Archivio per la categoria ‘CANZONI DI UN TEMPO…

La storia.. in breve del QUARTETTO CETRA.. mitico gruppo musicale degli anni 50 e 60.. anche con 2 loro successi   Leave a comment








BREVE STORIA DEL QUARTETTO CETRA


Piccola storia di un gruppo musicale,
davvero unico nel suo genere e tutto italiano,
che ci ha accompagnati
dagli anni 40 fino agli anni 80



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Il Quartetto Cetra è stato un vero e proprio grande mito
della televisione e dello spettacolo del dopoguerra.






Nacque nel 1940 ma il suo successo
ebbe inizio con il successo della canzone “Vecchia fattoria“.

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In un primo tempo il gruppo si limitava
ad arrangiamenti musicali jazz
sullo stile dei Mill Brothers




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La formula vincente la trovarono quando iniziarono a mixare
canzoni e scenette divertenti… sfondando prima in radio…
poi in teatro ed infine in tv.

Giunsero perfino a fare delle miniserie Tv
scherzose e cantate che consolidarono il loro successo…

Il Quartetto Cetra era formato da
Felice Chiusano, Giovanni (Tata) Giacobetti,
Lucia Mannucci e Virgilio Savona
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Sono migliaia le canzoni interpretate dal gruppo
e tra le più famose ricordiamo
Aveva un bavero (Sanremo 1954),
Il Visconte di Castelfombrone,
Un disco dei Platters, Che centrattacco,
Nella vecchia fattoria,
Vecchia America (musica di Lelio Luttazzi),
Un bacio a mezzanotte (musica di Gorni Kramer),
I ricordi della sera e Però mi vuole bene.
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Molte delle loro canzoni, come accennavo su,
furono scritte dalla coppia Giacobetti-Savona.
Il gruppo è stato attivo fino agli anni ottanta…

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2 VIDEO PER RICORDAR IL QUARTETTO
O PER FARLO CONOSCERE AI PIU GIOVANI
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Ricordiamo dunque il mitico gruppo anche con questi brevi video…
che ci fanno comprendere il loro stile ed il loro genere musicale.
Il primo è con la canzone PERO' MI VUOLE BENE
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ed il 2° ci mostra
un altro famoso pezzo del loro repertorio…
JUANITA BANANA

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ULTIME FOTO DEL QUARTETTO
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Lucia Mannucci la voce solista del Quartetto Cetra col marito Virgilio Savona
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CIAO DA TONY KOSPAN


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Pubblicato 2 febbraio 2018 da tonykospan21 in CANZONI DI UN TEMPO...

Tu che m’hai preso il cuor – La storia della classicissima canzone e la mitica interpretazione di Pavarotti   Leave a comment



Questa è un’altra canzone che è andata oltre…

molto oltre il suo tempo… giungendo quasi intatta…
in quanto a bellezza e piacere d’ascolto…
ai nostri giorni…
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Una canzone… classica… classicissima…

e non solo perché nata dall’operetta.




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TU CHE M’HAI PRESO IL CUOR
ATMOSFERE E NOTE… DI QUALCHE TEMPO FA…
Tony Kospan

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Come sempre iniziamo con alcune immagini del 1929 circa…

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Stanlio e Onlio nel 1929




La spiaggia di Fregene nel 1929




Donne al lavoro
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Tu che m’hai preso il cuor è infatti il titolo di una romanza tratta dall’operetta Il paese del sorriso (Das Land des Lächelns) musicata da Ferenc Lehár su libretto di Ludwig Herzer e Fritz Löhner-Beda (per l’Italia Edizioni Suvini Zerboni), andata in scena per la prima volta al Metropol-Theater di Berlino il 10 ottobre 1929.

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Per la musica e le parole il brano gode di tanta notorietà da allora da essere entrato – come standard – nel repertorio della musica popolare.
E' stato infatti inciso sia da cantanti lirici che di musica leggera.

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Il brano è, nella sua versione originale, un duetto d’amore tra la giovane occidentale Lisa ed il principe cinese Sou-Chong.
I due innamorati, disposti a inseguirsi tra Vienna e la Cina, sfidano le difficoltà derivanti dalle diverse culture ma alla fine riusciranno a giurarsi amore eterno.

