Archivio per 29 ottobre 2022

Sabato sera in poesia “L’amore” Neruda – arte Godward – canzone “Almeno tu nell’universo” Mia Martini   1 comment


 

 

John William Godward 

 

 

 
 
 
 
 
003

L’arte della vita sta nell’imparare a soffrire
e nell’imparare a sorridere 
H. Hesse
003
 
 
 
 

 fre bia pouce     musicAnimata    Almeno tu nell’universo

 

 

 
22
 
 
 
 
John William Godward

 
 
 
L’AMORE 
Pablo Neruda
 
Che hai, che abbiamo,
che ci accade?
Ahi il nostro amore è una corda dura
che ci lega ferendoci
e se vogliamo
uscire dalla nostra ferita,
separarci,
ci stringe un nuovo nodo e ci condanna
a dissanguarci e a bruciarci insieme.
Che hai? Ti guardo
e nulla trovo in te se non due occhi
come tutti gli occhi, una bocca
perduta tra mille bocche che baciai,
più belle,
un corpo uguale a quelli che scivolarono
sotto il mio corpo senza lasciar memoria.
E che vuota andavi per il mondo
come una giara di color frumento,
senz’aria, senza suono, senza sostanza!
Invano cercai in te
profondità per le mie braccia
che scavano, senza posa, sotto la terra:
sotto la tua pelle, sotto i tuoi occhi,
nulla,
sotto il tuo duplice petto sollevato,
appena
una corrente d’ordine cristallino
che non sa perchécorre cantando.
Perché, perché, perché,
amore mio, perché?
 
 
 
 
John William Godward

 

fiori 0009

 

 

 

da Orso Tony



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John William Godward





SOGNO E REALTA’ – Questa simpaticissima favoletta ci svela quale sia il rapporto tra loro   1 comment


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Per chi ama il sogno, quale compagno della nostra vita,

soprattutto nei momenti difficili,

questa carinissima favoletta

ci offre una bella chiave di lettura sulla sua importanza…





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LA FAVOLA DEL SOGNO E DELLA REALTA’


Se ci va, possiamo leggere la favola ascoltando una musica new age.


 fre bia pouce musical notes    (musica new age)






Un giorno, il sogno e la realtà si incontrarono per strada.
Si guardarono a lungo e poi esclamarono insieme: “Non ci assomigliamo per niente, com’è allora che l’uomo ci confonde così facilmente?”.  
Due che facevano lo stesso cammino si intromisero nel discorso: “la colpa, o il merito, è nostro!”. 
“Chi siete?” domandarono il sogno e la realtà.
“Siamo il dolore e il piacere. Avete mai visto un uomo che concepisca un sogno fatto di dolore, oppure uno che miri a una realtà priva di qualche piacere?”.
“Mai” assentirono il sogno e la realtà.  
“Ed io“, intervenne a questo punto una voce squillante, “non sono forse la molla che sostiene ogni sogno?”.
Tutti si chiesero chi parlasse così… “sono la speranza” rispose la voce.  
A questo punto si udì un’altra voce, robusta e pastosa:
“Ma senza di me, che sono il coraggio, mai nessun uomo riuscirebbe a trasformare un sogno… in realtà“.
“A meno che non intervenga io“, interloquì un’altra voce ancora, “trasformando il sogno e modificando la realtà“ il sogno, la realtà, il dolore, il piacere, la speranza e il coraggio riconobbero subito quella parlata in falsetto: era l’illusione.  
“Che stolti“ mormorò fra sé qualcuno che non volle intervenire alla diatriba “non sanno che, per merito mio, il sogno è la realtà e la realtà è il sogno“.  
Non pronunciò ad alta voce queste parole perché, pur essendo la verità, nessuno le avrebbe creduto.







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– testo dal web
– impaginazione di Tony Kospan  
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CIAO DALL’ORSO…


OVVIAMENTE… SOGNANTE








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Sì si può abitare in un’opera d’arte! – Storia ed immagini del “Quartiere Pappagallo” in Olanda ispirato a Mondrian   Leave a comment








E’ possibile entrare.. sostare.. e addirittura vivere in un’opera d’arte?


No certo! Ed invece sì.


Ecco allora la storia e le immagini del “Quartiere Pappagallo”
di Drachten in Olanda.









LA STORIA



Nel 1921 l’architetto e pittore Theo Van Doesburg realizzò la pittura delle pareti interne ed esterne di 16 case a schiera progettate dall’architetto Cees Rienks de Boer destinate alla classe media della cittadina olandese Drachten sulla falsariga dei coloratissimi dipinti di Mondrian.








Ma già mentre era in corso la loro costruzione sorsero dissidi tra i due in quanto l’architetto avrebbe voluto che il colore di base degli esterni fosse bianco per meglio esaltare i colori delle porte e delle finestre ed a questo si opponeva il de Boer.




La vetrata di una finestra disegnata da Theo Van Doesburg




Prevalse la tesi più tradizionale… ma ciononostante le case, per i loro particolari colori, furono oggetto di grande ilarità da parte dei cittadini che le definirono “Case pappagallo“.

Addirittura intervenne poi il Comune che provvide a ridipingere le case a proprie spese e così esse divennero anonime come le altre case della cittadina.




Dipinto di Mondrian




Il loro autore, Theo Van Doesburg, si era rifatto ai principi del Neoplasticismo… che aveva elaborato a partire dal 1917 (e quindi quest’anno è il centenario della sua fondazione) con Mondrian nella rivista De Stijl.

