Archivio per la categoria ‘NATURA ANIMALI PIANTE GIARDINI

L’amaranto – Storia.. miti.. giardinaggio ed i sani nutrienti della pianta dell’amicizia (per gli antichi)   Leave a comment

.

Esisteva nell’antica Grecia una pianta chiamata amaranto 
ed era considerata simbolo dell’amicizia 
ma oggi è il nome di una pianta dello stesso colore, 
proveniente dalle Americhe dove era usata 
come importante alimento dalle Civiltà Precolombiane.
 
 

.

.

 
 
 
 
L’AMARANTO 
DALLA GRECIA ALLE AMERICHE
 
STORIA – MITO – GIARDINAGGIO – ALIMENTAZIONE
E… SPORT
 
 .
.
 

 

 

Lunga è la tradizione che considera l’amaranto una pianta sacra.

Il nome Amaranto* deriva dal greco amarantos e cioè “che non appassisce“.

Di qui il significato attribuito ad esso dai Greci di pianta dell’amicizia, della stima reciproca e più in generale espressione di tutti i sentimenti veri che non dovrebbero mai cambiare con il trascorre del tempo, in quanto eterni e unici.

Nella mitologia greca si narra che le Dee amassero essere festeggiate con ghirlande di amaranto; in tale contesto l’amaranto era dunque utilizzato per ottenere protezione e benevolenza.

I romani attribuivano all’amaranto il potere di tenere lontana l’invidia e la sventura.

Nel periodo ’600-’800 l’amaranto veniva utilizzato per ornare vestiti e abiti, in quanto si pensava fosse in grado di donare benessere fisico.

 .
.

 


* In verità con la parola “amaranto” gli antichi greci indicavano una pianta simile al crisantemo, se non proprio il crisantemo, mentre l’amaranto che conosciamo oggi è originario delle Americhe dove era molto amato ed usato nelle cerimonie religiose dai Maya, dagli Aztechi e dagli Incas.

 

Inoltre nelle Americhe era anche molto utilizzato come alimento.
 
 
 
 

 

 

Storia dell’amaranto

 

I romani attribuivano all’amaranto (*nel senso però su specificato) il potere di tenere lontana l’invidia e la sventura.

Nel periodo ’600-’800 l’amaranto veniva utilizzato per ornare vestiti e abiti, in quanto si pensava fosse in grado di donare benessere fisico

 

 

 

 

 

 

 

Ambiente

 

L’amaranto ha buona efficienza fotosintetica in quanto rientra nel gruppo delle piante C4.

Inoltre deve essere considerata una specie molto competitiva anche per il fatto che è in grado di sottrarre una notevole quantità di elementi nutritivi alle colture

 

 

 

 

 

 

Letteratura e Mitologia

 

 

Nella mitologia greca si narra che le Dee amassero essere festeggiate con ghirlande di amaranto*;

in tale contesto era, dunque, utilizzato per ottenere protezione e benevolenza

 

 

 

 

 

 

 

NOTIZIE PER IL GIARDINAGGIO

 

 

Amaranthus caudatus


Amaranto-Amaranthaceae

 

Generalità: erbacea annuale, originaria dell’America meridionale; al genere Amaranthus appartengono molte specie, alcune delle quali sono commestibili e venivano coltivate per l’alimentazione.

Ha portamento eretto, e fusti molto ramificati, che raggiungono i 90-100 cm di altezza; le grandi foglie, ovali o lanceolate, sono di colore verde scuro, opaco, in alcune varietà hanno colore rossastro o porpora; per tutta l’estate, fino ai primi freddi autunnali, produce particolari infiorescenze allungate, pendule, piumose, di colore rosso, arancio o giallo, contenenti numerosissimi piccoli semi scuri.

Queste piante si possono coltivare in giardino, come bordure, ma sono anche molto adatte ad essere poste a dimora in contenitore, per meglio godere dell’aspetto pendulo delle infiorescenze. Le infiorescenze di amaranto vengono utilizzate come fiori recisi e anche essiccate.

Esposizione: porre a dimora gli amaranti in posizione soleggiata, possibilmente al riparo dai venti forti, che potrebbero danneggiare i fusti sottili e le infiorescenze.

