Archivio per 9 aprile 2022

Sabato sera in poesia “Il cammino fino a te” B. Dimitrova – arte B. Burke – canzone “Autogrill” Guccini   1 comment





Brenda Burke









7jutdr3h
Da giovani guardiamo al futuro, 
da vecchi guardiamo al passato 
e così non siamo mai voltati nella direzione giusta 
e il presente, spesso, ci sfugge.
Michel de Montaigne –
7jutdr3h



Brenda Burke



IL CAMMINO FINO A TE 
– Blaga Dimitrova –

Fu lungo il mio cammino fino a te,
 la vita intera quasi ti cercai
 per serpeggianti avidi incontri
 con altri, e tu non venivi.
E fino a dove s’apriva il tuo sguardo,
 ombre attraversai e rumori sordi,
 ma trapelava da me soltanto
 purezza di suoni – per amor tuo.
Ogni tua carezza io piansi,
 Prima che fosse nata la difesi,
 e il nostro futuro incontro custodivo
 con pazienza nel mio petto.
Fu lungo il mio cammino fino a te,
 immensamente lungo, e quando tu davvero
 finalmente davanti a me sei apparso,
 ho riconosciuto te, ma me stessa a stento.
Immensi spazi avevo in me raccolto,
 sconfinati aromi, timbri e desideri,
 e abbracciavo ormai uno spazio così vasto
 che accanto a me dovevi fermarti.
Fu lungo il mio cammino fino a te,
 e ci ha unito per un incontro breve.

 Sapendolo… di nuovo sceglierei
questo lungo cammino fino a te.




Brenda Burke








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IL MONDO DI ORSOSOGNANTE… NOVITA’
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Brenda Burke
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Stavolta sono gli “esperti del vino” a cadere sotto le tremende ma simpatiche grinfie della Littizzetto   Leave a comment



Un attacco divertito e divertente, ma deciso,

a quelli che si credono, ostentando una ridicola prosopopea,

perfetti conoscitori di tutti i “segreti” del vino.



Penso che tutti noi ne conosciamo qualcuno eh eh



Ma leggiamolo.

 

 

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GLI ESPERTI DEL… VINO

by Luciana Littizzetto…

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Io un saltino lì l’avrei fatto.
Giusto così.
Per bermi un bicchiere di vino e godermi lo spettacolo.
Pieno di pubblico e intenditori così.
Tutti a Verona Vinitaly, tutti a dire la loro.
Già, perché i veri intenditori sono pochi.
La maggior parte son gadani che si credono esperti e poi non sanno distinguere una coca da un chinotto.
Però fanno i fighi.
Stan lì a sventolare i polsi, a girare il bicchiere come se dovessero far sciogliere l’aspirina. 
Gente che fino ad un giorno prima non distingueva il grignolino dal cherosene, di colpo parla di annate: 
«Eh ma quella del 2002 non ha niente a che fare con quella del 1998…»


 

 



 

Ma taci… 

Ma che ne sai… io non mi ricordo neanche se nel ‘98 ero già fidanzata! 

Ma non hai una mazza, da ricordarti di più sensato? 

Sono quelli che per bere un goccio di vino ti fan due sfere dei ching così… 

E poi annusano. 

Mettono il canapione dentro e tiran su di narice. 

Cosa fai? L’areosol? 

Cosa vuoi che ci sia lì dentro? Pipì? 

Son quelli che se ti sbagli a chiedergli: Com’è sto vino? 

Loro cominciano: «Dunque… questo Brachetto ha buona personalità e voglia di dimostrare le proprie qualità». 

Un bicchiere di Brachetto? Ma si dice una roba così di un vino? 

Ma al limite del produttore! E quando il vino non è granché allora cosa devi dire? 
’Sto Barbera non si applica, ’sto Grignolino non si impegna, ’sto Zibibbo è distratto e macchia le tovaglie? 
«Naso complesso con bouquet di frutti neri e fiori appassiti». 

E che gusto sanno i fiori appassiti? Scusa tesoro amore. 

Ma secondo te io nella vita passo il tempo ad assaggiare le rose spuflite e poi a chiedermi che gusto sanno? 
«Un vino sapido con un finale lunghissimo». 

Che finale può esserci dopo un bicchiere di vino? 

Un rutto? Stiamo parlando di un vino… 
Semplifica ciciu…


 

 

 

 

Dì che se lo bevi è buono… 

Dì che non ti fa venire il mal di testa, che ti resta un buon sapore in bocca e che però devi stare attento al fondo perché viene giù quella segaturina schifida che te lo rovina. 

