Archivio per la categoria ‘PELLEROSSA NATIVI E ALTRE CULTURE

Canto di bellezza – Davvero saggi ed originali i versi di questa poesia Navajo   Leave a comment








Davvero molto bello
ed anche, per certi aspetti, sorprendente…
è questo canto…
che testimonia ancora una volta
la grande saggezza degli Indiani d’America








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CANTO DI BELLEZZA DEI NAVAJO


Con il cuore colmo di vita e di amore
camminerò.


Felice
seguirò la mia strada.


Felice
invocherò le nuvole cariche d’acqua.


Felice
invocherò la pioggia che placa la sete.


Felice
invocherò i germogli sulle piante.


Felice
invocherò polline in abbondanza.


Felice
invocherò una coperta di rugiada.


Voglio muovermi nella bellezza e
nell’armonia.


La bellezza e l’armonia
siano davanti a me.


La bellezza e l’armonia
siano dietro di me.


La bellezza e l’armonia
siano sotto di me.


La bellezza e l’armonia
siano sopra di me.


Che la bellezza e l’armonia siano ovunque,
sul mio cammino.


Nella bellezza e
nell’armonia tutto si compie.








Tratto dal “CANTO DELLA NOTTE” dei Navajo



CIAO DA TONY KOSPAN





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LA PRIMA PACE ED IL CUORE DELL’UOMO – Breve ma saggio pensiero di Alce Nero capo della tribù Lakota-Sioux   2 comments




Un altro pensiero di saggezza e spiritualità
ci giunge dagli Indiani d’America





Accampamento Lakota






Alce Nero (Black Elk) divenne cattolico quando ormai era già adulto,

nel 1904, ed assunse il nome di Nicholas.



Fu molto attivo in campo religioso 

e visse fine alla morte in modo umile e sereno.



E’ ritenuto uno dei più influenti capi indiani del XX secolo.





Alce Nero – Blake Elk






Alce Nero, capo della tribù Lakota-Sioux,
ci parla stavolta di un grande tema quello della
p a c e
e con parole semplici ci fa comprendere
che, dei vari tipi di pace, una è la principale…
la prima.








LA PRIMA PACE
Alce Nero


La prima pace, la più importante di tutte,

è quella che viene dall’anima degli uomini 

quando prendono coscienza dei legami 

che li uniscono all’universo ed a tutti i suoi poteri, 

con i quali forma un’unica entità.














Questa pace giunge quando gli uomini si rendono conto 

che al Centro dell’Universo dimora DIO 

e che questo Centro è in realtà ovunque.



E’ anche all’interno di ciascuno di noi.



Ecco la vera pace!



Le altre non sono che il suo riflesso.











La seconda pace è quella che si crea tra gli individui, 

la terza quella che unisce le nazioni.









Ma oltre a ciò, è necessario capire

che la pace non sarà possibile tra le nazioni 

sino a quando gli uomini non saranno convinti che la vera pace

si trova nel cuore stesso dell’anima umana.










Ciao da Tony Kospan






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“PACHAMAMA” (MADRE TERRA) L’ANTICA FESTA DI AGOSTO DEI POPOLI ANDINI – STORIA E SIGNIFICATI   Leave a comment










Il mese di agosto è il mese della Pachamama,

ed il primo giorno di agosto, in molti luoghi andini,

è il momento centrale della sua festa.


Il significato più comune della Pachamama è 

“Festa della Madre terra”.









Pacha” per i popoli Quechua e Aymara

equivale a terra, universo, mondo, tempo e spazio.


Tutto ciò che esiste, per la cultura andina, è vivo.









Non solo l’uomo, gli animali e le piante,

ma anche le pietre, i fiumi, le colline e tutto il resto.


Nel mondo andino non esiste qualcosa inerte:

tutto ha vita.








Come noi tutti, anche gli oggetti,
partecipano alla grande festa della vita:

tutti mangiano, tutti dormono, tutti danzano, tutti cantano:

tutti vivono nella pienezza.







La festa diffusa in tutta l’America Latina

è però particolarmente sentita e vissuta dalle popolazioni indigene

del nord-ovest dell’Argentina, del Cile, della Bolivia e del Perù

e dura tutto il mese di agosto.








Il momento migliore per le offerte alla Pachamama è al calar della sera,

nel momento in cui il sole tramonta.