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Tamara de Lempicka autoritratto – 1929

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La musica e le parole, ed in particolare il refrain che segue, rivela appieno il senso del sentimento amoroso che unisce i due giovani protagonisti e fa di questo brano uno dei classici delle canzoni per innamorati:
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« Ti vedo tra le rose
ti dico tante cose
se il vento lieve t’accarezza
un profumar di giovinezza
mi fai tremar
La notte sogno tremando di te
quale incantesimo il mio cuor sul tuo cuor
mentre si schiudono le pupille tue d’or. »
 

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Ascoltiamola dunque in questa versione cantata, come sempre alla grande, da Pavarotti

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CIAO DA TONY KOSPAN

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UN MODO DIVERSO DI VIVER
LA POESIA E LA CULTURA
NELLA PAGINA FB







Porta un bacione a Firenze – Un classico della canzone italiana e della nostalgia dei nostri emigranti   Leave a comment





Questa canzone ha valicato, senza problemi, i confini del secolo

rimanendo tuttora una canzone che è nel cuore dei fiorentini certo…

ma anche di tutti gli italiani

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PORTA UN BACIONE A FIRENZE
Di Lazzaro – Bruno (1938)

ATMOSFERE STORIE E NOTE… D'UN TEMPO…

a cura di Tony Kospan

 
 
 
Siamo nell'anno in cui l'Italia vince il suo secondo
Campionato del mondo…
 
 
 



 
 
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ma anche nell'anno in cui vengono emanate le famigerate leggi razziali… 







  
 quando nasce questa canzone innegabilmente legata
al suo primo e massimo interprete,
 
 
 

L'immagine può contenere: 3 persone, persone che sorridono
(Firenze 1893 -1965)


il fiorentinissimo Odoardo Spadaro. 
 
 



 
La Fiat 508
 
 
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Il “bacione” poi era realmente legato alla nostalgia degli emigranti.
che Spadaro, all'epoca del fascismo,
frequentava moltissimo preferendo andare in giro per il mondo…
piuttosto che stare in Italia…
 
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il mitico Tazio Nuvolari in veste di… fotografo
 
 
 
Fu, anche grazie a ciò,
che egli fu uno dei primi (ed ancor oggi pochi) artisti italiani
della canzone internazionalmente conosciuti.
 
 
 
 
1938 – Vivacious Lady
 
 
 

La canzone poi nel 1955 divenne anche un fim…
 
 
 

L'immagine può contenere: 4 persone, persone che sorridono, sMS

 
 
 
ed in epoca più recente è stata riportata in auge da Nada.

 
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L'immagine può contenere: 1 persona, sMS
 
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Veniamo ora alla canzone in 2 versioni di un tempo.

La prima che possiamo ascoltare è proprio cantata da Spadaro
leggendone anche il testo…
 
 
 
L'immagine può contenere: 1 persona, con sorriso

 
 
 
e la seconda possiamo ascoltarla nell'interpretazione di Carlo Buti
in un video… con belle immagini fiorentine




LA TUA PAGINA DI SOGNO

il nostro mondo a colori


Risultati immagini per porta un bacione a firenze

Lucciole vagabonde – La storia.. l’atmosfera del 1927 e la birichina canzone.. in 2 versioni   3 comments




Forse il titolo non vi dirà molto
ma ascoltandola la riconoscerete certamente.








Si tratta infatti di una famosissima… canzoncina…


LUCCIOLE VAGABONDE
ATMOSFERE E NOTE… DI UN TEMPO
a cura di Tony Kospan







E’ una canzone del 1927 che…
per le parole e soprattutto per il significato
è certamente spintarella…A bocca aperta








Nel nostro immaginario quell’epoca
ci appare densa di serietà e sobrietà…
ma poi, dopo un’analisi, anche breve, di quella realtà,
ci accorgiamo con meraviglia che non era affatto così!








Nell’ambito di queste “sorprese” troviamo anche
numerose canzoni popolarissime e diffusissime
(abbiamo già postato IL TANGO DELLE CAPINERE)
dedicate alle donnine allegre… e non solo…
che appaiono chiara e micidiale derivazione
dell’”Education sentimentale”
del maschio nostrano dell’epoca.








La canzone è opera del mitico duo
Bixio – Cherubini
autori di tanti capolavori musicali.



Foto:
Piero Arcieri



Le immagini che seguono …
fanno riferimento, come le precedenti,
all’atmosfera del 1927

1927 – Ostia





1927 – Binda alla Milano Sanremo












Ma ora veniamo alla canzone
che possiamo ascoltare, cantata da
Aurelio Fierro,
con la possibilità di leggere anche il testo







Chi poi desidera ascoltarla in una versione video…
eccola qui cantata da Gigliola Cinquetti…








CIAO DA TONY KOSPAN



La tua pagina d’Amore.. Psiche e Sogno
per colorare insieme ed in mondo non banale le nostre ore

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NON JE NE REGRETTE RIEN di Edith Piaf – La mitica canzone-poesia del 1956 con la sua storia.. il testo e 2 versioni video   Leave a comment

 
 
 
Foto:
 
 
 
 

Stavolta è il turno di… un’altra famosissima… storica
indimenticabile canzone francese
che spero vi piacerà riascoltare (così come piace a me). 
 
Anche questa fu portata al successo
dalla mitica Edith Piaf

 
 
 
 
 

 
 
 
 


NON, JE NE REGRETTE RIEN
ATMOSFERE E NOTE… DI UN TEMPO…
a cura di Tony Kospan

 
 
 
 
 
 
 
 


 
 
 
 
E’ del 1956…  un anno di cui possiamo vedere
qualche significativa immagine…
 per immergerci nella sua atmosfera.

 
 
 
 
IMMAGINI DEL 1956

 
 
 
 
Olimpliadi di Melbourne
 
 
 
 

La famosa nevicata del 56
 
 
 
 
Foto:

 
 
 
 

Foto:
un televisore dell’epoca… orgoglio della famiglia…
 
 
 
 
Foto:
Fiat 600  del 1956
 
 
 
 

STORIA DELLA CANZONE

 
 
La canzone è sì del 1956,
musica di Charles Dumont e parole di Michel Vaucaire,
ma divenne famosa grazie a Édith Piaf
che l’incise nel 1960.

 
La presentò poi all’all’Olympia nello stesso anno

con l’intento di dire al mondo
che si ritirava dalle scene per poter guarire.
 

Per lei era l'occasione di voltar del tutto pagina 
dopo un brutto periodo di cedimento alle droghe
che ne avevano fortemente minato la salute
tuttavia dopo soli 3 anni scomparve.

 
 
 

 
Foto:
 
 
 
 


IL SIGNIFICATO DEL TESTO

 
 
Debbo dire che a mio parere la canzone
ha accenti poetici e moderni…
parlandoci di una donna che accetta
tutto quel che ha vissuto nelle sue storie passate,
senza rimpianti, delusioni o rabbie,
ed ora è pronta a ricominciare
con un nuovo amore.




 
 
Foto:
 
 
 
 


NON, JE NE REGRETTE RIEN
NO, NON RIMPIANGO NULLA
 
IL TESTO
 

No, non rimpiango nulla
No! Niente di niente
Non ho alcun rimpianto.
Né per il bene né per il male
che mi è stato fatto.
Tutto mi è proprio uguale !
No! Niente di niente
Non ho alcun rammarico
No! Je ne regrette rien …
Tutto è stato pagato spazzato
dimenticato.
Me ne frego del passato!
Con i miei ricordi
ho acceso il fuoco e bruciato
i miei dolori, i miei piaceri
Non ho più bisogno di loro!
Ho spazzato tutti i miei amori
e tutte le palpitazioni
Spazzati per sempre
Riparto da zero.
No! Niente di niente
Non ho alcun rimpianto.
Né per il bene né per il male
che mi è stato fatto.
Tutto mi è proprio uguale !
No! Niente di niente
Non ho alcun rammarico
perché la mia vita
perché le mie serate
ora cominciano con te!

Traduz. Tony Kospan
 
 
 
 

Ma ora ascoltiamola… riascoltiamola


 
 
 
Foto:
Foto:
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e, se ci va, anche in questo video originale dell’epoca…
che mi fa venir i brividi per le emozioni che dona e
per la sua capacità di immergerci nell'atmosfera del tempo.

 
 
 
 

 

 


Tony Kospan



LA TUA NUOVA PAGINA DI PSICHE E SOGNO
PER COLORARE LE TUE ORE…



Foto:



 
 

Balocchi e profumi – La mitica canzone-poesia del 1929 e l’atmosfera dell’epoca   Leave a comment

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Ora è il turno di… un’altra famosissima… storica…
indimenticabile canzone che fin da piccolo mi colpiva
duro al cuore…








BALOCCHI E PROFUMI
ATMOSFERE E NOTE… DI UN TEMPO…
a cura di Tony Kospan


Più che una canzone… mi appare una poesia…
in cui emoziona quel grido di dolore della bambina…







Ecco, questa su, una pubblicità di profumi dell’epoca…
e qui giù… il sogno della bambina… ammalata…
di una cameretta piena di balocchi…








Prima di ascoltare la canzone
vediamo qualche immagine dell'epoca
in modo da rivivere l’atmosfera di quell’anno
prima di ascoltare la canzone




Petronilla Meglio








Crollo di Wall Street





Louise Brooks – 1929












Ma ora veniamo alla canzone di cui possiamo
prima leggere il testo..



