Archivio per la categoria ‘NATURA ANIMALI PIANTE GIARDINI

Ritrovato il rarissimo leprotto (Pica di Ili) dal simpatico viso di orsetto   Leave a comment

 
 
 
 
 
Dopo oltre 25 anni è riapparso, in Cina,
il leprotto con il viso di un orsetto di peluche.

 

La notizia ha fatto il giro del mondo
ed il simpatico, ma rarissimo, leprotto è diventato una star.
 
 
 
 
 
 
 
 
Si temeva ormai la scomparsa di questa specie
scoperta nel 1983.
 
Diverse spedizioni scientifiche avevano a lungo
cercato il Pica di Ili ma senza alcun esito.
 
Nel dicembre del 2014 è stato invece riavvistato 
dallo stesso naturalista che l’aveva scoperto nel 1983, Li Weidong,
come riferisce
l’edizione cinese del National Geographic.
 
 
 
 
 
 
 
 
Il Pica di Ili è un  mammifero che,
a dispetto del suo aspetto da orsetto,
appartiene alla famiglia delle lepri 
e vive in modo solitario oltre
i 2800 metri di altezza nella regione
dello Xinjiang nella Cina nord-occidentale.
 
 
 
 
 
 
 
 
E’ tra gli animali più rari al mondo
ed è a fortissimo rischio di estinzione 
anche perché il suo habitat sta cambiando 
sia per la maggior presenza di greggi
che per il riscaldamento globale.
 
 
Tony Kospan
 
 
 
 

 

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UNO SPAZIO VIRTUALE COMUNE D’ARTE
POESIA MUSICA SOGNI RACCCONTI
RIFLESSIONI BUONUMORE ETC
Frecce (174)

 


 
 
 
 
 
 
 

LA BELLA DI NOTTE.. un fiore molto particolare – Vediamola in immagini.. in una leggenda ed in una poesia   Leave a comment

 
 
 
 
  

 

 

 

 

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La pianta “Bella di notte” è un cespuglio erbaceo con

fiori che non hanno calice ma sono costituiti da una corolla,

che può essere di vari colori (giallo, rosso, rosa, bianco).



E’ famosa per una sua originale caratteristica.



Spesso al sole i fiori si chiudono in tutto o in parte

per poi ritornare aperti e vigorosi al tramonto

e durante la notte.



Da ciò il suo nome.


 

 





LA BELLA DI NOTTE

LA PIANTA… UNA POESIA ED UNA LEGGENDA



 

 

 

 

 

 

 

BELLA DI NOTTE

Arousal
 

Al calar dell’imbrunire

guardati intorno

ogni fiore va a dormire

ma per te inizia il giorno.

 

 

Sei nata dalla Luna

per realizzare un sogno

il popolo della notte

di te ha bisogno.

 

 

Con i tuoi teneri profumi

allieti le notti di veglia

richiamando quei piccoli lumi

al tocco di una ciglia.

 

 

(poesia dal sito – Fiori di pensiero)

 

 

 

 

 

 

 

 

LA LEGGENDA DELLE BELLE DI NOTTE

 

Monica Eleonora Lapenta

 

 

Si perde nella notte dei tempi la leggenda del fiore più bello.

 

Il fiore che allieta le notti di tutti gli uomini insonni perché li attende sveglio d’estate quando non riescono a prendere sonno: le belle di notte.

 

