Archivio per 8 agosto 2022

Lunedì sera in poesia “Voglio solo te” Tagore- arte Perugini – canzone “Passione” Neffa   Leave a comment




Charles Edward Perugini






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Tra noi e il cielo c’è solo la vita,
che è la cosa più fragile del mondo.
– Blaise Pascal –
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Charles Edward Perugini



VOGLIO SOLO TE
– Tagore – 

Voglio te,solo te!
Lascia che il mio cuore
lo ripeta senza fine.
Tutti i desideri che mi distraggono
di giorno e di notte
in sostanza sono fasulli e vani.
Come la notte tiene nascosta nel buio
l’ansia di luce
così nel profondo del mio cuore
senza ch’io me ne renda conto
un grido risuona:
Voglio te,solo te!
Come la tempesta cerca la quiete
mentre ancora lotta contro la quiete
con tutte le sue forze
così io mi ribello e lotto
contro il tuo amore
ma grido che voglio te,
solo te.




Charles Edward Perugini

barrafiorita
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fre bia pouce     musical notes
Charles Edward Perugini



IL RAGAZZO E L’ECO – Raccontino che ci spiega simpaticamente il significato del noto effetto sonoro   Leave a comment

 




Un breve ma simpatico brano sull’eco,


fenomeno acustico che ha affascinato l’umanità fin dai tempi antichi,


con una sua interessante visione morale.

 

 

 

La ninfa Eco in pietra (Parque del Laberinto de Horta – Barcellona)





IL RAGAZZO E L’ECO


Raccontino di saggezza

 

 

 

 
 
 

 


“Un ragazzino e suo padre passeggiavano tra le montagne…


All’improvviso il ragazzino inciampò, cadde e, facendosi male, urlò :”AAAhhhhhhhhhhh!!!”


Con suo gran stupore il bimbo sentì una voce venire dalle montagne che ripeteva :”AAAhhhhhhhhhhh!!!”


Con curiosità, egli chiese: “Chi sei tu?”


E ricevette la risposta: “Chi sei tu?”


 Dopo il ragazzino urlò: “Io ti sento! Chi sei?”


E la voce rispose: “Io ti sento! Chi sei?”
Infuriato da quella risposta egli urlò: “Codardo”


E ricevette la risposta: “Codardo!”
Allora il bimbo guardò suo padre e gli chiese: “Papà, che succede?”


Il padre gli sorrise e rispose:”Figlio mio, ora stai attento:” 
E dopo l’uomo gridò: “Tu sei un campione!”


La voce rispose: “Tu sei un campione!”
Il figlio era sorpreso ma non capiva.



Allora il padre gli spiegò: “La gente chiama questo fenomeno ECO ma in realtà è VITA. 

La Vita, come un’eco, ti restituisce quello che tu dici o fai. 

La vita non è altro che il riflesso delle nostre azioni. 

Se tu desideri più amore nel mondo, devi creare più amore nel tuo cuore; se vuoi che la gente ti rispetti, devi tu rispettare gli altri per primo. 

Questo principio va applicato in ogni cosa, in ogni aspetto della vita; la Vita ti restituisce ciò che tu hai dato ad essa. 


La nostra Vita non è un insieme di coincidenze, è lo specchio di noi stessi.

 
 
 

 
 
 
 

 

(TESTO DAL WEB)

 

 

CIAO DA ORSO TONY

 

 






Frecce (174)

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Sua maestà il gatto – Ecco come appare nelle poesie.. nell’arte.. negli aforismi e nelle canzoni   Leave a comment




Carl Reichert


Il gatto, insieme al cane, ma con enormi differenze, 
da millenni ha scelto di condividere la sua vita 
con gli umani lasciandosi alle spalle la sua natura predatoria
ma mantenendo la sua totale indipendenza.

Sono centinaia di milioni oggi nel mondo 
le famiglie che ospitano o vivono con un gatto.

Per questo è stata istituita per l’8 agosto in tutto il mondo, 
l’International Cat Day, il Giorno Internazionale del gatto.

Secondo il nostro stile omaggerò l’amato amico felino
con aforismi, poesie, dipinti e canzoni.



