Archivio per 1 aprile 2022

Weekend in poesia “Le più belle poesie” A. Merini – arte F. Fressinier – canzone “A chi” F. Leali   1 comment

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Francois Fressinier





 
 
 
 
 
 
 



azzurr fb9hh
Due sono le grandi gioie nella vita di un uomo: 
la prima quando per la prima volta può dire “Amo”,
l’altra, ancora maggiore,
quando può dire “Sono Amato”. 
– Carlo Dossi –
 azzurr fb9hh
 
 
 
 
   
Francois Fressinier


 
 
 
 
LE PIU’ BELLE POESIE 
Alda Merini
 
 
Le più belle poesie
si scrivono sopra le pietre
coi ginocchi piagati
e le menti aguzzate dal mistero.
Le più belle poesie si scrivono
davanti a un altare vuoto,
accerchiati da agenti
della divina follia.
Cosi, pazzo criminale qual sei
tu detti versi all’umanità,
i versi della riscossa
e le bibliche profezie
e sei fratello a Giona.
Ma nella Terra Promessa
dove germinano i pomi d’oro
e l’albero della conoscenza
Dio non è mai disceso
né ti ha mai maledetto.
Ma tu si, maledici
ora per ora il tuo canto
perché sei sceso nel limbo,
dove aspiri l’ assenzio
di una sopravvivenza negata.


 
 
 
 
Francois Fressinier
 
 
 

 

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Francois Fressinier


 

Alcune delle ultime scoperte archeologiche pompeiane ed il sorprendente affresco dei Gladiatori   Leave a comment









ULTIME SCOPERTE ARCHEOLOGICHE A POMPEI



Negli ultimi anni si sono avute spesso nuove scoperte e quasi tutte nella Regio V di Pompei.







I GLADIATORI


Un affresco, seminascosto nel sottoscala di quella che appare una taverna, è una delle “ultimissime”.

L’affresco riprende gli ultimi momenti di una lotta tra gladiatori e mostra chiaramente chi ha vinto e chi si sta arrendendo.

Il dipinto è sorprendente in quanto, forse (e soprattutto) per la modestia del luogo, non mostra la classica eleganza pittorica presente in quasi tutte le domus pompeiane… ma ci mostra, con poco stile, 2 corpi tozzi e sgraziati, polpacci esagerati, sangue che schizza dappertutto etc. 

Eppure il dipinto non manca di alcun aspetto essenziale della lotta tra gladiatori, come gli elmi, gli schinieri, la celata sul viso e perfino il dito in alto col quale il soccombente chiede la grazia.

Gli archeologi si sono quindi molto meravigliati di questo dipinto definendolo un po’ “trash” (volgare) escludendo ovviamente gli affreschi a luci rosse.

Passiamo ora a vedere alcune delle altre recenti scoperte avvenute negli Scavi di Pompei








LEDA E IL CIGNO


Il dipinto, che riprende il classicissimo tema mitologico, è stato ritrovato in una casa di via Vesuvio che porta proprio il suo nome.

E’ uno splendido affresco dai vivaci colori. 

La scena, pur essendo implicitamente spinta dovendo rappresentare il noto mito greco, appare viceversa ritratta in modo non volgare.








NARCISO


Nella stessa casa in cui è stata trovata Leda e il cigno è stato trovato l’affresco di Narciso.

Anche questo mito è rappresentato secondo i canoni classici.

Infatti ci mostra Narciso che, innamorato della sua bellezza, si specchia nell’acqua.







IL MOSAICO DI ORIONE


Qui è raffigurato Orione che dopo la morte diviene una costellazione. 

Il mosaico, rinvenuto negli scavi della Regio V di Pompei, insieme ad altri, ci hanno fatto comprendere chi era il proprietario di quella casa.

Infatti si è stabilito che doveva essere un agrimensore, cioè un tecnico altamente specializzato in misurazioni agrarie. 