Una notte, tanto tempo fa, un pianto lungo e sommesso si aggiungeva ai rumori dell’oscurità. Questo pianto si ripeté a lungo, finché la Luna decise di trovarne la fonte.
A lungo girò intorno a tutto il pianeta e, quando aveva ormai perso del tutto le speranze, lo scorse.
Un piccolo punto luminoso: era da lì che proveniva il pianto.
La Luna scese dal suo cocchio e si avvicinò.
Accanto ad un pozzo, ai margini del bosco, era seduta una lucciola. “Chi sei tu? E perché rattristi con il tuo pianto tutte le mie stelle? “ chiese la Luna. La lucciola spaventata alzò gli occhi e rimase stupita nel vedere il suo interlocutore.
Allora disse: “Deve scusarmi, signora Luna, non volevo mettere tristezza alle sue stelle!”
“Io sono Lumil, il principe delle lucciole!”
“Perché piangi principe Lumil?” chiese la luna.
“Si avvicina la primavera e il mio popolo comincerà a vagare per i prati e i giardini, per illuminare le calde notti” disse Lumil “Ma noi non troveremo nessuna corolla dischiusa ad attenderci. Solo tanto verde!”
“E qual è il problema? “ chiese la Luna. “Il tuo popolo, da quando è stato creato, è sempre stato il popolo della notte! Voi avete un ruolo importante: dovete illuminare, come me e le stelle, le notti degli alberi”.
“E questo compito ci onora !” rispose Lumil. “Ma, vede signora Luna, c’è un sogno che ogni lucciola ha da quando nasce: io questo sogno lo faccio da sempre!”
“E qual è questo sogno?” chiese la Luna.
“Uscire dalla nostra casa, volare in un prato e trovare, almeno per una volta, un fiore che ci attenda e poterci posare sui suoi petali!” esclamò Lumil.
“Ma è un sogno, e solo un sogno rimarrà. Buona notte signora Luna e mi perdoni se l’ho disturbata”. E così dicendo Lumil volò via.
La Luna ritornò in cielo, ma non riusciva a smettere di pensare a Lumil e al sogno delle lucciole.
Le notti passavano e il pianto di Lumil le riempiva, ma all’improvviso il pianto cessò.
Sirio, una delle stelle, andò dalla luna e le disse: “Mamma ascolta!”e la invitò a tendere l’orecchio.
“Cosa devo ascoltare?”chiese la Luna.
“Il principe triste! Questa notte il suo pianto non si sente.” rispose Sirio.
“E’ vero ! esclamò la Luna . Non odo il suo lamento!”
“E se gli fosse accaduto qualcosa?” aggiunse Sirio molto preoccupata. “Ti prego mamma va a vedere!”
E cosi fu. La Luna salì sul suo cocchio e andò in cerca del pozzo presso il quale aveva incontrato Lumil per la prima volta.
Quando lo ebbe trovato, si fermò e si avvicinò.
Ferme, vicino al pozzo, trovò tante lucciole e ad una di loro chiese:
“Cosa accade?”la risposta la rattristò.
“Il nostro principe si è ammalato. Era molto triste perché sapeva che i suoi giorni stavano finendo, e che non sarebbe mai riuscito a realizzare il sogno del suo popolo. E il dispiacere lo ha consumato.”
La Luna rimase lì ferma ad attendere di poter vedere il principe Lumil.
Quando la vide il principe disse: “Signora Luna, come mai è ritornata? Io non ho pianto questa notte!”
“Ero preoccupata per te, ragazzo mio e volevo assicurarmi che tu stessi bene!” rispose la Luna dolcemente.
“Non deve preoccuparsi per me. Il mio tempo ormai è finito.
Raggiungerò i miei antenati con un unico rimpianto: non aver potuto realizzare il sogno del mio popolo. Spero che il prossimo principe ci riesca!”
Le forze stavano abbandonando il principe delle lucciole.
Tutto il suo popolo era preso da grande tristezza.
L’amore che le lucciole dimostravano al loro principe e la dolcezza di Lumil colpirono al cuore la Luna.
“Lumil la tua luce si spegnerà presto, questo io non posso evitarlo, ma – disse la Luna – andrai via sapendo di aver realizzato il sogno del tuo popolo. Guarda……..”
La Luna si strappò una ciglia, la prese tra le mani e la posò in terra di fianco a Lumil.
Come d’incanto dalla terra cominciarono a spuntare foglie.
Le foglie presero a germogliare, d’improvviso una gemma si schiuse e fece capolino un bel fiore giallo e fucsia.
“Ecco Lumil!Questo sarà il fiore delle lucciole, per sempre, e si chiamerà come te: Lumil, che nella lingua delle lucciole significa colui che rende bella la notte!” Lumil pianse di gioia e disse: “Grazie o luminosa Luna, sarà bella di notte per il mio popolo!”
E con tutta la forza che gli rimaneva, accese la sua lucina e volò sul suo fiore. E lì si spense felice.
Da quella notte, tante volte la Luna si è levata in cielo, ma ancora oggi quando, nelle notti d’estate guarda i prati, sorride.
Ogni notte le lucciole raggiungono le belle di notte che si schiudono solo per loro e c’è soltanto una pianta, la più bella, che non permette a nessuna lucciola di sedersi sui suoi petali e illuminarla: è la pianta nata vicino al pozzo ed è la sola che non ha bisogno di luce perché nei suoi fiori vive Lumil.

