Archivio per la categoria ‘CANZONI CLASSICHE NAPOLETANE

Roberto Murolo.. un grande della canzone napoletana – Breve ricordo anche con 2 grandi successi   Leave a comment


Breve ricordo di Roberto Murolo 
uno dei principali esponenti, 
come autore, come cantante e come chitarrista, 
della grande musica napoletana.



(Napoli 19.1.1912 – Napoli 13.3.2003)




BIOGRAFIA


La sua carriera musicale iniziò nel 1933 a Ischia
cantando con…
Vittorio de Sica.


Poi, per inseguire la sua grande passione per la musica
e per la chitarra, creò un quartetto… il “
MIDA”, con cui girò per l’Europa dal 1939 al 1946.








Tornato in Italia,
grazie al suo modo di cantare e di fare musica,
pian piano raggiunse un grande successo 
a partire dalla fine degli anni quaranta
fino alla fine degli anni sessanta.




 
Qui è con Totò


Recitò anche in alcuni film.

Negli anni ’70 e ’80
interruppe la sua attività discografica ma non quella di cantante
anche se divenne sempre più sporadica.



A Casciaforte 



Negli anni ’90 però tornò di nuovo alla ribalta
con diversi album di successo.



Foto di Augusto De Luca



Nel ’92 compose con Mia Martini la mitica…

CU’ MME



Con Mia Martini



Nel 2002 al Festival di Sanremo
ricevette il Premio alla Carriera.



LO STILE DI MUROLO



La sua voce era un sussurro gentile
che si univa con grande eleganza
agli accordi della sua chitarra classica
creando un insieme unico,
un vero e proprio dipinto musicale…



Murolo con De André


Non c’è chi non veda una sua vicinanza allo stile
all’epoca in auge in America… 
cioè quello di Sinatra e Bing Crosby 
che però nel contempo portava anche ad un’evoluzione 
del modo di cantare le canzoni classiche napoletane.


I SUOI PRINCIPALI SUCCESSI



Queste sono alcune delle sue canzoni più famose:
CU MME, CANZONE DI LAURA, L’ ITALIA E’ BELLA,
A’ CASCIAFORTE, O’ MARINARIELLO.
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Queste, ed altre sue canzoni, sono ancor oggi amatissime 
dal popolo del web
ma non solo.


Ricordiamolo infine ascoltando
quella che considero la sua canzone-cult 
la fantastica e dolcissima… CU MME


 CU’ MME



CIAO DA TONY KOSPAN




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Lazzarella.. classica canzone napoletana – Conosciamo la sua storia.. l’atmosfera del 1957 ed ascoltiamola in 2 versioni   Leave a comment

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ATMOSFERE E NOTE… D’UN TEMPO  
a cura di Tony Kospan








LAZZARELLA
di
RICCARDO PAZZAGLIA E DOMENICO MODUGNO







La canzone Lazzarella, un classico che viene cantato ancor oggi,
nasce nel 1957 ad opera di 2 grandi personaggi… 
Pazzaglia e Modugno
all’epoca però non ancora baciati dal successo.



Il primo è stato paroliere ed intrattenitore… 
ma anche giornalista, sceneggiatore e scrittore… 
ed il 2° grandissimo cantante, ma non solo, 
che diverrà noto in tutto il mondo con la mitica “Volare”.







All’epoca Modugno componeva musiche destinate ad esaltare il talento di altri cantanti
 e tra esse ci fu appunto Lazzarella, che fu portata al successo da Aurelio Fierro.


La canzone ebbe un enorme successo
al punto che nacque un film con lo stesso titolo,  
la cui sceneggiatura fu scritta dal Pazzaglia… 
ma che non è rimasto negli annali del cinema.







Immergiamoci ora per un attimo nell’atmosfera di quell’anno…
il 1957.





il primo satellite artificiale – Lo Sputnik




la nascita di Carosello




la Fiat 500 invade le strade




il bikini è ancora vietato e… multato



Torniamo ora alla canzone…
 ed ascoltiamola nella versione cantata da Aurelio Fierro
 potendo leggere anche il testo, se vogliamo, 
sia in lingua originale che in italiano.






e poi in quest’altra versione, più moderna,
 di Massimo Ranieri









Ciao da Tony Kospan



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Renato Carosone mito della canzone sorridente degli anni 50 e 60 – Breve ricordo ed alcune sue simpatiche canzoni   Leave a comment

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Renato Carosone ha illuminato
con le sue caratteristiche canzoni ed interpretazioni
la scena musicale del secondo ‘900

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(Napoli 3.1.1920 – Roma 20.5.2001)

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E’ stato infatti un cantautore, pianista e compositore
di grande successo a partire dagli anni 50.