Con quelle manine bianche e curatine che si vede che non fai una mazza dalla mattina alla sera… 

Sempre lì tirarti il vino sulla medaglia… a tirar giù golate e a fare sciac sciac sciac con la bocca come paperino… 

Sai cosa mi fai venire voglia di fare, tu? Te lo dico. Di bere. 

Ma sai cosa? Un bicchiere di coca. 
Una media di coca fredda. Con delle bolle grosse come palloni. 

E quando annusano il tappo? Io divento matta. T

e lo dico io che odore ha il tappo, amore. Odore di vino. 
Pensa un po’. Il tappo sa di vino. Credimi.

 


 

 

 

Son sicura. Son poche cose sicure al mondo. 

Che la macchina di uno che ha il cane sa di selvatico, che i calzini puliti dopo una giornata di Clark san di gorgonzola, e che il tappo di una bottiglia di vino sa di vino, credimi sulla parola.. 

E poi io mi dico: coi vini non sarà come coi profumi? 

Che magari io sento un gusto e tu ne senti un altro? 
Come con le ascelle. Ognuno ha le sue. E una diversa dell’altra. 
Se su di te il Pico Srabam sta da dio, su di me magari sa odore di margarina rancida. 
Se su di me il Fanfaluc sa di bouquet, su di te prende il retrogusto di sgombro sott’olio.



 

 

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Da La Stampa del 6/4/2007 – Impaginazione t.k.

 


 

Ciao da Tony Kospan

 

 

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Dante Gabriel Rossetti – Breve ricordo dell’artista italo-inglese ispiratore dei Preraffaelliti e vari suoi dipinti   Leave a comment




Dante Gabriel Rossetti è stato
l’ispiratore ed il principale esponente dei 
Preraffaelliti.

 
 

 
 
 


DANTE GABRIEL ROSSETTI ED I PRERAFFAELLITI
a cura di Tony Kospan
 

 
 
2 PAROLE SULLA CORRENTE ARTISTICA
 
 

La Confraternita dei Preraffaelliti
è stata una corrente artistica inglese
nata nel settembre del 1848.
  
Suoi esponenti principali furono
Dante Gabriel Rossetti, William Hunt, Ford Madox Brown,
John Everett Millais, William Morris, Edward Burne-Jones
ed in seguito John William Waterhouse.

 
 
 
Proserpina – Rossetti (Jane Burden)
 
 

La nascita della corrente avvenne
in opposizione al dominante accademismo dell’epoca
e contro le rigidità del Vittorianesimo.
 
 Il loro obiettivo era
il ritorno alla natura ed alla spontaneità,
che individuavano nell’arte italiana del ‘400,
e cioè… prima di Raffaello.
 
Da questo nacque il nome.

 
 

Rossetti – Collage di 3 dipinti con tema Dante e Paolo e Francesca




Erano artisti che amavano innanzitutto
la bellezza, l’armonia ed il sogno
ed avversavano l’avanzante modernizzazione
e l’industrializzazione capitalistica.
 
 I loro temi erano soprattutto biblici,
shakespeariani, danteschi e medievali.

 
  
Dante Gabriel Rossetti – Autoritratto 
 
 


BREVE BIOGRAFIA DI ROSSETTI


Chi, più di Dante Gabriel Rossetti
il cui cognome già evidenzia l’origine italiana della famiglia
(il padre era uno studioso di Dante emigrato in Inghilterra),
poteva sentire la vicinanza e l’importanza di queste tematiche?



Il saluto tra Dante e Beatrice – Rossetti

 
 
Non solo… anche il suo stesso nome, Dante,
gli fu dato dal padre in quanto grande
ammiratore e studioso dell’Alighieri.
 
Ed anche lui, fin da piccolo,
aveva mostrato grande interesse ed amore
per la poesia e l’arte del Medioevo Italiano.



Nel pergolato – Rossetti



I suoi primi dipinti ritraevano infatti per lo più 
personaggi e storie dantesche.
 
Il suo amore per il mondo dantesco
non venne mai meno.


 
 
La visione di Fiammetta


 
Rossetti, uno dei massimi esponenti della corrente
ha ancor oggi, anche grazie al web,  
nutritissime schiere di ammiratori
entusiasti ed innamorati delle sue opere.


 

Nell’ottobre del 1857 avvenne il suo incontro,
ad una rappresentazione teatrale,
con quella che divenne la sua modella preferita,
Jane Burden.

 
 
La bella mano


 

Dante rimase rapito dalla particolare bellezza
di questa giovane di famiglia di umili origini.

Rossetti sposato (e non solo)
allora la convinse a posare per lui
e la dipinse nel ritratto di Ginevra.



 
 Rossetti – Il vestito blu – Jane Burden

 


Questo suo sottile fascino
fu esaltato soprattutto da Rossetti,
che la dipinse numerosissime volte
ma lo stesso fecero anche altri della corrente.
 
 
Tuttavia, oltre ad un intenso scambio epistolare,
non traspare nulla che possa far immaginare
che ci fosse qualcosa di più di un’amicizia.

 
 


Rossetti – La sposa
  
 
 


Le opere artistiche, e poi anche letterarie, della corrente
non sempre furono ben viste dal mondo britannico
del tutto chiuso in austere visioni vittoriane,
per cui ebbero molte e diverse difficoltà.




Rossetti


 
 Per questo, ma anche per una serie di suoi errori e
per esperienze sentimentali e familiari non fortunate
(la morte di un figlio appena nato e poi della moglie Elizabeth Siddal 
prima sofferente e poi forse suicida a causa dei troppi tradimenti del marito)
la vita di Rossetti fu un continuo alternarsi di vicende non facili
e si concluse in povertà e solitudine e tra droghe ed alcool.

 
 
 
 
Rossetti – Beatrice Portinari – Elizabeth Siddal (la moglie)



Eppure il suo genio artistico,
benché costretto tra i complessi meandri ed i tortuosi corsi
della sua vita travagliata, non venne mai meno


e ci ha donato opere davvero affascinanti.



Pia de’ Tolomei
 
 
 

Tony Kospan
 
 

F I N E

 
 
 

 

 


– Fonti: vari siti web
– Rielaborazione ed impaginazione T.K. per il blog IL MONDO DI ORSOSOGNANTE
Copyright Tony Kospan 
 






(Londra 12.5.1828 – Birchington 9.4.1882)




Baudelaire.. “poeta maledetto” e padre della poesia moderna – Breve biografia e 2 sue mitiche poesie   Leave a comment




Un poeta considerato oggi un autore classico, 

ma che ebbe una vita, sia reale che letteraria, 

molto travagliata come potremo ora leggere.

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E’ universalmente definito poeta “maledetto”
in quanto simbolo della difficoltà del vivere
per una continua lotta interiore tra luce e tenebre.


Riuscì però a cogliere in modo magistrale
la complessità del proprio
IO
che poi, se davvero vogliamo guardarci dentro,
non è poi tanto dissimile dal nostro.
 
 

 
 
 
 
OMAGGIO A BAUDELAIRE
a cura di Tony Kospan
 
 
 
 
 
 
Parigi 9 aprile 1821  –  Parigi 31 agosto 1867



BREVE BIOGRAFIA 
 


Diventato molto presto orfano di padre ebbe
un’infanzia difficile a causa dei complicatissimi rapporti
col patrigno e, non volendo iniziare la classica
vita borghese, si rifugiò in quella “bohemienne
del Quartiere Latino parigino.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

La sua vita fu breve ma intensa e tempestosa…
tra tentativi di suicidio, amori sregolati, alcool e droghe.
Fu però anche nel contempo molto attiva negli ambienti
culturali parigini, soprattutto simbolisti,
dove ebbe modo di confrontarsi con gli altri grandi
letterati, artisti e intellettuali del vivace 800 francese.



Henri Fantin-Latour (Qui è con altri grandi artisti dell’epoca)



Prova evidente della sua attiva presenza
nel mondo culturale parigino è questo dipinto qui su
di Henri Fantin-Latour “Hommage à Delacroix
in cui lo riconosciamo (ultimo a destra in basso),
tra altri personaggi come lo stesso Henri Fantin-Latour,
Édouard Manet, Félix Bracquemond ed altri.





 
 
Il suo libro di poesie più famoso
ed in un certo senso “rivoluzionario” è
LES FLEURS DU MAL – I FIORI DEL MALE
del 1857 (per il quale subì condanna e censura).

 
 
 
 
 

Courbet – Ritratto di Baudelaire
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 Abbiamo visto che frequentava i grandi artisti
del suo tempo ma amava anche, davvero e molto, l’arte
al punto di scrivere anche libri in materia
come “Curiosità estetiche” del 1868
e “L’arte romantica” 1868-1870
in cui manifestò il suo pensiero.
Le sue stelle comete, anche in questo campo,
erano il
romanticismo ed il simbolismo.




Caspar David Friedrich (Romanticismo)


 
Tuttavia i suoi versi parlavano di qualsiasi aspetto
della vita reale (ad esempio delle nascenti industrie
con l’immagine di «fiumi di carbone salgono in cielo
»).
Con la sua ultima opera – Spleen di Parigi
sperimentò poi anche la poesia… in prosa.
 
.
 
 
 
 
 
 
 
 
Morì nel 1867 a soli 46 anni
dopo una paralisi ed un tremenda agonia.



Fu sepolto in forma anonima nella tomba di famiglia…
e solo nel 1949 la Corte di Cassazione Francese
ha finalmente riabilitato le sue opere e la sua memoria.
La sua opera che ancor oggi risplende
d’immensa luce propria è certo
I FIORI DEL MALE.


 
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,




Quest’opera è talmente bella
che Carlo Dossi, dopo averla letta,
si convinse a non scriver più poesie!


Prima di passare alla sua più nota e più bella poesia
leggiamone un’altra che invece lascia trapelare
la sua visione del conflitto
tra la dura realtà umana ed il sogno.


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Manet –  Jeanne Duval (il grande amore di Baudelaire)




TI ADORO


T’adoro al pari della volta notturna,
o vaso di tristezza, o grande taciturna!
E tanto più t’amo quanto più mi fuggi,
o bella, e sembri, ornamento delle mie notti,
ironicamente accumulare la distanza
che separa le mie braccia dalle azzurrità infinite.
Mi porto all’attacco, m’arrampico all’assalto
come fa una fila di vermi presso un cadavere e amo,
fiera implacabile e cruda, sino la freddezza
che ti fa più bella ai miei occhi.

.


 
 



Ascoltiamo ora in questo video la poesia 
Albatros“,
davvero fantasticamente profonda,
in cui simbolicamente è tratteggiata
proprio la figura del Poeta,
spesso schernita e criticata dalla cd. “Società per bene“,
che non ne comprende la grandezza
proprio perché è troppo più avanti
rispetto alla banalità del pensiero corrente.



 
 
 
 


E, se ci va, ora leggiamola anche,
per coglierne meglio
ogni piccola o grande sfumatura.


L’ALBATRO

Spesso, per divertirsi, le ciurme
catturano degli albatri, grandi uccelli marini,
che seguono, compagni di viaggio pigri,
il veliero che scivola sugli amari abissi.
E li hanno appena deposti sul ponte,
che questi re dell’azzurro, impotenti e vergognosi,
abbandonano malinconicamente le grandi ali candide
come remi ai loro fianchi.
Questo alato viaggiatore, com’è goffo e leggero!
Lui, poco fa così bello, com’è comico e brutto!
Qualcuno gli stuzzica il becco con la pipa,
un altro scimmiotta, zoppicando, l’infermo che volava!
Il poeta è come il principe delle nuvole
che abituato alla tempesta ride dell’arciere;
esiliato sulla terra fra gli scherni,
non riesce a camminare per le sue ali di gigante.
 
 
 

CIAO DA TONY KOSPAN 
 
 
 


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Lorenzo dei Medici.. la sua mitica “CANZONE DI BACCO” ed una riflessione sul.. “CARPE DIEM”   Leave a comment




La mitica Canzone di Bacco di Lorenzo de’ Medici,
vera classica bandiera del Carpe Diem,
è il tema dell’articolo che segue di Antonello Ferri
che ci parla dello scorrere del tempo
e della necessità di viverlo bene.

 
 
 
 
Lorenzo dei Medici – Firenze 1º gennaio 1449 – Firenze 9 aprile 1492
 
 
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La Rosa dei venti

 Vivi l’attimo, ferma il presente, lascia al cuore lo spazio della mente

 

Adesso, Now, Maintenant, Ketzt, Ahora

 

 

 

 

 


Scrivo per non dimenticare, o per meglio dire per ricordare. Ma è utile vivere di ricordi oppure è molto meglio vivere semplicemente alla giornata, lasciando che la vita ci scorra addosso…
Personalmente ho avuto una vita intensa piena di cose e di persone, ma, spesso, non mi sono accorto di tutte le belle cose che mi stavano accanto, perché ero così preso da fare piani e progetti per il futuro, da dimenticarmi completamente che la vita era lì, insieme a me, in quel preciso momento.

La frenesia di questa società e tutti i falsi valori che ci vengono inculcati, non ci consentono di vivere la vita, così, semplicemente per quello che è, ma tutti noi sempre alla ricerca di qualcosa, che ci porta lontani dal nostro vero sé e ci passano accanto persone meravigliose, opportunità varie, ma prigionieri della corsa verso il futuro, non le vediamo…


Domani sarò felice, è una frase triste, mette malinconia…mi perderò adesso nelle citazioni, ma a volte sono necessarie…

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Molti uomini muoiono senza essere mai nati veramente…
Erich Fromm

 

La frase è densa di significato e alla prima occhiata sfugge.
La cosa da fare assolutamente secondo me è quella di capire esattamente quali sono le nostre vere capacità e muoversi di conseguenza… senza perdere tempo…dedicare la propria giornata alle cose che ci stanno veramente a cuore! Quando si è giovani pensiamo sempre di essere in credito con la vita, ma in realtà siamo in debito e sarebbe utile porsi la domanda:


“Io cosa posso fare per questo mondo meraviglioso? quale contributo speciale posso dare?”



Varie domande aiutano a restringere i tempi e a concentrarsi sul qui ed ora. Per esempio…

” se io avessi soltanto tre mesi di vita quali sono quelle tre cose che vorrei assolutamente fare ?”……..
“..e in un mese di vita ?”………
“…e in una settimana di vita?”………
“…e in un giorno di vita ?”………….
“…e in un’ ora di vita ?”……………

Se è un’ idea quella che stai cercando, ti suggerisco la seguente: perdona te stesso, perdona tutti gli altri e fà tu la prima mossa, non stare sulla difensiva!


La morte di mio padre sorprese tutti e lui per primo, ebbi solo il tempo di correre al suo capezzale, di stringere la sua mano e parlare con lui per gli ultimi minuti della sua vita. Era un mio desiderio stare con lui gli ultimi momenti della sua vita.. il messaggio che voglio lanciarti è :


Vivi l’attimo, ferma il presente, lascia al cuore lo spazio della mente”

Spesso siamo portati a procrastinare e rimandiamo al futuro cose che potremmo fare oggi. La prematura scomparsa di mio padre mi ha fatto profondamente comprendere che nessuno sa quanto tempo ha a disposizione e che conviene realmente vivere ogni giorno come se fosse l’ultimo. L’importante è andare a letto la sera senza rimpianti e non importa se la battaglia del giorno è vinta o persa, l’importante è avere fatto del nostro meglio…senza rimpianti.






Annibale Carracci – Trionfo di Bacco e Arianna

“Canzone di Bacco”
Lorenzo de Medici

Quant’è bella giovinezza,
che si fugge tuttavia!
chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza.
Quest’è Bacco ed Arianna,
belli, e l’un de l’altro ardenti:
perché ‘l tempo fugge e inganna,
sempre insieme stan contenti.
Queste ninfe ed altre genti
sono allegre tuttavia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza.
Questi lieti satiretti,
delle ninfe innamorati,
per caverne e per boschetti
han lor posto cento agguati;
or da Bacco riscaldati
ballon, salton tuttavia.
Chi vuol esser lieto, sia
di doman non c’è certezza.
Queste ninfe hanno anco caro
da lor essere ingannate:
non può fare a Amor riparo,
se non gente rozze e ingrate:
ora insieme mescolate
suonan salton tuttavia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza.
Questa soma, che vien drieto
sopra l’asino, è Sileno:
così vecchio è ebbro e lieto,
già di carne e d’anni pieno;
se non può star ritto,
almeno ride e gode tuttavia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza.
Mida vien dopo a costoro:
ciò che tocca, oro diventa.
E che giova aver tesoro,
s’altro poi non si contenta?
Che dolcezza vuoi che senta
chi ha sete tuttavia?
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza.
Ciascun apra ben gli orecchi,
di doman nessun si paschi;
oggi sian, giovani e vecchi,
lieti ognun, femmine e maschi;
ogni tristo pensier caschi:
facciam festa tuttavia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza.
Donne e giovinetti amanti,
viva Bacco e viva Amore!
Ciascun suoni, balli e canti!
Arda di dolcezza il core!
Non fatica, non dolore!
Ciò ch’a esser convien sia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza.

 

 
Ciao Babbo, sei stato tu a leggermi questa poesia per la prima volta, sono passati molti anni, ero un bambino e pensa che solo adesso scrivendo mi sono ricordato questo particolare e anche una tua frase,”Ti ricorderai l’autore di questa poesia perché ha un nome simile al mio, io mi chiamo Renzo e lui Lorenzo.”


I lettori di Solaris sono persone profonde, spirituali e comprenderanno sicuramente che questo articolo non è uno dei miei soliti, ma è stato forse scritto a quattro mani….

Pace e Felicità a tutti voi. 

Antonello Ferri

testo dal sito Solaris – impaginazione dell’Orso


 
 
 
Tony Kospan

 
 
 
 
 

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