Archivio per la categoria ‘NATURA ANIMALI PIANTE GIARDINI

La superluna rosa del 2022 – Il significato e le spettacolari immagini   Leave a comment







LA SUPERLUNA ROSA DEL 2022 
IL SIGNIFICATO E LE SPETTACOLARI IMMAGINI


Il nome “Rosa” non ha però a che fare con l’astronomia né con il colore che assume la luna ma, con una pianta la “Phlox subulata”, chiamata Rosa dai nativi americani, e che nasce proprio in questo periodo nel Nord Est degli Usa.
In Europa, invece, questa grande Luna è chiamata “Luna delle Rose”  perché è in questo periodo che sboccia la regina dei fiori.
Un altro nome di questa superluna è poi “Luna delle fragole” usato sia negli Usa che in Europa perché in questi giorni si raccolgono le fragole.







Ma vediamo qual è il significato di Superluna.

Il nostro satellite viene definita Superluna quando si trova alla minima distanza dal nostro pianeta e quindi appare… grandissima… offrendo uno vero e proprio spettacolo visibile in tutto il mondo.






In Italia questa, che non sarà la sola superluna del 2022, è stata ammirata nella notte tra martedì 14 e mercoledì 15 giugno.

A luglio di quest’anno ce ne sarà un’altra e poi in autunno-inverno altre 4.

Vediamo altre spettacolari immagini.

Ciao da Tony Kospan



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Il Baobab.. un albero davvero strano ed un po’.. magico! Conosciamolo!   1 comment

 
 
 
 
 
 
 
 
Abbiamo sentito spesso parlar del baobab
e lo consideriamo un albero strano, misterioso 
e quasi magico… o da favola.
 
 
Per questo, spinto da una bella immagine,
ho voluto approfondire la conoscenza
sia della pianta che dei suoi frutti.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
L’ALBERO
 
 
 
Viene definito 
Albero Magico”, “Albero Farmacista” e “Albero della Vita”,
 dagli Africani.
 
 
La parola Baobab deriverebbe dall’arabo “bu- hibab”,  
(il frutto dai molteplici semi).







 
 
 La sua denominazione botanica è però
Adansonia Digitata in onore dello studioso francese
Michael Adanson che, nel XVIII secolo, 
per primo ce ne diede una descrizione dettagliata.
 
 
 

 
Alberi di Baobab dell’isola del Madagascar

 
 
 

I Baobab appartengono alla famiglia delle Bombacaceae
che comprende otto specie:
sette diffuse in Africa e una in Australia
 
 
Il suo tronco può arrivare fino ad circonferenza di 40 metri
ed un’altezza di 20 metri, mentre la sua chioma
può addirittura raggiungere i 50 metri di diametro
ed inoltre ha anche radici lunghissime.



 
 
 
 
 
 
IL FRUTTO E LE SUE PROPRIETA’
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Il frutto si presenta con forme variabili.

La superficie è legnosa mentre all’interno v’è una polpa, 
divisa da filamenti di fibra in 8-10 spicchi, in cui ci sono i semi.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Ha un colore biancastro ed sapore leggermente acidulo, 
dovuto alla presenza di diversi acidi organici
insieme a zuccheri, 
proteine e vitamine in particolare la C, 
ben 6 volte più di quella contenuta in un’arancia.
 
 
Diversi studi ne hanno confermato
 virtù antinfiammatorie ed antivirali
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
IL TRONCO
 
 
 
 
Il tronco del baobab è così largo
che talvolta è usato come… casa!
 
Qui giù vediamo però possiamo vedere
il primo baobab… bar!!!
 
 
 
 
 
 
 
 
 
F I N E


 
 
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La Nembrotha – Questa lumaca marina ha fantastici colori psichedelici   Leave a comment

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E’, per i suoi incredibili colori,
uno degli animali più fotografati sott’acqua.


Si tratta di una lumaca senza guscio
che vive nelle barriere coralline del Sud Est dell’Asia.






Le riviste che si interessano di immagini della natura
spesso pubblicano sue suggestive foto,
che in fondo però non sono difficili da fare,
dato che non vive in acque molto profonde.






Ma come mai questa lumaca ha colori così sgargianti?

Durante la loro evoluzione
le Nembrotha hanno perso la conchiglia
(rimasta in misura irrilevante)
in quanto per difendersi hanno preferito
la velocità unita a colori sorprendenti
ed a tossine sulla loro superfice corporea.







I colori forti hanno la funzione
di non far dimenticare ai predatori
quanto poco sia per loro conveniente,
a causa delle tossine irritanti, avvicinarsi.

