Archivio per 8 Maggio 2022

Domenica sera in poesia “Nel mio giardino” – arte Lustruso – canzone “La mia storia fra le dita” Grignani   1 comment

 

 

Lustruso – Pensieri notturni




 

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Quando si ama, 
non si ha alcun bisogno di capire che cosa accade, 
perché tutto comincia ad accadere dentro di noi.
– Paulo Coelho –

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Lustruso – Essere e non essere
 
 
 

NEL MIO GIARDINO 
Rachel Bluwstein

Nel mio giardino ti ho piantato,
nel mio giardino segreto, il mio cuore.


Intricati son divenuti i tuoi rami
e profonde in me le tue radici.

E dall’alba alla notte
non tace, non si placa il giardino
perché ci sei tu, tu
con i mille uccelli del tuo canto. 
(Traduzione di Sara Ferrari)
 

 
 

Lustruso





 






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LA TUA PAGINA DI FB

Frecce (174)

   

musical notes

  

Lustruso – Architetto


LA MADRE NELL’ARTE – Capolavori dedicati alla maternità nei secoli – II PARTE    Leave a comment



Frederick Leighton – Madre e figlia




Proseguiamo questa carrellata dedicata ad altri dipinti,

di autori molto noti e di altri meno noti,

ma a mio parere comunque significativi,

senza alcuna pretesa però di poter neanche lontanamente

esaurire un tema che è stato forse (o senza forse)

il più amato… dagli artisti di ogni epoca.








LA MAMMA NELL’ARTE
II PARTE




P. E. Calderon




Charles Baugniet




W. S. Kendall




Van Gogh – Il padre di famiglia è in mare




William-Adolphe Bouguereau





Giacomo Balla – Affetti – 1910




Klimt




Hugues Merle




Le Brun – Autoritratto dell’artista con la figlia




J. B. Francisco – Il bambino malato -1893




S. B. Halle




Jesse Smith



Tamara de Lempicka




Xi Pan




Orazio Gentileschi




Vincenzo Irolli




Vincenzo Boldini




William-Adolphe Bouguereau – Sguardo materno




Ricerca e impaginazione T.K.




Chi desidera vedere la I PARTE del post,
incentrata soprattutto sulle stupende opere
di Mary Cassat, Renoir, Picasso e A. Toulmouche,
può cliccare qui giù.
fre bia pouce




Ciao da Tony Kospan






3
IL GRUPPO DI CHI AMA
VIVER L’ARTE… INSIEME
Frecce (174)








LA MADRE NELL’ARTE – Capolavori dedicati alla maternità nei secoli – I PARTE   Leave a comment


Penso che non ci sia nell’arte
un tema più bello e più affascinante
della maternità.

Dato l’enorme numero di dipinti sul tema
quindi ho pensato di dividerlo in 2 parti
pur consapevole dell’impossibilità d’esaurirlo del tutto.

L’intento è quindi solo quello di creare
una bella antologia di opere d’arte
iniziando da quelle di 4 grandi artisti.






LA MAMMA NELL’ARTE
a cura di Tony Kospan

Pertanto in questa prima parte vedremo i dipinti,
4 per ciascuno, di 4 grandi artisti
Mary Cassatt, Auguste Toulmouche, Renoir e Picasso
mentre nella II Parte
ci sarà un’ampia antologia di opere di altri autori
anch’esse, a mio parere, molto significative.








I PARTE



Iniziamo con la pittrice impressionista statunitense
Mary Cassatt
che ha creato un grandissimo numero di dipinti sul tema.




Mary Cassatt




Quello che stupisce, e che desta grande ammirazione,
 è che lei non fu mai… m a d r e . . . nella realtà
ma penso che sia stata una grande madre nel cuore
e che questo sentimento l’abbia vissuto in pieno nell’arte.

Sono certo che riconoscerete per averle già viste
diverse sue opere tra le seguenti…  
dato che vanno per la maggiore nel web.




 
Mary Cassatt




Mary Cassatt




Mary Cassatt
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.


Passiamo ora ad Auguste Toulmouche,
pittore francese dell’800,
definito anche il pittore della felicità,
i cui dipinti sono sì accademici… ma davvero eleganti.




