiero, anche se l’argomento resta vastissimo ed affrontabile da tanti altri punti vista, aggiungendo solo che poche altre cose (ad es. la musica e l’arte) sono capaci di colorare la nostra vita.
 
Tony Kospan
 
 
 
 
UN MODO DIVERSO DI VIVER
LA POESIA E LA CULTURA
NELLA PAGINA FB
 
 
 
 
 

 

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La poesia visiva – Definizione, storia ed esempi di un genere poetico poco noto ma con un grande padre… Apollinaire   Leave a comment

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C’è un genere di poesia del tutto particolare… e poco noto 

è…

la poesia delle (e nelle) immagini

 

 

 



Non ne parlerò per esaltarla e diffonderla
né per denigrarla o disconoscerla…
ma solo per approfondire la conoscenza
di un genere poco noto ma che ha illustri genitori
ed in Apollinaire il massimo esponente.

Essa, pur non avendo una grande diffusione,
ha però ancor oggi poeti che si esprimono in tal modo
e diversi gruppi che l'apprezzano.






 
 
 
 
 


LA POESIA VISIVA O VISUALE


– DEFINIZIONE.. STORIA E QUALCHE ESEMPIO –



 
 
 
 
 
 
 
 

DEFINIZIONE

 

 

Essa si può definire come il punto d'incontro tra l'arte figurativa (in ogni suo aspetto) e la poesia così come la conosciamo.

Spesso la poesia visiva si associa anche al sonoro.

Ne tracceremo una sua breve storia a partire dalle prime avanguardie artistiche degli inizi del 20° secolo per giungere alla sua teorizzazione nel secondo dopoguerra fino all'esplosione tecnologica degli ultimi tempi.

 

 

 





La famosa poesia “IL PLEUT” di Apollinaire…

Pioggia di parole… Parole a pioggia…

 

 

 

Poesia visiva di Apollinaire




Poesia visiva di Apollinaire e la sua… musa




Un discorso a parte merita poi il noto poeta del primo '900

Thomas Dylan

per la vastità e complessità del suo mondo poetico.











La poesia visuale o poesia visiva, rinasce da sperimentazioni artistiche e letterarie compiute dalle “neoavanguardie”, dagli anni sessanta del XX secolo insieme all'Arte Concettuale ed alla Pop Art.
 
 
 
 
 

Il famoso libro di poesie visuali di Apollinaire “Calligrammes”

 
 
 
 
L'ORIGINE CON LE AVANGUARDIE DELL'INIZIO DEL XX SEC.
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In verità la ricerca di una sintesi verbo-immagine ebbe inizio già con le avanguardie degli inizi del 20° secolo come il Dadaismo… il Futurismo ed il Surrealismo.

Tutte queste avanguardie avevano come scopo principale la ricerca di nuove forme in tutti i campi dell'arte rivoluzionando tutti i canoni che, a parer loro, avevano imprigionato la libera espressione dell'animo umano.
 
 
 
 
 
 
Poesia dadaista
 
 
 
 
 
 
Poesia futurista di Marinetti






 
Poesia futurista… Carlo Belloli – 2 poemi visuali


  
 
 
 
Il più illustre esponente di questa ricerca di sintesi tra immagine e parole fu senz'altro il grande poeta italo-francese Apollinaire che partecipò a tutte le avanguardie della sua epoca.


Ecco alcune sue opere… oltre quelle in alto.
 
  
 
 
 
 
Apollinaire





 
 
Apollinaire 
 



LA POESIA VISUALE OGGI
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La poesia visuale attuale anche grazie ai progressi tecnologici, all'enorme diffusione dei media ed in particolare dei pc e di internet si esprime attraverso immagini… sonorità… e testi… utilizzando anche programmi di video, di grafica… etc..


Bisogna infine dire che quella della poesia visuale tuttavia è, a tutt'oggi, una corrente poco nota… alle masse.


Qui di seguito alcuni altri esempi..


 
 
 
 
Poesia di Michele Perfetti





  

A.DeL.- Ne dis rien 2011


  


Poesia di Luciano Ori



Poesia di Maria Luisa Grimani




 

Poesia di Giuliano Bartolozzi
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Diamo ora in conclusione un’occhiata a questo video che può aiutarci a comprendere ancor meglio il concetto di poesia visiva.













 
Se vi fa piacere esprimete liberamente il vostro pensiero.

 



CIAO DA TONY KOSPAN




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Carmen de Visini

 


 
 

Alcune chicche (2 aforismi e 2 mini poesie) di Pessoa ed una elegante lettura musicale di Deidda   Leave a comment




Due piccoli geniali pensieri, una mini poesia
ed un breve ma fantastico brano
di un autore grande ed enigmatico
che ha dedicato tutta la sua vita
a scavare le profondità del suo animo
che poi non sono molto diverse dalle nostre.




Lisbona 13.6.1888 – Lisbona 30.11.1935



La sua poetica è in continuo rapporto
col sogno… spesso anche conflittuale…
ma è in grado di togliere il velo che cela,
spesso perfino a noi stessi,
il nostro mondo interiore.








E Deidda?




Mariano Deidda è un musicista italiano
molto particolare in quanto raramente
ha utilizzato le moderne tecnologie
e soprattutto ha dedicato la maggior parte
delle sue musiche proprio alle opere
del grande scrittore e poeta portoghese.