La luce naturale pian piano scompare ed inizia la notte,

in questo intervallo di tempo 

si apre la ”Pachachaka energetica” (la nostra cerimonia)

e sia Pachamama che gli altri spiriti sono più presenti.








I rituali in onore alla Pachamama risentono fortemente quindi

della spiritualità andina che non è estranea alla materia.


Spirito e materia infatti si incontrano, convergono e si completano.








Al pari di tutte le religioni basate sul culto della madre,

le celebrazioni della Pachamama si basano sul rispetto per tutti gli esseri viventi,

in quanto loro non sono solo il frutto della sua creazione,

ma ne fanno parte in modo pieno.









Tony Kospan

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Il termine “Guerriero” per i nativi americani.. il diverso significato e l’alto valore sociale   Leave a comment

 

 

 





“Guerriero” è una parola il cui significato

per noi occidentali è uno solo…

ma non per i nativi americani.






IL SIGNIFICATO DELLA PAROLA “GUERRIERO” PER I PELLEROSSA


 

 

 

1          2

 

 


 

 IL GUERRIERO



 

 





 
 
 
Per noi i guerrieri
non sono quello che voi intendete.

Il guerriero non è chi combatte,
perché nessuno ha il diritto
di prendersi la vita di un altro.

Il guerriero per noi è chi sacrifica se stesso
per il bene degli altri.

E’ suo compito occuparsi degli anziani,
degli indifesi,
di chi non può provvedere a se stesso
e soprattutto dei bambini,
… il futuro dell’umanità.

 Toro Seduto 

 






 
 
 
 
 
 
 
CIAO DA TONY KOSPAN

 

 

CUORE indACO CUORECUORE indACO CUORE

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IL GRANDE SPIRITO PARLA AL NOSTRO CUORE – La bella ed armonica visione della vita dei nativi americani   Leave a comment

 

 

 

 

 

Una bella, ed a mio parere, vera, riflessione sulla differente visione della vita
tra i Nativi americani e l’Uomo Bianco, con i primi che appaiono ben più vicini di noi
allo spirito della Natura ed al rispetto per il Pianeta che ci ospita.
 
 
 
 
 
 





IL GRANDE SPIRITO PARLA AL NOSTRO CUORE…
 
 
Un indiano Taos Pueblo incontrò un giorno il più famoso discepolo di Freud, Carl Gustav Jung, il quale era alla ricerca della propria ombra, e gli disse:
«I bianchi vogliono sempre qualcosa. Ma che cosa cercano? I bianchi vogliono sempre qualcosa. Sono sempre inquieti, turbati. Non sappiamo cosa vogliono. 
Non li comprendiamo. Pensiamo siano pazzi».
Nelle parole dell’indiano Jung trovò conferma di ciò che aveva già da tempo intuito: il mondo dell’uomo bianco è Koyaanisqatsi, un mondo disarmonico, privo di equilibrio.
Un mondo malato al quale la saggezza degli Indiani d’America può recare giovamento. 
Affinché l’uomo bianco possa vivere dentro le stagioni, nel cuore della vita, in armonia con se stesso e con la natura.








Nella cultura indiana il percorso di risanamento dell’anima ha delle tappe ben precise che devono essere rispettate: innanzitutto le quattro direzioni dei punti cardinali e, poi, il rapporto con la terra come madre dell’universo e con il cielo come dimora degli spiriti. 
Il processo si completa nel cerchio sacro, una forma che diventa il simbolo dell’armonia tra gli uomini e ciò che li circonda.
Questo viaggio senza fine, perché il miglioramento fisico, emotivo, mentale e spirituale non può mai essere completato, è lo scopo dell’esistenza di ogni Indiano, qualunque sia il gruppo tribale d’appartenenza.








Le quattrocento nazioni originarie del continente nordamericano erano caratterizzate da differenze marcatissime a livello geografico, sociale, linguistico e culturale. 
I Lakota-Sioux si muovevano liberamente nel grande `oceano d’erba’, le praterie e pianure sconfinate che si estendevano dalla Valle del Mississippi alle Montagne Rocciose. 
Erano nomadi che, spostando le proprie tende (tipi), seguivano le migrazioni del bisonte in cerca di nuovi pascoli. 
Gli Zuni e gli Hopi, stanziati nell’arida terra del sud-ovest americano, ricavarono le loro case dal deserto. 
I Cherokee praticavano l’agricoltura. 
Avevano un sistema sociale preciso basato su principi democratici e si organizzarono in insediamenti piuttosto ampi. 
Gli Tsimshian vivevano sulle coste nordoccidentali del Canada. I Chippewa e i Wintu appartenevano al gruppo degli Indiani dei boschi.