Ma queste tossine non le produce lei
ma le ricava dalla sua dieta che è molto particolare
(ascidie).






Questo fa sì che non possono vivere negli acquari
e dunque non è stato facile studiarle
ed ancor oggi restano su di loro molti lati oscuri.

Misurano circa 12 cm e presentano piccole antenne sulla testa
che hanno anch’esse varie funzioni di difesa.







Hanno un doppio organo sessuale, maschile e femminile,
per aver più… occasioni di rapporti.

Tornando al titolo…
esse non possono ammirare i propri colori
perché hanno una vista molto rudimentale.







FONTI VARI SITI WEB E NON SOLO



Tony Kospan





Il giuggiolo.. questo sconosciuto – Ecco la pianta, il frutto, la storia, gli usi ed il perché del noto detto   1 comment

 

 

 

 

Quasi tutti conosciamo l’espressione “andare in brodo di giuggiole”.

E’ un’esclamazione che talvolta sentiamo pronunciare e pronunciamo per sottolineare un momento vissuto con grande soddisfazione. 

Il “brodo di giuggiole” non è però uno strano modo di dire bensì un antico e prelibato distillato oggi però difficilmente reperibile nei grandi mercati.

 

 

 

Il fiore


 

IL GIUGGIOLO… QUESTO SCONOSCIUTO

 

 DESCRIZIONE – STORIA – RICETTA – MODI DI DIRE E…

a cura di Tony Kospan

 

 

LA PIANTA

 

 

 

 

Il giuggiolo (Zizyphus vulgaris) è una pianta alta  dai 5 a i 12 metri originaria dell’Africa settentrionale e della Siria che in tempi antichissimi si diffuse in Cina e in India, dove viene coltivato da oltre 4000 anni. 

E’ per questo che viene anche chiamato “dattero cinese”. 
Presenta un aspetto piuttosto contorto, con rami irregolari e spinosi. 
Le foglie di piccole dimensioni, sono d’un verde brillante con margini seghettati mentre i piccoli fiori sono gialli.

 

 

 

LA GIUGGIOLA (IL FRUTTO)

 

 

 

 

La giuggiola… il frutto… assomiglia ad una grossa oliva dal colore prima verdastro e poi rosso marrone scuro quand’è matura. 

La polpa di colore verde è soda e compatta ma farinosa ed ha un leggero sapore dolce.
Spesso il giuggiolo viene innestato nel melo per cui si ha un frutto… la giuggiola-mela… di dimensioni cospicue e dalla polpa zuccherina e soda.

 

 

 

LA STORIA DEL GIUGGIOLO

 

 

 

 

Già per Erodoto, che definì le giuggiole simili ai datteri, esse potevano essere usate  per produrre un vino liquoroso ed inebriante. 

Però i Greci  le mangiavano anche come frutta.

 

Narra Omero nell’Odissea che Ulisse e i suoi uomini a causa di una tempesta, si ritrovarono sull’isola dei Lotofagi e che i suoi uomini, si lasciarono tentare dal frutto del loto un frutto che magicamente  fece loro dimenticare mogli, famiglie e la nostalgia di casa. 
Si ritiene che il loto di cui parla sia lo “Zizyphus lotus”, un giuggiolo selvatico.

 

Una specie affine, lo “Zizypus spinachristi”, è ritenuto dalla leggenda una delle due piante che servirono a preparare la corona di spine di Gesù. 
Dopo un periodo in cui era diventato solo una pianta di nicchia sembra che ora stia tornando di moda.

 

 

 

 

IL GIUGGIOLO IN ITALIA

 

 

 

 

 

I romani per primi lo importarono  in Italia chiamandolo”Zyzyphum” e per essi era simbolo del silenzio ed adornava i Templi della Prudenza. 

Il termine latino è rimasto nel dialetto veneto “zizoea“. 

In Romagna in molte case coloniche era coltivato adiacente alla casa nella zona più riparata ed esposta al sole. 

Si riteneva che fosse una pianta portafortuna. 

In Veneto ed in particolare a d Arquà Petrarca i giuggioli sono ancora piantati nei giardini di molte abitazioni e le giuggiole sono variamente utilizzate in cucina ed in… cantina. 

Oltre all’espressione di cui parlavo all’inizio una volta era diffuso anche chiamare affettuosamente “giuggiolino” i bambini simpatici e grassottelli. 
Nella medicina popolare è considerata uno dei quattro frutti “pettorali” con fichi, datteri e uvetta. 
Viene usata in infuso o in decotto per prevenire e curare i sintomi da raffreddamento e le infiammazioni alle vie respiratorie. 

