Archivio per la categoria ‘FAVOLE LEGGENDE RACCONTI DI SAGGEZZA

Davvero suggestiva e simpatica è questa “Leggenda della danza di Luna”   Leave a comment

 

 

 

 

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Mentre cercavo informazioni, immagini e poesie sulla Luna,

non molto tempo fa,  mi sono imbattuto in questa bella leggenda

che mi fa piacere condividere con voi.

Tony Kospan

Se vogliamo, possiamo leggerla ascoltando questa bella musica new age 
 
 
 
 
  

fre bia pouce    musicAnimata

 
 
 
 
 

LA LEGGENDA DELLA DANZA DI LUNA


Molti anni or sono Luna era alta nel cielo..
Il suo cuore triste lacrimava.. 
Cosi decise di abbandonare il cielo e andare a vivere sulla terra. 
Chiese ad una stella di donarle due piccole ali per raggiungere la terra. 
La stella subito esaudì il suo desiderio..
Luna viaggiò molto. Finalmente dopo molti mesi toccò terra. 
La sua anima era ancora triste, iniziò a correre veloce nel bosco scuro.. 
I suoi occhi non volevano vedere e le sue orecchie non volevano sentire.. 
La strada era faticosa, salite discese, torrenti da attraversare, alberi sui quali camminare, ponti traballanti con grandi burroni, funi pericolanti, molti sassi grandi e piccoli sui quali camminare.

Inciampava tante volte, ma proseguì.
Iniziò a piovere molto forte. 
Si creò molto fango, ma lei era coraggiosa.
Cadde e rialzo più volte. 
Capì di lasciarsi andare a quel percorso senza timore. 
Così iniziò a strisciare, era molto forte, strisciò come un serpente. 
Sapeva che sarebbe stata l’unica strada per salvarsi….continuando a strisciare entrò in un tunnel scuro dove incontrò molti animali in viaggio come lei.. Civette, Orsi, Lupi, Pipistrelli, Ragni, Lontre.. 
Tutti incitavano Luna a proseguire il suo Viaggio. 
Luna gridava, piangeva. 
Era disperata voleva andare via di lì, voleva la Luce più di ogni altra cosa.. 
E nuovamente si lasciò trasportare. 
Mille emozioni attraversavano la sua forte anima.. 
Uscì dal tunnel, corse ancora disperata. 
Poi all’improvviso si fermò.
Si guardò intorno.
Respirò profondamente.
Chiuse gli occhi.
 
 
 


 

 
Iniziò a danzare. 
Una magica Danza. 
Mai vista neppure dagli spiriti. 
Si udivano in lontananza molti tamburi.
Gli spiriti del luogo videro Luna.
Si radunarono tutti e copiarono la danza.
Tutto il bosco era invaso da spiriti danzanti.

Luna danzava come il vento senza fermarsi neppure per prendere fiato, gridava, piangeva e rideva.
Venne risucchiata completamente dalla Danza, formando intorno a se una gigantesca sfera argentata che scoppiò creando una miriade di piccole luci che invasero l’Universo intero, formando tantissime stelle e giochi di colori infiniti. 
Nessuno sa se la sua Danza fosse di dolore o di gioia.


Luna vive profondamente senza usare parole.

 

 

 

La leggenda vuole che da quel giorno molte popolazioni si riuniscono per donare alla Luna la loro Danza.

Si dice che qualcuno si trasformi ancora in Stella e che porti ovunque nell’Universo questa Danza.

 
 
 
 

 
 
 
  

 

Dal web – Impag. T.K.


 

CIAO DA TONY KOSPAN


 
 
 
 
 

 
 
 

LA PALIZZATA – Simpatico raccontino di saggezza utile a grandi e piccoli   Leave a comment

 

 

Davvero un bel raccontino da far leggere a grandi e piccoli

in un’epoca come la nostra

che sembra aver proprio perso la bussola del viver civile.

 

 

 

 

 

 

LA PALIZZATA

Raccontino di saggezza

 

 

C’era una volta un ragazzo con un pessimo carattere.

Suo padre gli diede un sacchetto pieno di chiodi e gli disse di piantarne uno nella palizzata del giardino ogni volta che bisticciava con qualcuno.

