Archivio per la categoria ‘FAVOLE LEGGENDE RACCONTI DI SAGGEZZA

Il principino gran riformatore – Simpatica e saggia favoletta per farci meditare un po’   Leave a comment

 

 

 

 

 

 

Ecco una favoletta molto carina che evidenzia un’amara realtà.

 
 
Tutti siamo bravi a dar saggi consigli agli altri
ma poi, quando capita a noi di trovarci nella stessa situazione,
ehm ehm… spesso ce ne dimentichiamo…
e facciamo come tutti.
 
 
Questa favoletta è, a mio parere, molto significativa.
 
 
 
 
 

 

 

 

IL PRINCIPINO… “SAGGIO”

 

 

C’era una volta un principino molto saggio.
Un giorno il re suo padre gli disse: 
“Figlio, tra il popolo serpeggia il malcontento.
Che mi consigli di fare?”.  
“Babbo, sentenziò il principino, fai come le nuvole sagge”. 


“Che significa?” chiese il re.

“Non mi dirai che ci sono nuvole sagge e nuvole stolte”. 
“Eppure è così.
Se le nuvole fanno cadere la pioggia sui terreni tormentati
dalla siccità, sono sagge.
Se invece piovono sul mare, sono stolte”. 
“Tradotto per la situazione del regno, cosa significa?”, indagò il re.  
“Babbo, fai come le nuvole sagge, insistette il fanciullo.
Sappi distinguere i deserti dai mari, i poveri dai ricchi.
Fai piovere sul secco e migliora le condizioni di chi sta peggio:
questo io lo chiamo un buon governo. 
Se invece farai piovere sul mare, favorendo i ricchi, aumenterai il disordine”.  
“Ma i ricchi mi diverranno ostili e quelli sono potenti!”, fece notare il sovrano. 
“Se il mare si lamenta di non avere abbastanza acqua, osservò il principino,
sarà il caso di dargli retta? E se minaccia di tracimare con l’acqua che ha, è il caso di dargli ancora più acqua?”. 


“Mi hai convinto, disse il re. Cominciamo a mettere in atto le riforme.

Portami il tuo salvadanaio: daremo i tuoi soldini a quel bambino scalzo e
affamato che sta passando. Tanto a te non manca niente”. 

“Non sia mai!”, gridò il bambino. 


Il re commentò amaramente:
“Ahi ahi, oggi la nuvoletta è stolta!”
 
 
 
 

 
 
 
 

Cosa ne pensate?
 
 
Siamo  o no… colpevoli di questo?
 
 
Siamo  o no… consapevoli di questo?






 
 
 
Ciao da Tony Kospan




La leggenda della… creazione della pecora – Un dolce e saggio racconto di Bruno Ferrero   Leave a comment

 
 
 

Un racconto bello,
ma anche saggio e sublime
di Bruno Ferrero…
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
LA DOLCE LEGGENDA
DELLA CREAZIONE DELLA… PECORA…
Bruno Ferrero

 

 

 
 
 
 
 
 
Appena creata, la pecora scoprì di essere il più debole degli animali.

Viveva con il continuo batticuore di essere attaccata dagli altri animali, tutti più forti e aggressivi.
 
Non sapeva proprio come fare a difendersi.

T
ornò dal Creatore e gli raccontò le sue sofferenze..


“Vuoi qualcosa per difenderti?”, le chiese amabilmente il Signore.
 
“Sì”.
 
“Che ne dici di un paio di acuminate zanne?”..

La pecora scosse il capo: “Come farei a brucare l’erba più tenera? .
.
Inoltre mi verrebbe un’aria da attaccabrighe”.
.

“Vuoi dei poderosi artigli?”.

.


“Ah no! Mi verrebbe voglia di usarli a sproposito”.

.


“Potresti iniettare veleno con la saliva”, continuò paziente il Signore.

.


“Non se ne parla neanche. Sarei odiata e scacciata da tutti come un serpente”.