NEREIDE E IL CAVALLO MARINO


L’affresco è stato rinvenuto in un termopolio, cioè in un negozio in cui si vendevano bevande e generi alimentari.






Accanto ad esso un altro che appare chiaramente indicativo dell’attività della bottega… (inoltre, durante lo scavo, sono state trovate proprio anfore come quelle del dipintoe che potremmo definire quindi… un’insegna commerciale ante litteram.


Tony Kospan








Breve ricordo di Edmond Rostand autore del Cyrano.. con la sua bella e poetica spiegazione del.. bacio   Leave a comment



Come ricordare il famoso scrittore

e poeta francese dell’ottocento, autore del mitico Cyrano,

se non con un mitico brano di questa sua opera?


 

Marsiglia 1º aprile 1868 – Parigi 2 dicembre 1918



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Ricordiamo tutti la famosa frase di Cyrano
sul bacio… definito…
– l’apostrofo rosa tra le parole “t’amo” –
ma sappiamo dove e quando fu scritta?


 
 




 
 
 


MA POI COS’E’ UN BACIO?
– TUTTA LA SPIEGAZIONE DI… CYRANO DE BERGERAC… –

 
 
 
 
 
 
 
Se non ricordiamo o non abbiamo letto il testo…
in cui tale frase è presente…
perché non leggerla (o rileggerla)
nel suo vero contesto originario?



 




Edmond Rostand autore del Cyrano e la moglie
 
 
 
 

Edmond Rostand è l’autore del Cyrano
nonché marito della poetessa autrice de
l’ “ETERNELLE CHANSON”
di cui abbiamo parlato qualche tempo fa…
sull’amore fino alla 3° età.
 
 
Ma veniamo al famoso dialogo.
 




Gérard Depardieu e Anne Brochet nel film
 
 
 

COS’E’ UN BACIO?
Edmond Rostand
“Cyrano de Bergerac” – Atto III Scena X 
 
 
 
 

– Rossana: Parlavamo di… di un…
Cyrano: Bacio. E’ una parola dolce. Non capisco perché voi non osiate pronunciarla.
Se già questo vi fa bruciare tutta, che accadrà poi più avanti? Non abbiate paura.
Non avete poco fa, quasi senz’accorgervene, rinunciato a giocare?
Non siete passata senza traumi dal sorriso al sospiro e dal sospiro al pianto?
Andate avanti, ancora un poco, senza farci caso, e vedrete: dalle lacrime al bacio non c’è che un brivido..
Rossana: Tacete!
Cyrano: Un bacio – ma cos’è poi un bacio?
Un giuramento un po’ più da vicino, una promessa più precisa, una confessione che cerca una conferma,
un apostrofo roseo fra le parole t’amo, un segreto soffiato in bocca invece che all’orecchio,
un frammento d’eternità che ronza come l’ali d’un’ape, una comunione che sa di fiore,
un modo di respirarsi il cuore e di scambiarsi sulle labbra il sapore dell’anima!
Rossana: Tacete
Cyrano: Un bacio – è così nobile un bacio, che la stessa regina di Francia – la regina! –
non ha saputo negarne uno a un lord d’Inghilterra.
Rossana; E con questo?
Cyrano (esaltandosi): Io sono quel lord – come Buckingam! – come lui v’amo soffrendo in silenzio,
mia regina, come lui sono triste e fedele…
Rossana: Che aspetti? Sali a cogliere questo fiore ineguagliabile…
Cyrano: (spingendo Cristiano verso il balcone) sali.
Rossana: Questo sapore di cuore…
Cyrano (sempre a Cristiano) : Sali!
Rossana: Questo ronzio d’api…
Cyrano (a Cristiano): Sali….
Cristiano e Rossana si abbracciano e si baciano.
Cyrano: Che strana sensazione! Un bacio – l’amore pranza ed io, come Lazzaro, raccolgo le briciole nel buio.
Ma sì, sento che un po’ di questo bacio mi appartiene, perché su quelle labbra Rossana bacia le parole che ho detto io.