Il primo giorno ne piantò 37 di chiodi nella palizzata del giardino.

Le settimane seguenti, imparò a controllarsi e i numeri dei chiodi piantati nella palizzata diminuirono di giorno in giorno: scoprì che era più facile imparare a controllarsi che piantare i chiodi.

Finalmente, arrivò il giorno in cui il ragazzo non piantò nessun chiodo nella palizzata.

Allora andò dal padre e gli disse che oggi non aveva avuto bisogno di piantare nessun chiodo.

Suo padre allora gli disse di levare un chiodo dalla palizzata per ogni giorno che riusciva a non perdere la pazienza.

I giorni passarono e finalmente il ragazzo disse al padre che aveva levato tutti i chiodi dalla palizzata.

 

 

 

 

 

 

Il padre lo condusse davanti alla palizzata e gli disse:
” Figliolo, bravo, ti sei comportato bene, ma guarda quanti buchi hai lasciato nella palizzata. 

Non sarà mai come prima.

Quando litighi con qualcuno e gli dici delle cose cattive, gli lasci delle ferite come queste.

Poco importa quante volte ti scuserai, la ferita rimarrà.

Una ferita verbale spesso fa più male di una fisica.

Una ferita fisica può guarire completamente senza lasciare traccia, quella verbale invece ti segna molto profondamente portando la  tristezza nel cuore.

Ricordati che ci vuole un attimo per dire una cosa cattiva ad una persona, ma una volta detta non è  più possibile cancellarla, anche se non si pensava veramente ed era solo la rabbia di un momento, quelle parole segneranno il suo cuore di tristezza per sempre.” 

 

 

 

 

 

Testo dal Web

 

Ciao da Tony Kospan

 

 

 

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POESIA E DELLA CULTURA VARIA CON LEGGEREZZA

Frecce (51)










 
 

La bella e saggia favola del bruco sognatore (da far leggere ai vostri bambini)   1 comment



E’ una delle più belle favole dedicate ai bruchi 

che spiega un po’ il particolare modo in cui nasce la farfalla

ma ci dona anche dei punti di saggezza e di speranza

 di poter, con la perseveranza, raggiungere i nostri sogni.


Penso sia utile farla leggere, o leggerla, ai bambini.


 

 

 

 

LA FAVOLA DEL BRUCO SOGNATORE

 

 

 

 

 

 

 

Un piccolo bruco camminava verso la grande montagna. 
Molto vicino della sua strada c’era un grillo… “dove vai?” gli chiese. 
Senza smettere di camminare, il bruco rispose: 
“Ieri sera ho fatto un sogno, sognai che ero sulla cima della montagna e da li potevo guardare tutta la valle. 
Mi è piaciuto quello che ho visto e cosi voglio realizzare il mio sogno. 
Sorpreso, il grillo disse mentre il bruco si allontanava: “Devi essere pazzo! 
Come farai ad arrivare fin là???? Tu, un piccolo bruco?? 
Per te, una pietra sarà una montagna, una piccola pozzanghera sarà un mare, e qualsiasi ramo sarà una barriera impossibile da oltrepassare.” 
Ma il piccolo bruco era gia lontano e non lo sentì.


 

 



I suoi piccoli piedi non smettevano di muoversi. 

Poi sentì la voce dello scarafaggio:
“Dove vai con tanto sforzo?”
Gia un bel po’ sudato, il piccolo bruco rispose: 
“Ieri sera ho fatto un sogno, sognai che ero sulla cima della montagna e da lì potevo guardare tutta la valle. Mi è piaciuto quello che ho visto e cosi voglio realizzare il mio sogno.” 
Lo scarafaggio si mise a ridere, e disse: “Ma se neanche io con le mie grandi zampe comincerei un’impressa così difficile. 
E rimase steso per terra ridendo mentre il bruco continuava la sua strada. 
Uguale successe col topo, il ragno, la rana e il fiore
Tutti gli consigliavano di smettere.
“Non arriverai mai..!”, gli dicevano 
Ma il piccolo bruco continuò a camminare, perché dentro di sè sentiva che doveva farlo. 
Già stanco e senza forze, e sentendosi al punto di morire, decise di fermarsi a riposare e costruire, col suo ultimo sforzo, un posto per dormire quella notte. 
“Cosi mi sentirò meglio.” disse. 
Ma morì.
Per giorni, gli animali si avvicinarono a vedere i suoi resti. 