Ma un filo comune emerge dalle loro parole, dal ricchissimo patrimonio orale di canti, miti, leggende, narrazioni sacre e profane: la consapevolezza che la Terra è madre e deve essere rispettata. 
La meta di questa avventura spirituale è la comprensione che l’uomo è parte integrante di un cerchio che comprende le piante, gli animali, i minerali, la Terra, il Cielo, l’acqua, le stelle, la notte e il giorno, la Luna e il Sole. 
Il corpo umano è tutt’uno con la terra che lo nutre e lo sostiene: «Noi siamo la terra. 
Noi le apparteniamo. 
Noi siamo una parte della terra e la terra fa parte di noi. 
I fiori profumati sono nostri fratelli. Il cervo, il cavallo, la grande aquila sono nostri fratelli. 
Le coste rocciose, il verde dei prati, il calore dei pony e l’uomo appartengono tutti alla stessa famiglia». 
Non c’è separazione tra mondo naturale e mondo umano. 
L’uomo non è il Signore del Creato e il mondo non è a suo beneficio. 
Ogni creatura ha un eguale diritto all’esistenza e merita rispetto semplicemente perché è viva. 
Il ritmo della natura porta la salute, l’equilibrio, l’armonia la bellezza. 
Il ciclo annuale delle stagioni è garanzia di ordine e di benessere: il tepore primaverile verrà sempre a riscattare il gelo invernale.
Non bisogna spezzare il fluire del cielo naturale, altrimenti ne deriveranno malattia, paura, incubi e insicurezza.
La natura batte il tempo, il suo orologio regola la vita del pianeta e dell’uomo.
L’uomo non stabilisce quindi solamente un rapporto equilibrato con la natura ma arriva a conoscere se stesso grazie a questa armonia.




  







Joseph Bruhac ci racconta una storia che riassume questo viaggio interiore:
 «Dopo che Wakan Tanka, il Grande Spirito, ebbe messo in ordine le altre sei direzioni, l’est, il sud, l’ovest, il nord, il cielo e la terra, restava sempre una direzione senza destinazione. 
Ma poiché la settima direzione era la più potente di tutte, in quanto racchiudeva la saggezza e la forza più grandi, Wakan Tanka, il Grande Spirito, desiderò metterla in un luogo dove non sarebbe stato facile trovarla.
Ecco perché la nascose nell’ultimo posto dove gli uomini generalmente pensano di guardare: nel loro cuore».
Nonostante siano stati privati della propria terra, della propria cultura e della propria identità, gli Indiani d’America sono riusciti a trasmettere la loro fede in questo modo di vivere. 
Hanno parlato con il cuore , di padre in figlio, per indicare il sentiero che porta alla rigenerazione e la loro voce è rimasta.
 
Anche con queste parole:








Accanto alla montagna,
spianato
dai nostri passi,
il terreno del campo risuona. 
Ti dice: la terra è un tamburo,
pensaci. 
Noi, per seguirne il ritmo,
dobbiamo fare attenzione ai nostri passi.
 

 
TESTO DAL WEB – IMPAGINAZIONE T.K.

 

 




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L’astrologia “naturale” dei Nativi Americani con i loro segni ed i caratteri – E tu di che segno sei?   Leave a comment




Uno sguardo sorridente ad una passione
che, pur senza alcun fondamento scientifico,
coinvolge milioni di persone.








Stavolta conosceremo l’astrologia dei Nativi Americani
che però ha un’impostazione del tutto diversa
rispetto a quella che conosciamo.

L’importante è, in ogni caso, prendere la cosa come un gioco
anche se molti amici si sono riconosciuti nelle caratteristiche
dei segni dello zodiaco dei Nativi americani.

 
 
 
 
 
 
 

 
Ma vi pare che noi uomini bianchi… non si andava a curiosare
anche in questo campo?
 
 
 
Però bisogna dire che l’astrologia degli Indiani d’America
non guarda le stelle o per aria, ma la natura che ci circonda.
 