 

 

 

L’USO ODIERNO

 

 

 

 

Le giuggiole si consumano sia fresche, appena colte dall’albero, sia quando sono un po’ secche. 

C’è un solo nocciolo all’interno simile a quello delle olive. 

Si possono trasformare anche in marmellate oppure conservate sotto grappe. 

Si fanno anche tisane e sciroppi dolcissimi utilizzati contro la tosse ed anche il famoso… brodo liquoroso.

I frutti sono diuretici, emollienti e lassativi.



 

 

 

IL BRODO DI GIUGGIOLE

LA RICETTA 

 


INGREDIENTI:

 – 1 kg di giuggiole
 – 1 kg di zucchero
 – 2 mele cotogne
 – 1 limone non trattato
 – 1 litro di vino bianco
 – 200 gr di uva isabella o vespolina sgranata

 

ESECUZIONE:

 Prediligete delle giuggiole mature e raggrinzite, che sono poi quelle più dolci, eliminatene il nocciolo. 

Mettetele in acqua unitamente alle mele cotogne tagliate a fettine, la scorza di limone, l’uva e lo zucchero, cuocete e dopo un’oretta di cottura a temperatura dolce aggiungete un po’ alla volta il vino di modo che questo possa sostituire l’acqua.
 

Passate tutto al setaccio. 

Il risultato finale deve essere quello di una “marmellatina” tenera e saporita.




 

 


IL DETTO:

ANDARE IN BRODO DI GIUGGIOLE

 

 

L’espressione nasce a seguito della ricetta con questo nome usata nei paesi intorno al Lago di Garda e considerata una vera e propria prelibatezza.

Viene riportata già nel 1612 nel Vocabolario degli accademici della Crusca e le viene dato il significato di  “godere di molto di chicchessia”.

Poi essa si diffuse in tutta Italia e resiste bene ancor oggi… nel senso di “gran godimento“.




 

 


CIAO DA TONY KOSPAN





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Linneo.. grande botanico del ‘700.. e la sua meridiana (vero orologio fatto con i fiori)   Leave a comment








Carl Nilsson Linnaeus, noto da noi come Linneo,
è stato un grande medico, botanico e naturalista svedese,
geniale ideatore della classificazione scientifica
“binomica” degli organismi viventi che ha consentito
l’enorme progresso della loro conoscenza.






Linneo, considerato il fondatore della moderna botanica,
scrisse anche numerosi libri sui suoi studi,
sulle ricerche fatte nei suoi viaggi di studio
per il mondo ed ebbe grandi riconoscimenti in vita.




(Råshult 23.5.1707 – Uppsala 10.1.1778)



Qui però parlerò di una sua particolare creazione…
la MERIDIANA DEI FIORI.


Cos’è? Un modo originale di sapere che ora è!

Cioè solo guardando i fiori…


Essi infatti aprono e/o chiudono i loro petali

in ore diverse durante il giorno.







Le più mattiniere sono le rose

che in primavera si aprono alle cinque.


Poi, man mano si aprono gli altri fiori:

l’erba gatta alle sei, le margherite africane alle otto,

le genziane alle nove, i papaveri alle dieci,

la lattuga selvatica a mezzogiorno e i garofani alle tredici.


Fino ad arrivare alle sedici,

quando si sbottona una pianta particolarmente pigra,

la bella di notte.







Di pomeriggio, comunque,

è più frequente invece che i fiori si richiudano:

alle 14 le primule rosse,

alle 15 i denti di leone,

alle cinque della sera le ninfee.


Il meccanismo di apertura e chiusura dei petali

avviene soprattutto per consentire l’impollinazione

da parte delle diverse specie di insetti

o per difenderla da agenti (sempre insetti)

estranei che potrebbero danneggiarla.







Questo vero e proprio orologio vegetale

è una creazione di Linneo

che lo brevettò anche.


Il naturalista svedese lo creò anche materialmente

facendo fare in un prato un’aiuola rotonda

col quadrante diviso in dodici spicchi colorati

costituiti da piante diverse.







Il margine d’errore della Meridiana non è grande…

al massimo può arrivare a mezz’ora…


Tuttavia bisogna far attenzione alla geografia

in quanto i ritmi biologici delle varie specie di piante

cambiano a seconda della latitudine in cui si trovano…





Della storia e del funzionamento di questa meridiana

e di altre originali particolarità di piante e fiori

ce ne parlò in modo esauriente e dotto lo studioso della natura

Giorgio Celli nel suo ultimo libro

Le piante non sono angeli – Dalai Editore





Tony Kospan




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Nora… sorprendente gatta pianista – Eccola anche in video   Leave a comment

 
 
 

A volte i nostri amici a 4 zampe
ci sorprendono davvero.
 
 
 
 
 
 

 
 
 

L’ORIGINALE MA VERA STORIA


DI NORA GATTA PIANISTA

 
 

 
 
Il talento di Nora, una gatta Grey Tabby di cinque anni che vive a Filadelphia,  non nasce per caso.
 
La sua padrona, Betsy Alexander, tiene lezioni di piano e la gatta ama imitare gli studenti.
 
Tuttavia Betsy non ha mai cercato di addestrarla.






 


Si accorse che sapeva suonare una sera di quattro anni fa, quando sentì qualcuno al piano e trovò Nora che accarezzava i tasti con le zampine.
 
I padroni di Nora non hanno perso tempo a farne un fenomeno anche commerciale.








 
Su YouTube il suo nome, «Nora the Piano Cat», è accompagnato dal marchio «trademark» e con le sue foto sono stati realizzati un calendario e un manuale di musica.
 
 Il video sta spopolando nel web…

 

 

 
   
 
 
 
 
 
Merita… penso.

 
Ciaooooooooooooooo
 
Tony Kospan
 
 
 
 
 



La Terra (e l’Italia) come la vedrebbe un’astronave aliena – Bel video   Leave a comment

 




 

 

 

IL NOSTRO PIANETA


COME NON L’ABBIAMO MAI VISTO 

 

 

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 SI’… IN QUESTO VIDEO POTREMO VEDERE LA TERRA

COSI’ COME LA VEDREBBE UN’ASTRONAVE ALIENA

CHE GIUNGE SUL NOSTRO PIANETA







 

Ai minuti 1,44 e  2,28 del video

potremo anche ammirare… l’Italia


 

 

 

 

 Immagini bellissime dunque e del tutto nuove… ma anche verissime

della nostra cara madre Terra così come appare vista dal satellite

accompagnate anche da una musica coinvolgente.











 Un video che a mio parere merita davvero d’esser visto
ma che rappresenta anche un messaggio che ci ricorda
che bisogna aver rispetto… per la Natura.


 
 
 
Frecce2039





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Oh… esiste davvero una rara rana che assomiglia a Kermit del Muppet Show! Vediamola   Leave a comment

 
 
 
 

 
 
 
 
Un particolare esemplare di rana che da molto tempo non veniva avvistato è stato rinvenuto in Costa Rica.
 
 
 
 
 

 
 
 
 
E’ un tipo di rana molto particolare in quanto assomiglia davvero in modo incredibile alla rana Kermit del Muppet Show.
 
 
 
 

 
 
 
 
In verità il suo nome scientifico è “Hyalinobatrachium dianae” ed è stata trovata dai ricercatori del “Costa Rican Amphibian Research Centre”.
 
 
 
 
 

 
 
 
 
La particolarità di maggior interesse, soprattutto scientifico, è che è una rana dall’addome trasparente.
 
Infatti mentre il suo dorso è di un bel verde intenso il suo addome presenta invece una membrana trasparente che consente di vedere… e studiare tutti i suoi organi interni.
 
 
 
 

 
 
 
 
Ma quello che ha fatto letteralmente impazzire il web è la sorprendente e simpaticissima rassomiglianza con Kermit



 
 
 
 

 

 
 
 
Tony Kospan
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Il dolce e bello amore filiale dei nostri fratelli animali in dolcissime e stupende immagini   Leave a comment







Bellissime… direi fantastiche… mi appaiono
le immagini d’amore degli animali verso i loro piccoli


 
 
 
 
L’ECCEZIONALE AMORE FILIALE
DEI NOSTRI “FRATELLI” ANIMALI
 
 
 
 
 
 
 
 

Esse possono certo farci pensare al loro mondo…
ma, se ci pensiamo bene, anche al nostro… 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Ecco quindi una bella carrellata
di immagini di animali da cui traspare
il loro grande amore di genitori…
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
















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CIAO DA TONY KOSPAN


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Un cucciolo di giraffa.. appena nato.. muove i primi passi – Video breve ma dolcissimo   Leave a comment

 

 

 

 

 


IN QUESTO BELLISSIMO VIDEO


POSSIAMO VEDERE


LA FATICA E LA GIOIA DEI PRIMI PASSI


DI UN CUCCIOLO DI GIRAFFA…






 


A mio parere è un video davvero molto interessante


 

 

 

 

 

 

Tony Kospan







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