.


“Due robuste corna, che ne dici?“..


“Ah no! E chi mi accarezzerebbe più?”.
 
 
 
 
 



 


“Ma per difenderti ti serve qualcosa per far del male a chi ti attacca…”..

“Far del male a qualcuno? No, non posso proprio. Piuttosto resto come sono”.
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 


Siamo, in un certo senso, come piccoli animali senza nemmeno una pelliccia o denti aguzzi per difenderci.


Ciò che ci protegge non è la cattiveria ma l’umanità:
la capacità di amare gli altri e di accettare l’amore che gli altri vogliono offrirci..



Non è la nostra durezza a darci il tepore la notte, ma la tenerezza, che fa desiderare agli altri di scaldarci.

 
 
La vera forza dell’uomo è la sua tenerezza.
 
 
 

 

 

 

dal web – impagin. t.k.

 

 

CIAO DA TONY KOSPAN




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LA PAGINA DELLA POESIA E DELLA CULTURA VARIA

CON LEGGEREZZA

 









DOV’E’ LA FELICITA’? – Ce lo dice questa bella favola degli Indios Anambé!   1 comment

 
 
 

Una simpatica fresca genuina leggenda 
che ci giunge da un popolo amazzonico.

E’ sì molto semplice ma il suo significato
non è affatto banale…
 
 
 
 
 
 
 
 

DOV’E’ LA FELICITA’?

 
 
 
 

 

 



Il Cuore si rivolse al Vento:

“Tu che soffi sulle foreste più fitte, ti prego, dimmi dov’è la felicità!”

Il Vento soffiò, soffiò, soffiò ovunque, ma non la trovò.

Il Cuore si rivolse al Sole:

Tu che splendi sulle montagne più alte, ti prego, dimmi dov’è la felicità!”

Il Sole guardò, guardò, guardò ovunque ma non la trovò.

Il Cuore si rivolse all’Acqua:

“Tu che raggiungi anche le terre più lontane, ti prego, dimmi dov’è la felicità!”

Ma neanche l’Acqua poté aiutarlo.

Il Cuore si rattristò.

Pianse, dicendo:

“Allora la felicità non esiste!”

In quel momento la Luna si affacciò da dietro una nuvola e facendo capolino sorrise:

“Non puoi cercare la felicità, la puoi solo trovare, è dentro di te!”


 

 

(Leggenda del popolo amazzonico Anambè)


 

 

(Anambè)



MORALE  DELLA FAVOLA 



La felicità è vicina, vicinissima, in ogni momento,



ma solo per chi la sa trovare dentro di sé, nel proprio cuore…





 

 


CIAO DA TONY KOSPAN




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Questa simpatica favola ci dona una particolare visione della potenza dell’amore – Cosa ne pensate?   4 comments


 

 



Davvero una bella… simpatica… favola.

 

La trovai nel web tempo fa… 

 ma… parliamone solo dopo averla letta.

 

 






 

 


LA FAVOLA DELL’AMORE


 

 
 
 


Una donna stava innaffiando il giardino della sua casa quando vide tre vecchietti con i loro anni di esperienza che stavano di fronte al suo giardino.  
Ella non li conosceva e disse:
“Non mi sembra di conoscervi, ma dovrete essere affamati.
Vi prego, entrate in casa così che mangiate qualcosa.” 
 