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Si ritirò poi misteriosamente nel ‘ 60
quando era al culmine della sua notorietà.

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Ci furono però brevi ritorni sulla scena
molti anni dopo…
e sempre coronati da grande successo.
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Il suo genere musicale era soprattutto
leggero… originale e divertente.

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Ecco ora un piccolo elenco di sue canzoni
e molte di esse sono, ancor oggi,
conosciutissime e “cantatissime” con allegria.



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I PRINCIPALI SUCCESSI
‘Na Canzuncella Doce Doce
‘O Sarracino
Caravan Petrol
Chella Llà testo
Maruzzella
Mo Vene Natale
Nenè E Pepè
Nera Nera
Pasqualino Maraja
Pigliate ‘Na Pastiglia
Torero testo
Tre Numeri A Lotto
Tu Vuò Fa L’Americano
Un Caffè


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Ricordiamolo ora con 2 dei suoi famosi successi.
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Iniziamo con “TORERO” in un video dell’epoca.




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Proseguiamo poi con “TU VUO’ FA’ L’AMERICANO”
anch’esso in un video dell’epoca.

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TONY KOSPAN



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‘A TAZZA ‘E CAFE’ – Canzonetta simpatica ma classica – L’ascolto.. la sua storia.. l’atmosfera del 1918   Leave a comment

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Una canzone simpatica ed allegra
con alcuni doppi sensi e dal ritmo incalzante.

Una canzone dal sapore vivace e forte
come un buon caffè
e che, pur avendo oltre cento anni, 
appare ancora moderna ed attuale.
 
 
Conosciamone la storia, 
l’atmosfera… il significato…
e poi soprattutto ascoltiamola!


 
 
 
 

A’ TAZZA E’ CAFE’
ATMOSFERE E NOTE… D’UN TEMPO…
a cura di Tony Kospan

Siamo nel 1918 la tremenda “grande” guerra
è finalmente agli sgoccioli, l’Italia non ne può più,
ma la vita nelle città ferve comunque.







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E’ in quest’anno che nasce questa canzone
che, pur nella sua allegra leggerezza,
 fa parte del grande repertorio
della canzone classica napoletana.


 
 
 
 
 
 
 
 
 
STORIA DELLA CANZONE
(L’autore e… Brigida)

 
 
L’autore è Giuseppe Capaldo
cameriere del Caffè Portoricco di Napoli.
 
La cassiera di questo locale, 
una certa Brigida,
era un po’ scontrosa
ma donna molto affascinante.
 
Tra i suoi tanti ammiratori 
c’era anche il giovane Giuseppe.

 
 
 

 
 
 
 
LA MUSICA
 
 
 
La musica è invece del Cav. Vittorio Fassone
che aveva l’hobby di comporre musiche
soprattutto per la gran passione per le canzoni napoletane.
 

 
 

 
 
 
 
IL SIGNIFICATO
 
 
La canzone (un po’ ottimistica)
ci vuol dire che una corte fatta bene e con costanza
prima o poi farà crollare le resistenze dell’amata
per quanto scontrosa e scostante possa essere.
 

Ed allora… dolcezze infinite saranno certo… garantite.

 

 

 
 
 
Dunque paragona la donna al caffè ancora amaro,
ma con lo zucchero depositato nel fondo.

Caffè che però, girando il cucchiaino nella tazzina,
dolce diverrà e tanto piacere donerà
alle labbra e non solo.
 
 
 
 


 
 
 
 
 
La canzone è quindi intrisa di sensuali doppi sensi
e proprio il suo successo mondiale
ha contribuito a dare ai napoletani
la fama di massimi esperti ed estimatori
della nera bevanda.
 
 
 
 
 


 
 
 
 
 
Ma ora ascoltiamola cantata, 
anzi “cesellata”, da Roberto Murolo.

