Archivio per 16 novembre 2021

Buon martedì sera in poesia “Che mi ami..” Keats – arte E. Vernon – canzone “Strani amori” Pausini   Leave a comment

 

 

Emile Vernon


 

 

 

 

 

 

    

L’amore, sia quando nasce,

sia quando si desta da un letargo che è sembrato mortale,

riempie il cuore di una luce che si riflette sul mondo circostante.

– Nathaniel Hawthorne – 

    

 

 

 

Emile Vernon 


 
 
 
CHE MI AMI TU LO DICI…
John Keats
 

Che mi ami tu lo dici, ma con una voce
Più casta di quella d’una suora
Che per sé sola i dolci vespri canta,
Quando la campana risuona –
Su, amami davvero!
 

Che mi ami tu lo dici, ma con un sorriso
Freddo come un’alba di penitenza,
Suora crudele di San Cupido
Devota ai giorni d’astinenza –
Su, amami davvero!
 

Che mi ami tu lo dici, ma le tue labbra
Tinte di corallo insegnano meno gioia
Dei coralli del mare –
Mai che s’imbroncino di baci –
Su, amami davvero!
 

Che mi ami tu lo dici, ma la tua mano
Non stringe chi teneramente la stringe;
è morta come quella d’una statua
Mentre la mia brucia di passione –
Su, amami davvero!
 

Su, incendiamoci di parole
E bruciandomi sorridimi – stringimi
Come devono gli amanti – su, baciami,
E l’urna, poi, delle mie ceneri seppelliscila nel tuo cuore –
Su, amami davvero!

 
 
 
 

Emile Vernon

 

 

 
 
 


da Tony Kospan



 

 

 

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Emile Vernon
 
 
 
 

CARAVAGGIO.. IL SAN GIOVANNI BATTISTA DI KANSAS CITY – STORIA ED ANALISI DELL’INCONSUETO DIPINTO   Leave a comment



Questo è un altro sorprendente dipinto del Caravaggio.
In realtà non è l’unico suo “San Giovanni Battista”, ce ne sono ben altri 7 ma parlerò di questo per alcuni suoi interessanti aspetti.
Vedremo poi perché sorprendente
Intanto conosciamone la storia in breve.







LA STORIA DEL DIPINTO


Il dipinto fu commissionato al nostro mitico pittore da Ottavio Costa nel 1602 ed era destinato a diventare una pala d’altare di un remoto paesino del ponente ligure.
Ottavio Costa, pur essendo banchiere, però doveva intendersi d’arte se in quel paese mandò solo una copia (attualmente conservata nel Museo di Albenga) e trattenne per sé l’originale nel suo palazzo romano dove rimase fino al XIX secolo.
Dopo se ne persero le tracce ma lo ritroveremo poi nel ‘900 prima in una collezione privata inglese, poi in una galleria antiquaria ed infine sarà acquistato dal  Nelson-Atkins Museum of Fine Art di Kansas City.









IL DIPINTO E LE SUE INCONSUETE CARATTERISTICHE

L’intensità e la forza dei colori, insieme ai loro contrasti, donano al dipinto effetti quasi tridimensionali.
Osservandolo bene il dipinto poi contiene con evidenza tutti gli elementi classici che si attribuiscono al Santo precursore di Gesù e cioè:
una croce alta fatta con una canna, la pelle di cammello e il mantello rosso ma anche le foglie di quercia (albero della croce).
Tuttavia, se non conoscessimo il titolo, difficilmente potremmo considerarlo di genere religioso proprio in considerazione delle inconsuete caratteristiche che il pittore dà al Santo e che ora esamineremo.
Caravaggio amò dipingere questo e gli altri suoi “San Giovanni” sempre come un ragazzo o un giovane solo, nel deserto.
Egli si basava sull’affermazione del Vangelo di Luca:
 “il fanciullo cresceva e si fortificava nello spirito. Visse in regioni deserte fino al giorno della sua manifestazione a Israele.”
In precedenza era invece stato sempre rappresentato come un bambino, insieme al cuginetto Gesù, o come un adulto, nell’atto di battezzare il Cristo.



San Giovanni Battista – Tiziano


Tornando ad un esame specifico del dipinto di Kansas City notiamo che non solo è un giovanetto ma è anche molto imbronciato (anzi direi proprio “incazzato”) come lo sono spesso i giovani (e come siamo stati anche noi quando eravamo adolescenti) come si evince dal suo volto oscuro e dal suo sguardo quasi torvo.
I colori intensi e la scarsa luce accentuano poi quel senso di protesta che aleggia con forza nell’aria.
Certo un Santo così corrucciato e con un atteggiamento così duro stonerebbe in una pala d’altare (e difatti restò nel palazzo del banchiere).






In realtà non si può escludere nemmeno che il dipinto possa rappresentare anche l’umore non sereno che in quel periodo poteva avere lo stesso Caravaggio che, come sappiamo, spesso si metteva nei guai per il suo carattere non docile.
In ogni caso il pittore mostra una profonda conoscenza dell’animo umano in generale e delle crisi giovanili in particolare.



Caravaggio – Autoritratto




IL MODELLO

Dalle tracce delle attività preparatorie, rinvenute con i raggi infrarossi, si è accertato che il Caravaggio dipinse dal vero utilizzando la presenza di un modello.
Ma chi è il giovane modello?
Secondo gli storici dell’arte potrebbe essere Cecco, il suo garzone di bottega (e forse suo amante).

Tony Kospan




Fonti vari testi e siti web
Copyright Tony Kospan
Vietata la copia senza indicare blog ed autore del post



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NOTTE D’AUTUNNO e LES FEUILLES MORTES – Hikmet.. Prevert e Yves Montand con poesie e musica esaltano il fascino dell’autunno   Leave a comment

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2 grandi poeti, Hikmet e Prevert,

inneggiano all’autunno… a modo loro…

ed un mitico cantante Yves Montand

canta magicamente la poesia del 2°


 

 

 
 
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NOTTE D’AUTUNNO E LES FEUILLES MORTES
 
– POESIA E CANZONE POESIA… SUBLIMI –
 
a cura di Tony Kospan

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La prima poesia sublime di cui tratteremo
è del grande… poeta turco Hikmet
 
 Egli… riconosce all’autunno…
ed in particolare alla notte d’autunno, 
più delle notti delle altre stagioni, 
la capacità di quasi costringerci a guardarci dentro… 
nel profondo del nostro cuore.


 
 
 
 
 
 
 

 


E lì… legger le parole dell’Amore.
 
 
Parole forti, parole assolute…parole universali…
parole che sostanziano realizzano… concretizzano…
l’eternità dell’amore umano.


 
 
 
 
 
 
 
 
 

Questa è solo la mia interpretazione
ma potrebbero essercene altre… 
che mi piacerebbe conoscere da voi…
 
 
 Quel che è certo ed innegabile
è l’enorme fascinosa suggestione che la poesia ci dona…
quasi avvolgendoci in un’amorosa nube autunnale.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 


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NOTTE D’AUTUNNO
Nazim Hikmet


In questa notte d’autunno
sono pieno delle tue parole
parole eterne come il tempo
come la materia
parole pesanti come la mano
scintillanti come le stelle.
Dalla tua testa alla tua carne
dal tuo cuore
mi sono giunte le tue parole
le tue parole cariche di te
le tue parole, madre
le tue parole, amore
le tue parole, amica.
Erano tristi, amare
erano allegre, piene di speranza
erano coraggiose, eroiche
le tue parole
erano uomini.


 



La seconda,
da cui è nata anche la mitica canzone che poi ascolteremo,
 è una grandissima poesia di Prévert.


 
 
 
 
 
 
 


Parlo della mitica… LES FEUILLES MORTES
 
che ascolteremo poi cantata dall’indimenticabile Yves Montand

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LE FOGLIE MORTE

Oh, vorrei tanto che anche tu ricordassi
i giorni felici del nostro amore
Com’era più bella la vita
E com’era più bruciante il sole
Le foglie morte cadono a mucchi…
Vedi: non ho dimenticato
Le foglie morte cadono a mucchi
come i ricordi, e i rimpianti
e il vento del nord porta via tutto
nella più fredda notte che dimentica
Vedi: non ho dimenticato
la canzone che mi cantavi
è una canzone che ci somiglia
Tu che mi amavi
e io ti amavo
E vivevamo, noi due, insieme
tu che mi amavi
io che ti amavo
Ma la vita separa chi si ama
piano piano
senza nessun rumore
e il mare cancella sulla sabbia
i passi degli amanti
Le foglie morte cadono a mucchi
e come loro i ricordi, i rimpianti
Ma il mio fedele e silenzioso amore
sorride ancora, dice grazie alla vita
Ti amavo tanto, eri così bella
Come potrei dimenticarti
Com’era più bella la vita
e com’era più bruciante il sole
Eri la mia più dolce amica…
Ma non ho ormai che rimpianti
E la canzone che tu cantavi
la sentirò per sempre
è una canzone che ci somiglia
Tu che mi amavi
io che ti amavo
Ma la vita separa chi si ama
piano piano
senza nessun rumore
e il mare cancella sulla sabbia
i passi degli amanti divisi.

 
 
 

 


Auguro a tutti un felice proseguimento d’autunno
 
 Tony Kospan




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“I fidanzatini di Peynet” simbolo dell’amore eterno – La loro storia e tanti romanticissimi dipinti anche in video   Leave a comment






La storia e la favola di Raymond Peynet,

ideatore dei mitici “fidanzatini

divenuti emblema dell’amore eterno in tutto il mondo,

è in realtà davvero breve, simpatica e semplice…




(Parigi 16.11.1908 – Mougins 14.1.1999)



Dopo aver studiato alla “Scuola delle Arti Applicate all’industria”

iniziò a lavorare per un’agenzia pubblicitaria disegnando etichette di prodotti vari

(in genere profumi e confezioni di cioccolatini).



In un secondo momento passò a pubblicare disegni su vari giornali di Parigi.



Nel 1930 si sposò con un’amica d’infanzia

con cui rimase tutta la vita e da cui ebbe una figlia.



Nel 1942 la svolta della sua vita… che lui stesso raccontò.






LA STORIA DELLA NASCITA DEGLI INNAMORATI DI PEYNET

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Nella tetra e grigia atmosfera della guerra Peynet era a Valence

in attesa di prendere un treno con la moglie 

che qual combinazione si chiamava Damour  (Damore) – e la figlia Annie

quando sente una musica provenire da un chioschetto lì vicino.


Quel chioschetto… quella musica…gli fecero venire l’ispirazione.



Ho cominciato a scarabocchiare ed ho disegnato prima il violinista solitario (io),

poi la ragazza con la coda di cavallo (la moglie Denise) nonché mia unica spettatrice“.

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Il chioschetto ed il 1° dipinto

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In quel momento nascevano i celebri innamorati, o fidanzatini (in francese amoureux)

che sarebbero diventati per tutti il simbolo di un amore vero… e senza fine.




Quel vecchio chioschetto, che il Comune voleva demolire,

per le proteste dei cittadini e le campagne di molti francesi,

è diventato invece dal 1982 monumento nazionale…


Eccolo…







Ora, sia che crediate o meno nell’amore vero ed eterno,

ecco altre immagini dei mitici “Amoureux

perchè in ogni caso un bel sentimento, come l’amore,

non può certo far male a nessuno.








Non posso vivere lontano da te






Il mio cuore è solo e si annoia. Puoi fargli posto accanto al tuo?



Nel video che segue tanti altri dolcissimi dipinti “amorosi”.






Tony Kospan




LA TUA PAGINA PER SOGNARE






Lia Zoppelli.. elegante attrice e nostra amica negli anni ’50 e ’60 anche grazie a Carosello   Leave a comment

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Ricordiamo un personaggio forse ormai dimenticato
o mai conosciuto dalle giovani generazioni
ma che è stato una presenza simpatica e costante nelle nostre case,
grazie al mitico Carosello Alemagna,
 in coppia con Enrico Viarisio, per alcuni decenni.


Oggi è ll’anniversario della nascita 
della signorile ed elegante attrice
Lia Zoppelli 





(Milano 16.11.1920 – Milano 2.1.1988)
 


Iniziò fin da giovanissima la carriera d’attrice teatrale…
ed ebbe presto molto successo.


Passò poi a quella cinematografica e televisiva 
anche se spesso in ruoli non da protagonista.








La sua carriera d’artista iniziata nei primi anni quaranta 
è durata fino agli anni ottanta
ed ha recitato con molti grandi artisti dell’epoca.






 

Eccola qui, con Enrico Viarisio, in uno spot del Carosello Alemagna
famoso per la frase… “Ullallà è una cuccagna





Enrico Viarisio



Raggiunse però una grande notorietà
entrando alla grande 
nelle case degli Italiani
con il mitico Carosello.

 

Qui con il figlioletto Enrico

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Ricordiamola ancora rivedendola anche
in questa mitica 
ed esilarante scenetta… con l’altrettanto mitico Totò…  
(C’è del marcio in Danimarca)


 

 




Tony Kospan




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