 

dal web


 

 

 

 

 

 

CIAO DA TONY KOSPAN






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Cocco bellooooo – Bontà.. proprietà.. usi e dolcezze del mitico frutto da spiaggia   Leave a comment


 



Ricorda il mare, ricorda l’estate.
 Ricorda una cesta di vimini e un letto morbido di foglie verdi.
 Chi non ha mai udito il suo nome echeggiare sulle spiagge?
 Chi non ha mai assaporato la sua freschezza sotto i raggi del sole?






 
 
Conosciamo allora un po’ di più…
sia il frutto che le sue proprietà salutari… ed “estetiche”
ed infine ascoltiamo una canzoncina a lui dedicata.

 
 
 
 
 

 

 

 

COCCO BELLOOOOO!
Un Frutto non solo da Spiaggia!

 


 .
 
 
 
Il cocco è uno dei frutti tropicali

ormai ampiamente integrati nella nostra tradizione alimentare.

 

Originario della Malesia,

è considerato sacro per via della sua forma che ricorda quella del cranio umano.

 

Non è un caso che il cocco sia anche “venerato”

quale omaggio benaugurale nelle cerimonie nuziali dell’India.

 

 

 

 

 

Le noci di cocco vengono prodotte dalle palme,

e ciascuna arriva a pesare fino a due chili.

 

All’interno della noce si trova il cosiddetto ‘seme’,

bianco e carnoso, che è il frutto che mangiamo,

e del liquido, il “latte di cocco”, dal sapore dolce e molto dissetante.

 

 

 

 

 

 

QUALI LE SUE PROPRIETA’?

 

 

La sua polpa bianca, dolciastra e dissetante,

viene in soccorso a coloro che cercano un alimento fresco e gustoso,

dall’ottimo apporto calorico

e in grado di sostituirsi ad un normale spuntino del pomeriggio.

 

 

 

 

 

L’importanza del cocco a livello nutrizionale

oltrepassa la sfera prettamente degustativa.

 

La noce di cocco è ricca di potassio,

per questo è ideale d’estate per reintegrare i sali minerali persi,

il frutto orientale è infatti consigliato anche per chi pratica sport

ed ha necessità di reintegrare i sali minerali perduti.

 

 

 

 

E’ inoltre ricca di proteine e di grassi e per questo, ai tropici,

il cocco è considerato il re dei vegetali.

 

Molti non assaporano il latte della noce perché sembra ‘sporco’,

assomiglia ad un siero, mentre in realtà è molto dolce,

ricco di zuccheri, sali minerali e vitamine,

in particolare C e B, ma anche di proteine di facile assimilazione.

 

 

 

 

E’ utile nel trattamento dei disturbi urinari e molto nutriente.

 

E’ utile per aumentare di peso per cui è opportuno non abusare dell’alimento:

un solo etto fornisce ben 360 calorie.

 

 

 

 

 

 

Questo significa che è indicata per le persone debilitate,

mentre è sconsigliata per chi vuole dimagrire

e per chi deve sottoporsi ad una dieta povera di grassi,

dato che la quota calorica

è data fondamentalmente dalla presenza di una notevole quantità di lipidi,

è dunque il tipico alimento da gustare una tantum!

 

 




 


 

E’ una bevanda buona anche per le ossa e i denti

e con grandi poteri nel trattamento di cattiva digestione,

costipazione, vomito, fatica, nervosismo e debolezza generale.