Annaffiature: questi piccoli arbusti possono sopportare brevi periodi di siccità, è bene però annaffiarli abbastanza regolarmente, lasciando asciugare bene il terreno tra un’annaffiatura e l’altra. Nei mesi primaverili fornire del concime per piante da fiore ogni 15-2 giorni, mescolato all’acqua delle annaffiature.

Terre: preferiscono terreni sciolti e molto ben drenati, asciutti e sabbiosi. Porre a dimora dopo aver ben lavorato il terreno, a cui è bene aggiungere del terriccio bilanciato, sabbia e materiale drenante a granulometria grossolana, come pietra pomice o lapillo. Gli amaranti hanno sviluppo abbastanza vigoroso, quindi se si decide di porli in vaso è bene scegliere contenitori abbastanza capienti.

Moltiplicazione: avviene per seme: seminare in febbraio-marzo in semenzaio, che va tenuto in luogo protetto fino a germinazione avvenuta; in aprile-maggio è possibile seminare l’amaranto direttamente a dimora, in piena terra o in contenitore.

Parassiti e malattie: generalmente gli amaranti non vengono colpiti da parassiti o da malattie.


 

 

 




L’AMARANTO E LA SALUTE A TAVOLA



Molto grande è la sua ricchezza di nutrienti come proteine, grassi, minerali e fibre, vitamine A, B, C, B1, B2, B3, acido folico, niacina, calcio, ferro e fosforo presenti nelle sue spighe che sono a loro volta racchiuse nelle sue pannocchie.

Inoltre per il basso contenuto di sodio e l’assenza di grassi saturi è indicato per una dieta equilibrata.

Perfetto anche per chi non tollera il glutine e per i celiaci.

Le sue proteine presentano un indice glicemico basso e la ricchezza di fibre aiuta a combattere la stitichezza.

L’eccezionale quantità e qualità dei nutrienti (in particolare di calcio, ferro e fosforo) ben ci fa comprendere quanto possa essere utile
a tantissime persone.

Queste accertate notevoli qualità salutari fanno oggi dell’amaranto una pianta sempre più apprezzata nel campo dell’alimentazione in tutto il mondo.



 

 

 


L’AMARANTO NELLO SPORT

 

Il colore amaranto è stato adottato per le divise di diverse squadre di calcio…
 
Le più importanti sono

 
 
 
LIVORNO
 
  
  
 
 
 
 
 
 
E
 
 
 
REGGINA… 
 
 
 
 

.

.

.

Fonti web… impagin.e coordin. by t.k.

 
 

Ciao da Tony Kospan
 
 
 
 

Flowers_tiny_PH.gif picture by Lilith_RJ2Flowers_tiny_PH.gif picture by Lilith_RJ2Flowers_tiny_PH.gif picture by Lilith_RJ2Flowers_tiny_PH.gif picture by Lilith_RJ2Flowers_tiny_PH.gif picture by Lilith_RJ2Flowers_tiny_PH.gif picture by Lilith_RJ2Flowers_tiny_PH.gif picture by Lilith_RJ2

PER LE NOVITA’ DEL BLOG
SE TI PIACE… ISCRIVITI







Hercules.. elefantino coraggioso scaccia ben 14 leonesse affamate – L’incredibile storia anche in video   Leave a comment




Un elefantino staccatosi per qualche motivo dal suo gruppo viene visto da 14 leonesse adulte ed attaccato.



E’ evidente l’inferiorità numerica di Hercules, questo il nome dell’elefantino forse datogli dopo la bellissima vittoria, ma lui con orgoglio e forse disperazione è riuscito a respingere alla grande l’attacco del gruppo nonostante una leonessa gli fosse saltata sulla schiena.









Egli nel difendersi ha capito che le leonesse avevano paura dell’acqua ed ha utilizzato questo per rispondere all’attacco e perfino a farle allontanare.








Si era ormai al tramonto quando alcuni turisti del safari “Norman Carr Safaris”, al Chinzombo Camp in Zambia, si sono trovati davanti a questa incredibile scena.




Essi sono precisamente: Jesse Nash giornalista e docente del CW Post College di New York, Dan Christoffel naturalista inglese e Nina Krakowski personaggio televisivo australiano che erano lì per un documentario e stavano andando via.








“Nei tanti anni che sono stato una guida safari in Zambia al South Luangwa, non ho mai visto nulla di simile” ha detto Innocent una delle migliori guide safari del Norman Carr Safaris



.