 
 
 
 
 
 
 
 

L’ASTROLOGIA
DEI NATIVI AMERICANI

 
 
 
 
L’astrologia degli Indiani d’America, come si accennava, a differenza di quella occidentale che trae spunto dal movimento dei pianeti, le stelle e il cielo, prende come punto di partenza e di osservazione la terra, gli animali e le stagioni.

Studia insomma l’ambiente (clima, piante, animali etc…) in quanto fonte di un continuo divenire e del susseguirsi dei cicli delle stagioni.

 
 
 

Ciò premesso
leggete ora, se vi va, il vostro segno


 





OCA POLARE
22 dicembre-19 gennaio

Chi è nato sotto il segno dell’Oca polare, pur essendo una persona abitudinaria e precisa,
possiede una grande capacità di superare i confini e i limiti imposti, con grande abilità.
Apparentemente sicura e portata per lavori importanti, sente nello stesso tempo forte il bisogno di dare senso e dimora fissa al suo bisogno di intimità e pace.
Infatti è nella famiglia, in casa, che riesce brillantemente a miscelare razionalità e dolcezza.
Ha un carattere deciso, determinato ed è capace di portare sempre a termine i suoi progetti.
Ha una grande fiducia nelle sue qualità e capacità che spinge sempre al massimo per riuscire a realizzare anche l’impossibile.
In amore l’Oca Polare è un personaggio romantico, ma di un romanticismo fatto di sfumature e sensazioni, ma anche assai suscettibile nei confronti del partner.

LONTRA
20 gennaio- 18 febbraio

I nati sotto il segno della Lontra sono molto comunicativi, estroversi, un pò impulsivi e sempre esagerati…persino nel loro essere sinceri.
Dotati di buon carattere, sono quasi sempre ben disposti verso chi gli sta accanto.
Sono persone gradevoli e vivaci .
In amore dimostrano una certa incostanza dovuta al fatto che, sfoderando il proprio fascino, vogliono cogliere ogni occasione al volo.
Solitamente i nati sotto questo segno, prediligono i rapporti sentimentali poco complicati, all’insegna di un eros anche divertente, sereno ed allegro.

PUMA
19 febbraio- 20 marzo

Indipendenti e versatili i nati sotto questo segno sono persone fantastiche che amano attirare l’attenzione degli altri.
Amano ciò che è novità e hanno una intelligenza rapida nell’inquadrare le situazioni.
Possiedono un temperamento concreto ma si devono scegliere un’attività che li entusasmi veramente onde potersi applicare con partecipazione ed interesse.
In amore, il Puma è sostanzialmente fedele, ma non disdegna le avventure.

FALCO ROSSO
21 marzo- 19 aprile

Il Falco rosso è il simbolo delle grandi avventure e del coraggio. Il nato sotto questo segno non ama i compromessi e può apparire una persona scomoda. Questo non le impedisce di essere come è e di proseguire il suo “volo” verso le vette sempre più alte.
I nati sotto questo segno, non sono assolutamente attratti dalle persone troppo sognatrici o eccessivamente romantiche.
Puntano al sodo per cui il loro eros così pragmatico ha sollecitazioni positive unicamente con partners che poco concedono ai sentimentalismi.

CASTORO
20 aprile- 20 maggio

I nati sotto il segno del Castoro, sono persone sistematiche e pereseveranti, adatte a svolgere un lavoro un pò metodico.
Apparentemente flemmatici e molto riservati, hanno un modo tutto loro, molto intelligente, di approcciarsi alle situazioni, senza lasciar trasparire i pensieri più intimi.
La più alta qualità è la tenacia, che gli permette di prefissarsi una meta e poi raggiungerla, anche con cocciutaggine se occorre.
In amore, risultano romantici e sensibili, in grado di soddisfare anche i partner più esigenti.

ORSO
23 agosto- 22 settembre

Simbolo dell’equilibrio e della serenità, è un segno dotato di grande senso pratico, che lo rende in grado di capire come è meglio muoversi. L’Orso è portato ai lavori che richiedono grande costanza e molto impegno, ha forti intuizioni anche verso le persone che incontra.
Spesso riesce ad analizzarle, anche attraverso i loro gesti, e ad intuire il loro cammino di vita.
In amore ama le situazioni semplici, senza eccessivi coinvolgimenti: evita quindi i rapporti eccessivamente conflittuali, le persone troppo problematiche o le situazioni “nebbiose” poco chiare.