Lì c’era l’animale più pazzo del mondo, che aveva costruito la sua tomba come un monumento alla mancanza di buon senso. 
Li c’era l’ultimo rifugio di uno che era morto per andare dietro ad un sogno. 
Giorni dopo, una mattina nella quale il sole brillava in una maniera speciale, tutti gli animali si riunirono intorno a quello che era diventato un avviso per tutti loro. 
All’improvviso tutti restarono a bocca aperta:quel bocciolo grigiastro, comincio a rompersi e con meraviglia videro un paio di occhi e due antenne… 
A poco a poco, per dargli tempo di rimettersi da quell’impatto, apparirono due bellissime ali dai colori stupendi. 
Era una farfalla!



 


 



Nessuno disse niente perché già sapevano cosa avrebbe fatto. 
Sarebbe andata volata in cima alla montagna a vedere da là su, tutta la valle. 
E cosi compiere il suo sogno.. il sogno per il quale era vissuto e s’era sforzato fino a morire ed era rinato per compierlo. 
Tutti s’erano sbagliati meno lui.





(DAL WEB – IMPAG. T.K.)
 
 
 
 
CIAO DA TONY KOSPAN


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“Il grammatico ed il derviscio” – La favola Sufi di Rumi ci fa capire le vere priorità della vita   Leave a comment

 

 

 

 

 

Ecco un bellissimo raccontino Sufi…
con 2 morali sì semplici… semplici…
 ma a ben vedere… anche profonde. 

 

 

  

1 – Nella vita ci sono delle priorità…
e
2 – guai a confondere la teoria con la pratica…

 

 

 

Massimo Pedrazzi – Derviscio




IL GRAMMATICO ED IL DERVISCIO

Rumi







In una notte senza luna un derviscio, passando vicino a un pozzo prosciugato, sentì un grido: una voce cavernosa chiedeva aiuto.


“Chi c’è laggiù?”, chiese il derviscio, sporgendosi.


“Sono un grammatico e, poiché non conosco la strada, sono caduto inavvertitamente in questo profondo pozzo dove mi trovo ora, praticamente immobilizzato”, rispose la voce.


“Tieniti, amico, vado a prendere una scala e corda”, disse il derviscio.
“Un momento, prego”, rispose il grammatico. “La tua sintassi e la tua pronuncia sono difettose; ti prego di correggerle”.


“Se questo è così importante per te, più importante dell’essenziale”, gridò il derviscio, “allora è meglio che tu rimanga lì dove sei finché io non imparo a parlare correttamente”.

E proseguì per la sua strada.
 


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Questa storia è stata raccontata da ]alaludin Rumi grande poeta Sufi.

La si può trovare nel Munaqib El-Arifin di Aflaki pubblicato in Inghilterra nel 1965.

Alcune delle storie ivi contenute non sono altro che meravigliose favole, mentre altre sono fatti storici.

Altre ancora appartengono a quella strana categoria che i Sufi chiamano “storie illustrative”: una serie di eventi combinati per mettere in evidenza dei processi psicologici.
 
 
 

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Cosa ne pensate?


CIAO DA TONY  KOSPAN

 

 

 

 
 
 

L’uccellino incantato e la bambina – Breve ma dolce racconto d’autore.. con messaggio di saggezza   Leave a comment





Un dolce raccontino 
che ci dona anche un messaggio di saggezza.