 
 
 
 
LA CANZONE


 
 


 

 

CIAO DA ORSO TONY

 
 
 
 

COPYRIGHT TONY KOSPAN


 
 
 





 

 
 

“Scalinatella” (longa longa) – La mitica canzone.. la storia.. il mistero del luogo ed il video   Leave a comment






  


Questa è una delle prime canzoni di cui ho memoria
 
Ero ancora bambino, ma quel canto dolce e suggestivo,
mi incuriosiva e mi costringeva a pensare… ad immaginare…
una lunga… stretta scalinata come sospesa 
nell’aria e nella mia fantasia.
 
 Poi crescendo capii il più ampio significato della canzone
e “l’innamoratella”… A bocca aperta


 
 
 




 
 
 SCALINATELLA (LONGA LONGA)


MUSICHE ED ATMOSFERE DI UN TEMPO
a cura di Tony Kospan

 
 
 
 



 
 
 
 


La canzone, il cui titolo è sì Scalinatella…
(ma è notissima con l’aggiunta di “Longa Longa”)
è del 1951… di Bonagura – Cioffi.

Come di consueto prima di leggerne la storia e di ascoltarla
vediamo alcune immagini che ci riportano
all’atmosfera di quell’anno


 
  
 
L’ATMOSFERA DEL 1951

 
 







Alfa Romeo


 

 

Totò e Aldo Fabrizi


 

 

Festival di Sanremo

 
 
 
 
 
Quartetto Cetra



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Capri 1951

 
 
 
 
 
2 PAROLE SUL PERCHE’ DEL SUO SUCCESSO

 
 
A mio parere questa è una canzone più suggestiva e dolce
che poetica…
(ovviamente se la confrontiamo con le grandissime liriche della
CANZONE CLASSICA NAPOLETANA)
ma la semplicità e la suggestione della ripetuta rima in “ella“,
insieme ad una musica dal ritmo morbidissimo,
crea un effetto che ti penetra nel profondo
e da questo mix, penso, nasce il suo successo.
 









 


 

 
 
LA SCALINATELLA SI TROVA A… ?
 
 
 
 
Secondo alcuni essa è a Capri  perché l’autore, Bonagura,
in quei giorni era a Capri… e quindi…

Secondo altri,
che si basano sulla dichiarazione di Roberto Murolo,
è invece a Positano
dove in effetti la spiaggia è raggiungibile a piedi
percorrendo la stradina principale ma lunghetta
oppure una “Scalinatella longa, longa, longa…”
così come citata nella celebre canzone,
che però conduce al mare in pochi minuti.



 
 
 
 
 

Conoscendo entrambe le località…
mi sembra più verosimile l’ipotesi Positano
che è una cittadina letteralmente abbarbicata
al costone della Costiera Amalfitana… 
 
 
Va sa da sé che sono tutte e due
delle località davvero… stupende.

 
 

 
 
 
 

 

 

LA VERA STORIA NARRATA DALL’AUTORE
 

 
Ma ecco, per gli appassionati,
come nasce la canzone
con le parole dello stesso Bonagura:


 
 
“Andavo a casa di Cioffi una sera, a piedi, ero giovane e mi piaceva camminare.
Percorrevo via Toledo e tracciavo senza fermarmi delle parole sulla carta, che avevo già, così come mi venivano a mente, un certo suono e una certa cadenza che rendevano più veloce e più cadenzato il mio passo.
Giunto a casa dell’amico e sedutomi al suo fianco, ho a più riprese posto quel foglietto accanto al piatto dove egli mangiava.
Niente. Finse sempre di non percepire il mio invito a leggere.
Finito il pranzo, con calma egli si alzò, sedette al pianoforte e suonò Scalinatella con le stesse note che tutto il mondo oggi conosce.
Io non rifeci e non aggiunsi, non sostituii mai alcun verso”.

 







Roberto Murolo
 
 
 

 
LA CANZONE
 
 

Ascoltiamola dunque cantata da Murolo
 

 






Buon ascolto, se vi fa piacere,
da Tony Kospan


 
 
 
 
 
 


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“I’ Te Vurria Vasà!” (Ti vorrei baciare) – La storia.. la poesia e la classica canzone napoletana del 1900 in 2 versioni   1 comment

 


Stavolta è il turno di una canzone del 1900
che fa parte della nutrita schiera
delle grandi canzoni napoletane classiche. 