 

 

 

IL COCCO E LA… BELLEZZA

 

 

Oltre che buono e salutare da mangiare,

il cocco è protagonista in alcuni trattamenti di bellezza

che risalgono ad una saggezza indiana

ora fortemente apprezzata anche nel resto del mondo.

 

 

 

 

Con l’olio di cocco, le donne orientali usano massaggiarsi la pelle

per renderla giovane e soffice,

applicando anche sui capelli il magico liquido di questo frutto.

 

 

 

 

 

 

Avete dunque voglia di cocco?
 
Eliminate un cucchiaino di olio nell’arco della giornata e mangiatelo!
 
Ne vale la pena!
 

 

 

Dr.ssa Viviana Meli – Miadieta.it

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Ascoltiamo infine questa canzoncina dedicata a lui 

sì… proprio a lui… al Cocco Fresco… Cocco Bello

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DAL WEB – IMPAGINAZIONE ED AGGIUNTE TONY KOSPAN



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Il fantasmagorico.. poetico e sognante mondo delle farfalle vere e.. virtuali   2 comments

 
 


Anche la natura scrive poesie 
e tra le sue poesie più belle
ci sono proprio le… farfalle.

Le amo sia nel loro libero stato di natura,
che in quello di immagini e gif virtuali.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
IL FANTASMAGORICO MONDO DELLE… FARFALLE!!!
 
 
 
 
 

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Dedico questo post… a tutti coloro che le amano
 
 
 
 
 
 
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I PARTE
 
 
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II PARTE
 
 
LA FARFALLA (VERA) NEL MONDO



















 
 
 
 A Rodi c’è la Valle delle farfalle, che si trova nella parte nord occidentale dell’isola, a 25 km della città.
 
Il luogo si chiama Petaloudes e da metà giugno a metà settembre la Valle delle Farfalle si popola di migliaia di farfalle giallo-marroni che si mimetizzano sui tronchi d’albero.


















 
 
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III PARTE
 
 
 

LA FARFALLA “VIZIOSA” DI CAPALBIO

 

 

 

A Capalbio, antico borgo medioevale nel cuore della maremma Grossetana, c’è una bella farfalla che ha scelto di vivere nella zona di Capalbio, e precisamente nei boschi dove si trovano le piante di corbezzolo.

Il suo nome scientifico è Charaxes jasius, mentre il suo soprannome un po’ romantico è “Ninfa del corbezzolo”. Gli amici però la chiamano familiarmente Jasio o addirittura, se sono proprio in confidenza, “la sbronzona”, visto che beve alcolici con grande piacere.

 

 

 

E’ una delle farfalle più belle e più grandi che esistano in Italia, con un’apertura alare che può arrivare a otto centimetri. La sua livrea è di un delicato velluto bruno orlato di arancione e traversato da una fascia d’argento, con riflessi verdi, lunule azzurre e guarnizioni rosse e bianche. Le ali, che sembrano lavorate a sbalzo, hanno due code. 

E’ l’unico esemplare europeo del genere.

 

 

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IV PARTE
 
 

INFINE… AMMIRIAMO LA LORO BELLEZZA

ASSOCIATA A GRANDE MUSICA…

IN QUESTO BEL VIDEO

 

fre bia pouce    Danza per una farfalla – Gabriel Fauré      music+121 

 

 

 

TESTI DA VARI SITI WEB – IMPAGINAZ. T.K.

 

 

CIAO DA ORSO TONY





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Bubbles e Bella – La simpaticissima amicizia tra un elefante ed un cane (immagini e video)   Leave a comment







Bubbles e Bella,
un elefante e un cane legati da una sola parola:
AMICIZIA!






Spesso la natura ci dà insegnamenti
che molti umani non riescono a recepire
e forse nemmeno a comprendere.




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Video incredibile… e fantastico…








Inutile dire che il video sta facendo il giro del mondo
e dunque mi appare… assolutamente da non perdere.


Ma ora guardiamolo.




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Ciao da Tony Kospan
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NATURA – Le più belle foto (premiate) del 2018   Leave a comment




1° Premio


LE PIU’ BELLE FOTO SULLA NATURA DEL 2018



Ecco alcune foto del 54° concorso fotografico “Wildlife Photographer of the Year” ritenuto il più prestigioso al mondo.