William-Adolphe Bouguereau





L’UCCELLINO INCANTATO E LA BAMBINA
Rubem Alves







Tra una bambina e un uccellino incantato, che possedeva penne variopinte dai colori dei luoghi che visitava, era nata una splendida amicizia.
Purtroppo l’uccellino ogni tanto doveva partire per nuovi lidi.
La piccola lo pregava di non lasciarla sola, ma lui doveva farlo, poiché la sua bellezza dipendeva dai viaggi che lui intraprendeva e dalla nostalgia che lei provava durante la sua assenza.
La bimba decise che quando sarebbe tornato lo avrebbe chiuso in una gabbia.
Dopo qualche tempo l’amico tornò e mentre dormiva la piccola lo catturò.
All’improvviso fu svegliata da un urlo terribile di disperazione.
Il prigioniero le fece notare di aver commesso un gravissimo errore.
Chiuso in gabbia si sarebbe rattristato, le sue piume avrebbero perso i colori e lei avrebbe smesso di amarlo.
La bimba capì di essersi comportata da stupida, così, aprì la porta della gabbia e lo lasciò libero.
Mentre esso si allontanava, l’avvertì che questa volta la sua assenza si sarebbe protratta più a lungo per riacquistare i colori e la rassicurò che sarebbe tornato, bello e interessante come prima.
La piccina da quel giorno cominciò a vivere il suo mondo incantato nell’attesa.
Indossava vestiti sgargianti, deponeva fiori colorati nei vasi.
Aveva compreso che anche la nostalgia era necessaria per rendere più forte la loro amicizia.







Morale: quando si ama veramente una persona
è indispensabile non tarparle le ali.










TESTO DAL WEB – IMPAGINAZ. ORSO TONY




Pubblicato 21 agosto 2022 da tonykospan21 in FAVOLE LEGGENDE RACCONTI DI SAGGEZZA

Il pacco di biscotti – Questo saggio raccontino ci invita a diffidare delle apparenze   Leave a comment



Davvero un bel racconto tutto da meditare….

in quanto capace di farci comprendere 2 cose:


1 – che spesso i nostri giudizi verso il prossimo

sono affrettati ed errati… perché basati sull’apparenza..


2 – e che è sempre necessario aver prudenza

nell’esprimere giudizi.

 


 

 

 

 

 

  IL PACCO DI BISCOTTI

RACCONTINO  DI SAGGEZZA

 

 

 


 
 
 
 
 
Una ragazza stava aspettando il suo volo in una sala d’attesa di un grande aeroporto.
Siccome avrebbe dovuto aspettare per molto tempo, decise di comprare un libro per ammazzare il tempo.
Comprò anche un pacchetto di biscotti.
Si sedette nella sala VIP per stare più tranquilla.
Accanto a lei c’era la sedia con i biscotti e dall’altro lato un signore che stava leggendo il giornale.
Quando lei cominciò a prendere il primo biscotto, anche l’uomo ne prese uno, lei si sentì indignata ma non disse nulla e continuò a leggere il suo libro.
Tra lei e lei pensò “ma tu guarda se solo avessi un po’ più di coraggio gli avrei già dato un pugno…”.
Così ogni volta che lei prendeva un biscotto, l’uomo accanto a lei, senza fare un minimo cenno ne prendeva una anche lui.
Continuarono fino a che non rimase solo un biscotto e la donna pensò “ah, adesso voglio proprio vedere cosa mi dice quando saranno finiti tutti!!”
L’uomo prima che lei prendesse l’ultimo biscotto lo divise a metà!
“Ah, questo è troppo” penso e cominciò a sbuffare e indignata si prese le sue cose, il libro e la sua borsa e si incamminò verso l’uscita della sala d’attesa.
Quando si sentì un pò meglio e la rabbia era passata, si sedette in una sedia lungo il corridoio per non attirare troppo l’attenzione ed evitare altri dispiaceri.
Chiuse il libro e aprì la borsa per infilarlo dentro quando…. nell’aprire la borsa vide che il pacchetto di biscotti era ancora tutto intero nel suo interno.
Sentì tanta vergogna e capì solo allora che il pacchetto di biscotti uguale al suo era di quell’ uomo seduto accanto a lei che però aveva diviso i suoi biscotti con lei senza sentirsi indignato, nervoso o superiore al contrario di lei che aveva sbuffato e addirittura si sentiva ferita nell’orgoglio.






 

 
 
 
 
 
 
LA MORALE:
Quante volte nella nostra vita mangeremo o avremo mangiato i “biscotti” di un altro senza saperlo?
Prima di arrivare ad una conclusione affrettata e prima di pensare male delle persone, esaminiamo attentamente le cose, molto spesso non sono affatto come sembrano!!!!