Il principio basilare di questa corrente, descritto nel Manifesto pubblicato sull’anzidetta rivista, era quello di esaltare l’arte plastica e di annullare ogni forma naturale in quanto essa, a loro dire, impediva una reale elaborazione artistica.






IL QUARTIERE PAPPAGALLO ORA



Negli ultimi tempi gli abitanti di queste case, con la collaborazione del Museo olandese Dr8888, hanno deciso di riprendere i colori gialli, rossi e blu dei disegni originali.




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Ora quindi le case sono tornate allo stile ed ai colori del Neoplasticismo e dunque i loro abitanti vivono in queste autentiche opere d’arte.









Una di esse è visitabile 2 volte la settimana ed una sala da pranzo è stata perfettamente ricostruita ed allestita nel suddetto Museo.







E’ da aggiungere che non solo gli interni e le facciate sono coloratissimi ma anche le parti esterne…







Un altro interno di una “casa pappagallo”.








Tony Kospan


Copyright Tony Kospan – Vietata la copia senza indicare il nome dell’autore e del blog.



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Rino Gaetano.. grande cantautore “controcorrente” – Breve ricordo e due sue famose canzoni   1 comment


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Rino Gaetano
è lo pseudonimo di Salvatore Antonio Gaetano
vero talento musicale degli anni ’70 che,
senza compromessi
tra sorrisi ed ironie, 
ha raccontato in musica i nostri vizi ed i nostri difetti.





Considerato il “figlio unico” della canzone italiana,
è ancor oggi ricordato per la sua voce ruvida e spontanea,
per il graffiante sarcasmo delle sue canzoni
nonché per la denuncia sociale,
nascosta dietro i suoi testi apparentemente leggeri.







Personalità davvero libera ed indipendente… la sua.


Infatti faticò molto per aver un vero successo

sia per il suo carattere non semplice

che per i testi spesso di critica verso le diseguaglianze sociali

che non erano ben accolti dai soliti ambienti conservatori.

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Il successo lo raggiunse con alcune canzoni poesie
che possiamo definire veri capolavori
ma il vero mito esplose solo dopo la sua precoce morte
avvenuta a soli 31 anni, per un incidente stradale.








Come ricordarlo se non con 2 sue bellissime canzoni?

Ecco la prima




fre bia pouce   musicAnimata




e quest’altra è la seconda…



fre bia pouce    musicAnimata




Tony Kospan




barrafiorita
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(Crotone 29.10.1950 – Roma 2.6.1981)




Buon compleanno Luciana Littizzetto con il tuo sorridente brano ”I sapientoni”   Leave a comment

 

 

 

 

NEL GIORNO DEL SUO COMPLEANNO…

COME FAR GLI AUGURI ALLA COMICA..

CABARETTISTA.. ATTRICE E CONDUTTRICE TELEVISIVA

LUCIANA “NAZIONALE”?

 

 

 

 

 

 

PENSO CHE UNO DEI MODI MIGLIORI


SIA FARLO LEGGENDO UNO DEI SUOI TANTI ARTICOLI…


GRAFFIANTI ED ESILARANTI




I SAPIENTONI

 
 
 
 
Una categoria umana da evitare accuratamente?


Più delle spine nel branzino?





  




Quella dei Dotti… Medici e Sapienti

Quelli cioè che la sanno

e te la spiegano… sempre.

By Luciana Littizzetto…



 

 

 

 

Tu comunichi una notizia che può variare dall’appuntamento col gommista all’arrivo della sonda Cassini.
E loro? La sanno già.
Anzi. Te la spiegano meglio e nel dettaglio.

Tu prepari il sugo e loro intervengono con pareri e consigli.


Tu racconti agli amici una barzelletta e ti interrompono continuamente per puntualizzare.

Tu chiedi l’ora e questi partono dal funzionamento della meccanica interna dell’orologio.


Tu domandi che tempo fa e loro te lo dicono partendo dal… Big Ben.

I Sapientini sono quelli che se devono comperare un paio di scarpe mandano alla neuro i commessi.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Io ci ho avuto un fidanzato così. Il castigo del cielo acquistava le scarpe e poi le rodava in casa tutto il giorno successivo per verificare l’effettiva comodità del prodotto.
Ma per non sporcare la suola foderava il pavimento coi fogli di giornale. Io entravo in casa e dicevo: «Dài il bianco?». No. Provava le scarpe.
E poi mi chiamava «Carissima».
Io uno che mi chiama carissima lo prenderei a sprangate.
Carissima dillo alla tua capoufficia, alla tua zia Giunchiglia di Loano, alla tua maestra di cha cha cha, ma non a me che dovrei essere la tua amatissima, semmai…
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Ma dove i Dotti Medici e Sapienti danno il meglio?

Al ristorante, ovvio!!!

 
 
 
 
Prima cosa chiedono con minuzia gli ingredienti delle specialità della casa e poi dibattono del perché e del percome il cuoco cucini il tal piatto in tal modo, mentre loro lo cucinerebbero in un altro.
E poi ordinano sempre i piatti senza qualcosa.
E di solito senza qualcosa di fondamentale.
Il risotto alla milanese senza zafferano, il carpaccio ben cotto senza parmigiano e la pizza marinara senza aglio.
Insomma.., a gavu ‘lfià [levano il fiato].
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Che ci facciamo con gente così?
Al massimo una partita a Trivial Pursuit.
Perdendo, naturalmente.
 
 
 
 

 

 

 

DAL WEB – IMPAGINAZIONE T.K.

 

 






Cara Luciana… ancora…



 

 

 

tititatitita
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