Archivio per la categoria ‘NARRATIVA VARIA

Il silenzio colpevole – Addolorata ed appassionata analisi della fine di un amore   1 comment

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Propongo alla vostra lettura questo brano

che mi appare una lucida… ma anche poetica…

analisi della fine di un amore.

Se vi va, sarei curioso di conoscere il vostro parere



RIFLESSIONI DOPO LA FINE DI UN AMORE

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LE COSE PIU' IMPORTANTI LE DICIAMO SENZA VOCE

 

 





 

Le cose più importanti, come sempre,

noi le diciamo senza voce.

Massimo Bubbola

 

 

 

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Avrei voluto diventare Dostoevskij per curvare le parole

Per ogni piega, ogni distanza, ogni riflesso che ci scardinava il cuore

Avrei voluto insieme a te rubare l'acqua della Luna

Ma come Orlando ho perso il senno e ho perso anche la fortuna.

 

Avrei voluto cancellare dai tuoi occhi quella noia e quella solitudine

Ma allora davo troppe cose per scontate e non ti seguivo più.


Come la pioggia anche l'amore rinfresca una stagione ostile

Come la pioggia anche l'amore è destinato poi a finire.


Le cose più importanti come sempre noi le diciamo senza voce

Basta guardarsi dietro il vetro di un perdono o sotto un battito di luce

E il pianto vero non ha lacrime, né spettatori né rifugio

Ci siamo persi in un bicchiere e ritrovati in un naufragio.

 

Avrei voluto diventare Dostoevskij per curvare le parole

Per ogni piega, ogni distanza, ogni riflesso che ci scombinava il cuore


Avrei voluto insieme a te rubare l'acqua della Luna

Ma come tanti ho perso il tempo e ho perso anche la fortuna.

 

 

    


 

 

 

Cosa ne pensate?

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Orso Tony

 

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La giraffa.. vanitosa – Una simpatica favola etnica.. con una sua morale   Leave a comment

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Davvero una favola densa di saggezza…

che penso sia utile sia a grandi che a piccoli..

 

 

 

 

 

 

LA GIRAFFA VANITOSA

(favola etnica proveniente dall'Africa)

 

 

 

 

 

 

Ai limiti di una grande foresta, in Africa, viveva tra gli altri animali una giraffa bellissima, agile e snella, più alta di qualunque altra.

Sapendo di essere ammirata non solo dalle sue compagne ma da tutti gli animali era diventata superba e non aveva più rispetto per nessuno, né dava aiuto a chi glielo chiedeva.

Anzi se ne andava in giro tutto il santo giorno per mostrare la sua bellezza agli uni e agli altri dicendo: – Guardatemi, io sono la più bella. –

Gli altri animali, stufi di udire le sue vanterie, la prendevano in giro, ma la giraffa vanitosa era troppo occupata a rimirarsi per dar loro retta.

Un giorno la scimmia decise di darle una lezione. Si mise a blandirla con parole che accarezzavano le orecchie della giraffa:

– Ma come sei bella! Ma come sei alta! La tua testa arriva dove nessuno altro animale può giungere… –

E così dicendo, la condusse verso la palma della foresta.

Quando furono giunti là, la scimmia chiese alla giraffa di prendere i datteri che stavano in alto e che erano i più dolci. lì suo collo era lunghissimo, ma per quanto si sforzasse di allungarlo ancor di più, non riusciva a raggiungere il frutto.

Allora la scimmia, con un balzo, saltò sul dorso della giraffa, poi sul collo e finalmente si issò sulla sua testa riuscendo ad afferrare il frutto desiderato.

Una volta tornata a terra, la scimmia disse alla giraffa:

– Vedi, cara mia, sei la più alta, la più bella, però non puoi vivere senza gli altri, non puoi fare a meno degli altri animali.

La giraffa imparò la lezione e da quel giorno cominciò a collaborare con gli altri animali e a rispettarli.


 

 

 

 

 

 


DAL WEB – IMPAGINAZ. T.K.

 

 


CIAO DA TONY KOSPAN

 

 




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LA DOLCE E SIMPATICA LEGGENDA DELL’UVA   1 comment







Molto bella e simpatica è questa leggenda, di autore anonimo, 
che ci parla di uno dei frutti più dolci ed amati 
e che è anche uno dei simboli dell'autunno…







LA LEGGENDA DELL'UVA



Foto animata


Foto animata 

Moltissimi anni fa la vite non produceva grappoli d’uva.
Era una pianta ornamentale, come tante altre.
Al centro di un piccolo orto cresceva una bella vite, di rami e di foglie.
Questa magnifica pianta riceveva in abbondanza la luce del sole e ne traeva un grande beneficio.
I rami della vite si allungavano sempre di più sopra i seminati dell’orticello e li coprivano con la loro ombra.
L’ ortolano si preoccupava: “Anche le piantine hanno bisogno di sole” diceva tra sé “è necessario che io poti la vite”.
In un giorno grigio e nuvoloso, l’ortolano tagliò con energia i rami più lunghi della bella pianta ornamentale e tolse le foglie più grandi dagli altri rami.
La vite pianse e ne soffrì.
Quando scese la sera, un usignolo si posò delicatamente sopra un ramo della vite e cominciò a cantare per confortarla.
Il canto era così dolce, che la pianta provò una sensazione di benessere.
Le sue lacrime si impregnarono di dolcezza e rimasero lì, sui rami, come piccole perle.
La notte lentamente si dileguò.
All’apparire del giorno, il sole avvolse la vita con i suoi rami tenui e tiepidi.
Allora, come per incanto, la pianta sentì scorrere in sé una linfa nuova.
Le sue lacrime, belle come perle, cominciarono a trasformarsi in piccoli frutti: i primi chicchi d’uva.
Un venticello scherzoso passò rapidamente tra i rami della vite e riunì i chicchi d’uva in grappoli, più o meno grandi.
Il sole a poco a poco li maturò.
La vite era diventata una pianta da frutti.
I suoi chicchi, simili a perle, avevano la dolcezza del canto dell'usignolo e il colore dorato del sole. 










Il testo è presente in vari siti web
Impaginazione T. K.









Quando finisce la notte? Un breve racconto che ci dona un vero inno alla fratellanza universale   Leave a comment



 

 

                    

 

 


UN RACCONTINO… CHE MI SEMBRA GIUSTO

DEFINIRE SUBLIME…


 

 


 
 
 
 
 

QUANDO FINISCE LA NOTTE?


(Bruno Ferrero, Il Canto del Grillo)



Un vecchio rabbino domandò una volta ai suoi allievi

da che cosa si potesse riconoscere il momento preciso

in cui finiva la notte e cominciava il giorno.

 

“Forse da quando si può distinguere con facilità
un cane da una pecora?”.

 

“No”, disse il rabbino.

 

“Quando si distingue un albero di datteri da un albero di fichi?”.

 

“No”, ripeté il rabbino.

 

“Ma quand’è, allora?”, domandarono gli allievi.

 

Il rabbino rispose:

“E’ quando guardando il volto di una persona qualunque,
tu riconosci un fratello o una sorella.


Fino a quel punto è ancora notte nel tuo cuore”.

 

 
 
 

 

 


“Abbiamo imparato a volare come gli uccelli,
a nuotare come i pesci,
ma non abbiamo imparato l’arte di vivere come fratelli”
(Martin Luther King).

 
 
 
 
 
 
 

 

 

Ciao da Tony Kospan

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Risultati immagini per quando finisce la notte kospan


 


 



Bella e simpatica questa… LEGGENDA DELLA DANZA DI LUNA   5 comments

 

 

 

 

     
 
 
 
 
Mentre cercavo informazioni, immagini e poesie sulla Luna,

non molto tempo fa,  mi sono imbattuto in questa bella leggenda

che mi fa piacere condividere con voi…

Tony Kospan

Se vogliamo leggerla ascoltando questa bella musica new age 
 
 
 
 
 
 

 (

 
 
 
 
 
    1. LA LEGGENDA DELLA DANZA DI LUNA


      Molti anni or sono Luna era alta nel cielo..
      Il suo cuore triste lacrimava..
      Cosi decise di abbandonare il cielo e andare a vivere sulla terra.
      Chiese ad una stella di donarle due piccole ali per raggiungere la terra.
      La stella subito esaudì il suo desiderio..
      Luna viaggiò molto. Finalmente dopo molti mesi toccò terra.
      La sua anima era ancora triste, iniziò a correre veloce nel bosco scuro..
      I suoi occhi non volevano vedere e le sue orecchie non volevano sentire..
      La strada era faticosa, salite discese, torrenti da attraversare, alberi sui quali camminare, ponti traballanti con grandi burroni , funi pericolanti, molti sassi grandi e piccoli sui quali camminare…

      Inciampava tante volte, ma proseguì.
      Iniziò a piovere molto forte. Si creo' molto fango, ma lei era coraggiosa.
      Cadde e rialzo più volte .
      Capi di lasciarsi andare a quel percorso senza timore.
      Cosi inizio' a strisciare,era molto forte ,striscio' come un serpente.
      Sapeva che sarebbe stata l'unica strada per salvarsi….continuando a strisciare entrò in un tunnel scuro dove incontrò molti animali in viaggio come lei.. Civette, Orsi, Lupi, Pipistrelli, Ragni, Lontre..
      Tutti incitavano Luna a proseguire il suo Viaggio..
      Luna gridava , piangeva.
      Era disperata voleva andare via di li,
      voleva la Luce più di ogni altra cosa..
      E nuovamente si lasciò trasportare..
      Mille emozioni attraversavano la sua forte anima..
      Usci' dal tunnel, corse ancora disperata.
      Poi all'improvviso si fermò.
      Si guardò intorno.
      Respirò profondamente.
      Chiuse gli occhi.
       
       
       


       

       
      Iniziò a danzare.
      Una magica Danza.
      Mai vista neppure dagli spiriti.
      Si udivano in lontananza molti tamburi.
      Gli spiriti del luogo videro Luna.
      Si radunarono tutti e copiarono la danza..
      Tutto il bosco era invaso da spiriti danzanti.

      Luna danzava come il vento senza fermarsi neppure per prendere fiato, gridava, piangeva e rideva.
      Venne risucchiata completamente dalla Danza, formando intorno a se una gigantesca sfera argentata che scoppiò creando una miriade di piccole luci che invasero l'Universo intero, formando tantissime stelle e giochi di colori infiniti.
      Nessuno sa se la sua Danza fosse di dolore o di gioia.


      Luna vive profondamente senza usare parole.

       

       

       

      La leggenda vuole che da quel giorno molte popolazioni si riuniscono per donare alla Luna la loro Danza.

      Si dice che qualcuno si trasformi ancora in Stella e che porti ovunque nell'Universo questa Danza…

       
       
       
       

       
       
       
        

       

      Dal web – Impag. T.K.


       

      CIAO DA TONY KOSPAN




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      SOGNO E REALTA’ – Questa simpaticissima favoletta ci dice quale sia il vero rapporto tra loro   Leave a comment


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      Per chi ama il sogno, quale compagno della nostra vita

      soprattutto nei momenti difficili,

      questa carinissima favoletta

      ci offre una bella chiave di lettura sulla sua importanza…





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      LA FAVOLA DEL SOGNO E DELLA REALTA’
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        (musica new age)