 
 
 
 

 

 


TESTO DAL WEB

 

 

CIAO DA TONY KOSPAN






Il principino gran riformatore – Questa simpatica e saggia favoletta può farci meditare un po’   Leave a comment

 

 

 

 

 

 

Ecco una favoletta molto carina che evidenzia un’amara realtà.

 
 
Tutti siamo bravi a dar saggi consigli agli altri
ma poi, quando capita a noi di trovarci nella stessa situazione,
ehm ehm… spesso ce ne dimentichiamo
e facciamo come tutti.
 
 
Questa favoletta è, a mio parere, molto significativa.
 
 
 
 
 

 

 

 

IL PRINCIPINO “SAGGIO”

 

 

C’era una volta un principino molto saggio.
Un giorno il re suo padre gli disse: 
“Figlio, tra il popolo serpeggia il malcontento.
Che mi consigli di fare?”.  
“Babbo, sentenziò il principino, fai come le nuvole sagge”. 


“Che significa?” chiese il re.

“Non mi dirai che ci sono nuvole sagge e nuvole stolte”. 
“Eppure è così.
Se le nuvole fanno cadere la pioggia sui terreni tormentati
dalla siccità, sono sagge.
Se invece piovono sul mare, sono stolte”. 
“Tradotto per la situazione del regno, cosa significa?”, indagò il re.  
“Babbo, fai come le nuvole sagge, insistette il fanciullo.
Sappi distinguere i deserti dai mari, i poveri dai ricchi.
Fai piovere sul secco e migliora le condizioni di chi sta peggio:
questo io lo chiamo un buon governo. 
Se invece farai piovere sul mare, favorendo i ricchi, aumenterai il disordine”.  
“Ma i ricchi mi diverranno ostili e quelli sono potenti!”, fece notare il sovrano. 
“Se il mare si lamenta di non avere abbastanza acqua, osservò il principino,
sarà il caso di dargli retta? E se minaccia di tracimare con l’acqua che ha, è il caso di dargli ancora più acqua?”. 


“Mi hai convinto, disse il re. Cominciamo a mettere in atto le riforme.

Portami il tuo salvadanaio: daremo i tuoi soldini a quel bambino scalzo e
affamato che sta passando. Tanto a te non manca niente”. 

“Non sia mai!”, gridò il bambino. 


Il re commentò amaramente:
“Ahi ahi, oggi la nuvoletta è stolta!”
 
 
 
 

 
 
 
 

Cosa ne pensate?
 
 
Siamo  o no… colpevoli di questo?
 
 
Siamo  o no… consapevoli di questo?






 
 
 
Ciao da Tony Kospan






DOV’E’ LA FELICITA’? – Questa bella favola degli Indios Anambé ce lo rivela   1 comment

 
 
 

Una simpatica fresca genuina leggenda 
che ci giunge da un popolo amazzonico.

E’ sì molto semplice ma il suo significato
non è affatto banale.
 
 
 
 
 
 
 
 

DOV’E’ LA FELICITA’?

 
 
 
 

 

 



Il Cuore si rivolse al Vento:

“Tu che soffi sulle foreste più fitte, ti prego, dimmi dov’è la felicità!”

Il Vento soffiò, soffiò, soffiò ovunque, ma non la trovò.

Il Cuore si rivolse al Sole:

Tu che splendi sulle montagne più alte, ti prego, dimmi dov’è la felicità!”

Il Sole guardò, guardò, guardò ovunque ma non la trovò.

Il Cuore si rivolse all’Acqua:

“Tu che raggiungi anche le terre più lontane, ti prego, dimmi dov’è la felicità!”

Ma neanche l’Acqua poté aiutarlo.

Il Cuore si rattristò.

Pianse, dicendo:

“Allora la felicità non esiste!”

In quel momento la Luna si affacciò da dietro una nuvola e facendo capolino sorrise:

“Non puoi cercare la felicità, la puoi solo trovare, è dentro di te!” 

 

(Leggenda del popolo amazzonico Anambè)


 

 

(Anambè)



MORALE  DELLA FAVOLA 



La felicità è vicina, vicinissima, in ogni momento,

ma solo per chi la sa trovare dentro di sé, nel proprio cuore.






 

 


CIAO DA TONY KOSPAN





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LE NOVITA’ DEL SITO?

