Archivio per 17 aprile 2022

Domenica sera in poesia “Arte Poetica” V. Huidobro – arte A. Karadjova – canzone “Poesia” Don Backy   Leave a comment




Aleksandrina Karadjova


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Il giorno in cui voi non brucerete più d’amore,
molti altri moriranno di freddo.
– Francois Mauriac –
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Aleksandrina Karadjova



ARTE POETICA
– Vicente Huidobro –


Che il verso sia come una chiave
Che apre mille porte
Cade una foglia; qualcosa passa in volo;
Quanto guardano gli occhi sia creato,
E l’anima di chi ascolta resti a tremare.

Inventa nuovi mondi e cura la parola;
L’aggettivo, quando non dà vita, uccide.

Siamo nel ciclo dei nervi.
Il muscolo pende,
Come un ricordo, nei musei;
Ma non per questo abbiamo meno forza:
Il vero vigore
Risiede nella testa.

Perché cantate la rosa, o Poeti !
Fatela fiorire nella poesia;
Solo per noi
Vivono tutte le cose sotto il Sole,

Il poeta è un piccolo Dio.



Aleksandrina Karadjova



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Gif Animate Frecce (117)



 
Aleksandrina Karadjova


IL DOMINO – Ecco l’antico gioco o simpatico passatempo in immagini.. gif.. video e non solo   Leave a comment






LA SUBLIME (?) E SIMPATICA ARTE DEL DOMINO






NON SAPETE COS'E?


BEH ORA LO SCOPRIRETE

E SPERO CHE VI DIVERTIRETE.


 

  



IL VIDEO CHE SEGUE CONTIENE 

UNA PICCOLA SIMPATICA COLLEZIONE DI DOMINO

E' UN VERO ESEMPIO

DELL’ARTE DEL CAZZEGGIARE O DEL PERDER TEMPO.







MA…
ATTENZIONE ATTENTION ACHTUNG 
 
 
 
 
 
 
 
 RISCHIATE DI… PERDERE TEMPO…!!!!

ECCOLA…

 


  clikka qui giù – nel video una piccola collezione


 


  
QUESTA E' INVECE UNA SIMPATICISSIMA GIF




DOMINO GIF 5lh88

 
 
 
ORSO TONY
 
 
 
 
 

tititatitita

 ARTE MUSICA POESIA E TANTO ALTRO

PSICHE E SOGNO

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Noi siamo fuocherelli – Un simpatico ed originale raccontino dal “Libro degli Abbracci”   Leave a comment

 
 
 

Davvero bello, pur nella sua genuina semplicità,
 questo raccontino-riflessione

 
 
 
 
 
 
 
 
 


NOI SIAMO… FUOCHERELLI
Eduardo Galeano







 
 
 
 
 
 
A un uomo del villaggio di Negua, sulla costa della Colombia, fu concesso di salire alto nel cielo.

Al ritorno disse che aveva contemplato dall’alto la vita degli uomini.

 
E disse che siamo un mare di fuocherelli.

 
Il mondo è questo – rivelò -.
 
 
 
 

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C’è un mucchio di gente e un mare di fuocherelli.

Ogni persona brilla di luce propria fra tutte le altre.

Non ci sono due fuochi uguali.

Ci sono fuochi grandi e fuochi piccoli e fuochi d’ogni colore.

 

 

 
 
 

C’è gente dal fuoco sereno che non si lascia scompigliare dal vento, e gente dal fuoco pazzo, che riempie l’aria di faville.
 
Alcuni fuochi sono fuochi sciocchi, che non illuminano né bruciano però ce ne sono altri che ardono tutta la vita con tanta voglia che non li si può guardare senza restare abbagliati.
 
E chi si avvicina, prende fuoco.
 
 

Eduardo Galeano, El libro de los abrazos (Il libro degli abbracci)

 
 
 
 
 
 

Proviamo a guardar le persone attorno a noi… secondo le immagini di questa storiella ed immaginare quale tipo di fuocherello esse possono essere.
 
Potremmo divertirci.
 
Ma… ma poi… noi… sì proprio noi…  dove ci collochiamo e soprattutto dove e come ci collocano gli altri?
 
Siamo fuochi grandi o piccoli? Sciocchi… o saggi…? O…?


 
 
 
 
 
 
 

Ciao da Orso Tony





LA TUA PAGINA DI… SOGNO?

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Gabriel Garcia Marquez – Breve ricordo del grande scrittore anche con un brano del suo libro “Cent’anni di solitudine” ed un video   2 comments

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Come ricordare uno dei grandissimi della Letteratura mondiale e certamente tra i più amati e rinomati scrittori del Sudamerica?

Morto? Sì certo ma le sue opere sono più vive che mai e non cesseranno di entusiasmare e far sognare i lettori.

Quando è morto qualche anno fa… si è scatenato (giustamente) un bombardamento mediatico mondiale per cui è molto difficile ora dire cose nuove.

Mi limiterò quindi a

 – dire 2 parole sulla sua attività letteraria,
 – proporre un brano del suo mitico libro amato in tutto il mondo e
 – proporre un interessante video.




(Aracataca 6.3.1927 – Città del Messico 17.4.2014)



GABRIEL GARCIA MARQUEZ



Cent'anni di solitudine è il libro che nel  '67 gli diede la fama mondiale ma la sua opera letteraria è composta anche da 11 romanzi e tanti racconti ed articoli.






Lo scrittore colombiano aderiva alla corrente definita “Realismo magico” e se pensiamo che il padre era un telegrafista e la madre una “magaecco che forse possiamo intuire da dove nascono le atmosfere che egli trasferisce nei suoi scritti.
Certo quelle descritte nei suoi romanzi sono atmosfere surreali… sognanti… così come i suoi personaggi ma ne scrive in modo tale che al lettore sfugge il punto di confine tra realtà e fantasia.

Nel 1982 è stato insignito del Premio Nobel





UN BREVE BRANO DA… CENT'ANNI DI SOLITUDINE


“Molti anni dopo, di fronte al plotone di esecuzione, il colonnello Aureliano Buendìa si sarebbe ricordato di quel remoto pomeriggio in cui suo padre lo aveva condotto a conoscere il ghiaccio.
Macondo era allora un villaggio di venti case di argilla e di canna selvatica costruito sulla riva di un fiume dalle acque diafane che rovinavano per un letto di pietre levigate, bianche ed enormi come uova preistoriche. Il mondo era così recente, che molte cose erano prive di nome, e per citarle bisognava indicarle col dito”


“Taciturno, silenzioso, insensibile al nuovo soffio di vitalità che faceva tremare la casa, il colonnello Aureliano Buendìa comprese a malapena che il segreto di una buona vecchiaia non è altro che un patto onesto con la solitudine”


“Allora saltò oltre per precorrere le predizioni e appurare la data e le circostanze della sua morte.
Tuttavia, prima di arrivare al verso finale, aveva già compreso che non sarebbe mai più uscito da quella stanza, perché era previsto che la città degli specchi (o degli specchietti) sarebbe stata spianata dal vento e bandita dalla memoria degli uomini nell'istante in cui Aureliano Babilonia avesse terminato di decifrare le pergamene, e che tutto quello che vi era scritto era irripetibile da sempre e per sempre, perché le stirpi condannate a cent'anni di solitudine non avevano una seconda opportunità sulla terra”




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CENT'ANNI DI SOLITUDINE – UN'INTERESSANTE VIDEO LETTURA






Tony Kospan

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LA PASQUA.. E’ ORA ANCOR PIU’ UN NECESSARIO ARCOBALENO DI PACE E SPERANZA – Eccola nelle poesie.. nell’arte.. nelle canzoni e non solo   2 comments


 
 
 

Kim Norlien

 


E’ Pasqua…
una delle più importanti feste religiose
del Cristianesimo e dell’Ebraismo e
pertanto buona parte del Mondo è in festa.

Certo anche quest’anno sarà una festa molto sofferta
vista la gravissima situazione in cui si trova l’Europa
a causa dell’incomprensibile guerra.

Tuttavia il suo significato non viene certamente meno,
anzi, a mio parere, esso viene ancor più accresciuto
dalla consapevolezza della controversa natura umana.

 
 
 
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LA PASQUA
ARCOBALENO DI PACE E SPERANZA
IN POESIA.. ARTE.. CANZONI ED AFORISMI 
a cura di Tony Kospan


 
 
 
 
 
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pasq campanepasqua008 Perché la Pasqua ha ancora tanto fascino? pasq-campanepasqua009.gif
 

La Festa della Pasqua rappresenta,
nonostante le varie crisi che investono l’Europa ed il mondo,
insieme al suo significato religioso,
anche il punto più alto delle nostre speranze di un mondo migliore
ed un grande auspicio di pace.
 

 
 
 
 
 
 
 

Pertanto l’immagino raffigurata nell’arcobaleno,
inteso come ponte di luce e colori,
che ci traghetta dall’inverno alla primavera
e, nel contempo, è un universale simbolo di pace.
 
 Essa ci lascia intravedere,
oltre il buio della difficile realtà che stiamo vivendo,
la speranza ma anche  l’assoluta necessità 
di una vera fratellanza umana universale.


 
 
 
 
 
 
 


Quindi il tema delle poesie è la Pasqua… 
vista anche come arcobaleno… pace… e speranza.

I dipinti sono di Kim Norlien,
elegante pittore della pace e dei ricordi,
e di George Inness
definito il pittore degli arcobaleni.

 
Come sempre mi piacerebbe leggere le poesie che,
sul tema, parlano al vostro cuore.
 
 
 
 
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 Sergio Endrigo – Girotondo intorno al mondo
George Inness
 
 

PASQUA
Ada Negri
 
E con un ramo di mandorlo in fiore,
a le finestre batto e dico: «Aprite!
 Cristo è risorto e germinan le vite
 nuove e ritorna con l’april l’amore
 Amatevi tra voi pei dolci e belli
 sogni ch’oggi fioriscon sulla terra,
 uomini della penna e della guerra,
 uomini della vanga e dei martelli.
 Aprite i cuori. In essi irrompa intera
 di questo dì l’eterna giovinezza ».
 lo passo e canto che la vita è bellezza.
 Passa e canta con me la primavera.
 
 
 
  Renato Carosone – Buona Pasqua
 Kim Norlien
 
 

OGN’ANNO
Luciano Somma
 
Ogn’anno
Nasci e muori
Poi risorgi
Cristo
Dio padre e figlio
Mio fratello
Sei qui tra noi 
Presenza di speranza 
In mezzo a quest’incendio 
D’odio infame
Di guerre fatte 
E irrimediabilmente perse. 
Ma come un fiore
Che rinasce sempre 
Anche là tra le croci
In mezzo ai sassi
Tra i rovi d’una vita
Esasperata
Sento il nuovo profumo
D’un amore
E sul cammino 
Verso un’altra meta
Sembra più tollerabile 
Il calvario.
 
 
 
  Adriano Celentano – L’arcobaleno
 George Inness

 

HO DIPINTO LA PACE
T. Sorek
 
Avevo una scatola di colori
brillanti, decisi, vivi.
Avevo una scatola di colori, 
alcuni caldi, altri molto freddi.
Non avevo il rosso
per il sangue dei feriti. 
Non avevo il nero
per il pianto degli orfani.
Non avevo il bianco
per le mani e il volto dei morti. 
Non avevo il giallo
per la sabbia ardente,
ma avevo l’arancio
per la gioia della vita,
e il verde per i germogli e i nidi,
e il celeste dei chiari cieli splendenti,
e il rosa per i sogni e il riposo.
Mi sono seduta e ho dipinto la pace
 
 


  Celtic Woman – Over the Rainbow
Kim Norlien



SPERANZA 
Pablo Neruda

Ti saluto, Speranza, tu che vieni da lontano
inonda col tuo canto i tristi cuori.
Tu che dai nuove ali ai sogni vecchi.
Tu che riempi l’anima di bianche illusioni.
Ti saluto, Speranza, forgerai i sogni
in quelle deserte, disilluse vite
in cui fuggì la possibilità di un futuro sorridente,
ed in quelle che sanguinano le recenti ferite.
Al tuo soffio divino fuggiranno i dolori
quale timido stormo sprovvisto di nido,
ed un’aurora radiante coi suoi bei colori
annuncerà alle anime che l’amore è venuto.
 
 
 

 Renato Zero – La pace sia con te

George Inness

 
 
UN MONDO D’AMORE
Jayan Walter

Ho sognato un mondo d’amore:
verdi prati e fiori colorati,
farfalle libere che giocano col vento,
le onde del mare che limpido s’infrange
sulle dorate spiagge
e sui massi di granito e di cemento.
Senza più i ricordi della rabbia e del rancore,
senza i pregiudizi del colore,
né il gioco crudele del potere,
né il perpetuo rincorrere del valore:
non più oro, non più città oscure
di nubi tossiche e di catrame nero,
ma un mondo nuovo, una nuova progenie,
dove speranza è viva e acceso è l’amore,
e la vita scorre come il fiume al sole.
 
 
 
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