Archivio per 1 agosto 2022

Lunedì sera in poesia “Non solo il fuoco” Neruda – arte Susan Rios – canzone “Woman” Lennon   Leave a comment

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CUORE indACO CUORECUORE indACO CUORE

Una spugna per cancellare il passato,

una rosa per addolcire il presente

e un bacio per salutare il futuro.

– Guy de Maupassant –

CUORE indACO CUORECUORE indACO CUORE





fre bia pouce       musical notes (Lennon – Woman)

Susan Rios



NON SOLO IL FUOCO
~ Pablo Neruda ~


Ahi, sì, ricordo,
ahi, i tuoi occhi chiusi
come pieni dentro di luce nera,
tutto il tuo corpo come una mano aperta,
come un grappolo bianco della luna,
e l’estasi,
quando un fulmine ci uccide,
quando un pugnale ci ferisce nelle radici
e una luce ci spezza la chioma,
e quando
di nuovo
torniamo alla vita,
come uscissimo dall’oceano,
come tornassimo feriti
dal naufragio
tra le pietre e l’alghe rosse.


Ahi, vita mia,
non solo il fuoco tra noi arde,
ma tutta la vita,
la semplice storia,
l’amore semplice
di una donna e d’un uomo
uguali a tutti gli altri.




Susan Rios


CUORI rosannw6CUORI rosannw6

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da Orso Tony


 

 

Susan Rios



MASCHERE.. VIAGGIO e PAROLA – Brevi ma eleganti passi letterari di Gramellini.. R. Battaglia e Hawthorne   Leave a comment

 
 
 


SULLE NOSTRE MASCHERE


 
 
 
 
 
 



Nessuno può, per un periodo che non sia brevissimo,
“portare” una faccia da mostrare a sé stesso e un’altra da mostrare alla folla, 
senza alla fine trovarsi nella condizione di non capire più quale possa essere la vera.

Nathaniel Hawthorne




 

SUL VIAGGIO (DELLA VITA)




 
 
 

L’importante è mettersi in cammino. 
Altrimenti non arriverai da nessuna parte. 
E passerai il resto della tua vita a disprezzarti per ciò che avresti potuto essere e non sei stato.
La meta iniziale del viaggio rappresenta solo lo stimolo per partire.
 
Massimo Gramellini


 
 

 
 
SULLA PAROLA


 
 
 

 
 
 


Dice un proverbio arabo che ogni parola, prima di essere pronunciata, dovrebbe passare da tre porte. 
Sull’arco della prima porta dovrebbe esserci scritto: “è vera?” 
Sulla seconda campeggiare la domanda: “è necessaria?” 
Sulla terza essere scolpita l’ultima richiesta: “è gentile?”. 
Una parola giusta può superare le tre barriere e raggiungere il destinatario con il suo significato piccolo o grande. 
Nel mondo di oggi, dove le parole inutili si sprecano, occorrerebbero cento porte, molte delle quali rimarrebbero sicuramente chiuse.


Romano Battaglia






 
 
 
 
 


“PACHAMAMA” (MADRE TERRA) L’ANTICA FESTA DI AGOSTO DEI POPOLI ANDINI – STORIA E SIGNIFICATI   Leave a comment










Il mese di agosto è il mese della Pachamama,

ed il primo giorno di agosto, in molti luoghi andini,

è il momento centrale della sua festa.


Il significato più comune della Pachamama è 

“Festa della Madre terra”.









Pacha” per i popoli Quechua e Aymara

equivale a terra, universo, mondo, tempo e spazio.


Tutto ciò che esiste, per la cultura andina, è vivo.









Non solo l’uomo, gli animali e le piante,

ma anche le pietre, i fiumi, le colline e tutto il resto.


Nel mondo andino non esiste qualcosa inerte:

tutto ha vita.








Come noi tutti, anche gli oggetti,
partecipano alla grande festa della vita:

tutti mangiano, tutti dormono, tutti danzano, tutti cantano:

tutti vivono nella pienezza.







La festa diffusa in tutta l’America Latina

è però particolarmente sentita e vissuta dalle popolazioni indigene

del nord-ovest dell’Argentina, del Cile, della Bolivia e del Perù

e dura tutto il mese di agosto.








Il momento migliore per le offerte alla Pachamama è al calar della sera,

nel momento in cui il sole tramonta.









La luce naturale pian piano scompare ed inizia la notte,

in questo intervallo di tempo 

si apre la ”Pachachaka energetica” (la nostra cerimonia)

e sia Pachamama che gli altri spiriti sono più presenti.








I rituali in onore alla Pachamama risentono fortemente quindi

della spiritualità andina che non è estranea alla materia.


Spirito e materia infatti si incontrano, convergono e si completano.








Al pari di tutte le religioni basate sul culto della madre,

le celebrazioni della Pachamama si basano sul rispetto per tutti gli esseri viventi,

in quanto loro non sono solo il frutto della sua creazione,

ma ne fanno parte in modo pieno.









Tony Kospan

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Yves Saint Laurent – Breve ricordo del geniale innovatore e vero mito dell’alta moda del XX sec.   Leave a comment

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Maestro dello stile e dell’eleganza amava dire :
«Senza l’eleganza del cuore non c’è eleganza»






E’ stato un genio, un innovatore sorprendente e trasgressivo, l’inventore
del “prêt-à-porter”, della sahariana, della moda etnica, dello smoking, del nude-look etc.