Frecce (174)







Il venditore di palloncini (Cosa ci fa volare) – Raccontino simpatico ma anche saggio   Leave a comment





Un raccontino davvero sublime

che ci consente qualche semplice

ma interessante riflessione







QUELLO CHE CI FA VOLARE

(Il venditore di palloncini)



Parecchi anni fa, un uomo vendeva palloncini per le strade di New York. 

 
Quando gli affari erano un pò fiacchi, faceva volare in aria un palloncino. 

Mentre volteggiava in aria, si radunava una nuova folla di acquirenti e le vendite riprendevano per qualche minuto. 

Alternava i colori, sciogliendone prima uno bianco, poi uno rosso e uno giallo. 

Dopo un po’ un ragazzino afroamericano gli dette uno strattone alla manica della giacca, lo guardò negli occhi e gli fece una domanda acuta:

“Signore, se lasciasse andare un palloncino nero, salirebbe in alto?” 

Il venditore di palloncini guardò il ragazzo e con saggezza e comprensione gli disse:

“Figliolo, è solo quello che è dentro i palloncini che li fa salire verso il cielo”.







Raccontino dal web




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“Se fossi più giovane, se fossi più ricco,

se fossi più grande, se fossi più bello…”  


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Come il bambino della storia molte persone pensano che il successo, ma anche il solo star bene con sé stessi, dipenda esclusivamente da fattori esterni e non da ciò che hanno dentro



Ecco perché passano tutta la loro vita aspettando che altri li facciano volare… finché poi non si sgonfiano… perché non hanno trovato il tempo, o forse il coraggio, di guardarsi veramente dentro ed esprimere poi le proprie potenzialità quali che siano. 

Però quel che conta non è tanto l’affermazione in sé e per sé, che va comunque ricercata senza frenesie ed evitando competizioni eccessive, continue ed inutili, ma l’esser contenti con se stessi per esser riusciti in ogni caso ad esprimere ed a “far volare”, il proprio mondo interiore.







E voi cosa ne pensate?

Ciao da Tony Kospan



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VISITA… PER LE NOVITA’

Frecce (174)









Il ragazzo ed il cavallo – Favoletta Zen molto bella e saggia   Leave a comment

  
 

  La saggezza è merce rara… ahimè…  e non tutti la ricercano  –



 
  

 
 
 
 


Forse sì non la raggiungeremo mai… la saggezza… 
ma leggere questa breve storiella, che adoro,
penso che comunque non possa che farci bene
ed aprirci la mente.

 
 
 
 
 
Benedetto Luti – Allegoria della Sapienza

 
  

 
Infatti nel mondo che ci circonda, da quello reale a quello virtuale,
da quello della stampa a quello (soprattutto) televisivo
ascoltiamo grida, sentenze inappellabili, verità eterne etc…
salvo poi ascoltare, dalle stesse persone o da altri,
 il contrario dopo appena poche ore.
 
 
  

IL RAGAZZO ED IL CAVALLO



 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Un ragazzo riceve un cavallo come regalo per il suo quattordicesimo compleanno. 
La gente del villaggio dice “Oh! Fantastico!” 
Ma il maestro Zen, che vive nel villaggio, dice “Vedremo” 
Il ragazzo cade da cavallo e si rompe una gamba 
La gente del villaggio dice “Oh! Terribile!” 
Il maestro Zen dice “Vedremo” 
Il villaggio viene coinvolto nella guerra e tutti i giovani uomini devono partire ma, a causa della gamba rotta, il ragazzo resta a casa. 
Tutti esclamano “Oh! Fantastico!” 
Il maestro Zen dice “Vedremo”
 



 





Ci dice questa storiella infatti che dobbiamo guardare sempre
oltre le apparenze e  che spesso, quel che sembra male,
può rivelarsi un bene (e viceversa).

Quindi quando ci accadono degli eventi conviene aspettare
e ragionare un po’ e con calma prima di dare un giudizio.









Dunque quel che appariva bene non lo era

e quel che appariva male non lo era altrettanto!


Certo mi direte che questo lo sapevate già

ma in verità quando poi traduciamo

in vera pratica di vita questa riflessione

senza lamentarci o gioire subito e spesso inutilmente?


Che ne pensate?

Ciao da Tony Kospan





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