CORVO
23 settembre- 23 ottobre

Segno dell’ottimismo e dell’ebbrezza all’interno del nato sotto questo segno, convive un dualismo creato da due temperamenti opposti: uno estremamente sensibile e delicato, l’altro molto esuberante che lo induce ad avere scambi continui con l’ambiente che lo circonda.
Insomma a volte è aperto e spontaneo, a volte schivo ed ermetico.
In amore, dopo una fase iniziale di slancio, entra in una seconda fase dove tutto viene ben pesato, le emozioni sono poste sotto controllo e vissute molto interiormente, con discrezione.

SERPENTE
24 ottobre- 21 novembre

Segno di forte sensibilità identifica una persona dotata di fervida immaginazione, perseveranza e in grado di puntare sulle proprie attitudini per realizzare progetti anche estremamente complessi.
Nulla viene lasciato al caso, ogni mossa è sempre ben ragionata, per poter giungere all’obiettivo finale.
In amore è sensuale, passionale, anche affettuoso… insomma affascinante ed irresistibile.
Vive i suoi rapporti come una continua luna di miele.

CERVO
21 maggio- 20 giugno

Simbolo della curiosità e dell’intelligenza, il nato sotto il segno del Cervo è una persona molto dinamica, in perenne movimento, portato a vivere sempre nel presente in maniera attiva e con grande energia.
Ama il contatto con gli altri e gli scambi con le persone.
In amore, il Cervo è dotato di forte carica sessuale, pregio che unito all’esuberanza, fà del nato sotto questo segno, un partner molto attraente.
Il suo eros vivace e, anche, impulsivo, regala brio e senso ai suoi rapporti.

PICCHIO
21 giugno- 22 luglio

E’ il simbolo del cuore e dello scorrere della vita.
Il Picchio risulta essere un individuo estremamente sensibile ed emotivo, vulnerabile, contemplativo e amante del silenzio.
Il suo essere così, lo porta ad apparire talvolta un pò discontinuo nei rapporti sentimentali.
Alterna infatti momenti di indiferrenza e apatia a grandi slanci di partecipazione.

STORIONE
23 luglio- 22 agosto

Lo Storione, dominatore e re delle acque, incarna la forza delle emozioni.
Apparentemente estroverso, ha bisogno di continue sollecitazioni e si mette in risalto per la sua fervida curiosità e per la puntuale presenza in primo piano.
Adora le novità e… detesta tutto ciò che è routine.
In amore, tuttavia, tende all’immobilismo, rischiando così di non conoscere le molteplici sfacettature insite in un rapporto.
La donna Storione, generalmente, è dotata di grande bellezza, straordinario carisma e molto fascino.

ALCE
22 novembre- 21 dicembre

Chi è nato sotto il segno dell’Alce risulta una persona assai piacevole, dotata di grande coraggio, espansiva e molto dinamica.
Il nativo dell’Alce ha uno spirito intraprendente: adora fare lunghi viaggi, anche in solitaria, visitare luoghi comunque poco frequentati dal turismo di massa. Ama, infatti, scoprire usi e costumi locali possibilmenti insoliti e stravaganti.
In campo sentimentale vive storie d’amore molto intense, eccitanti e travolgenti anche se, spesso, purtroppo brevi.

 
 
  
 
 
 
  
 
 

 

Fonte: web – Impagin. T.K.
 
 
 
 
  


Riveliamo, se ci va, qual è il nostro segno 
e diciamo se ci ritroviamo o no.
 
 
 
Ciao dall’Orso (storione)
 
 
 
 
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Pubblicato 25 Maggio 2022 da tonykospan21 in PELLEROSSA NATIVI E ALTRE CULTURE

Il cerchio.. altare della natura per gli Indiani d’America – Spiegazione dei motivi ed il rituale   Leave a comment

 

 

 

 

I nativi americani usano il cerchio di pietra

per insegnare i cicli e i segreti della natura.

 

 

 

 

 


RAPPRESENTAZIONE DELLA FIGURA DEL CERCHIO


Il cerchio oltre alle

quattro stagioni,

con la sua divisione indica i quattro punti cardinali,

Nord, Est, Sud, Ovest,

ma anche

l’acqua, l’aria, il fuoco, la terra

ed infine il suo centro rappresenta

lo spirito.