.


Ma ecco qui l’incredibile video…

.

.


.

.

Ciao da Tony Kospan

.

.

.

.

.


Davvero affascinante l’Olympic National Park dello Stato di Washington   Leave a comment









L’Olympic National Park si trova nel nord-ovest dello stato di Washington e confina con l’Oceano Pacifico a ovest. 








Aspro, immenso, affascinante e suggestivo, il parco rappresenta la più grande e bella distesa di foresta pluviale temperata dell’emisfero occidentale.








E’ uno dei parchi nazionali più visitati negli Stati Uniti.








Il parco è composto da una stretta striscia costiera lunga 50 miglia sul Pacifico e da un’area montuosa centrale non attraversata alcuna strada.








Dunque dalle spiagge alle cime montane, il parco offre una grande varietà di paesaggi diversi.









Le Montagne olimpiche si trovano al centro del parco e presentano un complesso sistema di vallate scoscese.









Ci sono anche circa 60 ghiacciai alle quote più alte. 








Inoltre il parco presenta anche una vasta zona di prati alpini con fiori di montagna coloratissimi.








Gli animali del parco: il castoro e il visone, vivono principalmente nelle pianure. 
Mentre i cervi, le alci, i puma e gli orsi vivono nelle valli e sugli altopiani. 
Le acque del parco ospitano dei salmoni e oltre 300 specie di uccelli vivono nell’area almeno una parte dell’anno mentre le aquile reali volano sulle vette.








Ci sono però, per i visitatori, diversi divieti da osservare come quelli di non calpestare i prati alpini e di non effettuare escursioni in alta montagna (se non scalatori).








Infine sono indispensabili vestiti impermeabili e stivali per poter effettuare escursioni sicure e senza problemi nell’area centrale.














L’olinguito – Ecco il nuovo simpaticissimo mammifero… scoperto qualche anno fa.   Leave a comment








Era da parecchio tempo che non si scoprivano nuovi mammiferi
ma la Terra… per fortuna ci dona ancora belle sorprese.
L’olinguito è una nuova specie scoperta dai ricercatori
del Museo di Storia Naturale di Washington il 15 agosto 2013.





Il simpaticissimo piccolo mammifero,
appare una via di mezzo tra un gatto ed un orsetto.
E’ lungo circa 35 centimetri e pesa meno di un kg.






Ha un pelo folto dal color marrone-arancione,
occhi rotondi e dolci ed un musetto da piccolo orso.
Fa parte della famiglia dei Procionidi… quella degli orsetti lavatori…
e vive nelle foreste tropicali di Ecuador e Colombia
ma a quote superiori ai 1.500 metri.







In verità lo si era già visto in precedenza
ma veniva confuso con suo cugino “l’olingo”
che però è più grande ed ha pelo, cranio e denti diversi
ed era quindi stato classificato in modo errato.
Infatti a seguito di una notevole serie di analisi,
compreso il DNA,
i ricercatori si sono accorti che si trovavano davanti
ad una specie diversa dall’olingo e da altri procionidi.




Olinguito cucciolo



A questo punto i ricercatori hanno voluto verificare se esistevano
esemplari che vivevano allo stato brado e così una spedizione in Equador
ha potuto filmarli e conoscere sia le sue abitudini, per lo più notturne,
che il tipo di alimentazione… quasi solo frutta… pur essendo un carnivoro.
Hanno anche girato un breve filmato che ora possiamo vedere…







Fonti: Web



Tony Kospan



Flowers_tiny_PH.gif picture by Lilith_RJ2Flowers_tiny_PH.gif picture by Lilith_RJ2Flowers_tiny_PH.gif picture by Lilith_RJ2Flowers_tiny_PH.gif picture by Lilith_RJ2Flowers_tiny_PH.gif picture by Lilith_RJ2Flowers_tiny_PH.gif picture by Lilith_RJ2Flowers_tiny_PH.gif picture by Lilith_RJ2

PER LE NOVITA’ DEL BLOG
SE TI PIACE… ISCRIVITI












Non esiste il pesce fuor d’acqua! Ed invece sì! E’ il perioftalmo.. il pesce che cammina. Conosciamolo!   Leave a comment

.

.

.

.

Sembra assolutamente ovvio che i pesci stiano in acqua

ma ce n’è qualcuno che sta più tempo sulla terra che in mare.