Louis Waincatumprela



Ho vissuto con diversi maestri Zen,
erano tutti dei gatti.
(Eckhart Tolle)


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Gli occhi di un gatto sono due finestre
dietro le quali una divinità misteriosa
ci osserva in silenzio.
(Fabrizio Caramagna)


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I gatti sono stati messi al mondo per contraddire il dogma, 
secondo il quale tutte le cose sarebbero state create per servire l’uomo.
(Paul Gray)


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Non è possibile possedere un gatto. 
Nella migliore delle ipotesi si può essere con loro soci alla pari.
(Sir Harry Swanson)



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Emile Munier


I GATTI HANNO UN GIORNALE
Gianni Rodari

I gatti hanno un giornale
con tutte le novità
e sull’ultima pagina
la “Piccola Pubblicità”.
“Cercasi casa comoda
con poltrone fuori moda:
non si accettano bambini
perchè tirano la coda”.
“Cerco vecchia signora
a scopo compagnia.
Precisare referenze
e conto in macelleria”.
“Premiato cacciatore
cerca impiego in granaio.”
“Vegetariano, scapolo,
cerca ricco lattaio”.
I gatti senza casa
la domenica dopo pranzo
leggono questi avvisi
più belli di un romanzo:
per un’ oretta o due
sognano ad occhi aperti,
poi vanno a prepararsi
per i loro concerti


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Lotte Laserstein


GATTO CHE GIOCHI PER LA VIA
Fernando Pessoa

Gatto che giochi per via
come se fosse il tuo letto,
invidio la sorte che è tua,
ché neppur sorte si chiama.
Buon servo di leggi fatali
che reggono i sassi e le genti,
hai istinti generali,
senti solo quel che senti;
sei felice perché sei come sei,
il tuo nulla è tutto tuo.
Io mi vedo e non mi ho,
mi conosco, e non sono io.



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Fritz Zuber Buhler



DONNE E GATTI
Paul Verlaine

Lei giocava con la sua gatta
E che meraviglia era vedere
La bianca mano e la bianca zampa
Trastullarsi nell’ombra della sera!
Lei nascondeva – la scellerata –
Sotto i guanti di filo nero
Le micidiali unghie d’agata
Taglienti e chiare come un rasoio.
Anche l’altra faceva la smorfiosa
E ritraeva i suoi artigli d’acciaio,
Ma il diavolo non ci perdeva nulla
E nel boudoir, in cui tintinnava, aereo,
il suo riso, 
scintillavano quattro punti fosforescenti.



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Lunga vita ai gatti
ed un miao di saluto dal mio Kimba







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V. Corcos

Lorenzo Lotto.. uomo ed artista controcorrente – Lo stile ed i dipinti – I PARTE   Leave a comment

 
 
 
 

Lucretia – Signora veneziana (partic.)
 
 
 
 
Uno dei pittori più affascinanti e complessi del Rinascimento italiano 
e dallo stile orgogliosamente unico.
 
 
Per la sua estrema sensibilità e inquietudine caratteriale, 
nonché per la vita errabonda, è stato anche definito “(pre)romantico”.

 
 
 
 




Lorenzo Lotto nacque intorno al 1480 a Venezia, da una famiglia legata al ceto mercantile. 
Nel periodo che va dal 1498 al 1503, Lotto ebbe probabilmente modo di meditare sulla pittura di Giovanni Bellini, Alvise Vivarini e Antonello da Messina, i più autorevoli artisti attivi a Venezia.
Esordì in provincia nelle Marche e a Treviso, dove la sua presenza è ampiamente documentata tra il 1503 e il 1506.
In questi anni è ipotizzato un contatto con Dürer che si trovava a Venezia nel 1505.
Del 1503 è la bellissima “Madonna con il Bambino, San Pietro Martire e un donatore”, attualmente al Museo di Capodimonte a Napoli. 
La sua presenza in provincia è documentata da due splendide pale, una nella chiesa parrocchiale di Santa Cristina a Treviso, l’altra nel battistero di Asolo. 
Dopo un soggiorno a Roma nel 1509 dove dovette lavorare per papa Giulio II collaborando alla decorazione degli appartamenti vaticani, dal 1513 Lotto si trasferì a Bergamo, chiamato da Alessandro Martinego Colleoni per il quale eseguì la pala nella chiesa di San Bartolomeo. 
Qui Lotto iniziò una brillante attività, dominando la scena artistica fino a tutto il 1525, ricevendo numerose commissioni da chiese e privati, e cimentandosi per la prima volta nell’affresco.

  
 
 

Giovanni della Volta con moglie e figlio
 


In quel momento Lotto elaborò un linguaggio del tutto personale, indirizzandosi verso un naturalismo narrativo individuabile in opere come: la “Madonna e Santi” nella chiesa di Santo Spirito, le “Nozze Mistiche di Santa Caterina” all’Accademia Carrara e le “Storie di Santa Barbara” nella cappella Suardi a Trescore. 


 


Ritratto di giovane uomo 


 


Rientrato a Venezia nel 1525 cercò di affermarsi anche in patria, senza però riuscirci a causa della presenza di Tiziano che dominava il panorama artistico locale.


