Archivio per 13 Maggio 2022

Weekend in poesia “Apro la finestra” Sepehri – arte L. Sarto – canzone “Schiavo..” M. Ferradini   Leave a comment

 
 
 
 
Lucia Sarto

 
 

 
 
 
 
 
 
 
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L’attesa attenua le passioni mediocri
e aumenta le grandi.
– François de La Rochefoucauld –
 
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fre bia pouce   musical notes

 Lucia Sarto
 
 
 
 
APRO LA FINESTRA… 
Sohrab Sepehri


Apro la finestra,
larga come il mondo intero:
la strada è vuota
gli alberi sono smarriti nella notte
i rami non si muovono
l’acqua è stanca di scorrere.
Tu non sei qui
e nulla si muove.
Tu non sei qui
e il cuore batte invano.
Tu non sei qui
e la voce del fiume non porta alcun messaggio
e le valli non dicono nulla di comprensibile.
Quando tu non sei qui
le notti scoloriscono i nostri volti
e il segreto della vita resta nascosto.
In tua assenza
il buio copre il verde dell’erba
e le sorgenti tacciono.
Quando chiudi gli occhi
l’erba verde si copre di dubbi.
Tu soffi
e l’acqua si risveglia.
Tu cammini
e gli specchi risplendono.
Ma la strada è vuota
e tu non tornerai
e i miei occhi si chiuderanno nell’attesa.

 
 
 
 

Lucia Sarto

 

 
 
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Orso Tony

 




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Lucia Sarto
 

 
 

ROMANTICA – La canzone di Dallara (testo e video).. l’atmosfera del 1960 e gli “Urlatori”   Leave a comment







Nell’ambito delle musiche e delle atmosfere di un tempo
stavolta è il turno di una canzone che fece epoca
ma che ora è quasi dimenticata.

Parlo di
ROMANTICA
vincitrice del festival di Sanremo del 1960.

 

 
 
 
 
 
 
 
 

ATMOSFERE E NOTE… D’UN TEMPO…
by Tony Kospan 




Il successo fu dovuto principalmente a Tony Dallara,
ma non da meno fu l’interpretazione di Renato Rascel,
l’altro cantante, così come si usava allora, a Sanremo.


 
 
 
 
 
 
 
 
 
GLI URLATORI – UN FENOMENO DELL’EPOCA
 
 

Era l’epoca in cui nella canzone italiana
dominavano i cd. Urlatori.
 
 
Dallara ne fu uno dei massimi esponenti
e certamente il più… puro.

 
 
 
 
 
 

Il loro modo di interpretare le canzoni era caratterizzato
 dal fatto di cantare con voce ad alto volume,
e priva degli abbellimenti vocali tipici
del canto prettamente melodico
e dunque si staccavano dalla classica tradizione musicale italiana.
 
 
Questa canzone ha attraversato il tempo
e seppur ormai quel genere non incontra più grandi consensi
resta una pietra miliare della storia della canzone italiana
e dei nostri ricordi.

 
 
 
 
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Prima di passare alla canzone diamo uno sguardo
all’atmosfera di quell’anno.





 
 
Siamo nel 1960 in pieno “miracolo economico”
dopo gli anni bui postbellici



 
 
 
 
Ma siamo anche negli anni della massiccia emigrazione
dal sud verso il triangolo industriale
Torino Milano Genova,
 
 

 
 
 


in quello in cui Berruti trionfa alle Olimpiadi di Roma



 
 
 
La dolce vita  – Fellini
 
 
 
 
e del mitico film…

 
 
 
 
Questa invece è la moda del 1960
 
 
 
 
Ma veniamo alla canzone…
 
Ecco ora prima il testo
 
 
 
 
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Romantica
Tony Dallara


Bambina mia
sono l’ultimo poeta che s’ispira ad una stella.
Bambina mia,
sono l’ultimo inguaribile malato di poesia.

E voglio bene a te
perché sei come me,
romantica.