 

  

 

 

 

 

L’ALTARE DELLA NATURA


– IL CERCHIO –


Rituale e spiegazione del suo significato

 

 IL RITUALE


Ciascuno, in un angolo della sua casa, può creare con dei sassolini un piccolo cerchio di pietra e orientarlo verso il nord.

Per completare il proprio altare della natura in ogni stagione si possono deporre accanto al cerchio degli oggetti naturali tipici di ciascun periodo come foglie, semi, fiori, frutti selvatici, erbe, e quant’altro si ritiene rappresentativo del luogo dove si vive.

 

 

 


 

 IL SUO SIGNIFICATO PER I NATIVI AMERICANI


Ecco alcune spiegazioni del loro amore e della loro fede per il cerchio    

 

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Tutto ciò che il Potere del Mondo fa, lo fa in circolo.

Il cielo è rotondo, e ho sentito dire che la terra è rotonda come una palla, e che così sono le stelle.

Il vento, quando è più potente, gira in turbini.

Gli uccelli fanno i loro nidi circolari, perché la loro religione è la stessa nostra.

Il sole sorge e tramonta sempre in circolo.

 


 


 

 

 

La luna fa lo stesso, e tutt’e due sono rotondi.

 

Perfino le stagioni formano un grande circolo, nel loro mutamento,

e sempre ritornano al punto di prima.

 

 

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La vita dell’uomo è un circolo, dall’infanzia all’infanzia, e lo stesso accade con ogni cosa dove un potere si muove.

 

Le nostre tende erano rotonde, come i nidi degli uccelli, e inoltre erano sempre disposte in circolo, il cerchio della nazione, un nido di molti nidi, dove il Grande Spirito voleva che noi covassimo i nostri piccoli.




 

 


Ciao da Tony Kospan


 

 

Testo dal web con mini modifiche – impaginaz. T.K.

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IL TUO SALOTTO DI FB

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LA PRIMA PACE ED IL CUORE DELL’UOMO – Saggia riflessione di Alce Nero capo della tribù Lakota-Sioux   Leave a comment

 


Un altro pensiero di saggezza e spiritualità
ci giunge dagli Indiani d’America…


 

Accampamento Lakota

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Alce Nero (Black Elk) divenne cattolico quando ormai era già adulto,

nel 1904, ed assunse il nome di Nicholas.


Fu molto attivo in campo religioso 

e visse fine alla morte in modo umile e sereno.


E’ ritenuto uno dei più influenti capi indiani del XX secolo.


 

 

Alce Nero – Blake Elk




Alce Nero, capo della tribù Lakota-Sioux,
ci parla stavolta di un grande tema quello della
p a c e
e con parole semplici ci fa comprendere
che, dei vari tipi di pace, una è la principale…
la prima.
 
 

 

 

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LA PRIMA PACE


Alce Nero






La prima pace, la più importante di tutte,

è quella che viene dall’anima degli uomini 

quando prendono coscienza dei legami 

che li uniscono all’universo ed a tutti i suoi poteri, 

con i quali forma un’unica entità.







Questa pace giunge quando gli uomini si rendono conto 

che al Centro dell’Universo dimora DIO 

e che questo Centro è in realtà ovunque.


E’ anche all’interno di ciascuno di noi.









Ecco la vera pace!


Le altre non sono che il suo riflesso.


La seconda pace è quella che si crea tra gli individui, 

la terza quella che unisce le nazioni.


Ma oltre a ciò, è necessario capire

che la pace non sarà possibile tra le nazioni 

sino a quando gli uomini non saranno convinti 

che la vera pace

si trova nel cuore stesso dell’anima umana.







Ciao da Tony Kospan



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LA PREGHIERA DI YELLOW LARK – La spiritualità dei nativi americani e la loro “comunione” con la natura.   Leave a comment






Penso che sia davvero bellissima
e per questo la propongo.

Dopo dirò un mio pensiero ma ora leggiamola.






LA PREGHIERA DI YELLOW LARK


O Grande Spirito,
la cui voce sento nei venti 
ed il cui respiro dà vita a tutto il mondo, ascoltami!

Vengo davanti a Te, uno dei tuoi tanti figli.