Auguste Toulmouche





Auguste Toulmouche





Auguste Toulmouche




Auguste Toulmouche




Ed ora ecco i dipinti

di uno dei più grandi impressionisti,
Pierre-Auguste Renoir,
che ha dedicato numerose opere alla maternità.

Per i soggetti, i colori ed il calore dei suoi dipinti,
è definito il pittore della gioia di vivere
ed il cantore della vivacissima Parigi di fine ‘800.




Renoir




Renoir




Renoir




Renoir




Ed infine terminiamo questa prima parte con

Pablo Picasso

uno dei più grandi artisti del XX secolo.


Il pittore spagnolo, nei suoi variegati periodi

della sua lunga e complessa vita artistica,

ha spesso trattato questo tema universale.





Picasso





Picasso





Picasso





Picasso




FINE I PARTE






3

IL GRUPPO IN CUI VIVER L’ARTE

INSIEME

Frecce2039







SE TELEFONANDO – La nota (ed allusiva) canzone di Mina è di autori famosi – Il poetico testo ed il.. video   Leave a comment



E’ universalmente riconosciuta
come una delle più belle canzoni italiane… di sempre
e gli autori, come vedremo, sono tutti notissimi. 









SE TELEFONANDO
– GRANDE CANZONE POESIA –








Si tratta davvero di un mixage stupendo costituito da:
– una stupenda interpretazione di Mina,
– una bellissima musica, opera del maestro Ennio Morricone,
ed
– un testo “poetico” che dobbiamo a Maurizio Costanzo e Ghigo De Chiara.
Questo disco (un 45 giri in vinile) è del 1966 ed è ormai divenuto uno stupendo… indimenticabile classico.

Il testo è in verità anche audace, di tipo intellettuale… e risente della liberazione sessuale degli anni ’60.

Ci parla infatti di un rapporto d’amore intenso, passionale, ma di una sola notte e senza futuro, ma che ha lasciato solo il bel ricordo delle emozioni vissute.

Il brano musicale si accompagna magicamente a queste emozioni con un continuo “crescendo” finale… che sembra non finire.








SE TELEFONANDO
 
Lo stupore della notte
spalancata
sul mar
ci sorprese che eravamo sconosciuti
Poi nel buio le tue mani
d’improvviso
sulle mie…
É cresciuto troppo in fretta
questo nostro
amor…
Se telefonando io potessi dirti addio
ti chiamerei…
Se io rivedendoti fossi certa che non soffri
ti rivedrei…
Se guardandoti negli occhi sapessi dirti basta
ti guarderei…
Ma non so spiegarti
che il nostro amore appena nato
è già finito…
Se telefonando io volessi dirti addio
ti chiamerei…
Se io rivedendoti fossi certa che non soffri
ti rivedrei…
Se guardandoti negli occhi sapessi dirti basta
ti guarderei…
Ma non so spiegarti
che il nostro amore appena nato
è già finito…



Ed ora è giunto il momento di ascoltarla in questo bel video…



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CIAO DA TONY KOSPAN





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PER LE NOVITA’ DEL BLOG
Frecce2039





Mina (Mina Anna Maria Mazzini) – Busto Arsizio, 25 marzo 1940



LA SIGNORA IN PISCINA – Milan Kundera con questo suggestivo brano ci parla dello.. scorrere del tempo   Leave a comment

 

 

 

 


Questo brano,
che mi affascina molto per le intrinseche valenze poetiche,
ci porta ad una suggestiva ed originale… riflessione
sulla nostra percezione dello scorrere del tempo.








Però poi, se ci pensiamo bene,
ci accorgiamo che in fondo la riflessione è…
 del tutto naturale.
 
 
Ma leggiamolo.
 
