Archivio per 15 marzo 2022

Martedì sera in poesia “La Regina” Neruda – arte D. G. Rossetti – canzone “La voce del silenzio” Mina   Leave a comment







Dante Gabriel Rossetti








Sognare è la suprema genialità.
Søren Kierkegaard




  
Dante Gabriel Rossetti – Fiammetta



LA REGINA
~ Pablo Neruda ~

Io ti ho nominato regina.
Ve n’è di più alte di di te, di più alte.
Ve n’è di più pure di te, di più pure.
Ve n’è di più belle di te, di più belle.
Ma tu sei la regina.
Quando vai per le strade
nessuno ti riconosce.
Nessunovede la tua corona di cristallo,
nessuno vede il tappeto d’oro rosso
che calpesti dove passi,
il tappeto che non esiste.
E quando t’affacci
tutti i fiumi risuonano nel mio corpo,
scuotono il cielo le campane,
ed un inno riempie il mondo.
Tu sola ed io,
tu sola ed io, amor mio,
lo udiamo.




Dante Gabriel Rossetti – La sposa



rosa cuor 3wcurdyjrosa cuor 3wcurdyj





da Orso Tony



PER LE NOVITA’ DEL BLOG
SE TI PIACE
I S C R I V I T I




Dante Gabriel Rossetti




NON BASTA APRIRE LA FINESTRA – Pessoa.. grande cantore del sogno.. stavolta pur amandolo lo ritiene incompleto.   2 comments

 
 
 
 
 




   
Una poesia, della serie “grandissime poesie”
 e dalle notevoli e profonde suggestioni.

 
 
 
NON BASTA APRIRE LA FINESTRA
 
 




Dalì – Ragazza alla finestra
 
 
 
 

Pessoa, poeta del sogno, stavolta pur esaltandolo,
dubita che esso, nonostante sia superiore 
alla materialità delle cose ed alla freddezza della razionalità,
riesca poi davvero a veder bene  quel che c’è 
oltre la… “finestra“.



 
  
 
 
 

NON BASTA APRIRE LA FINESTRA
Fernando Pessoa
 
 
Non basta aprire la finestra
per vedere la campagna e il fiume.
Non basta non essere ciechi
per vedere gli alberi e i fiori.
Bisogna anche non aver nessuna filosofia.
Con la filosofia non vi sono alberi:
vi sono solo idee.
Vi è soltanto ognuno di noi,
simile ad una spelonca.
C’è solo una finestra chiusa
e tutto il mondo fuori; 
e un sogno di ciò che potrebbe esser visto 
se la finestra si aprisse, 
che mai è quello che si vede
quando la finestra si apre.

 
 
 
 
 
 
 

 


Alcuni ritengono però che la poesia parli


di luoghi da visitare, di paesaggi da vedere

perché più belli dal vero che sognati,

ma, secondo me, qui v’è chiaramente

una visione che va molto oltre

e quindi che sia una poesia soprattutto metafisica.


 


.
.
.

Penso che Pessoa ci voglia dire:
– della nostra incapacità di vedere la verità solo con i nostri occhi,
– del pericolo di farci condizionare dai ragionamenti della filosofia
– della possibilità di vedere molto più in là della realtà
grazie ai nostri… sogni.

Tuttavia però poi termina con l’amara considerazione
che nonostante ciò
la verità è… comunque sempre diversa.

.
.
.




In altre parole ed in estrema sintesi
il significato è, a mio parere, dolce-amaro,
e ci lascia un senso di vuoto e di incompletezza.

Noi non conosciamo e non conosceremo mai la vera realtà…
che è quella che è oltre noi… (oltre la finestra)
ma la possiamo solo immaginare… sognare…
in quanto siamo prigionieri delle nostre convenzioni sociali
dei nostri tabù… delle nostre sovrastrutture mentali.

Però nemmeno questo sognare, ahimè,
corrisponderà mai alla verità sconosciuta
o inconoscibile da noi umani.






Per questo si può parlare di poesia metafisica…

La mia è però una personalissima interpretazione
e mi piacerebbe legger quel che ne pensate voi.



Pessoa


CIAO DA TONY KOSPAN
 
 
 
 
 
 

a3dip5xq

ARTE MUSICA POESIA HUMOUR
NEL GRUPPO PSICHE E SOGNO

.
.
.
.