 
 
 
 

 

 

 

Ma ora possiamo anche “viver” questa scena

ascoltandone la lettura, da par suo, di Fabio Volo
 
 
 
 
 
IL BRANO LETTO DA FABIO VOLO
 
 
 
 
 
 
 
Ciao (e baci con un sorriso) da Tony Kospan

 
 
 
 
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Edmond Rostand


 

Rachmaninoff – Breve ricordo del grande musicista anche con una sua nota opera unita a dipinti di Magritte   Leave a comment




Rachmaninoff… 

è stato uno dei più grandi compositori e pianisti di sempre

e famosissimo in tutto il mondo.


Qui parlerò di lui associando la sua musica

al surrealismo di Magritte.







Dunque stavolta il libero accostamento tra pittura e musica classica

ci porta a “veder ed ascoltar insieme”

un grande pittore belga ed un grande compositore russo.





Magritte

ovvero l’interpretazione dell’interiorità

e  Rachmaninoff

l’ultimo dei compositori romantici 




La meraviglia




MUSICA CLASSICA ED ARTE

RACHMANINOFF E MAGRITTE



René Magritte




Lessines 21.11.1898 – Bruxelles 15.8.1967



e…



Sergei Rachmaninoff





Velikij Novgorod 1.4.1873 – Beverly Hills 28.3.1943



Rachmaninoff  è considerato  l’ultimo dei grandi compositori romantici.

Ma è stato anche pianista e direttore d’orchestra di fama mondiale.

Dopo la rivoluzione russa divenne cittadino americano ma ebbe sempre nostalgia per la madre patria.

Ha creato un linguaggio musicale nuovo ricco di espressività e di colorate tonalità.

Come pianista poi è stato un autentico “padrone” dello strumento da cui ricavava stupende melodie.

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Magritte è stato invece un pittore belga considerato tra i più grandi artisti surrealisti del 20° secolo.

Leggiamo questo breve brano trovato tempo fa nel web che ci parla del suo inconsueto modo di dipingere.






 
– Magritte non amava dipingere.
Non mancano gli aneddoti e le testimonianze dirette che confermano il suo atteggiamento distaccato rispetto al “fare pittura“.
Ma ne sono buona testimonianza le opere stesse che rifiutano ogni “cedimento” pittorico, tese a sviluppare in immagine la fragranza dell’idea, unica protagonista dei suoi lavori.





Gli amanti




Il suo è un dipingere freddo, levigato, meticoloso ma senza palpiti di pennello, senza sorprese di tocchi, di gesti, d’inebrianti incidenti di percorso.
Tuttavia, e paradossalmente, la sua prassi si colloca nel cuore della pittura, vale a dire nella centralità dialettica dello sguardo, del vedere e in sintesi della visione.
Il problema della visione come territorio orgogliosamente presidiato dall’arte moderna e rivendicato in quanto specificità conoscitiva inalienabile e paritetica rispetto all’attività scientifica, fìlosofìca e tecnologica che sembrava esaurire ogni possibile funzione conoscitiva, aveva negli anni Venti attraversato circa un secolo di travagliate e però trionfanti esperienze. 
 
(dal web)






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Amo Magritte proprio per questo,
cioè non tanto per le sue capacità tecnico-artistiche,
quanto per l’idea… la fantasia incredibile…
oggi si direbbe messaggio
che egli ci trasmette in modo chiaro… anche se surreale.




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Il collegamento arte-musica stavolta mi è stato facilitato

dall’aver trovato questo video che accosta anch’esso

una bella serie di dipinti di Magritte alla musica di Rachmaninoff.







Buon ascolto… e buona visione (o viceversa)
se vi fa piacere.