 
 
 


 
 
 


LA SIGNORA IN PISCINA
DA “L’IMMORTALITA’”
DI
MILAN KUNDERA

 
 
 
“…. La signora avra’ avuto sessanta, sessantacinque anni, era sola, immersa nell’acqua fino alla vita, lo sguardo rivolto in su verso il giovane maestro di nuoto in tuta che le stava insegnando a nuotare.
Finita la lezione la donna si allontanava in costume da bagno facendo il giro della piscina.
Superò il maestro e quando si trovò a quattro cinque passi di distanza, girò la testa verso di lui, sorrise e lo salutò con la mano.
E in quel momento mi si strinse il cuore!
Quel sorriso e quel gesto appartenevano a una donna di vent’anni!
La sua mano si era sollevata con una leggerezza incantevole.
Era come se avesse lanciato in aria una palla colorata per giocare col suo amante.
Quel sorriso e quel gesto avevano fascino ed eleganza, mentre il volto e il corpo di fascino non ne avevano più.
Era il fascino di un gesto annegato nel non fascino del corpo.
Ma la donna, anche se doveva sapere di non essere più bella, in quel momento l’aveva dimenticato.
Con una certa parte del nostro essere viviamo tutti fuori del tempo.
Forse è solo in momenti eccezionali che ci rendiamo conto dei nostri anni, mentre per la maggior parte del tempo siamo dei senza-età.
In ogni caso nell’attimo in cui si girò, sorrise e salutò con la mano il giovane maestro di nuoto, lei ignorava la propria età.
In quel gesto una qualche essenza del suo fascino, indipendente dal tempo, si rivelò per un istante e mi abbagliò.
Ero stranamente commosso…”


 
 
 
 
 

 
 
 

Cosa ne pensate?
 
 
Ciao da Tony Kospan




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Frecce2039






 
 

Festeggiamo ogni MAMMA del mondo con poesie, dipinti, aforismi, canzoni e non solo   Leave a comment

 
 
 
 

Eastman Johnson

 

 
 
 
Non potevo non dedicare il tema, poetico e non solo,
di questa domenica… alla festa della mamma
e lo faccio con immenso piacere.

.

Chi può aver maggior importanza, nella nostra vita,
dell’essere che ci ha generato?

 
 
 
 
 
 
 
 

LA MAMMA NELLE POESIE… NEGLI AFORISMI…
NELL’ARTE E NELLE CANZONI
a cura di Tony Kospan

 
 
Certo, è vero, ci sono madri e madri
ma in ogni caso la vita umana (e non solo)
si è perpetuata (almeno finora) grazie alla maternità.

 
 
 
 
 
 
 

 
Ed inoltre la madre, con le sue cure fin dalla nascita,
rappresenta, in genere,
il fondamento stesso del nostro esser… persone.


Prima di passare alle poesie
leggiamo alcuni aforismi di grandi autori,
che meglio di mille parole,
affrontano questo universale tema.

 
 
 
 




Sempre una madre aspetta il ritorno di suo figlio
sia se questi se n’è andato in un paese vicino
o in uno molto lontano
Joseph Roth
 
 
La mamma ed io avevamo i nostri miti,
i nostri linguaggi segreti,
i nostri scherzi rituali….
In pubblico avevamo le nostre intese:
bastava un’occhiata!
Jean Paul Sartre
 
 
Mi strinsi al fianco della mamma
ed ancora sentii addosso i suoi bei capelli
come l’ala di un angelo-pensavo,
e fui davvero felice!
Charles Dickens
 
 
Esistono mamme che baciano
e mamme che sgridano,
ma si tratta comunque di amore,
e la maggior parte delle mamme
bacia e sgrida contemporaneamente.
Pearl S. Buck
 
 
Le verità che contano, i grandi principi,
alla fine, restano due o tre.
Sono quelli che ti ha insegnato tua madre da bambino.
Enzo Biagi


 
 
 
 



E’ dunque con i versi che seguono
che vi/mi auguro una domenica felice
o con la mamma, o con il pensiero della mamma,
o con il ricordo e la nostalgia della mamma,
o con le mogli/compagne mamme dei nostri figli.
.


Come sempre mi piacerebbe leggere le poesie,
vostre…o di altri autori sul tema.

 
 
 
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fre bia pouce  music+121 (Mamma – Bocelli)
Paul Serusier
 
 
 

UNA MANO SULLA PORTA 
K. Nakagawa 


Quando sto zitto arriva mia madre.
Sta sola mia madre nella stanza di là.
E io solo e zitto nella stanza di qua.
Mia madre si alza
e arriva di quando in quando.
Con una mano sulla porta
cerca di leggere il mio cuore:
io zitto mi lascio leggere.
Intanto mi nascono affetti e le sorrido:
“Che sei venuta a fare?”.
Ma so bene perché viene da me.
Dopo aver scambiato con me due, tre parole,
mia madre se ne va.
E io penso a tutti gli uomini:
noi viviamo sostenendoci l’un l’altro.
E’ come reggersi colle mani
sulle spalle di chi è accanto.
Si ha bisogno perfino delle persone
che danno fastidio.
Chi sa se mia madre non pensa a questo
quando viene e mi guarda
con la mano appoggiata sulla porta.
 
 
 

fre bia pouce music+121(Mamma Maria – Ricchi e poveri)
William S. Kendall
 
 
 

IO BEN SO 
Rudyard Kipling
 
Se morissi impiccato sopra il colle,
o madre mia,
io bene so chi sempre mi amerebbe,
o madre mia!
Se morissi gettato in fondo al mare,
o madre mia,
io bene so chi sempre piangerebbe,
o madre mia!
E se l’anima mia fosse dannata,
so chi, pregando, allor mi salverebbe,
o madre mia!
 
 
 

fre bia pouce music+121 (Madre dolcissima – Zucchero)
Alfred Stevens – Madre con i suoi figli – 1887

 
 
 
MATERNITA’ 
Tagore
 
Da dove sono venuto? Dove mi hai trovato?
Domandò il bambino a sua madre.
Ed ella pianse e rise allo stesso tempo
e stringendolo al petto gli rispose:
tu eri nascosto nel mio cuore bambino mio,
tu eri il Suo desiderio.
Tu eri nelle bambole della mia infanzia,
in tutte le mie speranze,
in tutti i miei amori, nella mia vita,
nella vita di mia madre,
tu hai vissuto.
Lo Spirito immortale che presiede nella nostra casa
ti ha cullato nel Suo seno in ogni tempo,
e mentre contemplo il tuo viso,
l’onda del mistero mi sommerge
perché tu che appartieni a tutti,
tu mi sei stato donato.
E per paura che tu fugga via
ti tengo stretto nel mio cuore.
Quale magia ha dunque affidato il tesoro
del mondo nelle mie esili braccia?
 
 
 

fre bia pouce music+121 (Viva la Mamma – Bennato)
George Dunlop

 
 
 
LA PAROLA PIU’ BELLA 
Gibran
 
La parola più bella
sulle labbra del genere umano è “Madre”,
e la più bella invocazione è “Madre mia”.
E’ la fonte dell’amore, della misericordia,
della comprensione, del perdono.
Ogni cosa in natura parla della madre.
La stella Sole è madre della terra
e le dà il suo nutrimento di calore;
non lascia mai l’universo nella sera
finché non abbia coricato la terra
al suolo del mare e al canto melodioso
di uccelli e acque correnti.
E questa terra è madre degli alberi e dei fiori.
Li produce, li alleva, e li svezza.
Alberi e fiori diventano
madri tenere dei loro grandi frutti e semi.
La parola “madre” è nascosta nel cuore
e sale alle labbra
nei momenti di dolore e di felicità,
come il profumo sale dal cuore della rosa
e si mescola
all’aria chiara e nell’aria nuvolosa.

 
 
 

fre bia pouce music+121  (Ciao Mamma – Jovanotti)
 Harry Roseland – Madre e figlio



 

MIA MADRE
Edmondo De Amicis

 
Non sempre il tempo la beltà cancella
o la sfioran le lacrime e gli affanni
mia madre ha sessant’anni e più la guardo
e più mi sembra bella.
Non ha un accento, un guardo, un riso
che non mi tocchi dolcemente il cuore.
Ah se fossi pittore, farei tutta la vita
il suo ritratto.
Vorrei ritrarla quando inchina il viso
perch’io le baci la sua treccia bianca
e quando inferma e stanca,
nasconde il suo dolor sotto un sorriso.
Ah se fosse un mio prego in cielo accolto
non chiederei al gran pittore d’Urbino
il pennello divino per coronar di gloria
il suo bel volto.






di ieri, di oggi e di domani… 

ed un dolcissimo pensiero a quelle

che vivono solo nei nostri ricordi…

Orso Tony


 
 
 
 
 
 
 
 
 

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Festa della Mamma – Tutta la storia dall’antichità ai giorni nostri.. in breve   Leave a comment

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Questa festa, diffusa in tutto il mondo,  ha un’origine antichissima…
ma è stata codificata in tempi molto più recenti.
 



Già gli antichi Greci dedicavano alle loro genitrici un giorno dell’anno,
festeggiando la dea Rea, madre degli dei, da loro molto amata.



 
 
 




Feste in onore della nascita e della maternità
venivano poi celebrate anche tra gli antichi Romani,
che salutavano l’arrivo di maggio e della primavera
con un’intera settimana di feste dedicate alle rose e alle donne
anche per festeggiare la rinascita della natura.


 
 
 
 
 
 
 



Come i romani, anche gli antichi Umbri, a maggio,
ricordavano la dea dei fiori
e regalavano rose alle loro amate.








Una ‘Festa della mamma’,
veniva celebrata anche nell’Inghilterra del 1600.
 
 
Nel XVII secolo infatti, in Gran Bretagna,
la quarta domenica della Quaresima,
veniva celebrato il ‘Mothering Sunday’,
il giorno in cui chi lavorava lontano da casa
poteva tornare dai genitori e onorare la propria madre,
offrendole il dolce ‘Mothering cake’








 La festa, originariamente tutta pagana,
con il diffondersi del cristianesimo,
venne acquisita anche dalla Chiesa,
divenendo il giorno in cui si celebrava la…
 “Madre della Chiesa:
forza spirituale della vita e protezione dal male”
,
ma anche la propria madre terrena.




 
 




Ma la vera “madre“… della FESTA DELLA MAMMA….
ovvero la creatrice dell’evento che viene festeggiato in tutto il mondo,
fu una donna americana.




Bertha Webgann




 
  La scelta della della 2° domenica di maggio era avvenuta
in un primo momento per festeggiare la pace…
ma poi Ana Jarvis, nel 1907,
per ricordare l’anniversario della morte di sua madre,
persuase la sua parrocchia a a Grafton, nel West Virginia,
a celebrare l’evento la seconda domenica di maggio.




 
Ana Jarvis




L’anno successivo tutti gli abitanti di Philadelphia
si misero a scrivere a ministri ed a grandi personaggi dell’epoca
per proporre quel giorno come festa nazionale,
e già dal 1911 l’usanza incominciò a diffondersi
in quasi tutti gli Stati americani








Sul finire del 1914, il Presidente degli Stati Uniti, Woodrow Wilson,
ufficializzò la festa come festività nazionale,
da tenersi ogni anno nella seconda domenica di maggio.

 Pian piano questa festa laica ed amatissima si è diffusa
in buona parte del mondo.







.
.
In questo giorno le mamme di quasi tutto il mondo ricevono doni e fiori 
dai loro figli, a testimonianza del loro affetto e della loro riconoscenza.




 




Ma, nel lieto giorno in cui le mamme
sono circondate da amore, affetto e piccole attenzioni,
si dovrebbe anche riflettere sulla figura ed il ruolo
della “mamma” nella nostra società…



Il suo fondamentale ruolo infatti,
ahimè esaltato solo a parole,
 viene invece con leggi e comportamenti sociali
in realtà denegato e maltrattato.







Tony Kospan











Nora… sorprendente gatta pianista – Eccola anche in video   Leave a comment

 
 
 

A volte i nostri amici a 4 zampe
ci sorprendono davvero.
 
 
 
 
 
 

 
 
 

L’ORIGINALE MA VERA STORIA


DI NORA GATTA PIANISTA

 
 

 
 
Il talento di Nora, una gatta Grey Tabby di cinque anni che vive a Filadelphia,  non nasce per caso.
 
La sua padrona, Betsy Alexander, tiene lezioni di piano e la gatta ama imitare gli studenti.
 
Tuttavia Betsy non ha mai cercato di addestrarla.






 


Si accorse che sapeva suonare una sera di quattro anni fa, quando sentì qualcuno al piano e trovò Nora che accarezzava i tasti con le zampine.
 