Non ebbe mai paura di scandalizzare
e spesso scandalizzò con le sue collezioni shock 
ma alla fine i suoi capi riuscivano a travolgere le resistenze dei benpensanti
ed a invadere tutto il mondo.

 
 
 
(Orano 1º agosto 1936 – Parigi 1º giugno 2008)
 
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Yves Saint Laurent, grande stilista francese
è stato tra i più famosi creatori di moda del XX secolo.
 
 
 
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Nato in Algeria, ma da famiglia dell’Alsazia-Lorena,
cominciò a lavorare per Christian Dior all’età di 17 anni.
 
 
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Nel 1962 fondò l’omonima etichetta
(Yves Saint Laurent, abbreviata YSL)
insieme al socio e compagno di vita Pierre Bergé.
 
 
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Negli anni 60/70 la firma godette del massimo prestigio grazie
a ingegnose innovazioni in fatto di moda.
 
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 Nel 1980 fu il primo creatore di moda vivente a godere
di una grande retrospettiva del suo lavoro al Metropolitan Museum di New York.
 
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Nel 1989 il gruppo YSL si quotò in borsa, per poi essere
 venduto nel 1993 alla casa farmaceutica Sanofi per circa 600 milioni di dollari.
 
 
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  Sua è stata l’intuizione di trasferire
alcuni capi del guardaroba maschile in quello femminile:
 
come il blazer, la sahariana, lo smoking, il trench,
 il giubbotto di pelle, il tailleur-pantalone.
 
 
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Sue sono state le commistioni etniche
e le folcloristiche suggestioni, nell’ambito della moda,
provenienti dall’Africa, dalla Spagna, dall’India, dal Marocco, dalla Russia.
 
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Dopo una lunga malattia si spegne a Parigi,
la notte del 1º giugno 2008, all’età di 72 anni.
 
 
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Concludiamo questo breve post-ricordo
con un video omaggio al grande creatore di moda…

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FONTE TESTO – CON MODIFICHE –  WIKIPEDIA
IMPAGINAZ. T.K.

 
 
 
 
CIAO DA TONY KOSPAN

 
 
 
 

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Ecco come e perché nell’antica Roma ad Agosto fu dato un giorno di Febbraio!   Leave a comment




E’ avvenuto a causa di… Augusto
che ha dato il nome al mese di agosto!

Ma vediamo come si svolse il tutto!






PERCHÉ FEBBRAIO HA 28 GIORNI?

 
Lo sanno tutti: febbraio è l’unico mese dell’anno
che non è costituito da 30 o da 31 giorni.

Di giorni ne ha infatti solo 28,
che diventano 29 negli anni bisestili.

Ma perché?






Non era più naturale avere meno mesi da 31 giorni
e allungare a 30 giorni anche febbraio?

Qual è l’origine di questa anomalia?







Il calendario che adottiamo oggi per lo più nel mondo, il calendario gregoriano,
è una riforma del calendario giuliano promulgato da Giulio Cesare nel 46 a.C.
che a sua volta derivava dagli antichi calendari romani.

Prima della riforma di Giulio Cesare
i calendari in uso nell’antica Roma subirono diversi cambiamenti,
ripercorrendo i quali si intuiscono le risposte alle nostre domande.






Il calendario di Romolo era costituito da dieci mesi
con 30 e 31 giorni ciascuno,
iniziava con il mese di marzo (Martius) e terminava con dicembre (December):

Calendario di Romolo
Martius
Aprilis
Maius
Iunius
Quintilis
Sextilis
September
October
November
December

Il calendario contava soltanto 304 giorni.






I giorni invernali non venivano assegnati a nessun mese,
essendo per i romani poco rilevanti visto che
l’attività bellica veniva sospesa in attesa della primavera.

I primi quattro mesi erano dedicati
alle divinità Marte, Afrodite, Maia e Giunone
mentre per gli altri
il nome ricordava la loro posizione nel calendario.








Nel 713 a.C. Numa Pompilio modificò il calendario
aggiungendo i mesi di gennaio e febbraio
che vennero posti alla fine dell’anno, dopo dicembre.

A febbraio, ultimo mese, furono assegnati 29 giorni.










Per questo motivo ancora oggi
i mesi di settembre, ottobre, novembre e dicembre
si chiamano così nonostante non siano più
il settimo, l’ottavo, il nono e il decimo mese del calendario.

Successivamente Giulio Cesare fissò l’inizio dell’anno il 1º gennaio
e introdusse gli anni bisestili.

Nell’anno 8 a.C., il Senato romano decise di rinominare
il mese di sextilis in augustus (Agosto),
in onore dell’imperatore Augusto.








Precedentemente era già stato fatto lo stesso con Giulio Cesare,
rinominando quintilis in iulius (Luglio).

Siccome luglio aveva 31 giorni e agosto ne aveva 30,
si decise di aggiungere un giorno ad agosto togliendolo a febbraio.

Da allora febbraio conta soltanto 28 giorni.








Testo con mini modifiche dal sito
IMPARIAMO CURIOSANDO (http://www.impariamocuriosando.it/)
Impaginazione T.K.



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