Essi domandarono: “Non c’è  l’uomo di casa?”   
“No!” – rispose lei- “non è in casa”. – “In tal caso, non possiamo entrare” dissero.
All’imbrunire, quando il marito rincasò, ella gli raccontò tutto ciò che le era capitato. 
“Allora, dì loro che son rientrato e, dunque, invitali pure ad entrare!”
La donna uscì per invitare i tre uomini a casa. “Non possiamo entrare tutti e tre insieme in una casa”,  spiegarono i vecchietti. “
“Perché?”  volle sapere lei.
Uno degli uomini indicò uno dei suoi amici e spiegò:
“Il suo nome è Ricchezza”.
Subito dopo indicò l’altro. “Il suo nome è Successo ed io mi chiamo Amore.
Adesso va’ dentro e decidi con tuo marito quale di noi tre desiderate invitare a casa vostra.”  
La donna entrò n casa e raccontò suo marito tutto ciò he i tre uomini le avevano detto.
 Lui si rallegrò e disse: “Che bello! Se è così, allora invitiamo Ricchezza, che venga, e riempia la nostra casa!”
Sua moglie non era d’accordo:
“Caro, perché non invitiamo Successo?” 
 
La figlia della coppia stava ascoltando dall’altra parte della casa ed entrò di corsa.
“Non sarebbe meglio far entrare
Amore? Così la nostra famiglia sarebbe piena di amore.”
 
“Prendiamo in considerazione il consiglio di nostra figlia”’, disse il marito alla moglie.
“Va’ fuori ed invita Amore perché sia nostro ospite.”

La moglie uscì chiese loro:
“Chi di voi è Amore?
Che venga, per favore, e sia il nostro invitato.” 
Amore si sedette sulla sua sedia e cominciò d avanzare in direzione della casa.
Anche gli altri due si alzarono e lo seguirono.  
Alquanto sorpresa, la signora chiese a Ricchezza e a Successo:
“Io ho invitato solo Amore: perché venite anche voi?”
 
I tre replicarono insieme:
“Se avessi invitato Ricchezza o Successo gli altri due sarebbero rimasti fuori, ma poiché hai invitato Amore, dovunque egli vada, noi andiamo con lui.”

 
 
 
Laddove c’è amore,


c’è anche ricchezza e successo.
 
 
 
 
 
Anthony Van Dyk – Amore e Psiche



Personalmente non è che mi convinca molto questa favola…

a meno che non la si voglia interpretare come speranza o auspicio
dato che nella realtà
vedo coppie rimaste povere e senza successo amarsi felicemente
e coppie ricche e di successo amarsi solo per modo di dire.

 
 
Cosa ne pensate?

 
 
 
Ciao da Tony Kospan










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Il venditore di palloncini (Quello che ci fa volare) – Raccontino simpatico ma anche saggio   1 comment





Un raccontino davvero sublime

che ci consente qualche semplice

ma interessante riflessione







QUELLO CHE CI FA VOLARE

(Il venditore di palloncini)



Parecchi anni fa, un uomo vendeva palloncini per le strade di New York. 

 
Quando gli affari erano un pò fiacchi, faceva volare in aria un palloncino. 

Mentre volteggiava in aria, si radunava una nuova folla di acquirenti e le vendite riprendevano per qualche minuto. 

Alternava i colori, sciogliendone prima uno bianco, poi uno rosso e uno giallo. 

Dopo un po’ un ragazzino afroamericano gli dette uno strattone alla manica della giacca, lo guardò negli occhi e gli fece una domanda acuta:

“Signore, se lasciasse andare un palloncino nero, salirebbe in alto?” 

Il venditore di palloncini guardò il ragazzo e con saggezza e comprensione gli disse:

“Figliolo, è solo quello che è dentro i palloncini che li fa salire verso il cielo”.







Raccontino dal web




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“Se fossi più giovane, se fossi più ricco,

se fossi più grande, se fossi più bello…”  


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Come il bambino della storia molte persone pensano che il successo, ma anche il solo star bene con sé stessi, dipenda esclusivamente da fattori esterni e non da ciò che hanno dentro


Ecco perché passano tutta la loro vita aspettando che altri li facciano volare… finché poi non si sgonfiano… perché non hanno trovato il tempo, o forse il coraggio, di guardarsi veramente dentro ed esprimere poi le proprie potenzialità quali che siano. 