I padroni di Nora non hanno perso tempo a farne un fenomeno anche commerciale.








 
Su YouTube il suo nome, «Nora the Piano Cat», è accompagnato dal marchio «trademark» e con le sue foto sono stati realizzati un calendario e un manuale di musica.
 
 Il video sta spopolando nel web…

 

 

 
   
 
 
 
 
 
Merita… penso.

 
Ciaooooooooooooooo
 
Tony Kospan
 
 
 
 
 



Paul Gauguin – Artista indipendente tra sogno ed esotismo – Biografia e opere – II PARTE   Leave a comment



L’arte è un’astrazione,
spremetela dalla natura sognando di fronte ad essa
e preoccupatevi più della creazione che del risultato.
Paul Gauguin







PAUL GAUGUIN
INDIPENDENZA SOGNO
E RICERCA DELLA PUREZZA “PRIMITIVA”
II PARTE




Visione dopo il sermone – 1888




LE OPERE POLINESIANE
LE SCULTURE  E LA CONCLUSIONE




Autoritratto





Tra le opere eseguite in Polinesia, come “Fatata te mouà” o “Ai piedi della montagna” del 1892, tutto il mistero si concentra nella corsa sfrenata di un cavaliere sulla sinistra del quadro e la minaccia che incombe con le nuvole sullo sfondo.




Fatata te mouà o ai piedi della montagna 




Le opere polinesiane di Gauguin sembrano intrattenere un rapporto con la composizione dell’arte occidentale.





Gauguin – La donna dei manghi – 1896




Ricordiamo poi la “Conversazione“ del 1892




Conversazione



Tra le opere che incantano ecco anche il “Povero pescatore” del 1896.




Il povero pescatore




Quest’ultimo dipinto propone uno straordinario momento di riflessione presupponendo la silenziosa contemplazione di un’età dell’oro ritrovata.




Parau api – 1892




L’interesse di Paul Gauguin per la cultura polinesiana si delinea attraverso la sua immensa produzione pittorica, grafica e scultorea nella quale ha affrontato temi del quotidiano, rituali religiosi, la bellezza e il costume locale.




Testa con le corna




Tra le sculture segnaliamo la dolcissima “Maschera di Tehamana“ e la “Testa con le corna“ del 1897 che sorprende per la sua incredibile modernità.

Le sculture di Gauguin preannunciano l’africanismo del primo Novecento che portò agli sviluppi del cubismo.




Notte di Natale




Le opere polinesiane, dipinti e sculture, esprimono la sua visione di questa terra nuova e selvaggia e lo portano, pur nella stilizzazione delle figure, a d esaltare i soggetti rappresentati come i veri protagonisti di una terra “di mito e di sogno“.





Autoritratto




La stessa agognata terra dove Gauguin troverà però una solitaria morte, debilitato nel corpo e fiaccato nello spirito. 

Infine ecco un bel video che ci parla di lui e delle sue opere soprattutto del periodo tahitiano…








Termino questo post su Gauguin, autore fortemente ed intimamente combattuto, celebrandone la grandissima arte e l’indubbio e riconosciuto amore per la libertà di espressione, l’esotismo ed il sogno.




Ararea no varua




FONTI: VARI SITI WEB…
– RICERCHE, LIBERO ADATTAMENTO, COORDINAM. ED IMPAGINAZ. T.K. –



F I N E




Per chi desiderasse legger la
I PARTE
fre bia pouce




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IL GRUPPO DI CHI AMA L’ARTE
Frecce2039




Paul Gauguin – L’oro dei loro corpi – 1901


Paul Gauguin – Artista indipendente tra sogno ed esotismo – Biografia e opere – I PARTE   Leave a comment





Io dipingo ciò che sento
e non ciò che vedo.






Divertimento dello spirito maligno
.
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PAUL GAUGUIN 
INDIPENDENZA.. ESOTISMO E SOGNO 
a cura di Tony Kospan 
per il blog 
IL MONDO DI ORSOSOGNANTE


I PARTE



Autoritratto




Singolare artista, inizialmente impressionista
e poi animatore del gruppo Simbolista di Pont Aven,
precursore del Fauvismo… ma in realtà
lontano dalla rigidità di schemi prefissati
e con il sogno della purezza e della semplicità…
“primitive“.