Ciao da Orso Tony



IL GRUPPO DI CHI AMA LA STORIA ED I RICORDI (NO POLITICA)










Milan Kundera – Buon compleanno con breve analisi del suo stile ed un bel brano   Leave a comment

 
 
 
 
Oggi è l’anniversario della nascita
di questo scrittore, saggista, poeta e drammaturgo ceco.

 
 
 
 
 
Milan Kundera  (Brno –  1º aprile 1929)
 
 
 

BREVE BIOGRAFIA

 
 
Iscrittosi nel 1948 da studente al Partito comunista
ne fu dopo poco espulso nel 1950
per il suo spirito indipendente.
 
Dopo aver studiato Letteratura all’Università di Praga
ben presto passò alla Facoltà di Storia del cinema e lì si laureò.
 
 
 
 
 
 
  
 
 
Riammesso nel partito divenne ben presto
una figura importante della cultura di quel paese.

Negli anni successivi si schierò apertamente con l’ala che rappresentava
la cd. Primavera di Praga per cui, dopo che questa fu soffocata,
perse il posto di docente e fu espulso di nuovo dal partito.
 

 

 

 
 

Nel 1975 riparò in Francia dove ha insegnato
nelle Università di Parigi e di Rennes
e dove ancora vive con la moglie Vera Hrabanková.

 
 
 
 
 
 
 
BREVE ANALISI DELLA SUA ATTIVITA’ LETTERARIA

 
 
I suoi “Scherzo”  e “L’Insostenibile leggerezza dell’essere
oltre ad esser stati dei grandi best seller
costituiscono una parte fondamentale della storia del romanzo del XX secolo.
 
 
Il romanzo… lo scrivere… per lui rappresenta anche
un’alta forma di resistenza contro quelle forme di vuota comunicazione,
attratte solo da supersemplificazione e ferme al momento presente,
che sono i più rilevanti «agenti del rimbecillimento» mondiale.
 
 
Kundera rappresenta quindi insieme ed al di là
dei suoi tanti capolavori letterari
uno spirito universale capace di tener legati i fili della tradizione
con una visione consapevole, ma libera ed aperta, della realtà…

 
 
 
 
 
 
 
 

IL SUO STILE
 
 
 
Per comprenderne lo stile e l’anima leggiamo questo passo,
che mi affascina molto per le sue intrinseche valenze poetiche,
e che ci porta ad una bella ed originale… riflessione
sulla nostra percezione dello scorrere del tempo
 
 
 
 




LA SIGNORA IN PISCINA
DA L’IMMORTALITA’








“…. La signora avra’ avuto sessanta, sessantacinque anni, era sola, immersa nell’acqua fino alla vita, lo sguardo rivolto in su verso il giovane maestro di nuoto in tuta che le stava insegnando a nuotare.


Finita la lezione la donna si allontanava in costume da bagno facendo il giro della piscina.


Superò il maestro e quando si trovò a quattro cinque passi di distanza, girò la testa verso di lui, sorrise e lo salutò con la mano.


E in quel momento mi si strinse il cuore!


Quel sorriso e quel gesto appartenevano a una donna di vent’anni!


La sua mano si era sollevata con una leggerezza incantevole.


Era come se avesse lanciato in aria una palla colorata per giocare col suo amante.


Quel sorriso e quel gesto avevano fascino ed eleganza, mentre il volto e il corpo di fascino non ne avevano più.


Era il fascino di un gesto annegato nel non fascino del corpo.


Ma la donna, anche se doveva sapere di non essere più bella, in quel momento l’aveva dimenticato.


Con una certa parte del nostro essere viviamo tutti fuori del tempo.


Forse è solo in momenti eccezionali che ci rendiamo conto dei nostri anni, mentre per la maggior parte del tempo siamo dei senza-età.


In ogni caso nell’attimo in cui si girò, sorrise e salutò con la mano il giovane maestro di nuoto, lei ignorava la propria età.


In quel gesto una qualche essenza del suo fascino, indipendente dal tempo, si rivelò per un istante e mi abbagliò.