I vincitori sono stati scelti tra i 45mila scatti ricevuti da 95 paesi diversi e le loro foto stanno facendo il giro del mondo.

Il primo premio è andato ad un fotografo olandese, Marsel van Oosten, con The Golden Couple con una coppia di rinopitechi dorati, una specie a rischio estinzione, ripresi nella foresta dei Monti Qin, in Cina.





Marco Colombo – Orso marsicano in un paese del Parco Nazionale d’Abruzzo




Ricardo Núñez Montero – Kuhirwa piange il suo cucciolo



Skye Meaker – Femmina di leopardo poco prima di addormentarsi




David Herasimtschuk – Colubro d’acqua nelle fauci di una salamandra gigante



Valter Bernardeschi – Trichechi





Lorenzo Shoubridge – Corteggiamento tra vipere




Orlando Fernandez Miranda – Il deserto della Namibia incontra l’Atlantico




Georgina Steytler – Vespe che costruiscono il nido




Michael Patrick O’Neill – Giovane pesce volante di notte





Queste foto sono solo una parte di quelle premiate.


F I N E

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La superluna rosa del 2022 – Il significato e le spettacolari immagini   Leave a comment







LA SUPERLUNA ROSA DEL 2022 
IL SIGNIFICATO E LE SPETTACOLARI IMMAGINI


Il nome “Rosa” non ha però a che fare con l’astronomia né con il colore che assume la luna ma, con una pianta la “Phlox subulata”, chiamata Rosa dai nativi americani, e che nasce proprio in questo periodo nel Nord Est degli Usa.
In Europa, invece, questa grande Luna è chiamata “Luna delle Rose”  perché è in questo periodo che sboccia la regina dei fiori.
Un altro nome di questa superluna è poi “Luna delle fragole” usato sia negli Usa che in Europa perché in questi giorni si raccolgono le fragole.







Ma vediamo qual è il significato di Superluna.

Il nostro satellite viene definita Superluna quando si trova alla minima distanza dal nostro pianeta e quindi appare… grandissima… offrendo uno vero e proprio spettacolo visibile in tutto il mondo.






In Italia questa, che non sarà la sola superluna del 2022, è stata ammirata nella notte tra martedì 14 e mercoledì 15 giugno.

A luglio di quest’anno ce ne sarà un’altra e poi in autunno-inverno altre 4.

Vediamo altre spettacolari immagini.

Ciao da Tony Kospan



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Il Baobab.. un albero davvero strano ed un po’.. magico! Conosciamolo!   1 comment

 
 
 
 
 
 
 
 
Abbiamo sentito spesso parlar del baobab
e lo consideriamo un albero strano, misterioso 
e quasi magico… o da favola.
 
 
Per questo, spinto da una bella immagine,
ho voluto approfondire la conoscenza
sia della pianta che dei suoi frutti.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
L’ALBERO
 
 
 
Viene definito 
Albero Magico”, “Albero Farmacista” e “Albero della Vita”,
 dagli Africani.
 
 
La parola Baobab deriverebbe dall’arabo “bu- hibab”,  
(il frutto dai molteplici semi).







 
 
 La sua denominazione botanica è però
Adansonia Digitata in onore dello studioso francese
Michael Adanson che, nel XVIII secolo, 
per primo ce ne diede una descrizione dettagliata.
 
 
 

 
Alberi di Baobab dell’isola del Madagascar

 
 
 

I Baobab appartengono alla famiglia delle Bombacaceae
che comprende otto specie:
sette diffuse in Africa e una in Australia
 
 
Il suo tronco può arrivare fino ad circonferenza di 40 metri
ed un’altezza di 20 metri, mentre la sua chioma
può addirittura raggiungere i 50 metri di diametro
ed inoltre ha anche radici lunghissime.



 
 
 
 
 
 
IL FRUTTO E LE SUE PROPRIETA’
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Il frutto si presenta con forme variabili.