Tu sei romantica,
amarti e’ un po’ rivivere,
nella semplicità,
nell’irrealtà
di un altra età.

Tu sei romantica,
amica delle nuvole,
che cercano lassù
un po’ di sol come fai tu.

Tu sei la musica che ispira l’anima
sei tu il mio angolo
di paradiso per me.

Ed io che accanto a te
son ritornato a vivere,
a te racconterò,
affiderò
i sogni miei
perché romantica tu sei.

Tu sei la musica che ispira l’anima
sei tu il mio angolo
di paradiso
per me.

Tu sei romantica, amica delle nuvole,
a te racconterò,
affiderò
i sogni miei
perché romantica tu sei.

 


 

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Ed infine ascoltiamola




fre bia poucemusical notes
 
 
 
 
 


 
 

 
Ciao da Tony Kospan

 
 
 
 
 

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Daniel González Poblete – Arte elegante e intense.. umane emozioni nei dipinti del pittore spagnolo   2 comments

 
 
 
 
 
 
 
 


Non conoscevo questo pittore ma i suoi dipinti mi hanno colpito molto
e, da quel che vedo nel web, sono in buona compagnia.

 
 
 
 

 
 
 
 

In questo post oltre ad ammirarne alcuni potremo leggere
 
una breve biografia (che non m’è stato facile reperire)
 
e 2 meravigliosi video d’arte… 
 
dedicati alle sue opere (e non solo) associati a bella musica.
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 
 
DANIEL GONZALEZ POBLETE

ARTE ED EMOZIONI

 
 
 
 
 
 

 
 
 
 

Le sue opere mi hanno colpito per la loro bella e profonda intensità
 
e per l’esaltazione di una reale umanità.

 
 
 
 
 
 
 
 

I soggetti sono dipinti  con amore e partecipazione
 
ma anche con una pennellata elegante e raffinata.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 


Daniel González Poblete (Ciudad Real, 1944)

ha iniziato a dipingere… come copista al Museo del Prado


 

 


 

 

 

Ma aveva iniziato a disegnare dappertutto fin da quando aveva 8 anni…


Può essere definito un pittore realista ed i suoi temi principali sono

le persone semplici e le nature morte.



 

 

 

 


Ha partecipato a numerose mostre, 

ed in una intervista ha affermato che ama dipingere la realtà

ma come egli la sente… e la vede… 

e di essere vicino come idea di pittura ad alcuni pittori arabi.


 

 

 


 

 

Inoltre egli ama approfondire la cura dei dettagli 
ed in particolare quelli delle mani.

Consiglio di cuore a tutti… di veder questo primo video…

 
 
 
 
Frecce2039
 
 
 
 
 
 
 
In quest’altro poi possiamo vedere le opere, 
 spesso associate alle sue
per una evidente vicinanza di stile,
di un altro grande pittore (iraniano)
Iman Maleki

di cui vi ho parlato tempo fa.



 
 
 
 Frecce2039
Iman Maleki
 
  


Buona visione… se vi fa piacere…
 
 
Orso Tony 

 
 
 
 
 
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Iron di Woodkid – Videoclip fantasy e d’autore… ma anche originale e di grande successo   Leave a comment

 
 
 
 
  
 
 
 
Video fantasy in bianco e nero davvero coinvolgente, emozionante,
 per la bellissima, fantastica, potente fusione di immagini e musica.



 
 



Cavalli e bandiere appaiono in forme e movimenti
che riportano a visioni classiche.
 
 
 
 
 

 
Yoann Lemoine – Woodkid
 
 
 
 
 Questo è un lavoro di Yoann Lemoine 
noto con lo pseudonimo di Woodkid,
giovane cantautore, regista, musicista e video-artist francese
che nel video ha voluto anche la top model Agyness Deyn.



Woodkid

 
 
 L’artista ha già ricevuto diversi prestigiosi premi
e l’opera, del 2011,
è stata così apprezzata dal pubblico
tanto da vantare in rete oltre 95 milioni di visualizzazioni.
 