Questa è stata una delle migliori ambasciatrici nel mondo
del fascino della grande musica napoletana.

 


 
 
 

I’ TE VURRIA VASA’
L’ ATMOSFERA, LA STORIA, IL TESTO…
E LA CANZONE… (IN 2 VERSIONI)
a cura di Tony Kospan

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  Prima però immergiamoci nell’atmosfera di quell’anno

con diverse immagini d’epoca
 
 
 
 L’ATMOSFERA DEL 1900

 
 
 

 

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 Napoli – Scalinata di Santa Lucia
 
 


LA SIMPATICA STORIA DELLA CANZONE
 
 
 
A conferma, se ce ne fosse bisogno, che si tratta di una canzone-poesia,
il testo è del poeta Vincenzo Russo.
 
Siamo a cavallo del 1900 e l’autore era a letto con la febbre.


L’andò a visitare l’amico musicista Di Capua
(l’autore della musica di “O sole mio”)
tutto contento per aver incassato un anticipo dalla sua Casa Musicale 
sia per dividerlo con lui… che per regalargli un biglietto
per una serata al famoso Salone Margherita
(piccolo teatro napoletano adibito a spettacoli musicali leggeri)
dove si esibiva uno dei più grandi cantanti dell’epoca Armando Gill.


 
 
 
 
 
 
 


Prima che andasse via il Russo, pur stando nel letto,
infilò il testo della canzone nelle tasche dell’amico musicista.
 
 
Il giorno dopo Di Capua accortosi del foglietto
compose di getto la musica
che il poeta disse poi esser proprio quella da lui sognata.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

La canzone, per il poetico testo e per la dolcezza della musica,
è considerata una delle più belle canzoni d’amore
della storia della musica… di sempre.
 
 
La riprova sta nel fatto che essa ha avuto, nel corso
dei suoi 120 anni di vita, tantissimi grandissimi interpreti.

 
 
 
 

Rogelio de Egusquiza


 
 
 
 

IL TESTO ORIGINALE E IN ITALIANO
 
 
 
 
 

I’ te vurria vasa’
(V.Russo, Di Capua)  
 
Ah! Che bell’aria fresca…
Ch’addore ‘e malvarosa…
E tu durmenno staje,
‘ncopp’a sti ffronne ‘e rosa!
 
‘O sole, a poco a poco,
pe’ stu ciardino sponta…
‘o viento passa e vasa
stu ricciulillo ‘nfronte!
 
I’ te vurría vasá…
I’ te vurría vasá…
ma ‘o core nun mm”o ddice
‘e te scetá…
‘e te scetá!…
 
I’ mme vurría addurmí…
I’ mme vurría addurmí…
vicino ô sciato tujo,
n’ora pur’i’…
n’ora pur’i’!…
 
Tu duorme oje Rosa mia…
e duorme a suonno chino,
mentr’io guardo, ‘ncantato,
stu musso curallino…
 
E chesti ccarne fresche,
e chesti ttrezze nere,
mme mettono, ‘int”o core,
mille male penziere!
 
I’ te vurría vasá…
……………………….
Sento stu core tujo
ca sbatte comm’a ll’onne!
Durmenno, angelo mio,
chisà tu a chi te suonne…
 
‘A gelusia turmenta
stu core mio malato:
Te suonne a me?…Dimméllo!
O pure suonne a n’ato?
 
I’ te vurría vasá…
 
 
Ti vorrei baciar
(libera trad. di Tony Kospan)
 
Ti vorrei baciar
(libera trad. Tony Kospan)
Ah! che bell’aria fresca
ch’odor di malvarosa.
E tu stai dormendo
su queste foglie di rosa.

Il sole a poco a poco
spunta in questo giardino;
il vento passa e bacia
il ricciolino in
fronte.

Io vorrei baciarti…

Io vorrei baciarti…
Ma il cor non ho
di svegliarti…
di svegliarti…

Io vorrei addormentarmi
Io vorrei addormentarmi
vicino al tuo respiro
per un’ora anch’io…

per un’ora anch’io…

Tu dormi, o Rosa mia?
E dormi profondamente;
mentr’io guardo, incantato,
questa tua bocca corallina.