La superficie è legnosa mentre all’interno v’è una polpa, 
divisa da filamenti di fibra in 8-10 spicchi, in cui ci sono i semi.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Ha un colore biancastro ed sapore leggermente acidulo, 
dovuto alla presenza di diversi acidi organici
insieme a zuccheri, 
proteine e vitamine in particolare la C, 
ben 6 volte più di quella contenuta in un’arancia.
 
 
Diversi studi ne hanno confermato
 virtù antinfiammatorie ed antivirali
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
IL TRONCO
 
 
 
 
Il tronco del baobab è così largo
che talvolta è usato come… casa!
 
Qui giù vediamo però possiamo vedere
il primo baobab… bar!!!
 
 
 
 
 
 
 
 
 
F I N E


 
 
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La Nembrotha – Questa lumaca marina ha fantastici colori psichedelici   Leave a comment

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E’, per i suoi incredibili colori,
uno degli animali più fotografati sott’acqua.


Si tratta di una lumaca senza guscio
che vive nelle barriere coralline del Sud Est dell’Asia.






Le riviste che si interessano di immagini della natura
spesso pubblicano sue suggestive foto,
che in fondo però non sono difficili da fare,
dato che non vive in acque molto profonde.






Ma come mai questa lumaca ha colori così sgargianti?

Durante la loro evoluzione
le Nembrotha hanno perso la conchiglia
(rimasta in misura irrilevante)
in quanto per difendersi hanno preferito
la velocità unita a colori sorprendenti
ed a tossine sulla loro superfice corporea.







I colori forti hanno la funzione
di non far dimenticare ai predatori
quanto poco sia per loro conveniente,
a causa delle tossine irritanti, avvicinarsi.

Ma queste tossine non le produce lei
ma le ricava dalla sua dieta che è molto particolare
(ascidie).






Questo fa sì che non possono vivere negli acquari
e dunque non è stato facile studiarle
ed ancor oggi restano su di loro molti lati oscuri.

Misurano circa 12 cm e presentano piccole antenne sulla testa
che hanno anch’esse varie funzioni di difesa.







Hanno un doppio organo sessuale, maschile e femminile,
per aver più… occasioni di rapporti.

Tornando al titolo…
esse non possono ammirare i propri colori
perché hanno una vista molto rudimentale.







FONTI VARI SITI WEB E NON SOLO



Tony Kospan





Il giuggiolo.. questo sconosciuto – Ecco la pianta, il frutto, la storia, gli usi ed il perché del noto detto   1 comment

 

 

 

 

Quasi tutti conosciamo l’espressione “andare in brodo di giuggiole”.

E’ un’esclamazione che talvolta sentiamo pronunciare e pronunciamo per sottolineare un momento vissuto con grande soddisfazione. 

Il “brodo di giuggiole” non è però uno strano modo di dire bensì un antico e prelibato distillato oggi però difficilmente reperibile nei grandi mercati.

 

 

 

Il fiore


 

IL GIUGGIOLO… QUESTO SCONOSCIUTO

 

 DESCRIZIONE – STORIA – RICETTA – MODI DI DIRE E…

a cura di Tony Kospan

 

 

LA PIANTA

 

 

 

 

Il giuggiolo (Zizyphus vulgaris) è una pianta alta  dai 5 a i 12 metri originaria dell’Africa settentrionale e della Siria che in tempi antichissimi si diffuse in Cina e in India, dove viene coltivato da oltre 4000 anni. 

E’ per questo che viene anche chiamato “dattero cinese”. 
Presenta un aspetto piuttosto contorto, con rami irregolari e spinosi. 
Le foglie di piccole dimensioni, sono d’un verde brillante con margini seghettati mentre i piccoli fiori sono gialli.

 

 

 

LA GIUGGIOLA (IL FRUTTO)

 

 

 

 

La giuggiola… il frutto… assomiglia ad una grossa oliva dal colore prima verdastro e poi rosso marrone scuro quand’è matura. 

La polpa di colore verde è soda e compatta ma farinosa ed ha un leggero sapore dolce.
Spesso il giuggiolo viene innestato nel melo per cui si ha un frutto… la giuggiola-mela… di dimensioni cospicue e dalla polpa zuccherina e soda.