Parlo del Perioftalmo un pesce che vive

presso le coste tropicali occidentali africane,

quelle del sud est asiatico ed australiane

dove vi sono le mangrovie e che è chiamato 

il pesce che cammina.








Appartiene alla famiglia dei pesci Attinopterigi Perciformi Gobidi,

è in genere (ma ci sono diverse specie)

di colore verdastro ed è grande circa 15 cm.


Ha poi 2 grossi occhi sulla testa

con i quali osserva tutto quello che lo circonda

e 2 pinne robuste.







La sua straordinaria capacità d’esser un pesce… terrestre

deriva da diversi accorgimenti che la specie ha acquisito

durante la sua evoluzione ed il suo adattamento all’ambiente.


In particolare si è notato, come afferma un recente studio

di una nota rivista britannica che si occupa di scienze marine,

che questo pesce è in grado di cibarsi di insetti e vermetti

anche sulla terraferma.





Come fa?

.

Sappiamo che i pesci introitano il cibo grazie

alla riduzione dell’attrito che l’acqua consente.

Ebbene questo pesce ha escogitato un bel sistema.






Esce dal mare con la bocca piena d’acqua

che poi butta sulla preda per ingoiarla meglio.



Ma per mangiare in acqua non fa così

perché ovviamente così allontanerebbe la preda

come spiega lo studioso biologo Krijn Michel

dell’Università di Anversa.

.




Questo sistema definito dagli studiosi “lingua d’acqua” 

potrebbe essere uno dei modi

con cui è avvenuto il passaggio 

verso la creazione della lingua negli animali.


Ma la straordinarietà di questo pesce non finisce qua

in quanto riesce a respirare sulla terra

grazie alle mucose della bocca ed attraverso la pelle

che tiene umida rotolandosi sulla riva

per cui non è proprio esatto definirlo anfibio.






Infine questo pesce ha nel tempo irrobustito le sue pinne


al punto che sono diventate delle zampette rudimentali


che gli consentono non solo di camminare

ma anche di saltare in alto per farsi notare ed ammirare

dalle femmine che intende conquistare.



Fonti: Diversi siti web – Coordinam. ed impaginaz. TK




Flowers_tiny_PH.gif picture by Lilith_RJ2Flowers_tiny_PH.gif picture by Lilith_RJ2Flowers_tiny_PH.gif picture by Lilith_RJ2Flowers_tiny_PH.gif picture by Lilith_RJ2Flowers_tiny_PH.gif picture by Lilith_RJ2Flowers_tiny_PH.gif picture by Lilith_RJ2Flowers_tiny_PH.gif picture by Lilith_RJ2

PER LE NOVITA’ DEL BLOG
Gif Animate Frecce (117)



 SE TI PIACE… ISCRIVITI






Il rarissimo leprotto (Pica di Ili) dal simpatico viso di orsetto è stato ritrovato   Leave a comment

 
 
 
 
 
Dopo oltre 25 anni è riapparso, in Cina,
il leprotto con il viso di un orsetto di peluche.

 

La notizia ha fatto il giro del mondo
ed il simpatico, ma rarissimo, leprotto è diventato una star.
 
 
 
 
 
 
 
 
Si temeva ormai la scomparsa di questa specie
scoperta nel 1983.
 
Diverse spedizioni scientifiche avevano a lungo
cercato il Pica di Ili ma senza alcun esito.
 
Nel dicembre del 2014 è stato invece riavvistato 
dallo stesso naturalista che l’aveva scoperto nel 1983, Li Weidong,
come riferisce
l’edizione cinese del National Geographic.
 
 
 
 
 
 
 
 
Il Pica di Ili è un  mammifero che,
a dispetto del suo aspetto da orsetto,
appartiene alla famiglia delle lepri 
e vive in modo solitario oltre
i 2800 metri di altezza nella regione
dello Xinjiang nella Cina nord-occidentale.
 
 
 
 
 
 
 
 
E’ tra gli animali più rari al mondo
ed è a fortissimo rischio di estinzione 
anche perché il suo habitat sta cambiando 
sia per la maggior presenza di greggi
che per il riscaldamento globale.
 
 
Tony Kospan
 
 
 
 

 

 

 

 

 

 

UNO SPAZIO VIRTUALE COMUNE D’ARTE
POESIA MUSICA SOGNI RACCCONTI
RIFLESSIONI BUONUMORE ETC

 


 
 
 
 
 
 
 

LA BELLA DI NOTTE.. un fiore davvero particolare – Vediamolo in immagini.. in una leggenda ed in una poesia   Leave a comment

 
 
 
 
  

 

 

 

 

.

 

La pianta “Bella di notte” è un cespuglio erbaceo con

fiori che non hanno calice ma sono costituiti da una corolla,

che può essere di vari colori (giallo, rosso, rosa, bianco).



E’ famosa per una sua originale caratteristica.



Spesso al sole i fiori si chiudono in tutto o in parte

per poi ritornare aperti e vigorosi al tramonto

e durante la notte.



Da ciò il suo nome.


 

 





LA BELLA DI NOTTE

LA PIANTA… UNA POESIA ED UNA LEGGENDA



 

 

 

 

 

 

 

BELLA DI NOTTE

Arousal
 

Al calar dell’imbrunire

guardati intorno

ogni fiore va a dormire

ma per te inizia il giorno.

 

 

Sei nata dalla Luna

per realizzare un sogno

il popolo della notte

di te ha bisogno.

 

 

Con i tuoi teneri profumi

allieti le notti di veglia

richiamando quei piccoli lumi

al tocco di una ciglia.

 

 

(poesia dal sito – Fiori di pensiero)

 

 

 

 

 

 

 

 

LA LEGGENDA DELLE BELLE DI NOTTE

 

Monica Eleonora Lapenta

 

 

Si perde nella notte dei tempi la leggenda del fiore più bello.

 

Il fiore che allieta le notti di tutti gli uomini insonni perché li attende sveglio d’estate quando non riescono a prendere sonno: le belle di notte.

 