Però quel che conta non è tanto l’affermazione in sé e per sé, che va comunque ricercata senza frenesie ed evitando competizioni eccessive, continue ed inutili, ma l’esser contenti con se stessi per esser riusciti in ogni caso ad esprimere ed a “far volare”, il proprio mondo interiore.







E voi cosa ne pensate?

Ciao da Tony Kospan



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Il ragazzo ed il cavallo – Una favoletta Zen davvero bella e molto saggia   Leave a comment

 
 
 

  La saggezza è merce rara… ahimè…  e non tutti la ricercano…  –



 
 


 
 
 
 
 
 


Forse sì non la raggiungeremo mai… la saggezza…
ma leggere questa breve storiella, che adoro,
penso che comunque non possa che farci bene
ed aprirci la mente.

 
 
 
 
 
Benedetto Luti – Allegoria della Sapienza

 
  

 
Infatti nel mondo che ci circonda, da quello reale a quello virtuale,
da quello della stampa a quello (soprattutto) televisivo
ascoltiamo grida, sentenze inappellabili, verità eterne etc…
salvo poi ascoltare, dalle stesse persone o da altri,
 il contrario dopo appena poche ore.

 

 
 
 
  

IL RAGAZZO ED IL CAVALLO



 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Un ragazzo riceve un cavallo come regalo per il suo quattordicesimo compleanno.
La gente del villaggio dice “Oh! Fantastico!”
Ma il maestro Zen, che vive nel villaggio, dice “Vedremo”

Il ragazzo cade da cavallo e si rompe una gamba
La gente del villaggio dice “Oh! Terribile!”

Il maestro Zen dice “Vedremo”
Il villaggio viene coinvolto nella guerra
e tutti i giovani uomini devono partire ma,
a causa della gamba rotta, il ragazzo resta a casa.
Tutti esclamano “Oh! Fantastico!”
Il maestro Zen dice “Vedremo”
 



 





Ci dice questa storiella infatti che dobbiamo guardare sempre
oltre le apparenze… e  che spesso, quel che sembra male,
può rivelarsi un bene… (e viceversa).

Quindi quando ci accadono degli eventi conviene aspettare
e ragionare… un po’ e con calma… prima di dare un giudizio.









Dunque quel che appariva bene non lo era

e quel che appariva male… non lo era altrettanto!


Certo mi direte che questo lo sapevate già…

ma in verità quando poi traduciamo

in vera pratica di vita questa riflessione

senza lamentarci o gioire subito e spesso inutilmente?


Che ne pensate?

Ciao da Tony Kospan





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I 2 CAVALLI – Bella e saggia favola… firmata… Tolstoj… e diventata classica   Leave a comment

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Con le sue favolette… semplici… semplici…

questo grandissimo scrittore

ci dona chiari e concreti esempi di saggezza

anche se in questo caso

l’esito non piacerà agli animalisti.

.

Bisogna però sempre, nel leggere opere del passato,

immedesimarsi nella cultura e nella mentalità dell’epoca

in cui furono scritte.


.

.


 
 
 
 
 

I 2 CAVALLI 
UNA SAGGIA FAVOLETTA FIRMATA…
LEV TOLSTOJ!*

 





Due cavalli tiravano ognuno il proprio carro.

  
Il primo cavallo non si fermava mai;
ma l’altro sostava di continuo.
  
Allora tutto il carico venne messo sul primo carro.
  
Il cavallo che era dietro e che ormai tirava un carro vuoto,
disse sentenzioso al compagno:
” Vedi? Tu fatichi e sudi!
Ma più ti sforzerai, più ti faranno faticare.”
 
Quando arrivarono a destinazione, il padrone si disse:
” Perché devo mantenere due cavalli!
Mentre uno solo basta a trasportare i miei carichi?

Meglio sarà nutrir bene l’uno, e ammazzare l’altro;
ci guadagnerò almeno la pelle del cavallo ucciso! “

  


E così fece…


 

(Jàsnaja Poljana 9 settembre 18 – Astàpovo 20 novembre 1910)




Lev Tolstoj è stato un grande scrittore, drammaturgo, filosofo,
pedagogista, esegeta ed attivista sociale russo
 



 



 
 



CIAO DA TONY KOSPAN 
 
 
 
 

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Con la bella favoletta “I porcospini” Schopenhauer ci dona una geniale spiegazione dell’empatia   Leave a comment



Ancora una piccola favola…

ma stavolta firmata da un grande filosofo…

Schopenhauer

e la spiegazione dell’empatia







I PORCOSPINI


In una fredda giornata d’inverno

un gruppo di porcospini si rifugia in una grotta

e per proteggersi dal freddo si stringono vicini.


Ben presto però sentono le spine reciproche

e il dolore li costringe ad allontanarsi l’uno dall’altro.


Quando poi il bisogno di riscaldarsi

li porta di nuovo ad avvicinarsi

si pungono di nuovo.


Ripetono più volte questi tentativi,

sballottati avanti e indietro tra due mali,

finché non trovano quella moderata distanza reciproca

che rappresenta la migliore posizione,

quella giusta distanza che consente loro di scaldarsi

e nello stesso tempo di non farsi del male reciprocamente.






Questa, in realtà, è molto di più di una favola…,

è infatti una magnifica… perfetta descrizione

dell’EMPATIA.







Ma cos’è l’empatia?


Ce lo spiega molto bene il brano che segue

che ci consente di approfondire la conoscenza

di quest’aspetto della nostra personalità

che molti confondono con la simpatia. N.T.K.






L’EMPATIA




Ecco il segreto dell’empatia, quella capacità di “sentire l’altro”, di cui tutti noi, seppure a diverso titolo siamo dotati per natura.


L’empatia è ciò che permette agli uomini di riconoscersi a vicenda dal semplice incontro di uno sguardo, di percepire i bisogni dell’altro come altrettanto importanti quanto i propri, entrando in contatto con il suo mondo interiore e le sue emozioni.


E se pensiamo a quanto contano le emozioni nel processo comunicativo possiamo ben capire perché l’empatia sia ritenuta una dote fondamentale per chi vuole essere un buon comunicatore, ma più in generale per chi vuole vivere felicemente qualsiasi tipo di rapporto (di coppia, di amicizia, di lavoro).


L’uomo è per natura un animale sociale; pertanto non può vivere senza relazionarsi con gli altri, ma, come suggerisce il racconto di Schopenhauer, il segreto sta nel trovare la giusta distanza che ci permette di percepire le emozioni dell’altro senza identificarci con esse.


Alcune persone pensano che il modo migliore per stare vicino a chi amano sia provare le stesse emozioni a tal punto da vivere quasi in simbiosi e se l’altro soffre si sentono quasi in dovere di soffrire esattamente come lui.









La vera empatia non richiede un simile sacrificio, che spesso è anche controproducente.


Lo sanno bene tutti coloro che svolgono professioni d’aiuto, medici, infermieri, psicologi per i quali è importante possedere una buona dose di empatia.


Se questi si facessero completamente carico delle problematiche degli altri non riuscirebbero ad essere loro d’aiuto perché sarebbe come pretendere di salvare chi è caduto nelle sabbie mobili gettandosi a pesce dentro di esse.


La vera empatia può essere dunque riassunta nella formula “vicini, ma non troppo”.





Dal libro “Leader di te stesso” di Roberto Re






Ciao da Tony Kospan



    
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Il saggio e la verità – Questa favola ci rivela l’importanza e la convenienza della.. diplomazia   1 comment

 

 

 

 

L'importanza della diplomazia

non solo tra le nazioni

ma anche nei rapporti interpersonali

ci viene spiegata in modo esemplare

da questa simpatica storiella…

 

 

 

 


IL SAGGIO E LA VERITA'

 


 

 

 

 Una volta, un imperatore sognò di aver perso tutti i denti.
 Si svegliò spaventato e fece chiamare un saggio  in grado di interpretare il suo sogno.
 – Signore, che disgrazia! – esclamò il saggio.
 Ciascuno dei denti caduti rappresenta la perdita di un famigliare caro a Vostra Maestà .
 – Ma che insolente! – gridò l'imperatore.
 Come si permette di dire tale fesseria?
 Chiamò le guardie ordinando loro di  frustarlo.



 
 
 
 

 
 
 

 
 

Chiese in seguito che cercassero un'altro saggio.
 L'altro saggio arrivò e disse:
 – Signore, vi attende una grande felicità!
 Il sogno rivela che lei vivrà più a lungo  di tutti i suoi parenti.
 Il volto dell'imperatore si illuminò.
 Chiese che venissero consegnate  cento monete d'oro a quel saggio.
 Quando costui lasciò il palazzo,  un suddito domandò:
– Com'è possibile?  
 L'interpretazione data da lei fu la stessa  del suo collega.
Tuttavia lui prese  delle frustate mentre lei ebbe delle monete d'oro!!
 
 

 

 

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– Mio amico – rispose il saggio. Tutto dipende da come si vedono le cose…
Questa è la grande sfida dell'umanità .
Da ciò deriva la felicità  o l'infelicità ,  la pace o la guerra.
La verità  va sempre detta, non c'è alcun dubbio,  ma il modo come la si dice… 
è quello che fa la differenza.
La verità  deve essere comparata ad una pietra preziosa.
Se la rinfacciamo a qualcuno,  può ferire, provocando rivolta.
Ma se l'avvolgiamo in una delicata confezione e la offriamo con tenerezza, 
sarà sicuramente accettata con più felicità .
 
 
 
TESTO DAL WEB
 
 

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CIAO DA TONY KOSPAN 

 


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MOLTO SIMPATICA LA LEGGENDA DEI.. GIORNI DELLA MERLA (29.. 30 E 31 GENNAIO)   Leave a comment







Tradizionalmente i giorni del 29,30 e 31 gennaio
vengono chiamati “Giorni della Merla
perché l’umana secolare esperienza
li fa ritenere i giorni più freddi dell’anno.






Intorno a questa consuetudine tradizionale
sono nate tante leggende che ci raccontano
come essa è nata.






Questa, che ora possiamo leggere, 
ci parla di una merla responsabile del freddo di questi giorni 
a causa del suo comportamento
che aveva irritato un Gennaio molto dispettoso.

LA LEGGENDA DEI GIORNI DELLA MERLA







Gennaio, che prima era di 28 giorni, era solito riversare sulla terra un freddo e un vento intenso e gelido e
si divertiva soprattutto ad infastidire una merla dal candido piumaggio.

Non appena la merla usciva dal nido per cercare il cibo, le rovesciava addosso tutto il gelo possibile…

Era una vera e propria persecuzione!






Infastidita e consigliata da altri uccelli, la merla decise di rinchiudersi nel proprio rifugio, con le dovute provviste, per tutto il mese di Gennaio.

L’ultimo giorno, la merla, felice di aver ingannato il tremendo Gennaio, uscì fischiettando dal proprio rifugio, prendendolo in giro.

Gennaio, molto arrabbiato, chiese subito in prestito a Febbraio tre giorni, durante i quali scatenò la propria rabbia, rovesciando enormi quantità di acqua, neve, vento e gelo.

La bianca merla fu costretta a rifugiarsi frettolosamente in un camino, nel quale vi rimase per tre giorni…uscendone poi tutta annerita a causa del fumo…

Da allora i merli hanno le piume per sempre nere… ed i giorni della merla continuano a gelare la campagna e la città… così come le piante… gli animali e le persone.






Vi saluto con questo antico proverbio popolare





Testo dal web con modifiche



Ciao da Tony Kospan


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