Mariano Deidda – Iglesias 19 giugno 1961




LE DUE BELLE MINI RIFLESSIONI



Le persone sono come le vetrate colorate:
brillano e scintillano quando fuori c’è il sole,
ma al calar delle tenebre
viene rivelata la loro vera bellezza
solo se è accesa una luce dall’interno.




Non sono niente.
Non sarò mai niente.
Non posso voler essere niente.
A parte ciò,
ho in me tutti i sogni del mondo.

(da Tabaccheria)




LA MINI POESIA


SOGNARE

Dicono?
Dimenticano.
Non dicono?
Hanno detto.
Fanno?
E’ fatale.
Non fanno?
E’ uguale.
Perché aspettare?
– Tutto è sognare –






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LA MISTERIOSA ORCHESTRA

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Ma ecco ora, per chi ama Pessoa,
e per chi ama Deidda,
un video in cui il cantautore interpreta
in modo musicalmente raffinato
il piccolo bel brano “Misteriosa Orchestra”.






Ma prima leggiamolo…



La mia anima è una misteriosa orchestra;

non so quali strumenti suoni e strida dentro di me:

corde e arpe, timpani e tamburi.

Mi conosco come una sinfonia.



Ed infine il video con l’interpretazione di Deidda





Ciaooooooooooooooooo




Orso Tony


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L’AMICIZIA VIRTUALE – Poesia francese degli inizi dei social network.. tanto semplice.. ma carinissima   Leave a comment

 
 
 

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L’AMICIZIA VIRTUALE

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POESIA FRANCESE MOLTO… MOLTO SEMPLICE…

DIREI QUASI NAIF… MA TANTO CARINA


 

 

 

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Ho trovato diverso tempo fa questa poesia, di autore ignoto,

in un sito francese… e penso che sia stata scritta

quando iniziarono a diffondersi le comunità d'amici nel web.


Infatti ci parla di amicizia virtuale in un modo molto semplice

ma dolce, carino, affettuoso e genuino

e per questo mi fa piacere condividerla con voi.





 

 
 
 

Essa in fondo parla proprio di noi
e dei nostri rapporti di amicizia, qui ed in altri siti,
in cui abbiamo rapporti di dialogo e condivisione
più o meno intensi.
 
 
Qui giù il testo che trovai…

 
 
 
 
 
 
 
 
 


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E qui ora il testo in italiano…

 

 

 

 

L’AMICIZIA VIRTUALE

Traduz. Tony Kospan

 

L’amicizia virtuale


non ha distanze nè frontiere.


Ha un viso sconosciuto ed immaginario


con gran cuore 


che tutti i giorni


s’occupa di te


si confida con te…


condivide con te le sue scoperte


e si augura le cose più belle per te.


La sera viene a portarti la buonanotte


ed a dirti… “A domani” e


spesso è la prima la mattina a darti


il buongiorno.


E’ un’amicizia che senti… reale


benché virtuale.


 

 

 

 

 (La mia traduzione non è letterale ma cerca di seguire lo spirito dei versi)

 

 

     

 

 

Un affettuoso saluto a tutte le amiche

ed a tutti gli amici… virtuali

Tony Kospan



 

 

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Uomo del mio tempo – La mitica poesia contro la guerra di S. Quasimodo… grande poeta e Premio Nobel   1 comment

 

 
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LA PIU’ BELLA POESIA MODERNA
CONTRO LA GUERRA
(A MIO PARERE E NON SOLO)
 
E’
 
UOMO DEL MIO TEMPO
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
L’AUTORE E’ IL GRANDE POETA ITALIANO…
E PREMIO NOBEL
 
SALVATORE QUASIMODO

 
 
 
 
(Modica 20 agosto 1901 – Napoli 14 giugno 1968)
 
 
 
 

Non servono parole per descriverla…
in quanto parla da sola… ed alla grande…

Eccola…
 
 
 
 
 
 
 
 

UOMO DEL MIO TEMPO

 
Sei ancora quello della pietra e della fionda,
uomo del mio tempo. Eri nella carlinga,
con le ali maligne, le meridiane di morte,
t’ho visto – dentro il carro di fuoco, alle forche,
alle ruote di tortura. T’ho visto: eri tu,
con la tua scienza esatta persuasa allo sterminio,
senza amore, senza Cristo. Hai ucciso ancora,
come sempre, come uccisero i padri, come uccisero
gli animali che ti videro per la prima volta.
E questo sangue odora come nel giorno
Quando il fratello disse all’altro fratello:
«Andiamo ai campi». E quell’eco fredda, tenace,
è giunta fino a te, dentro la tua giornata.
Dimenticate, o figli, le nuvole di sangue
Salite dalla terra, dimenticate i padri:
le loro tombe affondano nella cenere,
gli uccelli neri, il vento, coprono il loro cuore.

 
 
 
 
Guernica – Pablo Picasso
 
 
 
 
E QUI ORA POSSIAMO ANCHE ASCOLTARLA… 
CANTATA…
IN QUESTO DAVVERO INTERESSANTE VIDEO
 
 
 
 
 
 
 
 
 
CIAO DA TONY KOSPAN




 

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