Sono piccolo e debole.
Ho bisogno della tua forza e della tua saggezza.

Lasciami camminare tra le cose belle 
e fà che i miei occhi ammirino il tramonto rosso e oro.

Fà che le mie mani rispettino ciò che Tu hai creato,
e le mie orecchie siano acute nell’udire la Tua voce.

Fammi saggio,
così che io conosca le lezioni che hai nascosto in ogni foglia,
in ogni roccia.

Cerco forza, non per essere superiore ai miei fratelli,
ma per essere abile a combattere il mio più grande nemico:
me stesso.

Fà che io sia sempre pronto a venire da Te,
con mani pulite ed occhi diritti,
così che quando la vita svanisce, come la luce al tramonto,
il mio spirito possa venire a te senza vergogna.






Al di là del credo personale di ciascuno, 
penso che questa preghiera sia sempre attuale 
perché ci invita a riflettere sul rispetto per noi stessi 
e per ciò che la natura ci offre.

Inoltre conferma,
se ce ne fosse ancora bisogno,
la grande spiritualità dei nativi americani
la loro grande vicinanza,
 anzi direi comunione con la realtà della natura.

Tony Kospan






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NON MI INTERESSA – Davvero interessanti e sagge queste riflessioni attribuite ai nativi americani   1 comment


 
 
 
Questa è una piccola raccolta
di brevi ma profonde riflessioni
che va per la maggiore nel web…






 
 

Ignoro se sia autenticamente espressione
della cultura degli indiani d’America o meno…
(ho grossissimi dubbi)
ma penso anche che, in ogni caso, questi pensieri
meritino senz’altro d’esser letti con attenzione.


 
 
 
 

 

 

 


FRAMMENTI DI SAGGEZZA INDIANA

 






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NON MI INTERESSA

 

 


Non mi interessa cosa fai per vivere,
voglio sapere per cosa sospiri,
e se rischi il tutto
per trovare i sogni del tuo cuore.

 

 

 

Non mi interessa quanti anni hai,
voglio sapere se ancora vuoi rischiare
di sembrare stupido per l’amore,
per i sogni, per l’avventura di essere vivo.

 

 


 

Non voglio sapere che pianeti minacciano la tua luna,
voglio sapere se hai toccato il centro del tuo dolore,
se sei rimasto aperto dopo i tradimenti della vita,
o se ti sei rinchiuso per paura del dolore futuro.

 

 

 

.

Voglio sapere se puoi sederti con il dolore, il mio o il tuo;
se puoi ballare pazzamente
e lasciare l’estasi riempirti fino alla punta delle dita
senza prevenirci di cautela,
di essere realisti, o di ricordarci le limitazioni
degli esseri umani.

 

 

Non voglio sapere se la storia
che mi stai raccontando sia vera.
Voglio sapere se sei capace di deludere un altro
per essere autentico a te stesso,
se puoi subire l’accusa di un tradimento e,
non tradire la tua anima.

 

 

Voglio sapere se sei fedele e quindi di fiducia.
Voglio sapere se sai vedere la bellezza
anche quando non è bella tutti i giorni
se sei capace di far sorgere la tua vita
con la tua sola presenza.

 

 

 

 

Voglio sapere se puoi vivere
con il fracasso, tuo o mio,
e continuare a gridare all’argento di una luna piena:

 SI!

 

 

Non mi interessa sapere dove abiti o quanti soldi hai,
mi interessa se ti puoi alzare dopo una notte di dolore,
triste o spaccato in due,
e fare quel che si deve fare per i bambini.

 

 

Non mi interessa chi sei,
o come hai fatto per arrivare qui,
voglio sapere se sapresti restare
in mezzo al fuoco con me,
e non retrocedere. 

 

 

 

.

Non voglio sapere cosa hai studiato,
o con chi o dove,
voglio sapere cosa ti sostiene dentro,
quando tutto il resto non l’ha fatto.

 

 

Voglio sapere se sai stare
da solo con te stesso,
e se veramente ti piace la compagnia
che hai nei momenti vuoti.

 

 

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Scritto da un’indiana della tribù degli Oriah (1890)


(Questi pensieri , con questa attribuzione,

li trovai nel web diverso tempo fa

ma confermo notevoli dubbi su questa paternità)

 

 

 

 

 

Ciao da Orso Tony della tribù degli Orsi Sognanti






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