 
Scopriamolo cliccando quaggiù.
 
 
 
 
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A MIO PARERE MERITA, ECCOME
PER IL SUO FASCINO, LA SUA MUSICA
MA FORSE SOPRATTUTTO PER LA SUA ORIGINALITA’
 


 


BUONA VISIONE DA TONY KOSPAN









“Santa Margherita” di A. Carracci era un dipinto molto amato da Caravaggio – Conosciamolo e vediamo perché   Leave a comment






Ci sono opere che rappresentano una vera e proprio cesura rispetto a quelle del passato e che rappresentano una vera “rivoluzione stilistica e/o di contenuti…
come ad  esempio le opere del Masaccio che danno inizio al Rinascimento con la prospettiva (e non solo) rispetto a quelle, piene di eccessi decorativi e artificiali, dello stile precedente.



LA RIVOLUZIONARIA “SANTA MARGHERITA” 
DI ANNIBALE CARRACCI
NASCOSTA IN UNA CHIESETTA ROMANA






Quella di cui parlerò ora in verità è davvero poco nota… ma che sia stata molto significativa nel senso suindicato ce lo dice non un critico o uno storico ma un pittore mitico… ed addirittura contemporaneo dell’autore.

L’opera di Annibale Carracci non si trova in un famoso museo ma in una chiesetta dove fu collocata nel 1599, Santa Caterina dei Funari, che fu ricostruita nel ‘500 in un piccolo rione romano e che spesso ora è pure chiusa.







Non appena il dipinto fu esposto accorsero molti romani, artisti e non, per vederla in quanto appariva come una vera grande novità rispetto all’ormai tramontante manierismo romano.

Alle forme stentoree, rigide ma coperte da broccati e stoffe dai colori sgargianti qui si opponeva un corpo… vero, vitale e reale… che sembrava essere in connessione diretta con lo spettatore.






Santa Margherita, pur con il diadema, la palma del martirio, il libro in mano e col piede sinistro che schiaccia il demonio raffigurato nella forma di un drago e dunque con tutti i crismi dell’iconografia classica, appare tuttavia come una giovane donna del cinquecento che se ne sta morbidamente appoggiata ad un antico e sbreccato piedistallo nello splendido paesaggio agreste romano che appare essere molto di più di una semplice cornice della scena.

Tutto quel che vediamo in Santa Margherita e nell’ambiente intorno a lei non appare astratto ma ci riporta al mondo reale di quell’epoca.






Dunque l’eucaristico motto inciso sull’antico piedistallo “Sursum corda” ovvero “In alto i cuori” non sembra solo diretto alla cura delle anime ma anche a tirar su i nostri cuori reali e palpitanti.

Come ho accennato su questa “rivoluzione” fu intuita subito dai contemporanei come ci riferisce qualche decennio dopo Giovan Pietro Bellori:
– Collocato il quadro sull’altare per la novità vi concorsero li pittori, e tra li vari discorsi loro, Michel Angelo da Caravaggio dopo essersi fermato lungamente a riguardarlo, si rivolse, e disse: “mi rallegro che al mio tempo veggo pure un pittore” – .






Dunque il grande Caravaggio, che da poco era arrivato a Roma e lì non aveva ancora dipinto alcuna opera pubblica, era rimasto entusiasta del dipinto ed in fondo, conoscendo il realismo dei suoi personaggi ed i suoi chiaroscuri, egli non poteva non rilevare ed apprezzare la sorprendente novità.

Narrava un allievo del Carracci che, ancora molti anni dopo, Caravaggio, parlando di questa opera “ci moriva sopra”.






Ecco quindi come nell’arte spesso nascono opere che sono rivelatrici un’avvenuta evoluzione stilistica e di contenuti e talvolta ciò accade in modo assolutamente evidente e documentato come in questo caso.

Tony Kospan




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