E queste carni fresche,
e queste trecce nere,
mi mettono nel cuore
mille segreti pensieri.

Vorrei baciarti.

……………………….

Sento il cuore tuo
che batte come l’onde.
Dormendo , angelo mio,
chissà a chi stai sognando…

La gelosia tormenta
il  cuore mio malato;
Stai sognando me? Dimmelo…
Oppure sogni un altro?

Io vorrei baciarti…

 
 
 
De Nittis – Signora napoletana
 
 



LA CANZONE 
 
 
 
 
Ascoltiamola prima nella versione di Massimo Ranieri
 
 
 
 
 

 
 
 
 
e poi, se ci va, in quella ancor più… cesellata… di Sergio Bruni.
 
 
 
 
 
 
 


Ciao da Tony Kospan
 
 

 
 
– COPYRIGHT – T.K. –



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REGINELLA – L’antica e classica canzone napoletana in 2 versioni anche con la sua storia e l’atmosfera del 1917   Leave a comment

 
 
 
 
 
 
 
 
 

ATMOSFERE E NOTE… D’UN TEMPO
a cura di Tony Kospan

 
 
 







Samuel Melton Fisher

 
 

R E G I N E L L A

(1917)




 
 
Questa è una delle più famose
canzoni classiche napoletane.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

STORIA E SIGNIFICATO DELLA CANZONE

 
 
 

Fu scritta nel 1917 dal notissimo paroliere-poeta Libero Bovio e musicata da Gaetano Lama a tempo di valzer e quindi oltre cento anni fa.

 
 
 
 
 

Libero Bovio con Salvatore Di Giacomo e Ferdinando Russo

 
 
 

 
Essa ci parla di una donna che ha preferito lasciare le sue semplici origini… (di quando mangiava pane e ciliege…) ed anche il suo innamorato senza pretese… per divenire una raffinata sciantosa (oggi potremmo definirla soubrette ma il significato è più ampio) che parla in un incerto francese e che veste abiti scollati ed eleganti.
 
L’avvilimento del suo ex è tale che neanche il cardellino trova la forza di volare via e di cercarsi una nuova padrona, pur con la gabbia ormai aperta.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

IL FAMOSO RITORNELLO ED IL BRANO

 
 
 
Il ritornello 
«Perché, ora che non ci amiamo più, tu distrattamente pensi a me, distrattamente parli di me, distrattamente chiami me?» 
rivela che il fuoco dell’amore seppur ormai semispento sotto la cenere cova ancora in entrambi…
 
 
Quel “distrattamente” a mio parere, quasi come un lapsus freudiano, mostra proprio questo… mentre però intanto i due stanno già prendendo strade ormai diverse… lontane.

 
 
 
 

 

 

 

E’ quindi un brano dolce e malinconico che ci parla della fine di un amore con toni così accorati che lasciano immaginare non del tutto spente nè la passione nè le emozioni che quell’amore ha destato.
 
 
La canzone ebbe un successo immediato.
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 

ATMOSFERE DI QUELL’ANNO
 
 
 
 
Siamo nel 1917 e la 1° guerra mondiale vive ancora momenti molto critici pur se s’inizia ad intravedere la fine.

 
 
 
 


 
 
 
ma intanto nonostante tutto… e soprattutto nonostante i tantissimi lutti… nelle città la vita continua…

 
 
 
 
Picasso a Napoli
 
 
 
 
con i ritmi e le modalità d’allora
 
 
 

Auto – Aquila Italiana

 
 
 
 
Le “fabbrichine” (Donne che fecero una marcia contro la guerra)
 
 
 
 
 
 
ASCOLTO DELLA CANZONE

 
 
 

Ma ora ascoltiamola in questo video in cui vi sono anche bellissime immagini… cantata da Robeto Murolo



 



 
 
 
 
e poi, se ci va,  anche in questo sito, in cui potremo leggerne anche il testo originale e la traduzione, cantata da Massimo Ranieri.

 
 
 

 
  
 
 
 

Buon ascolto da Tony Kospan




IL TUO NUOVO GRUPPO DI RICORDI..CULTURA ED AMICIZIA









“Maruzzella”.. la famosa canzone di Carosone (qui in 2 versioni) con la sua storia e l’atmosfera del 1956   Leave a comment

MARUZZELLA  

 
 
 
 
 
 
 
Questa è un’altra classicissima e notissima
canzone napoletana ma relativamente recente
in quanto scritta nel 1954/55
da Bonagura (testo) e Carosone (musica)
 
 
 

MARUZZELLA
ATMOSFERE E NOTE… D’UN TEMPO…
a cura di Tony Kospan






Iniziamo a parlare del titolo che ha sempre incuriosito tanti… 
ed in molti pensavamo si trattasse del diminutivo di Maria o Mara

 
In realtà Maruzzella è un diminutivo di Marisa… 
ma in napoletano ha anche il significato di piccola lumaca di mare e di piccola treccia di capelli.



Alberto Accorsi – Circe


 


Maruzzella era anche il modo con cui Renato Carosone chiamava la moglie Marisa… 
e sembra che la canzone sia stata dedicata proprio a lei… 
 
Resta tuttora impresso nella mente e nei cuori il celebre ritornello 



 
 
«Maruzzella Maruzzè,
t’e’ miso dint’a ll’uocchie
‘o mare e m’e’ miso
mpietto a mé nu dispiacere.
Stu core mme faje sbattere
cchiù forte ‘e ll’onne
quanno ‘o cielo è scuro:
primma mme dice sì,
po’ doce doce mme faje murí»
 
 
(Maruzzella, Maruzzella ti sei messa negli occhi il mare
ed hai messo nel mio petto un dispiacere.
Mi fai battere il cuore più forte delle onde:
prima mi dici sì, poi dolce dolce mi fai morire)

 
 
 
 

 

Il successo della canzone fu clamoroso al punto che ne nacquero ben 2 film… 

e più recentemente, nel 1973, è stata inclusa nella colonna sonora di “Main Streeet di Martin Scorsese.


Prima di ascoltarla in 2 versioni… diamo un’occhiata fugace a quanto accadeva quell’anno… 
 
 
1 9 5 6
  

La rivoluzione ungherese è soffocata nel sangue… 

  

La televisione entra nelle abitudini degli Italiani 
 

 

la 2° guerra arabo israeliana

 
 
 
 
La tragedia di Marcinelle (BELGIO)
in cui morirono oltre 600 minatori italiani
 

 

Matrimonio di Grace Kelly
con il Principe Ranieri di Monaco

 

 
Ma torniamo a Maruzzella…
 
Ascoltiamola, in questa delicata versione di Sergio Bruni,
potendo leggere il testo originale 
 
 
 

  

Immagine del film



 
 
 
e poi, se ci va, anche in questo video
che riprende una scena del film omonimo
in cui è cantata proprio dall’autore.
  
Il video ci consente anche di respirare in pieno
tutta l’atmosfera di quell’anno

 

    

 


 


  
  
 Ciao da Tony Kospan
 

 
 

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Io te voglio bene assaje – Questa prima canzone napoletana classica (1835) era già dolce e poetica   Leave a comment

  
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Stavolta andremo molto a ritroso nel tempo…
addirittura nella prima metà dell’800… 
con questa storica mitica canzone…

 
  
 

 
 
 
 
 
 
 
Questa canzone fu presentata infatti
la prima volta il 7  settembre 1835 
alla Festa di Piedigrotta


 
 
 

 Festa di Piedigrotta – Antica stampa



Con essa comincia ufficialmente, per gli studiosi,  
la storia moderna della  grande canzone napoletana.



 

 IO TE VOGLIO BENE ASSAJE 

ATMOSFERE E NOTE… D’UN TEMPO

a cura di Tony Kospan  

 

 

 

 

 

 

LA STORIA  DELLA CANZONE
 
 
La nascita di questa canzone è molto controversa ma la tradizione,
condivisa dal grande poeta Salvatore Di Giacomo,
attribuisce la musica a Gaetano Donizetti, bergamasco,
grande estimatore delle canzoni napoletane… che all’epoca,
prima metà dell’ottocento, erano cantate ed apprezzate dappertutto.
 
 
Il motivo di ciò era la sublime bellezza della musica
ma in realtà sembra ormai accertato
che invece fu Filippo Campanella,
musicista ed amico da sempre dell’autore del testo.
 