L'immagine può contenere: sMS



BALOCCHI E PROFUMI
E. A. Mario – Anno 1929

Tutta sfolgorante è la vetrina
piena di balocchi e profumi.
Entra con la mamma la bambina
tra lo sfolgorio di quei lumi.
“Comanda, signora?”
“Cipria e colonia Coty”.

“Mamma”, mormora la bambina
mentre pieni di pianto ha gli occhi,
“per la tua piccolina
non compri mai balocchi,
mamma, tu compri soltanto
i profumi per te”.

Ella, nel salotto profumato
ricco di cuscini di seta,
porge il labbro tumido al peccato
mentre la bambina indiscreta
dischiude quel nido
pieno d'odor di Coty.

“Mamma”, mormora la bambina
mentre pieni di pianto ha gli occhi,
“per la tua piccolina
non compri mai balocchi,
mamma, tu compri soltanto
i profumi per te”.

Esile, agonizza la bambina,
or la mamma non è più ingrata.
Corre a vuotar tutta la vetrina
per la sua figliola malata.
“Amore mio bello,
ecco i balocchi per te”.

“Grazie” mormora la bambina,
vuole toccare quei balocchi,
ma il capo già reclina
e già socchiude gli occhi.
Piange la mamma, pentita,
stringendola al cuor




Nessun testo alternativo automatico disponibile.






… e poi ascoltarla in questa bella interpretazione
di Claudio Villa








CIAO DA TONY KOSPAN
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Cesare Andrea Bixio – Breve ricordo del grande compositore anche con la sua mitica canzone… “Vivere”   1 comment




Forse ai giovani d'oggi il suo nome dice poco o nulla
ma
Cesare Andrea Bixio è stato un vero e proprio
mito della musica leggera
in quanto autore di notissime ed ormai classiche
canzoni napoletane ed italiane,
nonché di colonne sonore in tutti i campi dello spettacolo
nella prima metà del secolo scorso.






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Figlio di padre genovese e madre napoletana
a partire dagli anni '20 iniziò la sua collaborazione con
il quasi omonimo Bixio Cherubini con cui creò capolavori come
Violino tzigano, Il tango delle capinere, Mamma, Vola colomba,
Parlami d'amore Mariù, Portami tante rose, Vivere… etc.


La sua attività musicale proseguì per tutta la vita…
sia interagendo con i massimi artisti dell'epoca
che adeguandosi con grande successo ai nuovi “media
dell'epoca… come il cinema e la televisione.

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(Napoli 11.10.1896 – Roma 5.3.1978)

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E' stato anche un geniale industriale
e fondatore di diverse case editrici di musica.

Mi fa dunque piacere ricordarlo con questo mio post
dedicato ad uno dei suoi massimi successi…



VIVERE – 1937

 
 
 
 

 

 
 
Nell’epoca dell’imperante (in tutti i sensi)  
DIO PATRIA E FAMIGLIA…
ecco una canzone che sembra proprio
in controtendenza rispetto
agli apparenti costumi dell’epoca…



 
 
 
 
 
 

 
 
 

Non lo credete? Leggete questi versi…
quasi di… liberazione maschile
e quasi inneggianti al… divorzio…
 
 
Oggi che magnifica giornata
che giornata di felicità,
la mia bella donna se n’è andata
m’ha lasciato al fine in libertà.
 
Son padrone ancor della mia vita
e goder la voglio sempre più,
ella m’ha giurato nel partir
che non sarebbe ritornata mai più.
 
 
 
 
 
Caterina Boratto
 
 
 
 
La canzone d’un tempo di cui parleremo e che ascolteremo
(in una doppia versione) stavolta è quindi
 
 
 
 V I V E R E
 
 
scritta da Cesare Andrea Bixio in occasione dell’omonimo film…
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Il film ebbe quali interpreti
Tito Schipa, Caterina Boratto, Paola Borboni,
Enzo Besozzi, Doris Duranti…
attori tra i più in auge all'epoca.
 
 
La canzone ebbe ben presto gran successo
e fu interpretata dai più grandi cantanti dell’epoca…
Tito Schipa, Ferrucio Tagliavini e Beniamino Gigli… etc.
 
 
 
 
 
Tito Schipa
 
  
 
 
Ma ecco ora la canzone…
che possiamo ascoltare in una prima versione
cantata da Tito Schipa
e con la possibilità di leggerne
contemporaneamente… il testo completo
 
 
 

 

 
 
 
ed in una seconda. un po' più recente versione,
cantata da Claudio Villa
 
 
 
 

 

 
 
Buon ascolto, se vi fa piacere.
 
Ciao da Tony Kospan
 
 
 
 
 

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