Nel 1533 trasferì la sua attività da Venezia nell’area di Recanati e Jesi.
Qui dipinge la cappella de li Signori del Palazzo dei Priori.
Nel 1539 firma e data la Pala del Rosario per la chiesa di S. Domenico a Cingoli.
Nel 1550 organizza ad Ancona una lotteria di 16 dei suoi quadri e dei trenta cartoni colorati delle tarsie di Bergamo.
Nel 1552 a Loreto viene nominato pittore della Santa Casa.
Nel 1554 entrò nella Santa Casa come oblato e dove si spense probabilmente intorno al 1556 all’età di 77 anni (dal web).

 
  

 
 
La Sacra Famiglia con S. Anna e San Girolamo

 
 
 
 
LORENZO LOTTO VISTO DA ARGAN
 
 
 
Quale migliore inizio di analisi dell’opera di questo autore
se non partendo dal grande critico d’arte Giulio Carlo Argan?
 
 
 
 
 
Venere e Cupido
  
 
 
 
« una persona che si incontra e con cui si parla e ci si intende. All’opposto di quelli di Tiziano, i ritratti del Lotto sono i primi ritratti psicologici: e non sono, naturalmente, ritratti di imperatori e di papi, ma di gente della piccola nobiltà o della buona borghesia, o di artisti, letterati, ecclesiastici. La grande scoperta, che fa la modernità del Lotto, è appunto quella del ritratto come dialogo, scambio di confidenza e di simpatia, tra un sé e un altro: per questo i ritratti lotteschi sono testimonianze autentiche e attendibili, anche se la descrizione fisionomica non è più minuziosa e precisa che nei ritratti di Tiziano. Non lo è perché all’artista non interessa fissare il personaggio come obbiettivamente è, ma come è nel momento e nell’atto in cui si qualifica, si rivolge a un altro, si prepara a uno schietto rapporto umano. Non dice: ammirami, io sono il re, il papa, il doge, sono al centro del mondo; ma dice: così sono fatto dentro, questi sono i motivi della mia malinconia o della mia fede, o della mia simpatia verso gli altri.Nel ritratto-dialogo, l’attitudine del pittore è quella di un confessore, dell’interlocutore che pone le domande, interpreta le risposte […] e la bellezza che fa irradiare, come una luce interna, dalle sue figure, non è un bello naturale né, a rigore, un bello spirituale o morale, ma semplicemente un bello interiore tradito, più che rivelato, da uno sguardo, da un sorriso, dalla pallida trasparenza del volto o dallo stanco posare d’una mano. »
 
 
 
 
 
Giovane con libro
  
 
 
 
LORENZO LOTTO LA SUA FIGURA E LA SUA ARTE
 
 
 

Lorenzo Lotto vive nel periodo Rinascimentale, età in cui si assiste ad un grandissimo rinnovamento artistico e culturale e che ha nell’Italia la sede del suo massimo sviluppo e fulgore.
Una delle principali carattersitiche del Lotto però è l’assoluta insofferenza delle regole delle 2 grandi correnti pittoriche della sua epoca (la fiorentina-romana e quella veneziana) che nascono all’ombra dei capolavori di Tiziano, Raffaello e Michelangelo e la ricerca di affermazione di una propria indipendenza artistica.
 
 
 
 
 
 
Marito e moglie
 
 
 
 
 
Questa sua irrequietezza certamente danneggiò la sua vita artistica se pensiamo che pur essendo il primo pittore veneto (dal 1509 al 1511 circa) a lavorare nei Palazzi Vaticani ne fu estromesso proprio per questo e per non aver accettato i formalismi degli ambienti papalini.
 
La sua personalità presentava aspetti assimilabili ad una sensibilità romantica ante litteram nonché al cliché dell’artista “genio incompreso”, ribelle, turbolento, introverso.
 
 
 
 
 
 
L’architetto – 1535
 
 
 
 
 
Tuttavia la sua pittura segue linee chiare, coerenti, libere, meditate, sposate con religiosità e spiritualità sincere insieme ad una sensibilità quasi moderna.
 
Egli è sé stesso nella vita e nell’arte.

Un primo esempio ed eclatante del suo particolare modo di concepire l’arte possiamo conoscerlo cliccando sul dipinto qui sotto. 
 
 
 
 
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L’annunciazione – 1527
 
 
 
 
 
Certo è  che, sempre per questa sua assoluta diversità per secoli è stato considerato un “pittore provinciale” (il Vasari non usò altre espressioni se non che era pittore devoto e pio) e solo molto recentemente è stato “riscoperto” grazie ad una spettacolare mostra alla National Gallery di Washington nel 1998
 
 
 
Informazioni ed immagini dal web coordinate, rielaborate ed impaginate da Tony Kospan
 
 

Continua

 
 
Leggeremo nella II parte l’analisi approfondita di un dipinto che è emblematico del modo di sentire e dipingere da parte del Lotto
ed anche il racconto dell’input donatomi da un amico virtuale che, per amore del Lotto e della sua arte, ha scelto il nik Lorenzo… 
 
 
 
 
 

TONY KOSPAN












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