Una notte, tanto tempo fa, un pianto lungo e sommesso si aggiungeva ai rumori dell’oscurità. Questo pianto si ripeté a lungo, finché la Luna decise di trovarne la fonte.
A lungo girò intorno a tutto il pianeta e, quando aveva ormai perso del tutto le speranze, lo scorse.
Un piccolo punto luminoso: era da lì che proveniva il pianto.
La Luna scese dal suo cocchio e si avvicinò.
Accanto ad un pozzo, ai margini del bosco, era seduta una lucciola. “Chi sei tu? E perché rattristi con il tuo pianto tutte le mie stelle? “ chiese la Luna. La lucciola spaventata alzò gli occhi e rimase stupita nel vedere il suo interlocutore.
Allora disse: “Deve scusarmi, signora Luna, non volevo mettere tristezza alle sue stelle!”
“Io sono Lumil, il principe delle lucciole!”
“Perché piangi principe Lumil?” chiese la luna.
“Si avvicina la primavera e il mio popolo comincerà a vagare per i prati e i giardini, per illuminare le calde notti” disse Lumil “Ma noi non troveremo nessuna corolla dischiusa ad attenderci. Solo tanto verde!”
“E qual è il problema? “ chiese la Luna. “Il tuo popolo, da quando è stato creato, è sempre stato il popolo della notte! Voi avete un ruolo importante: dovete illuminare, come me e le stelle, le notti degli alberi”.
“E questo compito ci onora !” rispose Lumil. “Ma, vede signora Luna, c’è un sogno che ogni lucciola ha da quando nasce: io questo sogno lo faccio da sempre!”
“E qual è questo sogno?” chiese la Luna.
“Uscire dalla nostra casa, volare in un prato e trovare, almeno per una volta, un fiore che ci attenda e poterci posare sui suoi petali!” esclamò Lumil.
“Ma è un sogno, e solo un sogno rimarrà. Buona notte signora Luna e mi perdoni se l’ho disturbata”. E così dicendo Lumil volò via.
La Luna ritornò in cielo, ma non riusciva a smettere di pensare a Lumil e al sogno delle lucciole.
Le notti passavano e il pianto di Lumil le riempiva, ma all’improvviso il pianto cessò.
Sirio, una delle stelle, andò dalla luna e le disse: “Mamma ascolta!”e la invitò a tendere l’orecchio.
“Cosa devo ascoltare?”chiese la Luna.
“Il principe triste! Questa notte il suo pianto non si sente.” rispose Sirio.
“E’ vero ! esclamò la Luna . Non odo il suo lamento!”
“E se gli fosse accaduto qualcosa?” aggiunse Sirio molto preoccupata. “Ti prego mamma va a vedere!”
E cosi fu. La Luna salì sul suo cocchio e andò in cerca del pozzo presso il quale aveva incontrato Lumil per la prima volta.
Quando lo ebbe trovato, si fermò e si avvicinò.
Ferme, vicino al pozzo, trovò tante lucciole e ad una di loro chiese:
“Cosa accade?”la risposta la rattristò.
“Il nostro principe si è ammalato. Era molto triste perché sapeva che i suoi giorni stavano finendo, e che non sarebbe mai riuscito a realizzare il sogno del suo popolo. E il dispiacere lo ha consumato.”
La Luna rimase lì ferma ad attendere di poter vedere il principe Lumil.
Quando la vide il principe disse: “Signora Luna, come mai è ritornata? Io non ho pianto questa notte!”
“Ero preoccupata per te, ragazzo mio e volevo assicurarmi che tu stessi bene!” rispose la Luna dolcemente.
“Non deve preoccuparsi per me. Il mio tempo ormai è finito.
Raggiungerò i miei antenati con un unico rimpianto: non aver potuto realizzare il sogno del mio popolo. Spero che il prossimo principe ci riesca!”
Le forze stavano abbandonando il principe delle lucciole.
Tutto il suo popolo era preso da grande tristezza.
L’amore che le lucciole dimostravano al loro principe e la dolcezza di Lumil colpirono al cuore la Luna.
“Lumil la tua luce si spegnerà presto, questo io non posso evitarlo, ma – disse la Luna – andrai via sapendo di aver realizzato il sogno del tuo popolo. Guarda……..”
La Luna si strappò una ciglia, la prese tra le mani e la posò in terra di fianco a Lumil.
Come d’incanto dalla terra cominciarono a spuntare foglie.
Le foglie presero a germogliare, d’improvviso una gemma si schiuse e fece capolino un bel fiore giallo e fucsia.
“Ecco Lumil!Questo sarà il fiore delle lucciole, per sempre, e si chiamerà come te: Lumil, che nella lingua delle lucciole significa colui che rende bella la notte!” Lumil pianse di gioia e disse: “Grazie o luminosa Luna, sarà bella di notte per il mio popolo!”
E con tutta la forza che gli rimaneva, accese la sua lucina e volò sul suo fiore. E lì si spense felice.
Da quella notte, tante volte la Luna si è levata in cielo, ma ancora oggi quando, nelle notti d’estate guarda i prati, sorride.
Ogni notte le lucciole raggiungono le belle di notte che si schiudono solo per loro e c’è soltanto una pianta, la più bella, che non permette a nessuna lucciola di sedersi sui suoi petali e illuminarla: è la pianta nata vicino al pozzo ed è la sola che non ha bisogno di luce perché nei suoi fiori vive Lumil.

 

dal web


 

 

 

 

 

 

CIAO DA TONY KOSPAN






fiori113blufiori113blufiori113blufiori113blufiori113blu

PER LE NOVITA’ DEL BLOG

SE… TI PIACE… ISCRIVITI


 

 

.

 

 

 

 

 

Le eruzioni del vulcano Kilauea creano sorprendenti arcobaleni   1 comment

 

 

 

 
 
 
 
 
Le eruzioni dal vulcano Kilauea permettono di catturare immagini che sono incredibili.
 

 

 

 

 

 
La foto che vediamo qui su è stata scattata dai fotografi C J Kale e Nick Selway ed è molto diversa da quelle che siamo abituati a vedere e sembra irreale.
 
In essa si può vedere un arcobaleno creato dai gas emanati dal vulcano Kilauea nel tardo pomeriggio.
 
 
 
 

 
 
 
 
Questo vulcano, uno dei più grandi al mondo, si trova alle Hawaii (USA).
 
 Erano i primi di gennaio del 1983, quando un enorme “bolla” di gas e magma super-caldo perforò la superficie del vulcano Kilauea e aprì una fessura lunga 6,4 chilometri.
 
 
 
 

 
 
 
 
Da allora l’eruzione non ha più smesso e da trent’anni continua ad emettere lave dal cuore della Terra.
 