 
 
 
 
 
 
 

La leggenda vuole che la canzone fosse cantata una sera
ad una festa tra amici che ne furono così entusiasti
che se la misero subito a cantare tutti insieme.
 

Il successo della canzone fu immediato e travolgente
al punto che veniva cantata e fischettata dappertutto
diventando quasi un tormentone
a tal punto che il Cardinale dell’epoca rimproverò,
più o meno bonariamente, il paroliere Roberto Sacco 
per aver dedicato la canzone all’amore umano.
 
 
 
 

 
 


 
LA MUSICA ED IL SIGNIFICATO DEL TESTO
 
 
Questa canzone ha in sé davvero qualcosa di magico.
 
 
La semplicità del testo… la freschezza del suono
la rendono una vera e propria opera d’arte poetica e musicale.
 
 

Essa ricorda per molti aspetti
anche grandi musiche classiche…
 

 
Il testo parla di un amore non corrisposto ma
lo fa in modo dolcemente e quasi allegramente coinvolgente
perché, com’è noto, a Napoli non è rara l’ironia
e l’autoironia sulle proprie disgrazie…

 
 
 

 
 
 


LA CANZONE
 
 

Ma eccola… ascoltiamola… cantata
dal grande Murolo insieme a Mia Martini

 
 
 




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“Pianefforte ‘e notte” e “Voce ‘e notte” – La Napoli notturna di un tempo in una grande poesia ed in una grande canzone   Leave a comment

 
 
 
 
 
 Ecco una delle poesie napoletane classiche
più belle di tutti i tempi…
insieme ad una altrettanto famosa e bellissima canzone…
entrambe sul tema… notte.
 
 
 
La poesia, amata anche da Pasolini,
è tra le più famose in tutto il mondo… 
per l’intrinseca dolcezza ed un tale malinconico trasporto…
che va oltre il tempo e lo spazio.
 

 

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
Pianefforte ‘e notte
 
 
 
 
Leggiamola…
 
 
 
 
 



PIANEFFORTE ‘E NOTTE
Salvatore di Giacomo


Nu pianefforte ‘e notte
sona luntanamente,
e ‘a museca se sente
pe ll’aria suspirà.

è ll’una: dorme ‘o vico
ncopp’ a nonna nonna
‘e nu mutivo antico
‘e tanto tiempo fa.

Dio, quanta stelle ‘n cielo!
Che luna! e c’aria doce!
Quanto na della voce
vurria sentì cantà!

Ma sulitario e lento
more ‘o mutivo antico;
se fa cchiù cupo ‘o vico
dint’a ll’oscurità.

Ll’anema mia surtanto
rummane a sta fenesta.
Aspetta ancora. E resta,
ncantannese, a pensà.



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Per chi non comprende il napoletano
ecco una traduzione d’eccezione,
quella di Pier Paolo Pasolini
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
PIANOFORTE DI NOTTE 

 

Un pianoforte di notte
suona in lontananza,
e la musica si sente
 per l’aria sospirare.
è l’una: dorme il vicolo
su questa ninna nanna
di un motivo antico
di tanto tempo fa.
Dio, quante stelle in cielo!
Che luna! e che aria dolce!
Quanto una bella voce
vorrei sentire cantare!
Ma solitario e lento
muore il motivo antico;
si fa più cupo il vicolo
dentro all’oscurità.
L’anima mia soltanto
rimane a questa finestra.
Aspetta ancora, e resta,
incantandosi, a pensare.
 
 
 
 
 
 
 

 

 
 
 
 
 
 
CHITARRA banjo notesCHITARRA banjo notesCHITARRA banjo notesCHITARRA banjo notesCHITARRA banjo notesCHITARRA banjo notesCHITARRA banjo notesCHITARRA banjo notes
 
 
 
 
 
 
 Voce ‘e notte
 
Ora,  se ci va…,
ascoltiamo questa canzone napoletana antica
altrettanto dolcissima… e notissima…
prima cantata da Massimo Ranieri
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
e poi cantata da Peppino di Capri

 

(potendo anche leggerne il testo originale)
 
 
 
 
 
 

 

 

 

 
 

 

 
Ciao da Orso Tony
 
 
 
 
 

 

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