Ero stranamente commosso…” 




 



 
 



Infine per il suo compleanno



non posso (non possiamo) non fargli…


 




 
 
Tony Kospan



 
 
 

IL PESCE D’APRILE – Breve storia della simpatica ricorrenza con gli scherzi più famosi.. delle vignette ed un bel video   Leave a comment

 
 
 
 

 
 
 
 


E’ il primo aprile… 
ed oggi ricorrerebbe la simpatica ed antica tradizione
del Pesce d’Aprile.

Vista la situazione non so se essa sarà rinnovata
data la guerra e l’ancora presente pandemia
anche se forse sarà possibile farlo
nei social e nelle chat se ci sarà la voglia.






Ripercorriamo comunque la storia della tradizione
e ricordiamo alcuni scherzi famosi
insieme ad alcune vignette.

 
 
 


PESCE D’APRILE

STORIA VIGNETTE E BURLE FAMOSE


 
 

 

 

 

 

 

 LA STORIA


 

Alcuni ne fanno risalire l’origine al XVI secolo, e precisamente al 1582 quando, con la riforma del Calendario ad opera di Gregorio XIII, il Capodanno – che prima si festeggiava in Primavera e precisamente nel periodo che andava dal 25 marzo al 1 aprile – venne di colpo spostato al 1 gennaio.
Ma essendo un periodo in cui non c’erano radio, giornali, tv e internet a diffondere e ricordare variazioni e nuove regole, molti o ignoravano del tutto la cosa, o se la dimenticavano: così i burloni si divertivano a invitare questi distratti malcapitati a inesistenti banchetti, feste e cerimonie per il nuovo anno.


 
 
 
 
 

 


Più probabile è che l’origine del Pesce di aprile si ricolleghi al fatto che proprio in questa data, in tutta Europa, veniva aperta ufficialmente la pesca, nel senso che venivano tolti quei divieti governativi che impedivano durante il resto dell’anno di pescare determinate qualità (ad esempio i bianchetti).

Era quindi un momento felice per i pescatori, che veniva festeggiato con particolari lazzi e sfottò rivolti ai colleghi che tornavano con le reti vuote.


 
 

 

 

Linguisticamente, tutto si risolve nel fatto che come il pesce “abbocca” stupidamente all’amo, così gli uomini “abboccano” stoltamente a false notizie (bufale).

 


 

 


 


In Italia l’uso di fare scherzi il 1° di aprile è relativamente recente; ne troviamo i primi brevi cenni intorno al 1840 nei diari e documenti marittimi dei commercianti navali genovesi, che a loro volta riportavano documenti francesi.

 

 

 




Per tradizione, il Pesce di aprile è sempre stato legato alla stampa, alla radio, alla televisione e più di recente a internet cioè agli strumenti più adatti a diffondere una notizia.





 


Persino la terribile beffa che Orson Welles fece agli americani da una stazione radio il 30 ottobre del 1938 (lo sbarco dei marziani), era stata progettata per il 1° aprile di quell’anno e poi rinviata.

 

 

 

 

 

SCHERZI FAMOSI ED ALTRE VIGNETTE


 

Uno degli scherzi più antichi e riusciti fu fatto ai fiorentini nel 1878; la “Gazzetta d’Italia” pubblicò la notizia dell’improvvisa morte avvenuta in città di un maharajah indiano e annunciava che, secondo la tradizione induista, questo sarebbe stato cremato il 1° di aprile su un’alta pira costruita appositamente nel parco delle Cascine. Ovviamente una grande folla si riunì nel luogo stabilito, e rimase in attesa per ore sino a quando dai cespugli sbucarono torme di giovanotti vestiti da pescatori che si misero a girare per la folla gridando “Pesci d’Arno fritti!”.

 

 

 

 

 

 

Altri scherzi rimasti famosi:
1957. La BBC fece un reportage riguardante la grandiosa e abbondantissima raccolta degli spaghetti coltivati nella campagna Svizzera. Molti spettatori telefonarono per sapere come si potesse fare per ordinarne qualche kg.

 

 

 

 

 


1961. Il quotidiano “La Notte” di Milano annunciò un’ordinanza del Comune che imponeva le luci segnaletiche e di posizione per i cavalli circolanti per le strade della città o dei paesi limitrofi. Molti cittadini portarono il loro animale dall’elettrauto per dotarlo di fari.


 

 

 

 


1993. Nelle strade di Milano e Torino comparirono manifesti che annunciavano una nuova “tassa di circolazione” imposta dai Comuni da pagare in base al… peso corporeo dei cittadini.

 

 


 

 

2001. Il portale sportal.it annunciò che il Senatore Umberto Bossi era il nuovo presidente dell’Avellino Calcio; il colore della maglietta… verde padania… lo aveva convinto.





Anche Google è autore di annuali scherzi!

Nel 2010 ha organizzato un pesce d’aprile con il proprio ufficio giapponese ideando e lanciando una nuova applicazione, chiamata Google Voice per animali. Il “prodotto”  era stato presentato con tanto di sito ufficiale e video! Google Voice avrebbe permesso di tradurre (come Google Translator) la voce degli animali!!!!

 

 

 

 

 

TESTO DA VARI SITI WEB ADATTATO DA T.K.

 

 

Comunque sembra che il vero pesce d’aprile di questi anni, data la crisi, è ormai questo…


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IL VIDEO


 

Ed infine vediamo altri famosi pesci d’aprile in questo video:


 

 

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 Tony Kospan

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In ogni caso… auguro  tutti




Robert Doisneau e la sua arte fotografica che appare un poetico ponte tra… realtà ed umanità   Leave a comment

 

 
 
 
 
 
 

Il suo modo di fotografare fu assolutamente innovativo
in quanto amò penetrare, con la sua macchina fotografica,
 la realtà umana viva e cruda delle periferie…
aspetto che allora nessuno prendeva in considerazione.









Questo grandissimo maestro ed artista della fotofrafia…
è conosciuto ed apprezzato in tutto il mondo
al punto che Google qualche anno fa
gli ha dedicato la copertina per il suo centenario.

 
 
 
 

(omaggio Google)

 
 
 
 

Questa sua specialità,
lo scattar foto per strada cogliendo gli aspetti più strani…
ma nello stesso tempo più normali… della società francese…,
lo rese in breve tempo famoso.
 
 
 
 
 
ROBERT DOISNEAU
(Gentilly 14 4 1912 – Montrouge 1° 4 1994)

 
 
 
 
Eh sì… il grande fotografo francese
è stato uno dei padri della fotografia
intesa come arte e documentazione sociale…





 
 
 
 

 
 
 
 
Il suo stile è definito
umanista
in quanto è l’umanità
con i suoi dolori, le sue gioie e la sua quotidianità
l’oggetto della sua arte fotografica




 
 
 
 

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A mio parere, però,
nella sua arte fotografica è ben presente
anche un pizzico di dolce ironia…
e di geniale originalità.













Tra i temi da lui preferiti ci sono i bambini e l’amore…


Una fila durante l’occupazione tedesca di Parigi
 
 
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La foto finale… Bacio all’Hotel De Ville
è certo la sua foto più famosa
ed è considerata il suo capolavoro…
 
 
 
 
 












 
 
 
 
 
Ammiriamo ora in questo bellissimo video
le sue emozionanti opere fotografiche,
vero e proprio omaggio alla sua arte,
e ringraziamolo per le emozioni
che i suoi scatti, ancor oggi, ci donano
insieme ad una affettuosa documentazione
di un mondo che non c’è più.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
CIAO DA TONY KOSPAN
 
 
 
 
 
 
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Bacio all’Hotel De Ville – 1950



 
 
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