I vulcani come il Kīlauea si formano per la presenza sotto la crosta terrestre di uno “hot spot” ossia un punto caldo di risalita di roccia fusa, fenomeno vulcanico caratteristico di pochissime aree della superficie terrestre (es. Islanda, Yellowstone)



 
 

 

 
Testo dal web – Impaginaz. T. K.
 
 
 
 
 
Ciao da Tony Kospan




 

E’ FANTASMAGORICO.. POETICO E SOGNANTE IL MONDO DELLE FARFALLE VERE E.. VIRTUALI   Leave a comment

 
 


Anche la natura scrive poesie 
e tra le sue poesie più belle
ci sono proprio le… farfalle.

Le amo sia nel loro libero stato di natura,
che in quello di immagini e gif virtuali…

 
 
 
 
 
 
 
 
 
IL FANTASMAGORICO MONDO DELLE… FARFALLE!!!
 
 
 
 
 

 

 
 
 
 
 
Dedico questo post… a tutti coloro che le amano
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
I PARTE
 
 
FARFALLE GIF

 
 
 
farf color farf f377f93a
 
 
 
farf-2qx3kuq.gif                          farf d816ef2

 
farf ncqo3iu9farf gif 00
 
                              farf color valrose
 
 
 
FARFALLA 3
.
.
.
.
.

farfalle jx8n9
.
.
.
.
.

farfalle 
.
.
.
.
.

farfalle zF1qgp297
.
.
.
.
.
farfalle 60134

                    
 
 
 
 
 

II PARTE
 
 
LA FARFALLA (VERA) NEL MONDO



















 
 
 
 A Rodi c’è la Valle delle farfalle, che si trova nella parte nord occidentale dell’isola, a 25 km della città.
 
Il luogo si chiama Petaloudes e da metà giugno a metà settembre la Valle delle Farfalle si popola di migliaia di farfalle giallo-marroni che si mimetizzano sui tronchi d’albero.


















 
 
 
 
 
 
 
 
III PARTE
 
 
 

LA FARFALLA “VIZIOSA” DI CAPALBIO

 

 

            

 

A Capalbio, antico borgo medioevale nel cuore della maremma Grossetana, c’è una bella farfalla che ha scelto di vivere nella zona di Capalbio, e precisamente nei boschi dove si trovano le piante di corbezzolo.

Il suo nome scientifico è Charaxes jasius, mentre il suo soprannome un po’ romantico è “Ninfa del corbezzolo”. Gli amici però la chiamano familiarmente Jasio o addirittura, se sono proprio in confidenza, “la sbronzona”, visto che beve alcolici con grande piacere.

 

 

 

E’ una delle farfalle più belle e più grandi che esistano in Italia, con un’apertura alare che può arrivare a otto centimetri. La sua livrea è di un delicato velluto bruno orlato di arancione e traversato da una fascia d’argento, con riflessi verdi, lunule azzurre e guarnizioni rosse e bianche. Le ali, che sembrano lavorate a sbalzo, hanno due code. 

E’ l’unico esemplare europeo del genere.

 

 

 

 

 

 

IV PARTE
 
 

INFINE… AMMIRIAMO LA LORO BELLEZZA

ASSOCIATA A GRANDE MUSICA…

IN QUESTO BEL VIDEO

 

Danza per una farfalla – Gabriel Fauré 

 

 

 

TESTI DA VARI SITI WEB – IMPAGINAZ. T.K.

 

 

CIAO DA ORSO TONY





farfalle separ SU NERO
IL TUO GRUPPO DI CULTURA E SOGNO
Gif Animate Frecce (39)




Bubbles e Bella – E’ simpaticissima questa amicizia tra elefante e cane (immagini e video)   Leave a comment







Bubbles e Bella,
un elefante e un cane legati da una sola parola:
AMICIZIA!






Spesso la natura ci dà insegnamenti
che molti umani non riescono a recepire
e forse nemmeno a comprendere.




.

Video incredibile… e fantastico…








Inutile dire che il video sta facendo il giro del mondo
e dunque mi appare… assolutamente da non perdere.


Ma ora guardiamolo.




.
.
.
.
..
Ciao da Tony Kospan
.
.
.
.
.
.
.
.

PER LE NOVITA’ DEL BLOG
SE… IL BLOG TI PIACE… I S C R I V I T I





%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: