Archivio per 3 marzo 2022

Giovedì sera in poesia “Amore vola da me” A. Merini – arte Waterhouse – canzone “Moon river”   Leave a comment

 

 

J. W. Waterhouse

 

 

 

 

 


Disarmato… 
era l’unica parola 
che poteva descrivere il mio cuore 
mentre era accanto al suo. 
– Sylvia Plath –

 

 

 
 
 

J. W. Waterhouse – Santa Cecilia

 

 

 

AMORE, VOLA DA ME 
Alda Merini
 
 
Amore, vola da me
con l’aeroplano di carta
della mia fantasia,
con l’ingegno del tuo sentimento.

Vedrai fiorire terre piene di magia
e io sarò la chioma d’albero più alta
per darti frescura e riparo.

Fa’ delle due braccia
due ali d’angelo
e porta anche a me un po’ di pace
e il giocattolo del sogno.
Ma prima di dirmi qualcosa
guarda il genio in fiore
del mio cuore.

 
 
 
 
J. W. Waterhouse – La mia rosa segreta

 
 
 


FARF 999

 

 

a tutti da Orso Tony

 

 

 

IL GRUPPO DEGLI ARTISTI

E DI CHI AMA L’ARTE

 


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J. W. Waterhouse – Il risveglio di Adone

 
 
 

LA FAMIGLIA DEL MISSIONARIO – Quando un dipinto bello e classico racconta storie… inventate   Leave a comment



Particolare



Nella storia dell’Arte c’è di tutto e di più.
E’ davvero un immenso fantastico mondo.
Stavolta vi parlerò di un affascinante dipinto del settecento romano che però ci racconta una storia… falsa.
Come spesso accade per scoprirlo dobbiamo però osservarlo con attenzione e tener anche presente la storia dei soggetti del dipinto.
E’ certo un caso inconsueto nella ritrattistica familiare.



(Roma, 25 aprile 1684 – Roma, 9 aprile 1764) 



L’AUTORE

L’opera è di Marco Benefial uno dei più noti pittori dell’epoca ma che, a causa del carattere orgoglioso e duro, non ebbe molta fortuna nonostante le sue indubbie capacità.
Nato a Roma da padre francese e madre romana il suo stile si caratterizzò per la vicinanza a quello dei Carracci ed avverso a quello accademico di quegli anni.
La maggior parte delle sue opere fu realizzata per chiese di Roma e Viterbo.
Addirittura si narra che finì per dipingere opere in Provincia su consiglio di amici pittori che però poi se ne attribuirono loro la paternità.
Per i critici di oggi la sua arte avrebbe meritato maggiore considerazione.




IL DIPINTO.. I PERSONAGGI.. IL SIGNIFICATO E LA VERA STORIA

L’opera ci mostra un bel gruppo di famiglia romano del ‘700  che però non è situato nel classico salone familiare bensì all’aperto in uno strano paesaggio che vorrebbe sembrare esotico (notare la palma).






Non solo, anche gli abbigliamenti sono stranissimi, direi orientaleggianti e per nulla corrispondenti al modo di vestire dell’epoca.
Essi vorrebbero far pensare a vestiti da viaggio in località lontane ed indefinite.






Ma queste sono solo le prime stranezze.
In questo inconsueto ed apparentemente esotico ambiente appare, sulla sinistra di chi guarda, un podio agghindato con un tappeto, sul quale si erge un giovane sacerdote che ha sulla mozzetta la conchiglia del pellegrino ed in mano una croce che mostra a tutti.
Attorno a lui, che sembra essere il personaggio principale, appaiono altre autorevoli figure ecclesiastiche.
Il titolo “LA FAMIGLIA DEL MISSIONARIO” già può darci degli indizi per svelare l’arcano significato del dipinto.






Poi però è servita la ricerca storica e quella artistica per giungere a capire il suo vero significato.
Il dipinto ritrae la nobile, influente ed agiata famiglia Quarantotti composta dai fratelli Antonio e Ludovico (con mogli e figli) ed il giovane religioso Giovanni Battista.
Quest’ultimo appare pronto a partire come missionario per terre lontane ed ignote dove certamente evangelizzerà le locali popolazioni.






Il dipinto ha infatti anche un altro titolo “RITRATTO DELLA FAMIGLIA QUARANTOTTI”
Ma dov’è il… falso?
In realtà la Storia di quella famiglia ci dice che il “missionario” non andrà mai da nessuna parte e che grazie ad una bella carriera nell’ambito della Curia romana collazionerà titoli, onori ed una marea di cariche troppo lunga da elencare ma che si conclude con la nomina a… Cardinale!
Dunque il dipinto era solo agiografico, quasi una pubblicità per esaltare la bella famiglia, ed aveva l’intento di mostrare che al suo interno c’era anche un missionario destinato a grandi cose nel mondo.






Penso che sicuramente i familiari e lo stesso cardinale avranno sorriso ogni volta che avranno riguardato quel dipinto ben sapendo che raccontava una storia ed una scena… mai esistite.
L’opera è visibile presso le Gallerie Nazionali di Arte Antica – Palazzo Barberini – Roma

Tony Kospan



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Fonti: Tomaso Montanari (Venerdì Repubblica) e siti vari.

Copyright Tony Kospan vietata la pubblicazione senza indicare autore e blog







Il dipinto intero



Pubblicato 3 marzo 2022 da tonykospan21 in ARTE

Lo sguardo d’amore – Eccolo nelle poesie.. nell’arte.. nelle canzoni.. e non solo   2 comments

 

 

 
 
 


Iniziamo con questo una serie di post
che ci parleranno del percorso dell’amore umano
dalla sua nascita fino alla sua affermazione.



Tubes fée et compagnon...

 
 
LO SGUARDO D’AMORE
POESIE DIPINTI AFORISMI CANZONI E NON SOLO
a cura di Tony Kospan

 
 
Qual è il primo momento in cui nascono in noi
 interesse, curiosità, simpatia, feeling etc.
capaci di trasformarsi in un sentimento d’amore,
se non quando avviene l’incrocio di sguardi?
 
 
Non v’è infatti chi non veda quanto siano importanti
gli sguardi nel sorgere di un amore,
o, in caso di esito negativo,
solo di un sogno d’amore.


 
 

Martin Kavel



 
Direi di più, gli sguardi nel corso dei secoli passati
in cui i rapporti tra i sessi erano estremamente complessi e difficili,

sono stati gli unici mezzi di comunicazione virtuale – ante litteram – 
di emozioni, sensazioni, desideri, e di segnali d’intesa, gioia… etc.

 

Qualcuno può dubitare che uno sguardo
possa penetrare un cuore?


 
 
 
 
 
 


Certo lo sguardo può però, sia in amore
che nei rapporti interpersonali in genere,
anche esprimere odio, disprezzo, indifferenza etc.
ma non è di questo che ci interesseremo…
 
Ritengo sublimi sul tema questi pensieri d’autore.


 
 
 
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Guardandoti negli occhi ricordo soltanto
d’aver già visto il tuo volto in sogno.
Tagore
 

Le parole sono piene di falsità o di arte,
lo sguardo è il linguaggio del cuore
William Shakespeare
 

Lo sguardo alle volte può farsi carne,
unire due persone più di un abbraccio.
Dacia Maraini
 

C’è una strada che va dagli occhi al cuore
senza passare per l’intelletto.
Gilbert Keith Chesterton



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Da sempre i poeti (e gli artisti in genere)
ci hannno parlato della stretta correlazione
tra occhi e cuore. 
 

Ma passiamo alle poesie prescelte stavolta,
 tutte di grandi autori.



 

Luigi Napoleone Grady – Donna distesa

 
 
 

CANZONE
~ Juan Ramon  Jimenez ~
 
Quando le tue mani erano luna,
colsero dal giardino del cielo
i tuoi occhi, violette divine.
Che nostalgia, quando i tuoi occhi
ricordano, di notte, il loro cespo
alla luce morta delle tue mani!
Tutta la mia anima, col suo mondo,
metto nei miei occhi della terra,
per ammirarti, moglie splendida!
Non incontreranno le tue due violette
il leggiadro luogo a cui elevo
cogliendo nella mia anima l’increato?


 
 

Arthur Braginsky


 
 
 
SABBIE MOBILI
~ Jacques Prevert ~
 
Demoni e meraviglie
Venti e maree
S’è ritirato già il mare in lontananza
E tu
Come alga dolcemente dal vento accarezzata
Nelle sabbie del letto ti agiti sognando
Dèmoni e meraviglie
Venti e maree
Il mare s’è ritirato già in lontananza
Ma nei tuoi occhi socchiusi
Due piccole onde son rimaste
Dèmoni e meraviglie
Venti e maree
Due piccole onde per farmi annegare. 


 
 

Cebarre

 
 
 
TI GUARDO E IL SOLE CRESCE
~ Paul Eluard ~
 
Ti guardo e il sole cresce
Presto ricoprirà la nostra giornata
Svegliati cuore e colori in mente
Per dissipare le pene della notte.
Ti guardo tutto è spoglio
Fuori le barche hanno poca acqua
Bisogna dire tutto con poche parole
Il mare è freddo senza amore
E’ l’inizio del mondo
Le onde culleranno il cielo
E tu vieni cullata dalle tue lenzuola
Tiri il sonno verso di te
Svegliati che io segua le tue tracce
Ho un corpo per attenderti per seguirti
Dalle porte dell’alba alle porte dell’ombra
Un corpo per passare la mia vita ad amarti.
Un corpo per sognare al di fuori del tuo sonno.

 
 

Botticelli – Nascita di Venere 
 


CUORE E OCCHI
~ William Shakespeare ~
 
I miei occhi e il cuore son venuti a patti
ed or ciascuno all’altro il suo ben riversa:
se i miei occhi son desiosi di uno sguardo,
o il cuore innamorato si distrugge di sospiri,
gli occhi allor festeggian l’effigie del mio amore
e al fantastico banchetto invitano il mio cuore;
un’altra volta gli occhi son ospiti del cuore
che a lor partecipa il suo pensier d’amore.
Così, per la tua immagine o per il mio amore,
anche se lontano sei sempre in me presente;
perchè non puoi andare oltre i miei pensieri
e sempre io son con loro ed essi son con te;
o se essi dormono, in me la tua visione
desta il cuore mio a delizia sua e degli occhi.

 
 

Leonardo (attr.) – La bella principessa (partic.)
 
 
 
 
TANTO GENTILE E TANTO ONESTA PARE
~  Dante Alighieri ~
 
Tanto gentile e tanto onesta pare
la donna mia quand’ella altrui saluta,
ch’ogne lingua deven tremando muta,
e li occhi no l’ardiscon di guardare.
Ella si va, sententosi laudare,
benignamente d’umiltà vestuta;
e par che sia una cosa venuta
da cielo in terra a miracol mostrare.
Mostrasi sì piacente a chi la mira,
che dà per li occhi una dolcezza al core,
che ‘ntender no la può chi no la prova:
e par che de la sua labbia si mova
un spirito soave pien d’amore,
che va dicendo a l’anima: Sospira.
 
 
 
 

 

 

Un poetico saluto da…
Orso Tony









 
 
 
 
 

Mosaiculture – Le fantastiche sculture e vere “opere d’arte” vegetali della mitica esposizione 2013 di Montreal   Leave a comment

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Una vera e propria gioia per gli occhi, e non solo,
sono queste affascinanti installazioni naturali.


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Ogni anno presso il giardino botanico di Montreal
si ripete questa originale esposizione di sculture… floreali,
ma quella del 2013 resta insuperabile.






LE FANTASTICHE SCULTURE VEGETALI
DELL’ESPOSIZIONE DI MONTREAL DEL 2013


Mosaiculture” è un’arte orticola che prevede la creazione
e il montaggio di opere d’arte con fiori vivaci
e piante con foglie colorate
(in genere perenni ma anche stagionali).






Mostrerò alcune di queste fantastiche opere
tra le oltre 50 esposte nell’edizione del 2013
che è stata davvero la più straordinaria.








Il tema dell’esposizione era,
Land of Hope (Terra della Speranza),
ed aveva sia lo scopo di stupire i visitatori,
che quello di accrescere la consapevolezza dell’importanza
di preservare la ricchezza della vita sulla Terra.








Ecco ora altre affascinanti sculture botaniche







































Tony Kospan


PSICHE E SOGNO
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CULTURALE MA CON LEGGEREZZA
APRI LO SCRIGNO
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GIANNI E PINOTTO – Breve ricordo dei 2 comici eredi dei mitici Stanlio e Ollio anche con video   Leave a comment







Facciamo un tuffo nei ricordi del cinema di un tempo.

La celebre coppia comica, Gianni e Pinotto,
così chiamata in Italia 
(ma Costello e Abbot negli USA)
è stata l’erede di quella ancor più famosa
Laurel & Hardy (Stanlio e Ollio)








GIANNI E PINOTTO

(Lou Costello e Bud Abbot)



Nel dopoguerra con il declino della coppia Laurel & Hardy

e la mancanza di nuovi talenti

emerse questa nuova coppia nota come.. Gianni e Pinotto.






In verità non erano attori improvvisati in quanto erano attivi e conosciuti 
già dagli anni trenta per i loro programmi radiofonici.


Certo è che raggiunsero una grandissima, ed internazionale, notorietà
solo nel dopoguerra e grazie al cinema,







I loro primi film furono veri e propri campioni di incassi

e ciò li rese tra le star più richieste di Hollywood.







Pur essendo una coppia come Laurel & Hardy (a cui molti l’associarono)

non erano una loro “clonazione” in quanto la loro comicità era di tipo diverso.


Il loro umorismo, pur non raggiungendo le vette della prima,

non era da disprezzare anche se nei loro film si nota una certa ripetitività.






Fra il 1940 e il 1956 presero parte a ben 36 film

lavorando quasi sempre con gli stessi registi e,

grazie a una clausola dei loro contratti

che prevedeva una percentuale sugli incassi,

fecero grandi guadagni.








Furono frequenti anche le loro apparizioni televisive

e quindi altro lavoro ed altri profitti.

Ma con il successo iniziarono anche i problemi

come quelli conseguenti all’accusa di evasione fiscale






Poi la morte improvvisa di Pinotto

mise però la parola fine alla coppia.

.

Abbot, restato solo, si ritirò dal mondo dello spettacolo,


e si dedicò al doppiaggio dei cartoni animati realizzati su di loro.







Il video consentirà ai meno giovani di ricordare

ed ai più giovani di conoscere

una pagina del cinema che era in auge negli anni 40 e 50.








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LA FAMIGLIA DEL MISSIONARIO – Quando un dipinto bello e classico racconta… storie inventate   1 comment



Particolare



Nella storia dell’Arte c’è di tutto e di più.
E’ davvero un immenso fantastico mondo.
Stavolta vi parlerò di un affascinante dipinto del settecento romano che però ci racconta una storia… falsa.
Come spesso accade per scoprirlo dobbiamo però osservarlo con attenzione e tener anche presente la storia dei soggetti del dipinto.
E’ certo un caso inconsueto nella ritrattistica familiare.



(Roma, 25 aprile 1684 – Roma, 9 aprile 1764) 



L’AUTORE

L’opera è di Marco Benefial uno dei più noti pittori dell’epoca ma che, a causa del carattere orgoglioso e duro, non ebbe molta fortuna nonostante le sue indubbie capacità.
Nato a Roma da padre francese e madre romana il suo stile si caratterizzò per la vicinanza a quello dei Carracci ed avverso a quello accademico di quegli anni.
La maggior parte delle sue opere fu realizzata per chiese di Roma e Viterbo.
Addirittura si narra che finì per dipingere opere in Provincia su consiglio di amici pittori che però poi se ne attribuirono loro la paternità.
Per i critici di oggi la sua arte avrebbe meritato maggiore considerazione.




IL DIPINTO.. I PERSONAGGI.. IL SIGNIFICATO E LA VERA STORIA

L’opera ci mostra un bel gruppo di famiglia romano del ‘700  che però non è situato nel classico salone familiare bensì all’aperto in uno strano paesaggio che vorrebbe sembrare esotico (notare la palma).






Non solo, anche gli abbigliamenti sono stranissimi, direi orientaleggianti e per nulla corrispondenti al modo di vestire dell’epoca.
Essi vorrebbero far pensare a vestiti da viaggio in località lontane ed indefinite.






Ma queste sono solo le prime stranezze.
In questo inconsueto ed apparentemente esotico ambiente appare, sulla sinistra di chi guarda, un podio agghindato con un tappeto, sul quale si erge un giovane sacerdote che ha sulla mozzetta la conchiglia del pellegrino ed in mano una croce che mostra a tutti.
Attorno a lui, che sembra essere il personaggio principale, appaiono altre autorevoli figure ecclesiastiche.
Il titolo “LA FAMIGLIA DEL MISSIONARIO” già può darci degli indizi per svelare l’arcano significato del dipinto.






Poi però è servita la ricerca storica e quella artistica per giungere a capire il suo vero significato.
Il dipinto ritrae la nobile, influente ed agiata famiglia Quarantotti composta dai fratelli Antonio e Ludovico (con mogli e figli) ed il giovane religioso Giovanni Battista.
Quest’ultimo appare pronto a partire come missionario per terre lontane ed ignote dove certamente evangelizzerà le locali popolazioni.






Il dipinto ha infatti anche un altro titolo “RITRATTO DELLA FAMIGLIA QUARANTOTTI”
Ma dov’è il… falso?
In realtà la Storia di quella famiglia ci dice che il “missionario” non andrà mai da nessuna parte e che grazie ad una bella carriera nell’ambito della Curia romana collazionerà titoli, onori ed una marea di cariche troppo lunga da elencare ma che si conclude con la nomina a… Cardinale!
Dunque il dipinto era solo agiografico, quasi una pubblicità per esaltare la bella famiglia, ed aveva l’intento di mostrare che al suo interno c’era anche un missionario destinato a grandi cose nel mondo.






Penso che sicuramente i familiari e lo stesso cardinale avranno sorriso ogni volta che avranno riguardato quel dipinto ben sapendo che raccontava una storia ed una scena… mai esistite.
L’opera è visibile presso le Gallerie Nazionali di Arte Antica – Palazzo Barberini – Roma

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Fonti: Tomaso Montanari (Venerdì Repubblica) e siti vari.

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