Dopo il sermone – 1888




La sua vita… è davvero una sorprendente miscela.

Nascita in Francia, infanzia in Perù, e poi periodi parigini e periodi tahitiani ed ancora il tentativo di stabilirsi (e stabilizzarsi) in Bretagna… infine la morte nelle isole Marchesi.





Paul Gauguin
Parigi 7.6.1848 – Hiva Oa 8.5.1903




Paul Gauguin: ancorato, e avvinghiato, al classicismo – alienazione sedativa contro un presente insoddisfacente – sogno costante, che resiste a tutte le maree dell’esistenza, e riemerge ogni volta più roccioso.

Paul Gauguin: simbolista folgorato dalla poetica di Cézanne e Pissarro, dominato dall’idea di una pittura pura e “sauvage”, e nella ricerca della fusione arte-vita.





Nudo di donna che cuce





Paul Gauguin: rifiutato dalla Francia e considerato sovversivo, parla con macchie di colore e contorni netti in atmosfere rarefatte, e fa abitare i suoi personaggi, primitivi e mitici, in un Eden letterario ed insulare, forse nella continua ossessiva ricerca del Perù dell’infanzia.








Autunno



Le opere di Paul Gauguin offrono sempre allo spettatore contemporaneo un’esperienza affascinante.


A fare presa sarà lo stereotipo dell’artista anticonformista, oppure l’idea di fuga dalla città alla ricerca di primitività e selvatichezza in una civiltà pura.

Oppure, più semplicemente, la bellezza delle opere: lo stile personalissimo, la ricerca cromatica, la composizione innovativa, i soggetti esotici.







Davvero un artista di mito e sogno a partire dalle prime opere, in cui emerge il debito con Pissarro e soprattutto con Cézanne, l’ispirazione delle terre Bretoni e la complicata esperienza ad Arles con Van Gogh, la fuga a Tahiti.

Guardiamolo e comprendiamolo attraverso la sua poetica che risente anche delle vicende vissute.

Come per esempio in Bonjour Monsieur Gauguin, una vicina di Pouldu ricambia il saluto dell’artista con un freddo Bonjour rimanendo al di là della staccionata che li separa: lui, artista parigino, non apparterrà mai a quel luogo di sogno.






Bonjour Monsieur Gauguin




Eppure proprio in Bretagna Gauguin, dedicandosi pienamente all’arte, trova la giusta ispirazione ed elabora la sua particolare tecnica pittorica: linee che definiscono le figure – da qui la definizione di “cloisonnisme” per la ripresa dell’antica lavorazione dello smalto e delle vetrate medievali – a pennellate brevi, l’una vicino all’altra, con effetto zebrato, con uno studiatissimo uso dei colori, distribuiti sulla tela in modo da riproporne sempre la complementarietà, soprattutto tra i rossi e i verdi.

E’ principalmente l’uso del colore che fa la differenza con l’Impressionismo:
Gauguin non cerca l’intensità luminosa ma l’armonia generale dell’opera, compositiva e cromatica.






Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo?




E, via via con lo scorrere delle opere, scorre anche il percorso verso l’utopia. è a Tahiti che la ricerca di Gauguin trova finalmente posa – anche se momentanea.

Sotto la luce dei Tropici, la tavolozza si accende e contemporaneamente si semplifica; gli spazi sono definiti da ampie campiture e le linee più marcate;
i soggetti sono quelli più noti: donne, fanciulli, piccoli animali domestici, natura lussureggiante.





Arearea




Mirabili sono alcuni ritratti come Te Avea No Maria o il mese di Maria e Le Parau Parau o la Conversazione in cui emerge a pieno l’eclettico primitivismo della fase più matura:
le donne taitiane, evidentemente esotiche per colori e costumi, vengono occidentalizzate nell’atteggiamento.





La siesta





FONTI: VARI SITI WEB
RICERCHE COORDINAM. LIBERE RIELABORAZ. ED IMPAGINAZIONE: T.K.




FINE I PARTE – CONTINUA…


CIAO DA TONY KOSPAN




3
IL GRUPPO DI CHI AMA L’ARTE
Frecce2039








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