Amanda.. cagnolina cilena si è mostrata una vera mamma coraggio – La storia e le immagini   Leave a comment






Nelle prime ore del mattino, i vigili del fuoco sono stati chiamati per un incendio in una casa di Santa Rosa de Temuco (Cile) ed hanno assistito a qualcosa di incredibile.
Una cagnolina, Amanda, ha rischiato la vita per salvare i suoi cuccioli rimasti ancora nella casa in fiamme.







La cagna va avanti e indietro per mettere i suoi dieci cuccioli in sicurezza nel camion dei pompieri.
Lei non smette di correre fino a quando tutti i cuccioli sono al sicuro e lontani dal fuoco.






I vigili del fuoco sulla scena non potevano credere ai loro occhi!
La maggior parte delle persone non aveva mai visto un cane così coraggioso!









Dopo aver salvato tutti i suoi cuccioli dalle fiamme, la madre giaceva accanto a loro per rassicurarli e proteggerli.
I cittadini li hanno portati in una clinica veterinaria per curarli tutti.
Ora tutta la famigliola è in gran forma.


CHE FANTASTICO ESEMPIO DI CORAGGIO E DI AMORE MATERNO!
Tony Kospan

F I N E 



Testo ed immagini da Chienmitié e da altri siti – 
Traduz. e coordinam. t.k. per il blog IL MONDO DI ORSOSOGNANTE





Caterina Boratto.. attrice torinese di grande bellezza – Una vita tra cinema e storia dai “Telefoni Bianchi” a “Villa Arzilla”   Leave a comment

.
.
Caterina Boratto
 
 

Moltissimi non sapranno nemmeno chi sia il personaggio
di cui ora parlerò
eppure
Caterina Boratto
è stata una delle più belle ed affascinanti donne del nostro Cinema
e grande diva, negli anni 30, all’epoca dei cd. “telefoni bianchi”.

 
 
 
 
(Torino 15.03.1915 – Roma 14.09.2010)
 
 


CATERINA BORATTO
BELLEZZA… CINEMA E… STORIA
a cura di Tony Kospan
.
.


 
 
 

DAI TELEFONI BIANCHI A VILLA ARZILLA
– Durante la guerra perse il fidanzato e 2 fratelli –
.
.
.
Era nata a Torino il 15 marzo 1915… e lì già giovanissima, al liceo musicale, si fece subito notare per le innate doti di fascino e classe.
Su segnalazione dell’attrice Evelina Paoli, nel 1937, le fu assegnata la parte principale nel film VIVERE.. dove recitava il celebre tenore Tito Schipa… entrando dunque nel mondo della celluloide dalla porta principale.
Scoppiò lì sul set, tra lei e Schipa, subito il classico… colpo di fulmine… ed ebbero una storia d’amore.
Nel ’38 recitò in “Chi è più felice di me?” sempre con Tito Schipa e la stessa regia di Brignonee poi in “Hanno rapito un uomo” con Vittorio de Sica.

 
 



Tito Schipa


 
 
 
Il successo di “Vivere” la rese famosa anche in America e nel 1939 fu scritturata dalla famosissima casa di produzione cinematografica Metro Goldwyn Mayer.
Lì fu subito amata ed ammirata… ma ormai sopraggiungevano gli anni della guerra che la costrinsero a tornare in Italia.
senza nemmeno riuscire a partecipare ad un film.
Tornata a Torino sotto i bombardamenti iniziò, in quegli anni drammatici, una bella storia d’amore con il conte Guidi di Romena che però mori poco dopo in un incidente aereo.

 
 
 
 



 
 
 

 
 
Visse quindi davvero momenti difficili e le furono vicini soprattutto Vittorio De Sica e Giuditta Rissone.
Le cose migliorarono con la chiamata a recitare nel 1942 in alcuni film di genere melò (melodrammatici) dove il mattattore era Amedeo Nazzari con cui ebbe una breve storia e soprattutto con la partecipazione al film “Campo de’ Fiori” (1943).
Qui ebbe rapporti difficili con Anna Magnani e conobbe Aldo Fabrizi, Peppino De Filippo ed il regista Mario Bonnard.


 
 



Amedeo Nazzari

 
 
 
Giungiamo agli ultimi anni di guerra e di nuovo il dramma la colpisce duramente… perdendo 2 fratelli… uno caduto da partigiano e l’altro martire di Cefalonia quando si rifiutò, con tutti gli ufficiali e soldati italiani presenti sull’isola greca di continuare la guerra (che per l’Italia era terminata) accanto ai tedeschi.