 

 

 

LA STORIA DEL GIUGGIOLO

 

 

 

 

Già per Erodoto, che definì le giuggiole simili ai datteri, esse potevano essere usate  per produrre un vino liquoroso ed inebriante. 

Però i Greci  le mangiavano anche come frutta.

 

Narra Omero nell’Odissea che Ulisse e i suoi uomini a causa di una tempesta, si ritrovarono sull’isola dei Lotofagi e che i suoi uomini, si lasciarono tentare dal frutto del loto un frutto che magicamente  fece loro dimenticare mogli, famiglie e la nostalgia di casa. 
Si ritiene che il loto di cui parla sia lo “Zizyphus lotus”, un giuggiolo selvatico.

 

Una specie affine, lo “Zizypus spinachristi”, è ritenuto dalla leggenda una delle due piante che servirono a preparare la corona di spine di Gesù. 
Dopo un periodo in cui era diventato solo una pianta di nicchia sembra che ora stia tornando di moda.

 

 

 

 

IL GIUGGIOLO IN ITALIA

 

 

 

 

 

I romani per primi lo importarono  in Italia chiamandolo”Zyzyphum” e per essi era simbolo del silenzio ed adornava i Templi della Prudenza. 

Il termine latino è rimasto nel dialetto veneto “zizoea“. 

In Romagna in molte case coloniche era coltivato adiacente alla casa nella zona più riparata ed esposta al sole. 

Si riteneva che fosse una pianta portafortuna. 

In Veneto ed in particolare a d Arquà Petrarca i giuggioli sono ancora piantati nei giardini di molte abitazioni e le giuggiole sono variamente utilizzate in cucina ed in… cantina. 

Oltre all’espressione di cui parlavo all’inizio una volta era diffuso anche chiamare affettuosamente “giuggiolino” i bambini simpatici e grassottelli. 
Nella medicina popolare è considerata uno dei quattro frutti “pettorali” con fichi, datteri e uvetta. 
Viene usata in infuso o in decotto per prevenire e curare i sintomi da raffreddamento e le infiammazioni alle vie respiratorie. 

 

 

 

L’USO ODIERNO

 

 

 

 

Le giuggiole si consumano sia fresche, appena colte dall’albero, sia quando sono un po’ secche. 

C’è un solo nocciolo all’interno simile a quello delle olive. 

Si possono trasformare anche in marmellate oppure conservate sotto grappe. 

Si fanno anche tisane e sciroppi dolcissimi utilizzati contro la tosse ed anche il famoso… brodo liquoroso.

I frutti sono diuretici, emollienti e lassativi.



 

 

 

IL BRODO DI GIUGGIOLE

LA RICETTA 

 


INGREDIENTI:

 – 1 kg di giuggiole
 – 1 kg di zucchero
 – 2 mele cotogne
 – 1 limone non trattato
 – 1 litro di vino bianco
 – 200 gr di uva isabella o vespolina sgranata

 

ESECUZIONE:

 Prediligete delle giuggiole mature e raggrinzite, che sono poi quelle più dolci, eliminatene il nocciolo. 

Mettetele in acqua unitamente alle mele cotogne tagliate a fettine, la scorza di limone, l’uva e lo zucchero, cuocete e dopo un’oretta di cottura a temperatura dolce aggiungete un po’ alla volta il vino di modo che questo possa sostituire l’acqua.
 

Passate tutto al setaccio. 

Il risultato finale deve essere quello di una “marmellatina” tenera e saporita.




 

 


IL DETTO:

ANDARE IN BRODO DI GIUGGIOLE

 

 

L’espressione nasce a seguito della ricetta con questo nome usata nei paesi intorno al Lago di Garda e considerata una vera e propria prelibatezza.

Viene riportata già nel 1612 nel Vocabolario degli accademici della Crusca e le viene dato il significato di  “godere di molto di chicchessia”.

Poi essa si diffuse in tutta Italia e resiste bene ancor oggi… nel senso di “gran godimento“.




 

 


CIAO DA TONY KOSPAN





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