      Un giorno, il sogno e la realtà si incontrarono per strada.
      Si guardarono a lungo e poi esclamarono insieme: “Non ci assomigliamo per niente, com’è allora che l’uomo ci confonde così facilmente?”.  
      Due che facevano lo stesso cammino si intromisero nel discorso: “la colpa, o il merito, è nostro!”. 
      “Chi siete?” domandarono il sogno e la realtà.
      “Siamo il dolore e il piacere. Avete mai visto un uomo che concepisca un sogno fatto di dolore, oppure uno che miri a una realtà priva di qualche piacere?”.
      “Mai” assentirono il sogno e la realtà.  
      “Ed io“, intervenne a questo punto una voce squillante, “non sono forse la molla che sostiene ogni sogno?”.
      Tutti si chiesero chi parlasse così… “sono la speranza” rispose la voce.  
      A questo punto si udì un’altra voce, robusta e pastosa:
      “Ma senza di me, che sono il coraggio, mai nessun uomo riuscirebbe a trasformare un sogno… in realtà“.
      “A meno che non intervenga io“, interloquì un’altra voce ancora, “trasformando il sogno e modificando la realtà“ il sogno, la realtà, il dolore, il piacere, la speranza e il coraggio riconobbero subito quella parlata in falsetto: era l’illusione.  
      “Che stolti“ mormorò fra sé qualcuno che non volle intervenire alla diatriba “non sanno che, per merito mio, il sogno è la realtà e la realtà è il sogno“.  
      Non pronunciò ad alta voce queste parole perché, pur essendo la verità, nessuno le avrebbe creduto…






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      – testo dal web
      – dipinti tutti di Josephine Wall
      – impaginazione di Tony Kospan  
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      CIAO DALL’ORSO…


      OVVIAMENTE… SOGNANTE




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      La vita? Un fiore! L’autore di questo brano ci dona una simpatica e suggestiva visione   1 comment

       

       

      Ecco un passo che mi ha incuriosito…
      in quanto naviga in… floreali… ipotesi suggestive….
      e per questo ve lo propongo…
       
       
       

       

       

       

       

      LA VITA E’ UN FIORE

       
       
       

       
       

      E' davvero suggestivo ma ovviamente
      va interpretato con serena e simpatica leggerezza…

       
        

         

       
       

      LA VITA E’ UN FIORE
       
       
      Cos’è un fiore?
      E’ un organo sessuale che sboccia, si rende attraente con la forma, il colore, il profumo.
      E’ un mezzo di trasmissione di vita.
      Cos’ha a che vedere coi cadaveri, rimasugli di cor­pi ormai senza vita?
      Che significa portare fiori nei cimiteri?
       Illusione di portare vita a qualcosa che vita non ha più.
      Chi ha lasciato il corpo vive in un’altra dimensione nella quale i mezzi  di trasmissione sono i pensieri.
      E allora, invece di un fiore, manda un pensie­ro d’amore.
      Ti darà la coscienza della continuazione di un rapporto la cui espressione fisica è stata solo un episodio, ma che, su altri piani, continua ad essere vivo, così come la parte che recita un attore è solo un particolare della sua vita: poi lascia il palcoscenico e continua la sua esistenza.
      Creare significa far vivere per sempre; manifestare significa dare aspetti diversi ad una stessa creazione.
      Tu sei eterno, non dare troppa importanza a questa tua parentesi terrena; intendila per quello che è: un modo per trasferire l’amore di cui sei fatto nel mondo mate­riale. 
      Su questa terra sei come un fiore: sei sbocciato, hai vissuto la tua parte di piena maturità, hai attratto qualcuno ed ora ti avvii alla fase del declino.
      Non hai più molto tempo per trasmettere amore.
      Non l’hai mai trasmesso?
      Comincia ora prima che tu non ne sia più ca­pace.
      Hai dato amore?
      E allora continua a darne: gli altri si aspettano che tu gliene dia sempre.
      E ricordati che, se è importante come sei stato nella tua fase di infiorescenza, ancora più importante è lo stato in cui ti troverai quando ti staccherai dal­la pianta: se morirai amando, quanto amore avrai nella nuova vita?

       
       
       

       

       

       

      Ma… cosa ne pensiamo?

       

       

       

      TESTO DA LA STAZIONE CELESTE – IMPAGIN. T.K. 
       
       


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