 
 
 
 

 
 
 


Un po’ di sollievo le giunse dall’ospitalità offertale nella clinica di lusso torinese “Sanatrix” .
Lì conobbe il proprietario Armando Ceratto che sposò.
Il dopoguerra la vede al centro di alterne vicende personal, belle come la nascita della figlia Marina, ma anche brutte come il fallimento del marito.


 
 
 




Caterina Boratto nel film “Giulietta degli spiriti” di Fellini
 
 
 
 
 
Una ripresa vera e propria in campo artistico avviene grazie alla chiamata di Fellini in Otto e mezzo (1963) e Giulietta degli spiriti (1965). .. ed altre importanti partecipazioni come “Io, io, io… e gli altri ” nel 1965 di Alessandro Blasetti con Franca Valeri, “Ardenne ’44: un inferno” nel 1969 e il controverso “Salò o le 120 giornate di Sodoma” nel 1975 di Pier Paolo Pasolini.







 
Negli anni successivi quando sembra ormai finita la sua carriera d’artista eccola di nuovo tornare in auge negli anni anni ’90 con il divertente serial televisivo “Villa Arzilla”.
 
 
 




 
 
 
 
 
La sua vita, come abbiamo visto, appare densa sia di gioie che di dolori… ma in ogni caso ha certamente lasciato un segno nella storia del cinema.






Apparentemente altera e distaccata, ma in realtà timida, ribelle e sognante aveva una bellezza aristocratica… e un po’ malinconica,  ed anche “statuaria” come possiamo vedere ed ammirare nelle foto… ed in questo video tributo.
 
 
 
 
 



 
 
 
 
 
 
 
 
Tony Kospan

 
 
 
Tutti i diritti riservati – Tony Kospan
 
 
 
 
 


 Flowers_tiny_PH.gif picture by Lilith_RJ2Flowers_tiny_PH.gif picture by Lilith_RJ2Flowers_tiny_PH.gif picture by Lilith_RJ2Flowers_tiny_PH.gif picture by Lilith_RJ2Flowers_tiny_PH.gif picture by Lilith_RJ2Flowers_tiny_PH.gif picture by Lilith_RJ2Flowers_tiny_PH.gif picture by Lilith_RJ2

PER LE NOVITA’ DEL BLOG



 SE TI PIACE… ISCRIVITI




 

 



Salvator Rosa – Biografia e diversi dipinti del geniale e tenebroso pittore del ‘600   Leave a comment

.
.


 
 
Autoritratto
 
.
.

 
 
Salvator Rosa è stato un pittore, incisore
ma anche poeta del ‘600

Fin da giovanissimo fu chiaro il suo talento.

Dopo la morte del padre lasciò Napoli e si recò a Roma dove
approfondì le sue esperienze artistiche
alla “Scuola dei Bamboccianti“,
gruppo di artisti che tendevano al rinnovamento del barocco.



Salvator Rosa – Marina del Faro




Ma dopo un po’ lasciò il gruppo
per seguir le orme degli eredi caravaggeschi.

Operò principalmente a Roma, Napoli e Firenze
dove frequentò l’Accademia dei Percossi
che riuniva esponenti di arti varie 
(poesia e cultura in genere oltre alla pittura).



Napoli 21.7.1615 – Roma 15.3.1673




La sua vita fu molto movimentata
anche per un carattere non propriamente facile.

Si specializzò soprattutto nella pittura delle battaglie equestri
per cui fu definito anche il Salvator delle battaglie“.




Allegoria della menzogna



E non solo i pittori eran poeti,
ma filosofi grandi, e fûr demonii
nel cercar di natura i gran segreti
Salvator Rosa


E’ considerato, sia per diversi aspetti artistici
che per il carattere ombroso e lo spirito ribelle,
un precursore del romanticismo
benché egli si muova comunque nell’ambito del barocco.



Salvator Rosa – Autoritratto.

.
.
Vediamo ora altri suoi dipinti in cui possiamo ammirar
la sua predilezione per temi alquanto inconsueti
e però anche rivelatori del suo carattere tenebroso
attraverso i colori scuri ed intensi delle sue opere.
 
 
 
 
 
Veduta del golfo di Salerno



Frine e Xenocrate




Streghe ed incantesimi

.
.


La musica




Porto con rovine




F I N E

 .

Tony Kospan




angel-image091.gif
IL GRUPPO DI CHI AMA VIVER L’ARTE… 
INSIEME
Gif Animate Frecce (39)







Salvator Rosa – La poesia



%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: